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Scuola – Corsi di specializzazione per il sostegno. Anief avvia ricorsi per i docenti esclusi dal Miur

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Con il Decreto n. 92/2019, pubblicato in queste ore, il Ministero dell’Istruzione fissa le norme per partecipare al corso specializzante (ex Tfa) per insegnare agli alunni disabili: viene confermata l’esclusione degli insegnanti Afam, i dottori di ricerca e gli educatori. Sugli Itp permangono incertezze. Il sindacato contesta anche la soglia di sbarramento nel test pre-selettivo utile all’accesso alle prove scritte. In attesa dei chiarimenti di Viale Trastevere, il sindacato apre le procedure di adesione ai ricorsi al Tar Lazio con scadenza 11 marzo. Marcello Pacifico (presidente Anief): Non si comprende questo gratuito eccesso di rigorosità, anche alla luce dell’alto numero di posti disponibili, che oggi sono quasi 60 mila.
Il Miur si è contraddistinto anche stavolta per le tante esclusioni: sono quelle dei docenti in possesso del diploma di Conservatorio, di Belle Arti o Accademia di Danza e del titolo di dottore di ricerca, non considerati dal Miur come personale abilitato all’insegnamento e a cui viene imposto comunque il possesso dei 24 CFU o le 3 annualità di servizio.
Palesemente illegittima, inoltre, risulta l’esclusione del personale educativo: anche a questi lavoratori, che per legge sono equiparati ai docenti della scuola primaria, il Miur preclude l’accesso ai posti per il sostegno nella scuola primaria. Per gli ITP, gli insegnanti tecnico-pratici, invece, Anief ha chiesto l’emanazione di una specifica Faq da parte del Miur, perché a questo personale era stato impedito di partecipare come titolo d’accesso al concorso riservato, anche se un’interpretazione estensiva della deroga alla norma potrebbe aprire loro le porte ed evitare, quindi, il ricorso in tribunale. In tal caso, qualora fosse concessa la partecipazione dei diplomati ITP senza restrizioni di sorta, sarebbe un grande successo del sindacato Anief che già era pronto a tutelare in tribunale i loro diritti attraverso una specifica azione legale. Lo studio legale di Anief continua a ritenere irricevibile, inoltre, la soglia di sbarramento nella pre-selettiva per l’accesso alle prove scritte: sempre secondo il decreto 92/2019, saranno ammessi a sostenere la prova scritta solamente i candidati che rientreranno nel numero pari al doppio dei posti messi a bando, anche qualora abbiano superato brillantemente i test preliminari. In questo caso, il ricorso sarà notificato dopo la pubblicazione delle graduatorie, ragione per cui allo stato attuale risulta necessario soltanto attivare la proroga della preadesione alla specifica azione legale promossa dell’Anief.
Per accedere ai nuovi corsi di specializzazione sul sostegno, in base a quanto indicato nel Decreto Miur n. 92/2019, per la scuola dell’infanzia e primaria servirà la laurea in Scienze della formazione primaria o il diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia.
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, servirà avere l’abilitazione all’insegnamento, anche se il titolo è stato conseguito all’estero, sempre se riconosciuto nel nostro territorio. Possono presentare domanda di accesso al corso specializzante, ricorda Orizzonte Scuola, coloro che sono in possesso della laurea comprensiva di 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Ma anche la laurea con 3 annualità di servizio, svolte “nel corso degli otto anni scolastici precedenti, anche non successive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo Il, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione”.Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante all’estero, abbiano presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla specifica procedura di selezione. I requisiti di accesso sono gli stessi, sia per i docenti precari che per i docenti di ruolo.
Per superare la prova preselettiva occorre seguire un percorso mirato, esercitarsi con simulazioni ed utilizzare metodologie didattiche all’avanguardia che consentano una rapida memorizzazione delle conoscenze indispensabili. Eurosofia, avvalendosi di figure professionali competenti, ha modulato differenti tipologie di percorsi formatici per affrontare la selezione: un corso on line, dalla durata di 80 ore in modalità e-learning, di cui 70 ore in modalità e-learning di autoapprendimento e 10 ore in modalità webinar; un corso in presenza, dalla durata di 20 ore in presenza; corso on line e in presenza, dalla durata di 80 ore on line e 20 ore in presenza. Per consultare i programmi e scegliere il corso più idoneo alle proprie esigenze clicca qui.
Infine, Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente di far acquisire i 24 CFU in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche, quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra e per accedere al nuovo Tfa sostegno. Per agevolare gli aspiranti docenti, con Eurosofia, Ecp Pegaso, è possibile acquisire i 24 crediti formativi studiando attraverso una piattaforma e-learning, intuitiva, di semplice fruizione e avendo a disposizione i materiali didattici 24 ore su 24.

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Scuola: Graduatorie di istituto

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Apprendiamo in queste ore, della volontà del Ministero di inserire nuovi titoli valutabili nel prossimo Decreto Ministeriale, che stabilirà i criteri per l’aggiornamento delle Graduatorie d’Isitituto per l’assunzione dei docenti per le supplenze. In teoria, nulla di male. Nei fatti una seria difficoltà per quanto riguarda il controllo del valore effettivo dei titoli, il rischio di incentivare l’industria, sin troppo estesa, dei titolifici, il fatto comunque che l’informazione viene data a babbo morto. Questo senza insistere sul fatto che alcuni titoli vengono valutati come una laurea, che i costi sono notevolissimi ecc.. I titoli, che dovrebbero comportare un punteggio aggiuntivo sono i seguenti:
certificazioni informatiche e digitali (ECDL, Microsoft e similari, Tablets, LIM)
certificazioni linguistiche (livelli B2, C1, C2 e corsi su metodologia CLIL)
master e specializzazioni relative all’area handicap
titoli abilitanti sui metodi didattici differenziati (Montessori, Agazzi, Pizzigoni)
corsi di bibliotecario
Rileviamo inoltre che, se ciò avvenisse, si configurerebbe una grave disparità di trattamento a danno di coloro che non erano a conoscenza di tale opportunità. Informare, a posteriori gli aventi diritto è prassi scorretta nonchè fonte di possibili contenziosi legali.

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Avvocati e specializzazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

Il TAR di Roma dichiara la nullità del regolamento sulle c.d. specializzazioni degli avvocati voluto da CNF Avv. Galletti: la sentenza ha accolto la nostra denuncia di assenza di una disposizione che attribuisse potere regolamentare in materia al Consiglio Nazionale Forense Nel settembre del 2010 siamo stati i primi a scagliarci contro l’odioso ed illegittimo regolamento sulle specializzazioni imposto (purtroppo) dal Consiglio Nazionale Forense (il nostro organo giurisdizionale domestico) – spiega l’Avvocato Antonino Galletti, Coordinatore della Commissione di Diritto Amministrativo dell OUA e Presidente di Azione Legale col quale si è preteso di regolamentare il riconoscimento del titolo di specialista a partire dal prossimo 30 giugno 2011: dopo 6 anni dall iscrizione all’albo gli avvocati avrebbero potuto frequentare un corso biennale di almeno 200 ore complessive (con assenze non superiori al 10%) che avrebbe dato loro diritto a sostenere un esame (scritto + orale) dinanzi al CNF per conseguire il diploma di specialista in una (o al massimo due) delle n. 11 aree del diritto individuate dal CNF che, dunque, avrebbe tenuto ulteriori 11 elenchi di avvocati (oltre l’albo dei cassazionisti). Abbiamo denunciato – continua l’avv. Galletti – l’assenza di una disposizione che attribuisse il potere regolamentare nella materia al CNF ed addirittura la perdurante vigenza di una disposizione, della nostra legge professionale, che vietava le specializzazioni tra i professionisti forensi. Con la sentenza di accoglimento n. 5151 del 2011 depositata il 9.6.2011 il Tar romano ha accolto in pieno le nostre tesi difensive (e politico-forensi), evidenziando addirittura come al Collegio non è dato comprendere da quale fonte normativa il CNF abbia derivato la sua pretesa potestà, esercitata con l’atto impugnato, di creare ex novo una figura professionale precedentemente non contemplata dal vigente ordinamento, quella dell’avvocato specialista in ben 11 materie che si aggiunge alle figure dell’avvocato iscritto all’albo e dell’avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori e, ancora che in ogni caso non è consentito dubitare che la via regolamentare è assolutamente inidonea ad incidere autonomamente su tale preclusione, posta da fonte di rango normativo primario.

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Provincia Torino: contributi alla formazione

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Sono 559 i corsi di formazione professionale relativi al Bando Mercato del lavoro approvati dalla Provincia di Torino per l’anno 2010-2011. Finanziati con un investimento di 33 milioni di euro, coinvolgeranno oltre 10mila allievi sia occupati che disoccupati, compresa tutta l’area dello svantaggio sociale (detenuti minorenni e maggiorenni, giovani a rischio, disabili, immigrati stranieri disoccupati). “La maggior parte dei corsi è finalizzata all’acquisizione di qualifiche o specializzazioni professionali spendibili nel mondo del lavoro” spiega l’assessore provinciale al Lavoro e alla Formazione professionale Carlo Chiama. “Sono però disponibili anche attività brevi di aggiornamento delle competenze professionali”.  La durata dei corsi di qualifica e specializzazione, annuali e biennali, oscilla tra le 400 e le 1200 ore annue, mentre le attività di aggiornamento hanno durate variabili tra le 40 e le 150 ore. I corsi finanziati attraverso il Bando Mercato del lavoro integrano l’offerta formativa già approvata dalla Provincia nell’ambito del Bando Obbligo di istruzione, con il quale sono stati finanziati interventi formativi rivolti a circa 5mila giovani in età compresa tra 14 e 18 anni per l’acquisizione di qualifiche professionali finalizzate all’assolvimento dell’obbligo scolastico. Per l’anno 2010/2011 sono stati impegnati circa 40 milioni di euro per finanziare 162 corsi annuali, biennali e triennali.

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