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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘spazio’

Modulare lo spazio: personale di Enrica Borghi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2022

Ravenna. dal 1 ottobre al 17 dicembre Via Giovanni Pascoli 31 (sabato 1 ottobre 2022, ore 11 Orari giovedì, venerdì e sabato ore 16-19 ingresso libero) la Fondazione Sabe per l’arte presenta la mostra personale di Enrica Borghi dal titolo Modulare lo spazio, a cura di Pasquale Fameli, realizzata nell’ambito di Ravenna Mosaico – VII Biennale di Mosaico Contemporaneo con il patrocinio del Comune di Ravenna e del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. La mostra vuole evidenziare il dialogo che Enrica Borghi intrattiene da anni con la tecnica del mosaico, aggiornata tanto nei materiali quanto nei significati attraverso una ricerca artistica che si caratterizza per il riuso di frammenti ed elementi di scarto. una selezione di installazioni parietali e pavimentali. La Fondazione Sabe per l’arte, inaugurata nel novembre 2021 a pochi passi dal MAR – Museo d’Arte di Ravenna, intende porsi quale punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla scultura.

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Nuovo grano dallo spazio. Mutagenesi con i raggi cosmici

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2022

Immaginate un seme nato nello spazio e seminato sulla Terra. Fantascienza? No, è già realtà. La seconda varietà di grano più coltivata in Cina deriva da un seme “spaziale”, che non è piovuto dal cielo come un asteroide, ma è stato mandato in orbita con una navicella a 340 km dalla Terra. Qui, nell’ambiente unico a bassa gravità e al di fuori dello scudo magnetico protettivo del nostro Pianeta, i semi di grano sono stati bombardati dai raggi cosmici che ne hanno modificato il DNA. E’ la mutagenesi spaziale. Riportati sulla Terra, i semi sono stati oggetto di un attento esame per creare versioni coltivabili. Alcune mutazioni lasciano le piante incapaci di crescere, altre possono essere vantaggiose facendole diventare più resistenti e in grado di germogliare in condizioni di crescita più estreme, altre ancora producono più cibo da una singola pianta, oppure, la fanno crescere più velocemente o le consentono di vivere con meno acqua. In questo modo si è ottenuta la varietà di grano conosciuta come Luyuan 502, che ha una resa superiore dell’11% rispetto alla tipologia di grano standard coltivata in Cina, una migliore tolleranza alla siccità e una maggiore resilienza contro i parassiti del grano. Il grano Luyuan 502 è solo una delle oltre 200 varietà di colture, mutate nello spazio, create in Cina (1) negli ultimi 30 anni. Oltre al grano, gli scienziati cinesi hanno prodotto riso, mais, soia, erba medica, sesamo, cotone, angurie, pomodori, peperoni dolci e altri tipi di verdure. Le piante più promettenti sono allevate fino a quando i ricercatori non scoprono una variante in grado di soddisfare le esigenze dell’agricoltura. La tecnica per ottenere semi di grano geneticamente modificati con radiazioni – la mutagenesi nucleare – era già nota in Italia fin dagli anni ’70, quando nei laboratori del CNEN (ora ENEA) si realizzò una varietà di grano duro, il Creso, ottenuto per irradiazione. Il risultato fu una cultivar maggiormente produttiva rispetto ai grani precedenti, più resistente ai parassiti e all’allettamento (ripiegamento) dovuto alla pioggia e al vento. Sorge l’interrogativo: quale è il vantaggio di inviare i semi nello spazio quando possono essere trattati anche nei laboratori terrestri? Secondo i ricercatori cinesi, nello spazio l’intensità della radiazione è considerevolmente inferiore, ma i semi sono esposti per un periodo di tempo più lungo. La trasmissione lineare di energia delle particelle e l’effetto biologico complessivo sono più alti nello spazio e, inoltre, c’è un tasso minore di danni ai semi rispetto a quelli irradiati nei laboratori che ricevono forti dosi di raggi in pochi secondi, sicchè il 50% dei semi non sopravvive al trattamento, invece quasi tutti i semi “spaziali” germinano. L’obiettivo della ricerca, da irradiazione o con tecniche biomolecolari, è quello di aiutare gli scienziati a sviluppare nuove varietà di colture che possono prosperare nel clima che cambia e contribuire a nutrire la crescente popolazione mondiale (“IAEA-FAO”). (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione dell’8 Settembre 2022) Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Nino Caruso. “Forme della memoria e dello spazio”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

Faenza. Continua fino al 9 ottobre al MIC – Museo Internazionale della Ceramica la mostra “Nino Caruso. Forme della memoria e dello spazio” Ogni martedì di luglio visite guidate gratuite. Si tratta di un’ampia antologica che racconta 50 anni di carriera attraverso un centinaio di opere a documentare l’intensa attività di questo protagonista della ceramica, più noto all’estero che in Italia.Caruso ebbe un’attività artistica ed espositiva ricchissima che affiancò a quella didattica ed editoriale. Caruso è l’autore dei più importanti manuali di ceramica – tradotti in tutto il mondo – e i suoi interventi pubblici sono disseminati tra la Galerie Les Champs di Parigi e la Chiesa Evangelica a Savona, il Giappone, presso l’Ospedale di Tokai e City Hall, e il Portogallo, presso La Rotunda, a Coimbra. Come le sue sculture si trovano alla stazione ferroviaria di Gijon, in Spagna a alla stazione della metropolitana di Marsiglia.

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L’Università di Parma vola “nello spazio”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Parma. L’Università di Parma vola nello spazio grazie al progetto “Topdess” finanziato da ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. “Topdess” coinvolge il Gruppo di fisica tecnica dell’Ateneo, coordinato dal docente Fabio Bozzoli e composto anche dai docenti Luca Cattani, Sara Rainieri e Pamela Vocale, e l’azienda parmigiana Mbs, del gruppo Csf Inox.Nei giorni scorsi il prof. Bozzoli e il dottorando Luca Pagliarini hanno partecipato alla 78sima Campagna di volo parabolico organizzata da ESA a Bordeaux.Da anni ESA organizza questi voli aerei particolari, nel corso dei quali si può sperimentare l’assenza di peso. Sono i cosiddetti voli parabolici. Alcuni aerei Airbus 300 della compagnia Novospace sono stati leggermente modificati: sono stati rimossi tutti i sedili della parte centrale ed è stato ricavato un ampio spazio dove condurre esperimenti. Durante la fase di ascesa il pilota dirige l’aereo alla massima velocità, con una pendenza di circa 45 gradi. Poi, raggiunta una certa quota, rimuove la spinta dei motori. A questo punto l’aereo si trova a planare in caduta libera: in questa fase al suo interno si sperimenta l’assenza di peso.Nei 20 secondi di caduta libera l’attrazione verso la Terra, il peso cioè, viene annullata da una forza dovuta all’accelerazione dell’aereo. Se all’interno dell’aereo si lascia andare a mezz’aria una matita, ad esempio, la matita non si sposta, non cade sul pavimento. Durante un volo parabolico l’aereo percorre 31 parabole: il totale del tempo passato in assenza di peso è dunque di oltre 600 secondi, dieci minuti.Durante la campagna di volo parabolico il gruppo di Parma ha studiato il funzionamento, in assenza di gravità, dei “Pulsating Heat Pipes”, chiamati anche PHP, che sono dispostivi passivi per lo scambio termico. Un PHP consiste fondamentalmente in un tubo di piccolo diametro, curvato a formare più spire, parzialmente riempito con un fluido. I principali vantaggi di questi dispositivi sono la compattezza, la flessibilità, la capacità di funzionare senza apporto di energia elettrica e in assenza di gravità.Al progetto “Topdess”, del valore totale di 1,7 milioni di euro, partecipano anche prestigiosi partner internazionali quali l’Università di Brighton, l’Università di Liverpool, l’istituto ISAE-ENSMA e CEA. Vi sono coinvolti anche altri importanti partner industriali mondiali come Airbus France e Kayser Space UK.

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Spazio ai nuovi artisti del fumetto

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2022

C’è tempo fino al 19 aprile per partecipare al concorso ‘Una lettura tra le nuvole’, promosso da Passaggi Festival della saggistica in collaborazione con La Lettura, inserto culturale del Corriere della Sera, che premierà lo short graphic-novel più meritevole.Il concorso, gratuito e riservato a fumetti inediti di non-fiction in lingua italiana, si pone l’obbiettivo di portare a pubblicazione opere meritevoli per originalità e novità di sperimentazione, sia nella realizzazione grafica, sia nel linguaggio.In palio c’è una vetrina prestigiosa: la possibilità di vedere le proprie tavole pubblicate sulle pagine de ‘La Lettura’. Al vincitore, che sarà premiato a Fano nelle giornate del festival (20/26 giugno), andrà anche un riconoscimento in denaro pari a ottocento euro e l’abbonamento per un anno all’app de La Lettura.L’opera vincitrice, inoltre, insieme con una selezione delle migliori graphic-novel in concorso, sarà esposta in mostra all’interno di Passaggi fra le Nuvole, la rassegna libraria che Passaggi Festival dedica al mondo delle graphic novel e che ha ospitato, tra gli altri, Vittorio Giardino, Davide Reviati, Sara Colaone e Mara Cerri.A decretare il miglior progetto in gara sarà una giuria di esperti presieduta da Zuzu, pseudonimo di Giulia Spagnulo, tra le più apprezzate fumettiste e illustratrici italiane, e composta da Marco Del Corona, vicecaporedattore de La Lettura, Giovanni Di Bari, curatore della rassegna, e dal critico di fumetti Alessio Trabacchini. Spiega Di Bari: “Il premio è rivolto a tutti i fumettisti, ma ci piacerebbe che l’iniziativa rappresenti anche un trampolino di lancio per artisti meritevoli nel settore del graphic novel che ancora non hanno trovato la loro occasione per affermarsi”.Il bando di concorso lo si può scaricare qui: https://www.passaggifestival.it/bando-del-premio-una-lettura-fra-le-nuvole-per-graphic-novel-inedite/

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Mostra Ridisegnare lo spazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2022

Bologna sabato 12 febbraio h 16:00 / 21:00 15 febbraio – 5 aprile 2022 MAR – SAB 10 – 13 / 15 -19 e su appuntamento presso LABS Contemporary Art via Santo Stefano 38 (fino al 5 aprile) con opere di Marina Caneve, Giulia Marchi, Andreas Gefeller e Massimo Vitali. Il filo conduttore dell’esposizione è la rilettura dello spazio attraverso il linguaggio fotografico. Gli artisti guardano, attraverso la camera, lo spazio che hanno di fronte e lo interpretano, lo leggono, lo disegnano, lo propongono al di là di una dimensione prettamente oggettiva. Il filo conduttore della mostra è l’idea di una rilettura dello spazio attraverso il linguaggio fotografico. Nelle grandi foto di Massimo Vitali lo spazio naturale diviene spazio sociale. Scrive Angela Madesani nel testo che accompagna la mostra: «In mostra sono due grandi foto dai toni scuri. Qui tutto è lava, tutto è duro e pungente e la luce cambia molto velocemente. Vitali ridisegna lo spazio, lo rimisura attraverso un’altra categoria. Il suo è uno spazio sociale, fortemente antropizzato che possiamo collegare alla sua formazione». Andreas Gefeller guarda lo spazio architettonico dall’alto, mutando la percezione che solitamente ne abbiamo, creando delle visioni zenitali. Il suo è il tentativo, riuscito, di mutazione percettiva e dunque di riproposizione dello spazio. Continua Madesani: «Per quanto sia una questione inutile e obsoleta, viene spontaneo domandarsi di fronte a che tipo di operazione fotografica ci troviamo. È documentazione? Per certi versi sì, perché nulla è stato aggiunto e tutto è perfettamente corrispondente alla realtà. Al contempo, però, bisogna rendersi conto che la prospettiva proposta nell’immagine, in questa modalità, non è mai esistita. Il fruitore potrebbe pensare di trovarsi di fronte a un’immagine reale, istantanea, ma così non è». Quello proposto da Giulia Marchi è uno spazio concettuale, in cui la lettura dell’artista svela dimensioni ulteriori. In mostra due lavori della serie Fundamendal che è il risultato di uno studio approfondito sui testi dell’architetto contemporaneo olandese Rem Koolhaas. Il lavoro nasce dal desiderio di mettere in relazione la ricerca artistica con gli scritti di Koolhaas dedicati al concetto di spazio e dell’uso che ne facciamo. Quelli di Marina Caneve qui proposti sono degli still life, in cui gli oggetti riescono a disegnare la dimensione spaziale attraverso l’essenza delle forme, in stretta relazione con lo spazio naturale in cui sono contenuti. http://www.labsgallery.it

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Al Festival dello Spazio di Busalla i progetti per la creazione di coltivazioni sulla Luna e su Marte

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

By Christian Flammia. Alla quinta edizione del Festival dello Spazio – a Busalla dall’8 all’11 luglio ed il cui programma completo sarà svelato mercoledì 23 giugno alla Sala Trasparenza della Regione Liguria, in piazza De Ferrari a Genova – tra i tanti ed interessanti argomenti si parlerà anche di insediamenti lunari e marziani e di come creare delle coltivazioni su questi corpi celesti. «Gli ingegneri di Thales Alenia Space illustreranno i piani per la costruzione di moduli abitati attorno alla Luna (il primo è Halo) e di future stazioni abitate sulla superficie del nostro satellite – anticipa Franco Malerba, primo astronauta italiano e creatore del Festival –. Il programma Nasa Artemis è in pieno volgimento e Thales Alenia Space, forte dell’esperienza maturata nella progettazione dei moduli della Stazione spaziale internazionale, è riuscita ad accaparrarsi il contratto Grumman per un elemento importante della stazione orbitante lunare Gateway. Ma al Festival dello Spazio ci spingeremo ancora più lontano, grazie alla presenza degli stand del progetto Rebus e della startup Space V, idealmente collegati tra loro, che anticipano un tema interessantissimo: quello delle coltivazioni nello spazio». Il progetto Rebus (acronimo di Resource Bio Utilization) coinvolge Cnr, Enea, Thales Alenia Space, Telespazio e molte Università: a Busalla sarà presente la responsabile scientifica, la professoressa Stefania De Pascale, docente di orticoltura e floricoltura al dipartimento di Agraria della Federico II di Napoli. In estrema sintesi, il progetto mira a inventare il modo per produrre vegetali come cereali, patate e soia in terreni ostili quali, appunto, quelli della Luna e di Marte. Si parte dalle risorse disponibili in situ, le regoliti lunare o marziana (terreno simulato) arricchite delle sostanze organiche di scarto generate dagli astronauti, e si sperimentano colture idroponiche e, soprattutto, terreni variamente modificati. «La disponibilità di cibo fresco a bordo – spiega Malerba – è di grande valore per gli astronauti, siano essi in viaggio nel lungo itinerario per raggiungere Marte, oppure stabili su una base lunare o marziana. Questo non soltanto per gli aspetti nutritivi, ma anche per produrre ossigeno a spese dell’anidride carbonica e per filtrare l’acqua attraverso la traspirazione delle piante stesse. Gli studi per lo spazio, tra l’altro, insegnano come rigenerare le scarse risorse disponibili e preludono all’agricoltura circolare sulla Terra». La startup SpaceV punta invece a sviluppare una serra multipiano adattiva per la coltivazione di vegetali in ambiente spaziale. SpaceV è uno spin-off di Germina, azienda che ha già brevettato una serra adattiva per il mercato indoor: a Busalla verrà presentata questa soluzione “terrestre” che anticipa la sua evoluzione spaziale.

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Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Un progetto fotografico per raccontare l’anima di Pompei, attraverso lo sguardo di Luigi Spina.” Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio” è il nome della duplice ricerca artistica che sarà realizzata dal fotografo all’interno degli scavi di Pompei in due fasi. L’una attraverso fotografie in bianconero, con le sequenze delle vie e le visioni prospettiche delle case pompeiane; e l’altra che introduce il colore nella rappresentazione degli interni degli edifici pompeiani.Le foto, al termine del lavoro, costituiranno un nuovo patrimonio visivo per il Parco e il sito di Pompei e potranno essere oggetto di una Mostra fotografica per presentare l’immagine più intima e profonda della antica città, ricercata e emersa attraverso questo progetto.Il Parco, da sempre attento alle diverse forme d’arte e in particolare alla fotografia, promuove la ricerca artistica, in questo caso attraverso uno dei più apprezzati fotografi d’arte italiani, che a più riprese, ha già indagato già la bellezza della città di Pompei.L’obiettivo di Interno Pompeiano è restituire una dimensione umana degli interni delle domus, rispettando la loro esistenza come spazi attuali, senza gli abitanti di un tempo: le famiglie. L’autore si affiderà alla mutevolezza della luce e alle declinazioni del tempo. Gli ambienti delle domus saranno colti nella loro luce naturale quotidiana, senza aggiunta di artifici. Lo scopo è di coglierne l’intima vitalità, restituendo agli scavi – non solo luogo archeologico – la dimensione originaria di spazio esistenziale, progettato e costruito per la società del tempo.Le Regiones saranno indagate in modo da restituire all’osservatore l’immensità e la diversità dei luoghi pompeiani. Emergerà una nuova visione urbana, fatta di sequenze di interni che saranno interrotti da vedute della rete viaria, degli incroci, del Foro. In questo senso la ricerca di Spina si estende in tutte le direzioni con lo scopo di offrire una nuova immagine della città.Interno Pompeiano si completa con Archivio dello Spazio, che indaga e penetra con maggior attenzione le domus mostrandone il tessuto costruttivo e decorativo. Dalle Regiones, alle Insulae fino alle abitazioni sarà un viatico della conoscenza materica, volto ad approfondire lo spazio antico, mostrandone le superfici nella loro esistenza contemporanea.“Pompei è la città delle mutazioni, dei cambiamenti. È proprio il fattore temporale, lo scorrere degli anni, che restituiscono una diversa visione della città. – sottolinea il Direttore uscente del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, promotore del progetto – Dalla metà del Settecento, disegnatori, pittori, filosofi, poeti, letterati, viaggiatori e poi i fotografi hanno subito il fascino della città sepolta. Hanno percepito la dimensione della catastrofe storica e umana. L’immagine fotografica, medium contemporaneo del nostro presente, è fisiologicamente legata alla città del vulcano. Il duplice progetto fotografico di Luigi Spina è una ricerca autoriale, una ricerca visiva epica, mai prima tentata, per le ovvie finalità scientifiche. Il termine “enciclopedico” è la parola che più riesce a dare il senso della dimensione della antica città e in questo caso al lavoro di Spina. Pompei è una soglia temporale che ci offre la possibilità di poter conoscere ogni aspetto della vita romana. Un autentico sapere enciclopedico.”Nella sua inventariazione e restituzione sensibile delle materie architettoniche pompeiane, Archivio dello Spazio collaborerà anche con il primo progetto del Parco Archeologico di Pompei dedicato alle arti contemporanee, Pompeii Commitment. Materie archeologiche.I due progetti di ricerca hanno avuto il sostegno tecnico di un marchio celebre e prestigioso. Hasselblad La famosa casa produttrice di fotocamere professionali ha messo a disposizione di Luigi Spina una delle sue ammiraglie. L’Hasseblad H6D 100 C con ottiche è l’accessorio, essenziale, per il controllo del decentramento e basculaggio. progetto artistico fotografico di Luigi Spina in copyright

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Una più forte dimensione regionale per lo spazio europeo dell’istruzione

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

La crisi della COVID-19 ha messo in luce tutta l’importanza di sistemi di istruzione resilienti che favoriscano la transizione verso un’economia verde, basata sulla conoscenza e la trasformazione digitale. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) sostiene l’azione della Commissione europea volta a realizzare lo spazio europeo dell’istruzione entro il 2025 , ma esorta anche a tenere meglio conto delle esigenze a livello regionale e ad affrontare il problema delle disparità tra regioni nel settore dell’istruzione. Il parere del CdR è stato presentato mercoledì scorso durante la sessione plenaria dal relatore Emil Boc (RO/PPE), sindaco di Cluj-Napoca.
Il CdR ritiene che tra le finalità fondamentali perseguite dallo spazio europeo dell’istruzione debbano figurare il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e la realizzazione della sostenibilità ambientale. La duplice transizione ecologica e digitale dovrebbe essere presente in modo significativo e integrato in tutti i processi educativi e negli obiettivi trasversali stabiliti per il settore dell’istruzione e della formazione. La valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri dovrebbe essere effettuata sulla base di una tabella di marcia, nonché di una serie di indicatori annuali e di tappe intermedie.”Sebbene le competenze degli enti locali e regionali in materia di istruzione differiscano notevolmente da uno Stato membro all’altro, gli enti territoriali hanno un legame diretto e organico con le comunità in cui devono essere attuate le politiche in materia di istruzione definite a livello dell’UE – comunità su cui tali politiche hanno un’incidenza diretta. Pertanto, agli obiettivi strategici stabiliti per lo spazio europeo dell’istruzione devono corrispondere risorse finanziarie, chiare e identificabili, rese disponibili per gli enti locali e regionali”, ha sottolineato il relatore del parere Emil Boc , che ha ricoperto la carica di primo ministro della Romania tra il 2008 e il 2012.L’europarlamentare Michaela Šojdrová (CZ/PPE), relatrice del Parlamento europeo sul tema dello spazio europeo dell’istruzione, ha dichiarato: “Sono convinta che tutti aderiamo all’idea che un’istruzione di alta qualità costituisce una risposta alle sfide sia attuali che future, compresa quella della duplice transizione verde e digitale. Ma quello dell’istruzione è il settore che ha più gravemente risentito della pandemia di COVID-19. È mia intenzione elaborare e presentare una relazione del Parlamento europeo che sia realistica e miri a una strategia comune in direzione dello spazio europeo dell’istruzione, condivisa e attuata da tutte le istituzioni e l’insieme degli attori a livello europeo, nazionale e locale.”Nel parere a cura di Emil Boc si sottolinea che le regioni e le città possono contribuire a individuare i fabbisogni regionali in materia di istruzione e promuovere politiche specifiche basate sui contesti dei diversi territori. Si dovrebbe rivolgere particolare attenzione alla riduzione delle attuali disparità in materia di istruzione tra zone rurali e urbane, tra i diversi gradi di istruzione e tra i vari istituti di istruzione. Un’istruzione di scarsa qualità è spesso correlata alla povertà e alla mancanza di risorse individuali, ed è anche un fattore chiave alla base del fenomeno della fuga dei cervelli.Il parere insiste anche sull’importanza di stabilire partenariati strategici tra gli enti locali e regionali e le università presenti nei loro territori, nonché con altri istituti di istruzione e di formazione formale e non formale. Tali partenariati contribuirebbero ad offrire gli indispensabili programmi di apprendimento permanente per il miglioramento delle competenze e la riqualificazione professionale al fine di consentire alle persone di inserirsi o di rimanere in un mercato del lavoro in rapida evoluzione nell’ambito della duplice transizione verde e digitale.

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Giulia Marchi: La natura dello spazio logico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Bologna. 24 ottobre – 19 dicembre 2020 Opening Sabato 24 ottobre 2020, ore 15-20 Labs Contemporary Art Via Santo Stefano 38 mostra personale di Giulia Marchi dal titolo La natura dello spazio logico a cura di Angela Madesani. Il titolo La natura dello spazio logico riprende quello di una delle serie di lavori proposti in mostra e fa riferimento al filosofo e architetto austriaco Ludwig Wittgenstein; suo l’assunto che segue e che chiarisce gli intenti della ricerca dell’artista: «Luogo spaziale e luogo logico concordano nell’essere ambedue la possibilità di un’esistenza». Per Wittgenstein il lavoro filosofico, come spesso quello progettuale in senso architettonico, è un lavoro su se stessi e sul proprio punto di vista; concetto che interessa profondamente Giulia Marchi ed è da lei indagato in questa serie, costituita da un corpus di fotografie e lavori scultorei in marmo. Quattro lastre di marmo della serie L’artefice, sulle quali è inciso l’esametro virgiliano Ibant obscuri sola sub nocte per umbram, scelto e proposto dall’artista nell’errata versione di Jorge Luis Borges: Ibant obscuri sola sub nocte per umbras. Sbaglio voluto dal poeta argentino il quale amava gli errori tanto da considerarli una prova di verità e sicuramente di umanità. Una quinta lastra più grande reca la scritta Null, zero in tedesco, la lingua del filosofo che ha guidato l’intero progetto di lavoro. Un ulteriore momento della mostra è dedicato ai labirinti e alla loro valenza filosofica: a Borges e al suo labirinto costruito sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, al labirinto di Cnosso sull’isola di Creta ed infine al Labirito di Dunure in Scozia. Una riflessione sul concetto di limite, attraverso l’errore, l’umana debolezza, lo spaesamento, il dubbio, l’incapacità di districarsi è quanto caratterizza i lavori esposti. Limite, errore, dubbio che forse sono proprio il senso più recondito, più temibile ma anche più affascinante dell’esistenza. Giulia Marchi nasce a Rimini, nel 1976. Studia Lettere Classiche all’Università degli studi di Bologna. Ricerca letteraria e approccio concettuale sono precisi stilemi del suo linguaggio fotografico – dall’utilizzo del foro stenopeico alla costruzione delle proprie macchine fotografiche, dalla sperimentazione condotta trattando chimicamente le matrici di polaroid al costante richiamo al testo, punto di partenza e chiave di lettura attraverso il quale dipinge i suoi paesaggi rarefatti.Nel 2016 è una degli artisti a partecipare alla collettiva intitolata Murmur presso la Flowers Gallery a Londra. Nel 2017 tiene, insieme all’artista cinese Xiaoyi Chen, una doppia personale presso la galleria Matèria (Roma), dal titolo one giant leap. Nel 2018 vince il premio Rotaract Bologna con l’opera Camera Anecoica, in occasione di Arte Fiera 2018 (Bologna). Nel 2019 viene invitata a tenere un workshop di alta formazione presso l’ISIA di Urbino. In occasione di Artissima 2019 presenta il libro d’artista edito da Danilo Montanari dal titolo Tutto procede con un tempo fortissimo, affiancata da Lorenzo Balbi, autore del testo critico che accompagna il lavoro. Orari Martedì-venerdì: 15.30-19 Sabato: 9.30-12

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Cesare Brandi: Spazio italiano, ambiente fiammingo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Uscita prevista nelle librerie: 30 aprile. La pittura in Italia e in Europa raccontata dal più grande scrittore d’arte italiano. Un saggio che scrive una pagina fondamentale della storia della critica d’arte. Introduzione di Vittorio Sgarbi. Illustrato con tavole a colori.
Un incauto restauro dell’Agneau Mystique di van Eyck offrì a Cesare Brandi lo spunto per scrivere questo saggio dal ritmo narrativo e vivace. Da questo aneddoto curioso e preoccupante infatti, passando per associazioni storiche ed estetiche ingegnose, Brandi approfondisce l’antitesi tra pittura toscana e fiamminga. Il grande critico con questo saggio si ascrive il merito di aver inventato una nuova applicazione delle parole spazio e ambiente, per farci penetrare in due opposti modi di dipingere. Ma il pregio di un saggio non risiede soltanto nella sua solidità, nel suo acume, nella sua plausibilità; dipende quasi di più dalla sua alimentazione, dalla capacità di trarre sostegno da varie aree di esperienza di critico: storia, razionalità, emozioni. Questo testo, tanto rigoroso nella sua costruzione, sorprende per la sua capacità di divertire e divertirsi, regalando un excursus nella pittura fiamminga che si slancia fino a lasciare la strada a Rubens e Caravaggio. In questa duplice personalità costituisce senza dubbio un saggio critico dalla forza contemporanea e dalla suggestione sempre inedita.

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Ciclo di incontri “Il futuro è uno spazio ospitale”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Roma Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8, Dal 20 gennaio al 25 maggio il Teatro Palladium ospita in collaborazione con la Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine – nata dall’omonima azienda italiana fra le prime dieci al mondo nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza – il ciclo di incontri “Il futuro è uno spazio ospitale”. Cinque appuntamenti per parlare alle nuove generazioni di futuro e innovazione con alcuni tra i più importanti esponenti del mondo scientifico, universitario e industriale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di incentivare la condivisione di conoscenze e opportunità, contribuendo alla divulgazione della cultura scientifica affinché sia a disposizione di tutti.Le conversazioni spazieranno dal tema dell’intelligenza artificiale e il suo rapporto con l’intelligenza umana, allo spazio, che pone l’interrogativo dell’uomo su Marte, proseguendo con le implicazioni che la scoperta del bosone di Higgs ha per la scienza e la vita, fino alle energie del futuro e alla salute circolare.Protagonisti degli incontri sono: Roberto Cingolani (Chief Technology e Innovation Officer Leonardo), Eleonora Ammannito (Scientific Researcher ASI – Agenzia Spaziale Italiana), Fabiola Gianotti (Direttore Generale Cern), Valeria Termini (Professore ordinario di Economia politica – Università Roma Tre) e Ilaria Capua (Virologa e direttrice del One Health Center of Excellence, Florida University).Il primo appuntamento in programma lunedì 20 gennaio alle ore 18 affronta il tema dell’ intelligenza artificiale e intelligenza naturale. Siamo pronti a convivere con un’altra specie capace di decidere ma incapace di volere? Il digitale è una vera rivoluzione? Esistono davvero due intelligenze, naturale e artificiale? Quali saranno i codici del futuro? Proverà a dare una risposta Roberto Cingolani, Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo da settembre 2019, dopo essere stato Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia dal 2005 al 2019.Programma:
•20 gennaio ore 18.00 – Roberto Cingolani, Chief Technology e Innovation Officer Leonardo – “L’altra specie: rapporti tra I.A. e intelligenza naturale”
• 24 febbraio ore 18.00 – Eleonora Ammannito, Scientific Researcher ASI – Agenzia Spaziale Italiana – “Andare su Marte: come, quando e perché”
• 23 marzo ore 18.00 – Fabiola Gianotti, Direttore Generale Cern – “Il bosone di Higgs: implicazioni per la scienza e per la vita”
• 27 aprile ore 18.00 – Valeria Termini, Professore ordinario di Economia politica – Università degli Studi Roma Tre – ”Dopo il petrolio: l’energia del futuro”
• 25 maggio ore 18.00 – Ilaria Capua, Virologa e direttrice del One Health Center of Excellence, Florida University – “Salute circolare”

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Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa: le prossime sfide per l’industria europea

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Napoli 6 dicembre dalle ore 9.30 alle 18.00 nella sala dei Baroni del Maschio Angioino si terranno gli Stati Generali dello Spazio. Il Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’Agenzia Spaziale europea, l’Agenzia Spaziale italiana e il Comune di Napoli, organizza un evento ad alto livello dal titolo Gli Stati Generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa: le prossime sfide per l’industria europea.I lavori, che si terranno venerdì 6 dicembre a Napoli nella sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 9.30 alle 18.00, saranno aperti dal Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.A rappresentare il Governo, interverranno Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa, Paola De Micheli, Ministro per le Infrastrutture, Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e Riccardo Fraccaro, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Spazio.Tra gli altri oratori istituzionali, sono previsti Johann-Dietrich Worner, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, Presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni del Parlamento europeo, il Generale Claudio Graziano, Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea e Roberto Viola, Direttore Generale della Commissione europea.I Rappresentanti delle istituzioni europee e italiane e delle agenzie spaziali italiana ed europea si confronteranno con i vertici dell’industria del settore, tra cui il Presidente e l’AD di Leonardo, Gianni De Gennaro e Alessandro Profumo, l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono, l’AD di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso e l’AD di SITAEL, Matteo Pertosa. Gli Stati generali si chiuderanno nel pomeriggio con l’intervento conclusivo del Presidente Sassoli.

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Forme uniche della continuità nello spazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

La notizia che nei giorni scorsi, presso la casa d’aste Christie’s di New York, è stato venduta l’opera bronzea di Umberto Boccioni (1882-1916) Forme uniche della continuità nello spazio per 16 milioni 165mila dollari (diritti compresi), pari a 14 milioni e 636.903 euro, dà, di riflesso, enorme lustro alla Galleria nazionale di Cosenza. Nelle sale espositive di Palazzo Arnone, infatti, i visitatori possono ammirare gratuitamente una versione “gemella” della preziosa opera del grande scultore reggino donata alla Galleria nazionale di Cosenza dal mecenate Roberto Bilotti. L’opera è uno dei bronzi numerati, realizzati tra il 1971 e 1972 su commissione del direttore della galleria d’arte “La Medusa” di Roma, Claudio Bruni Sakraischik. Forme uniche della continuità nello spazio è stata modellata su un calco del 1951 di proprietà del conte Paolo Marinotti, il quale, nel frattempo, aveva ottenuto l’originale dalla vedova di Filippo Tommaso Marinetti, ritenuto il fondatore del movimento futurista. La celebre scultura è stata concepita da Boccioni nel 1913 ed è oggi raffigurata anche sul retro dei venti centesimi di euro, proprio quale icona del Futurismo che più di tutte ha influenzato l’arte e la cultura del XX secolo. Il manufatto originale è in gesso e non è stato mai riprodotto nella versione in bronzo nel corso della vita dell’autore. Quella presente nella Galleria nazionale di Cosenza, dunque, rappresenta un’autentica rarità che aspetta solo di essere goduta, insieme ai tanti altri tesori artistici e storici esposti negli spazi di Palazzo Arnone. La Galleria Nazionale di Cosenza, il cui referente è lo storico dell’arte Faustino Nigrelli, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

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Parma vola nello spazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Lo fa con il progetto “Topdess” finanziato da ESA, l’Agenzia Spaziale Europea: “Topdess” che coinvolge infatti il Gruppo di fisica tecnica dell’Università di Parma, coordinato dal docente Fabio Bozzoli e composto anche dai docenti Luca Cattani, Giorgio Pagliarini, Sara Rainieri e Pamela Vocale, e l’azienda parmigiana Mbs, del gruppo Csf Inox.La ricerca riguarderà principalmente i “Pulsating Heat Pipes”, chiamati anche PHP, che sono dispostivi passivi per lo scambio termico. Un PHP consiste fondamentalmente in un tubo di piccolo diametro, curvato a formare più spire, parzialmente riempito con un fluido. I principali vantaggi di questi dispositivi sono la compattezza, la flessibilità, la capacità di funzionare senza apporto di energia elettrica e in assenza di gravità.In particolare, nel progetto “Topdess” si cercherà di applicare i PHP ai sistemi “deployable”, o “pieghevoli”, ossia strutture in grado di apportare in modo autonomo grandi cambiamenti alla propria configurazione geometrica.La progettazione di questi sistemi rappresenta una vera e propria sfida ingegneristica a causa delle loro intrinseche problematicità di tipo termico: particolare attenzione va riservata alle temperature proibitive raggiunte nelle fasi di apertura e chiusura. L’impiego dei PHP vuole proprio superare queste criticità, permettendo di realizzare applicazioni fino a oggi impensabili.Al progetto “Topdess”, del valore totale di 1,7 milioni di euro, partecipano anche prestigiosi partner quali l’Università di Brighton (UK), l’Università di Liverpool (UK), l’istituto ISAE-ENSMA e CEA. Vi sono coinvolti anche altri importanti partner industriali mondiali come Airbus France e Kayser Space UK. La prima riunione per l’inizio del progetto si è tenuta il 4 ottobre all’European Space Research and Technology Centre di Noordwijk (Olanda); per l’Università di Parma vi hanno partecipato i docenti Fabio Bozzoli e Luca Cattani e per MBS Gianluca Bertoluzzi. Nei prossimi mesi inizierà anche la parte sperimentale, che porterà in assenza di gravità i dispositivi sviluppati e i ricercatori.

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Spazio alla politica fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

A cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory, Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Draghi ha ribadito anche le ragioni del nuovo Qe da 20 miliardi al mese annunciato a settembre e la convinzione che con “una politica fiscale gli obiettivi di politica monetaria saranno ruggini prima con minori effetti collaterali”.Le prospettive aperte da questo scenario sono inedite con implicazioni importanti per i mercati: le analizzeremo dopo aver inquadrato la situazione globale sul fronte macro.La comprensione del ciclo attuale appare complessa a causa della coesistenza nel mercato di elementi segnaletici della recessione, come l’inversione della curva dei rendimenti e altri più costruttivi, come l’andamento degli indici azionari.Tuttavia, nonostante il crollo della manifattura globale che proietta un’ombra scura sulle prospettive macro, Pictet AM conferma la sua posizione relativamente costruttiva rispetto ai timori di una recessione. Una posizione suffragata innanzitutto dal leading indicator proprietario costruito su circa 40 dati macroeconomici, dal quale è rilevabile uno spiraglio di ottimismo nell’andamento congiunturale.
Ma le ragioni che inducono a confermare una posizione più ottimista del mercato sono diverse:
la prima è che la componente salariale ha segnato negli Usa una crescita del 3%, ovvero dell’1,5% al netto dell’inflazione; anche in Europa i salari sono cresciuti in termini nominali e l’inflazione non sta erodendo la capacità di acquisto;
L’effetto collaterale principale di questa dinamica è la robustezza dei consumi, che rappresentano il 70% del PIL e che dipendono dal reddito disponibile e dalla capacità reale di spesa;
La produttività sta tenendo il passo con la crescita dei salari reali e pertanto l’incremento della capacità di spesa non si sta traducendo in detrimento dei profitti aziendali;
Escludiamo infine la possibilità che uno shock petrolifero possa demolire la solidità dei consumi, in maniera simile a quanto accadeva negli anni Settanta. Lo dimostrano le vicende recenti dell’Arabia Saudita dove l’attacco che ha colpito metà della capacità produttiva del greggio del Paese è stato riassorbito, dal punto di vista dei prezzi, nel giro di due settimane.
Cosa ci attende in futuro? Riteniamo che la Fed abbia concluso la propria manovra espansiva, contrariamente al mercato che sconta all’80% un nuovo taglio entro fine anno e altri due nel 2020. Inoltre, con le ultime decisioni della BCE, la politica monetaria testa la soglia inferiore oltre la quale gli effetti negativi rischiano di sopravanzare quelli positivi. Ricordiamo che la Banca Centrale Europea ha ridotto i tassi di deposito a -0,5% e inaugurato una nuova fase di acquisti tarata esattamente poco sotto i livelli ai quali sarebbe stato necessario ritoccare tutte le regole di ingaggio (cioè il capital key, la quota di acquisti per Paese) e la quota di acquisti di singole emissioni (33%). Una sorta di canto del cigno della politica monetaria, tanto che Mario Draghi in modo molto esplicito ha dichiarato la necessità di avviare misure di politica fiscale. D’altronde il metabolismo del tessuto produttivo si è abbassato sia in America sia in Europa: un contesto in cui si riduce lo spazio di manovra e gli strumenti monetari tradizionalmente utilizzati per stimolare le economie. Il meccanismo dello stimolo non funziona efficacemente con i tassi negativi, ragionando in termini attuariali, le famiglie tendono a risparmiare di più per avere la stessa cifra in futuro, e dunque l’effetto di reddito diventa prevalente sull’effetto di sostituzione. Se sembra evidente che lo spazio della politica monetaria sia destinato a diminuire, resta da capire se e dove esista uno spazio per avviare una politica fiscale, che ha il potenziale di far aumentare la crescita ma anche di far salire i tassi. La risposta si ottiene osservando il rapporto tra tassi di crescita dell’economia e tassi di interesse. Ogni volta che i primi sono superiori ai secondi esiste uno spazio di manovra per la politica fiscale, nella forma di misure di taglio fiscale o aumento della spesa pubblica; e questo spazio di manovra esiste anche in quei Paesi altamente indebitati in cui avere tassi di crescita superiori ai tassi di interesse innesca una dinamica virtuosa.Nei Paesi sviluppati c’è dunque spazio per la politica fiscale in Germania, Svizzera, Regno Unito, Svezia, Olanda; probabilmente anche in Francia, Giappone e Norvegia. Nei Paesi emergenti il quadro è ancora più incoraggiante perché non esiste un’area dove non sia possibile attivare una politica monetaria o una fiscale di stimolo (e c’è spazio per entrambe in Russia, Indonesia, Messico)”.

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“I Rettori italiani per la salute e l’ambiente: presentato il Manifesto SIMA

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Dalle colonne di “The Lancet”, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) chiama a raccolta i Rettori delle università italiane e chiede loro pieno l’impegno di aderire al Manifesto “University Rectors for All” (U4ALL), pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica[1]. Il documento porta la prima firma del professore Alessandro Miani, presidente SIMA ed è stato presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza, tra gli altri, di Gaetano Manfredi, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute. L’evento è stato realizzato sotto l’egida della CRUI e della Cattedra Unesco “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile”.La call for action al mondo accademico ha un obiettivo chiaro e risponde alla richiesta inoltrata da “The Lancet” stesso in occasione delle giornate di protesta globale dei Fridays for Future guidati da Greta Thunberg: “E’ necessario – spiega Alessandro Miani – promuovere l’applicazione dell’Accordo di Parigi e le raccomandazioni dell’IPCC (Inter-governmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) contenendo l’aumento della temperatura del pianeta al di sotto degli 1,5 °C. È per questo che chiediamo a tutti i Magnifici Rettori della CRUI di siglare l’iniziativa, impegnandosi a seguire nelle proprie università un impegno concreto su questa strada, affrontando il tema del cambiamento climatico in ogni corso”.
“La salvaguardia dei cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente e della salute richiedono un’urgente transizione da una modello economico di crescita lineare a una economia di tipo circolare. Affinché quest’ultima non diventi una mera propaganda ambientalista occorre che si traduca in convenienza economica. Per il raggiungimento di questo importante obiettivo è necessario che si sviluppi, oltre a un radicale cambiamento culturale delle imprese e dei consumatori, un idoneo processo innovativo dei materiali da utilizzare nei processi produttivi. Importante, pertanto, per l’affermazione di questo nuovo modello economico è il ruolo delle istituzioni scolastiche e universitarie che dovranno aggiornare e sviluppare nuovi percorsi formativi”, sostiene Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Piercamillo Davigo in Consiglio regionale Antimafia: “spazio trasparenza va trovato nel mendace”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Davigo, membro togato del Consiglio superiore della magistratura, ha partecipato, su invito del M5S Lombardia, a un’audizione in Commissione congiunta Antimafia e Affari Istituzionali sul progetto di legge “Disposizioni in materia di trasparenza dell’appartenenza ad organizzazioni ed associazioni private e in materia di associazioni proibite”. La proposta, a prima firma del consigliere regionale del M5S Lombardia Luigi Piccirillo, ha l’obiettivo di ampliare la trasparenza e prevede una serie di disposizioni per rendere pubblica l’appartenenza ad associazioni private di consiglieri regionali, del presidente della Regione, degli assessori e dei sottosegretari regionali. Davigo ha manifestato interesse al provvedimento sottolineando la necessità di evitare un eccesso di burocratizzazione dei processi: “lo spazio della trasparenza può essere trovato nel mendace, che è punibile, e su base volontaria tenendo conto della privacy”.

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Le curiosità sullo spazio più digitate in rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Lo spazio è da sempre uno degli argomenti in grado di suscitare enorme interesse, nonché moltissimi interrogativi. Ad oggi, l’uomo conosce solo una piccola parte dell’universo, che si pensa sia in continua espansione e composto da una moltitudine di galassie. Sono in molti, dunque, scienziati e comuni cittadini, ad interrogarsi su cosa ci sia lassù e sulla possibilità di altre forme di vita. Alcuni affermano di aver visto degli alieni o che vivano tra di noi. Ma quali sono le curiosità più diffuse? SEMrush, piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, ha svolto una ricerca per individuare quali siano le ricerche online più frequenti fatte dagli italiani riguardo l’universo e la vita oltre il nostro pianeta. Queste sono le risposte alle 10 curiosità sullo spazio più digitate in rete dagli italiani.
Cosa mangiano gli astronauti nello spazio? L’assenza di gravità provoca anche assenza di fame. Creare dei pasti sani, nutrienti e gustosi è, in realtà, una cosa abbastanza complicata. Per questo, il cibo degli astronauti è creato da ingegneri alimentari degli Space Food System Laboratories della NASA, rispettando rigidi parametri, che sono continuamente all’opera per individuare soluzioni innovative per migliorare l’alimentazione delle persone in orbita. Tutto il cibo che va nello spazio con gli astronauti deve, ovviamente, essere già cucinato e pronto per essere consumato.
Cosa fa una donna incinta nello spazio? Al momento nessuno è stato nello spazio mentre si trovava in stato interessante. Esiste una startup olandese che vorrebbe inviare in orbita terrestre una donna incinta in procinto di partorire per far nascere il primo bambino nello spazio in condizioni mediche speciali.
Come si dorme nello spazio? Il passaggio dalla notte al giorno è un argomento poco interessante per gli astronauti, che in un giorno vivono 16 albe e tramonti. In media, ogni astronauta dorme circa 6 ore al giorno, in zone chiamate Tranquillity, con un sacco a pelo ancorato al muro.
Come si fa pipì nello spazio? Gli astronauti usano una specie di tubo che la aspira e la invia in una macchina che provvede a riciclarla in acqua potabile.
Quanti anni abbiamo per salvare il pianeta? Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, abbiamo solamente 12 anni per salvare il pianeta. La situazione di oggi ci potrebbe portare in un futuro in cui la temperatura media globale aumenterà di 1,5° C entro il 2040. Se si vorrà evitare tale aumento è necessario diminuire le emissioni di gas ad effetto serra, incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico globale, abbandonare il carbone e aumentare la superficie forestale globale.
Che pianeta sei? Tanti adorano i test, scoprire che pianeta sei è anche un ottimo momento per rilassarsi e scoprire qualcosa in più dei pianeti del nostro sistema solare.
Quando la luna è buona per i funghi? Si dice che “A settembre pioggia e luna son dei funghi la fortuna”, ma è vero che la luna influisce sulla crescita dei funghi? Purtroppo, non c’è un’argomentazione scientifica che mostri una correlazione fra le fasi lunari e la comparsa dei funghi.
Quando arriveranno gli alieni sulla terra? Arthur Clarke, autore del libro 2001: Odissea nello spazio diceva: «Esistono due possibilità, o siamo soli nell’Universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti». Visto che noi non sappiamo se esiste o meno la vita o, per meglio dire, altre forme di vita oltre alla nostra, non possiamo essere sicuri dell’arrivo degli alieni sulla Terra oppure se, come sostengono alcuni, siano già tra di noi.
Cosa vogliono gli alieni dagli esseri umani? La risposta segue la domanda precedente: non siamo sicuri di essere soli, né abbiamo la certezza della presenza di alieni nelle altre galassie, per questo è impossibile sapere cosa vogliano esattamente.
Chi sono i rettiliani in Italia? I rettiliani sulla Terra è uno degli argomenti più discussi di oggi. Ci sono anche delle teorie e delle regole su come individuare eventuali esseri di questa specie infiltrati tra di noi. Secondo le query, coloro che sono maggiormente sospettati di essere rettiliani sulla Terra sono la Regina Elisabetta (1300), Justin Bieber (1200), Barack Obama (720) e George W. Bush (380). In Italia, non sono ancora state individuate delle persone sospettate di essere dei rettiliani.

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Il 97% dello spazio abitato dalla vita è Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma sabato 9 marzo 2019 ore 18 Lungotevere A. da Brescia Sala Petrassi Auditorium Parco della Musica. Tutti gli esseri viventi del pianeta provengono dal Mare. L’equilibrio e la stabilità del clima derivano dal Mare. L’incontro trai i popoli e le culture ha come ispirazione il Mare. L’associazione Marevivo, Dialogues e Fondazione Recchi hanno organizzato all’Auditorium Parco della Musica l’evento “MadreMare” per scoprire, attraverso verità, emozioni e leggende, i segreti del mare.
Dopo un’introduzione della presidente di Marevivo Rosalba Giugni con Benedetta Rinaldi giornalista Rai , Ferdinando Boero illustrerà la funzione vitale e vivifica del mare. Claudio Strinati e Alberto Luca Recchi racconteranno la storia di due passioni, una per l’arte e una per il mare. Nonostante l’apparente lontananza di questi mondi, i due esperti faranno scoprire al pubblico analogie sorprendenti tra i momenti fondamentali della loro vita e riusciranno a trasformare il dialogo in un racconto di opere e di creature marine, entrambe così fragili e bisognose di tutela che solo la loro profonda conoscenza può salvare.L’evento, sotto la regia di Luca Brignone, vedrà inoltre la partecipazione di Patrizio Rispo e sarà accompagnato dalla musica di Vincenzo De Filippo Marmediterra. L’incontro è organizzato con il supporto di Grimaldi Lines. http://www.marevivo.it

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