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Posts Tagged ‘specificità’

Nessuno tocchi l’indennità di specificità infermieristica

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Così come è scritta nella bozza della legge di Bilancio 2021, nonostante l’importo sia anche basso rispetto al lavoro degli infermieri che hanno dimostrato di saper mettere a rischio la propria salute e anche dare la vita per assistere le persone. Lo fanno da sempre, ma durante la pandemia è stato evidente e il loro ruolo è stato speciale. Anche nel mezzo di una pandemia hanno provato in ogni modo a garantire quanto più possibile l’umanizzazione dell’assistenza, preoccupandosi di organizzare ad esempio una videochiamata ai familiari che non vedevano da giorni i propri cari. Sono sempre gli infermieri che hanno accompagnato sino all’ultimo i pazienti, tenendoli per mano e cercando di garantire, anche con un pesante scafandro, la necessaria vicinanza per una “dignità del fine vita”. Praticamente h24 vicino ai pazienti e alle loro necessità.Questo i cittadini lo sanno e lo hanno sempre testimoniato sia nelle esternazioni verso gli infermieri di questi mesi, sia nelle loro risposte alle diverse ricerche dove il gradimento dei cittadini supera il 92% e sottolineano sempre con queste percentuali il loro desiderio e il bisogno di avere accanto gli infermieri per affrontare i loro bisogni di salute.Non è questione di “parità di trattamento” come rivendicano altre professioni sanitarie, a quella ci penseranno i contratti. Nella legge di bilancio si vuole invece riconoscere l’unicità di un’attività nel suo genere e che solo gli infermieri svolgono. Niente calcoli economici: l’assistenza alla persona fragile, specie in questi momenti, non si misura così.Gli infermieri sanno bene che il quantum dell’indennità dovrebbe essere più elevato, e anche su questo ci aspettiamo che i parlamentari lavorino di più per incrementarla, ma sono anche i primi a ritenere che rappresenti davvero – e di questo ringraziamo ancora una volta il ministro, il viceministro e tutto il Governo e chiediamo al Parlamento di non toccare un principio finalmente affermato dopo anni di silenzio assordante, anche davanti all’evidenza – l’affermazione della specificità della professione infermieristica. E questo non solo a livello nazionale, ma in tutto il mondo, dove gli infermieri sono una professione a sé, parallela, con compiti evidentemente diversi ma complementari, a quella dei medici.In questo senso la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) ha inviato una lettera aperta ai parlamentari che stanno esaminando la legge di Bilancio 2021 con una richiesta precisa: che l’articolo ora 74 della legge di Bilancio sia sostenuto nella sua architettura attuale e rafforzato, per un giusto e meritato riconoscimento della singolarità, della formazione, della qualità e dell’abnegazione di un’intera categoria professionale di cui fanno parte oltre 450mila professionisti. E che durante la pandemia, per ora, sono morti in 58 e contagiati in oltre 30mila per garantire l’assistenza continua e che questa Federazione rappresenta.Abbiamo analizzato gli emendamenti finora presentati in Parlamento: alcuni sono pericolosi e irricevibili perché utilizzano l’indennità di specificità infermieristica come bancomat per tutte le professioni sanitarie, snaturando l’obiettivo della norma che è di riconoscere il valore e la specifictà della professione infermieristica. Ci appelliamo al ministro, al viceministro e alle forze parlamentari affinché si tenga la barra dritta con la scelta e il chiaro messaggio dati con la legge di Bilancio.Nessuno tocchi l’indennità di specificità infermieristica quindi, che non ha il significato di un riconoscimento economico su cui prendere le misure di tutte le categorie di operatori sanitari, non è un “contratto da rinnovare”, ma è soprattutto il riconoscimento di una professione fino a oggi diluita nel Pubblico impiego. Una professionalità molto diversa da tutte le altre professioni sanitarie.

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Infermieri e la specificità della professione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

La competenza e la responsabilità peculiari che il sistema sanitario richiede agli infermieri deve trovare un adeguato riconoscimento sul piano giuridico ed economico.Questo il tema centrale affrontato in un incontro tra la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) e i sindacati Fials, Nursing Up e Nursind.Nell’incontro si è approfondito il tema del grande riconoscimento che è stato accordato dai cittadini e dalle istituzioni agli infermieri nella prima ondata pandemica per quello che sono riusciti a garantire ben al di là dell’obbligo contrattuale, a cui non è seguita una conseguente riconoscimento con atti concreti e nemmeno con progetti da porre in essere.In questa seconda ondata, che appare ancora più pesante della prima, il sistema ha bisogno ancora della competenza, responsabilità degli infermieri: quali strumenti possiamo attivare per avere garanzia di un riconoscimento concreto? Su questo si sono formulate differenti ipotesi e si è attivato un virtuoso confronto che continuerà nei prossimi giorni.Tutto questo nel perseguire obiettivi comuni che partono dalla specificità della professione infermieristica: specificità che non può più essere sottaciuta o non accolta. Altro tema approfondito è quello della carenza di infermieri e di una programmazione realizzata sempre nella sostanza con criteri in grado di non cogliere le vere esigenze dei cittadini. Anche su questo si è concordato che si deve cambiare pagina, la pandemia ha drammaticamente messo in evidenza questo deficit e da questo punto di vista la presa di consapevolezza può dare l’opportunità di un vero cambiamento di prassi.

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Il governo disconosce la specificità previdenziale del comparto sicurezza-difesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

Nella riunione che si e’ tenuta tra i rappresentanti del ministero dell’economia, in rappresentanza del governo, e le amministrazioni del comparto, il governo Monti ha mostrato grande contrarietà: al principio della specifità del comparto sancito per legge ed alle tutele previdenziali che l’ordinamento ci riconosce. Ricordiamo al governo Monti che un governo tecnico deve anche attenersi alle leggi dello stato preesistenti ad esso o a limite cassarle (avendone il peso politico) ma senza eluderle, ed esortiamo le maggioranze che sostengono il governo a prendere una posizione netta in merito. Al governo Monti ed al ministro Fornero – che non ha ancora mantenuto l’impegno di incontrare le oo.ss. e le rappresentanze del comparto, ribadiamo inoltre, che gli operatori del comparto sicurezza e difesa, rappresentati da un fronte sindacale unito e compatto, alzeranno la voce, intensificando la protesta, finchè non saranno tenute in considerazione le legittime aspettative del personale tutto. (il Cocer della guardia di finanza)

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Con la sicurezza non si scherza

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Symbol of police. Italiano: Indicazione di pol...

Symbol of police. Italiano: Indicazione di polizia. (Fig. II 110/a art. 125 CdS) (Photo credit: Wikipedia)

C’era il Coisp in prima linea, questa mattina nelle varie città d’Italia, per difendere la dignità ed i diritti dei suoi iscritti e di tutto il personale del Comparto sicurezza del Paese. Migliaia nelle strade e nelle piazze per chiedere rispetto ed equità verso chi mette la propria vita a servizio degli altri.
“Vogliono metterci nelle condizioni di non poter difendere gli italiani. Con la sicurezza non si scherza, né si può pensare di sfornare provvedimenti ‘purchè siano’ infischiandosene delle gravi conseguenze che possono avere. Noi non ci stiamo, ora basta giocare con le nostre vite e con i diritti dei cittadini, noi compresi. Il Governo deve ascoltarci”.
Non usa mezzi termini Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, nell’esprimere la determinazione della propria Sigla Sindacale -come anche delle altre presenti, protagonista oggi davanti ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia e davanti alle Prefetture del Paese per una ferma protesta per la tutela della specificità degli Appartenenti al Comparto Sicurezza in materia previdenziale. Sulle pensioni, in particolare, è stato ricordato che tre mesi fa il Presidente del Consiglio Monti, nel presentare la manovra finanziaria ai Sindacati di Polizia ed agli Organi di Rappresentanza militare, aveva dichiarato che avrebbe tutelato la specificità degli Operatori, ma adesso pare proprio che il Governo intenda innalzare fino a tre anni il limite di età per accedere alla pensione di vecchiaia; innalzare il limite di età e ridurre la contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata e, più in generale, determinare un peggioramento delle condizioni di accesso degli Operatori alla pensione.
“Siamo scioccati – afferma Maccari – da come si possa venir meno così agli impegni assunti, sia pur a voce, riuscendo a tradire senza la minima preoccupazione la fiducia nostra e dei cittadini, che da questo Governo si aspettano un cambio deciso di rotta rispetto alle fandonie ed alle bugie che gli sono state raccontate in passato. E come si può pensare che la gente non arrivi a comprendere che aggravare le nostre condizioni lavorative significa diminuire il livello di sicurezza e l’efficienza del Comparto?”
“E’ esattamente ciò che succederà – aggiunge il Segretario del Coisp – pensando che si debbano trattenere in servizio uomini e donne che, pur logori dopo anni di sacrifici ed estenuanti attività che mettono a dura prova il fisico e l’anima, non possono giovarsi del meritato riposo perché si chiede loro ancora e ancora, fino a che non si reggono più neppure in piedi. Stentiamo a credere che il Presidente Monti come anche il Ministro Fornero, dall’alto delle rispettive competenze, non arrivino a comprendere cosa significa essere un Poliziotto, portare tutta la vita una divisa che a volte ha il peso schiacciante di prove che si stenta a superare ed a sopportare. Siamo sgomenti – insiste Maccari – di fronte alla totale mancanza di umanità oltre che della superficialità con cui si mette ulteriormente a rischio la sicurezza di tutti, non riconoscendo l’assoluta particolarità del mestiere che svolgiamo e la conseguente specificità delle condizioni in cui operiamo e viviamo”.
“Del resto – conclude Maccari – se dovesse piuttosto trattarsi di incompetenza in materia, cosa che comunque ci lascia basiti data la presenza all’intermo dei questo Esecutivo di chi il nostro lavoro lo conosce fin troppo bene, allora ciò vuol dire che è assolutamente urgente che si svolga tra noi ed il Governo un confronto serio e proficuo, nell’interesse di tutti e per il bene dell’Italia. Attendiamo dunque un faccia a faccia già annunciato, e confidiamo di non essere ignorati o presi in giro o sbeffeggiati come qualcuno in passato ha provato a fare. Nel frattempo non ci fermeremo, e faremo sentire la nostra voce con la forza, la determinazione e la capacità di resistenza che certamente a noi non difetta… visto, ahimè, ciò a cui i nostri governanti ci hanno da sempre abituato a subire”.

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Governo non riconosce specificità sicurezza e difesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

La Commissione Affari Costituzionali della Camera nel corso dell’esame del ddl 4215 recante “DL 5/2011: Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011”, ha respinto l’emendamento presentato dal deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm. L’emendamento in questione era finalizzato ad escludere dall’applicazione della norma il personale delle Forze armate, Forze di polizia e del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco che in quella ricorrenza si sia trovato in determinate condizioni di servizio. “In questo modo anche chi il 17 marzo scorso ha prestato regolare servizio o si trovava in missione nei teatri operativi all’estero e quindi abbia regolarmente lavorato, dovrà rinunciare ad un giorno di ferie. Questa e l’attenzione e la “specificità” che il Governo riconosce al personale dei Comparti Difesa e Sicurezza e del Soccorso pubblico, cioè nulla.”. Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Militari: cercasi “specificità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Mi vedo costretto a tornare sull’argomento specificità militare. La norma di legge non trova applicazione, ovvero dalla sua approvazione nulla a cambiato al funzionamento della Rappresentanza Militare e questo è davvero incredibile!!! La LEGGE 4 novembre 2010, n. 183 è regolarmente munita del sigillo dello Stato e inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. L’assenza di una specifica delega non può limitare l’applicazione di un “veste negoziale” del COCER sancita appunto dalla Legge. Urge adeguare, in ossequio della Legge 4 novembre 2010, n. 183, il Decreto Legislativo 12 maggio 1995, n. 195 e tutte le normative che disciplinano il funzionamento della Rappresentanza Militare ovvero disciplinare il ruolo negoziale del COCER che per Legge dovrebbe sedere di diritto alla contrattazione collettiva su tutte le materie relative al rapporto di lavoro del personale militare. Ricordo a me stesso le dichiarazioni entusiastiche del Senatore Gasparri all’indomani dell’approvazione, alla Camera dei Deputati, della specificità: “Una svolta di importanza storica quella sancita oggi alla Camera. E’ stata approvata la specificita’ delle forze dell’ordine e armate ed e’ stato riconosciuto il ruolo negoziale dei Cocer in sede di rinnovo dei contratti…….”. Al senatore Maurizio Gasparri rivolgo il mio appello affinché venga data attuazione e concretezza alla Legge ovvero che questa “svolta di importanza storica” non resti uno sterile proclama politico!!! (Luca Tartaglione delegato Cocer)

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Soppressione Ipsema

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

“La soppressione dell’Ipsema e la sua confluenza nell’Inail, confermata dal maxiemendamento del Governo alla Manovra rappresenta un atto di cecità amministrativa dinanzi al quale non ci arrendiamo”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato PdL.   “L’Ipsema non è un ente inutile ed affermare il contrario vorrebbe dire confermare la cecità che purtroppo contraddistingue la gestione della cosa pubblica – continua – anche perché compromettere la specificità settoriale, in un contesto già complesso come quello del mare, faciliterà l’evasione e la duplicazioni di documenti a netto vantaggio dei furbetti di settore”. “Urge fare un passo indietro e riflettere sulla gravità di questa scelta – conclude – l’Ipsema non può e non deve essere assorbita all’Inail, perché non ci serve un carrozzone farraginoso ed inconcludente, abbiamo bisogno di concretezza e vivacità operativa. Non dimentichiamo che la confluenza nell’Inail rischierà di bloccare anche i proficui progetti di ricerca e di studi portati avanti in questi anni dall’Ipsema, non avendo – l’Inail – gli strumenti, le competenze e la possibilità di condurre la medesima gestione dell’ente marittimo. A tal riguardo faremo pressione per stralciare la norma a riguardo dal testo della manovra per affrontare la questione nelle sedi competenti”.

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Operatori sicurezza: resta il tetto salariale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

“Proprio nel giorno in cui le sagome di centinaia di poliziotti pugnalati alle spalle hanno sfilato in corteo nella Capitale, per denunciare le  politiche di un Governo che continua a colpire a tradimento le Forze dell’Ordine, arriva l’ennesima coltellata da parte del Ministro dell’Economia”. Ad affermarlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, che spiega: “Dalle anticipazioni sul maxiemendamento alla finanziaria, è scomparsa ogni traccia dell’impegno del Governo ad inserire una modifica che prevedeva l’abbattimento del tetto salariale individuale fissato alla retribuzione del 2010, un provvedimento che consentirebbe di rispettare la specificità dei lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa. Una specificità totalmente disconosciuta dal ministro Tremonti, il quale continua a mortificare la professionalità, la dignità e la funzione stessa degli Operatori della Sicurezza”. “Ancora una volta – spiega Maccari – alle parole e agli annunci questo governo non fa seguire i fatti: per questo lo accusiamo dell’ennesimo tradimento. Lo stesso Presidente del Consiglio Berlusconi, i ministri dell’Interno e della Difesa Maroni e Larussa, con i rispettivi sottosegretari Mantovano e Crosetto, si erano impegnati pubblicamente a non operare tagli ad un comparto che si trova già ai limiti del collasso, mentre nel Paese sono sempre più forti la richiesta di sicurezza e l’esigenza di un sempre più efficace contrasto al crimine. L’emendamento presentato dagli stessi ministri Maroni e Larussa prevedeva uno stanziamento di ottanta milioni di euro per due anni, destinati proprio a garantire la specificità: una soluzione che sarà di fatto vanificata se non verrà accompagnata dall’abbattimento del tetto della retribuzione individuale degli uomini delle Forze dell’Ordine”. “Anche questo dimostra quanto sia necessario tenere alta l’attenzione e il livello del confronto con il Governo: la nostra manifestazione di oggi – conclude Maccari – è solo il primo passo di un assedio che stiamo muovendo verso il Governo, finché non sarà dato il giusto riconoscimento agli uomini in divisa che ogni giorno difendono la sicurezza dei cittadini senza mezzi e senza risorse, contando soltanto sul proprio senso del dovere e sul proprio spirito di sacrificio”.

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Contratto delle forze di polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Maggio 2010

“La manovra nata con l’obiettivo di assicurare equità, di fatto chiede sacrifici senza, per questo, che si possa intuire alcuna strategia che rilanci -in tema di sicurezza- nessuna delle riforme strutturali più volte annunciate ormai uniche in grado di attenuare le sofferenze nelle sue Istituzioni.  In data 26 maggio il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso del question time alla Camera ha detto che la manovra’ finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri ha escluso il comparto sicurezza dal congelamento del rinnovo dei contratti pubblici, in ragione della sua specificita” sottolineando che nonostante ‘i tagli e i sacrifici’ il comparto sicurezza non esce affatto ridimensionato dalla manovra.  Per questi motivi riteniamo necessario ribadire, comunque e fermamente, la nostra opposizione alla firma per il rinnovo del contratto di lavoro se non verranno concretizzati gli impegni già assunti dal Governo in Sede di firma della coda contrattuale e, in particolare, di quelli in tema di previdenza, riordino carriere e riforma della Rappresentanza Militare.   Non sono certamente pochi centesimi al giorno in più che possono cambiare il livello di dignità, di sicurezza nostro ed il destino delle nostre famiglie.  Auspichiamo, pertanto, che la firma avvenga solamente difronte ad un concreto progetto di “riforma della sicurezza” e, comunque, in maniera condivisa con le rappresentanze del Comparto sicurezza, maggiormente rappresentative”. (A cura dei Delegati  del CoBaR  Lombardia  Giovanni  Bono, Michele Fornicola e Davide Dalpiaz)

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Colombia e diritti umani

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2010

“I diritti umani siano al centro della campagna elettorale”. E’ la ettera aperta di Amnesty International ai candidati alle presidenziali che si terranno in Colombia il 30 maggio, Amnesty International ha chiesto che il rispetto dei diritti umani sia tra le principali priorità della campagna elettorale. Nella lettera aperta, Amnesty International elenca le proprie preoccupazioni per la situazione dei diritti umani e chiede ai candidati di illustrare in modo chiaro le politiche che porteranno avanti e le specifiche misure che attueranno per assicurare il pieno rispetto dei diritti umani nel paese. La lettera aperta di Amnesty International stigmatizza le responsabilità delle parti coinvolte nel conflitto (la guerriglia, i paramilitari e le forze di sicurezza) per non aver protetto la popolazione civile dalle conseguenze del conflitto sui diritti umani e per non aver rispettato il suo diritto a non essere trascinata nelle ostilità. L’impunità più di ogni altro fattore, sottolinea Amnesty International, ha contribuito al prolungamento della crisi dei diritti umani. “La triste verità è che la vasta maggioranza degli autori di violazioni dei diritti umani continua a farla franca mentre coloro grazie ai quali alcune inchieste registrano progressi (avvocati, pubblici ministeri, giudici e testimoni) vengono regolarmente minacciati o uccisi.?

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Riforma previdenza complementare

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

“L’Unci – Unione Nazionale Cooperative Italiane – esprime una valutazione positiva sull’impianto normativo generale della riforma della previdenza, contenuta nel d.lgs. n. 252/2005. Tuttavia, propone, considerando la specificità delle cooperative sociali, in particolare per quelle con almeno 50 dipendenti, l’esonero sia dal conferimento del TFR al Fondo Tesoreria, qualora sia espressamente manifesto l’assenso dei lavoratori, che dal conferimento obbligatorio del TFR “inoptato” al Fondo INPS”. Questa, in sintesi, la proposta avanzata dall’Associazione, nel corso dell’Audizione su “Indagine conoscitiva sulla disciplina delle forme pensionistiche complementari”, che si è svolta quest’oggi presso la Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato.
“Crediamo – prosegue il documento presentato nel corso della riunione da Tiziana Pentassuglia, Responsabile dell’Ufficio Studi, Legislativo e Sindacale dell’UNCI – che la scelta di destinare il TFR e di cambiarne la propria collocazione debba essere libera, magari scandita ad intervalli regolari, poiché nelle cooperative il socio co-imprenditore è in grado di comprendere e decidere di far “rientrare” il proprio TFR in azienda per sopperire ai problemi di liquidità della cooperativa. Questa modifica, inoltre, permetterebbe di intervenire sui problemi di “autofinanziamento” dell’impresa.
Per quanto riguarda la fiscalità della previdenza complementare, l’UNCI propone di puntare sul “sistema EET” (esenzione/esenzione/tassazione) che prevede un’esenzione sia nella fase di contribuzione che di accumulo, tassando esclusivamente la fase di erogazione. Un intervento che incide direttamente sul montante di capitale e conseguentemente sulla rendita disponibile. L’Unci ritiene che la mancata realizzazione della previdenza complementare nelle PMI sia legata al fatto che l’istituzione dei “Fondi Chiusi” ,ove si concentrano i principali benefici individuati dalla normativa nella destinazione del TFR, abbia riguardato  per lo più da grandi aziende. L’obbligo di portabilità del contributo del datore di lavoro che si aggiunge a quello del lavoratore, è attualmente possibile, infatti, solo nel caso di adesione ad una forma pensionistica complementare prevista dai contratti collettivi. Allargando tale meccanismo ad altre forme pensionistiche complementari, o solo ai Fondi “Aperti”, si potrebbe estendere l’operatività della riforma anche alle PMI che “culturalmente” non hanno un alto tasso di sindacalizzazione e quindi poche possibilità di aderire a Fondi “Chiusi”.

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Approvazione della norma sulla “specificità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

(di Giorgio Carta) Il plauso pressoché generale suscitato dall’approvazione della norma sulla cosiddetta specificità conferma, quasi che ce ne fosse ancora bisogno, che viviamo in un Paese drogato, dalle menti obnubilate, dove non esistono più i fatti o i concetti oggettivi e dove tutti sono ben disponibili a giurare che c’è il sole anche se è notte. Dico questo perché, quando ho letto il testo della norma rubricata “Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, ho pensato subito che fosse stato creato un pericoloso monstrum giuridico, cioè uno strumento idoneo a giustificare l’ulteriore repressione e limitazione dei diritti personali del personale del comparto sicurezza e difesa, i cui frutti amari si raccoglieranno nelle aule di giustizia amministrativa (quindi all’insaputa dei più e nel dramma silenzioso dei diretti interessati). Trascorro troppo del mio tempo nelle aule dei TAR, per non avere invece timore e per non vedere la norma in questione per quella che è, cioè l’anello mancante tra l’articolo 52 della Costituzione ed il singolo sopruso inflitto al cittadino in uniforme. La citata norma costituzionale (che pure sancisce che l’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica) è stata da sempre tradizionalmente interpretata per dire il contrario di ciò che esprime e, quindi, per giustificare le numerose limitazioni di diritti (e sovente anche le prevaricazioni) perpetrate nei confronti dei cittadini in uniforme. La norma oggi in esame, infatti, dice esplicitamente ciò che alla Costituzione veniva surrettiziamente ed arbitrariamente appioppato: ogni limitazione dei diritti è consentita in virtù della specificità dei compiti assegnati. La norma approvata dal Senato dice, infatti, che «è riconosciuta la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti». Ora, tale asserzione può suonare neutra a tutti tranne che a chi bazzica i tribunali amministrativi.  Da ora in poi, infatti, un trasferimento illegale e punitivo, una sanzione sproporzionata e arbitraria, una declinazione di giudizio caratteristico saranno ancora più difficili da far dichiarare illegittimi. Ciò perché risulterà ancora più difficile affermare che ai cittadini in divisa spettano i fondamentali diritti dell’uomo moderno. Peraltro, la norma, dal punto di vista giuridico, è assolutamente neutra, non sancendo alcun obbligo di migliorare il trattamento economico degli operai con le stellette. Semplicemente, si autorizza a «stanziare le occorrenti risorse finanziarie». Ma per assegnarle a chi? Per retribuire cosa? Forse per pagare le indennità di trasferimenti d’autorità d’ora in poi resi più semplici ed immediati? Al momento non è dato saperlo, ma tutti intanto festeggiano! La novità – secondo tutti – starebbe nel concetto di negozialità, ma, in un negozio giuridico, o si è parte (contraente) o non si decide un bel niente. Partecipare ad un negozio, in termini giuridici non significa assolutamente niente: o si ha la possibilità di condizionare il contenuto dell’accordo o si è irrilevanti, come sempre. E allora che dire di questa norma? Perché gioire? (fonte GrNet dove è possibile leggere il testo integrale dell’articolo che qui abbiamo riprodotto in sintesi)

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DL. Lavoro: A proposito della “S p e c i f i c i t à”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Scrive a questo riguardo il direttore del “Nuovo Giornale dei Militari” Antonella  Manotti:” Non si può che rimanere sconcertati leggendo le  dichiarazioni dell’on Gasparri e del Ministro Brunetta che, all’indomani del varo della norma sulla “specificità” contenuta nel disegno di legge sul Lavoro approvato in via definitiva dal Senato, hanno parlato di svolta epocale ed “obiettivo storico” per gli appartenenti alle Forze Armate e Forze di Polizia. Secondo gli esponenti di governo  la nuova disposizione “ sottolinea la ‘insostituibilita’, unicità, rilevanza svolta dal comparto sicurezza’ ed andrà a regolamentare vari aspetti tra i quali quello previdenziale, funzionale ed economico compatibilmente con le risorse disponibili”.  Peccato che per ora ci si trovi soltanto davanti ad una norma “manifesto” priva di “sostanza” economica.  Il Governo riconosce una specificita’ solo virtuale alle forze armate e alle forze di polizia, parlando tra l’altro di un ipotetico aumento di 100 euro, mentre le risorse per la specificita’, come dimostrato dai sindacati di Polizia, sono esattamente la meta’ (100 milioni) di quelle previste dal precedente governo (200 milioni) e che l’aumento medio lordo pro-capite sbandierato, è di circa 100 euro lordi mensili, a fronte dei 160 del precedente contratto. Significative in  proposito, sono le recenti dichiarazioni del direttore della Direzione Generale del personale Militare, gen. Roggio, il quale,  nel corso di una audizione in Senato ha testualmente affermato che…“è necessario qualche intervento legislativo volto a contenere o a non estendere procedure di tutela valevoli nel pubblico impiego per tutti i cittadini, anche al comparto militare. …«Sempre in un’ottica di snellimento organizzativo dell’area amministrativa, di semplificazione procedimentale e di standardizzazione interforze è stata poi segnalata, l’opportunità di attuare mirati interventi di riordino del quadro legislativo affinché, coerentemente con la specificità della funzione, dell’ordinamento e della condizione militare, siano adottate speciali disposizioni in materia di provvedimenti amministrativi, di ridotte possibilità di esercizio del contenzioso e di diritto di accesso ai documenti, anche in deroga alle previsioni legislative generali valevoli per i cittadini e per la Pubblica amministrazione. Ciò al fine di rendere il più possibile tempestiva l’azione disciplinare, ed esaltarne gli effetti deterrenti».  Una compressione del diritto di accesso agli atti amministrativi e la “riduzione” delle possibilità di adire i giudici amministrativi per la tutela dei propri interessi,  viene quindi  considerata “coerente” conseguenza della specifità… Il  Ministro Brunetta afferma con enfasi che la norma sulla specificità è un fatto   di straordinaria rilevanza e moralmente dovuto per dei servitori dello Stato che rischiano tutti i giorni e svolgono compiti estremamente delicati e sensibili … Un altro slogan, un altro annuncio mediatico perché – sul terreno concreto dell’azione governativa –  le problematiche del Comparto non sembrano essere   una priorità.  Ci troviamo quindi ancora una volta davanti alla politica degli annunci ed a  soluzioni prêt a porter da spendere subito nel “mercato elettorale”…Mentre la categoria esige ben altro rispetto.(Antonella  Manotti Dir. Nuovo Giornale dei Militari – in sintesi)

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Entrare nel mondo degli albi illustrati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

Genova 4 ottobre
 e domenica 11 ottobre 2009 h. 10.30-13.00 / 14.30-17.00 via Il canneto lungo 38/r Libreria l’albero delle lettere, L’albo illustrato è un oggetto straordinariamente complesso che comunica in modo efficace e diretto, avvalendosi della potenza simbolica ed espressiva dell’immagine, attraverso la sinergia di illustrazioni e testi, materiali e forme, in grado di dialogare, alla pari, con la cultura e l’arte contemporanea.
Cugino di fumetti e graphic novels ma con una propria specificità, è diretto non solo ai bambini ma a tutti gli adulti appassionati di comunicazione visiva.
Il laboratorio traccia un percorso che si muove tra attività pratiche (laboratori Metodo Bruno Munari, letture e visioni.
Non è un corso per diventare autori, illustratori o costruttori di libri d’artista ma la sperimentazione di attività che propongono di fare per capire, strumenti operativi per focalizzare gli elementi costitutivi dell’album, individuare alcuni snodi tematici, guardare e usare questi libri straordinari con la consapevolezza e l’intensità che meritano.
 http://www.alberodellelettere.it

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