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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘speculativi’

Petrolio: rialzi speculativi

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ribadiscono il convincimento che le rivoluzioni e le guerre civili in corso nel Nord-Africa (ed in Libia in particolare) non possano e non debbano costituire un pretesto per fare scattare automaticamente i prezzi del petrolio e dei carburanti in genere. Non nel mercato internazionale, non in Europa, non in Italia, non – soprattutto – in Sicilia. L’FNS “Sicilia Indipendente” ritiene – pertanto – che sia giunto il momento di procedere alla DEFISCALIZZAZIONE, in tutto il territorio siciliano, del prezzo della benzina e degli altri derivati del petrolio. A tal proposito, sono doverose alcune riflessioni ed alcune dichiarazioni d’intenti:
1. Una iniziativa del genere costituirebbe un minimo di risarcimento per la Sicilia, che ha dovuto subire la destinazione “Coloniale” ad area di produzione e di raffinazione del Petrolio.
2. La Sicilia ha diritto alla defiscalizzazione in quanto area “periferica” e di confine dell’Unione Europea. Il Sicilia il prezzo della benzina (ripulito delle accise, delle imposte, dei balzelli eccetera) non dovrà superare i 50 centesimi a litro.
3. La defiscalizzazione del prezzo della benzina contribuirebbe, in modo specifico, a ridurre i disagi provocati, in ogni famiglia, dall’incontrollato (ed incontrollabile) aumento dei prezzi dei generi di prima necessità (benzina compresa).
4. Tutto ciò si dovrà realizzare senza mai deflettere dall’obiettivo di far diventare la Sicilia punta avanzata della ricerca e della produzione di fonti energetiche alternative al petrolio. e potenziando gli interventi rivolti al recupero della integrità ambientale, nel senso più ampio del termine.
5. Non dobbiamo mai perdere di vista l’obiettivo della migliore qualità della vita.
6. in quanto siciliani, abbiamo l’esigenza ed il “diritto-dovere” di gestire meglio (anzi: di gestire una buona volta) il settore petrolifero siciliano nella sua interezza. nonché di adottare una specifica strategia siciliana per l’economia e per l’ambiente.

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Comuni sempre più nel caos

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

(fonte Italiaoggi) Alla riapertura di settembre del cantiere Italia, il rischio derivati dei comuni italiani torna a fare capolino.  Dopo un anno di indagine, l’inchiesta della procura sui contratti derivati stipulati dal comune di Roma tra il 2003 e il 2007 entra nel vivo. Si ipotizza il reato di truffa aggravata. Gli attori coinvolti, oltre ai funzionari ed esperti finanziari del comune, sono sette banche internazionali, tra cui l’Ubs, con cui l’amministrazione capitolina ha sottoscritto oltre il 45% di tutti i suoi derivati e la JP Morgan, che è da sempre in cima alla lista mondiale per i derivati speculativi Otc con 80 mila miliardi di dollari. Si indaga su eventuali irregolarità e per verificare se le banche coinvolte abbiano incassato esagerate commissioni, magari occulte.  Il comune di Roma avrebbe sottoscritto derivati obbligazionari per 1,4 miliardi di euro con scadenza 2048 e altri relativi ai mutui per 1,5 miliardi. In tutto vi sarebbero 9 contratti. Essi sono stati realizzati nella forma di swaps, solitamente utilizzati per le ristrutturazioni di debiti obbligazionari. Il comune sottoscrisse un’obbligazione «bullet», il cui rimborso prevede il pagamento in un’unica soluzione alla scadenza. Con un accordo di «amortizing swap», la banca si impegnò a versare all’ente l’ammontare annuale degli interessi da pagare, in cambio di una quota di ammortamento del debito e degli interessi passivi.  Queste quote, nella forma di titoli di varia natura, sono spesso di entità variabile definita da complicati calcoli matematici. Esse vengono raccolte e conservate in un fondo, «sinking fund», fino al pagamento finale. La banca però  si riservò il diritto di gestirlo, lasciando il rischio a carico dell’ente. Se il fondo dovesse perdere, alla scadenza del derivato originale, il comune dovrebbe ovviamente coprire il buco. Sono accordi capestro! Il 24 settembre poi il tribunale di Milano terrà la prima udienza per truffa aggravata relativa al noto scandalo dei derivati del capoluogo lombardo che coinvolge amministratori e grandi banche internazionali. Come sempre l’Ubs, la JP Morgan e anche la Deutsche Bank, per 1,7 miliardi di euro. In passato la Corte dei conti ha stigmatizzato simili irresponsabili comportamenti, sostenendo giustamente che i derivati degli enti locali sono delle scommesse ad alto rischio.  Gli enti locali nel loro insieme hanno debiti per 107 miliardi di euro, di cui 35 miliardi in derivati. La Guardia di finanza sta indagando su contratti per un totale di 9,54 miliardi di euro. Sono in corso 21 indagini che coinvolgono 53 enti locali, tra cui le città più grandi come Roma, Milano, Torino, Firenze, Napoli e ben 8 regioni, da Nord a Sud. Molti amministratori, se in buona fede, hanno creduto di comprare delle polizze di assicurazione per proteggersi da improvvise variazioni dei tassi di interesse, ma, invece, hanno sottoscritto prodotti speculativi, opachi ed ad alto rischio. Non vi è stata differenza di colore politico degli enti locali coinvolti. Ecco perché, mentre si litiga su tutto per addossare le responsabilità agli avversari, sulla questione derivati è steso un velo di silenzio. Forse è l’effetto della mano lunga e pesante delle banche? Il ministero del tesoro fa sapere di avere la situazione sotto controllo. Ne dubitiamo, e comunque non è sufficiente. Il fatto che molti dei succitati derivati siano stati fatti rispettando le leggi non è un argomento convincente. Sappiamo che simili leggi hanno permesso comportamenti azzardati e spesso consegnato la finanza nelle mani di alcuni avventurieri. Sembra però che il governo intenda consentire agli enti locali di continuare a sottoscrivere derivati, anche se sottoposti a maggiori controlli, in quanto permetterebbero una efficiente gestione del debito.  Noi crediamo che questa non sia la strada giusta da seguire per enti che hanno la responsabilità  della cosa pubblica. Il loro compito è quello di amministrare le entrate e le spese per il bene della collettività. Non la gestione del rischio. Se necessario, possono anche attingere a crediti pubblici e privati nei modi già sperimentati. Ci si concentri su questo invece di cimentarsi con meccanismi finanziari complicati. Il gioco ne vale la candela?  (di Mario Lettieri Sottosegretario all’economia nel governo Prodi  e Paolo Raimondi Economista)

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Petrolio: per le riduzioni alla pompa

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Quando il petrolio sale assistiamo a immediati e tempestivi aumenti alla pompa, ma quando il petrolio scende ci viene detto dai petrolieri che non c’è un collegamento diretto tra il petrolio e il prezzo dei carburanti alla pompa e quindi niente riduzioni. È il rituale giustificativo per nascondere comportamenti speculativi. È indispensabile – sottolinea il segretario generale Adiconsum – una maggiore concorrenza nel settore dei carburanti. Le timide proposte presenti nel decreto carburanti sono rimaste sul tavolo del Presidente del Consiglio in attesa della firma. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare a chi deve fare il pieno in periodo di vacanze è il ricorso al self-service o a fare il pieno nelle ore di chiusura del distributore dove si può beneficiare di qualche sconto. Adiconsum invita inoltre gli automobilisti che dispongono dell’iPhone di scaricare dall’App Store di Apple l’applicazione “prezzibenzina.it” che consente di conoscere il prezzo dei carburanti dei distributori presenti in zona e come raggiungerli. Adiconsum ricorda inoltre che gli stessi automobilisti possono segnalare i prezzi dei distributori sia attraverso l’iPhone che attraverso il sito http://www.prezzibenzina.it Adiconsum ci tiene a precisare che PrezziBenzina.it è un servizio gratuito ed è frutto di un progetto collaborativo Adiconsum-PrezziBenzina.it

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Reverse charge

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

L’On. Aldo di Biagio e l’On. Raffaello Vignali hanno presentato interrogazione a risposta scritta ai Ministri delle Finanze e dello Sviluppo Economico, per sapere  se si possa valutare l’opportunità di applicare il  meccanismo dell’inversione contabile, reverse charge, ovvero l’obbligo di versare l’IVA al destinatario della cessione di beni o della prestazione di servizi, attualmente previsto per il settore edilizio e ampliato da ultima direttiva europea, con riferimento alla prestazione di determinati servizi a rischio di frodi, per le operazioni transfrontaliere e in relazione ad alcuni settori nazionali ad alto rischio (es. costruzioni o rifiuti),  anche alle transazioni finanziare dei  certificati verdi. Transazioni che hanno determinato da inizio anno ad oggi fenomeni speculativi  e cosiddette  frodi carosello  ai danni dell’Erario dello Stato  determinando  uno sbilancio IVA di 28 milioni di Euro; – penso che sia necessario che il Governo attui una linea dura rispetto a queste operazioni e falsa fatturazione di operazioni inesistenti, in quanto un atteggiamento di maggiore controllo e sanzione di questi fenomeni sarebbe utile e fruttuoso ai fini di una reale lotta all’evasione fiscale;
il Governo sta facendo già molto in questo senso ma si può fare anche meglio per prevenire tali reati tributari, che incidono sul bilancio generale di uno Stato, che in piena  crisi economica ha chiesto a tutti i cittadini di fare importanti sacrifici. Alla luce di tanto, è doveroso, stringere le maglie del controllo e della sanzione, coordinando al meglio le operazioni investigative delle forze di polizia e della finanza;  Con il recupero delle somme tolte fraudolentemente alle casse dello Stato e ai portafogli dei contribuenti rendiamo più etica l’azione di un Paese in piena  crisi economica e si potrebbero poi riutilizzare i soldi recuperati dall’evasione fiscale, creando un fondo a vantaggio e sostegno delle forze di polizia che lavorano infaticabilmente per la lotta alla criminalità (On. Aldo Di Biagio)

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Carburanti: liberalizzazione totale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

“Se non si liberalizza totalmente il settore dei carburanti incentivando self e iperself, il problema dei prezzi alla pompa non sarà mai risolto”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). “Dall’inizio di gennaio ad oggi -continua Dona- il prezzo medio della benzina è aumentato di quasi 18 centesimi al litro, mentre nello stesso periodo, il prezzo del petrolio è rimasto pressoché costante”. “Chiediamo al Ministero dello Sviluppo economico -conclude Dona- di intervenire urgentemente con le misure attese per evitare fenomeni speculativi”.

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Crisi commercio

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Il ridimensionamento dei redditi familiari dovuto alla disoccupazione crescente ed alle disponibilità economiche inferiori per i dipendenti posti in cassa integrazione ed in mobilità, crea una spirale perversa tra calo dei consumi ed aumento del numero delle famiglie spinte verso la fascia di povertà. Per la prima volta il calo dei consumi colpisce anche i beni alimentari, chiaro segno della gravità del momento economico del Paese, che registra il 5% di calo del Pil, e l’aumento esponenziale dell’uso degli ammortizzatori sociali, chiaro indicatore di un tessuto produttivo gravemente in crisi. Il Governo – continua Giordano – anziché affermare, non si sa in base a quale calcolo o teoria economica, che il calo dei consumi è compensato dal basso tasso di inflazione, farebbe bene, per rilanciare occupazione e consumi, a varare provvedimenti che detassino il lavoro dipendente, equiparino la tassazione sulle rendite finanziarie ai livelli europei e varino la “cantierizzazione” immediata di opere pubbliche capaci di essere volano di sviluppo occupazionale e produttivo.Le Banche, devono fare la loro parte, secondo Adiconsum, magari distribuendo meno gli enormi dividendi accumulati anche in questo periodo di crisi, e investendoli, dando credito accessibile ad aziende e famiglie e non in prodotti finanziari speculativi.

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