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Posts Tagged ‘sovranità’

Necessaria riforma Agcom per tutelare sovranità digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

“L’audizione di Lasorella evidenzia già un cambio di passo rispetto la presidenza Cardani che, spesso, ha assunto posizioni istituzionalmente scorrette nei confronti del parlamento e a una gestione opaca dell’Autorità – afferma Federico Mollicone, deputato FDI responsabile Innovazione del partito e componente della commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelesivi, nel corso dell’audizione in commissione Trasporti per la nomina di Giacomo Lasorella come nuovo presidente AGCOM – abbiamo, inoltre, chiesto a Lasorella se, nella nuova legislatura di AGCOM, non ritenga necessario, per salvaguardare la sovranità digitale, una riforma dell’Autorità volta ad affrontare le sfide della contemporaneità come l’intelligenza artificiale e la regolamentazione degli algoritmi e del loro sviluppo. Inoltre, abbiamo posto il tema del forte squilibrio nella distribuzione del valore che la produzione dei contenuti creativi genera per gli over-the-top e i ricavi percepiti dagli editori e dagli artisti. Abbiamo proposto al Senato in un ordine del giorno alla legge di delegazione, di modo da rendere più efficace la norma di prevedere espressamente che, in caso di mancato accordo entro un termine predisposto, ci sia un intervento dell’Autorità di settore per la definizione delle condizioni, anche economiche, dell’uso dei contenuti da parte delle piattaforme digitali. Riteniamo necessaria la rottura del monopolio economico ed informativo degli OTT, e l’adozione delle misure proposte per la riduzione del divario di valore, in particolare il recepimento della direttiva copyright. Infine, abbiamo voluto sottolineare come debbano essere evitate incursioni di merito sulla linea editoriale come avvenuto sotto la presidenza Cardani, come avvenuto sul Tg2.” (by Carlo Prosperi)

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L’Europa che vorremmo e che non c’è e probabilmente non ci sarà

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

Se tralasciamo il discorso su ciò che i nostri padri pensavano sull’Europa da europei e ci limitiamo a considerare i fatti odierni dobbiamo renderci conto che dopo tanti sforzi unitari e le relative accelerazioni annettendo, senza farci molti scrupoli, paesi che non avevano ancora maturato l’idea dello stare insieme e le regole che avrebbero dovuto condividere e alla possibile perdita di parte della loro sovranità in tema di politica estera, di economia, di finanza, di giustizia, di certo la loro vocazione unitaria avrebbe mostrato non poche crepe. E il caso di questi giorni dell’Olanda e dei cosiddetti paesi “frugali”. E non solo.
E’ questo, a mio avviso, il tallone di Achille di una comunità che pensa ai propri confini, ai propri interessi in termini nazionali e non di certo sovranazionali. L’Europa sembra oggi insofferente al conto che la storia le presenta dopo decenni di colonialismo, post colonialismo e di governi fantoccio in paesi dove l’ordine di scuderia era quello di sfruttare, impoverire, immiserire in nome del profitto fine a se stesso. Eravamo tanto invasati alla ricerca diplomatica di un primato fra gli Imperi Europei che abbiamo saputo solo dar seguito naturale alle feluche dei propri ministri, diplomatici, accademici sostituendole con gli elmi del guerriero e scatenare guerre sanguinose e immani distruzioni. Ora che i tempi del guerreggiare in armi sono passati di moda un’altra cultura si è affermata affinando l’ingegno di taluni paesi europei verso un modo di pensare più ricercato per ottenere sempre e comunque lauti profitti a scapito degli altri partner. Il caso dell’Olanda insegna.
Questo doppio binario di politica interna ed internazionale messo in piedi da chi continua a sentirsi storicamente erede di un passato imperiale è destinato a far pagare un prezzo molto elevato a quelle nazioni in Europa e altrove che hanno subito il fascino del più forte e dei più egoisti e fanatici e non compreso l’insidia che nascondeva. Se questa è l’Europa che vogliamo abbiamo sbagliato alla grande perché non vi è dignità per i sudditi. E qui mi fermo.(Riccardo Alfonso direttore centri studi sociali e politici della Fidest)

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Rafforzare la sovranità digitale europea: il nuovo report di EIT Digital

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Bruxelles. Le recenti discussioni sull’accesso alla tecnologia 5G e sulle applicazioni di contact tracing per il COVID-19 evidenziano la necessità che l’Europea rafforzi la propria “sovranità digitale”, ponendo in essere un maggiore controllo delle infrastrutture digitali e politiche di gestione dei dati ancor più rispettose dei diritti dei cittadini europei.Nel suo ultimo studio su “European Digital Infrastructure and Data Sovereignty”, EIT Digital analizza diversi scenari per lo sviluppo della politica digitale. Lo studio fornisce una panoramica delle motivazioni politiche, delle tendenze, degli strumenti e dei ruoli dei vari attori nel definire la percezione e le prospettive della sovranità digitale europea.”Ciò che diventa chiaro è che abbiamo bisogno di un’azione coordinata tra i responsabili delle politiche a livello europeo e nazionale e i responsabili delle imprese e dell’industria per creare una realtà digitale europea sovrana. La chiave è rappresentata da politiche che promuovano l’innovazione e rispettino i valori e i diritti europei, creando al contempo pari opportunità economiche per tutti gli attori”, afferma l’amministratore delegato di EIT Digital, Willem Jonker.EIT Digital ha collaborato con il Digital Enlightenment Forum per la realizzazione del report. Lo studio sostiene lo sviluppo di politiche che mirino a rafforzare la sovranità europea nelle infrastrutture digitali e nella gestione dei dati. Il controllo delle infrastrutture digitali e la regolamentazione dei dati sono complementari e possono essere combinati in vari modi, che portano a diversi scenari.Il rapporto presenta alle autorità di regolamentazione un quadro di scelte politiche, basato su quattro scenari che combinano approcci che vanno da un controllo soft delle infrastrutture, ad uno più rigido, con una protezione dei dati debole o forte. Questi scenari sono valutati in relazione al loro impatto sugli obiettivi politici: crescita, equità, potenziale di innovazione, fiducia dei cittadini e competizione ad armi pari.La valutazione d’impatto serve da guida di alto livello per lo sviluppo concreto delle policy e come tale fornisce un importante strumento per lo sviluppo di infrastrutture digitali e strumenti di politica dei dati dal punto di vista della sovranità digitale europea.www.eitdigital.eu

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Ue: A che serve cessione di sovranità se di fronte alla guerra scappa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Se la Ue deve prendere lezioni dalla piccola e generosa Albania tanto vale tornare al vecchio Mercato unico europeo: a che serve una cessione di sovranità se poi di fronte a una guerra si scappa?”.“Non si puo’ pensare che in tempi di globalizzazione uomini e merci possano infrangere ogni barriera e non possano fare lo stesso virus e batteri”.E non e’ il momento per fare un ridicolo scontro tra Stato e regioni. Basta polemiche che spaventano i cittadini. Ma qualcuno dovrà pur ammettere certi errori per evitare che si ripetano. Quando abbiamo chiesto di mettere in quarantena tutti coloro che arrivavano dalla Cina ci è stato risposto che eravamo dei razzisti. È stato un errore. I selfie ‘abbraccia un cinese’ sono stati un errore. Il segretario del Pd con i suoi aperitivi a Milano è stato un errore. Non aver acquistato o prodotto in tempo reale mascherine, camici, respiratori nonostante le nostre richieste insistenti è stato un errore. Non perseverate allora, il Governo riprenda la proposta di Giorgia Meloni: spezzare le gambe alla burocrazia per far ripartire subito l’economia e le imprese, dare 1000 euro al mese ai cittadini che ne facciano richiesta per poter far vivere le famiglie e adeguate risorse alle imprese per non farle chiudere. Se accetterete queste proposte, noi ci saremo. Non dalla vostra parte, ma dalla parte dell’Italia”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo in Aula dopo l’informativa del ministro della Sanità Roberto Speranza sull’emergenza coronavirus.

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Stati Uniti d’Europa. Eurobond e cessione di sovranità

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Si invoca la solidarietà europea in questo momento drammatico per la salute dei cittadini e per gli effetti disastrosi sull’economia italiana.Gli Eurobond (ora coronabond) sono la soluzione, dicono i nostri governanti e gli oppositori.Gli Eurobond sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell’Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.
Gli Eurobond dovrebbero essere emessi da una agenzia europea e garantiti dagli Stati dell’Eurozona. Bene gli Eurobond diciamo, ma vogliamo rilevare che la emissione di obbligazioni comunitarie significa che sarà l’Unione europea a gestirle.L’introduzione di emissioni congiunte di Eurobond significherebbe la condivisione di emissioni sovrane tra gli Stati membri e la ripartizione dei relativi flussi di entrata e dei costi di gestione.Come già analizzato dalla Commissione europea nel Libro Verde nel 2011, le ipotesi di emissioni di Eurobond sono diverse: la prima è quella totale, cioè la sostituzione delle obbligazioni nazionali con gli Eurobond che vuol dire condividere tutto il nostro debito con Paesi dell’Eurozona, oppure, procedere con Eurobond parziali e solidali: convivrebbero così obbligazioni nazionali e europee ma, per la parte comunitaria, la gestione farebbe capo a Bruxelles, dunque ci sarebbe una cessione di sovranità.Cosa ne pensano i nostri sovranisti che vogliono gli Eurobond e, contestualmente, reclamano la sovranità italica? Qualcuno dovrebbe far pace con la propria testa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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“La web tax è diventata anche un tema di sovranità nazionale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

“Dopo le dichiarazioni di Donald Trump che legittimamente tutela le aziende statunitensi alla pari di come noi dovremmo tutelare le nostre. Non vorremmo che il passo indietro della maggioranza annunciato dal relatore Stefano, a cui riconosciamo onestà intellettuale, derivi dalle sincroniche dichiarazioni del presidente americano sull’installazione dei dazi in caso di tassa sulle aziende del digitale statunitense. Siamo allineati rispetto il partner transatlantico sui temi della sicurezza cibernetica e della penetrazione cinese nei nostri sistemi economici, ma riteniamo che nessuno possa dettarci diktat sul contrasto all’elusione fiscale dei colossi del web, che spesso portano, con complessi sistemi, i propri profitti fuori dai contesti nazionali. I giganti del web vanno tassate in base al fatturato che viene sviluppato sul nostro territorio. Spesso a danno del nostro mercato digitale, che dobbiamo assolutamente tutelare: per questo è necessario che l’impianto della tassa sul digitale abbia una specifica sui soli ricavi da servizi digitali, battaglia portata nel passaggio al Senato della legge di bilancio e che porteremo anche alla Camera.” E’ quanto dichiara il deputato responsabile Innovazione di FDI Federico Mollicone in replica alle dichiarazioni del relatore sulla legge di Bilancio Dario Stefano.

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La sovranità italiana passa anche per il digitale e l’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

Sono temi strategici per l’Italia e che hanno visto il nostro movimento in prima fila. La partita geopolitica ed economica globale è nel segno della corsa alla qualità delle politiche per l’innovazione.L’Italia è, nello scenario europeo, uno dei Paesi definiti “moderate innovators” con una bassa quota di esportazioni ad alto contenuto di tecnologia. A livello globale l’Eurozona continua a migliorare la propria posizione nei confronti di Stati Uniti, Giappone e Canada, tuttavia il distacco da paesi fortemente innovatori come la Corea del Sud è ancora notevole.Nello specifico, troviamo interessante la proposta di una modifica costituzionale per inserire il diritto all’identità digitale, così come previsto da alcuni degli ordinamenti statali più avanzati. Non essere connessi, ormai, rappresenta una vera e propria privazione di un diritto fondamentale, a fronte comunque della tutela dei dati personali e della privacy.
I dati dell’Agenzia Digitale parlano chiaro: solo 3 milioni e mezzo di persone sono iscritte allo SPID e solo 4000 amministrazioni utilizzano il sistema; solo 13 regioni sono attive sul fascicolo sanitario elettronico; solo 1820 comuni sono iscritti all’Anagrafe nazionale della popolazione residente.Sono quindi un segnale importante le proposte relative alle TLC presentate dai colleghi, così come l’ipotesi di un piano antenne.
L’Italia non può rimanere indietro rispetto i competitor nel mondo. Ne va del nostro prestigio internazionale e della sostenibilità della nostra economia.Negli scorsi mesi, abbiamo proposto numerosi atti e portato avanti molte battaglie per l’innovazione.
Grazie ad un nostro odg approvato sulla radio digitale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha iniziato i lavori di un tavolo tecnico di concertazione degli interessi dei consorzi della radiofonia e dei principali attori nel settore automobilistico. Chiediamo ora un’accelerazione nell’affiancamento della radio digitale DAB al segnale FM, che avvantaggerebbe i consumatori, grazie ad un migliore segnale, e persino l’ambiente, grazie a minori emissioni. Presenteremo una pdl per la tutela dei nostri operatori del mercato digitale nazionale nel campo della musica e dello streaming volta a riequilibrare l’asincronia fra le grandi aziende internazionali –i cosidetti “over the top”- e le aziende radiofoniche e tv italiane, istituendo un IP fiscale per quelle che non hanno la sede in Italia per obbligarle a pagare le tasse.Il mercato digitale va regolamentato affinchè non si creino forme di oligopolio deleterie per l’imprenditoria e gli utenti.
All’atto della ricezione della direttiva sul copyright, porteremo avanti la battaglia per la “preferenza nazionale” sul provvedimento, affinchè esso venga recepito secondo le caratteristiche del nostro mercato editoriale, evitando svantaggi e problematiche.” È quanto dichiarano i deputati Federico Mollicone, capogruppo di FDI in commissione Editoria, Scienza e ricerca alla Camera e responsabile Innovazione del partito, e Mauro Rotelli, componente della commissione Telecomunicazioni.

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Alex. La Pietra (FdI): ormai le Ong si beffano di nostra sovranità

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

“Ormai le navi delle Ong si fanno beffa della nostra sovranità e fanno quello che gli pare mettendo in ridicolo e delegittimando l’autorevolezza della Nazione. È chiaro a tutti che soltanto il blocco navale al largo delle coste libiche può porre fine a questa situazione. A ciò si aggiunge anche la minaccia del governo libico di liberare circa 8mila persone dai centri di raccolta. Un chiaro segnale alle Ong. Blocco navale, quindi, ma anche un intervento internazionale che può tentare di calmieriare la situazione libica ormai allo sbando”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Modificare la costituzione per difendere la sovranità italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

“In Commissione Affari Costituzionali è iniziato l’iter della proposta di legge di Fratelli d’Italia che consente, attraverso una serie di modifiche costituzionali, di difendere la nostra sovranità nel rapporto con l’Unione Europea. Grazie alle modifiche che fece la sinistra nel 2001, oggi l’Italia è completamente assoggettata e asservita a qualsiasi starnuto dell’Unione europea e non ai principi delle Istituzioni europee. Noi invece vogliamo una Costituzione che consenta di difendere l’interesse nazionale italiano nel momento in cui le norme delle Istituzioni europee dovessero andare contro quell’interesse. Vedremo come andrà il voto e come si comporteranno le forze di maggioranza. Intanto il Pd che, sul tema dell’asservimento alle Istituzioni europee, è cintura nera ha preso subito la parola per dire che non è d’accordo”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un video pubblicato su Facebook insieme ai deputati di FdI componenti della Commissione Affari costituzionali, Emanuele Prisco e Giovanni Donzelli.

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La sovranità appartiene ai popoli non ai mercati

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Roma. Le parole di Günther Oettinger, che a maggio scorso aveva dichiarato che ‘i mercati insegneranno agli italiani a votare’, non sono state dimenticate da Fratelli d’Italia, che oggi ha consegnato al Commissario Ue due copie della Costituzione italiana, una in italiano e una in tedesco, durante la sua audizione alla Camera. “Vogliamo ribadire – ha dichiarato nel suo intervento il deputato e coordinatore nazionale di FDI Guido Crosetto – al commissario Oettinger che, se avrà voglia di leggere la nostra Costituzione, troverà scritto che la sovranità appartiene al popolo e non ai mercati”. “Fratelli d’Italia – ha aggiunto Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera e membro della commissione Ue – non permetterà mai che i burocrati europei pieghino la libertà dei popoli”.

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Quando un popolo rimase privo della sovranità

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Ci riferiamo ai tempi antichi. L’alternativa fu data, probabilmente, dal nuovo modo di configurare la divinità. Essa accompagnava la vita di relazione degli esseri umani con la sua aristocrazia teocratica degli oracoli, delle gare agonistiche. Un’aristocrazia aperta a quanti ne erano meritevoli. Così Atene iniziò un’esperienza nuova e unica, per tutta la storia del mondo antico, di un governo del “popolo”. La sua linea guida fu di espandere le proprie idee con gli altri centri della Grecia. Erano avvenimenti senza precedenti e la reazione non mancò e fu imponente. Non poteva essere altrimenti. La civiltà ateniese metteva in discussione gli stessi fondamenti della religione. Oggi possiamo affermare che la sua rivoluzione fu l’unico tentativo di fondere lo stato e la sovranità nella ragione umana “non nel timore del trascendente e degli dei ignoti, ma per l’uomo, per rispettarne l’individualità e i diritti, per riconoscergli un’anima e una coscienza, una volontà e una vita morale”. La rivoluzione ateniese ebbe anche un altro merito. Fu quello di riconoscere nella perenne fruibilità del mare un veicolo di diffusione della civiltà e fattore di ricchezza e di benessere per i popoli che ne avessero colta l’essenza. La via del mare diventava il percorso che facilitava l’estendersi della civiltà e il moltiplicarsi dei contatti con i paesi più lontani. Ne furono consapevoli i romani. (Riccardo Alfonso)

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La sovranità monetaria dei francesi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

“Invece di fare il conferenziere Macron restituisca la sovranità monetaria agli stati africani che utilizzano il Franco CFA, è inammissibile che un paese della Ue controlli ancora la moneta delle ex colonie, assicurandosi l’aggio sulle esportazioni e depredando le risorse naturali di cui il continente nero è ricco. In Francia una lampadina su tre è accesa grazie all’uranio del Niger, mentre il 90% dei nigerini non ha nemmeno accesso all’energia elettrica. L’unico vero freno all’immigrazione verso l’Europa è la fine della “Françafrique”, ovvero della depauperazione delle nazioni africane da parte della Francia di Macron”. E’ quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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L’irriverente degli Stati Uniti d’Europa. Dimmi cosa fai e saprò chi sei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Grande eco per l’intervento del presidente francese Emmanuel Macron al Parlamento europeo. Soprattutto perche’ in questi ultimi tempi, a parte gli “aficionados” che riescono a star dietro al procedere del pachiderma burocratico di Bruxelles cogliendo i non pochi aspetti e le altrettanto non poche ricadute sul nostro quotidiano, di Ue se ne sente parlar male e, ogni volta che c’e’ un qualche responso delle urne, gli europeisti non ne escono bene (vedi recenti elezioni in Ungheria). Macron ha esplicitato e fatto appello per “una sovranita’ reinventata dell’Europa per far fronte alle battute d’arresto nazionali”. “Una sorta di guerra civile sta emergendo. Stano venendo a galla i nostri egoismi nazionali e il fascino illiberale”. Belle parole. Una premessa per dei fatti che, nel prossimo giugno, dovrebbero portare all’introduzione di un ministro unico Ue per le Finanze, col compito di gestire nuove regole per i bilanci dei Paesi
dell’eurozona, con la prospettiva di un unico budget…. Con chi e come, e’ tutto da capire. Visto che il partner per eccellenza del presidente francese, il tedesco, considerando quello che sta accadendo nel partito della cancelliera Angela Merkel, non sembra molto disponibile. Ma e’ la politica, Vediamo come butta, visto che possiamo solo osservare pur essendo quotidiani fruitori delle decisioni degli esecutivi di Bruxelles.
Ma intanto, cerchiamo di capire, buttandola anche sull’irriverente, qual e’, e di quale portata, il messaggio del presidente Macron.
Sostanzialmente e’: diamoci da fare per meglio articolare e usare le politiche di Bruxelles, contrapponendole a quelli che, per vari motivi, le reputano negative e ce lo ripetono ogni giorno (anche ben ascoltati dai piu’) nelle forme tipiche della rabbia e del populismo: salva il mio piatto di lenticchie di oggi e domani (anche non dandone una piccolissima parte ai vari disperati del mondo che bussano ai nostri confini), che’ all’arrosto dei prossimi giorni ed anni non ci si crede, e per i piatti di lenticchie di dopodomani, ci pensino quelli a venire.
Quindi l’Europa e’ bella per questo e per quest’altro. Economia e diritti e sicurezza, essenzialmente. Che in quanto a lavoro si e’ tutti un po’ imbarazzati perche’ le spinte nazionali (vedi delocalizzazione di aziende in Paesi Ue con fiscalita’ meno rapaci e conseguenti destabilizzazioni lavorative di interi territori) riescono a farci impallidire anche i piu’ convinti europeisti.
Ma cosa fa nel frattempo il presidente Macron? Insieme ad americani e britannici bombarda le presunte industrie chimiche siriane che sarebbero colpevoli di aver gassatto non pochi civili pur di combattere gli avversari del regime di Assad. A parte l’azione in se’ (nel suo effetto a mo’ di cazzotto di risposta) che non si capisce, nella sua estemporaneita’, dove possa portare (il classico: e poi?), il Macron che ha perorato all’Europarlamento una “sovranita’ reinventata dell’Europa”, ha agito al di fuori di Onu, Nato e Ue. Proprio come aveva fatto, sempre la Francia anche se non c’era ancora Macron, qualche anno fa destabilizzando unilateralmente la Libia, con costi umani ed economici che si sono riversati sulle sponde italiane, con la scarsissima conseguenziale collaborazione dei partner Ue al nostro Paese.
Siamo noi molto irriverenti nel rilevare che ognuno si fa i fatti propri, anche dicendo e prospettando il contrario? Dove e come andiamo? E soprattutto, come si fa a far capire l’importanza e la determinazione dell’Ue?
Riguardo alla vicenda Embraco (https://it.wikipedia.org/wiki/Embraco), azienda “sfatta” nel tempo con contributi pubblici continui e che ha deciso di trasferirsi in Slovacchia, dove tutto “costa” meno, incluso il fisco, Emma Bonino ha dichiarato “Al momento le aziende delocalizzano perché adesso ogni Stato ha regole fiscali e del lavoro differenti. Per questo occorre Più Europa, per procedere verso armonizzazione, altrimenti gli imprenditori vanno dove conviene”. Dove si intuisce che la convenienza sia una sorta di aberrazione che uno Stato europeo dovrebbe correggere… alla faccia dell’economia di mercato e del federalismo (anche fiscale, come in Usa, dove sono proprio le differenze tra Stato e Stato che fanno si’ che l’economia tiri come non mai in quel Paese). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Gentiloni cede la sovranità alla Francia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

macronDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il ‘Trattato del Quirinale’ al quale starebbero lavorando congiuntamente il presidente del consiglio italiano Paolo Gentiloni e il presidente francese Emmanuel Macron, avente l’intento di rafforzare la cooperazione bilaterale tra Italia e Francia, rappresenta una umiliazione che il nostro premier fa subire all’Italia da parte dei cugini d’oltralpe. Qual è il motivo per cui il tanto europeista Macron, il giovane politico che ha vinto le ultime elezioni francesi presentandosi con il chiaro intento di voler riformare l’Unione Europea in una rafforzata cooperazione multilaterale, desidera ora così tanto stipulare un trattato bilaterale con l’Italia, appena prima di saldare un patto di ferro con la Germania per decidere i destini dell’Europa? Il sospetto che ci viene è che il presidente francese da una parte voglia riformare l’Europa, sfruttando la sua partnership di ferro con Berlino, e dall’altra portare a casa vantaggi enormi per la sua Francia, sfruttando l’attuale debolezza contrattuale di Roma. Questo improvviso ritorno di fiamma con il nostro paese, culminato con l’elogio fatto da Macron a Gentiloni, non è affatto credibile ed ha tutta l’aria di un grande tranello teso al nostro Primo Ministro per convincerlo a firmare un trattato chiaramente vantaggioso per la sola Francia. Abbiamo già avuto più che una riprova del fatto che del presidente Macron non c’è da fidarsi. Non ci siamo scordati, infatti, del caso riguardante l’acquisto dei cantieri navali di Saint-Nazaire da parte di Fincantieri, con il governo francese che, in barba alle normative europee e alle regole di mercato, ha messo i bastoni tra le ruote ad una trattativa già conclusa, rifiutandosi di concedere il controllo dei gentilonicantieri alla multinazionale italiana. Una vicenda che sfiorò lo scontro diplomatico e che finì sui tavoli di Bruxelles, bollata come una ‘vergogna’ anche dalla stampa finanziaria anglosassone. Fu lo stesso Macron a rimettere in discussione il precedente accordo stipulato dal suo predecessore Francois Hollande, al fine di ‘garantire la tutela dei posti di lavoro, ma anche la sovranità della compagnia’, dopo aver raccolto ‘le preoccupazioni dei lavoratori’ e affidando al suo ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, il compito di ‘negoziare per individuare un nuovo assetto azionario’, culminato poi con la proposta di offrire a Fincantieri soltanto il 50% del pacchetto azionario contro il 66,6% che il precedente accordo stabiliva. Così come non ci siamo dimenticati di come la Francia abbia votato per Amsterdam come nuova sede dell’European Medical Agency, che avrebbe dovuto finire a Milano come logica voleva, mentre lei, grazie agli accordi sottobanco fatti con gli altri paesi europei, riusciva a garantirsi la nuova sede dell’European Banking Agency a Parigi, in cambio, si era fatto credere, di sostenere la candidatura dell’ingenuo ministro dell’economia Pier Carlo Padoan alla guida dell’Eurogruppo. Sappiamo tutti come anche questa vicenda è andata a finire”.

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Un cittadino al di sotto di ogni sovranità

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2016

raggiquirinaledi Beppe Grillo Quirinale: in mezzo alla quintessenza dei resti della storia d’Italia si aggira il sindaco di Roma capitale. In “mezzo” a pacche sulle spalle, discorsini di sottocchio, puntini sulle i vietati oppure troppi, pancette tonde al mercato nel tempio della democrazia.
Dove, pacatamente svenduta la sovranità, restano espressioni sempre più vuote e disorientanti.
Virginia Raggi non è ignorata complottisticamente, ma invisibile: come i cittadini a questo potere sempre più inconsapevole delle sue responsabilità.
Un potere irresponsabile non può organizzare dei veri complotti ma sopravvivere soltanto a se stesso. Come tanti pezzi di un grosso verme che non si vede il culo da una vita intera, un verme solitario, che abita la pancia di questo Paese sempre con gli stessi segmenti: Napolitano & Sons, pallidi -sebbene straviziati nel resort di Montecitorio- e ciechi ai cittadini che neppure si sognano di rappresentare o sognare.
Un nugolo di persone che aspetta un treno di regalie prenatalizie, lei sembra quello che immagino nei miei incubi peggiori: non essere visto. Non puoi mica andare tutti i giorni dal concessionario travestito da cliente della Lamborghini per avere l’impressione di essere ascoltato! Ma cosa deve fare un cittadino al di sotto di ogni sovranità?!?!
Lasciarsi deridere da dei deretani? No Olimpiadi No Happy Hours? Come funziona questa democrazia di soffitta? Funziona così, come la vedete, se ti ci ha mandato il popolo sei Truman: ti guardano sperando che ti faccia male.
I Malagò sono i filosofi di quella nebbia umana nella quale si sentirebbe disperso pure Cristoforo Colombo. Virginia sta lì… in mezzo a quei monelli invecchiati male che la fissano per un attimo, come un barbone alla prima della scala: “oh poverina… meglio a lei che a me”. Fosse soltanto per lei mi limiterei a considerarlo un episodio di maleducazione collettiva: purtroppo è la fotografia esatta di come la casta vede i cittadini. (foto: raggiquirinale)

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Gentiloni svende la sovranità italiana all’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

gentiloniLa sovranità espropriata un pezzetto alla volta. E questa volta tocca al Parlamento Italiano (che è appunto sovrano, secondo la Costituzione appena salvata dai cittadini): niente voto parlamentare sul Consiglio europeo, in calendario oggi.Finora i Governi, prima di ogni Consiglio Ue, hanno comunicato al Parlamento la posizione che intendevano assumere in Europa in rappresentanza dell’Italia sui vari temi, ricevendo poi mandato dalle Camere dopo il voto sulle risoluzioni delle varie forze politiche (è la legge 234 del 2012). Sia chiaro: il Parlamento, a maggioranza, non ha mai votato contro le proposte governative. Però almeno la nazione salvava la faccia, consentendo ai propri rappresentanti di essere informati, discutere, votare e decidere sulle istanze da portare in Europa. Bando alle ciance, deve essersi detto il nuovo esecutivo: tutti sanno che il Parlamento non conta nulla, che il governo italiano è sottomesso all’Europa in tutto, quindi perché perdere tempo? D’altronde Gentiloni è colui che nel 2012 twittava: “Dobbiamo cedere sovranità all’Europa”, quindi se ne andrà a Bruxelles senza informare gli italiani e con le mani libere riguardo a dossier scottantissimi quali: immigrazione e accordi di Dublino, MES Cina e sanzioni alla Russia.Il Parlamento sarà allora lasciato a commemorare ricorrenze, mentre i burattinai prenderanno le decisioni per nostro conto oltreconfine. E tra i burattinai, ne siamo certi, Gentiloni non è neppure incluso. (fonte blog 5 stelle)

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L’ultimo dei Troikani

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

regentIl Governo di Paolo Gentiloni, per l’Italia, rappresenta l’ultimo esecutivo dei Troikani. Nonostante il loro assurdo credo che vede nella cessione di sovranità un mantra da seguire, nessuno di questi avatar si dovrà azzardare ad invocare il contributo del MES per aiutare il sistema bancario italiano. Una scelta così folle e sconsiderata consegnerebbe le chiavi dell’Italia alla Troika tramite commissariamento (BCE, Fondo Monetario Internazionale, Commissione europea) e costituirebbe l’accelerazione del processo di svendita del Bel Paese in mano agli avidi speculatori, che non vedono l’ora di comprarci con prezzi ancor più di saldo. Questo ennesimo Governo non legittimato dal voto popolare, e quindi debole per definizione, oltre a rappresentare l’ultimo disgustoso rantolo di tecnocrazia e ingerenza anti-democratica, ha infatti la facoltà di ricorrere al fondo per ripulire i conti del Monte Paschi di Siena e di altri istituti di credito.Il MES è un trattato intergovernativo (approvato quasi all’unanimità dal Senato il 12 luglio 2012, dalla Camera il 19 luglio 2012 e promulgato da Giorgio Napolitano il 23 luglio 2012) che istituisce un’organizzazione finanziaria col potere d’influire pesantemente sulle nostre sorti economiche. È un fondo che a pieno regime ha una dotazione 700 miliardi di Euro, di diritto lussemburghese – tanto per cambiare – a cui l’Italia si è impegnata a conferire 125 miliardi di Euro. Nel caso in cui un Paese membro abbia necessità di essere salvato, citiamo la Grecia come esempio, i tecnocrati europei potranno concedere soldi in cambio di un memorandum d’intesa. In questo “contratto” la Troika inserisce le basi per la cessione della sovranità di alcuni asset strategici del Paese richiedente (strade, ferrovie, acqua, ecc…), oltre alla richiesta di controllo delle politiche economiche, leggasi Mario Monti a Presidente del Consiglio.
Il MES è insomma un mostro tecnocratico gestito da un consiglio di governatori formato dai ministri finanziari dell’Eurozona, da un consiglio di amministrazione (nominato dal consiglio dei governatori) e da un direttore generale, con diritto di voto, nonché dal commissario UE agli affari economico-monetari e dal presidente della BCE nel ruolo di osservatori. L’operato del MES, i suoi beni e patrimoni – ovunque si trovino e chiunque li detenga -, godono dell’immunità da ogni forma di processo giudiziario. Inoltre, tutti i membri del personale sono immuni a procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni e godono dell’inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali.Lo scenario che abbiamo dinanzi con la crisi annunciata del Monte Paschi e del sistema bancario italiano non lascia sereni: una ricapitalizzazione di MPS da parte del Tesoro è inevitabile. Qualora dovesse avvenire, il sacrificio dovrà essere compensato con il controllo pubblico, cacciando gli amministratori che hanno generato disastri e i responsabili politici del PD. Dovranno essere chiamati per nome e cognome tutti i Governi che hanno sostenuto la follia con cui i cittadini devono fare i conti oggi: si parte dalla separazione tra il Tesoro e la Banca d’Italia degli anni ’80, fino ad arrivare ai vincoli dell’Unione bancaria, dei Trattati “made in Troika”, del bail-in e degli altri assurdi vincoli europei ed internazionali che il Partito Democratico e i partiti federalisti hanno implementato senza battere ciglio. Un disastro su tutta la linea che gli italiani supereranno pagando come sempre, a patto che si rimanga sovrani di decidere delle nostre sorti. Il tutto senza interventi di mostri tecnocratici come il MES e soprattutto con la sparizione dal panorama politico di quei partiti responsabili.La situazione è evidentemente compromessa tanto quanto lo era nel 2011, con la differenza che in Italia c’è il Movimento 5 Stelle: una forza politica che rappresenta i cittadini, che lotta per la sovranità del popolo Italiano e per un’Europa nuova e non tecnocratica. Il Movimento 5 Stelle è evidentemente una minaccia per quel sistema di controllo a cui fa capo la Troika, rappresentato dal nuovo avatar di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Ecco perché non siamo ancora andati al voto. (fonte: blog cinque stelle) (foto: regent)

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Napolitano e C. denunciati

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2012

La formale denuncia sporta il 2 aprile scorso presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari, dall’avvocato cagliaritano Paola Muso nei confronti del Presidente della Repubblica, Mario Monti, i ministri del suo governo e tutti i membri del Parlamento riguardano reati molto gravi quali:
– attentato contro l’integrità, l’indipendenza e l’unità dello Stato;
– associazioni sovversive;
– attentato contro la Costituzione dello Stato;
– usurpazione di potere politico;
– attentato contro gli organi costituzionali;
– attentato contro i diritti politici del cittadino;
– cospirazione politica mediante accordo;
– cospirazione politica mediante associazione.
La denuncia è la conseguenza delle vicende seguite alle dimissioni del governo Berlusconi. In quell’occasione era dovere del Presidente della Repubblica sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. E’ stata, invece, scelta una strada che la denunciante considera incostituzionale con i reati che ne fanno da corollario.
Il Presidente della Repubblica ha cercato, a suo tempo, di giustificare il suo operato adducendo a sostegno la grave crisi economica che aveva colpito il Paese. Ma così facendo ha, se non altro, dimostrato, come si evince dal testo della denuncia, che è stata disattesa non solo la sovranità di un popolo in materia di politica ma anche “monetaria, economica e fiscale” ovvero attraverso gli strumenti, che un popolo determina le sue sorti. Il paese, quindi, è diventato strumento passivo della volontà altrui avendo ceduto la sua sovranità alla Banca Centrale Europea la quale non ha fatto altro, negli ultimi mesi, che dettare le politiche economiche del Governo Monti.
La denuncia è passata sotto silenzio per diversi giorni prima di “esplodere” sul web ma tacitata dalla carta stampata dando ragione alle dichiarazioni di Antonio Pietro che considera l’informazione sotto il bavaglio degli interessi di regime. Pochi giornalisti hanno dato il loro sostegno e tra essi spicca Paolo Barnard che già in altre occasioni aveva espresso le sue perplessità sulle mosse di Palazzo che hanno portato alla situazione odierna. Per lui e per altri si tratta, senza mezzi termini, di un “golpe finanziario”. Sconcerta che tutto questo sia accaduto pur avendo a tutela della costituzione personalità fortemente sensibili ai valori e ai contenuti della carta costituzionale. Sarà difficile, tuttavia, che si avrà il coraggio istituzionale di assumersi la responsabilità di tali gravi atti e di trarne le dovute conseguenze. Il testo integrale della denuncia è reperibile nel seguente link: http://www.scribd.com/doc/87677876/Denuncia-in-Procura-Del-2-Aprile-2012#fullscreen (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La sovranità compromessa del popolo italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2011

Quirinale 1

Image via Wikipedia

«È forte l’indignazione per la ricostruzione giornalistica del Wall Street Journal, che affonda le sue radici in un clima ostile, simile a quello che si respira a Bruxelles, verso la sovranità del popolo italiano. Dopo la smentita del Quirinale, che sinceramente mi fa sentire sollevata, mi aspetto ora un pronunciamento del presidente del Consiglio, Mario Monti, che possa chiarire la curiosa affermazione rilasciata ieri, secondo la quale la sua nomina sarebbe stata fatta per tranquillizzare l’opinione pubblica tedesca e che oggi rischia di dare credito alle notizie riportate dal quotidiano statunitense». È quanto dichiara il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.

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La sovranità appartiene al popolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

I padri costituenti hanno deciso di mettere questo principio in testa alla Legge fondamentale della nostra Repubblica per sottolineare che, a differenza di uno Stato monarchico, il potere “appartiene” ai cittadini che lo esercitano mediante il voto e la rappresentanza. Se i ministri del nostro Governo, che hanno giurato sulla Costituzione italiana, ne sono consapevoli, allora perché non offrono agli italiani le condizioni ideali per esercitare la loro sovranità? Perché tentano di boicottare il referendum che è uno degli strumenti di democrazia diretta, costituzionalmente previsti? Avevamo chiesto al Governo di accorpare il voto dei referendum con quello delle amministrative, come accaduto di recente nel 2009, per consentire agli elettori di recarsi una sola volta alle urne. Oltre ad agevolare i cittadini, che già devono andare a votare due volte, avremmo anche risparmiato oltre 300 milioni di euro che, soprattutto in questo momento di crisi, avrebbero fatto comodo all’Italia. Invece, il Governo ha preferito “sacrificare” denaro pubblico pur di salvaguardare suoi interessi. I referendum del 12 e 13 giugno prossimi, infatti, sono una grande minaccia ai disegni economici dell’esecutivo, potrebbero mettere in pericolo il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, facendo saltare accordi con le lobby e con le aziende che in questi due settori hanno forti interessi. Non solo, il vero grande cruccio di Berlusconi è la possibilità che gli sia tolto lo scudo del legittimo impedimento e che sia reso uguale a tutti davanti alla legge. Sono rischi troppo grandi che il Governo non si può permettere di correre, perciò molto meglio sperperare 300 milioni di euro.Ma non finisce qui. Alla base di una democrazia c’è l’informazione, non la disinformazione. Noi dell’Italia dei Valori, che abbiamo promosso i referendum contro il nucleare e il legittimo impedimento, il Forum italiano dei movimenti per l’acqua che ha raccolto le firme per i quesiti contro la privatizzazione dell’acqua, e tutti i comitati e movimenti che ci sostengono, effettuiamo un’azione costante d’informazione: attraverso iniziative di piazza (come la manifestazione Idv del 19 marzo e quella di sabato 26), gazebo sul territorio, l’attività dei deputati, senatori ed eletti del partito, sui nostri siti http://www.antoniodipietro.it, http://www.italiadeivalori.it, http://www.sireferendum2011.it, dove inseriamo notizie continuamente aggiornate sul perché votare SI ai referendum. Il Governo come risponde? Con la censura. Non si preoccupa di difendere le sue scelte, ma si limita a invitare i cittadini a non votare, ad andare al mare piuttosto che alle urne. C’è da aggiungere che, in un’anomalia tutta italiana, il nostro presidente del Consiglio è proprietario di tv private, di giornali e controlla il servizio pubblico radiotelevisivo. Di conseguenza, l’attività di disinformazione e di censura ha una rilevanza amplificata dalla penetrazione dei suoi mezzi di comunicazione. La notizia dell’apertura della campagna referendaria dell’Italia dei Valori, a piazza Navona, sabato 19 marzo, è stata completamente ignorata dal minzoliniano Tg1 e anche alla manifestazione di piazza San Giovanni per l’acqua pubblica è stato dato pochissimo rilievo. Noi ci opponiamo a questo sistema da Minculpop fascista e useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per far capire ai cittadini che andare a votare, il 12 e 13 giugno, è importante per salvare il nostro ambiente e la nostra salute dalla minaccia nucleare, per far sì che l’acqua rimanga un bene pubblico garantito a tutti e per consentire alla giustizia di fare il suo corso nei confronti di Berlusconi, senza vie preferenziali. (Antonio Di Pietro)

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