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T. Rowe Price: Sovraperformance in arrivo per i gestori attivi large-cap?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2022

A cura di Eric Veiel, Head of Global Equity and CIO, T. Rowe Price. Negli ultimi anni, le condizioni di mercato hanno sfavorito i gestori azionari attivi. I forti rendimenti offerti dai principali benchmark statunitensi large-cap, come l’indice S&P 500, sono stati trainati in modo sproporzionato da un numero esiguo di titoli growth mega-cap. Se si esclude il sell-off legato alla pandemia nel 2020, seguito da una ripresa eccezionalmente rapida, la volatilità del mercato è rimasta generalmente bassa, così come la dispersione dei rendimenti all’interno degli indici large-cap.Di conseguenza, l’indice S&P 500 ha raggiunto livelli di concentrazione e valutazione che non si registravano dalla bolla tecnologica di fine anni ‘90. Al 30 aprile 2022, i 10 titoli più importanti dell’indice rappresentavano quasi il 28% della capitalizzazione di mercato totale, con un aumento di 10 punti percentuali rispetto alla fine del 2015. Il premio di valutazione per gli stessi 10 titoli principali – misurato in base al rapporto prezzo/utili (P/E) medio a 12 mesi rispetto all’indice nel complesso – ha raggiunto 10 volte gli utili, quasi il doppio rispetto alla fine del 2019.Abbiamo analizzato i risultati relativi dei gestori azionari attivi large-cap statunitensi dell’universo di eVestment, confrontati con l’indice S&P 500. I risultati coprono un periodo di oltre 33 anni (fino al 31 gennaio 2022). La nostra analisi suggerisce che quando ci troviamo di fronte a mercati altamente concentrati e/o con valutazioni elevate, si possono creare situazioni favorevoli in cui una gestione attiva qualificata può potenzialmente trarre vantaggio allo sbloccarsi di tali condizioni.Guardando agli extra rendimenti rispetto all’indice S&P 500 il nostro studio ha rilevato che la relazione è forte e generalmente coerente, soprattutto per i gestori che hanno registrato le performance migliori.Tuttavia, il potenziale di sovraperformance della gestione attiva quando i mercati sono estremamente concentrati non richiede necessariamente di sottopesare i titoli più grandi e più costosi. Poiché i mercati altamente concentrati possono rimanere tali per lunghi periodi – o diventare ancora più concentrati – riteniamo che sia importante avere una visione attiva sui titoli più grandi per posizionare un portafoglio in base all’evoluzione dei mercati.I cambiamenti nella concentrazione del mercato possono anche non interessare tutti i titoli allo stesso modo, per cui un gestore attivo può potenzialmente essere in grado di trarre vantaggio dal posizionamento relativo tra quelli più grandi, in particolare nei mercati in cui le correlazioni tra i titoli sono basse e la dispersione dei rendimenti è maggiore.In futuro, la capacità della gestione attiva di migliorare la performance delle azioni large-cap può essere particolarmente importante per gli investitori, dati i bassi rendimenti dell’indice, impliciti nelle recenti valutazioni di mercato. Nonostante la forte, ma relativamente breve flessione del mercato innescata dalla pandemia di coronavirus, l’indice S&P 500 ha registrato una performance eccezionale negli ultimi anni. Tuttavia, alcune delle tendenze che hanno determinato questo risultato – una leadership ristretta e valutazioni elevate per i titoli più importanti dell’indice – hanno creato condizioni non favorevoli per i gestori attivi che cercano di aggiungere valore.I più recenti sviluppi nel mercato, tuttavia, potrebbero segnalare un ritorno a condizioni che favoriscono una maggiore attenzione alle valutazioni e agli altri fondamentali creando, potenzialmente, interessanti opportunità per la selezione dei titoli bottom-up.Se la relazione storica che abbiamo individuato tra valutazioni e rendimenti a lungo termine dovesse confermarsi, in futuro la gestione azionaria attiva potrebbe svolgere un ruolo ancora più importante nell’aiutare gli investitori a raggiungere i propri obiettivi. (abstract)

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Reddito fisso: la selezione dei titoli come driver di sovraperformance cruciale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2021

A cura di Gene Tannuzzo, Vice responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. La risposta aggressiva della Federal Reserve statunitense alla pandemia di coronavirus ha spinto i rendimenti dei titoli di debito rifugio vicino allo zero, rendendo i portafogli “a basso rischio” sempre più vulnerabili alla volatilità dei prezzi ascrivibile ai tassi d’interesse. A nostro avviso la Fed manterrà questo orientamento accomodante per diversi anni, il che potrebbe impedire un netto aumento dei rendimenti. Tuttavia, ciò non implica necessariamente un calo dei rendimenti e il rischio appare asimmetrico dato che i bassi rendimenti non riescono a proteggere da un incremento anche solo modesto dei tassi.Di conseguenza, raccomandiamo agli investitori di bilanciare il loro rischio di tasso d’interesse concentrandosi su aree del mercato obbligazionario maggiormente incentrate sul credito. Gli sforzi della Fed per spingere al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato di alta qualità stimolano notevolmente la domanda di strumenti creditizi, in quanto obbligano gli investitori ad assumere posizionamenti più rischiosi al fine di generare reddito. Questa domanda, unita alle prospettive di un’ulteriore crescita economica, depone complessivamente a favore degli strumenti creditizi.Gli investitori dovrebbero rimanere flessibili e continuare a diversificare. Dopo un sostanzioso rally durante il quale i prezzi hanno recuperato il 20% o più, attualmente nella maggior parte dei segmenti del reddito fisso la compensazione del rischio è inferiore alla media di lungo periodo. Anche in termini di valore relativo il quadro appare equo, a suggerire che un approccio diversificato all’allocazione settoriale può produrre risultati corretti per il rischio migliori di quelli ottenuti con un’allocazione più concentrata. Ravvisiamo l’opportunità di diversificare il rischio di credito ripartendolo tra debito societario, debito pubblico e debito al consumo, aree che hanno tutte registrato un notevole miglioramento dopo la fase acuta della crisi. Altrettanto importante è che gli investitori rimangano flessibili e pronti a ribilanciare i portafogli in caso di variazioni sul fronte del valore relativo. L’agilità sarà probabilmente un fattore chiave per massimizzare i rendimenti nel 2021, in quanto consentirà agli investitori di preservare l’equilibrio tra il reddito e la protezione del capitale.La selezione dei titoli dovrebbe rivelarsi un driver di sovraperformance cruciale. Secondo il nostro scenario di riferimento, l’economia continuerà a recuperare terreno per tutto il 2021, anche se con una maggiore differenziazione tra i vincitori e i vinti della pandemia. Il cambiamento delle dinamiche della domanda e la prospettiva di una ripresa disomogenea influiranno sui settori e sugli emittenti in modi radicalmente diversi.Anziché rimanere passivamente esposti al rischio di mercato, raccomandiamo agli investitori di concentrarsi sulla selezione dei titoli per evitare potenziali scenari negativi capaci di ridurre notevolmente le opportunità di reddito e di rendimento totale.Un’efficace ricerca sul credito in grado di individuare le tendenze potenzialmente più durature (soprattutto quelle che si traducono in un calo permanente della domanda) costituisce uno strumento indispensabile nell’odierno contesto di bassi rendimenti.Nel 2021 la selezione dei titoli potrebbe rivelarsi lo strumento di gestione del rischio più valido nel reddito fisso.

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