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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘sperimentazione’

Sperimentazione sull’uomo del vaccino italiano contro il Covid-19

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

È iniziata stamattina, presso l’Istituto Nazionale malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma, la sperimentazione sull’uomo di GRAd-COV2, il candidato vaccino italiano contro SARS-CoV-2 il virus che causa COVID-19, realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera. Il primo volontario, scelto tra le migliaia che si sono offerti con grande generosità allo Spallanzani, ha ricevuto tramite iniezione intramuscolare la dose di vaccino ed iniziato l’iter che lo porterà nei prossimi mesi a sottoporsi a una serie di ravvicinati controlli periodici che serviranno ai ricercatori per verificare la sicurezza e la tollerabilità del vaccino, nonché eventuali effetti collaterali. La sperimentazione, messa a punto da un team di ricercatori e clinici dello Spallanzani in collaborazione con ReiThera, sarà effettuata su novanta volontari suddivisi in due gruppi per età: 45 tra i 18 e i 55 anni, altrettanti di età superiore ai 65 anni. Ciascun gruppo sarà suddiviso in tre sottogruppi da 15 persone, a ciascuna delle quali verrà somministrato un diverso dosaggio del preparato vaccinale. Una parte della sperimentazione sarà effettuata presso il Centro Ricerche Cliniche – Policlinico G.B. Rossi di Verona, e successivamente anche negli ospedali di Piacenza e Cremona. Se i primi risultati della fase 1 saranno positivi, entro la fine dell’anno potranno prendere il via le fasi 2 e 3, che saranno condotte su un numero maggiore di volontari anche in paesi dove la circolazione del virus è più attiva.Quella di oggi è una tappa importante di un percorso iniziato nello scorso marzo, grazie all’impegno del Ministero della Ricerca Scientifica e della Regione Lazio che, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno deciso di finanziare il progetto, individuando nell’INMI “Lazzaro Spallanzani” di Roma e nel Consiglio Nazionale delle Ricerche i partner operativi per la realizzazione della sperimentazione.Il vaccino di ReiThera ha superato i test preclinici effettuati sia in vitro che in vivo su modelli animali, che hanno evidenziato la forte risposta immunitaria indotta dal vaccino e il buon profilo di sicurezza, ottenendo successivamente l’approvazione della fase 1 della sperimentazione sull’uomo da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Comitato Etico Nazionale per l’Emergenza COVID-19.Il vaccino GRAd-COV2 utilizza la tecnologia del “vettore adenovirale non-replicativo”, ovvero incapace di produrre infezione nell’uomo. Il vettore virale agisce come un minuscolo “cavallo di Troia”, che induce transitoriamente l’espressione della proteina spike (S) nelle cellule umane. Questa proteina è la “chiave” attraverso la quale il coronavirus, legandosi ai recettori ACE2 presenti all’esterno delle cellule polmonari, riesce a penetrare ed a replicarsi all’interno dell’organismo umano. La presenza della proteina estranea innesca la risposta del sistema immunitario contro il virus.ReiThera Srl, società con sede a Castel Romano, ideatrice del vaccino, è stata costituita nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani che avevano ideato l’utilizzo dell’adenovirus dello scimpanzé come “navicella” su cui innestare il materiale genetico necessario per realizzare vaccini contro malattie infettive come Epatite C, malaria, virus respiratorio sinciziale, ed Ebola. Sulla base di questa esperienza, ReiThera ha recentemente sviluppato il nuovo vettore virale, GRAd32, isolando un adenovirus di gorilla che negli studi preclinici ha indotto una forte risposta immunitaria, sia umorale che cellulare, contro le proteine veicolate, dimostrando inoltre un buon profilo di sicurezza.Attraverso tecniche sofisticate questo virus, assolutamente innocuo per l’uomo, è stato modificato per azzerarne la capacità di replicazione; successivamente è stato inserito al suo interno il gene della proteina S del SARS-CoV-2, il principale bersaglio degli anticorpi prodotti dall’uomo quando il coronavirus penetra nell’organismo. Una volta iniettato nelle persone, questo virus modificato, o meglio la proteina S che trasporta, provocherà la risposta del sistema immunitario dell’organismo, ovvero la produzione di anticorpi in grado di proteggere dal virus SARS-CoV-2. Altri vaccini basati su vettori adenovirali ricavati dai primati sono già stati valutati in trial clinici di fase 1 e 2 per candidati vaccini di altre malattie infettive, dimostrando di essere sicuri e di generare risposte immunitarie consistenti anche con una singola dose di vaccino.

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Coronavirus: al Policlinico Tor Vergata la sperimentazione di AMOS COVID-19

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Roma. Al via la sperimentazione presso il Dipartimento di Scienze Mediche del Policlinico Tor Vergata dell’AMOS COVID-19, un sistema ad alta tecnologia messo a punto da Intecs Solutions S.p.A., azienda italiana operante nel settore Aerospazio e Difesa.
Il sistema Amos Covid-19 grazie alla sua speciale tecnologia è in grado di rilevare in tempo reale, anche a distanza, grazie a una termocamera per il rilevamento della febbre, una videocamera e un sensore acustico composto da un array di 16 microfoni, i parametri significativi dei sintomi da infezione COVID 19 quali la temperatura corporea, i colpi di tosse e gli starnuti.Attraverso l’utilizzo di sensori ad alta tecnologia (acustica, ottica e termica) combinati con l’Intelligenza Artificiale di cui è dotato il sistema Amos Covid-19 riconosce i sintomi anche su assembramenti di persone ed è in grado di segnalare in tempo reale eventuali casi di possibili infetti COVID-19.In questo modo il sistema può essere utilizzato in spazi pubblici come ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti e aziende private per monitorare tutti i flussi di persone in movimento.Un sistema intelligente insomma, capace di dare l’allarme e prevenire la diffusione senza controllo del virus.

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ISEE precompilato, attiva la sperimentazione guidata sul sito INPS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Dopo due anni di proroghe è partita la sperimentazione dell’Isee precompilato, utilizzabile in alternativa a quello tradizionale (1). Dal 3 Febbraio 2020 infatti è attivo sul sito INPS l’accesso online alla DSU precompilata (2), la dichiarazione (sostitutiva unica) sulla base della quale viene calcolato il valore Isee, con tutorial di aiuto, chiarimento e guida.
Il sistema, riservato solo ai nuclei familiari che presentino una DSU in modalità web, è accessibile tramite il percorso “Prestazioni e servizi” – “Tutti i servizi” – “Isee precompilato” – “Acquisizione”, con utilizzo di credenziali di riconoscimento (quelle dell INPS, dell’Agenzia delle entrate, l’identità SPID, la carta nazionale dei servizi o la carta di identità elettronica).
La Dsu è precompilata dall’INPS in cooperazione con l’Agenzia delle entrate, utilizzando le informazioni dell’Anagrafe tributaria, del Catasto e dei propri archivi, nonchè quelle sulle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare. Molti dati, considerando la fase sperimentale, devono essere inseriti dal contribuente.La procedura di ottenimento dell’ISEE è piuttosto complessa. In prima fase il richiedente deve fornire una serie di elementi di riscontro che devono ottenere l’accettazione dell’Agenzia delle entrate a seguito della quale può partire la precompilazione con accettazione o modifica dei dati entro tre mesi. L’inserimento corretto degli elementi di riscontro, che garantiscono anche il proprio riconoscimento, è molto importante. L’esito positivo del loro controllo infatti è essenziale per ottenere l’accesso alla precompilazione.Queste le fasi, spiegate dall’INPS col messaggio n.96 del 13/1/2020:
– il soggetto che sceglie di presentare la DSU precompilata deve prima di tutto dichiarare di aver acquisito la delega di ogni componente maggiorenne del nucleo familiare fornendo, per ciascuno di essi, gli “elementi di riscontro” reddituali e patrimoniali (codice fiscale, numero tessera sanitaria con scadenza, reddito e patrimonio mobiliare del secondo anno solare precedente). Se la presentazione avviene tramite un CAF gli elementi di riscontro vanno inseriti anche relativamente al dichiarante;
– per accedere alla DSU precompilata il dichiarante deve anche inserire alcuni elementi di riscontro per la sua identificazione e alcune informazioni che vanno auto-dichiarate (dati sul nucleo familiare e altri non presenti negli archivi amministrativi, come la casa di abitazione). Può farlo anche pre-caricando le informazioni dell’ultima DSU presente nel sistema informativo dell’ISEE;
– una volta presentata la DSU il dichiarante ottiene una ricevuta protocollata, ma per completare la procedura e ottenere l’isee occorre attendere i riscontri dell’Agenzia delle entrate sugli elementi forniti. In realtà solo se tale riscontro è positivo l’Agenzia invia all’INPS i dati che poi costituiscono l’oggetto della vera e propria precompilazione;
– Entro tre mesi dalla ricezione dell’OK da parte dell’Agenzia delle entrate il contribuente deve accettare o modificare i dati, inserendo anche quelli che vanno auto-dichiarati. Se non lo fa i dati sono cancellati dall’INPS e la procedura va, eventualmente, ricominciata.
Si fa presente che è ovviamente sempre possibile ignorare l’ISEE precompilato e presentare la DSU per via tradizionale.
Si ricorda che la DSU, precompilata o presentata per via tradizionale, è valida fino al 31 Dicembre dell’anno di presentazione (non più un anno dalla presentazione). Il rinnovo dell’ISEE, quindi, può essere chiesto a partire dal 1 Gennaio. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Sperimentazione voto elettronico/Nissoli (FI) critica il Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

“Con la ripresa delle attività parlamentari, dopo il varo della legge di bilancio, nella quale viene stanziato 1 milione di euro per permettere la sperimentazione del voto in via digitale, ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Interno e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per avere notizie circa le modalità di tale sperimentazione. Lo stanziamento di 1 milione di euro sembra essere insufficiente a garantire una sperimentazione seria, su larga scala, come dovrebbe essere se orientata come, si prevede, a garantire l’espressione del voto in via digitale per gli italiani residenti all’estero e per gli elettori temporaneamente fuori dal comune di residenza per motivi di lavoro, studio o cure mediche, in occasione delle elezioni politiche, elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, dei referendum abrogativi e dei referendum costituzionali.Ho perorato l’introduzione del voto elettronico per la Circoscrizione Estera sin dall’inizio del mio primo mandato parlamentare, nel 2013, e mi aspetto che le cose siano fatte seriamente e non solo per far vedere che ci si sta lavorando !Inoltre, l’anno prossimo dovrebbero esserci le elezioni dei Comites, e dopo un primo incomprensibile rinvio non potremmo accettare ulteriori rinvii, e quindi sarebbe opportuno l’introduzione del voto elettronico !Per tale ragione ho chiesto al Governo di conoscere i dettagli della sperimentazione e i tempi necessari ad elaborare un modello utilizzabile sia per le prossime elezioni dei Comites che per le altre elezioni che coinvolgeranno gli italiani all’estero. Aspetto una risposta in tempi brevi e che non sia evasiva !”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Micromobilità elettrica in città, le regole della sperimentazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

La legge di Bilancio 2019 ha previsto a suo tempo la possibilità per i Comuni di autorizzare la sperimentazione della circolazione sul proprio territorio di “veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica”, quali segway, hoverboard e monopattini. La legge è intervenuta sul Codice della Strada permettendo l’uso di tali veicoli nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato, pur lasciando vigente il generico divieto di utilizzo sulle carreggiate. Si tratta infatti di una sperimentazione che ha termini e durata limitati, dettagliata da un decreto ministeriale ed affidata alla disciplina dei singoli Comuni che nel caso dovranno organizzare un’adeguata segnalazione nelle zone dove la circolazione è concessa, ed informare i propri cittadini. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Polizia: Risultati relativi alla sperimentazione del taser

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

«Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini commentando i risultati relativi alla sperimentazione del taser, ha citato i dati sulle aggressioni alle Forze dell’Ordine che il Sap ha raccolto nel mese di giugno, sostenendo che con questo strumento, tutti gli interventi sarebbero stati risolti senza alcun ferito».
Così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito alla visita di Matteo Salvini a Nettuno, in occasione dell’esercitazione col taser svoltasi presso il centro nazionale di specializzazione e perfezionamento al tiro VIII Reparto Mobile.
«Solo a giugno abbiamo contato 40 episodi di violenza che hanno visto oltre 70 colleghi feriti. Il dato importante ottenuto in fase di sperimentazione del taser – prosegue – è che nell’80% dei casi, alla sola vista dello strumento, il malvivente ha desistito dal commettere violenza. Una funzione di deterrenza notevole che pone in sicurezza l’operatore e lo stesso soggetto fermato. Se il taser fosse stato dato in dotazione, non avremmo contato tutti questi feriti e non avremmo parlato di accoltellamenti. Auspichiamo – conclude – che tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine possano quanto prima disporre di questo fondamentale strumento non letale che permette di immobilizzare il malintenzionato da una distanza di 7 metri, senza ricorrere all’arma di ordinanza».

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Polizia: Taser, prolungata la sperimentazione

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

“Sono anni che attendiamo dotazioni che ci consentano maggiore efficienza e sicurezza, anni che sentiamo di sperimentazioni, lunghe, infinite, anni dopo cui, ancora, non tutti i Poliziotti hanno a disposizione neppure un banale spray antiaggressione, anni dopo cui, finalmente, si è passati a considerare la possibilità di darci finalmente i taser, è stata avviata la sperimentazione, e adesso che è finita che si fa? Si prolunga la sperimentazione! Sembra davvero una presa in giro. Di certo è un’inutile perdita di tempo quasi come se non si volesse dotare le Forze dell’ordine di ciò che gli serve per lavorare meglio, più efficacemente, più in sicurezza. In Cina stanno sperimentando un sistema di armi non letali basato su tecnologia radar e microonde per le operazioni antiterrorismo e di sicurezza, e noi ancora a sperimentare strumenti che sono già obsoleti. E’ ridicolo”.
Duro commento di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, alla notizia che la sperimentazione del Taser per le forze di polizia sarà prorogata per altri tre mesi. Sarebbe questa la possibile scelta su cui si sta lavorando al Ministero in vista della scadenza dei primi 6 mesi di utilizzo della pistola elettrica nelle 13 città in cui è partita la sperimentazione (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova).“I primi sei mesi di utilizzo dei taser in sperimentazione ha dato ottimi frutti – aggiunge Mazzetti –. Proprio dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza hanno confermato che lo strumento si è rivelato fino a oggi un ottimo deterrente, e difatti nella maggior parte dei casi è stato sufficiente solo mostrarlo per far desistere lo scalmanato o il delinquente di turno. Ma allora una volta di più non si comprende a cosa serva continuare a sperimentare qualcosa che funziona benissimo, e questo mentre, ovviamente, gli operatori della sicurezza continuano a subire aggressioni e danni di ogni genere affrontando spesso con grande difficoltà ed enormi rischi situazioni che si potrebbero risolvere in poco tempo e in sicurezza”.

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Al via sperimentazione Steward Taxi a Stazione Termini

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

stazione-terminiTutela dei passeggeri che usufruiscono del servizio pubblico non di linea e lotta all’abusivismo. Con questi obiettivi parte alla Stazione Termini la sperimentazione del progetto Steward Taxi che sarà attivo da oggi, tutti i giorni, per due mesi. Il servizio prevede la presenza di personale dedicato ad attività d’informazione e assistenza a favore dei tanti turisti che affollano la Capitale. Ai passeggeri saranno distribuite anche brochure informative, dove sono indicate tariffe, ordinarie e agevolate, così come i principali punti di stazionamento. “Abbiamo deciso di investire sul servizio di assistenza ai taxi per la cittadinanza, perché sappiamo che in luoghi nevralgici come Termini il passeggero può trovarsi disorientato e soggetto alla morsa dell’abusivismo. I turisti e i cittadini devono essere tutelati e con questa prova sul campo vogliamo dare una risposta efficace anche per sostenere i tassisti che combattono e vivono sulla loro pelle le tante forme di illegalità”, dichiara l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo. “Il servizio di assistenza è fornito dal personale di Roma Servizi per la Mobilità e potrà contare sulla supervisione della Polizia locale che garantirà maggiore sicurezza e controllo in un luogo nevralgico come Termini. Questo è solo uno dei progetti della nostra Amministrazione, messi in campo per migliorare e rendere ancora più funzionale il servizio pubblico non di linea. In questo senso è stato già avviato un sistema di formazione per i tassisti per aiutarli nel lavoro con i turisti, perché loro devono essere il biglietto da visita della nostra città”, spiega.

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Sperimentazione sul consumo dei probiotici

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

Dal 2014, Yakult e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) sono impegnate nello studio degli effetti dei probiotici sul sistema immunitario e sul microbiota intestinale in condizioni di microgravità. Lo scopo di questa ricerca comune è di contribuire alla preservazione e al miglioramento della salute e delle performance degli astronauti. La volontà però è anche quella di contribuire alla promozione generale della salute dell’uomo sfruttando le conoscenze ottenute grazie a questo impegno condiviso nella ricerca sullo sviluppo dei probiotici.
È tutto pronto per la prima sperimentazione al mondo sul consumo prolungato di probiotici da parte dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Lo studio si basa sui risultati delle attività di ricerca condotte a terra tra il 2014 e il 2015 e sui test di conservazione delle capsule contenenti batteri probiotici vivi liofilizzati (Lactobacillus casei Shirota – LcS) condotte a bordo della ISS nel 2016.
È stato confermato che il numero dei probiotici vivi contenuti nel campione spedito a bordo della ISS era pari a quello del campione di controllo conservato a terra. Yakult e JAXA inizieranno la sperimentazione nel 2017 attraverso uno studio scientifico sugli effetti di un consumo prolungato di probiotici sul sistema immunitario dell’uomo e sul microbiota intestinale degli astronauti impegnati per lunghi periodi a bordo dell’ISS.

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Tre terapie in fase di sperimentazione sull’asma

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 maggio 2015

Teva_PharmaceuticalGerusalemme “La Conferenza Internazionale ATS 2015 ha offerto a Teva la possibilità di mostrare alla comunità scientifica le evidenze per tre delle nuove, o in fase di sperimentazione, terapie sull’asma,” dichiara Tushar Shah, MD, Senior Vice PResident, Teva Global Respiratory Research and Development. “Le tre scoperte evidenziano il rilevante progresso che è stato fatto per ampliare ulteriormente il nostro portfolio in ambito respiratorio attraverso lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche che vanno incontro a esigenze, sino a ora insoddisfatte, dei pazienti.
I dati che sono stati presentati includono uno studio di Fase III che ha analizzato la funzionalità, l’affidabilità, la sicurezza e la soddisfazione generale dei pazienti di ProAir® RespiClick (albuterolo solfato), polvere inalatoria. Il farmaco ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Administration Statunitense nel marzo 2015.ProAir® RespiClick è ora disponibile soltanto negli Stati Uniti, dove è indicato per il trattamento o la prevenzione della malattia ostruttiva reversibile delle vie aeree e per la prevenzione del broncospasmo indotto da attività fisica nei pazienti dai 12 anni in su.Ulteriori dati di Fase III, che sono stati presentati come late-breaking abstract, evidenziano, da prime analisi, l’efficacia e sicurezza della terapia con reslizumab, anticorpo monoclonale anti-interleuchina-5 (IL-5), in pazienti con asma ed elevati livelli di eosinofili nel sangue. Un terzo abstract ha presentato dati relativi a uno studio sul range di dosaggio del fluticasone propinato multi-dose, polvere inalatoria secca (MDPI) in pazienti adolescenti e adulti con asma.I seguenti dati sono stati presentati durante la sessione poster, martedì 19 maggio. ProAir® RespiClick (albuterolo sulfato) polvere analatoria #P308: A Prospective, Open-Label Study of a New Albuterol Multidose Dry Powder Inhaler With Integrated Dose Counter.
ProAir® RespiClick (albuterolo solfato) Polvere Inalante è indicata nei pazienti dai 12 anni in su per il trattamento e la prevenzione della malattia ostruttiva reversibile delle vie aeree e del broncospasmo indotto da attività fisica.
Non usare ProAir® Respiclick (albuterolo solfato) polvere Inalante se si è allergici all’albuterolo solfato, al lattosio o alle proteine del latte. Segnalate al vostro medico curante eventuali arrossamenti, ematomi, eruzioni cutanee, prurito, gonfiore alle labbra o agli occhi.Se i sintomi peggiorano quando assumete ProAir® RespiClick, recatevi immediatamente da un medico. Questi sintomi potrebbero indicare sia un peggioramento della vostra asma sia una reazione allergica al farmaco. Entrambe queste opzioni potrebbero essere pericolose per la vostra vita.
Non aumentare il dosaggio o prendere un’extra dose di ProAir® RespiClick senza prima aver consultato il medico.Prima di assumere ProAir® RespiClick, avvisare il medico se soffrite di pressione alta, diabete, cuore, tiroide, disturbi convulsivi, se siete in stato di gravidanza o ne state pianificando una, o se state allattando al seno o state per farlo.ProAir® RespiClick può causare reazioni avverse cardio correlate, come a esempio aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna e/o relativi sintomi. Se incorrete in sintomi correlati al cuore, il vostro medico stabilirà se la terapia con ProAir® Respi Click è indicata per voi.Informate il vostro medico curante sulle eventuali altre terapie in corso, in particolare altre medicine inalanti, altri farmaci per asma, cuore, pressione sanguigna e terapie anti depressive, alcuni farmaci potrebbero interferire con il buon funzionamento della terapia anti asma.Effetti indesiderati non gravi in pazienti trattati con ProAir® RespiClick evidenziati sono: mal di schiena, dolori reumatici ed articolari, mal di stomaco, mal di testa da sinusite ed infezioni alle vie urinarie.

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Gemellaggi scolastici

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Dopo essersi aggiudicato quattro premi, in altrettante categorie, il progetto “A taste of Maths (ATOM)”, che ha visto tra i fondatori la docente italiana Maria Teresa Asprella del Liceo Classico “E. Duni” di Matera, è stato premiato come “miglior progetto eTwinning 2012”. Il riconoscimento è stato conferito alla Conferenza europea eTwinning, svoltasi a Berlino dal 29 al 31 marzo 2012, al cospetto dei rappresentanti istituzionali della Commissione Europea (Direzione Genarale Istruzione e Cultura). L’evento rappresenta il principale appuntamento annuale per quanto riguarda le attività di eTwinning, azione comunitaria cha ha dato vita al più attivo portale europeo per gemellaggi elettronici tra istituti scolastici, con seminari e workshop di formazione e la premiazione dei migliori progetti di partnership online attivati lo scorso anno. Il prestigioso award, attivato per la prima volta in questa edizione, darà la possibilità ai docenti vincitori di recarsi a Bruxelles per visitare la sede del Future Classroom Lab -presso il consorzio European Schoolnet-. “A Taste of Maths (ATOM)” si era aggiudicato anche il primo premio nella categoria di insegnamento per gli alunni dai 12 ai 15 anni in partnership con una classe rumena di Bucarest, e collaborando anche con Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Grecia e Spagna. L’inglese è stata la lingua scelta per lo scambio, ma l’altro linguaggio comune è stato quello della matematica. “L’obiettivo – ha detto la docente Maria Teresa Asprella – era quello di motivare gli studenti allo studio della matematica, stimolare la loro curiosità scientifica ed il loro spirito di ricerca, attraverso giochi, storie e materiali multimediali sulla matematica applicata alla vita quotidiana e a vari aspetti della cultura del paese di origine”. L’altro riconoscimento nelle categorie ufficiali in concorso è stato quello per la fasce di età di alunni da 4 a 11 anni, con il progetto “The new adventures of Twinnies around the world” attivato dalla docente Marina Screpanti del 3° Circolo didattico di Chieti. Premiati inoltre, nelle categorie speciali di lingua, anche il progetto “Carpe Nuntium: voilà nuestra FrItalianza” attivato dalle docenti Laura Carbonelli e Laurarosa de Luca (Liceo Statale “Niccolò Machiavelli” di Roma), e quello dell’Istituto “Ten. Col. G. Familiari” di Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria), ovvero il progetto in lingua francese “Journalists en herbe”, dei docenti Domenico Marino e Martine Gaillard. “Senza dubbio questo risultato europeo conferma il valore e la qualità di aggiornamento della didattica italiana – ha commentato Donatella Nucci Capo Unità Nazionale eTwinning -. Siamo consapevoli che l’impegno delle docenti e dei ragazzi coinvolti in questi progetti è stato enorme e siamo felici che sia stato riconosciuto anche a livello europeo. L’augurio è che queste eccellenze possano contribuire ad aiutarci nel promuovere l’utilizzo del portale ed un nuovo modo di fare didattica, costituendo esempi pratici delle grandi potenzialità formative e culturali proprie della piattaforma”.
Il portale eTwinning offre un servizio gratuito a tutti i docenti iscritti l’opportunità di lavorare insieme a progetti di gemellaggio elettronico che, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e a partnership attivate a livello europeo, costituisce un’importante fonte di sperimentazione e innovazione delle pratiche di insegnamento tradizionali. Giunto al suo sesto anno di attività, il portale eTwinning conta oggi oltre 160.000 insegnanti registrati, 90.000 scuole e circa 23.000 progetti di gemellaggio in tutta Europa (l’Italia è uno dei paesi più attivi con circa 11.500 docenti iscritti, 6.000 istituti registrati e altrettanti progetti avviati). (IMG2450)

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Insufficienze respiratorie acute

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

Dora Garcia. "La Leccion Respiratoria&quo...

Image by ario_ via Flickr

Milano. Da metodica indispensabile per il trattamento di pazienti in situazioni acute a procedura necessaria per abbattere il rischio nei pazienti a rischio. E’ questa l’evoluzione clinica e tecnologica che l’Ecmo, apparecchiatura per la per la circolazione extracorporea, sta registrando in questi ultimi anni. Grazie alla sua sperimentazione si è pervenuta alla conclusione che essa può essere impiegata con successo anche nel trattamento delle patologie cardiache e polmonari acute e si pone come esempio paradigmatico della integrazione tra lo sviluppo tecnologico ed il tempestivo approccio medico multidisciplinare. Di questi nuovi sviluppi si discute a Milano in occasione del meeting internazionale “New Perspective in ECMO 2011, organizzato dall’Ospedale Niguarda di Milano, sotto gli auspici della Società Italiana di cardiochirurgia e la Associazione Nazionale dei tecnici di perfusione extracorporea. Si calcola che sono oltre 40.000 gli impianti di ECMO nel mondo, in ambito neonatale, pediatrico e in adulti. Lo sviluppo tecnologico ed il progresso scientifico nell’ambito sanitario mettono a disposizione dispositivi sempre più affidabili ed efficaci, il cui impiego è in grado di incidere profondamente sulla prognosi delle varie malattie. Fra questi presidi, l’ECMO (extra corporeal membrane ossigenation) sta assumendo un ruolo sempre più importante. Questo sistema rappresenta, in realtà, l’evoluzione della nota macchina cuore-polmoni utilizzata da decenni nella pratica cardiochirurgica quotidiana, costituita da una pompa e da un ossigenatore.
L’ECMO è infatti un supporto circolatorio e/o ventilatorio, di semplice e rapida attuazione, in pazienti adulti o in età pediatrica con gravi quadri di insufficienza cardiorespiratoria. L’esperienza italiana in campo circolatorio e soprattutto ventilatorio ha contribuito in maniera altamente significativa allo sviluppo di questa metodica. Nell’ultimo decennio questa metodica ha suscitato un rinnovato interesse, diventando il supporto circolatorio a breve termine di primo impiego nei pazienti affetti da shock cardiogeno refrattario, nonché il supporto respiratorio in pazienti affetti da grave insufficienza respiratoria secondaria a patologia polmonare acuta; il suo impiego consente temporaneamente di stabilizzare le condizioni del paziente da gravi patologie acute di natura cardiaca o polmonare, incompatibili con la vita, in attesa di una possibile risoluzione del quadro o, in alternativa, come “ponte” verso altre terapie più avanzate. In molti centri in tutto il mondo molti pazienti sono oggi in grado di sopravvivere fino ad un trapianto di cuore o di polmoni grazie all’ECMO come “ponte” al trapianto. In un contesto di grave acuzie cardiovascolare e/o polmonare, l’ECMO presenta enormi vantaggi in termini di rapidità di impianto, facilità di gestione, ridotto impatto biologico, possibilità di trasporto tra ospedali e basso costo rispetto a sistemi meccanici più complessi. L’impianto tempestivo di questa metodica ha permesso di fatto una netta riduzione della mortalità per gravi malattie come la miocarditi acuti fulminanti e tutte le forme di shock cariogeno secondario, altrimenti gravate da prognosi altamente infausta con la sola terapia medica convenzionale. Analogamente, il supporto con ECMO ha permesso di risolvere quadri di insufficienza respiratoria acuta, secondaria ad infezioni, come recentemente il caso della influenza N1H1. L’indicazione tempestiva ed il timing corretto all’impianto di questi sistemi nei quadri più gravi di insufficienza cardiorespiratoria, prima dell’instaurarsi di una situazione di danno sistemico irreversibile, sono elementi fondamentali ed imprescindibili per ottenere i migliori risultati. Anche il miglioramento tecnologico, la miniaturizzazione dei circuiti e la maggiore biocompatibilità hanno contribuito da un lato ad una sempre più vasta applicazione dell’ECMO e dall’altro ad una sensibile diminuzione delle possibili complicanze.
L’integrazione multidisplinare delle varie competenze mediche, chirurgiche, rianimatorie e di perfusione extracorporea è fondamentale ai fini della corretta gestione del paziente. La “riscoperta” dell’ECMO impone però un continuo confronto ed uno scambio di esperienze. La seconda edizione del meeting ECMO 2012, organizzato dall’Ospedale Niguarda di Milano, sotto gli auspici della Società Italiana di cardiochirurgia e la Associazione Nazionale dei tecnici di perfusione extracorporea, attraverso un meeting internazionale e pluridisciplinare, con i maggiori esperti mondiali, si prefigge la diffusione della cultura dell’ECMO per favorirne sempre più l’impiego con risultati migliori.

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Bilateralità, tra tradizione e rinnovamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

E’ da pochi giorni in libreria il volume, a cura di L. Bellardi e G. De Santis, sulla “Bilateralità, tra tradizione e rinnovamento”, edito da Franco Angeli che raccoglie i risultati di una ricerca della Fondazione Pastore. Ampia ed approfondita è la trattazione del tema. Viene fornito un quadro aggiornato degli Enti Bilaterali operanti nei settori di più ampia sperimentazione (edile, agricoltura, commercio, artigianato) estendendo l’analisi alle più recenti esperienze del settore bancario, si approfondiscono i rapporti tra legge e contrattazione collettiva nella costituzione e nel funzionamento di tali Enti, si valuta il ruolo che svolgono nel mercato del lavoro, si mettono a confronto le esperienze in alcuni paesi dell’Unione Europea. Per i non addetti ai lavori, va ricordato che gli Enti Bilaterali sono organismi, regolati dalla contrattazione collettiva, nei quali si realizza la partecipazione, in forma paritaria, dei rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori per problemi di interesse comune. La loro sfera di azione supera i confini tradizionali della contrattazione collettiva che ha dato vita all’interno delle imprese a forme di bilateralità legate alla gestione del rapporto di lavoro (Comitati vari per l’inquadramento professionale, per la salute e la sicurezza ed altro) per tutelare i lavoratori nella più ampia sfera dei diritti sociali. Gli Enti Bilaterali, ancora, si caratterizzano come soggetti giuridici autonomi, anche rispetto alle parti sociali che li costituiscono, e si autofinanziano su base contributiva (a carico soprattutto delle imprese) al fine di erogare servizi e prestazioni assistenziali, i cui costi non sarebbero sopportabili dalle singole imprese e comunque non sono sostenuti dai sistemi del welfare.
Il procedimento costitutivo di tali Enti Bilaterali è di tipo buttom-up, cioè prende normalmente avvio a livello di singoli territori per iniziativa della contrattazione territoriale. Il loro rafforzamento e diffusione ha posto l’esigenza di coordinare i diversi organismi territoriali con la costituzione di organismi nazionali e con la sperimentazione di modelli omogenei “di governace”. La ricerca sottolinea come questo processo di ricomposizione delle diversità proceda con lentezza, rimanendo forti le esigenze territoriali di autonomia ed il legame con le caratteristiche locali del sistema produttivo e del corrispondente mercato del lavoro.
L’elemento di discontinuità e di innovazione nell’esperienza degli Enti Bilaterali è costituito dall’accordo interconfederale del ’93 che introduce uno stimolo esterno verso nuove forme di autoregolazione delle parti sociali. Gli Enti Bilaterali, pur conservando la loro configurazione di “governi privati” sviluppano nuove funzioni che hanno rilievo pubblicistico, lasciando allo Stato una sorta di controllo giuridico dell’autoregolazione. Il campo privilegiato è quello della formazione dei lavoratori, per estendersi poi ad altre funzioni collegate alla gestione del mercato del lavoro (servizi per l’impiego) e all’offerta di prestazioni assistenziali integrative. L’evoluzione di queste funzioni, nel loro intreccio fra interessi di carattere collettivo ed interessi generali ripropone, in termini problematici, il rapporto tra legge e contratto cui la ricerca dedica uno specifico approfondimento.
Questione che assume anche un rilievo politico nelle relazioni intersindacali, come rileva De Santis nel suo saggio conclusivo, con una CGIL che scorge nell’evoluzione degli Enti Bilaterali, da strumenti di solidarietà a cogestori di funzioni pubblicistiche, i rischi di una ulteriore corporativizzazione della società, cui corrisponde la visione della CISL per la quale la bilateralità può costituire una nuova frontiera di responsabilizzazione delle parti sociali in ambiti in cui l’autoregolazione può dimostrarsi più efficace della legge nell’interpretare e soddisfare gli interessi comuni dei lavoratori e delle imprese. Il volume che viene presentato consente un esame approfondito delle questioni aperte, e non manca poi di segnalare come l’espansione della Bilateralità richieda la messa in campo di classi dirigenti e di assetti organizzativi in grado di garantire gestioni trasparenti e controllo dei risultati. (Prof. Giuseppe Bianchi)

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Degrado foreste europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Sono stati presentati lo scorso 21 giugno, presso l’Auditorium Internazionale di Bruxelles, i risultati del progetto FutMon, il più grande progetto LIFE+ mai finanziato dall’Unione Europea, che forniscono un quadro aggiornato delle condizioni delle foreste in Europa. Il progetto, della durata di 2 anni e mezzo è stato co-finanziato con 16 milioni di euro dall’Unione Europea e ha coinvolto 23 Stati Membri e 38 enti, tra cui, per l’Italia, il Corpo forestale dello Stato, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura. L’Università di Camerino ha partecipato al progetto con il prof. Roberto Canullo della Scuola di Scienze Ambientali, responsabile a livello europeo delle attività di intercalibrazione e valutazione della qualità dei dati di campo relativi al monitoraggio della vegetazione e della diversità vegetale. Il monitoraggio forestale in Europa è iniziato 25 anni fa sotto l’egida congiunta dell’Unione Europea e del programma ICP Forests del Consiglio Economico per l’Europa delle Nazioni Unite. Grazie a questo progetto, la rete di monitoraggio forestale europea esistente è stata completamente ridisegnata e testata, ed è ora basata su 300 aree di studio intensivo integrate con una rete estensiva di 5000 aree, delle quali 22 in Italia, che coprono tutto il territorio europeo dalla Lapponia alla Sicilia. E’ stata inoltre ridefinita la rete di monitoraggio estensivo, così da renderla integrabile con gli inventari forestali nazionali, per ridurre i costi e facilitare l’uso dei dati raccolti. Il progetto ha coinvolto circa 200 esperti, tra i quali appunto il prof. Canullo, e i dati raccolti sono stati inseriti in una banca dati centralizzata, dove sono a disposizione della Commissione Europea e, su richiesta, di altri ricercatori per usi scientifici. La rete complessa di siti di monitoraggio forestale rappresenta il migliore esempio di “infrastruttura” europea che, tra l’altro, si presta agli obiettivi delle ricerche a lungo termine sulla diversità e le funzioni dell’ecosistema forestale.

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Mostra: Calma e quiete

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Bologna 5 aprile 2011, alle ore 18.00, Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni (Via Manzoni, 2) verrà  inaugurata la mostra  Calma e quiete Progetti subliminali di Alessandro Mendini, Michele De Lucchi e Angelo Micheli  a cura di Philippe Daverio La mostra sarà  allestita al Piano Galleria (II piano), con tre opere di grandi dimensioni esposte al Piano nobile (I piano) nella Sala del Giasone affrescata dai Carracci. Questa piccola mostra è estremamente significativa perché  indaga la dimensione più acuta della sperimentazione fantastica, quella dell’elaborazione pura di elementi che, a prima vista, sembrerebbero avulsi da riferimenti possibili nel mondo quotidiano del costruito ma che già contengono leggi eterne dello stare in piedi combinate con libertà del pensiero poetico. Se  Questa è la prima mostra di Palazzo Fava dopo la sua inaugurazione. Ne è pure una naturale conseguenza in quanto riguarda i percorsi creativi dei due progettisti del suo allestimento,De Lucchi e Micheli, assieme a quelli d’uno dei loro predecessori generazionali, quell’esuberante e mitico Alessandro Mendini al quale la nostra attuale visione dell’estetica non deve poco per quanto riguarda la rottura e il superamento degli schemi mentali razionalisti.” La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 6 marzo al 5 giugno 2011, dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Ingresso gratuito

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Mec-Art Italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2010

Milano 11 gennaio 2011, ore 11.30  Nuova sede del Circolo della Stampa di Milano (Corso Venezia, 48) presentazione per la stampa: nuova edizione di Bergamo Arte Fiera (BAF 2011), la fiera d’arte moderna e contemporanea di Bergamo in programma dal 14 al 17 gennaio presso gli spazi del polo fieristico cittadino, una selezione di opere di Gianni Bertini, Mimmo Rotella, Aldo Tagliaferro, Elio Mariani e Bruno Di Bello.  Inaugurazione: venerdì  14 gennaio 2011, ore 18.00 Quartiere Fieristico di  Bergamo (via Lunga)  L’esposizione vuole sollecitare l’interesse per la sperimentazione nelle forme espressive della Mec-Art (abbreviazione di Mechanical Art), le quali si dimostrano particolarmente utili nel descrivere l’evoluzione dei rapporti fra arte e linguaggio mediatico negli anni ’60, periodo di maggiore espansione della società dell’immagine e della cultura di massa.
Contraddistinta da opere realizzate su tela emulsionata con procedimenti fotografici, eseguite tramite il ricorso a processi meccanici o tipografici (riporti fotografici su tela, serigrafie, artypo e riporti di clichés), la Mec-Art si manifesta come l’interprete della sua epoca documentandone le peculiarità, assimilandone i modelli di riferimento e attuando una vera e propria contaminazione tra cultura contemporanea, arte e nuove tecnologie.  La Mec-Art nasce nella prima metà degli anni ’60 a Parigi, grazie al sostegno del critico francese Pierre Restany, e si sviluppa in Italia fra il 1966 e il 1970.  Restany, convinto della crisi della pittura e stanco della supremazia dell’arte astratto-informale e del suo “gesto creativo”, vede nell’arte meccanica e nella sua “estetica oggettiva” una possibilità per una “ristrutturazione dell’immagine”. Sotto la sua guida ideologica, gli artisti metodologicamente affini alla Mec-Art formano un gruppo internazionale ed eterogeneo fra cui figurano Serge Beguier, Alain Jacquet, Pol Bury e Nikos, oltre agli italiani Gianni Bertini e Mimmo Rotella, i quali hanno un ruolo fondamentale nella crescita del gruppo. Sono, tuttavia, le successive sperimentazioni dei più giovani Aldo Tagliaferro, Elio Mariani e Bruno Di Bello a dare coesione alle teorie di cui la Mec-Art si fa portatrice.   La mostra “Mec-Art italiana” si concentra sulla produzione artistica dei cinque protagonisti italiani della tendenza, non limitandosi agli anni della germinazione ideologica ma comprendendo opere datate fino alla metà degli anni ’70, quando i caratteri distintivi si vanno trasformando nelle poetiche individuali degli autori.  In esposizione le “mitologie” di Gianni Bertini i cui soggetti meccanomorfi spaziano dall’erotismo da rivista patinata, alle automobili, alle motociclette; gli artypo di Mimmo Rotella, rielaborazioni di immagini desunte da materiali tipografici e manifesti pubblicitari; il complesso lavoro di Aldo Tagliaferro fra critica, impegno politico e ricerca sul linguaggio con le sue “possibilità combinatorie”; la cronaca, gli amanti, la periferia e gli interni asettici di Elio Mariani; le scomposizioni e ricomposizioni di Bruno Di Bello e la sua ricerca su segni e scrittura di luce.  Il volume “MEC ART, arte oltre la fine della pittura / kunst nach dem ende der malerei” (a cura di Volker W. Feierabend con testi critici di Francesco Tedeschi, Silvana Editoriale) è consultabile in sede espositiva.  La mostra è organizzata grazie alla collaborazione di Bergamo Arte Fiera 2011 e delle gallerie che vi partecipano.

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Arte visionaria 2010

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Piombino dal 16 al 23 ottobre presso la Galleria Agorà  Una selezione di dieci opere rigorosamente “visionarie” e di grande impatto visivo, concorreranno nella sezione speciale dedicata alla Video Art, dell’attesissima diciannovesima edizione di Visionaria anno 2010. Il Video Festival Internazionale del Cortometraggio in programma a Piombino dal 16 al 23 ottobre, torna a scommettere su questa nuova forma di comunicazione ed espressione artistica, perché come ha spiegato il direttore artistico Mauro Tozzi è stato “tra i primi festival italiani ad occuparsi di videoarte e sperimentazione fin dalla primissima edizione nel 1991”.
Le dieci opere in concorso sono: “52 takes of the same thing, then boobs – 52 inquadrature della stessa cosa, poi tette” di T. Arthur Cottam  (Usa 2010), “Deck – Ponte” di Richard O’ Sullivan  (United Kingdom 2010), “Parallel – Parallelo” di Owen Eric Wood  (Canada 2009), “Quest’estate le zanzare saranno più cattive” di Silvia De Gennaro  (Italy 2010), “Tangos” di Massimo Arduini (Italy 2010), “The Art Qaeda’s Project” di Wei-Ming Ho (Taiwan 2010), “The Polymoids“ di Tina Willgren  (Sweden 2010), “Un B.A.N.C. – Una panchina” di Elise Fay  (Belgium 2010), “Underskin – Sottopelle” di Alessandro Amaducci  (Italy 2009), “Varfix” di Kotaro Tanaka  (Japan 2010).
A selezionarle è stata la giuria composta da Pino Modica e Mauro Tozzi per Visionaria, Marco Rossi Lecce, ex gallerista romano ed esperto di arte contemporanea, e dai critici Francesca Franco e Patrizia Ferri.  Sulle ragioni della scelta, Mauro Tozzi si esprime così: “Nel corso degli anni abbiamo cercato di fondere il piacere della visione con la qualità della proposta, scegliendo opere che avessero un’idea artistica ed una buona tecnica. Spesso, infatti, si tende ad accumulare immagini, quando invece è la scelta di togliere, di arrivare all’osso,a rivelarci l’idea che sostiene l’opera”. (deck, quest’estate)

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Far ripartire la sperimentazione degli Ogm

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

“Una posizione responsabile, oltre che corretta, quella del Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan”. Così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie (oltre 100 associati tra aziende e parchi scientifici e tecnologici), che fa parte di Federchimica, commenta le parole del Ministro dell’Agricoltura Galan in merito alle sperimentazioni di OGM sul territorio nazionale. “La coesistenza tra varietà tradizionali, biotech e biologiche è possibile, a patto che si stabiliscano le indispensabili regole comportamentali, sgombrando il campo dai pregiudizi e facendo parlare la scienza. Già nel 2006 ventuno società scientifiche ed accademie italiane, in rappresentanza di circa 10 mila scienziati italiani, hanno stilato un consensus document in cui si affermava che la coesistenza tra i diversi sistemi agricoli è possibile” puntualizza il Presidente di Assobiotec. “Nessuna contrapposizione, quindi, tra prodotti tipici e Ogm: anzi, è bene ricordare che le biotecnologie possono essere utili alla nostra agricoltura, soprattutto laddove vi sono varietà vegetali a rischio di estinzione, per esempio perché colpite da virosi e parassiti. In questi casi, che riguardano il pomodoro San Marzano o il melo della Val d’Aosta, solo per fare qualche esempio, le biotecnologie possono essere di grande aiuto”. “L’augurio è che, nonostante le decisioni prese ieri dalla Conferenza Stato-Regioni, il nostro paese sappia affrontare con equilibrio e lungimiranza il tema delle applicazioni delle agrobiotecnologie: guai a decidere solo sull’onda di paraocchi ideologici o di interessi corporativi di corto respiro!”

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Funzionalità servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Nasce dall’esigenza di garantire in vari settori quali la ricerca sanitaria, la sicurezza delle cure, le professioni sanitarie, la sanità elettronica, una maggiore funzionalità del Servizio sanitario nazionale e delle prestazioni erogate ai cittadini il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 settembre scorso. Prima dell’invio in Parlamento, il provvedimento sarà sottoposto all’esame della conferenza stato regioni. Il disegno di legge prevede, fra le altre cose: la delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano; che le aziende che producono o commercializzano dispositivi medici siano tenute, fino al 31 marzo 2012, in caso di vendita effettuata a strutture del Servizio sanitario nazionale, al versamento, a favore dell’acquirente, di un contributo pari all’1 per cento della somma fatturata al netto dell’IVA; che nell’ambito delle risorse previste per il finanziamento dei bandi di ‘ricerca finalizzata’ una quota pari al 10 per cento sia destinata a progetti di ricerca sanitaria, presentati da ricercatori di età inferiore ai quarant’anni; istituzione di un Ordine specifico per la professione odontoiatrica; una delega per il riordino delle attività idrotermali. Infine, è istituito dalle Regioni e Province autonome il ‘Fascicolo sanitario elettronico’ (definito come l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario, generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito), a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.

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Sperimentazione animale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2010

“Il Parlamento Europeo ha approvato in seconda lettura, una nuova direttiva (86/609) riguardante la sperimentazione animale che segna una netta inversione  di marcia rispetto al passato non solo su questo tema ma più in generale per quello che riguarda i diritti animali. Gli elementi peggiori sono certamente la possibilità di poter ricorrere, anche se in deroga, a gatti e cani randagi (ma in Italia tale pratica è vietata fin dal 1991), la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione e/o catturate in natura (compresi i Primati e in particolare le grandi scimmie), il ricorso a soppressione per inalazione di anidride carbonica come metodo di uccisione di riferimento, definito dalla legge come “umanitario” ma che in realtà provoca alti e prolungati livelli di sofferenza; la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia e la possibilità di autorizzazione anche per esperimenti altamente dolorosi. Alla fine, un testo nato come “di compromesso” al fine di “snellire la burocrazia”, trascura ogni considerazione di logica, di etica, di rispetto del mandato ricevuto dai cittadini europei ad agire per il bene della comunità. Bene che non può dirsi tutelato quando le principali riviste scientifiche mondiali (in particolare “Nature”) definiscono la pratica della vivisezione “cattiva scienza” e le maggiori agenzie di controllo Usa lanciano un progetto quinquennale di tossicologia molecolare, applicando le indicazioni del NRC (protocollo d’intesa firmato al congresso annuale dell’Associazione Americana per l’Avanzamento delle Scienze). Insomma ancora una volta a pagare saranno tutti quei cittadini e quei malati che vedono frenato il progresso scientifico da metodi di sperimentazione inutili quando non dannosi una volta riprodotti sull’uomo. Ci auguriamo che in fase di recepimento siano messe per iscritto dal nostro Paese norme più restrittive, rispettose dei diritti animali e che promuovano tutte quelle pratiche che escludono l’utilizzo di animali, a partire dalla tossicogenomica.”

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