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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘specializzandi’

Assunzione medici specializzandi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Milano. Appello all’assessore Gallera dal consigliere regionale pentastellato, Gregorio Mammì: “Mi segnalano da più province ma soprattutto in quella di Lodi, che corsisti MMG (Medici di Medicina Generale) sono rimasti fuori dal piano assunzioni, nonostante abbiano dato la loro disponibilità. Nell’ultima commissione sanità, settimana scorsa, ho segnalato la situazione all’assessore che mi ha assicurato che doveva essere solo un errore. Purtroppo, ad oggi, la situazione degli specializzandi MMG risulta bloccata. Inutile dire che è una situazione inaccettabile, perché sono risorse preziose in questo momento di emergenza. Il presidente del Consiglio ha previsto l’assunzione degli specializzandi e dei neolaureati. Scriverò formalmente all’assessore Gallera e al dirigente Luigi Cajazzo per sollecitare una risposta e una verifica immediata di questa.

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Medici: Fp Cgil, bene Speranza su proposta per assunzione specializzandi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

“Riteniamo importante che sia stata recepita la nostra proposta sui contratti di formazione-lavoro per l’assunzione degli specializzandi”. Queste le parole della Fp Cgil nazionale e della Fp Cgil medici in seguito alle dichiarazioni del Ministro della Salute Roberto Speranza in tema di assunzioni di medici specializzandi e tetti di spesa per il personale del SSR. “Una formula che, anche rispetto alle modalità previste dal DL Calabria, fa fare un passo in avanti dal punto di vista delle certezze giuridiche e contrattuali. Restano da chiarire molti punti, a partire dalle quantità economiche ipotizzate e dall’impatto di tale misura sulla condizione di carenza dei medici, specifica di ciascuna regione e per le diverse discipline. Per una valutazione più compiuta aspettiamo di vedere i testi, sui quali ci aspettiamo che il Ministro apra al più presto un confronto con i sindacati”. Vale la pena ricordare, proseguono la Fp Cgil e la Fp Cgil medici, “come il Servizio Sanitario Nazionale sia quello che ha pagato maggiormente, negli ultimi anni, i tagli e i vincoli assunzionali che ne sono conseguiti: non vi è alcuna possibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza in sanità se non si assume personale, ben oltre il turn over già previsto. Per questo chiediamo, già a partire da questa Legge di Bilancio, un segnale importante e concreto che sblocchi le assunzioni e superi i vincoli previsti sui fondi per il salario accessorio del personale del SSR”, concludono.

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Ex specializzandi 1994-2006 tornano a vincere in appello, valido l’adeguamento della borsa di studio

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Gli ex specializzandi della classe 1994-2006 hanno diritto all’adeguamento della borsa di studio da loro richiesto. Non è infatti vero che sussista un blocco degli adeguamenti integrale. È il filo logico seguito dalla Corte d’Appello di Roma sezione civile nella sentenza del 7 aprile 2018, che ha confermato precedenti sentenze del Tribunale di Roma e orientamenti della Corte di Cassazione che in questi mesi erano stati rivisti con esiti sfavorevoli per i ricorrenti. La sentenza si riferisce ad ex specializzandi che pur percependo la borsa da 11 mila euro annui non ebbero i contributi e l’assicurazione previsti nel contratto da 26 mila euro annui intervenuto dall’anno accademico 2006/07. E secondo gli Avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli, specialisti della vertenza e coordinatori del network legale ELEGALNET «riprende autorevolmente l’ampio filone della giurisprudenza della Cassazione che fino ad ora ha riconosciuto il risarcimento e l’adeguamento del trattamento economico». I legali ricordano che la Cassazione di recente ha fatto dietro front su precedenti orientamenti favorevoli rispetto a questa classe di specializzandi. Tutto è avvenuto dopo che la Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 24/01/2018, ha stabilito tre punti​, validi per analogia anche per gli specializzandi del periodo 94/06:primo, il diritto a conseguire la borsa di studio intera decorre dal 1983; secondo, il quantum da corrispondere è pari a quanto fissato da ciascuno stato membro nella “normativa di trasposizione” della direttiva UE, che in questo caso è il decreto 257/91 il quale prevede una borsa di lire 21,5 milioni annui (euro 11.103,94) più interessi e rivalutazione monetaria; terzo principio, la prescrizione decennale non decorre in mancanza di attuazione della direttiva.
Subito dopo la sentenza di Bruxelles, quasi in risposta all’orientamento Ue, che per lo stato italiano comporta esborsi sicuri e ingenti, la Cassazione con sentenza 4449 del 23 febbraio scorso ha negato l’adeguamento agli specializzandi 94/06 sulla base di una lettura normativa secondo cui la remunerazione introdotta nel ’99 con decreto 368 sia stata applicata in Italia ai medici iscritti alle scuole di specialità solo a partire dall’anno accademico 2006-07 “non determina una irragionevole disparità di trattamento rispetto ai medici iscritti in precedenza.” «Tale sentenza -argomentano i legali Pinelli e Caronia- risulta del tutto isolata tra le numerose che la Cassazione ha emesso in favore del riconoscimento dei diritti degli specializzandi 94/2006, sia di risarcimento del danno da inesatta attuazione di normativa comunitaria sia di adeguamento del trattamento economico».Per tutta risposta, la sentenza della Corte d’appello di Roma riconosce​l’adeguamento e quindi l’assenza di blocco al riguardo. O meglio, «la normativa nazionale che prevedeva l’adeguamento del trattamento economico era in vigore almeno dal 1995», sottolineano i legali di Elegalnet. «Infatti, il meccanismo di adeguamento legato alla contrattazione collettiva dei medici dipendenti SSN non è stato oggetto delle normative di blocco che invece hanno colpito la parte del meccanismo di adeguamento legata alla variazione Istat del costo della vita. Il meccanismo di adeguamento, introdotto al fine di rispettare il principio comunitario della adeguata remunerazione, come introdotto in Italia dal D.lgs. 257/1991, si è fondato su un duplice sistema: indicizzazione annuale della borsa secondo indice ISTAT della variazione del costo della vita, e rideterminazione triennale della borsa in funzione degli incrementi minimi della contrattazione collettiva dei medici dipendenti di prima nomina SSN. Mentre il primo meccanismo è stato “bloccato” con numerosi provvedimenti legislativi, il secondo legato alla contrattazione è stato bloccato solo nel 1992/1993, e poi tutt’al più nel periodo 1998/2000, restando invece pienamente in vigore nel restante periodo. (Mauro Miserendino fonte: doctor33)

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Legge di bilancio: più risorse alle scuole di specializzazione in medicina

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

medico-famiglia3“Dall’istituzione del primo concorso nazionale di accesso alle Scuole di Specializzazione Mediche a oggi il divario tra i candidati e i posti a disposizione è rimasto immutato. Nel 2014 si sono iscritti 12168 candidati a fronte di 5504 posti totali; nel 2015 si sono iscritti 13188 candidati a fronte di 6363 posti; nel 2016 si sono iscritti 13802 candidati a fronte di 6725 posti. In questi tre anni, rispettivamente 6664, 6825 e 7077 medici hanno dovuto rinunciare alla possibilità di accedere ad una Scuola di Specializzazione. Quest’anno i candidati sono stati addirittura 15000 a fronte di 6676 posti. Ad oggi quasi 8000 medici non potranno dunque proseguire nel loro percorso di specializzazione. Si tratta di una situazione drammatica, che riguarda il destino del personale medico del nostro Servizio Sanitario Nazionale. La formazione dei medici non è un lusso, ma un impegno per la Salute della Comunità, per questo ho presentato un emendamento alle legge di bilancio, per altro condiviso da parlamentari di altre forze politiche, per incrementare le risorse per incrementare i posti delle scuole di specializzazione medica.” Lo afferma il deputato umbro di Forza Italia, Pietro Laffranco, membro della commissione Finanze di Montecitorio.

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Medici: incongruità drammatica nella programmazione all’accesso alla specializzazione medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

Male doctor writing medical prescription or certificate

“La protesta messa in campo è sacrosanta e giusta. Mi piacerebbe che fosse ancora più corale e che tutti i medici, insieme, rappresentassero al governo del Paese una situazione che non si può più trascinare in queste condizioni. Da anni c’è un’incongruità drammatica nella programmazione all’accesso alla specializzazione medica. Non capisco come si possa rimandare oltre una soluzione razionale e lungimirante”. Questo il commento del presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Giuseppe Lavra, a seguito delle proteste dei giovani medici per i ritardi sull’emanazione del bando di concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche. “Con il numero chiuso a Medicina- prosegue Lavra- costringiamo tutti coloro che vogliono intraprendere la professione a sottoporsi a una selezione con metodi discutibili per poter accedere alla facoltà, diventando medici solo dopo un percorso lungo e duro, anche se non sempre efficace, anzi a volte dispersivo e nebbioso. Poi dopo si mette un vero e proprio collo di bottiglia all’entrata nel mondo del lavoro, dando la possibilità di specializzarsi soltanto a circa la metà dei laureati. Ma che senso ha? Non è solo ingiusto, è persino incivile. Per questo sono perfettamente d’accordo sulla protesta“.
Il presidente dei medici capitolini fa quindi sapere di volersi muovere a livello istituzionale: “L’Ordine di Roma non intende restare a guardare- annuncia- e come Ente, che deve tutelare la professione, e personalmente come suo rappresentante ci muoveremo anche presso gli organi istituzionali competenti e, se necessario, quelli di più alto livello”. La vicenda, intanto, sta montando “in maniera sempre più importante” anche all’interno dei vari Ordini provinciali d’Italia e Lavra intende associarvisi “proprio perché credo sia giusto determinare appunto una coralità– precisa il presidente di quello più numeroso d’Italia- Si tratta di una vicenda che non si risolve, come qualcuno pensa di fare, con qualche provvedimento tampone o qualche banale e inutile sottoscrizione di intenti. Aumentare i posti di 500 o 1.000 unità, per esempio, non risolve affatto il problema ma lascia intatto un aspetto vergognoso per il sistema formativo e occupazionale del nostro Paese, proprio in un settore fondamentale e critico come quello della Sanità, sia dal punto di vista del bene-salute della collettività sia da quello dell’investimento strategico in capitale umano e professionale”.

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Medicina: ritardo bando specializzandi non sia preludio a modifiche negative

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

medico“Condividiamo le motivazioni che hanno indotto i medici specializzandi a scendere in piazza. Quello che sta accadendo rende evidenti a tutti i problemi esistenti sul sistema formativo post-laurea, problemi che abbiamo sollevato in tempi non sospetti. Riteniamo importante il lavoro fatto dal Miur per rilanciare le scuole di specializzazione italiane e auspichiamo che non vengano cambiati i principi dell’accreditamento che rappresentano garanzia di qualità dei percorsi formativi. Non capiamo il ritardo della convocazione dei concorsi per l’ingresso nelle scuole di specializzazione e speriamo che non sia preludio a modifiche peggiorative che farebbero ricadere il sistema formativo in un oscurantismo oggi anacronistico e insostenibile”. Lo afferma il presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Pierluigi Marini.

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Borse ex specializzandi, ricorsi in continuo aumento: urge legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

università cattolicaUna legge per fermare i ricorsi e pagare il dovuto ai medici ex specializzandi che hanno intrapreso un’azione legale per le borse di studio non corrisposte tra 1983 e 1993 e solo in parte onorate tra 1993 e 2006: sempre più esponenti del mondo medico la chiedono allo Stato, e i progetti in senato ci sarebbero, ma lo Stato rinvia le preoccupazioni. E i conti rischiano di saltare perché – fino a prova contraria – possono ancora intraprendere un’azione legale non solo tutti e 160 mila i medici interessati dai mancati pagamenti fra 1983 e 2006 ma anche i circa 50 mila immatricolati alle scuole di specialità a partire dal 1978. Secondo dati Fnomceo riferiti dall’Ufficio Stampa Consulcesi in una conferenza stampa a Milano, dove sono stati consegnati gli assegni di Bankitalia ad alcuni ricorrenti vincitori in Lombardia, sarebbero 97.300 i medici che hanno intrapreso azione legale tra 1983 e 2006, e ventuno le cause fin qui vinte (per un totale di 400 milioni di euro) dalla sola Consulcesi, collegio di avvocati che tutela circa 70 mila casi individuali. Su una platea di 160 mila potenziali ricorrenti ci sarebbe posto per altri 62 mila e rotti ricorrenti, né la chance di avere successo con un’azione datata 2015 sarebbe preclusa a priori. Spiega l’avvocato Sara Saurini dell’Ufficio legale Consulcesi: «Per le cause intentate prima del 2009 c’è una giurisprudenza consolidata. Chi ha intrapreso azione legale prima di quell’anno non ha problemi; sulle cause successive per alcune interpretazioni la prescrizione decorre, ma non per tutte, e non esiste una normativa ad hoc che escluda la possibilità di azioni legali». Tra l’altro la recente sentenza 17434 del 2 settembre 2015 ha reso ancora più fosco il quadro per lo Stato. «La Cassazione, attuando una prassi giuridica già utilizzata nel recepimento delle direttive Ue, ha riconosciuto che il bacino degli aventi diritto alla borsa si estende anche a chi nel 1983 aveva già iniziato il corso di specialità e ricomprende gli immatricolati ai corsi dal 1978 in poi», dice Saurini. Che puntualizza come ai ricorrenti non spettino le sole quote riferite alle annualità a partire dal 1983, anno in cui l’Italia avrebbe dovuto attuare la direttiva, «ma tutte le annualità in modo da non creare diseguaglianze in base all’anno d’immatricolazione». Il Senato ha prodotto tre disegni di legge (due a prima firma di Luigi D’Ambrosio Lettieri, Pdl, e un terzo del senatore Carlo Lucherini, Pd) che prevedono un indennizzo omnicomprensivo di 13 mila euro per annualità frequentata, non rivalutabile né passibile d’interessi. Considerata una media di 10 mila specializzandi l’anno – 60 mila in tutto da aggiungere ai 160 mila interessati dalle borse – se tutti ricorressero si arriverebbe alla stima astronomica di 8 miliardi di euro. Consulcesi ha anche accennato ai ricorsi intrapresi con i medici del Ssn per il rispetto degli orari di lavoro e dei turni di riposo, altra direttiva disattesa dall’Italia, puntualizzando che anche in questo caso l’obiettivo delle azioni legali è lo Stato e non l’azienda ospedaliera che ha applicato la normativa vigente e “irregolare”. (Mauro Miserendino fonte doctor33)

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Concorso specializzandi in medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2015

Paola-Binetti“Ancora una volta al centro di una interrogazione rivolta al ministro del Miur c’è il concorso nazionale per l’ammissione alle scuole di specializzazione in Medicina e chirurgia. Dopo i ripetuti incidenti della prova di ottobre, con tutte le contestazioni che ha suscitato, ora i futuri specializzandi nutrono una serie di timori abbastanza fondati. Prima di tutto si chiedono: chi preparerà i quiz, come si assicurerà la loro pertinenza? Non è indifferente sapere che ancora non sono state indette le relative gare d’appalto, per assicurare alla prova oggettività, pertinenza e riservatezza”. E’ quanto ha sottolineato Paola Binetti, deputata di Area popolare, nel corso della interrogazione.
“Giungono notizie tutt’altro che rassicuranti rispetto al numero delle borse disponibili quest’anno. Sembra che attualmente – ha aggiunto Binetti – si disponga di poco più di 3mila borse, ampiamente insufficienti a coprire le esigenze del nostro SSN, e soprattutto profondamente deludenti per i neo-laureati in medicina e per coloro che nella sessione precedente non sono riusciti a superare le selezioni. Certamente più rassicuranti – ha proseguito – sono le informazioni che riguardano le modalità di scorrimento delle graduatorie, la riduzione delle opzioni, e la decisione di porre un punteggio minimo anche per le prove di tipo specialistico e non solo per quelle di tipo generalistico. Ma soprattutto abbiamo apprezzato la chiarezza relativa a due date importanti: il bando uscirà il 30 aprile e quindi sarà pronto a giorni. Mentre le prove si svolgeranno il prossimo 31 luglio. Ci auguriamo – ha concluso Binetti – che si tratti di punti fermi e che su questi punti i giovani possano programmare i loro futuri impegni”.

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Migliaia gli specializzandi in piazza: ora non cali l’attenzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2012

Uno sforzo ulteriore per migliorare i percorsi di formazione e più attenzione alla condizione dei giovani medici. La notizia della cancellazione della tassazione sulle borse di studio, attraverso un contro emendamento al Decreto semplificazioni fiscali, votato alla Camera, è stata accolta con soddisfazione dai medici specializzandi, ma da piazza Montecitorio, dove ieri è culminata la due giorni di protesta, è partita la richiesta indirizzata alle istituzioni: «Abbiamo avuto garanzie anche dai gruppi parlamentari che c’é un accordo del Parlamento con il Governo per non reintrodurre la tassa sulle borse di studio» spiega Walter Mazzucco, presidente del segretariato italiano giovani medici. «Siamo qui per chiedere che in futuro ci sia più attenzione alla condizione dei giovani medici». Un attenzione rivendicata anche da Ignazio Marino, senatore, che ha partecipato al fianco dei giovani alla manifestazione: «Questa protesta deve servire anche a ricordare che è necessario un maggiore impegno per la formazione perché non possiamo più assistere a specializzandi che coprono i turni di guardia in quanto il personale negli ospedali non è sufficiente». Da Marino arriva anche la preoccupazione per quanto prevede il ddl lavoro «che stabilisce un aumento dal 18 al 24% dell’aliquota dei contributi che i camici bianchi in formazione dovranno pagare alla gestione separata dell’Inps. Questi giovani hanno appena ottenuto dal governo la cancellazione della tassa sulle borse di studio: non è pensabile che per ogni tassa cancellata ce ne debba essere un’altra in arrivo. Chi sta compiendo un faticoso percorso di formazione andrebbe trattato con più equità e meno rigore».(fonte farmacista33)

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Specializzandi in farmacia ospedaliera

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Con la prossima approvazione del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013, si prospetta un primo importante passo avanti per i giovani che scelgono la specializzazione in farmacia ospedaliere e che, finora erano pesantemente penalizzati rispetto ai colleghi specializzandi dell’area medica. Come si ricorderà, la questione era stata sollevata e illustrata in tutti i suoi aspetti da un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute del vicepresidente della Fofi, Senatore Luigi D’ambrosio Lettieri. Nell’interrogazione si sottolineava come gli specializzandi in farmacia ospedaliera, pur avendo gli stessi obblighi dei medici specializzandi in termini di partecipazione all’attività assistenziale, non percepiscono né compensi né trattamento previdenziale. Oggi l’iniziativa parlamentare riceve una prima risposta concreta. Infatti, nel nuovo PSN, spiega il Senatore D&rsquo ;Ambrosio Lettieri “si dice chiaramente che il necessario ampliamento del numero di medici specialisti, si può realizzare solo attraverso un aumento delle risorse finanziarie stanziate per la formazione di questi professionisti, e che il reperimento di risorse finanziarie aggiuntive permetterebbe altresì di dare applicazione all’art 8 della legge n. 401 del 29 dicembre 2000, che prevede, appunto, la corresponsione delle borse di studio anche a favore degli specializzandi laureati in farmacia, medicina veterinaria, odontoiatria, biologia, chimica, fisica e psicologia. In tale contesto, secondo le stime effettuate, un’eventuale revisione dell’ammontare del finanziamento stanziato per la formazione specialistica, dovrebbe prevedere la riserva di una quota per la copertura di 800-1000 contratti destinati a questi professionisti”. “Nella fase attuale, in cui si sta cercando di razionalizzare la spesa sanitaria attraverso la riduzione degli sprechi e degli interventi non necessari, è fondamentale che si favorisca la formazione di figure, come quella del farmacista ospedaliero, che possono dare un grande contributo all’appropriatezza delle terapie e alla gestione del rischio clinico” ha dichiarato il presidente della Fofi Andrea Mandelli “come provano non soltanto le esperienze e gli studi condotti all’estero, ma anche la sperimentazione del farmacista di dipartimento avviata dal Ministero della Salute in collaborazione con la SIFO e la Federazione”

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