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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘specializzazione’

Scuola: Corsi di specializzazione sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Bussetti firma il decreto di suddivisione dei 14.224 posti e le date della selezione. Anief conferma i ricorsi per i tanti candidati esclusi con diploma AFAM, educatori, dottori di ricerca e abilitati nella classe A-66. Contestato anche il numero programmato degli ammessi agli scritti dopo la pre-selettiva vista la carenza di organici. Il Miur ha firmato il decreto di distribuzione alle Università dei posti per le specializzazioni, attraverso cui si individuano anche nel 28 e 29 marzo le date delle prove di accesso ai corsi: in una tabella allegata c’è anche la suddivisione dei posti a livello regionale. Anief conferma i ricorsi al Tar Lazio cui aderire entro l’11 marzo per l’accesso TFA Sostegno(Scuola Primaria) del Personale Educativo; (Scuola Secondaria) dei diplomati Conservatorio, Accademia Belle Arti o Accademia Danza e dei Dottori di Ricerca, dei docenti con diploma utile per l’accesso alla classe di concorso ad esaurimento A-66 (ex cdc A075 e A076) e per tutte le altre ugualmente non contemplate.
Inoltre, il sindacato avvia fin da subito la preadesione al ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’accesso alla prova scritta per il corso di specializzazione per tutti i candidati che supereranno la prova preselettiva, in considerazione dell’alto numero dei posti vacanti presenti in tutte le regioni.
Dopo il Decreto n. 92/2019, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha firmato il decreto di distribuzione alle Università dei 14.224 posti disponibili per l’anno accademico 2018/2019 per le specializzazioni sul sostegno, così come previsto dall’art 2, commi 2, 3 e 4 del D.M. 948/2016: il decreto, spiega il Miur, individua anche le date delle prove di accesso ai corsi. Le prove si terranno il 28 marzo di mattina per la Scuola dell’infanzia e di pomeriggio per la Scuola primaria, il 29 marzo di mattina per la secondaria di primo grado e di pomeriggio per la scuola secondaria di secondo grado. Il Ministero dell’Istruzione ha anche comunicato, in un’apposita tabella allegata al decreto, la suddivisione dei posti a livello regionale dei corsi di specializzazione sul sostegno.
“In tre anni – ha detto il ministro Bussetti – specializzeremo 40.000 nuovi insegnanti sul sostegno per garantire un servizio migliore ai nostri studenti. Partiamo con questi primi 14 mila posti e proseguiremo, nei prossimi due anni, con una precisa programmazione che mette al centro il bene della scuola e degli studenti con disabilità. Era un impegno che avevo preso fin dai primi mesi del mio mandato e che stiamo concretizzando rapidamente. Il sostegno è un problema annoso, lo stiamo affrontando con serietà e con una visione di lungo periodo”. L’Anief, però, rileva tante anomalie e incongruenze nella suddivisione dei posti pubblicata ed evidenzia come in alcune regioni siano previste pochissime disponibilità quando, invece, la disponibilità di cattedre vacanti è altissima. L’avvio dei corsi di sostegno viene accolto dal sindacato con positività. Tuttavia, Anief è costretta a rilevare che anche in questa occasione il Miur ha realizzato una pre-selezione senza che ve ne fossero motivazioni logiche e norme che escludono diverse categorie di docenti come quelli in possesso del diploma di Conservatorio, di Belle Arti o Accademia di Danza e del titolo di dottore di ricerca, non considerato dal Miur come abilitante. Palesemente illegittima risulta l’esclusione del personale educativo che deve poter accedere al sostegno per la scuola primaria. Chiarito invece il dubbio sulla partecipazione straordinaria degli ITP, gli insegnanti tecnico-pratici. In mille avevano già preaderire gratuitamente al ricorso lanciato dall’Anief e ora potranno partecipare alle prove. Lo studio legale di Anief continua a ritenere irricevibile, inoltre, la soglia di sbarramento nella pre-selettiva per l’accesso alle prove scritte: sempre secondo il decreto 92/2019, saranno ammessi a sostenere la prova scritta solamente i candidati che rientreranno nel numero pari al doppio dei posti messi a bando, anche qualora abbiano superato brillantemente i test preliminari. In questo caso, il ricorso sarà notificato dopo la pubblicazione delle graduatorie, ragione per cui allo stato attuale risulta necessario soltanto attivare la preadesione alla specifica azione legale.

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Scuola: Corso di specializzazione sostegno

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Il Decreto Ministeriale n. 92/2019 definisce i requisiti per partecipare al prossimo corso di specializzazione sul sostegno (ex TFA). Il sindacato ricorre: per l’accesso TFA Sostegno (Scuola Primaria) – Personale Educativo, per l’accesso TFA Sostegno per diplomati Conservatorio, Accademia Belle Arti o Accademia Danza, per l’accesso TFA Sostegno per Dottori di Ricerca, per l’accesso Specializzazione Sostegno per diplomati ITP e per l’accesso alla prova scritta per il corso di Specializzazione Sostegno per tutti i docenti che supereranno la prova preselettiva.

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Scuola: Corso di specializzazione sostegno

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

È stato pubblicato il Decreto Ministeriale n. 92/2019 che definisce le norme necessarie per partecipare al prossimo corso di specializzazione sul sostegno (ex TFA). Il sindacato attiva i ricorsi: per l’accesso TFA Sostegno (Scuola Primaria) – Personale Educativo, per l’accesso TFA Sostegno per diplomati Conservatorio, Accademia Belle Arti o Accademia Danza, per l’accesso TFA Sostegno per Dottori di Ricerca, per l’accesso Specializzazione Sostegno per diplomati ITP e per l’accesso alla prova scritta per il corso di Specializzazione Sostegno per tutti i docenti che supereranno la prova preselettiva.
Il giovane sindacato rappresentativo avvia il ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’accesso al corso di specializzazione sul sostegno dei docenti in possesso di diploma di Conservatorio, Accademia di Belle Arti o Accademia di Danza. Il ricorso è volto a far accedere al Tfa Sostegno i docenti in possesso di diploma di conservatorio, accademia di danza o belle arti non in possesso dei 24 CFU richiesti dal Decreto n. 92/2019 o dei 3 anni di servizio. E una raccomandazione: “Affidati a Eurosofia per potenziare le tue opportunità di superare la prova preselettiva con corsi online e in presenza”.

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Prove suppletive concorso docenti e specializzazione sostegno: le prove a maggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneAl Miur hanno preso atto dell’impossibilità di far coincidere le date delle due selezioni: i test per l’accesso all’insegnamento agli alunni disabili si svolgeranno il 25 e 26 maggio; nello stesso mese un’altra tornata di suppletive per il concorso docenti 2016, ma in altri giorni. Ha vinto il sindacato che aveva subito chiesto lo spostamento delle date, dopo aver preso visione della concomitanza delle prove: in quel modo, diversi candidati avrebbero dovuto rinunciare a una delle due possibilità. Nel decreto, il Miur ha anche ampliato di alcune decine di posti il numero di candidati che verranno ammessi, portandoli a circa 9.700 unità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non ci voleva chissà quale abilità organizzativa per non far coincidere le due sessioni selettive. Ci lascia un po’ perplessi il fatto che gli ultimi docenti che svolgeranno le prove suppletive il 22 maggio avranno solo due o tre giorni di tempo per preparare l’accesso al Tfa sostegno. Sarebbe stato meglio, a questo punto, concedere loro una settimana o dieci giorni in più. Detto questo, è chiaro che siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, con l’Anief che porterà ben oltre 2mila candidati alle selezioni ulteriori dell’ultimo concorso a cattedra, dopo che il Ministero dell’Istruzione aveva detto loro che non potevano.

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La Scuola di specializzazione IdO lavora con Brasile, Usa e Israele

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

rioLa Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell’Età Evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) è aperta alle relazioni internazionali. “La più antica e continuativa è con il Brasile, avendo promosso con l’Università Veiga de Almeida, e altre istituzioni, dei corsi sul primo approccio terapeutico evolutivo italiano all’autismo denominato Progetto Tartaruga. Attraverso un master annuale abbiamo formato delle persone sul nostro progetto Tartaruga, e alla fine del percorso sono venute da noi, in Italia, a svolgere il tirocinio”. Lo fa sapere Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttrice della Scuola di specializzazione dell’IdO che il 21 gennaio inaugura il nuovo ciclo di lezioni. Sarà, pertanto, possibile iscriversi entro questa data.
La collaborazione con il Brasile è ancora attiva. “Stiamo portando avanti delle ricerche insieme- precisa Di Renzo- e il prossimo anno si svolgerà un convegno a San Paolo”. Interessanti collaborazioni anche con Israele, “in particolare con il Milman Center di Haifa che si occupa di autismo e con l’Università di Haifa per dei confronti sulla terapia diadica”.
Infine, c’è la Monmouth University in New Jersey (Usa) “dove abbiamo svolto dei seminari- spiega la responsabile del Servizio Terapie dell’IdO- ed è attualmente attiva una ricerca con dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Vogliamo esaminare gli aspetti della prosodia del linguaggio- conclude- finora non tenuti. sufficientemente in considerazione”.

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Nella Scuola di specializzazione IdO il terapeuta ha un ruolo attivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

La scuola di specializzazione in psicoterapia dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma è di tipo psicodinamico. “Questo significa che le teorie di riferimento sono quelle psicoanalitiche per ciò che attiene allo sviluppo, ma si rifanno alla psicologia analitica per quanto riguarda la dimensione simbolica e il rapporto psiche-soma”. Lo spiega Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttrice della Scuola di specializzazione dell’IdO, aggiungendo che c’è una caratteristica particolare in questo approccio: “Il terapeuta ha un ruolo particolarmente attivo nell’interazione con il bambino. Interviene, si muove e gioca con il bambino, e ciò viene letto in una dimensione simbolica”.
Questo accomodamento del modello psicodinamico “ci ha permesso di lavorare con bambini molto piccoli e anche con patologie importanti- chiarisce la direttrice- dove sono presenti aree molto arcaiche dello sviluppo e dove non è possibile intervenire attraverso la verbalizzazione”. Per questo motivo, nei quattro anni di specializzazione, l’IdO dedica “uno spazio peculiare alla formazione corporea e, quindi, alla possibilità di essere consapevoli della propria espressività corporea per poterla utilizzare come uno strumento di pensiero all’interno del setting terapeutico. Soprattutto negli scenari attuali- aggiunge Di Renzo- questo modello ci consente di lavorare sia in una terapia diadica, riadattata con l’intervento attivo dell’operatore, che in terapie di gruppo che coinvolgano o solo i bambini oppure i bambini e i genitori insieme. Il padre e la madre- conclude la direttrice della Scuola-rappresentano una parte integrante della terapia e ricevono un’attenzione particolare nella formazione”.
Le iscrizioni per l’anno accademico 2017 sono aperte e le lezioni partiranno a gennaio. La scuola di specializzazione prevede una formazione di 2.000 ore di insegnamenti teorici, lezioni frontali e seminari con esperti nazionali e internazionali, 400 ore di formazione personale, laboratoriale, clinica e di supervisione, e 400 ore di tirocinio. Tutte le informazioni sul sito http://www.ortofonologia.it

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6000 borse di studio per scuole specializzazione medicina

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

Paola-Binetti“E’ con una certa soddisfazione che ho trovato nella legge di stabilità 2015 la stabilizzazione di 6000 borse di studio per le scuole di specializzazione in Medicina e chirurgia. E’ vero non sono ancora sufficienti, perché i laureati in medicina sono almeno 7.500 ogni anno. Ma è il doppio di quanto veniva stanziato solo 2-3 anni fa”.Lo afferma in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).
“Un bel salto di qualità di cui i futuri specializzandi debbono ringraziare il Ministro Giannini, che ha mantenuto quanto aveva promesso in questo campo. Da quando sono in Parlamento tutti gli anni faccio la stessa battaglia a favore dei giovani medici- spiega Binetti- ricordando con tutti i mezzi a disposizione: interrogazioni, interpellanze, emendamenti, che la facoltà di medicina andrebbe considerata come una facoltà a ciclo unico della durata minima di 10 anni, perché la specializzazione è parte integrante della formazione del giovane medico. Senza specializzazione non c’è spazio per un lavoro professionale stabile e dignitoso. Il numero di borse messe a disposizione dei giovani laureati deve coincidere con il numero di posti messi a bando al momento della iscrizione, sei anni prima, perché si tratta di un processo di formazione unico ed unitario. E’ indispensabile avere una specializzazione per poter esercitare in una struttura pubblica o accreditata la propria professione di medico. Più volte interpellata il ministro Giannini ha sempre dato rassicurazioni in tal senso, ma quello di oggi è un fatto concreto che va oltre le generiche rassicurazioni. Per questo la stiamo sollecitando da tempo ad abolire il tirocinio di sei mesi che separa laurea ed abilitazione, essendo quest’ultima conditio sine qua non per accedere al concorso nazionale per le scuole di specializzazione. Meglio saldare la fase formativa di base: i sei anni del corso di laurea, alla fase specialistica successiva, 4-5 anni, senza interruzioni di sorta. In un ciclo che dura almeno 10 anni di formazione, occorre evitare ritardi e dispersione”, conclude la parlamentare.

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Medicina e scuole di specializzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2015

Paola-Binetti“La prossima settimana ci sarà la seconda edizione del concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione. I problemi strutturali sono noti a tutti, nonostante quest’anno il Ministero dell’Università e le Regioni abbiano trovato un buon accordo per oltre 6000 contratti di lavoro per i futuri specializzandi, almeno un 40 % dei giovani laureati è destinata a rimanere fuori da questa importante opportunità formativa, propedeutica a futuri inserimenti professionali”.
Lo afferma in una nota Paola Binetti, deputato di Area Popolare (Ncd- Udc) “Non sorprende quindi che ci sia un livello di attenzione enorme da parte dei concorrenti sulle modalità con cui si svolgerà la prova di concorso. L’esperienza dello scorso anno ha mostrato quanti e quali irregolarità si siano verificate, spiega Binetti- in gran parte involontarie, ma non per questo meno insidiose. Gli esclusi hanno ovviamente fatto ricorso denunciando le irregolarità ed è stato molte volte accolto, dando ragione a coloro che contestavano le modalità tecniche con cui si era svolta la prova.Note a tutti anche le conseguenze che hanno rallentato le procedure di iscrizione e hanno creato un disagio che si è ripercosso sulla organizzazione stessa della vita dei reparti e dei laboratori in cui gli specializzandi.
Numerose le interrogazioni che in Parlamento hanno fatto presente il problema, ricevendo sempre rassicurazioni piene e convincenti da parte del Ministro, in flagrante contraddizione però con quanto denuncia oggi il coordinamento degli specializzandi, che parla di cambi di sede comunicati agli interessati all’ultimo momento. Entrare in Scuola di specializzazione oggi significa avere un posto di lavoro assicurato per almeno 4-5 anni ed è logico che ogni concorrente sia impegnato a fare nel migliore dei modi la prova per cui si è certamente preparato a fondo in questi mesi.
Ma la sua attenzione sarà equamente suddivisa anche sul rispetto delle regole e dei regolamenti, per evitare che ci siano prevaricazioni di qualsiasi tipo.
Il Ministro sia particolarmente esigente su questo punto – auspica la parlamentare- in tutte le sedi concorsuali, imponendo standard rigorosi, senza eccezioni di sorta. Utilizzi tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire che le prove si svolgano nel miglior modo possibile, senza sottovalutare il rischio dei ricorsi. E la stessa cosa faccia il ministro l’8 settembre quando oltre 60.000 studenti tenteranno la prova di accesso a medicina per poco più di 9.000 posti”

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Scuole di specializzazione: Binetti: (Ap): più facile vincere il ricorso che il concorso

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

Paola-Binetti“Ma che Paese è mai questo, se anche un concorso nazionale, il primo del suo genere, lungamente desiderato, attentamente programmato, faticosamente giunto ad una apparente conclusione, può essere smontato pezzo per pezzo da sentenze della magistratura, che stanno trasformando i suoi inevitabili difetti, in un radicale capovolgimento delle posizioni iniziali”? Questo il commento di Paola Binetti, deputato di Area Popolare. “Mi riferisco al concorso nazionale per l’ammissione alle scuole di specializzazione, svolto nell’Ottobre dello scorso anno per la prima volta. Accolti i ricorsi di Bari, dove in aula 3 fu trovato un plico manomesso. Accolti anche tutti i ricorsi della Federico II di Napoli, quelli di piccoli gruppi della Sapienza a Roma, quelli di Tor Vergata e della Statale di Milano, emerge la triste realtà che è più facile vincere il concorso sulla base del ricorso che non sulla base della qualità del test fatto. A questa amara conclusione di molti partecipanti che non hanno fatto ricorso: non contano tanto le capacità dei concorrenti quanto i difetti del sistema. Rispettiamo le sentenze, ma ci attendiamo- commenta la parlamentare- che il Miur riservi le dovute attenzioni alla selezione della futura classe di specialisti. Proprio ieri il MIUR rispondendo ad una mia duplice interrogazione nell’Aula di Montecitorio, ha glissato proprio sul passaggio, in cui si faceva riferimento alla vicenda dei 300 aspiranti, di cui il TAR aveva bocciato il ricorso, poi accolto dal Consiglio di Stato.Un vero pasticciaccio tra le Istituzioni che crea amarezza e confusione anche tra i candidati di quest’anno, che per altro vedono ridursi il numero di posti complessivamente disponibili, dal momento che non ci sono risorse aggiuntive. Giustamente preoccupato Walter Mazzucco, presidente nazionale dell’Associazione Giovani Medici, cauto sull’ultima sentenza del Tar del Lazio, che permetterà a quasi mille studenti di essere equiparati ai vincitori del test per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, passando dalla condizione di immatricolati con riserva a quella di immatricolati di diritto. Nessun raccordo tra numeri di immatricolati al corso di Laurea in medicina e numero di contratti per gli specializzandi. L’unico punto di convergenza consiste nella drammatica confusione che si crea tra ammessi subito dopo i rispettivi concorsi, e ammessi invece su indicazione dei successivi ricorsi. Davvero non c’è nessuna certezza- conclude Binetti- in fase di ammissione, né al corso di laurea né alla scuola di specializzazione. L’unica speranza sembra che stia solo nelle maglie di un sistema che trasforma gli errori in opportunità. Per alcuni però, solo per alcuni e non per i migliori”.

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Specializzazione in farmacia ospedaliera

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2015

farmacia verbanoLa specializzazione è una delle chiavi del futuro della professione farmaceutica, un concetto da tempo al centro della linea d’azione della Federazione degli Ordini dei Farmacisti. Di qui la grande attenzione dedicata alla prima e per ora unica specializzazione riconosciuta: quella in Farmacia ospedaliera. Inevitabile, quindi che a Farmacista Più, l’assise professionale patrocinata dalla FOFI, grande interesse abbia suscitato il convegno “Scuole di specializzazione: le novità del DM 68/2015”, organizzato dalla Federazione e dalla SIFO. E’ stata l’occasione di mettere a fuoco che questo percorso formativo si è enormemente arricchito negli anni dal punto di vista tecnico e scientifico ed è divenuto conseguentemente più impegnativo riducendo, semmai ce ne fossero state, le differenze rispetto alle specializzazioni di area medica. L’hanno ricordato, con i loro interventi, oltre alla presidente della SIFO, dottoressa Laura Fabrizio, la Referente nazionale per il Consiglio direttivo dell’Università, dottoressa Alessia Pisterna, e il presidente della Conferenza dei direttori delle Scuole, professor Santi Mario Spampinato. Ancora più stridente, dunque, il contrasto con il diverso trattamento sul piano della retribuzione e previdenziale che la normativa attuale riserva agli specializzandi in farmacia ospedaliera. “Un tema che è da sempre centrale per l’azione della Federazione” ha detto il vicepresidente della FOFI, senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri. “Un tema che abbiamo costantemente riproposto all’attenzione della politica e sul quale abbiamo ottenuto, nel tempo, che venissero stabiliti almeno alcuni importanti punti fermi. Già nel Piano sanitario 2012-2013, con l’allora Ministro Fazio, fu fatta espressa previsione di provvedere a sanare questa disparità nel momento in cui fossero state reperite le risorse necessarie e da allora non abbiamo mai allentato l’attenzione su questo aspetto”. Vanno in questo senso, tra gli altri interventi, gli emendamenti presentati dal Senatore D’Ambrosio Lettieri alla Legge di stabilità 2014, e quello al DDL Lorenzin (AS 1324), l’ordine del giorno della 12ma Commissione Sanità del Senato, approvato trasversalmente da tutte le forze politiche. Un’azione costante, dunque, proseguita con la recentissima interrogazione al Ministro dell’Istruzione Giannini in cui si chiede “come si conti di garantire il trattamento economico di cui agli articoli 37, 38, 39, 40 e 46 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, ai soggetti non medici specializzandi in discipline dell’area sanitaria, in conformità con quanto previsto per i laureati in medicina iscritti ad analoga scuola di specializzazione ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 401 del 2000”. Interrogazione alla quale il Ministro ha risposto che il suo dicastero sta che il Ministero sta agendo in pieno accordo con il Commissario ad acta e che insieme alle altre amministrazioni interessate, Ministero della salute e MEF, “anche ai fini della ripartizione annuale delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste”. E’ dunque in atto un percorso positivo. “Le condizioni di fatto per una piena equiparazione di tutte le specializzazioni di area sanitaria ci sono” ha concluso d’Ambrosio Lettieri. “E un riconoscimento legislativo non deve tardare. Continueremo a operare perché questo avvenga al più presto, anche perché non possiamo accettare che ci siano giovani colleghi meritevoli che debbono abbandonare il percorso formativo solo perché le famiglie non possono sostenerne l’onere economico”. Una sorta di selezione negativa che nemmeno il Servizio sanitario può più permettersi.

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Medici: accesso alle scuole di specializzazione

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2015

Paola-Binetti“Il Miur risponde con un Regolamento, pubblicato ieri in GU, alle aspettative di oltre 10.000 candidati al prossimo concorso nazionale per accedere alle Scuole di specializzazione. Non è il Bando tanto atteso, ma un semplice regolamento, che giunge all’ultimo momento rispetto alla scadenza prevista del 30 aprile. Conferma che i quiz saranno 70 e che verteranno sulle conoscenze cliniche previste dal piano di studi, riduce il numero delle opzioni possibili per rendere più veloci i processi di immatricolazione e demanda alla università gli aspetti organizzativi-procedurali. Ma soprattutto corre voce che il numero delle borse disponibile si attesti intorno ai 4.000 contratti. A questo punto non stupisce che i candidati non siano contenti e minaccino di tornare nuovamente in piazza” Lo afferma l’on. Paola Binetti, deputato di Area popolare e membro della commissione Affari sociali, da sempre schierata a fianco dei giovani medici.
“Ci aspettavamo qualcosa di più preciso rispetto alle modalità degli esami, tenendo conto delle infinite polemiche dello scorso anno, sia per gli errori del Cineca che per il clima tutt’altro che sereno in cui si sono svolti gli esami in molte sedi. Ma soprattutto ci aspettavamo che l’opzione fatta da molti specializzandi per il nuovo ordinamento, che riduce a quattro gli anni di quasi tutte le scuola di specializzazione, avesse liberato risorse adeguate per tutelare il diritto agli studi dei futuri medici. Non dimentichiamo infatti che senza una specializzazione l’accesso a molte posizioni professionali è precluso. E invece ci troviamo ancora una volta a fare i conti con una forbice che si allarga di anno in anno. Perché la coda degli aspiranti si allunga con tutti coloro che di anno in anno restano fuori. Né tanto meno ci consolano le sentenze della magistratura che ammette chi fa ricorso non sulla base del merito ma solo sulla base del vizio di forma. Chi veglierà quest’anno sulle procedure centrali e locali per evitare chesi possano ripetere gli stessi errori dell’anno scorso?” aggiunge Paola Binetti. ” Si può riformare la costituzione, la legge elettorale e mille altre cose come è accaduto ieri con i Manager, i direttori generali, della PA. Ma occorre iniziare dalle cose solo apparentemente più piccole, laddove i giovani incontrano per la prima volta le istituzioni e chiedono che sia tutelato il merito di chi intende continuare a studiare e non vuole trovarsi davanti ad una porta sbarrata prima ancora di potersi mettere alla prova. Per questo, chiediamo ai ministri del Miur, Salute e soprattutto al MEF di rivedere attentamente il numero dei contratti disponibili e di non contribuite a incrementare la lista drammatica dei giovani disoccupati” conclude.

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Piazza San Pietro, contributi sul restauro e sulla storia

Posted by fidest press agency su martedì, 3 febbraio 2015

Musei_VaticaniRoma giovedì 5 febbraio 2015, ore 14.30 aula magna – facoltà di Architettura via Gramsci 53, seminario “Piazza San Pietro, contributi sul restauro e sulla storia”, dedicato alle problematiche e alle tecnologie relative al restauro architettonico.All’incontro, introdotto dal docente della Sapienza Fabrizio De Cesaris, partecipano tra gli altri il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, il responsabile del Laboratorio Marmi e calchi dei Musei Vaticani Guy Deverux. L’iniziativa è promossa dalla Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio.(Valeria Montanari)

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Borse di studio salve: la Camera elimina tassa sulla specializzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Salta la tassazione sulle borse di studio: in commissione Finanze della Camera è stato approvato all’unanimità un emendamento che ha corretto la norma del Decreto semplificazioni fiscali passata in Senato sull’equiparazione delle borse di studio superiori agli 11.500 euro annui ai redditi da lavoro dipendente, con conseguente imposizione Irpef e un aggravio di circa 200-300 euro mensili sulla busta paga dei medici in specializzazioni. Esprime soddisfazione il Segretariato dei giovani medici, che, insieme a Federspecializzandi, aveva indetto due giornate di astensione da tutte le attività di assistenziali e di ricerca e che sarebbero culminate oggi con un Sit-in al Parlamento. La norma d’altra parte avrebbe danneggiato non poco i giovani «già oggetto di politiche non sempre virtuose in tema di valorizzazione del merito e di visione di sistema». Con il rischio, per altro, di un incremento di chi trova più «vantaggioso esercitare la professione all’estero e ancor prima completare o cominciare la formazione fuori dai confini Italiani». Già ieri, comunque, da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che aveva incontrato gli specializzandi a Torino, c’era stato un segnale di apertura, con la promessa di un incontro e l’avvio al più presto di un tavolo. Sulla vicenda è intervenuto anche Amedeo Bianco, presindente Fnomceo: «Si tratta di una correzione di un palese errore di valutazione. Ora ci auguriamo che si possa avvire una riflessione responsabile e matura sul nostro sistema di formazione specialistica, che deve saper produrre competenze di alto profilo tecnico-professionale, a vantaggio di tutti i cittadini, e di garantire serenità e prospettive di lavoro ai nostri giovani, che impegnano una parte rilevante della loro vita in questo cammino lungo e difficile».(fonte doctor news33)

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Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Tra le tante disparità di trattamento presenti in Italia ve n’è una in particolare che merita di essere evidenziata e che riguarda la situazione tra categorie di laureati che accedono a seguito di pubblico concorso nelle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria. In tali scuole di specializzazione possono infatti entrare per concorso pubblico i laureati specialisti in Medicina, Biologia, Biotecnologie Mediche, Farmacia, e Chimica, che pur lavorando fianco a fianco, per esempio nel medesimo laboratorio di microbiologia, seguendo le stesse procedure di apprendimento con un unico tutor, utilizzando le strumentazioni in comune, osservando gli stessi orari di impegno e uguali obblighi di frequenza (come espressamente previsto nei bandi di concorso), subiscono sostanziali differenze sul piano del trattamento giuridico ed economico: da una parte, infatti, ci sono i laureati in medicina che godono di un “contratto annuale di formazione specialistica” (stipulato tra medico specializzando e università) con regolare retribuzione e tutela previdenziale, e dall’altra ci sono i non-medici (biologi, biotecnologi, farmacisti, chimici) che inspiegabilmente e ingiustamente non godono di nulla di tutto ciò (anzi, meno di nulla, visto che devono pagare le tasse universitarie e sostenere i costi del vivere fuori casa). Il Decreto Ministeriale 1° agosto 2005 (Riassetto scuole di specializzazione area sanitaria) unitamente al Decreto Legislativo 17 agosto 1999 n. 368 (art. 34 e seguenti) che costituiscono le principali fonti normative della materia, hanno di fatto confermato tali gravissime disparità di trattamento che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene debbano essere sanate attraverso una nuova normativa che parifichi le varie condizioni tra gli specializzandi con ciò garantendo la piena realizzazione dell’art. 3 della Costituzione, tanto più che risulterebbe che alcuni ricorsi amministrativi abbiano in parte riequilibrato la situazione con ciò colmando le lacune normative esposte. Per queste ragioni l’IDV avvierà tutte le più opportune azioni parlamentari a partire da un’interrogazione in materia nei confronti del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e di quello del Lavoro a cui seguirà una proposta di legge riequilibratrice del settore.

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Surico presidente nazionale Sigo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Il prof. Nicola Surico è il nuovo presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO). L’elezione è avvenuta ieri sera all’unanimità da parte dell’Assemblea di oltre 3.000 soci riuniti per l’86° Congresso nazionale. Piemontese, 63 anni, sposato con due figli, dirige la Clinica ginecologica dell’Università del Piemonte orientale presso l’Ospedale Maggiore di Novara, la Scuola di specializzazione in ginecologia, presiede il corso di laurea in ostetricia ed è membro del Senato Accademico. “Il mio più grande obiettivo sarà lavorare a livello istituzionale e di formazione per garantire in tutto il Paese, pari livello di assistenza, oggi spesso disomogenea sul territorio nazionale – afferma il prof. Surico -. Le pazienti possono recarsi con serenità nelle nostre strutture e devono sapere che la SIGO si sta adoperando, e continuerà a farlo, per collaborare con le Istituzioni nella definizione di criteri sempre più appropriati e nell’applicazione delle migliori evidenze a favore della donna e del bambino. Mi piace sottolineare il nostro impegno per il servizio pubblico, che va sostenuto, potenziato ed incentivato. Lavorerò in particolare per la ginecologia-oncologica, oggi in sofferenza e che deve invece essere adeguata ovunque a livelli in linea con l’eccellenza internazionale”. L’elezione di Surico affida la presidenza a un universitario, assicurando così la rappresentatività anche a questa parte importante di professionisti e l’alternanza con gli ospedalieri. “La SIGO è davvero la grande casa comune della ginecologia italiana – continua il prof. –un unico interlocutore nei confronti delle Istituzioni e delle pazienti, propositivo nei confronti di tutte le tematiche che attengono alla disciplina e alla professione. Sono certo – conclude il presidente Surico – che il nuovo direttivo sarà in grado di tener fede alle alte aspettative che la ginecologia italiana si è guadagnata e che il Ministro della Salute, prof. Ferruccio Fazio, ci ha riconosciuto anche in occasione del suo intervento al nostro congresso”. Nicola Surico succede a Giorgio Vittori, che continua a far parte del Direttivo nazionale come past-president. Vice Presidente è Paolo Scollo, Tesoriere è Sandro Viglino. Consiglieri sono Mauro Busacca, Salvatore Dessole, Fabio Sirimarco ed Elsa Viora. (surico)

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Specializzazione non giustifica errori diagnostici

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2010

Il medico di Pronto Soccorso nell’intento di giustificare il proprio operato affermava che pur essendo specialista in pneumologia (“e quindi di una branca per nulla affine a quelle che interessavano la persona offesa …”), aveva visitato la paziente una prima volta, “in assenza di segni oggettivi”, e una seconda volta; aveva fatto eseguire una TAC, con esito negativo, ed aveva fatto trasferire la paziente al più vicino ed attrezzato nosocomio. Hanno sostenuto i giudici che, se sin dall’inizio i segni sintomatici erano del tutto inequivocabilmente indicativi della reale patologia dalla quale era stata attinta la paziente, nulla di comprensibile e giustificabile poteva aver legittimato il medico di Ps a formulare una diagnosi di “nevrosi d’ansia” (la prima volta) e di “psicosi acuta” (la seconda volta), tanto sostanziando la colpa addebitatagli. Né vale addurre a contrario, la prospettazione del sanitario di essere specialista in pneumologia: tale specializzazione non lo abilitava di certo a svolgere il suo lavoro di pronto soccorso esclusivamente nei confronti di pazienti con patologie riconducibili solo a tale area specialistica; egli assumeva, nei confronti di tutti i pazienti sottoposti alle sue cure, una piena posizione di garanzia, versando in colpa (quanto meno colpa per assunzione) nell’omettere di svolgere appieno i suoi compiti e nel diagnosticare (in un primo tempo) una ingiustificata diagnosi di “nevrosi d’ansia”, con la conseguente prescrizione di un farmaco ad hoc e nel confermare (in secondo tempo) la patologia psichica con diagnosi di “psicosi acuta”. La corretta diagnosi, nel caso specifico, veniva considerata comune appannaggio di ogni esercente l’attività medica, secondo le più comuni e generalizzate leges artis. (Avv. Ennio Grassini – http://www.dirittosanitario.net)

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Welfare: Nuovo modello sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Affrontare la salute non più attraverso suddivisioni settoriali, ma in una logica multidisciplinare che coinvolga tutti, grazie a competenze manageriali e ampie conoscenze del territorio. Questa la sfida lanciata ieri da Federsanità Confcooperative, la nona federazione di Confcooperative presentata ufficialmente a Roma. Ai nastri di partenza 162 cooperative, 5.600 persone coinvolte, 55 mila soci, per un totale di 4 miliardi di euro di fatturato. Obiettivo: far confluire nella stessa direzione quattro settori diversi: cooperative di medici, cooperative farmaceutiche, cooperative ad alta specializzazione sanitarie e mutue socio-sanitarie. La speranza iniziale è di far rete tra i diversi attori del sistema, per disegnare modelli di welfare sanitario sempre più al passo con i tempi, sullo stile dei Paesi scandinavi. Secondo il vicepresidente vicario di Confcooperative, Carlo Mitra, «la federazione vuole essere l’architrave di un nuovo modello di welfare in sanità. Abbiamo forti sinergie con i medici e con gli infermieri. Lo scenario generale ci fa capire che è in atto un grande rinnovamento, con tanta innovazione in sanità; servono quindi reti relazionali perché stare fuori da queste reti vuol dire rinunciare allo sviluppo». La volontà degli organizzatori è affiancarsi al Sistema sanitario nazionale (Ssn), con un ruolo complementare e «non sostitutivo della sanità pubblica». (fonte doctor news)

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Farmacista di reparto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Camerino. Particolarmente intensa l’attività della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera di Unicam. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che è stato avviato il progetto “Farmacista di Reparto”, grazie alla collaborazione tra la Scuola e il sostegno del servizio farmaceutico della zona territoriale 10 della Regione Marche (sezione Oncologia).  Due, in particolare, sono i risvolti positivi di questa stretta sinergia tra le due figure fondamentali e responsabili della salute pubblica quali medico e farmacista: la riduzione concreta dei margini di errore nell’uso delle terapie, con il risultato d’innalzare il livello di sicurezza nell’applicazione delle terapie al paziente per una maggior tutela della salute; un cospicuo e concreto risparmio della spesa pubblica sanitaria, derivante dal fatto di avere la cura più appropriata per ogni paziente con riduzione dei margini di errore, diminuzione sensibile della degenza ospedaliera e taglio degli sprechi. “L’eccellente lavoro svolto dall’Università di Camerino e la sua Scuola di Specializzazione, in collaborazione con la struttura pubblica territoriale – sottolinea il Prof. Carlo Polidori, Direttore della Scuola di Specializzazione Unicam – evidenzia e dimostra che è possibile contenere la spesa pubblica, senza penalizzare il paziente, troppo spesso inconsapevolmente privato della corretta cura per meri interessi di contenimento spesa”. E’, inoltre, in programma per il prossimo 16 aprile un incontro sul tema “Il farmacista clinico: chance e realtà” sempre promosso dalla Scuola di Specializzazione Unicam in Farmacia Ospedaliera, con il patrocinio della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera. All’iniziativa, che si terrà a Camerino con inizio alle ore 9.00 presso l’Aula Magna del Polo di Alta Formazione, interverranno come  relatori Roberto Frontini, Presidente della Società Tedesca di Farmacia Ospedaliera e Direttore Farmacia Ospedaliera di Lipsia e Laura Fabrizio, Presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera. I lavori saranno coordinati dal Prof. Carlo Polidori, Direttore della Scuola di Specializzazione.

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Specializzazione in Farmacia ospedaliera

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

E’ stato pubblicato il bando di concorso (anno accademico 2009/10) per l’ammissione alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera dell’Università degli Studi di Milano diretta dalla professoressa Luisa Montanari. Il diploma costituisce uno dei titoli preferenziali per l’accesso al secondo livello dirigenziale per il personale di ruolo sanitario dei farmacisti del SSN. La Scuola prevede al IV anno di corso due ambiti: Farmacia Ospedaliera e Farmacia Territoriale. L’accesso alla Scuola è riservato ai laureati specialisti in Farmacia e Farmacia Industriale (Classe 14/S) e ai laureati degli ordinamenti previgenti in Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. L’iscrizione deve essere effettuata entro il 30.4.2010 via web, all’indirizzo http://www.unimi.it o presso i terminali self-service ubicati presso le sedi dell’Ateneo. Per ulteriori informazioni: http://users.unimi.it/farmosp/ (fonte: farmacista33)

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Confronti: sanità abruzzese e giordana

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2010

Si rafforzano gli scambi didattici e di esperienze tra la sanità abruzzese e quella giordana. Su invito del direttore della Patologia chirurgica di Chieti, il professor Paolo Innocenti, e del preside della facoltà di Medicina dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, il professor Carmine Di Ilio, è infatti in visita all’Ateneo teatino il professor Kamal Bani Hani, docente di Chirurgia e preside della facoltà di Medicina di Irbid (Giordania).  Bani Hani terrà lunedì prossimo, 22 marzo, alle ore 15 nell’aula A del Nuovo Polo Didattico, una conferenza sull’organizzazione delle facoltà di Medicina e delle scuole di specializzazione in Giordania. Esiste una convenzione tra le Università di Chieti e di Irbid che prevede uno scambio di docenti. Nell’ambito di questo programma da tre anni lavora nel Policlinico di Colle dell’Ara, nel reparto del professor Paolo Innocenti, il dottor Tagleb Mazareh, un medico molto preparato e con esperienze professionali in Inghilterra, venuto a formarsi nell’Università di Chieti per la chirurgia laparoscopica avanzata. Il Paese mediorientale ha un sistema universitario moderno e  progredito. Tra l’altro, i laureandi di tutte le facoltà vengono esaminati ogni anno, non dai loro docenti, ma da una commissione di professori invitati da tutto il mondo. Inoltre, coloro che vogliono intraprendere la carriera universitaria devono prima lavorare per alcuni anni in Università estere qualificate. Ciò consente alla Giordania di avere una classe dirigente preparata e competitiva a livello internazionale.  Molto elevato è anche lo standard qualitativo degli ospedali: ogni anno si ricoverano negli ospedali giordani per cure mediche circa 200.000 arabi provenienti da tutte le nazioni vicine. Questo porta anche a benefici economici allo Stato giordano che ha così un introito annuo di circa un miliardo di dollari.

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