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Scuola – Sostegno, l’Istat certifica che 130 mila alunni cambiano docente ogni anno e il 36% dei posti va a non specializzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Fanno scalpore i dati pubblicati oggi dall’Istituto nazionale di statistica: apparentemente sembra che manchino insegnanti specializzati, tanto che il 36% dei precari chiamati non ha la qualifica ma il problema sta in capo al Miur che impedisce a più di 30 docenti abilitati con il TFA negli ultimi cinque anni il reclutamento per l’esclusione dalle graduatorie ad esaurimento. E ora il ministro Bussetti pensa di avviare nuovi corsi universitari per 40 mila anche per laureati, ma basterebbe riaprire il doppio canale e adeguare gli organici per garantire la continuità didattica e il diritto all’istruzione.Rileva anche l’Istat che “gli alunni con gravi problemi di autonomia dispongono mediamente di 12,9 ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione”. Così, il 5% delle famiglie di alunni con sostegno ha presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenere l’aumento delle ore. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È in questa fase che interveniamo noi con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un’ora di meno! che lo scorso anno scolastico ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite.
Almeno un docente di sostegno su tre viene selezionato dalle liste curriculari ovvero dalle liste degli insegnanti destinati all’intero gruppo classe e non formati per il sostegno: questo accade perché la graduatoria degli insegnanti specializzati per il sostegno non è sufficiente a soddisfare la domanda. A riferirlo è oggi l’Istat, attraverso il report “L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell’offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno”. Inoltre, per migliorare la qualità dell’apprendimento – sottolinea l’Istat – è importante che l’insegnante per il sostegno sia in grado di utilizzare la strumentazione adeguata, a tale scopo risulta fondamentale la formazione in tecnologie educative. Ed è indicativo, sottolinea sempre l’Istat, che per l’anno scolastico 2017/2018, nel 13% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico e nel 61% delle scuole soltanto alcuni.La risultanza di queste gravi mancanze, considerando anche i 50 mila docenti precari su 150 mila complessivi, è che “la continuità del rapporto tra docente per il sostegno e alunno non risulta ancora garantita: il 41% degli alunni ha cambiato insegnante rispetto all’anno precedente mentre il 12% lo ha cambiato nel corso dell’anno scolastico”, come anche sottolineato dalla stampa specializzata. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “apparentemente sembra che manchino insegnanti specializzati, tanto è vero che il 36% dei precari chiamati non ha la qualifica ma il problema sta in capo al Miur che impedisce a più di 30 docenti abilitati con il TFA negli ultimi cinque anni di accedere al reclutamento per via della loro esclusione dalle graduatorie ad esaurimento. E ora il ministro Bussetti pensa di avviare nuovi corsi universitari per 40 mila anche per laureati: invece, per risolvere questa piaga basterebbe riaprire il doppio canale e adeguare gli organici per garantire la continuità didattica e il diritto all’istruzione: se lo Stato forma e poi non assume a tempo indeterminato, riaprendo le GaE, possono partire tutti i corsi che il Miur desidera, ma avremo sempre cattedre da coprire in corso d’anno”.Sempre secondo il professor Pacifico, “alla base dalla mancanza di docenti specializzati ci sono delle norme che vanno superate, a partire dalla Legge 128 del 2013 che lascia un posto su tre in deroga e dalla sempre più frequente mancata assegnazione del corretto monte ore agli alunni certificati, con gli uffici scolastici che riducono ormai quasi sistematicamente le richieste di didattica speciale. Con un numero crescente di famiglie che tenta la via del tribunale. Ed è in questa fase che interveniamo noi con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un’ora di meno! che lo scorso anno scolastico ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite”. A questo proposito, sono indicative le quattro recenti sentenze del TAR del Lazio di pieno accoglimento nel riconoscere ad altrettanti alunni disabili il pieno diritto all’attribuzione del massimo delle ore di sostegno, nel rispetto dei precetti costituzionali e “fino a giungere alla determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza, in caso di accertata situazione di gravità del disabile”.

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Italia: Alunni stranieri quasi al 10% ma senza docenti specializzati

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa presenza di allievi non italiani è ormai strutturale e stabile, ma non si fa molto per andare incontro a tale necessità crescente. Attraverso l’ultimo concorso a cattedra, sono stati selezionati centinaia di docenti adatti per soddisfare precise finalità d’insegnamento di Italiano L2 nella scuola secondaria di I e II grado, oltre che nei percorsi d’istruzione per gli adulti, nonché per l’attivazione di laboratori di italiano L2 nella scuola dell’infanzia e primaria. A oggi, tuttavia, gli Uffici Scolastici Regionali non hanno ancora inserito il nuovo insegnamento nell’organico di diritto (54 solo in Emilia Romagna, dove i discenti stranieri superano il 15%). Così, in tal modo, gli alunni non italofoni rimangono senza l’insegnante di cui avevano probabilmente maggiore bisogno. Nel frattempo il Ministro Fedeli dice che occorre ‘fare della scuola e dell’università motori dell’integrazione e dell’accoglienza della diversità’. Problemi di stabilizzazione risultano pure tra i docenti di Cinese alle superiori. Senza dimenticare le difformità che si sono presentate per le prove di lingue straniere nell’ultimo concorso a cattedra.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo arrivati al punto che si bandiscono concorsi per nuove materie e che le scuole fanno esplicita richieste di tali discipline, anche su posti di potenziamento. Ma poi salta tutto, perché probabilmente in certe stanze di Viale Trastevere si lavora senza che la mano destra sappia cosa fa la sinistra. Ci pensi il Ministro a mettere a posto le cose.

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Andamento finanziario BB&T Corporation

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

BB&T Corporation (NYSE: BBT) ha annunciato oggi gli utili del quarto trimestre del 2010. Nel periodo in esame il risultato netto corrisponde a un totale di US$194 milioni, o US$0,27 per azione ordinaria diluita, rispetto ai US$318 milioni, o US$0,48 per azione ordinaria diluita, guadagnati nel quarto trimestre del 2009.  “I nostri risultati del quarto trimestre di BB&T sono stati molto solidi, con un miglioramento delle tendenze di credito che sottendono alla nostra attività”, ha affermato il presidente e amministratore delegato Kelly S. King. “L’incremento negli accantonamenti per il fondo perdite prestiti e leasing è rallentato in modo sostanziale rispetto ai precedenti trimestri grazie al miglioramento della congiuntura per quanto riguarda il credito al consumo e i prestiti specializzati. Il tasso di crescita nei nonperforming asset è diminuito al 5,6% e gli indicatori di credito early stage hanno continuato a migliorare per molti dei nostri portafogli.  “L’acquisizione di Colonial sta portando straordinari benefici. Il margine d’interesse netto e le prospettive del margine per il 2010 sono aumentati nel trimestre, principalmente a causa dei benefici dell’acquisizione e della riduzione dei costi di deposito. L’integrazione di Colonial procede senza intoppi e la conversione dei sistemi dovrebbe svolgersi come previsto nel secondo trimestre. In complesso l’acquisizione sta andando oltre le nostre aspettative, e restiamo entusiasti riguardo ai suoi benefici strategici futuri,” ha spiegato ancora King.

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Illegittima la camera di conciliazione della Consob

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Con Delibera n. 16972, la CONSOB, nonostante le precedenti diffide, ha dato seguito alla costituzione  di una Camera di conciliazione ed arbitrale con la creazione di una commissione paritetica  che non consente ai “nominati” il principio di imparzialità previsto dalla legge 69/2009, di recente istituzione,  la quale,  prevede che tutte le controversie in materia civile e commerciali siano risolte  da conciliatori specializzati iscritti nell’Elenco tenuto presso il Ministero della Giustizia,  elenco composto dalla maggior parte da Camere di Commercio. Questi conciliatori specializzati – il cui  compenso è pagato dalle parti- secondo tariffe approvate dallo stesso ministero, con particolari agevolazioni. Detto ciò e premesso  che la stessa CONSOB  non può essere chiamata a risolvere controversie che la potrebbero vedere come protagonista o parte  chiamata a risarcire danni causati da società poste sotto  il suo controllo, si chiede alle S.V. Ill.me : a) se,  i componenti di detta commissione sono retribuiti; b) se, sì, l’importo dei compensi percepiti e da chi vengono corrisposti; c) di modificare  e/o sospendere il  decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, nella parte recante “istituzione di procedure di conciliazione e di arbitrato; d) invitare la CONSOB a comunicare attraverso organi di stampa, alle società quotate iscritte nel registro l’inefficacia  di detta delibera e che le eventuali relative  loro controversie  con i risparmiatori possono essere risolte solo  attraverso conciliatori iscritti in organismi sotto sorveglianza del Ministero della Giustizia. (C. Santoro Conf.as)

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