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Parma vola nello spazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Lo fa con il progetto “Topdess” finanziato da ESA, l’Agenzia Spaziale Europea: “Topdess” che coinvolge infatti il Gruppo di fisica tecnica dell’Università di Parma, coordinato dal docente Fabio Bozzoli e composto anche dai docenti Luca Cattani, Giorgio Pagliarini, Sara Rainieri e Pamela Vocale, e l’azienda parmigiana Mbs, del gruppo Csf Inox.La ricerca riguarderà principalmente i “Pulsating Heat Pipes”, chiamati anche PHP, che sono dispostivi passivi per lo scambio termico. Un PHP consiste fondamentalmente in un tubo di piccolo diametro, curvato a formare più spire, parzialmente riempito con un fluido. I principali vantaggi di questi dispositivi sono la compattezza, la flessibilità, la capacità di funzionare senza apporto di energia elettrica e in assenza di gravità.In particolare, nel progetto “Topdess” si cercherà di applicare i PHP ai sistemi “deployable”, o “pieghevoli”, ossia strutture in grado di apportare in modo autonomo grandi cambiamenti alla propria configurazione geometrica.La progettazione di questi sistemi rappresenta una vera e propria sfida ingegneristica a causa delle loro intrinseche problematicità di tipo termico: particolare attenzione va riservata alle temperature proibitive raggiunte nelle fasi di apertura e chiusura. L’impiego dei PHP vuole proprio superare queste criticità, permettendo di realizzare applicazioni fino a oggi impensabili.Al progetto “Topdess”, del valore totale di 1,7 milioni di euro, partecipano anche prestigiosi partner quali l’Università di Brighton (UK), l’Università di Liverpool (UK), l’istituto ISAE-ENSMA e CEA. Vi sono coinvolti anche altri importanti partner industriali mondiali come Airbus France e Kayser Space UK. La prima riunione per l’inizio del progetto si è tenuta il 4 ottobre all’European Space Research and Technology Centre di Noordwijk (Olanda); per l’Università di Parma vi hanno partecipato i docenti Fabio Bozzoli e Luca Cattani e per MBS Gianluca Bertoluzzi. Nei prossimi mesi inizierà anche la parte sperimentale, che porterà in assenza di gravità i dispositivi sviluppati e i ricercatori.

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Spazio alla politica fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

A cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory, Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Draghi ha ribadito anche le ragioni del nuovo Qe da 20 miliardi al mese annunciato a settembre e la convinzione che con “una politica fiscale gli obiettivi di politica monetaria saranno ruggini prima con minori effetti collaterali”.Le prospettive aperte da questo scenario sono inedite con implicazioni importanti per i mercati: le analizzeremo dopo aver inquadrato la situazione globale sul fronte macro.La comprensione del ciclo attuale appare complessa a causa della coesistenza nel mercato di elementi segnaletici della recessione, come l’inversione della curva dei rendimenti e altri più costruttivi, come l’andamento degli indici azionari.Tuttavia, nonostante il crollo della manifattura globale che proietta un’ombra scura sulle prospettive macro, Pictet AM conferma la sua posizione relativamente costruttiva rispetto ai timori di una recessione. Una posizione suffragata innanzitutto dal leading indicator proprietario costruito su circa 40 dati macroeconomici, dal quale è rilevabile uno spiraglio di ottimismo nell’andamento congiunturale.
Ma le ragioni che inducono a confermare una posizione più ottimista del mercato sono diverse:
la prima è che la componente salariale ha segnato negli Usa una crescita del 3%, ovvero dell’1,5% al netto dell’inflazione; anche in Europa i salari sono cresciuti in termini nominali e l’inflazione non sta erodendo la capacità di acquisto;
L’effetto collaterale principale di questa dinamica è la robustezza dei consumi, che rappresentano il 70% del PIL e che dipendono dal reddito disponibile e dalla capacità reale di spesa;
La produttività sta tenendo il passo con la crescita dei salari reali e pertanto l’incremento della capacità di spesa non si sta traducendo in detrimento dei profitti aziendali;
Escludiamo infine la possibilità che uno shock petrolifero possa demolire la solidità dei consumi, in maniera simile a quanto accadeva negli anni Settanta. Lo dimostrano le vicende recenti dell’Arabia Saudita dove l’attacco che ha colpito metà della capacità produttiva del greggio del Paese è stato riassorbito, dal punto di vista dei prezzi, nel giro di due settimane.
Cosa ci attende in futuro? Riteniamo che la Fed abbia concluso la propria manovra espansiva, contrariamente al mercato che sconta all’80% un nuovo taglio entro fine anno e altri due nel 2020. Inoltre, con le ultime decisioni della BCE, la politica monetaria testa la soglia inferiore oltre la quale gli effetti negativi rischiano di sopravanzare quelli positivi. Ricordiamo che la Banca Centrale Europea ha ridotto i tassi di deposito a -0,5% e inaugurato una nuova fase di acquisti tarata esattamente poco sotto i livelli ai quali sarebbe stato necessario ritoccare tutte le regole di ingaggio (cioè il capital key, la quota di acquisti per Paese) e la quota di acquisti di singole emissioni (33%). Una sorta di canto del cigno della politica monetaria, tanto che Mario Draghi in modo molto esplicito ha dichiarato la necessità di avviare misure di politica fiscale. D’altronde il metabolismo del tessuto produttivo si è abbassato sia in America sia in Europa: un contesto in cui si riduce lo spazio di manovra e gli strumenti monetari tradizionalmente utilizzati per stimolare le economie. Il meccanismo dello stimolo non funziona efficacemente con i tassi negativi, ragionando in termini attuariali, le famiglie tendono a risparmiare di più per avere la stessa cifra in futuro, e dunque l’effetto di reddito diventa prevalente sull’effetto di sostituzione. Se sembra evidente che lo spazio della politica monetaria sia destinato a diminuire, resta da capire se e dove esista uno spazio per avviare una politica fiscale, che ha il potenziale di far aumentare la crescita ma anche di far salire i tassi. La risposta si ottiene osservando il rapporto tra tassi di crescita dell’economia e tassi di interesse. Ogni volta che i primi sono superiori ai secondi esiste uno spazio di manovra per la politica fiscale, nella forma di misure di taglio fiscale o aumento della spesa pubblica; e questo spazio di manovra esiste anche in quei Paesi altamente indebitati in cui avere tassi di crescita superiori ai tassi di interesse innesca una dinamica virtuosa.Nei Paesi sviluppati c’è dunque spazio per la politica fiscale in Germania, Svizzera, Regno Unito, Svezia, Olanda; probabilmente anche in Francia, Giappone e Norvegia. Nei Paesi emergenti il quadro è ancora più incoraggiante perché non esiste un’area dove non sia possibile attivare una politica monetaria o una fiscale di stimolo (e c’è spazio per entrambe in Russia, Indonesia, Messico)”.

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“I Rettori italiani per la salute e l’ambiente: presentato il Manifesto SIMA

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

Dalle colonne di “The Lancet”, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) chiama a raccolta i Rettori delle università italiane e chiede loro pieno l’impegno di aderire al Manifesto “University Rectors for All” (U4ALL), pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica[1]. Il documento porta la prima firma del professore Alessandro Miani, presidente SIMA ed è stato presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza, tra gli altri, di Gaetano Manfredi, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute. L’evento è stato realizzato sotto l’egida della CRUI e della Cattedra Unesco “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile”.La call for action al mondo accademico ha un obiettivo chiaro e risponde alla richiesta inoltrata da “The Lancet” stesso in occasione delle giornate di protesta globale dei Fridays for Future guidati da Greta Thunberg: “E’ necessario – spiega Alessandro Miani – promuovere l’applicazione dell’Accordo di Parigi e le raccomandazioni dell’IPCC (Inter-governmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) contenendo l’aumento della temperatura del pianeta al di sotto degli 1,5 °C. È per questo che chiediamo a tutti i Magnifici Rettori della CRUI di siglare l’iniziativa, impegnandosi a seguire nelle proprie università un impegno concreto su questa strada, affrontando il tema del cambiamento climatico in ogni corso”.
“La salvaguardia dei cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente e della salute richiedono un’urgente transizione da una modello economico di crescita lineare a una economia di tipo circolare. Affinché quest’ultima non diventi una mera propaganda ambientalista occorre che si traduca in convenienza economica. Per il raggiungimento di questo importante obiettivo è necessario che si sviluppi, oltre a un radicale cambiamento culturale delle imprese e dei consumatori, un idoneo processo innovativo dei materiali da utilizzare nei processi produttivi. Importante, pertanto, per l’affermazione di questo nuovo modello economico è il ruolo delle istituzioni scolastiche e universitarie che dovranno aggiornare e sviluppare nuovi percorsi formativi”, sostiene Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Piercamillo Davigo in Consiglio regionale Antimafia: “spazio trasparenza va trovato nel mendace”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 ottobre 2019

Davigo, membro togato del Consiglio superiore della magistratura, ha partecipato, su invito del M5S Lombardia, a un’audizione in Commissione congiunta Antimafia e Affari Istituzionali sul progetto di legge “Disposizioni in materia di trasparenza dell’appartenenza ad organizzazioni ed associazioni private e in materia di associazioni proibite”. La proposta, a prima firma del consigliere regionale del M5S Lombardia Luigi Piccirillo, ha l’obiettivo di ampliare la trasparenza e prevede una serie di disposizioni per rendere pubblica l’appartenenza ad associazioni private di consiglieri regionali, del presidente della Regione, degli assessori e dei sottosegretari regionali. Davigo ha manifestato interesse al provvedimento sottolineando la necessità di evitare un eccesso di burocratizzazione dei processi: “lo spazio della trasparenza può essere trovato nel mendace, che è punibile, e su base volontaria tenendo conto della privacy”.

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Le curiosità sullo spazio più digitate in rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Lo spazio è da sempre uno degli argomenti in grado di suscitare enorme interesse, nonché moltissimi interrogativi. Ad oggi, l’uomo conosce solo una piccola parte dell’universo, che si pensa sia in continua espansione e composto da una moltitudine di galassie. Sono in molti, dunque, scienziati e comuni cittadini, ad interrogarsi su cosa ci sia lassù e sulla possibilità di altre forme di vita. Alcuni affermano di aver visto degli alieni o che vivano tra di noi. Ma quali sono le curiosità più diffuse? SEMrush, piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, ha svolto una ricerca per individuare quali siano le ricerche online più frequenti fatte dagli italiani riguardo l’universo e la vita oltre il nostro pianeta. Queste sono le risposte alle 10 curiosità sullo spazio più digitate in rete dagli italiani.
Cosa mangiano gli astronauti nello spazio? L’assenza di gravità provoca anche assenza di fame. Creare dei pasti sani, nutrienti e gustosi è, in realtà, una cosa abbastanza complicata. Per questo, il cibo degli astronauti è creato da ingegneri alimentari degli Space Food System Laboratories della NASA, rispettando rigidi parametri, che sono continuamente all’opera per individuare soluzioni innovative per migliorare l’alimentazione delle persone in orbita. Tutto il cibo che va nello spazio con gli astronauti deve, ovviamente, essere già cucinato e pronto per essere consumato.
Cosa fa una donna incinta nello spazio? Al momento nessuno è stato nello spazio mentre si trovava in stato interessante. Esiste una startup olandese che vorrebbe inviare in orbita terrestre una donna incinta in procinto di partorire per far nascere il primo bambino nello spazio in condizioni mediche speciali.
Come si dorme nello spazio? Il passaggio dalla notte al giorno è un argomento poco interessante per gli astronauti, che in un giorno vivono 16 albe e tramonti. In media, ogni astronauta dorme circa 6 ore al giorno, in zone chiamate Tranquillity, con un sacco a pelo ancorato al muro.
Come si fa pipì nello spazio? Gli astronauti usano una specie di tubo che la aspira e la invia in una macchina che provvede a riciclarla in acqua potabile.
Quanti anni abbiamo per salvare il pianeta? Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, abbiamo solamente 12 anni per salvare il pianeta. La situazione di oggi ci potrebbe portare in un futuro in cui la temperatura media globale aumenterà di 1,5° C entro il 2040. Se si vorrà evitare tale aumento è necessario diminuire le emissioni di gas ad effetto serra, incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico globale, abbandonare il carbone e aumentare la superficie forestale globale.
Che pianeta sei? Tanti adorano i test, scoprire che pianeta sei è anche un ottimo momento per rilassarsi e scoprire qualcosa in più dei pianeti del nostro sistema solare.
Quando la luna è buona per i funghi? Si dice che “A settembre pioggia e luna son dei funghi la fortuna”, ma è vero che la luna influisce sulla crescita dei funghi? Purtroppo, non c’è un’argomentazione scientifica che mostri una correlazione fra le fasi lunari e la comparsa dei funghi.
Quando arriveranno gli alieni sulla terra? Arthur Clarke, autore del libro 2001: Odissea nello spazio diceva: «Esistono due possibilità, o siamo soli nell’Universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti». Visto che noi non sappiamo se esiste o meno la vita o, per meglio dire, altre forme di vita oltre alla nostra, non possiamo essere sicuri dell’arrivo degli alieni sulla Terra oppure se, come sostengono alcuni, siano già tra di noi.
Cosa vogliono gli alieni dagli esseri umani? La risposta segue la domanda precedente: non siamo sicuri di essere soli, né abbiamo la certezza della presenza di alieni nelle altre galassie, per questo è impossibile sapere cosa vogliano esattamente.
Chi sono i rettiliani in Italia? I rettiliani sulla Terra è uno degli argomenti più discussi di oggi. Ci sono anche delle teorie e delle regole su come individuare eventuali esseri di questa specie infiltrati tra di noi. Secondo le query, coloro che sono maggiormente sospettati di essere rettiliani sulla Terra sono la Regina Elisabetta (1300), Justin Bieber (1200), Barack Obama (720) e George W. Bush (380). In Italia, non sono ancora state individuate delle persone sospettate di essere dei rettiliani.

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Il 97% dello spazio abitato dalla vita è Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Roma sabato 9 marzo 2019 ore 18 Lungotevere A. da Brescia Sala Petrassi Auditorium Parco della Musica. Tutti gli esseri viventi del pianeta provengono dal Mare. L’equilibrio e la stabilità del clima derivano dal Mare. L’incontro trai i popoli e le culture ha come ispirazione il Mare. L’associazione Marevivo, Dialogues e Fondazione Recchi hanno organizzato all’Auditorium Parco della Musica l’evento “MadreMare” per scoprire, attraverso verità, emozioni e leggende, i segreti del mare.
Dopo un’introduzione della presidente di Marevivo Rosalba Giugni con Benedetta Rinaldi giornalista Rai , Ferdinando Boero illustrerà la funzione vitale e vivifica del mare. Claudio Strinati e Alberto Luca Recchi racconteranno la storia di due passioni, una per l’arte e una per il mare. Nonostante l’apparente lontananza di questi mondi, i due esperti faranno scoprire al pubblico analogie sorprendenti tra i momenti fondamentali della loro vita e riusciranno a trasformare il dialogo in un racconto di opere e di creature marine, entrambe così fragili e bisognose di tutela che solo la loro profonda conoscenza può salvare.L’evento, sotto la regia di Luca Brignone, vedrà inoltre la partecipazione di Patrizio Rispo e sarà accompagnato dalla musica di Vincenzo De Filippo Marmediterra. L’incontro è organizzato con il supporto di Grimaldi Lines. http://www.marevivo.it

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“Pittura Spazio Scultura: Opere di artisti italiani tra gli anni Sessanta e Ottanta”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Torino giovedì 14 febbraio, alle ore 12.00, al centro Congressi Unione Industriale Torino – via Fanti, 17 – si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Pittura Spazio Scultura. Opere di artisti italiani tra gli anni Sessanta e Ottanta”.Introduce: Riccardo PASSONI Direttore GAM. Intervengono:
Maurizio CIBRARIO, Presidente Fondazione Torino Musei
Francesca LEON, Assessora alla Cultura – Città di Torino
Antonella PARIGI, Assessora alla Cultura, Turismo – Regione Piemonte
Riccardo MONTANARO, Consigliere Delegato Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRTElena VOLPATO, Curatore

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Too Short To Wait: Anteprima Spazio Piemonte

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

Torino dal 5 al 10 marzo, al Museo del Cinema – Massimo di Torino 18ª edizione del gLOCAL Film Festival. TOO SHORT TO WAIT – rassegna dedicata ai cortometraggi piemontesi – presenterà alla sala Il Movie (Via Cagliari 40/e, Torino) tutti i corti iscritti alle sezioni Spazio Piemonte e Torino Factory, di cui solo alcuni accederanno alla fase finale del gLocal.
In totale 129 CORTOMETRAGGI – di cui 111 iscritti a SPAZIO PIEMONTE, sezione competitiva riservata alle opere piemontesi sotto i 30’ realizzate nel 2018 (provenienti quest’anno da tutte le province) e 18 alla 2ª call di TORINO FACTORY, progetto che punta a fare scouting di talenti del videomaking under 30 – per una 5 giorni di corti che è da sempre un’occasione di coinvolgimento e scoperta per il pubblico, oltre che di formazione per i professionisti della settima arte e per coloro che vogliono cimentarsi in questo settore. Grazie ai tradizionali appuntamenti con le brevi masterclass CORSI CORTI – PICCOLE STORIE DI CINEMA, registi affermati e realtà attive da anni nei diversi ambiti della filiera cinematografica, portano in sala esperienze e utili spunti di discussione tra addetti ai lavori. Tra i corti in gara, 43 sono proposti in anteprima assoluta, a cui si sommano le 18 proiezioni inedite di Torino Factory. Quasi 1.500 minuti di proiezioni sul grande schermo con corti narrativi, videoclip, documentari brevi e animazione che affrontano temi diversi come la custodia e riscoperta del territorio, delle sue genti e tradizioni, la musica, la vita carceraria, lo sport e il cyberbullismo. Storie vere o inventate che superano i confini regionali nei molti casi in cui i registi hanno scelto di narrare culture e luoghi differenti gettando il proprio sguardo all’estero.Le 5 opere brevi più votate dal pubblico e le 15 selezionate dalle curatrici Chiara Pellegrini e Roberta Pozza comporranno la rosa dei 20 che accederanno al 18° gLocal Film Festival e gareggeranno per i premi del concorso Spazio Piemonte. In palio il PREMIO TORÈT Miglior Cortometraggio (1.500€), il Premio ODS – Miglior Attore, Premio ODS – Miglior Attrice e Miglior Corto d’Animazione assegnati dalla giuria di professionisti del campo, oltre ai premi speciali dei partner Cinemaitaliano.info, Scuola Holden, Machiavelli Music, Seeyousound Music Film Festival e il Premio del Pubblico.

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Secondo le ultime stime, entro 80 anni l’italiano sarà una lingua morta

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Dal 2000 a oggi, infatti, l’anglicizzazione ossessiva ha fatto aumentare del 773% le parole inglesi nell’italiano scritto. La causa però non è dovuta solo all’abuso di vocaboli stranieri ma anche a una falla all’interno della nostra costituzione, che all’art. 6 cita solo il fatto che ‘la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche’ senza citare l’italiano come lingua ufficiale della Repubblica – si legge nell’articolo pubblicato oggi da Libero. A salvaguardare la lingua italiana come patrimonio prezioso da tutelare ci pensa il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che a marzo scorso ha presentato due proposte di legge affinché l’italiano diventi idioma ‘ufficiale della Repubblica’ e per chiedere l’istituzione di un ‘Consiglio superiore’ contro l’abuso di lingue straniere. Gli anglicismi secondo Rampelli si devono “all’intrusione di gerghi appartenenti al cinema e televisione, che dovrebbe responsabilizzare almeno la Rai, ma anche Mediaset e La 7, a una promozione della nostra lingua.
Poi c’è l’uso indiscriminato dei neologismi provenienti dal linguaggio burocratico e scientifico e l’infiltrazione seriale di parole mutuate dall’inglese, che negli ultimi decenni ha oltrepassato livelli di guardia. Perfino all’interno di leggi e decreti: jobs act, spending rewieu, split payment… A raccogliere l’appello del vicepresidente della Camera – si legge nell’articolo di Libero – i massimi competenti in materia, ovvero la Treccani e l’Accademia della Crusca. “Se il Consiglio superiore della lingua italiana previsto nella proposta di legge dovesse essere finalizzato alla valorizzazione della ricchezza della nostra lingua, soprattutto in ambito scolastico, potrebbe essere uno degli strumenti utili da promuovere” – ha commentato il direttore di redazione della Treccani; mentre il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, ha specificato che la “proposta di legge è interessante soprattutto come punto di partenza del dibattito”. “È necessario rilanciare la missione culturale della Rai – ha ribadito il deputato di Fdi Rampelli – annunciando un convegno alla Camera sulla tutela della lingua italiana. Negli anni ’60 ha svolto un ruolo di unificazione linguistica con programmi appositi per la diffusione dell’italiano. Oggi ci troviamo con canali tutti in inglese, programmi con titoli stranieri, utilizzo massivo di parole straniere anche nei Tg. Si faccia come la Francia, che tra tanti difetti, testimonia il proprio orgoglio linguistico con leggi e politiche attive. Basti pensare che per dire computer usano il termine ‘ordinateur’. Spero – conclude – che si trovi la convergenza di tutti i gruppi parlamentari e le proposte siano presto assegnate in commissione”.

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Odissea nello spazio (sconosciuto) antipasto della Notte Europea dei Ricercatori 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Frascati (Roma) 27 luglio, Scuderie Aldobrandini – Piazza Marconi 6 ore 19.30 appuntamento con l’Universo oscuro. Rappresentano il 96% del nostro Universo ma sono invisibili agli occhi (e a ogni più sofisticato strumento): sono la materia e l’energia oscura, il più grande enigma della cosmologia moderna. A raccontare gli affascinanti misteri di questo Universo oscuro sarà Giovanni Mazzitelli, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in occasione di uno degli incontri di avvicinamento della Notte Europea dei Ricercatori organizzata da Frascati Scienza, il grande evento che il 28 settembre 2018 porterà la scienza nelle strade di decine di città in tutta Italia, tra cittadini, giovani e studenti. L’appuntamento è per il 27 luglio alle 19.30 presso il Cortile delle Scuderie Aldobrandini, nell’ambito della rassegna Estate Tuscolana organizzata dal Comune di Frascati (Roma).’Noi fisici delle particelle elementari ha spiegato Mazzitelli abbiamo trovato un modo per rappresentare appena il 4% dell’universo che ci circonda. Il rimanente 96% è ancora sconosciuto e lo chiamiamo energia e materia oscura. Durante l’incontro cercheremo di capire perché questo 96% non si vede e perché siamo convinti ci sia qualche cosa che non sappiamo vedere’.
Questo grande Universo oscuro – Odissea nello spazio (sconosciuto) è il titolo dell’evento che si inserisce nel calendario di incontri che anticipano la tredicesima edizione della Notte Europea dei Ricercatori coordinata da Frascati Scienza il cui tema per il 2018 e 2019 sarà BE a citizEn Scientist, abbreviato in BEES. Un acronimo che prende spunto proprio dalle api e dalla loro organizzazione (dove il contributo fornito da ogni componente è importante per il benessere della collettività) e che vuole sottolineare le incredibili possibilità che la scienza può concretizzare attraverso la collaborazione tra ricercatori e cittadini, fautori di scoperte scientifiche di cui tutti possono godere e sentirsi reali protagonisti, in un processo di condivisione di un bene comune, qual è la ricerca. Per questo, i cittadini, in particolare i più giovani e gli studenti, verranno coinvolti nella raccolta e nell’utilizzo dei dati scientifici, acquisendo nuove conoscenze in diversi ambiti e discipline.Come da tradizione, saranno numerose le iniziative di avvicinamento alla Notte Europea dei Ricercatori organizzata da Frascati Scienza, a partire dall’appuntamento del 27 luglio sui temi dell’Universo oscuro, e che proseguiranno anche a settembre. Il clou è in programma dal 22 al 29 settembre con la Settimana della Scienza, dedicata ad adulti e bambini con esperimenti hands-on, incontri con i ricercatori, conferenze a tema, presentazioni di libri, quiz, aperitivi scientifici e molto altro ancora. Un modo per avvicinarsi e conoscere il mondo della ricerca e i ricercatori, persone ordinarie con un lavoro straordinario.
Il culmine sarà venerdì 28 settembre con la Notte Europea dei Ricercatori 2018, dedicata a Marie Curie (Marie Sklodowska-Curie Actions Night – MSCAnight), che porterà la scienza e gli scienziati nelle piazze di ben 27 paesi europei con l’obiettivo di mostrare al pubblico l’importanza della ricerca scientifica e ispirare una nuova generazione di ricercatori.
Frascati Scienza, oltre a coordinare tutte le attività dell’area Tuscolana, zona della Regione Lazio che presenta molte delle infrastrutture di ricerca più importanti d’Italia e d’Europa, sarà presente con la Notte Europea dei Ricercatori in contemporanea in moltissime città da nord a sud della Penisola, isole comprese.Il progetto della Notte Europea dei Ricercatori coordinato da Frascati Scienza, #BEES, è realizzato con il supporto della Regione Lazio, del Comune di Frascati e dell’Ente Parco Regionale Appia Antica. (The European Researchers’ Night project is funded by the European Commission under the Marie Sklodowska-Curie Actions (GA N° 818728) fonte: il refuso).

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Come l’arte trasforma lo spazio di Maddalena d’Alfonso

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

come l'arte trasforma lo spazioRoma mercoledì 29 novembre Ore 18.00 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Sala delle Colonne viale delle Belle Arti, 131 (orari di apertura: dal martedì alla domenica 8.30 – 19.30
ultimo ingresso 18.45 Ingresso libero) ospita la presentazione del volume Come lo spazio trasforma l’arte, come l’arte trasforma lo spazio, appena edito da Silvana Editoriale e curato da Maddalena d’Alfonso. Intervengono:
Maddalena d’Alfonso, autrice
Maria Fratelli, conservatrice, dirigente del comune di Milano
Cristina Piotti, giornalista
Rossella Caruso, storica dell’arte
Marxiano Melotti, docente di Sociologia del Turismo e Direttore del Master Musei, Società e Patrimonio culturale, Università degli Studi Niccolò Cusano
Modera Giulia Mura, architetto, curatrice e critica free lance
Il libro, nato come ricerca per il PHD in museografia del Politecnico di Milano, è il racconto dei mutamenti tra spazio, arte e architettura, e indaga le influenze reciproche dalle avanguardie storiche di inizio Novecento a oggi, proponendo una lettura critica inedita sulle variazioni avvenute all’interno di nuovi concept artistici, espositivi e museali.Attraverso l’analisi di una serie di eventi e momenti topici del Novecento, l’autrice presenta il divenire di un processo che dalla decontestualizzazione dell’opera dal suo ambiente originario arriva fino all’attuale e definitiva perdita del suo senso e del suo ruolo, volgendo nella direzione di un’accentuazione progressiva delle sue componenti estetizzanti e concettuali. (Maria Fratelli, introduzione)Il volume racconta, secondo cinque modalità diverse, il percorso incerto, fragile e potente della cultura visiva dei nostri giorni, esponendo in ogni capitolo, un proprio punto di vista sulle variazioni che sono avvenute e che avvengono tuttora nel museo, inteso come dimensione operativa ed elemento fondante del sapere collettivo, capace di innescare nuove sequenze di senso.

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I sette cavalieri dello spazio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

sette cavalieri dello spazio(Ciclo saggististica Vol. 3) (Italian Edition) Kindle Edition. La prima domanda che mi pongo, e la stessa, direi, se la pensa il lettore, è perché ho scelto il numero sette e non altri? Dovrei, a questo punto, in perfetto stile iniziatico, chiedermi il perché ne parlo ora, al declinare della mia esistenza, e chi sono io per farlo? Se a questo riguardo avvaloro la tesi sul “Grande architetto dell’Universo”, secondo le Sacre Scritture, devo anche pensare, di conseguenza, all’immortalità dell’anima e che il pianeta terra non sia altro che la casa comune di tutti i viventi e che i popoli, le nazioni e gli stati del mondo costituiscono la grande famiglia in cui intercorra la spirito di Cooperazione e di solidarietà per far fronte alle proprie necessità e per sostenere i più deboli. Per contro tutta la storia dell’umanità sembra voler negare questo principio di partecipe affiliazione e avvalorare la tesi dell’homo homini lupus.
Può l’uomo, a questo punto, che si è eretto a somiglianza divina, venire meno al rispetto dei valori etici tradizionali che guidano al superamento dell’utile individuale o di parte e negare quel richiamo forte al bene comune, fisico e morale, della collettività presente e ipotecando, di conseguenza, le generazioni future verso un percorso tanto accidentato?
L’antinomia è, decisamente, stridente se da una parte si pone l’uomo quale creatura di somiglianza divina e dall’altra constatare che i suoi atti procedono in controtendenza. Eppure siamo stati educati all’onestà, all’altruismo, all’ideale della trascendenza, allo spirito di servizio per accostarci al prossimo con spirito di fraternità e per innalzarci insieme alle dimensioni del sublime. Da dove, invece, è spuntata tanta malvagità e perché essa ha attecchito pur avendo avuto un buon seminatore e il terreno è stato fertile e ospitale?

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Non abbiate paura, non abbiamo paura

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

beppe_grillo-fonte-wikipediadi Beppe Grillo. La paura è qualcosa che non lascia spazio a commenti. Lo scopo biologico, la funzione della paura, è di fermarti e per lo più funziona. Non ci sono santi questa è la paura però ci sono le persone: tanto è perfetta la paura quanto è miracolosa la soluzione. Noi non abbiamo geni migliori per gestirla. Non abbiamo geni a 5 stelle o cazzate del genere, e la paura ci accomuna tutti in qualunque luogo e situazione, ci accomuna meglio di una preghiera oppure della fame. Essere in tanti vicini a chi sta sotto minaccia la farà scomparire, meglio del più perfetto dei balsami miracolosi.Le minacce che riceviamo e la paura che evocano, hanno tre conseguenze logiche:
1) significa che siamo sulla strada giusta, questo è certo quanto ovvio;
2) significa che siamo umanamente normali, se abbiamo timori per noi ed i nostri cari;
3) vuol dire che è arrivato il momento di scoprire se stiamo qui per effetto della curiosità elettorale del “stiamo a vedere come va a finire” oppure di un vero desiderio di cambiamento.
Non possiamo scroccare la solidarietà, soltanto riceverla, non è una delle tante frasi fatte della vita la solidarietà: se ci sarete vicini senza aspettare il giorno delle lacrime di coccodrillo vorrà dire che le minacce continue noi nostri confronti sono solo una freccia che indica la direzione da percorrere per liberare il Paese da queste mostruose sanguisughe.
Senza i cittadini le minacce, le malversazioni di opinionisti da mezzo soldo e le isterie dei giornalisti ci potranno condizionare? Non lo so, preferirei non doverlo scoprire.Con i cittadini al nostro fianco diventeranno semplicemente la parte brutta, la più odiosa, di un sogno che si sta concretizzando.Non abbiamo bisogno di scudi umani, ma di umanità. Siamo davvero così votati e, al contempo abbandonati? Non credo proprio, non posso e non voglio crederci! Se volete il cambiamento, se votate il movimento, stiamo uniti.

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Libro: I sette cavalieri dello spazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

 

i sette cavalieri dello spaziodi Riccardo Alfonso. La prima domanda che mi pongo, e la stessa, direi, se la pensa il lettore, è perché ho scelto il numero sette e non altri? Dovrei, a questo punto, in perfetto stile iniziatico, chiedermi il perché ne parlo ora, al declinare della mia esistenza, e chi sono io per farlo? Se a questo riguardo avvaloro la tesi sul “Grande architetto dell’Universo”, secondo le Sacre Scritture, devo anche pensare, di conseguenza, all’immortalità dell’anima e che il pianeta terra non sia altro che la casa comune di tutti i viventi e che i popoli, le nazioni e gli stati del mondo costituiscono la grande famiglia in cui intercorra la spirito di Cooperazione e di solidarietà per far fronte alle proprie necessità e per sostenere i più deboli. Per contro tutta la storia dell’umanità sembra voler negare questo principio di partecipe affiliazione e avvalorare la tesi dell’homo homini lupus.
Può l’uomo, a questo punto, che si è eretto a somiglianza divina, venire meno al rispetto dei valori etici tradizionali che guidano al superamento dell’utile individuale o di parte e negare quel richiamo forte al bene comune, fisico e morale, della collettività presente e ipotecando, di conseguenza, le generazioni future verso un percorso tanto accidentato?
L’antinomia è, decisamente, stridente se da una parte si pone l’uomo quale creatura di somiglianza divina e dall’altra constatare che i suoi atti procedono in controtendenza. Eppure siamo stati educati all’onestà, all’altruismo, all’ideale della trascendenza, allo spirito di servizio per accostarci al prossimo con spirito di fraternità e per innalzarci insieme alle dimensioni del sublime. Da dove, invece, è spuntata tanta malvagità e perché essa ha attecchito pur avendo avuto un buon seminatore e il terreno è stato fertile e ospitale? Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: I sette cavalieri dello spazio)

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L’arte esce dal museo e trova spazio in uno dei parchi più belli di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

villa ada maneggioRoma Dal 10 luglio al 12 agosto 2016 Via di Ponte Salario 28 – Ingresso Gratuito. L’arte esce dal museo e trova spazio in uno dei parchi più belli di Roma, Villa Ada, con due progetti di arte contemporanea: il primo a cura di Valentina Gioia Levy e il secondo di Fondazione VOLUME!.La Levy arriva nel parco capitolino con Villa Ada Roma Incontra il Mondo per affrontare il tema del rapporto tra il qui e l’altrove, tra utopia ed eterotopia, tra orizzonti reali ed interiori, tra spazi vissuti e sognati, tra luoghi di approdo e luoghi abbandonati; tre le installazioni ambientali della curatrice indipendente, che il pubblico potrà visitare per tutto il mese di luglio: Tout Doit Disparaitre e Le Radeau de la Méduse (Excursion 5) di Arnaud Cohen e Untitled di Federica Di Carlo.
Inoltre, domenica 10, giovedì 14 e, ancora, domenica 24 luglio, incontri con artisti e curatori in cui si svolgeranno performance, talk, approfondimenti, workshop e laboratori per i più piccoli.
Secondo progetto ospitato da Villa Ada Roma incontra il mondo è 3500 CM2, progetto a cura di Fondazione VOLUME! x Crosswise, nato nel 2004 da un’idea di Lorenzo Benedetti. 3500 cm2 sono i centimetri quadrati a disposizione di un artista per realizzare un manifesto 50 x 70, ma è anche l’arte che vive in un luogo urbano, che esce da suoi spazi per raggiungere un pubblico eterogeneo e più vasto di quello che è solito visitare musei e gallerie: una mostra senza confini spaziali e temporali che si sviluppa nel tempo e si diffonde senza controllo, un modo inedito di costruire una piattaforma culturale che amplifica le possibilità comunicative dell’arte, una forma possibile di interazione tra artista e pubblico.Durante sei concerti della rassegna Villa Ada Roma Incontra il Mondo ( Wilco, Calcutta, Tyler the Creator, Tortoise, Gramatik e Niccolò Fabi) saranno distribuiti gratuitamente al pubblico i poster della misura 50×70 realizzati dai 6 artisti diversi: centinaia di copie del manifesto diffuse all’interno della manifestazione che creano nuovi “spettatori/collezionisti” d’arte.
Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, Villa Ada Roma Incontra il Mondo è realizzato con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE ed è inserito nell’edizione 2016 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.PROGRAMMA Arte a Villa Ada Roma Incontra il Mondo
villaadaDOMENICA 10 LUGLIO
H. 18.00 Workshop Art’è Ragazzi – Presentazione delle installazioni “Le Radeau de La Meduse” di Arnaud
Cohen e “I See I See #4” di Federica di Carlo.
H. 19.30 “Vu Cumpra” Performance di Jebila Okongwu
H. 20.00 “Le Fil Rouge” Performance con video proiezione di Anna Mapoubi
H 20.30 Video proiezione di “Chasing Boundaries” in presenza degli artisti Zaelia Bishop e Emanuele
Napolitano con talk in chiusura.
GIOVEDÌ 14 LUGLIO
Dalle H. 18.30 alle 20.30presso il Bunker Savoia (ingresso da via Panama) In collaborazione con l’associazione Roma Sotterranea, il Bunker dei Savoia inaugura la prima personale di Arnaud Cohen a Roma, visitabile fino al 12 agosto su prenotazione all’indirizzo: visite@bunkervillaada.it numero di telefono: 3347401467
DOMENICA 24 LUGLIO H. 18.00 Workshop per bambini e presentazione del lavoro di Esther Aldaz
H. 19.00 Performance di Romina De Novellis
H. 20.00 Presentazione del libro “Rome. Nome Plurale di Città” e proiezione di video realizzati in Naked City
Project, nell’ambito di una Conversazione moderata da Valentina Gioia Levy con Giorgio De Finis e Stefano Simoncini. Intervengono anche le artiste Esther Aldaz e Romina De Novellis. Ideazione e coordinamento curatoriale: Valentina Gioia Levy Assistente coordinamento curatoriale: Giulia Pilieci Interventi e contributi curatoriali: Giorgio de Finis, Stefano SimonciniInstallazioni ambientali visibili dal 10 luglio fino alla fine del festival a Villa Ada: Arnaud Cohen, Le Radeau de la Méduse Federica Di Carlo, “I See I See #4”Artisti Invitati: Esther Aldez, Zaelia Bishop e Emanuele Napolitano, Arnaud Cohen, Federica di Carlo, Romina de Novellis, Anna Mapoubi, Jebila Okongwu

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Riforma costituzionale e problemi del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Mag 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaC’è qualcuno, già orientato per il Sì o per il No o a maggior ragione ancora incerto, che sente la necessità di far vivere al Paese sei mesi di campagna elettorale – infuocata e totalizzante, come si è profilata fin d’ora – in vista del referendum sulle riforme costituzionali che si terrà in autunno? È da immaginare che nessuno sia così matto e masochista da rispondere affermativamente. Tanto più se ci si ferma a riflettere sul fatto che questo è un momento decisivo per la nostra economia, al bivio tra stagnazione e ripresa, che richiede una concentrazione così straordinaria da non lasciar spazio a null’altro. Eppure da settimane assistiamo ad una sorta di impazzimento collettivo, per cui non si parla d’altro, si armano le milizie e i due eserciti si fronteggiano – poco nel merito e molto nella reciproca demonizzazione – come se si dovesse votare domattina. Insomma, anche a volersi impegnare con la fantasia, non crediamo ci possa essere modo peggiore di affrontare la questione. Renzi, che ha bisogno di sovrastare nell’immaginario collettivo le amministrative (che non promettono niente di buono) con un argomento forte, ci ha messo un carico di novanta, personalizzando l’appuntamento referendario (“se perdo vado a casa” lo avrà detto ormai un centinaio di volte), mettendolo in cima all’agenda politica e mobilitando un’organizzazione di “comitati per il sì” che mal si concilia con una scelta che avrebbe bisogno più di meditazione che di propaganda. Ma anche i suoi avversari – peraltro facendo stupidamente il suo gioco – ci stanno mettendo del loro, alimentando la tenzone con quella irrefrenabile voglia di ribattere colpo su colpo: dai professori alla Zagrebelsky, che negando l’opportunità (se non addirittura il diritto) di toccare la Costituzione giustificano l’accusa renziana di immobilismo, agli oppositori interni al Pd, che farebbero meglio a ricordare a Renzi, cosa che non fanno, che se come presidente del Consiglio ha tutto il diritto (noi diciamo anche il dovere) di sentirsi estraneo alle elezioni amministrative, non altrettanto è legittimato a farlo come segretario del partito (ed è lui che ha voluto i due incarichi). Neppure gli ultimi dati allarmanti sulla congiuntura economica e una ferale profezia del Fondo Monetario hanno fermato la più che precoce guerra referendaria. Intanto l’arretramento dell’industria. A marzo, venuta a mancare la spinta del settore auto – che vede il primo calo dei ricavi dalla fine del 2013 – il fatturato delle fabbriche italiane è sceso del 3,6% rispetto all’anno precedente, maggiore flessione tendenziale da oltre due anni. Inoltre altri segnali di difficoltà arrivano anche dagli ordinativi (dato importante per capire le tendenze) e dal commercio estero, su cui pesa la frenata di Brasile, Russia, Cina e paesi Opec. Inoltre, i prezzi in deflazione non bastano a ridare slancio ai consumi – tanto che gli ultimi dati Istat sanciscono la crescita zero delle vendite al dettaglio nel primo trimestre rispetto al trimestre precedente – ma fanno sentire i loro effetti sulle buste paga, visto che l’aumento delle retribuzioni è il più basso mai registrato dal 1982. Ergo: la ripresa in Italia è molto più lenta e incerta del previsto, ma soprattutto è decisamente inferiore alla pur non brillante performance dei paesi a noi paragonabili. Ciliegina sulla torta: l’Fmi profetizza che continuando così (stima che il pil farà +1,1 quest’anno e +1,25% nei prossimi due) recupereremo solo “a metà degli anni 20”, cioè tra un decennio, i livelli di reddito pre-crisi mondiale. Ci saremmo aspettati una qualche reazione, e invece il mondo politico parla d’altro, gli italiani paiono rassegnati e persino gli imprenditori sbagliano clamorosamente approccio. Dal neo presidente Vincenzo Boccia, che al suo esordio in assemblea di Confindustria ha detto che la nostra economia, pur essendo ripartita, “non è in ripresa” e che siamo di fronte ad “una risalita modesta e deludente”, e che ha autocriticamente ammesso che “un capitalismo moderno, fatto di mercato, di apertura ai capitali e di investimenti nell’industria del futuro” è di là da venire perché “per risalire la china dobbiamo attrezzarci al nuovo paradigma economico”, ci si sarebbe aspettati che chiedesse un radicale cambio di passo nella politica economica. E invece sapete cosa ha detto? Meno male che ci sono le riforme istituzionali, la Confindustria si accinge ad organizzarsi per aiutare la vittoria del Sì. Ora, non essendo nati ieri e sapendo che la Confindustria, in quanto sindacato degli imprenditori, deve poter negoziare al meglio con il Governo, capiamo la necessità di non essere ruvidi. Ma tra questo e accettare l’idea, del tutto fuori luogo, che da quelle riforme passa la ripresa dell’economia, beh, ce ne passa. Non sarebbe così neppure se fosse il più perfetto dei ridisegni dell’intera architettura istituzionale, tanto meno lo è visto che la riforma è parziale e sbagliata in alcuni passaggi essenziali. Anche perché l’aver imboccato la strada della distribuzione di un po’ di denaro a pioggia (gli 80 euro e seguenti) sperando che si traducesse in un aumento dei consumi e quindi in un incremento di pil, o al contrario non aver imboccato la strada di un’operazione straordinaria sul debito pubblico per avere in cambio maggiore flessibilità sul deficit e poter quindi fare investimenti pubblici e favorire fiscalmente quelli privati, non sono scelte figlie di storture istituzionali – che pure esistono e che vanno corrette, guai a considerare inviolabile la Costituzione – ma di valutazioni politiche sbagliate e di una cultura economica approssimativa. Ed è a correggere questo tiro che dovrebbero essere dedicati i prossimi mesi. Nell’interesse del Paese, ma anche di Renzi, perché gli italiani – giustamente – votano (amministrative, politiche o referendum che siano) guardando prima di tutto cosa è successo alle loro tasche. Dimenticarselo è letale. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Vinòforum: Lo Spazio del Gusto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2016

vino 001Roma Giovedì 19 maggio, ore 10.00, presso l’Aula Moscati dell’Università di Roma Tor Vergata – Macroarea di Lettere – andrà in scena “Vino e giovani: istruzioni per l’uso. Tavola Rotonda per la presentazione di Vinòforum 2016”. Una “lezione” dal forte valore didattico, che ha come scopo quello di educare i ragazzi a un consumo consapevole, frutto di una conoscenza sulla materia.
A partecipare saranno importanti esponenti dei “due mondi”, quello accademico e quello enoico: Ernesto Di Renzo, antropologo e responsabile della didattica del Master in Cultura dell’Alimentazione dell’Università di Tor Vergata, Emiliano De Venuti, CEO Vinòforum, Stefano Carboni, esperto in comunicazione enogastronomica, Marco Amato, responsabile didattica associazione Noi di Sala, Emanuele Mendola, consigliere CUS Roma Tor Vergata. A porgere i saluti Franco Salvatori, direttore di Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e società, Manuel Onorati, presidente CUS Roma Tor Vergata, Francesco Scerbo, rappresentante studenti CDA Tor Vergata.Non a caso a termine dell’incontro verrà organizzata una degustazione guidata, una breve lezione sul modo corretto di consumare il vino. Saranno inoltre illustrate le varie opportunità che Vinòforum riserverà agli studenti durante il periodo di manifestazione, tra i quali scontistiche riservate, incontri gratuiti di degustazione.“Abbiamo aderito con autentico piacere alla proposta degli organizzatori di Vinòforum –spiega Ernesto Di Renzo, responsabile della didattica del Master in Cultura dell’Alimentazione dell’Università di Roma Tor Vergata – intanto perché apprezziamo da sempre il fatto che in questa manifestazione, a differenza di molte altre, il consumo del vino sia “regolato” e quindi non sia un luogo di mere “bevute”, o di eccessi, ma un vero e proprio appuntamento con la cultura e l’estetica del vino. E questa collaborazione che oggi prende il via, rappresenterà certamente un ulteriore passo in avanti nell’avvicinare in modo intelligente i ragazzi a una “materia” delicata come il vino. Siamo convinti che, come in ogni cosa, la conoscenza rappresenti un momento fondamentale dell’esperienza e del comportamento consapevole”.

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E se qualcuno dallo spazio ci avesse già risposto?

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 Mag 2016

san marinoSan Marino. La 17ma edizione del Simposio Mondiale sull’Esplorazione dello Spazio e la Vita nel Cosmo in abbinamento alla 24ma edizione del Simposio Mondiale sugli UFO che, con l’abile organizzazione del noto giornalista aerospaziale e saggista Roberto Pinotti per il serio Centro Ufologico Nazionale (CUN) si apre oggi a San Marino nel grande Teatro Turismo divenuto così meta per cultori del settore da tutta Italia vede oratori di grande appeal: da analisti provetti quali in biologo Giorgio Pattera a ricercatori universitari come il biologo fiorentino Patrizio Caini, da scienziati accademici come il prof. Gianfranco Basti della vaticana Pontificia Università Lateranense all’Ing. Alfredo Magenta della commissione ONU delle Comunicazioni (ITU), fino all’astrofisico bulgaro Lachezar Filipov che da anni reclamizza il Progetto SETI per la ricerca radioastronomica di segnali extraterrestri ma ha anche portato la tematica degli UFO all’Accademia delle Scienze di Sofia fra la sorpresa di tanti colleghi “benpensanti”e consevatori che probabilmente a torto ritengono la cosa scientificamente sconveniente. E proprio il suo brillante intervento, che si chiede se poi dallo spazio qualcuno non ci ha già risposto visitando periodicamente la Terra, raccorda i lavori della mattinata con quelli del pomeriggio col Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti Non Identificati e i Fenomeni Connessi, introdotto da una relazione d’eccezione: quella del seguitissimo biblista e traduttore dall’ebraico Mauro Biglino, che ormai costituisce un “caso” letterario, avendo egli indicato nel Jahvè dell’Antico Testamento un extraterrestre divinizzato con i suoi “angelici” collaboratori divinizzati dai nostri antenati. La questione viene peraltro riportata nella sua dimensione di cronaca odierna dagli interventi dell’inquirente del CUN Ing. Massimo Angelucci e da quelli del cronista Rino Di Stefano e della giornalista televisiva di Mediaset Sabrina Pieragostini, mentre in serata il regista Piergiorgio Caria tiene banco con l’attualità della sua diligente e significativa carrellata documentaristica da tutto il mondo. Ma il clou si avrà domani, a conclusione di un discorso che vede un pubblico fedele e numeroso come non mai in cui spiccano persone mature come pure giovani appassionati. L’interesse per gli extraterrestri non ha età…

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La famiglia nell’arte

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

michelangeloBologna Sabato 28 novembre 2015, ore 17.00 Fond. Card. Giacomo Lercaro-Raccolta Lercaro Via Riva di Reno 57 Conferenza di Andrea Dall’Asta S.I. Dalla nascita del cristianesimo in poi, la rappresentazione della famiglia è vista attraverso quella della Sacra Famiglia. Tutta l’arte dell’Occidente e dell’Oriente cristiani mostrano come la vera famiglia sia quella di Nazareth. Sia le icone – come in quella di Andrej Rublev, in cui è rivelata una dimensione profondamente sacrale, divina – sia le rappresentazioni occidentali, nelle quali si si mettono in scena gli affetti, le relazioni umane, le emozioni, Maria, Giuseppe e il bambino Gesù, costituiscono il punto di riferimento per ogni modello familiare.
Tuttavia, con il passare dei secoli, in concomitanza con un processo di secolarizzazione che investe il mondo europeo, il tema della Sacra Famiglia è sempre più relegato al mondo devozionale, per lasciare spazio, dal XIX secolo sino ai giorni nostri, a rappresentazioni della famiglia, immersa nella quotidianità della vita borghese, come appare evidente, per esempio, nella pittura Impressionista.Oggi è il cinema a mettere sempre più in rilievo le contraddizioni e le drammatiche problematiche familiari, come quelle della separazione, dell’aborto, della violenza, della sterilità. L’emersione di nuovi fenomeni come la crisi dell’istituto del matrimonio, il nuovo ruolo della donna, l’affermazione sociale e politica delle unioni omosessuali hanno infine aperto dibattiti e riflessioni, in una re-definizione dell’immagine familiare.La conferenza delineerà un percorso dalle icone antiche fino alle nuove immagini pubblicitarie, mostrando l’evoluzione della forma familiare nei secoli, fino a raggiungere il dibattito contemporaneo. Ingresso gratuito. (foto: michelangelo)

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Malnutrizione e funzioni del sistema nervoso

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

Milano-Expo-250x150Milano. Venerdì 25 settembre 2015, dalle ore 11.00 alle ore 14.00, si terrà a Expo Milano 2015, presso lo spazio Bicocca del Cluster Mare, Isole e Cibo, la tavola rotonda “Feeding the Nervous System: correlazione tra malnutrizione e le funzioni del sistema nervoso”, in occasione della quale alcune tra le più importanti autorità italiane e internazionali nel campo della neurologia si confronteranno – alla presenza di istituzioni politiche responsabili del settore sanitario nazionale – sul tema della malnutrizione e delle sue conseguenze sulle funzioni cerebrali.La tavola rotonda, patrocinata dall’assessorato alla salute della Regione Lombardia, è finanziata ed organizzata dalla Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, ente no –profit, presieduta dall’ Ing. Alfredo Cestari, che persegue finalità economiche (internazionalizzazione delle imprese Italiane verso i paesi dell’Africa Centrale) educative, culturali, formative, filantropiche e di solidarietà sociale, ricreative, scientifiche, artistiche, di promozione di studi, con un particolare riferimento ed attenzione all’attualità politica, economica e sanitaria.“È ormai innegabile – sottolinea il professor Antonio Federico, Direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche e del Comportamento Università degli studi di Siena e promotore della tavola rotonda – lo stretto legame tra dieta mediterranea e bassi rischi di demenza. Allo stesso tempo, i dati portati dagli esperti presenti alla tavola rotonda mettono in luce come le manifestazioni cliniche di alcune importanti malattie neurologiche discendano da una dieta carente dei principali elementi nutritivi.”Verrà quindi indagata, nel corso dell’incontro, l’influenza della nutrizione/malnutrizione sulle funzioni neurologiche (Prof. Federico), sulla demenza (Prof. El ALaoui Faris), sulle neuropatie periferiche (Prof. Gouider) e sul sistema nervoso in generale (Prof. Gallo), oltre che la correlazione della dieta con lo sviluppo di altre patologie.
La correlazione tra malnutrizione e malattie del sistema nervoso è uno degli argomenti su cui collaborano attivamente da quasi due anni i membri del Neuromediterranean Forum, associazione presieduta dal Professor Federico e nata con lo scopo di favorire lo scambio scientifico e didattico tra i diversi Paesi che affacciano sul Mediterraneo, in particolare attraverso il progetto Migration Neurology.“In relazione all’alto numero di migranti presenti nel nostro paese – conclude Federico – ci siamo resi conto che il ricovero ospedaliero di un paziente migrante è superiore a quello di un paziente italiano, sia per motivi gestionali e linguistici, ma anche perché le manifestazioni cliniche delle malattie neurologiche sono diverse, in pazienti di diversi paesi, dove esistono malattie spesso in altri completamente sconosciute. Quindi la necessità di una interazione.”

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