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Posts Tagged ‘sovraffollamento’

Sovraffollamento in carcere: Formigoni uno in meno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Più carcere più reati: alcuni politici, per aver consenso elettorale, vorrebbero non solo imprigionare i nostri corpi, ma anche i nostri cuori e, se fosse sulla terra, imprigionerebbero pure il cielo. (Dal mio diario dal carcere) Alcuni giorni fa i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano hanno concesso gli arresti domiciliari a Roberto Formigoni, l’ex presidente della Regione Lombardia, condannato per corruzione a 5 anni e 10 mesi di carcere. A me la notizia ha fatto piacere, perché così i miei ex compagni avranno un po’ di spazio in più nelle loro celle/bare.In carcere c’è il detto che la galera non si augura neppure al peggior nemico e sinceramente se fossi un giudice, oltre a Formigoni, tenterei di far uscire anche tanti altri dannati, che magari sono stati condannati non per aver ottenuto illecitamente lussi e privilegi, ma per disagio sociale, emarginazione o altro.Quando leggo o ascolto “Giustizia: pene più severe per ladri e rapinatori, emendamento in riforma processo penale”; “Giustizia: allarme-sicurezza, il Governo raddoppia le pene per i furti negli appartamenti”; “Da due a sei anni per chi svaligia gli appartamenti, da quattro a dieci per gli assalti armati. Tra gli obiettivi c’è il blocco dei benefici a chi viene condannato” mi scappa da ridere, per non piangere, pensando a come sono sciocchi alcuni politici se pensano che aumentando le pena diminuiscano i reati. Poveri illusi. Vorrebbero chiudere i criminali buttando via le chiavi, ma possibile che non si rendano conto che prima o poi molti di loro usciranno? E poi alcuni di questi, quando saranno fuori, si vendicheranno di essere diventati, in carcere, durante la detenzione, più cattivi di quando sono entrati, perché la maggioranza delle persone non sono malvagie, almeno quando entrano in carcere, ma lo diventano dopo, perché la galera non fa altro che affermare il criminale in carriera. Possibile che questi politici non sappiano che le nostre Patrie Galere sono fabbriche di odio sociale e che è difficile migliorare le persone con la sofferenza e l’odio? Probabilmente lo sanno, ma a loro interessa solo cavalcare le paure della gente per vincere le elezioni. Sono fortemente convinto che le pene lunghe, solo detentive, creino “tossicodipendenza” carceraria. E, in tutti i casi, la pena di per sé non può migliorare chi la subisce, ma lo può fare l’ambiente in cui la pena si sconta.
Pochi lo sanno, ma la pena detentiva da scontare in carcere è un’invenzione moderna, di circa 300 anni fa. La schiavitù, la pena di morte, la vendetta, la tortura fanno parte della cultura di ogni società, sia antica che moderna, invece l’usanza di punire tenendo chiusa una persona in una cella per anni e anni, e a volte per tutta la vita, è un fatto relativamente nuovo. Non più: (…) il terribile ma passeggero spettacolo della morte di uno scellerato, ma il lungo e stentato esempio di un uomo privo di libertà. (Beccaria, Dei delitti e delle pene) A mio parere, il carcere com’è attualmente in Italia non serve: è solo una vendetta e le sofferenze patite in prigione non migliorano le persone. Sono convinto che il carcere meno peggio è quello che si chiude, e il migliore è quello che non verrà mai costruito.Lo so, molti penseranno che scrivo queste cose perché sono stato in carcere più di un quarto di secolo, ma sinceramente credo che si possa essere criminali pur non infrangendo nessuna legge, come alcuni politici che usano le paure della gente e lo spettro del carcere per cercare consensi elettorali. Penso che non serva a nulla aumentare le pene, perché chi va a rubare (o commette qualsiasi reato) non ci va con il codice in mano. E non pensa quasi mai a quanti anni di carcere prenderà, pensa solo a non farsi prendere, un po’ come fanno alcuni politici quando si fanno corrompere. Credo invece che per far diminuire i reati dovrebbero abbassare le pene e che il carcere, oltre ad essere più umano, dovrebbe fare “bene” alla persona ed essere l’estremo rimedio, come è accaduto per Roberto Formigoni. (Carmelo Musumeci)

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Persistono le criticità penitenziarie

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

officers of Jail Police (Polizia Penitenziaria)

Image via Wikipedia

Lo sono negli istituti penitenziari del Lazio e, in modo particolare, nella Casa Circondariale Nuovo Complesso di Civitavecchia dove sovraffollamento e mancanza di personale sembrano problemi di poco conto che non toccano minimamente i vertici del Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria (DAP). Fino ad oggi la drammatica situazione è stata contenuta principalmente grazie al senso di responsabilità, allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalità del personale di Polizia Penitenziaria che, nel Lazio, lamenta gravissime carenze di organico quantificate in oltre mille unità” . E’ quanto scrive in una nota Maurizio SOMMA, Segretario Nazionale del Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. Nello specifico si rappresenta:
• presso l’istituto vi sono n. 541 detenuti presenti a cui corrispondono n. 200 (circa) agenti operanti con circa 42 distaccati presso altre sedi;
• i detenuti AS3 presenti sono n. 120;
• sono state soppresse le sentinelle, a danno della sicurezza;
• gli apparati tecnologici (telecamere, radio, allarmi etc…), non sono funzionanti o lo sono parzialmente;
• il nucleo Traduzioni e Piantonamenti ha in uso mezzi vetusti e fatiscenti che non sono in grado di garantire la sicurezza in caso di traduzioni di detenuti AS.3.
“Per i motivi esposti è di tutta evidenza che si lavora ben al di sotto dei livelli minimi di sicurezza, e l’arrivo di altri detenuti AS3 abbasserebbe ulteriormente il livello che, senza un congruo aumento di personale, manderebbe al collasso l’intero istituto penitenziario. Pertanto, il SAPPE indice lo stato di agitazione, contro l’evidente noncuranza, direi quasi disprezzo da parte dell’Amministrazione penitenziaria.

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Salute nelle carceri

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Una delegazione della Commissione parlamentare sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, guidata dall’ on. Doris Lo Moro, ha visitato stamane il carcere maschile di Lamezia Terme, alla presenza, tra gli altri, del Direttore del carcere, la dott.ssa Mendicino, e del Responsabile sanitario, il dott. Cugnetto.  Il sopralluogo ha evidenziato un sovraffollamento allarmante, pari al doppio del numero considerato come tollerabile: 85 detenuti a fronte di una capienza ottimale di 27 persone e ad una capienza tollerabile di 27. E’ stato inoltre constatato, dato ancor più grave, che questo sovraffollamento è ormai diventato un dato strutturale: da oltre un anno a questa parte, infatti, il numero dei detenuti ha sempre oscillato tra gli 80 e i 90.  Sono complessivamente 40 gli stranieri, ma di questi solo 7 hanno commesso reati in Calabria, mentre gli altri 33 arrivano da altre regioni. Accanto al sovraffollamento è emersa, durante la visita, la carenza di agenti della polizia penitenziaria, sottorganico persino in riferimento alle condizioni ordinarie. L’altra grande criticità riguarda l’aspetto sanitario. Tre le principali problematiche enucleate: la scarsità dei servizi forniti dal sistema sanitario territoriale; la difficoltà nel reperimento farmaci; l’assenza del servizio di psichiatria e la mancanza di continuità col servizio del Sert, a fronte della presenza di ben 23 tossicodipendenti. Infine una guardia medica presente solo dalle 14 alle 20. La delegazione ha visitato la struttura, soffermandosi in particolare sui luoghi di cura, di lavoro e ricreativi, e ha poi incontrato detenuti e agenti, acquisendo dati e documenti che saranno valutati in maniera attenta. “I dati di Lamezia confermano il sovraffollamento ma chiariscono che si tratta di un sovraffollamento strutturale. Evidenziano, inoltre, carenze particolarmente gravi in alcuni servizi sanitari” ha commentato l’on. Lo Moro. “Elementi che la Commissione valuterà grazie ai dati e ai documenti raccolti – ha aggiunto l’on. Lo Moro – anche per capire se le carenze segnalate riguardino solo l’istituto lametino o siano invece indicative di una mancata o parziale attuazione della riforma della sanità penitenziaria, che ha stabilito il passaggio della sanità carceraria dal ministero della Giustizia alle regioni, e della difficoltà che tale riforma incontra nell’esser tradotta in pratica in tutta la Calabria”. “Questa missione come quelle già fatte e quelle che si faranno in altri penitenziari italiani – ha commentato il Presidente Orlando – conferma la dimensione strutturale della crisi degli istituti detentivi e sottolinea la necessità che le condizioni di vita dei detenuti vengano finalmente poste nell’agenda politica del nostro Paese. La Commissione ritiene, infatti – ha aggiunto Orlando – che, accanto alla denuncia di singole gravi disfunzioni, sia necessaria una presa di coscienza da parte della politica e un intervento deciso e organico da parte del Governo, un intervento che incida in modo significativo sulla natura strutturale del problema del sovraffollamento delle carceri”.

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Sovraffollamento carceri in Calabria

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

“La situazione delle carceri in Calabria si impone come un’emergenza e occorre adottare al più presto provvedimenti burocratici”. Commenta con queste parole Pamela Aroi, responsabile per la Calabria dell’Italia dei Diritti, la condizione di sovraffollamento che regna all’interno del sistema carcerario calabrese. Il numero dei detenuti è stimato a 3.200, a fronte dei 1.900 posti di capienza previsti. Il contesto in cui si trovano a lavorare gli agenti di custodia non è dunque ottimale e ciò va a discapito della sicurezza stessa. Turni massacranti, straordinari non sempre pagati, aggressività dei carcerati e tentativi di sventare i suicidi degli stessi. Queste le conseguenze limite di un sistema su cui agire senza indugi.

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Sovraffollamento carceri

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Da alcune settimane il DDL Alfano sulla detenzione domiciliare è Legge. In sintesi il Magistrato di Sorveglianza dispone l’esecuzione domiciliare degli ultimi 12 mesi di pena, ma di fatto vengono esclusi la stragrande maggioranza dei detenuti.  E quindi, a mio parere, è come se si levasse una goccia di acqua salata in un oceano. In 206 istituti di pena ci sono 68 mila detenuti per 44 mila posti letti regolamentari (… ) risulta che tutte queste carceri sono fuori legge dal punto di vista socio-sanitario. I semiliberi sono 887, sono 7800 i detenuti ammessi all’affidamento in prova, mentre sono 4.692 le persone in detenzione domiciliare. (Fonte: ANSA, 22 ottobre 2010) Secondo me, invece di questo DDL Alfano, sarebbe molto meglio che i Magistrati di Sorveglianza non avessero  paura dei mass media e applicassero le leggi che ci sono per mandare a lavorare e, perché no, a togliere la spazzatura dalle strade, tutti i detenuti, boss compresi, che possono farlo.
Dovrebbe far riflettere che su 68.000 detenuti siano solo 877 i detenuti semiliberi che escono dal carcere al mattino per lavorare e rientrano la sera per pernottare nella cella. Pensando con la forza della ragione dovrebbero  essere molto di più, all’incirca 20.000. Il carcere così com’è, fa diventare criminali i detenuti e delinquenti  chi li mette dentro e li tiene in una situazione d’illegalità. E non dimentichiamoci che in carcere ci può entrare chiunque, ma chi è forte, potente e ricco esce subito, mentre i poveracci ci rimangono. Sempre con il DDL Alfano, per fronteggiare l’emergenza in atto, è stata autorizzata l’assunzione di 2.000 agenti di Polizia penitenziaria. Spesso i nostri politici non truffano solo i detenuti, ma riescono a truffare anche la Polizia penitenziaria, perché queste 2.000 unità non superano neppure il numero degli agenti che sono andati in pensione in questi anni. Il carcere è il peggiore nemico di se stesso. (Carmelo Musumeci)

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Sovraffollamento carcere minorile

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Bologna. “Le agitazioni sindacali che hanno coinvolto di recente il carcere di Pratello, rientrano in un clima di penalizzazione che il nostro governo porta avanti ostacolando la sopravvivenza di numerose strutture pubbliche e private. La Regione non appoggia di certo questo comportamento e forse per tale motivo, l’Emilia Romagna, è sfavorita in maggior misura”. Dure le parole del responsabile per la provincia di Bologna dell’Italia dei Diritti, Marcello De Giorgio, nell’esprime il suo parere in merito al grido di allarme lanciato dai rappresentati dei lavoratori della polizia penitenziaria del carcere minorile bolognese, a causa della condizione di sovraffollamento della struttura e dell’enorme mole di lavoro a carico degli esigui dipendenti. Molti detenuti sono infatti costretti a dormire a terra in quanto non ci sono più posti letto, e gli agenti di polizia si sono visti revocare ferie e permessi per non lasciare la gestione priva di personale. “Se il centrodestra non intende promuovere un’inversione di tendenza – incalza l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, problemi come quello sorto nella struttura del Pratello, si intensificheranno ancor di più. Mi chiedo se gli eccessivi disagi dei reclusi minorenni non faciliteranno episodi ben più gravi, penso ad esempio ai suicidi. Non mi stupirebbe tutto questo, purtroppo negli altri penitenziari dove i detenuti sono maggiorenni, tragedie del genere sono all’ordine del giorno”.

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Carceri: Che fine ha fatto il ddl Alfano?

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Intervento in Aula della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale Il disegno di legge Alfano, quello che prevede di scontare l’ultimo anno di pena agli arresti domiciliari e chiamato impropriamente svuota carceri, il cui iter al Senato sarebbe dovuto essere rapido, data la grave situazione in cui versano le carceri italiane messe a dura prova dal sovraffollamento e dalla carenza di operatori, è tristemente scomparso. Tale disegno di legge, cercava di operare un intervento, seppur minimale, sulla gravissima situazione del sistema penitenziario italiano, cercando di portare fuori dalle carceri le persone che stavano scontando l’ultimo anno di pena. In realtà, il disegno di legge si è andato svuotando a seguito delle votazioni della Camera ed il testo che è arrivato in Senato, per stessa ammissione del sottosegretario Caliendo, non riuscirà a intervenire se non su pochissime persone (forse 1.000, o al massimo 2.000). Tuttavia, perlomeno si prevedeva la possibile assunzione di 2.000 agenti penitenziari e ciò avrebbe potuto comportare l’apertura di alcuni reparti e quindi avrebbe consentito di intervenire sul sovraffollamento penitenziario. La Commissione giustizia si era impegnata a licenziare rapidamente questo disegno di legge facendo decadere tutti gli emendamenti, perché, per bocca dello stesso presidente Berselli, si sarebbe dovuti arrivare rapidamente all’esame dell’Assemblea, ma in realtà ciò non avviene perché pare manchi la relazione tecnica, cioè mancano i fondi per coprire l’assunzione dei possibili 2.000 agenti penitenziari. Essendo un disegno di legge di iniziativa governativa, forse sarebbe utile che il Governo trovasse anche i finanziamenti per poterlo sbloccare e licenziare rapidamente. Il provvedimento reca la data del 30 luglio 2010; vista l’emergenza della situazione penitenziaria (di cui è inutile ricordare i numeri: si sta per arrivare a 70.000 detenuti, 55 sono i suicidi dall’inizio dell’anno), forse è il caso che lo stesso Governo si prenda un impegno sull’iter di questo intervento che, seppur minimale, rappresenta un segnale per il nostro sistema penitenziario.

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Arretrato e sovraffollamento tribunali

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

Nella mediazione civile si sta  inserendo prepotentemente  un fatto molto importante: un piano straordinario governativo per lo smaltimento dell’arretrato e  per evitare il sovraffollamento dei tribunali. Il Ministro, come sempre, non  fa fatica a trovare soluzioni, dice Pecoraro – presidente dell’Associazione Nazionale per la Conciliazione & l’Arbitrato (A.N.P.A.R.), dopo giorni di chiacchiere ed interpretazioni, la mediazione civile promette  nuovi ed importanti sviluppi, senza equivoci  e fraintesi, infatti, agli industriali il Ministro ha detto che “nessuna riforma della giustizia civile, puo’ funzionare se la giustizia italiana ha sulle spalle uno zaino di piombo di 5,6 milioni di cause pendenti. Lavoreremo insieme per dare alla giustizia civile un aspetto piu’ efficiente e moderno: processi piu’ veloci che diano esiti in tempi ragionevoli con un piano straordinario di sma! ltimento dell’arretrato civile in modo da eliminare in tempi rapidi 5,6 milioni di cause pendenti e l’introduzione della mediazione civile come risposta al sovraffollamento dei tribunali”.  La mediazione civile, dunque – secondo Pecoraro – avanza di giorno e di notte e non arretra  di un passo di fronte alle richieste di chi vuol mantenere in essere privilegi e posizioni  dominanti nell’ambito delle professioni giuridiche. (A. Bove)

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Sovraffollamento carceri

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale della Commissione Giustizia Come avevo paventato nella giornata di ieri, il Parlamento non riuscirà ad approvare, prima della pausa estiva, nemmeno la versione “svuotata” – e priva di ogni efficacia rispetto al dramma carcerario – del DDL Alfano sull’esecuzione presso il domicilio delle pene inferiori ad un anno. Il testo licenziato ieri dalla Commissione Giustizia della Camera in sede legislativa, infatti, non potrà essere approvato per tempo dall’altro ramo del Parlamento; a confermarlo è il Presidente della Commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli. Al Presidente del Consiglio e al Governo chiedo l’immediata approvazione di un decreto legge e il coraggio di ritornare al testo originario del Ministro Alfano (varato all’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento delle mozioni sulle carceri) che rispondeva almeno all’emergenza del sovraffollamento carcerario. La versione licenziata  dalla Commissione Giustizia della Camera, dopo mesi e mesi di discussione e di saccheggio del testo originario, è invece solo un’aspirina per la comunità penitenziaria ridotta allo stremo. Il testo originale “Alfano”, potrebbe restituire, con la detenzione domiciliare di circa 12.000 persone, un minimo di legalità alle carceri italiane ridotte in uno stato di totale abbandono umano e civile, mai verificatosi in passato in proporzioni così sconvolgenti.

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Situazione carcere di Lecce

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2010

«Abbiamo analizzato la questione in un paio di riunioni. Non e’ emerso nulla di cosi’ allarmante da prospettare l’emergenza». Destano sorpresa le parole del Procuratore capo della Repubblica apparse sulla stampa locale negli scorsi giorni in relazione alla situazione del carcere di Lecce. Il rischio e’ che sminuendo la portata del problema si sottovaluti la gravità della situazione.
Sono mesi che gli avvocati, il Sappe e tutti gli addetti ai lavori sottolineano le disastrose condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere ed i poliziotti a lavorare. Una condizione che definire disumana e’ eufemistico. Solo il dato del sovraffollamento dovrebbe dire tutto: 1.400 persone dove ce ne potrebbero essere 660 e un organico di polizia penitenziaria sottodimensionato rispetto all’attuale popolazione carceraria. I dati sui suicidi, sono allarmanti: alla meta’ del 2010 sono due e solo nel carcere di Lecce mentre nel 2009 i decessi sono stati 3 ma in tutti gli istituti penitenziari della Regione. Le descrizioni delle condizioni di vita in carcere sono agghiaccianti: spesso manca l’acqua, lo spazio per ogni persona e’ ridotto all’inaccettabile.  Gli scontri tra detenuti e agenti con feriti da entrambe le parti sono quotidiani. (Avv. Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce)

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Sovraffollamento carceri

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

“Sul gravoso problema del sovraffollamento delle carceri il governo non ha fatto nulla. Non ha né varato un nuovo piano carceri, né aumentato il personale di polizia penitenziaria, sotto organico di 5mila unità” lo dichiara in una nota l’on. Federico Palomba, capogruppo di Italia dei Valori in commissione Giustizia alla Camera. “Di fronte a questi due gravi e annose questioni, il dl domiciliari per pene non superiori a un anno del governo è uno specchietto per le allodole, una foglia di fico utilizzata per coprire le gravi inadempienze di questo esecutivo che in due anni e mezzo non ha fatto nulla” spiega Palomba. “Italia Dei Valori ritiene, invece, che il problema del sovraffollamento delle carceri e del personale di polizia penitenziaria siano questioni strutturali e non congiunturali e come tali vanno date soluzione che reggano nel tempo. Per questo, ha presentato in Commissione tre emendamenti per l’aumento di unità del corpo di polizia penitenziaria, un aumento dei fondi per le forze di polizia e di quello relativo al nuovo piano carceri. Collaboreremo in maniera proficua se il governo vorrà davvero confrontarsi con l’opposizione ma, per il momento, il nostro giudizio su questo provvedimento rimane profondamente negativo e critico” conclude Palomba.

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Sistema penitenziario nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

“Il Parlamento e il Governo stanno operando per il superamento delle molteplici criticità penitenziarie e forte è l’auspicio che il loro impegno conduca presto a risultati tali da rendere meno oneroso il quotidiano svolgimento dei compiti istituzionali della Polizia Penitenziaria.” E’ quanto scrive in una nota diretta al Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, al quale il Segretario Generale del SAPPE Donato CAPECE si era rivolto per rappresentare la grave situazione penitenziaria. “Il Presidente Napolitano” prosegue la nota del Quirinale “segue con grande e continuativa attenzione le questioni carcerarie, attualmente rese ancora più complesse dal fenomeno del sovraffollamento. Anche nel messaggio inviato in occasione della Festa del Corpo, ha espresso gratitudine e apprezzamento per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria, che – con dedizione e competenza – fronteggiano le situazioni di disagio, sofferenza e grave rischio che la realtà della detenzione comporta”. “Esprimiamo vivo apprezzamento per i contenuti della nota del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che conferma la sua autorevole attenzione e sensibilità verso i gravi problemi penitenziari del Paese”, ha commentato il segretario generale del SAPPE Donato CAPECE. “Auspichiamo ora che si prenda finalmente atto del momento di estrema gravità del sistema carcerario, che i nostri 37mila colleghi e le loro famiglie sono costretti a vivere, sopportare, subire, anche per le indifferenze mostrate fino ad oggi da tutto l’arco parlamentare. Governo e Parlamento raccolgano l’invito del Capo dello Stato, al quale rinnoviamo i nostri sentimenti di gratitudine, ed individuino con urgenza soluzioni politiche e amministrative concrete per evitare il tracollo del sistema penitenziario italiano.”

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Sulmona: ancora un detenuto suicida

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

“Quello del detenuto R.I. 54 anni, di Roma nel carcere di Sulmona è, a quanto ci risulta, il sedicesimo suicidio avvenuto dall’inizio dell’anno nelle carceri. Ed è avvenuto, come gli altri, nel contesto di un ‘combinato disposto’ (sovraffollamento penitenziario e gravi carenze negli organici della Polizia penitenziaria) che ricade pericolosamente sulle condizioni lavorative dei Baschi Azzurri del Corpo e che impedisce di svolgere servizio nel migliore dei modi. Come può un Agente, da solo, controllare 80/100 detenuti?”E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria, alla notizia dell’ennesimo suicidio di un detenuto, questa volta nel carcere di Sulmona. “Con un sovraffollamento di oltre 67mila detenuti in carceri che ne possono contenere a mala pena 43mila, accadono purtroppo questi episodi. A Sulmona, ad esempio, dove i posti regolamentari nelle celle sono circa 300, abbiamo quasi 500 detenuti presenti. E se la situazione non si aggrava ulteriormente è grazie alle donne e agli uomini del Corpo che, in media, sventano ogni mese 10 tentativi di suicidio (molte centinaia ogni anno) di detenuti nei penitenziari italiani. Il Corpo di Polizia Penitenziaria, i cui organici sono carenti di oltre 6mila unità,  ha mantenuto fino ad ora l’ordine e la sicurezza negli oltre duecento Istituti penitenziari a costo di enormi sacrifici personali, mettendo a rischio la propria incolumità fisica, senza perdere il senso del dovere e dello Stato nonostante vessati da continue umiliazioni ed aggressioni da parte di una popolazione detenuta esasperata dal sovraffollamento e da politiche repressive che non hanno avuto il coraggio e l’onestà politica ed intellettuale di riconoscere i dati statistici e gli studi Universitari indipendenti su come il ricorso alle misure alternative e politiche di serio reinserimento delle persone detenute attraverso il lavoro, siano l’unico strumento valido, efficace, sicuro ed economicamente vantaggioso, per attuare il tanto citato quanto non applicato articolo 27 della nostra Costituzione”.

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Sovraffollamento carcerario

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

“La situazione di sovraffollamento carcerario rischia di diventare uno strumento di stabilizzazione anche da parte della criminalità organizzata che, in modo nascosto, è in grado di approfittare delle tensioni e di stimolarle per collassare il sistema penitenziario, che è fragile, perché senza mezzi, poliziotti, educatori, risorse finanziarie. Tanto più sarà in crisi il presidio di legalità e sicurezza che il carcere rappresenta, tanto più la criminalità organizzata potrà strumentalizzare tale disagio e rafforzarsi. Un reale ostacolo alla criminalità organizzata può opporsi solo investendo adeguate risorse finalizzate al rafforzamento dei presidi di legalità: condizione essenziale è allora una maggiore presenza dello Stato sul territorio, attraverso le Forze dell’Ordine, tutte le forze di polizia, anche penitenziaria, perché la criminalità organizzata non vive solo nella società libera ma esiste ed agisce anche nelle carceri, dove recluta, istruisce, progetta e ordina.” E’ l’impietosa analisi contenuta nella relazione del Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Donato Capece, Organizzazione che sta svolgendo ad Abano Terme i lavori del suo 21/mo Consiglio nazionale. Nell’ambito del Piano carceri, il SAPPE ribadisce la necessità di un arruolamento immediato di almeno 2.000 unità, a fronte delle circa 6.000 unità che mancano, significando, inoltre, di utilizzare strutture ex mandamentali, che sarebbero già allestite e arredate ai fini di un proficuo utilizzo. E suggerisce una soluzione alternativa per per l’edilizia penitenziaria: “Parliamo di  un progetto “modulare”, vale a dire un edificio in acciaio, con grandi capacità di resistenza agli agenti atmosferici, agli attacchi chimici o ad altri processi deteriorativi, che può essere sopraelevato senza particolari misure strutturali e con costi competitivi e tempi di esecuzione estremamente rapidi. Si tratta di edifici con 600 posti letto costruibili  in quattro mesi,  con un costo inferiore ai 20 milioni di euro, e posti in opera in soli 7 mesi. Anche questa potrebbe essere una prima rapida soluzione per deflazionare le affollate carceri italiane”

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Sovraffollamento carcere Arezzo

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali-Pd 132 detenuti per 65 di capienza (90 quella tollerata), di cui 79 stranieri e 45 definitivi, contro 58 agenti di polizia penitenziaria in funzione rispetto a 82 in organico. Con questi numeri il direttore Paolo Basco ci ha descritto le condizioni della struttura che secondo una comunicazione ufficiale “a breve” dovrebbe chiudere per lavori di ristrutturazione esterni (2 milioni e mezzo di euro assegnati da oltre 1 anno). All’interno abbiamo parlato coi detenuti e visitato celle in cui 8 persone sono stipate mangiando a turni, difficolta’ di lavoro essendo solo 17 i posti di lavoro interni (cuoco, scopino, ecc…), celle singole di neppure 6 metri con l’aggiunta del secondo letto (a castello). Nella visita inoltre, mi e’ stata mostrata una circolare del Dap, firmata da dr. Franco Ionta n. 481177 del 30 dicembre 2009, che limita fortemente e illegalmente le visite ispettive dei parlamentari che secondo l’art. 67 del regolamento penitenziario possono essere accompagnati dai 2 collaboratori per “ragioni d’ufficio”; la circolare in questione descrive così minuziosamente come devono essere queste persone che accompagnano: “debbano ritenersi integrate non in presenza di qualunque tipo di collaborazione del tutto episodica ma solo allorchè si adduce l’esistenza di un rapporto di collaborazione professionale stabile e continuativo, ancorchè non avente fonte in veri e propri provvedimenti formali di nomina producibili dall’interessato”. Su questa interpretazione limitativa della funzione del parlamentare e delle collaborazioni politiche di cui possa avvalersi, riducendole a mero rapporto di lavoro di funzionario di partito, presentero’ una interrogazione parlamentare.

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Nuovo carcere a Forlì

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

La responsabile per la provincia di Forlì – Cesena  dell’Italia dei Diritti: “Ne parlano da anni, sarebbe ora che il carcere venisse realizzato” “Le promesse sono state fatte, ora bisogna vedere se saranno mantenute”. Questo è stato il commento di Silvia Pini, responsabile per la provincia di Forlì – Cesena dell’Italia dei Diritti alle recenti dichiarazioni del ministro Alfano riguardo al progetto di costruire un nuovo istituto penitenziario nella provincia romagnola. L’attuale condizione del carcere è diventata insostenibile con un sovraffollamento di detenuti rispetto alle celle e ai secondini. “Anche i cittadini, se necessario è opportuno che  sollecitino il nuovo sindaco – ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Apprezziamo l’impegno del sindaco che in questi giorni, a contatto con il pubblico raccoglie suggerimenti sulle problematiche più urgenti del forlivese, ma aspettiamo una risposta concreta”.

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Il Detenuto Ignoto

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

Dichiarazione di Irene Testa, Segretario dell’Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto: “ Il Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, ha dichiarato, intervenendo alla presentazione di un libro, che il provvedimento di indulto approvato da due terzi del Parlamento nel 2006 è stato un errore, e ha fatto notare che quest’ultimo andrebbe adottato solo in casi eccezionali e non per sfoltire le carceri. L’indulto di tre anni fa ha rappresentato certamente una misura eccezionale per tentare di governare la situazione di emergenza che regna ancora oggi sulle carceri, con all’epoca circa 62 mila detenuti per una capienza massima degli istituti di pena di poco più di 42 mila. L’errore è stato nel dopo, nel non aver provveduto a fare le riforme e gli interventi necessari per riportare le carceri nella legalità amministrativa e costituzionale.  Oggi, che le carceri hanno raggiunto la cifra di quasi 65 mila detenuti, l’intero sistema penitenziario è ancor più di tre anni fa al collasso, ed è normalità quotidiana, ormai, la violazione dei diritti di detenuti, agenti di Polizia penitenziaria e ogni altro operatore. Ancora, il tanto sbandierato piano di edilizia penitenziaria del Governo stenta a decollare, ma darà i primi frutti solo dopo tre/cinque anni dopo il suo avvio. Sorge quindi spontanea una domanda al Presidente Fini: quali sono secondo lui le condizioni eccezionali per concedere un provvedimento di indulto, se non è eccezionale tenere ammassati a marcire per anni quelli che nel frattempo saranno diventati verosimilmente più di 100 mila detenuti, concentrati nello spazio sufficiente per poco più di un terzo di loro?

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Sovraffollamento all’ospedale psichiatrico di Montelupo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2009

Dichiarazione della senatrice Donatella Poretti, Radicali Pd, segretaria Commissione Igiene e Sanita’: “ Lo scorso 1 giugno ho effettuato una visita all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, insieme a Giulia Simi, candidata alle elezioni europee per la lista Bonino-Pannella e alla psicologa Luiza Tarcuta.  A dicembre gli internati erano 186, a marzo e aprile avevano toccato il picco di 196, oggi sono 184, e questo nonostante lo sfollamento di una decina (trasferiti ad altri Opg) e la chiusura di alcune celle della sezione Torre, le piu’ fatiscenti di tutta la struttura. Il risultato e’ pero’ invariato. Dovrebbe prevalere la funzione della cura, ma il regolamento penitenziario lo rende impossibile, eppure gli internati sono tali proprio grazie ad un proscioglimento ed una perizia psichiatrica durante il processo: non vengono condannati ad una pena, ma ad una misura di sicurezza; in altri casi perchè la perizia psichiatrica che li ha portati lì dentro è intervenuta mentre scontavano una condanna, o anche solo una misura cautelare in carcere. L’evidente contraddizione di queste settimane e’ che quando l’Asl ha chiesto di non inviare piu’ detenuti, e non superare la cifra di 169 (considerato come sovraffollamento accettabile, mentre la capienza della struttura e’ di 110) oltre la quale non puo’ essere garantito un livello minimo di assistenza sanitaria, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ha continuato a farlo. L’ordinanza del Comune di Montelupo fiorentino, contro cui ha fatto ricorso il Dap, in particolare chiedeva la chiusura della sezione La Torre e della farmacia, di non superare i 169 internati nonche’ pulire e tinteggiare celle e spazi comuni. Misure in parte avviate, ma i contrasti tra Dap e Asl sottolineano la contraddizione della doppia funzione di un ospedale psichiatrico giudiziario, carcere e luogo di cura.
Qualche numero sulla gestione sanitaria e sulla sicurezza evidenzia le difficolta’ dell’Opg:
– l’assistenza sanitaria è garantita per ciascun reparto dalle 9 alle 18 con 1 o 2 psichiatri, 1 o 2 infermieri, 1 medico generico; il sabato pomeriggio e la domenica non ci sono psichiatri. Durante la notte, per tutta la struttura, c’e’ solo un medico di guardia e un infermiere; – la sicurezza: gli agenti in forza effettiva (inclusi il nucleo traduzioni, piantonamento e amministrativi) sono 89, di giorno 1 o 2 per reparto e 40 per altre funzioni, oltre a 14-16 per l’amministrazione. Di notte (dalle 24 alle 8 di mattina) 6 agenti per tutta la struttura (1 per reparto, 1 in portineria e 1 mobile). Polizia penitenziaria -che è bene ricordare- non solo non ha mai avuto alcuno tipo di preparazione per quel tipo di detenuti, ma non ha nessun supporto psicologico. In questi giorni sono stati una decina gli internati che hanno chiesto di votare alle prossime elezioni del 6-7 giugno. Quanto sopra e’ esempio di una radiografia che dovrebbe essere disponibile per tutte le carceri, cosi’ come proposto dal disegno di legge che abbiamo depositato in Parlamento grazie alla collaborazione con l’Associazione Radicale “Il Detenuto Ignoto”, secondo il principio che solo avendo a disposizione tutti i dati possono essere prospettate e realizzate le soluzioni. http://blog. donatella poretti.it/

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Problema carceri a Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 maggio 2009

Continuano a farsi sentire le polemiche per le carceri di San Vittore e di Bollate nel capoluogo lombardo. A San Vittore mancano infatti i finanziamenti per la ristrutturazione di due padiglioni del carcere che sono attualmente chiusi creando ulteriori problemi al sovraffollamento dei detenuti. Al contrario a Bollate è pronto da più di un anno un padiglione da 350 posti con due sezioni da tre piani ciascuna, che potrebbe ospitare un numero cospicuo di detenuti, ma che a causa della mancanza di agenti può essere utilizzato solo in parte. “E’ ora che il Governo cominci ad occuparsi del problema” commenta Giuseppe Criseo, responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti. “Si continua a fare grande propaganda elettorale per la sicurezza – prosegue Criseo –  e poi si accettano cose come la mancanza di personale e degli spazi necessari; al di là dei proclami ci si deve muovere per individuare le situazioni a rischio e fare qualcosa di concreto”.

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situazione carceri

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2009

“Regina coeli, situazione critica  “I detenuti aumentano e gli operatori penitenziari diminuiscono”. “ Ho appena effettuato una visita presso il carcere di Regina Coeli – dichiara Mariani, Presidente della Commissione Lavoro e Vice – Presidente della Commissione Sicurezza della Regione Lazio- durante la quale ho avuto modo di constatare di persona la situazione difficile e complessa che attanaglia questo istituto penitenziario. E’ apparsa, subito, evidente la grande professionalità e disponibilità da parte di tutti gli operatori penitenziari, che son riusciti, grazie anche ad un Direttore e ad un Comandante competenti ed attenti, ad instaurare un rapporto equilibrato con tutte le persone detenute, persino quelle macchiatesi di reati esecrabili. Ma questi operatori – prosegue Mariani – che lavorano assiduamente ed in silenzio, vivono una situazione quotidiana di disagio e mortificazione, a causa del pesante squilibrio numerico rispetto al fabbisogno ed al continuo aumento dei detenuti, il 60% dei quali è straniero.Sappiamo che i finanziamenti regionali per la ristrutturazione dei locali dell’istituto penitenziario sono andati a buon fine, ma  farò immediatamente  – continua Mariani – un’interrogazione urgente al Presidente Marrazzo e all’Assessore Fichera, per chiedere un ulteriore sforzo mirato all’attuazione  di interventi di piccola entità ma decisivi per migliorare la qualità di vita dei detenuti. Ho potuto, ad esempio, verificare che le stanze di radiologia, all’interno del Centro Clinico, sono pronte da tempo ma prive degli strumenti necessari e con macchinari obsoleti, i cui pezzi di ricambio non sono più reperibili sul mercato. Nel VI° braccio i locali doccia sono apparsi del tutto inagibili. Si tratta dunque – conclude Mariani – di una situazione che va oltre  i limiti della sopportabilità, per la quale è necessario mobilitarsi con determinazione e rapidità, e con un grande impegno da parte delle Istituzioni, anche nel sensibilizzare l’opinione pubblica verso questo mondo abbandonato e che ci sta chiedendo aiuto. (fonte:lista civica per il lazio)

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