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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘specchio’

Storie ferragostane: Se mi guardo allo specchio

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

Ho studiato poco perché mi scarseggiava la voglia e, in definitiva, non comprendevo a cosa potesse servire tanta “scienza” per dovermi limitare, in ogni caso, a un modesto impiego, dopo averlo, probabilmente, elemosinato a lungo. Ho vissuto un’esistenza “grigia” dove i valori della vita, sebbene illuminati, qua e là, da un affetto e da una carezza, hanno finito con l’infrangersi nel cupo grigiore della perdita delle persone amate o, pur amandole, per averle abbandonate al loro destino per una logica esistenziale in se ingiusta e crudele, ma pur consumata sino all’ultima goccia.
Persino il veleno dell’eutanasia mi pare all’agrodolce se vedo qualcuno che si dibatte nell’abulia e nella sofferenza e penso che dolce potrebbe essergli la morte, ma non credo d’avere la forza e la determinazione di staccare la spina, l’alimentatore o qualsiasi altra cosa per lasciarlo andare sulla sponda opposta. Vi è anche chi, nella disperazione, fa violenza a se stesso sino alle estreme conseguenze, ma vorrei essere dentro di lui mentre precipita dai piani alti di un palazzo e chiedergli, dopo aver spiccato il volo, se in quella manciata di secondi, che gli restano tra la vita e la morte, non vorrebbe tornare indietro mentre guarda con terrore l’impatto tremendo che lo attende. Forse la speranza è nata e tramandata ai posteri proprio misurando la stessa idea della morte che l’ansia e il timore suscitano. Non potrebbe essere altrimenti se ci mettiamo dalla parte di chi continua a vivere nell’indigenza estrema, di chi soffre e stringe i denti con forza, di chi è vittima d’ingiustizie, d’angherie d’ogni genere ma lotta per sopravvivere e pensa che alla fine giungeranno momenti migliori. Ora se vedo negli altri il peggio, mi rendo conto che: non sono il disperato che è costretto a migrare alla ricerca di una nuova patria, non sono l’ebreo errante della storia e delle circostanze, non vago per le strade alla ricerca di un ricovero per la notte, non tendo la mano per un’elemosina dal mio prossimo.
Non sono, tuttavia, nemmeno il figlio dell’opulenza. Sono povero, ma non disperato. Sono prigioniero, ma non carcerato. Sono un suddito, ma non uno schiavo.
In questo modo un giorno morirò, ma se, secondo certe credenze, un bel momento dovrò presentarmi a qualcuno, per il rendiconto delle mie azioni, non vorrei dimenticarmi della profonda tristezza che ha dominato incontrastata la mia esistenza. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” quarta parte)

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PICASSO: Arlecchino con specchio (Arlequin au miroir)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

picassoNapoli. Venerdì 17 giugno 2016 alle ore 11.30 si terrà alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, via Toledo 185 sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, la preview della mostra Arlecchino con specchio (Arlequin au miroir), capolavoro di Picasso proveniente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid che rimarrà esposta al pubblico dal 17 giugno all’11 settembre 2016.
Il dipinto, che fa parte della serie dei grandi “Arlecchini seduti” realizzati nel corso del 1923, è una delle opere più amate e popolari di Picasso, e rimanda alla prima produzione dell’artista, il cosiddetto “periodo blu e rosa” dove compaiono, insieme agli artisti del circo – acrobati, pagliacci e saltimbanchi – le maschere di Arlecchino e Pierrot, che simboleggiano la condizione emarginata dell’artista.
Contemporaneamente alla mostra di Napoli, dal 21 giugno al 18 settembre 2016, il Museo Thyssen-Bornemisza ospita all’interno della mostra Caravaggio y los pintores del Norte, il dipinto della collezione Intesa Sanpaolo Il Martirio di sant’Orsola, ultima tela realizzato da Caravaggio a pochi mesi dalla morte, abitualmente esposto a Palazzo Zevallos Stigliano. (foto: picasso)

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Una favola sul Lago

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2011

Riva del Garda (TN) 27 agosto 2011 alle 22 appuntamento sulla terrazza del Lido Palace per la magica “Notte di Fiaba”, sotto un cielo illuminato dai fuochi d’artificio. Sarà lo spettacolo pirotecnico sul lago, che accenderà la riviera in una suggestiva esplosione cromatica. Per diventare protagonisti della favola non resta che una location all’altezza, che sia davvero regale. L’Hotel Lido Palace di Riva, un tempo buen retiro dei reali d’Asburgo e da poco tornato a nuova vita dopo un accurato restauro, si affaccia sull’immenso specchio d’acqua e sorge in uno splendido parco con alberi secolari. Al suo interno una lussuosa Spa all’avanguardia, Centoundici (CXI), di 1500 metri quadrati in cui si usano prodotti cosmetici esclusivi come il Brand Super Prestige Kanebo-SENSAI, e due eleganti ristoranti, il “Tremani” e “Il Re della Busa”, magistralmente diretti dallo chef stellato Giuseppe Sestito. I cancelli del primo 5 stelle Lusso in tutto il Trentino, per questa occasione, si spalancheranno per far in modo che la fiaba si avveri! Il pacchetto, dal 26 al 28 agosto 2011, comprende due notti in camera doppia, prima colazione a buffet, la cena di sabato 27 agosto di tre portate più dessert con abbinamento vini incluso e una flute di champagne sulla splendida terrazza panoramica, a pochi metri da dove si svolge lo spettacolo pirotecnico (o dei fuochi d’artificio). Il costo della proposta è di 401 euro per persona.

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Visite al museo del sale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Cervia Magazzini del Sale

Image via Wikipedia

Cervia 14 giugno alle ore 21.00 si terrà la prima visita guidata gratuita in programma al museo. Si tratta di un percorso alla scoperta della civiltà del sale, dell’ambiente magico della salina e della storia della città, in compagnia di un esperto salinaro. Le altre viste in programma saranno il 12 luglio, 9 agosto, 6 settembre
Sono inoltre già iniziati gli appuntamenti con le visite guidate gratuite alla salina. In questo caso i salinari spiegano il procedimento della produzione del sale Ultima rimasta delle 150 saline a conduzione familiare, esistenti prima della trasformazione del 1959 la salina Camillone è attualmente sezione all’aperto di MUSA, museo del sale di Cervia. E’ mantenuta attiva dal gruppo culturale Civiltà Salinara che la coltiva producendo ogni anno quintali e quintali di sale “dolce” Il gruppo culturale offre le visite guidate gratuite il giovedì e la domenica alle ore 17.00. Gli appuntamenti, sempre molto affollati, propongono il lavoro dei salinari dal vivo. Si comprendono quindi le varie fasi della produzione seguendo i salinari al lavoro e le spiegazioni della guida. Si tratta di un momento magico che ci riporta indietro nel tempo, al momento in cui il grande specchio d’acqua era formato da tante piccole saline affidate ognuna ad una famiglia che la lavorava con sapienza e particolare cura per produrre in grande quantità un sale pregiato la cui qualità insieme alla quantità sarebbe stata premiata nel momento della chiusura della produzione.

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Medicina e Chirurgia estetica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Nell’ambito della conferenza stampa di Apertura del XXXII Congresso nazionale della Società Italiana per la Medicina Estetica il Professor Nicolò Scuderi, direttore della cattedra di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Università ‘La sapienza’ di Roma, è intervenuto sul delicatissimo tema delle implicazioni psicologiche del paziente di medicina e chirurgia estetica. L’ultimo appuntamento del Congresso sarà rappresentato infatti dal convegno “Metamorfosi allo Specchio” dedicato specificatamente a questi temi ed è di prossima pubblicazione un volume del professor Scuderi incentrato proprio sulla complessa relazione medico–paziente e sulle aspettative dei pazienti nei confronti della medicina estetica. Una recente ricerca condotta per conto di Allergan* evidenzia una notevole consapevolezza negli italiani, segnalando tra l’altro alcuni dati interessanti sull’atteggiamento nei confronti del proprio aspetto fisico e sul desiderio di migliorarsi. Il 53 % degli italiani ritengono di essere stati al meglio della forma nei loro vent’anni ma quasi la metà (46%) delle donne italiane vorrebbe, modestamente e realisticamente, ringiovanire il proprio aspetto fisico da 1 a 5 anni. I motivi principali che spingono le donne ad agire rispetto alle cure per la propria bellezza sono la disponibilità economica (poter disporre di denaro da spendere per sé) – 56%, la comparsa di linee e rughe facciali – 51%, ed il desiderio di rimanere attraente per il partner – 43%.
Secondo Nicolò Scuderi è fondamentale comprendere le esigenze ed i desideri dei pazienti che si avvicinano alla medicina o alla chirurgia estetica, saperne interpretare le aspettative ed accompagnarli lungo il percorso più adatto alle diverse personalità e atteggiamenti. Secondo il professore “Molti sono interessati e vorrebbero avvicinarsi ai trattamenti estetici ma ne temono i risultati, o temono le critiche ed i giudizi del proprio entourage. Il professor Scuderi ha inoltre sostenuto che l’obiettivo dei medici dovrebbe essere quello di normalizzare la medicina estetica evitando false promesse e trionfalismi, adeguandosi alle aspettative realistiche espresse da pazienti consapevoli, e contribuendo ad eliminare quella esasperazione nelle critiche che può condurre a una forma di terrorismo psicologico. Un esempio tra tutti: nonostante la grande visibilità spesso ottenuta da personaggi che si dichiarano “pentiti” dei trattamenti facciali, i pazienti che esprimono insoddisfazione e che non ripetono il trattamento sono pochissimi; i dati di uno studio del professor Scuderi in corso di realizzazione su pazienti che si sono sottoposti a trattamenti con tossina botulinica mostrano una percentuale irrisoria di “pentiti”.
Lo stigma nei confronti dei trattamenti di medicina e chirurgia estetica ed il disagio di molti pazienti è acuito dagli attacchi spesso ingiustificati nei confronti di dispositivi medici e farmaci il cui profilo di sicurezza e tollerabilità è eccellente (la tossina botulinica è uno dei farmaci più studiati al mondo). Secondo la ricerca “Bellezza nel 21° secolo” il 36% delle donne italiane vorrebbe che nel 21° secolo l’accettazione per chi si sottopone a trattamenti di medicina o chirurgia estetica aumentasse e che le donne potessero considerarli liberamente senza timore di essere giudicate.

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Mostra: Elisa Zadi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Arezzo 27 ottobre 2010, alle ore 18.00, ( e fino al 17 novembre 2010) presso il Centro per l’arte contemporanea RiElaborando (via Oberdan 30) si inaugura la mostra di Elisa Zadi “Mente quotidiana-mente. La figura allo specchio”, a cura di Daniela Meli. L’esposizione, ad ingresso libero, resterà aperta fino al 17 novembre 2010, secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.45; il sabato dalle 16.30 alle 19.45; la prima domenica del mese dalle 15.30 alle 19.45; chiuso lunedì.
Da qualche tempo la pittrice Elisa Zadi, già Assistente tecnico di laboratorio all’Accademia di Belle Arti di Firenze (nella Scuola del prof. Adriano Bimbi),  ha spostato il proprio sguardo indagatore dalla realtà esteriore che ci circonda, per indirizzarlo su di sé, studiando la  propria immagine allo specchio senza alcuna reticenza, con atteggiamento introspettivo e, quindi, con intenzioni conoscitive.  Il genere dell’autoritratto, infatti, essenzialmente induce a sondare la propria  identità  interiore e, più in generale, il mistero esistenziale che ci accomuna, muovendo da interessi di ordine psicologico oltre che da ragioni prettamente pittoriche. In ogni caso, nella serie dei lavori presentati in questa rassegna, le ricerche espressive fino ad ora  condotte dalla Zadi toccano il loro punto più alto: la pennellata risulta pastosa, il colore svolge una funzione costruttiva, la sobria scansione dell’immagine conserva un sapore di matrice cézanniana e l’insieme appare di particolare intensità. (segnalato da Daniela Meli) (zadi)

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Di là dello specchio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Certaldo (FI) fino al 30/8/2010 Palazzo Pretorio Al di à dello specchio Andrea Chiarantini, Kiki Franceschi e Marlene Mangold L’Associazione culturale Griselda presenta, nell’ambito di Mercantia 2010, la mostra “Al di là dello specchio”, che si terrà in Palazzo Pretorio dal 14 luglio al 30 agosto, cioe’ dall’inizio di Mercantia fino al termine del workshop di “Griseldascrittura” che si terrà a fine agosto a Certaldo.
“Chiarantini, Franceschi e Mangold ripercorrerono i temi della Rassegna del Teatro di Strada che porta il nome ormai famoso di Mercantia, luogo-nonluogo della magia, dell’invenzione e di un divertimento mai banale, ma sorprendente.  Tutto puo’ succedere per chi intende la vita come sogno e opera d’arte in divenire”.  A rappresentare questo legame, Andrea Chiarantini propone opere come Arch De Triomph, un arco di trionfo ispirato al gallo vincitore e dominatore nel pollaio, e Le’gami o Legàmi, Lavoro, cucio, collego, per finire con Nel Segno Di Aleph, dedicato al simbolismo che e’ alle radici non solo di ogni forma d’arte ma della vita stessa.  Kiki Franceschi propone dipinti, collages, sculture, che non nascono dal caso ma approfittano del caso. Associazioni di segni, immagini, oggetti, colori scelti con sicurezza di una soluzione ma senza certezza che quella sia l’ultima soluzione, quella giusta.  Infine le opere di Marlene Mangold, sculture “morbide” ispirate al mondo vegetale e animale. (Immagine: Kiki Franceschi, Ho Preso Il Mondo)

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Stragi in nome dell’amore

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

Lettera al direttore.  Egregio Direttore, mi sento in obbligo di scriverLe dopo le recenti stragi in ambito amoroso: fidanzati o ex. fidanzati che uccidono la compagna, e che poi si tolgono la vita, l’ultimo oggi nel cremonese ha lasciato un biglietto con scritto “solo così potevamo stare insieme”, un messaggio disperato che dimostra (oltre al gesto) il disagio interiore, l’alienazione dalla realtà, il bisogno di un amore deviato, totale, necessario come l’aria è necessaria per respirare; accade spesso anche per molte donne che si auto distruggono per un sentimento non ricambiato, una storia che finisce, diventano ossessionate, perdono il controllo e l’intelletto. La ragione è in realtà semplice, quell’amore così definitivo, idealizzato, avvolgente, è chiaramente specchio dell’amore primordiale del figlio per la madre (o della figlia per il padre); un amore, una simbiosi, necessari nell’infanzia per la formazione della psiche, delle sicurezze e della sessualità come però altrettanto necessario è poi il “distacco”, l’evoluzione e la maturazione dell’identità del bambino che deve essere traghettato verso l’esperienza dell’altro, da ciò che sta “fuori” dalla famiglia, la coetanea, l’amicizia, i primi baci, l’adolescenza e l’apertura al mondo. Molti genitori però non accompagnano i figli verso questo, verso l’indipendenza emotiva ed istintuale, ma decidono di tenerli a sé e, sebbene apparentemente vadano nel mondo, quei figli rimangono per sempre collegati da un filo che non vedono, ma che li muove e li porta a cercare altrove quell’amore idilliaco, infantile, che a quell’età però non è più sano, ma morboso, pericoloso. Ecco allora che trovano l’altro/a, un altro che spesso ha lo stesso problema, la stessa inconscia dipendenza, e che da questo amore/bisogno (diverso dall’amore/desiderio dell’adulto) è attratto ma anche talvolta insieme lo repelle.. e quando questo avviene allora uno dei due scappa e l’altro lo insegue, a volte per anni in silenziosa attesa, ma succede spesso che l’attesa diventa insopportabile.. ed accade il peggio. In conclusione, dobbiamo adoperarci tutti per un futuro fatto di genitori, padre e madre, più presenti, più comunicativi (tra loro, con i figli), ma anche più consapevoli dell’importanza dei loro ruoli e dei saperi che hanno il compito di trasmettere: il mondo che verrà in buona parte dipende, nel bene e nel male, da ciò che gli adulti sapranno dare, con altruismo ed onestà, ai più giovani. Cordialmente, Fabio Barzagli resp. portale nazionale http://www.infanzia-adolescenza.info

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Lo specchio di ametista

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

Una miscela magica: un libro interessante, coinvolgente e introspettivo “Lo specchio di ametista”, opera pluripremiata dello scrittore toscano Gabriele Bianchi, la sfida un editore coraggioso Arduino Sacco, e l’incoraggiamento di un’ eccellenza del cinema internazionale Renzo Rossellini, ha convinto la scrittrice e giornalista, Daniela Lombardi, a tornare al suo primo amore: la sceneggiatura. I suoi libri hanno sempre preso vita da sue sceneggiature, questa volta ha compiuto l’operazione inversa: il libro “Lo specchio di ametista” è diventato una sceneggiatura. Lo script di Daniela Lombardi fa parte della ristretta cerchia di eletti del progetto “Abbiamo deciso che… cinema” a cura di Renzo Rossellini, ovvero capolavori cinematografici nel cassetto. I giovani che vogliono avvicinarsi al Cinema, nelle prospettive cinematografiche attuali, non hanno altra strada che scrivere una sceneggiatura e portarla al Ministero dello Spettacolo nella speranza di ottenere la sovvenzione prevista dall’Art. 8 per le opere Prime e Seconde. Delle centinaia di progetti di film presentati, la Commissione ne fa passare solo pochi, bocciandone moltissimi. Tra i film bocciati noi ne scegliamo i migliori e li pubblichiamo insieme alle motivazioni della bocciatura affinché piccoli capolavori non muoiano e non rimangano seppelliti nei cassetti per la cecità della burocrazia ministeriale.’ Gli anelli di questa catena nell’ordine sono: un soggettista ha l’idea e cerca di convincere (sedurre) un regista, regista e soggettista cercano di convincere (sedurre) un produttore, Il produttore deve convincere (sedurre) un distributore ed un Ente televisivo, Il distributore ed l’Ente televisivo devono, attraverso il marketing del film, convincere (sedurre ) il pubblico. Il pubblico sedotto dalla grande spinta deduttiva del film fruisce del film in massa. Nel nostro sistema Ministeriale burocratico manca la spinta seduttiva ed anche se il film viene realizzato, arriva al pubblico con una spinta seduttiva fiacchissima. Con questa iniziativa editoriale della Arduino Sacco Editore per la collana “Abbiamo deciso che… cinema” ripercorriamo la “catena di seduzione” all’inverso andiamo con l’idea direttamente al pubblico e da qui’ chissà forse sedurremo e convinceremo TV distributori e registi.’ (fonte megamondo)

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Mastronardi incontra i suoi fans

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

Roma, 27 febbraio  presso il monomarca in via San Sebastianello, 5 all’angolo di Piazza di Spagna presso la boutique Dimensione danza di Roma Alessandra Mastronardi, giovane attrice di fiction, cinema e teatro e testimonial esclusiva di Dimensione Danza , incontrerà i suoi fans.  Dimensione Danza lancia un concorso su Facebook per regalare a 15 fortunati fans la possibilità di incontrare subito e senza fare la fila la bella Alessandra Mastronardi. Tramite un’applicazione sulle pagine di Dimensione Danza e postando una foto con un capo della collezione,  i primi 15 iscritti vinceranno un pass per “saltare la fila” e un buono sconto su tutta la collezione. (specchio mastronardi)

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Molto rumore per nulla

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

Roma 1-13 dicembre 2009 Teatro Argentina Molto rumore per nulla di William Shakespeare traduzione Chiara De Marchi regia e scene Gabriele Lavia costumi Andrea Viotti musiche originali Andrea Nicolini light designer Pietro Sperduti con Pietro Biondi, Lorenzo Lavia, Federica Di Martino, Francesco Bonomo, Salvatore Palombi, Andrea Nicolini, Gianni De Lellis, Luca Fagioli, Alessandro Riceci, Igor Horvart, Tamara Balducci, Faustino Vargas, Viviana Lombardo, Alessandro Cangiani, Daniele Sirotti, Silvia De Fanti, Andrea Trovato, Claudia Crisafio  In questa commedia, come sostiene Gabriele Lavia, sono contenuti alcuni temi chiave del teatro shakespiriano, in primo luogo il dilemma esistenziale tra l’essere e l’apparire, il tema del doppio, dello specchio, della maschera. Dov’è la verità? In ciò che è, in ciò che si deve o in ciò che appare? Ci saranno tanta musica e tante canzoni, due pianoforti, un flauto e delle chitarre in scena. Sarà tutta musica dal vivo. I ragazzi canteranno e suoneranno molto. Sono motivi nati apposta per lo spettacolo, che di per sé già contiene tante canzoni. I costumi saranno a volte indossati, a volte solo appoggiati e a volte trascinati da attori in abiti di tutti i giorni, a seconda degli stati d’animo, a seconda della “maschera”, del ruolo, dell’apparenza. “Sarà uno spettacolo molto allegro, leggero, fresco e divertente” così come auspica il regista. (light)

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Virginio Quarta: Sguardi dalla Costa

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

quartaRavello (SA) fino al 3/9/2009 Palazzo Sasso  via S. Giovanni del Toro, 28 Quarta riassume la sua Costa nell’atmosfera canicolare che invade i giardini e le terrazze di colori che si slanciano sull’azzurro del cielo e che di notte diviene schermo buio sul quale l’universo disegna le sue figure stellari. Sono terrazze trasformate in punti di osservazione, luoghi del racconto, dai quali l’artista salernitano guarda, inquadra l’immagine e l’asseconda all’emotività della pittura, ai suoi tempi narrativi.  Una mostra, dunque, che parte dalla pittura, dalla sua azione di svelare luoghi e atmosfere. -Partire dalla pittura – osserva Massimo Bignardi -, dai dipinti e dagli acquerelli che Virginio Quarta ha dedicato alla Costa di Amalfi nella sua lunga attività di artista, per rileggere una delle esperienze piu’ significative della cultura salernitana degli ultimi tre decenni. Partire dalla pittura, cioe’ dalla quotidiana relazione con gli strumenti tradizionali del fare, per immettersi in quel viaggio scandito da immagini, orientato da segni che dialogano con le sollecitazioni emotive dei contrasti di colore, insomma in registri ideativi che hanno coniugato e coniugano dettati diversi di figurazione, rendendo conto, di volta in volta, della continuità dello sviluppo. Dipinti, disegni, ceramiche che, dagli anni settanta, giungono ad oggi tracciando un percorso di immagini che si susseguono con rapidità, spesso accavallando ricordi a ricordi, fino a sperdere ogni possibile connessione con la configurazione e farsi sguardo dell’anima-.  È un’immagine che nei dipinti recenti si fa specchio di un dettato narrativo intimo, sussurrato, appena trascritto dal colore.
Virginio Quarta, (Taranto 1938), Si stabilisce a Salerno con la famiglia all’inizio degli anni cinquanta: dal 1954 al 1958 frequenta il liceo artistico di Napoli, dove studia, tra gli altri, con Eugenio Scorzelli, Guido Tatafiore e Renato Barisani. Dal 2005 una sua opera e’ nella Collezione Permanente del Fondo Regionale d’Arte (quarta)

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