Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘spese’

Spese per gli statali, pochi investimenti in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

ministero-finanzeIl Tesoro ha calcolato il costo degli statali, il Coisp: “I dati dimostrano con chiarezza quanto poco si investa in sicurezza. Il valore economico riconosciuto al sacrificio dei Servitori dello Stato è a dir poco offensivo”. “I dati diffusi dal ministero dell’Economia con il rapporto relativo alle spese sostenute dai cittadini per i dipendenti statali sono di una chiarezza incontrovertibile: l’investimento sulla sicurezza è letteralmente esiguo, il valore economico attribuito al lavoro unico e non paragonabile a qualunque altro degli operatori della Polizia di Stato è a dir poco offensivo. Sono dati che rendono ancor più evidente quale misera elemosina il Governo abbia voluto riservare a migliaia di Servitori dello Stato che garantiscono la stessa esistenza della democrazia con un rinnovo del contratto, dopo otto anni di illegittimo blocco, che è solo un’offesa alla dignità e alla professionalità di donne e uomini in divisa”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito delle notizie di stampa che hanno riportato i dati calcolati dal Tesoro in merito al costo degli “statali”. La Ragioneria generale ha fatto i conti in base alla situazione nel 2016, puntando l’attenzione sul costo dei dipendenti pubblici, che complessivamente vale 2.197 euro a testa. Al primo posto c’è la scuola, che vale 654 euro per ogni cittadino, seguita dalla sanità con 515 euro, e dalle Regioni con 265 euro pro capite. A notevole distanza, secondo il rapporto diffuso dal ministero dell’Economia, la spesa per la Polizia di Stato, con i suoi 84,15 euro a testa, corrispondenti al 3,83% del totale.“Intanto – aggiunge Pianese – non si può prescindere dalla premessa fondamentale che le spese per la sicurezza non sono un costo ma un investimento a garanzia della libertà, della crescita, del buon funzionamento di tutti gli altri settori del Paese. Ma quel che preme di più rilevare è la differenza fra il poco riservato ai poliziotti italiani rispetto al tanto destinato a tutto il resto, nonostante il sistema sicurezza italiano sia uno dei pochi motivi di vanto per l’Italia nel panorama internazionale. Quello della Sicurezza, infatti, è anzitutto l’unico Comparto dotato di una ‘specificità’ che si traduce solo in moltissime e pesantissime pretese nei confronti dei suoi operatori che non godono, però, di pari riconoscimenti, garanzie, tutele; ma è un Comparto che, giorno dopo giorno, viene gravato da ulteriori, vitali e sempre maggiori responsabilità, dovendo fronteggiare emergenze che ci impongono di stare al passo con le vecchie e nuove minacce che aleggiano sulle vite dei cittadini e dello Stato. Tutto questo, purtroppo, senza alcun serio e concreto riconoscimento del nostro ruolo, del nostro operato, del nostro senso del dovere, del nostro sacrificio”.

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Regione Lazio: Spese che non convincono

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione lazio.jpg“Scarsa trasparenza, aggiramento delle procedure di spesa, favoritismi come quelli elargiti a Legambiente e lobby Lgbt, sino alla vergogna in cui il presidente della Regione partecipa ai funerali delle vittime di Amatrice pagando in affidamento diretto un service televisivo affinché faccia la riprese per il maxischermo. Nelle spese del 2016 per comunicazione e immagine, c’è la sintesi di come Nicola Zingaretti ha governato sino ad oggi il Lazio, puntando tutto sull’apparenza e sull’uso disinvolto selle risorse regionali per costruire il network delle amicizie”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia rispetto alle spese per la comunicazione per l’anno 2016 pari a 1 milione 776mila euro risultanti dal Bilancio regionale. “Meravigliano poi le risorse, ben 150mila euro, che la Regione ha riservato alla controllata Lazio Innova per la realizzazione di una generica attività del Progetto di comunicazione istituzionale 2016. E ancora, ben 80mila euro per l’associazione Gay Help Line, così da tenersi nelle grazie la potente lobby Lgbt. Per non parlare dell’assurdo finanziamento di 6mila euro a Legambiente, nella sua XXVIII edizione del festival nazionale a Grosseto. Oltre alle prebende, vogliamo andare fino in fondo e vederci chiaro sull’affidamento a Lazio Innova, presentando immediatamente un accesso agli atti per conoscere obiettivi e beneficiari dei 150 mila, riservandoci di spedire tutte le carte all’Anticorruzione affinché vigili sulla correttezza delle procedure di spesa adottate. Soldi mal spesi, scelte familistiche e obiettivi non documentati, rendono l’immagine del presidente sempre più opaca. Il milione e oltre 700 mila euro spesi in questo modo gridano vendetta di fronte a una regione con il record di cassaintegrati e nuovi poveri” conclude Santori.

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Immigrati: “Obbligare coop a rendicontare spese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

immigratiLa legge parlamentare d’iniziativa regionale “taglia-business” sull’immigrazione si allarga a macchia d’olio: “Dopo averla presentata in Consiglio regionale della Toscana oggi il nostro consigliere regionale Paolo Truzzu, insieme ad altri consiglieri di centrodestra, l’ha depositata anche in Sardegna – spiega Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, promotore dell’iniziativa che stamani era a Cagliari per lanciare la proposta – domani presenteremo la legge in Piemonte e la prossima settimana in almeno altre due regioni. Vogliamo che la nostra iniziativa per obbligare i soggetti che si occupano di accoglienza a rendicontare le spese venga accolta: chiedere trasparenza sui soldi pubblici che spendiamo per l’immigrazione è un dovere morale, prima che un’azione politica”. “In ogni regione troviamo un motivo in più per avvalorare la nostra tesi – sottolinea Donzelli – come ha ricordato oggi Paolo Truzzu, in Sardegna negli ultimi due anni sono sbarcati 15mila immigrati, una vera e propria invasione se si considera che in quella regione sono soltanto 16 su 377 i comuni che contano più di 15mila abitanti. In Italia il business dell’accoglienza costerà nel 2016 ben 4 miliardi di euro: non è accettabile che si antepongano le esigenze economiche delle cooperative che gestiscono una grande fetta dell’accoglienza a quella dei cittadini italiani – conclude Donzelli – siamo convinti che fermando il business riusciremo anche a limitare il fenomeno degli sbarchi incontrollati”.

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Su le spese, giù la maschera: banche grandi beccate ad aumentare i costi dei cc

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2016

luca-barniForse sbaglio io, banchiere di provincia che lavora in una piccola banca di credito cooperativo, una di quelle banche che, quando una BCC è in difficoltà, la sostiene concorrendo al fondo di risoluzione del proprio sistema senza avere un euro dalle altre banche (e, soprattutto, dai cittadini contribuenti), ma che –chissà perché– fa la sua parte nel pagare le crisi altrui. Forse sbaglio io a stupirmi dell’aumento nei costi dei conti correnti stabilito unilateralmente da alcuni grandi istituti di credito motivato con il rientro sui costi del “Fondo Nazionale di Risoluzione”. Forse sbaglio io, perché loro aumentano i costi; per un po’ i media ne parleranno e poi tutto riprenderà come prima.Forse sbaglio io, che ho scelto la filosofia di una banca veramente cooperativa, che con il territorio non ha mai perso il contatto e che della mia banca è il vero azionista. È quindi al territorio che risponde la mia banca e, se prendessimo una decisione di questo tipo, non leggeremmo semplicemente sulla stampa locale qualche articolo: avremmo agli sportelli delle nostre filiali i correntisti e –temo- riceverei anch’io diverse mail o telefonate. Se la responsabilità è –come giusto– di chi decide, la decisione dei grandi istituti piove da altezze irraggiungibili; nel nostro caso è a portata di mano, delle famiglie, come delle imprese. Non si scappa: la nostra faccia, i correntisti e i soci l’hanno ben presente. Fermo restando la libertà di una scelta come l’aumento dei costi dei cc, la banca che decide questa mossa sa che la clientela più interessante non farà le valigie. Ma forse sbaglio io a non comprendere quella logica che è regola in tante grandi banche: il profitto sempre e comunque. Perché da quello dipendono il posto e gli incentivi dell’alto management. E cosa volete che siano 25 euro in più all’anno per il cc? Sarà un caso che gli scandali di cui leggiamo nelle ultime settimane (per tacere dei mutui subprime, che appartengono ormai alla storia) e che portano alle maxi multe come quella richiesta dalla FED per Deutsche Bank vedano sempre i grandi sul banco degli imputati? Per me no, perché certi comportamenti non sono il frutto di schegge impazzite, ma di un modus operandi che non capisco e non voglio capire. Forse sbaglio? (Luca Barni Direttore generale BCC Busto Garolfo e Buguggiate) (foto: luca barni)

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Spese farmaceutiche e oncologia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2016

Ministero salute“Plaudiamo alla proposta di dividere il tetto della spesa farmaceutica per macroaree. Uno dei settori più critici è rappresentato proprio dall’oncologia. In dieci anni il prezzo dei farmaci anti-cancro è duplicato, passando da 4.500 dollari a più di 10mila al mese. L’Italia finora è riuscita a reggere l’impatto di questa crescita, grazie ai sistemi di rimborso concordati con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Infatti nel nostro Paese il prezzo medio dei trattamenti antitumorali è fra i più bassi d’Europa. La suddivisione per macroaree risponde al nostro appello di istituire un fondo nazionale dedicato ai farmaci oncologici innovativi, che potrebbe essere finanziato attraverso il gettito derivante dal tabacco, un centesimo in più a sigaretta, con il duplice obiettivo di sostenere il fondo e contrastare il tabagismo. In questo modo le nuove armi sarebbero garantite a tutti i pazienti”. Il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), sostiene con forza l’ipotesi di “spacchettare” il tetto della spesa farmaceutica in diverse parti attribuendo più risorse alle aree terapeutiche che ne hanno maggiore necessità. La proposta sarà esaminata giovedì prossimo nella riunione del tavolo per la Governance farmaceutica con la presenza dei Ministri della Salute e dell’Economia e dei rappresentanti delle Regioni e dell’AIFA. “Nel 1971 il Presidente USA, Richard M. Nixon, volle affrontare la sfida contro i tumori annunciando alla Nazione l’istituzione di un fondo ad hoc di 100 milioni di dollari per dare impulso ad una ‘campagna intensiva nella ricerca di una cura per il cancro’. Nacque così il National Cancer Act – sottolinea il prof. Pinto -. A quarantacinque anni di distanza il Presidente Obama ha rilanciato e sostenuto con importanti risorse il progetto della ‘Precision Medicine’ che vede al centro l’oncologia. In questo periodo sono stati compiuti importanti passi avanti sia sul fronte della prevenzione che del trattamento delle neoplasie. La portata delle innovazioni che stanno per essere introdotte richiedono tuttavia uno sforzo della stessa portata. Sia in Europa che negli Stati Uniti, infatti, sono in fase di approvazione numerose molecole innovative destinate a trasformare il panorama dei trattamenti oncologici”. Nel 2015 sono stati registrati nel nostro Paese 363.300 nuovi casi di tumore, ma le percentuali di sopravvivenza sono in costante aumento. Oggi infatti il 60% dei pazienti sconfigge la malattia. “Fra il 2010 e il 2014 sono stati introdotti, a livello globale, 45 nuovi farmaci anticancro per 53 indicazioni – continua il prof. Pinto -. E tra pochi mesi 15 nuove terapie saranno a disposizione dei clinici. Gli avanzamenti nelle misure di controllo e nelle tecnologie, i progressi nella chemioterapia più attiva e meglio tollerata, l’introduzione delle terapie a bersaglio molecolare e più di recente dell’immuno-oncologia, che sblocca le difese immunitarie contro il tumore, stanno sempre più producendo un allungamento della sopravvivenza con una buona qualità di vita”. “Il 2016 potrebbe rappresentare l’anno di svolta per un intervento nazionale sul cancro – conclude il prof. Pinto – con l’istituzione di un fondo ad hoc che contribuisca al rimborso alle Regioni dei farmaci oncologici a forte carattere innovativo. Un vero e proprio ‘Fondo Nazionale per l’Oncologia’ per la prima volta in Italia. Questo fondo costituirebbe la risposta politica alla sfida del secolo: curare i malati di cancro, garantendo loro le armi più efficaci”.

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Condomini: ascensori e spese

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2014

Ormai e’ diventato un tormentone in tutte le riunioni condominiali dove si esprime l’italica volonta’ al litigio. Chi deve pagare le spese ordinarie e straordinarie dell’ascensore? Come e’ ripartita la quota? I condomini del piano terra contribuiscono? Proviamo a far luce. Le spese di ordinaria manutenzione, comprensiva di riparazioni, e’ ripartita tra tutti i condomini, secondo il criterio di ripartizione delle spese definiti dagli articoli 1123 e 1124 del Codice Civile, e cioe’ il 50% in ragione dei millesimi di proprieta’ degli appartamenti e il 50% in proporzione all’altezza del piano, considerato che, chi abita ai piani piu’ alti, fara’ un uso maggiore dell’ascensore. Le spese straordinarie devono, invece, essere ripartite, proporzionalmente ai millesimi, tra tutti i condomini proprietari dell’immobile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Diabete: ventilate modifiche di rimborsabilità in senso restrittivo delle terapie incretiniche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2013

La Società Italiana di Diabetologia (SID), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e Diabete Italia, in rappresentanza delle Associazioni delle Persone con diabete, prendono atto con sollievo e soddisfazione dell’interesse mostrato dalle Istituzioni in merito alla questione da loro illustrata con la lettera aperta indirizzata al Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, e al Direttore Generale dell’AIFA, professor Luca Pani, circa le ventilate modifiche di rimborsabilità in senso restrittivo delle terapie incretiniche. Tale interesse istituzionale si è concretizzato con l’interrogazione parlamentare depositata il 21 maggio in Commissione Igiene e Sanità del Senato dalla Vicepresidente della Commissione XII del Senato, Sen. Maria Rizzotti.
SID, AMD e Diabete Italia confermano la loro piena, indipendente ed incondizionata disponibilità a collaborare con AIFA per la definizione delle più appropriate indicazioni sulla rimborsabilità delle terapie innovative per il diabete, sottolineando che le stesse debbano essere ispirate, seppure nella sostenibilità economica, dalle linee guida nazionali ed internazionali, nonché dal diritto dei cittadini italiani con diabete di poter usufruire dei trattamenti innovativi, così come avviene per gli altri cittadini europei.Ribadiscono dunque la richiesta di un confronto aperto e costruttivo con AIFA, da concretizzarsi con l’apertura di un tavolo di discussione, in merito al processo di revisione della rimborsabilità delle terapie basate sulle incretine, fondato su solide basi cliniche e scientifiche.Sottolineano infine come questa richiesta delle società scientifiche e delle rappresentanze delle persone con diabete sia esclusivamente motivata da considerazioni di carattere scientifico e preoccupazioni di tipo clinico, oltre che dalla volontà di tutelare la salute e la qualità della vita delle persone con diabete che vivono in Italia, non certamente da interessi commerciali. (Dr. Carlo Giorda Presidente Associazione Medici Diabetologi)

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O si tagliano le spese o Italia andrà svenduta a prezzi di saldo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Meno regole italiane, più regole americane . Queste sono le richieste dell’amministratore straordinario pro tempore, continuando ad essere succubi della finanza ? Di una finanza perversa che vuole conquistare un nuovo territorio al modello economico-sociale-politico più consono alla sua egemonia Vogliamo pensare a quale futuro vogliamo per noi, quali valori e quali aspettative. La classe politica altrove impegnata (?) non è riuscita ad arginare le difficoltà economiche in arrivo e tra il rischio di un default e un salvataggio ha preferito rinunciare a grandi parti di autonomia decisionale. Dobbiamo evitare che tutto il sistema sanitario, sociale e civile di tipo “europeo” venga smantellato per replicare modelli dove si può persino morire davanti a un ospedale se non si ha una carta di credito liquida disponibile. Se il popolo contrasterà la volontà dell’attuale governo , il salvagente finanziario “messo a disposizione” per tenere a galla i titoli di stato verrà rimosso e l’Italia affonderà. Se preferiamo gli aiuti saremo colonizzati e l’Italia svenduta con la sparizione di tutti i nostri valori sociali,solidali, spirituali ecc. Cosa fare in alternativa? Liquidare tutto il sistema politico, da sostituire con persone maggiormente qualificate e con curriculum di valori provati (meritocrazia ed etica). DIMEZZARE LE SPESE PER LO STATO ( auto blu- spese militari – contributi ai partiti- vitalizi ecc ). Fantasie ? Impossibile arrivare a ciò non è nella nostra indole? L’aumento delle tasse e della burocrazia diminuisce spaventosamente il potere di acquisto che ha come conseguenza minor consumi e una diminuzione della produzione. E l’Italia corre veloce verso l’ avvitamento . L’uscita dall’Euro è solo procrastinata (deleria per il nostro paese), ma prima dobbiamo regalare tutto quello che ci resta; imprese , beni demaniali , impedendoci di salvarci ? Il patto tra cittadini vessati e politici è rotto. (Orlando MASIERO)

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6 settembre: sciopero generale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Milano: Sciopero Generale Nazionale della CGIL

“La manovra del governo peggiora di giorno in giorno ed esprime un vero odio di classe contro i lavoratori, i pensionati, i disoccupatii giovani e i precari. Non deve essere approvata”, così Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo Confederale USB, annuncia lo sciopero generale di domani proclamato da USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI. “L’Unione Europea non è la cura dei problemi ma la malattia – prosegue Leonardi – e domani scenderemo in piazza in tutta Italia contro la macelleria sociale imposta agli stati nazionali per rispondere agli appetiti delle banche e degli speculatori, appetiti di cui non si vede la fine. Ricordiamo – sottolinea il dirigente USB – che le manovre 2010-2011 ammontano complessivamente a oltre 130 miliardi di Euro, pari a oltre 250.000 miliardi di Lire, cioè tre volte la manovra per entrare in Europa di Amato nel ‘92”.
Conclude Leonardi: “Il sindacalismo conflittuale chiede invece la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari, la difesa dei servizi sociali, della scuola e dei beni comuni, ed è contro l’accordo del 28 giugno scorso, che cancella il Contratto Nazionale e che è alla fonte dell’articolo 8 della manovra”. Lo sciopero generale sarà dell’intera giornata con manifestazioni territoriali. manifestazioni:
• Roma corteo con concentramento ore 9.30 in Largo Corrado Ricci (angolo via Cavour); percorso: via dei Fori Imperiali, pazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, l.go Argentina, corso Vittorio Emanuele II. Conclusione in piazza Navona con interventi dal palco.
• Lombardia – Milano Largo Cairoli, ore 9.30;
• Piemonte – Torino Piazza XVIII Dicembre (Stazione Porta Susa) ore 9.30;
• Liguria – Genova Largo Lanfranco (davanti Prefettura), ore 9.00;
• Veneto – Mestre Piazzale Stazione FS, ore 9.00;
• Emilia Romagna – Bologna Piazza XX Settembre (vicino Stazione FS), ore 9.00; Toscana – Firenze Piazza SS.Annunziata, ore 9.00; Marche – Ancona. Piazza del Plebiscito, ore 10.30; Abruzzo – Pescara. Corso Vittorio Emanuele II (davanti Banca d’Italia), ore 9.30;
• Campania – Napoli Piazza Cavour, ore 10.00; Puglia – Lecce Piazza Sant’ Oronzo, ore 10.00;
• Calabria – Lamezia Terme Piazza Italia, ore 09.30;
• Sicilia – Palermo. Piazza Giulio Cesare, ore 9.00;
• Sardegna – Cagliari. Piazza S. Cosimo, ore 9.00
• Nuoro, Piazza Vittorio Emanuele, ore 9.00.

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Manovra e spese militari

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

“E’ significativo per comprendere l’attuale situazione il fatto che dopo tutti i discorsi degli esponenti del governo sulla crisi economica in atto, e gli impegni assunti con i numerosi Ordini del Giorno accolti sul taglio delle spese militari, delle prebende e regalie di cui beneficiano i generali delle Forze armate e i “satrapi del Cocer”, la Commissione Bilancio del Senato abbia respinto tutti e 15 gli emendamenti presentati dal Pdm tramite i senatori radicali Perduca e Poretti, che adesso li ripresenteranno in Aula. Questa volta, in caso di bocciatura, Perduca e Poretti non ne chiederanno la conversione in Ordini del Giorno perché è chiaro che la parola del Governo, dei suoi Ministri e del suo Presidente non vale nulla. Occorre interrompere immediatamente questo circolo vizioso che vede gli Italiani affannarsi per arrivare a fine mese mentre il governo continua a sperperare miliardi di euro per acquistare armamenti inutili.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Tumore prostata, nuovi farmaci efficaci ma costosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Le approvazioni di tre nuovi farmaci, avvenute negli ultmi 15 mesi, per il trattamento del tumore alla prostata in stadio avanzato, che allungano la sopravvivenza dei pazienti di alcuni mesi, da parte della Food and drug administration, hanno sollevato riflessioni da parte delle assicurazioni sanitarie. Lo riporta il New York Times, secondo cui le nuove terapie potrebbero costare alla nazione «miliardi di dollari in spese mediche». Farmaci come sipuleucel-T (Provenge), abiraterone acetato (Zytiga) e cabazitaxel (Jevtana), secondo gli analisti, promettono proventi esorbitanti alle case farmaceutiche che li producono, che potrebbero arrivare a superare il miliardo di dollari di fatturato. Gli stessi costi, tuttavia, preoccupano gli assicuratori e, di conseguenza, i pazienti. Sipuleucel-T, per esempio, costa 93 mila dollari per una tranche di trattamento, mentre la spesa con abiraterone acetato arriva a circa 5 mila dollari al mese. Infine, tre settimane di trattamento con cabazitaxel costano circa 8 mila dollari. In definitiva, con questi farmaci si potrebbe arrivare a una spesa di 500 mila dollari e oltre per paziente, spiega Joel Sendek, analista finanziario di Lazard: «Una cifra che il sistema non può permettersi, soprattutto perchè l’80% dei pazienti sono in Medicare, cioè il sistema di assistenza sanitaria pubblica americana destinato agli anziani».

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Roma: rincari tariffe e tagli di spesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Nel bilancio di previsione per il 2011 del Comune di Roma è prevista una manovra che porterà una serie di rincari delle tariffe per i cittadini e numerosi tagli di spesa. Se giovedì 30 giugno il bilancio sarà votato, i romani pagheranno del 12% in più la tariffa sui rifiuti. Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia Dei Valori, ha tenuto ha sottolineare l’inottemperanza delle scelte dell’amministrazione comunale circa le necessità dei cittadini capitolini: “Bombardano i romani con un aumento della tassa sui rifiuti quando molto spesso gran parte dei municipi si trova a fronteggiare situazioni degradanti”. Tra gli altri provvedimenti previsti, un aumento dei costi dei loculi cimiteriali e biglietti d’ingresso ai musei più cari per i non residenti. “Nemmeno i morti lasciano in pace – continua l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro -. La città di Roma è in mano ad un amministrazione che mira solamente a fare cassa, facendo da esattore, o meglio da Kapò verso i cittadini, giacché trascura le loro vere esigenze. Penso al grave problema degli asili nido o all’emergenza abitativa. Non si va incontro alle reali necessità delle famiglie – conclude Soldà -, dando precedenza alla quadratura contabile dei conti. Si deve certamente curare il bilancio comunale, ma attraverso scelte politiche adeguate”.

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Beatificazione Wojtyla e spese comune di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2011

Dichiarazione dei senatori Radicali, Donatella Poretti e Marco Perduca: “Passata la festa gabbato lo santo, recita il vecchio proverbio adatto piu che mai alla situazione. Previsto e puntuale è stato presentato da parte del Comune di Roma al Governo il conto della cerimonia per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Il sindaco Alemanno aveva gia’ stimato spese non coperte per oltre 3 milioni nei giorni scorsi e noi avevamo chiesto al Governo chi li avrebbe pagati con una interrogazione parlamentare. Oggi si scopre che il conto e’ perfino piu salato: mancano ben 4,6 milioni di euro che per un Comune dalle casse vuote come quello di Roma non e’ piccola cosa.
E ora che succede? A fronte delle generose parole di non voler gravare sulle casse dello Stato italiano dalla Santa sede, attraverso l’Opera romana pellegrinaggi, sono arrivati solo 370 mila euro (80 mila in meno di quelli promessi); e gli sponsor che dovevano coprire il resto che fine hanno fatto? E la Regione presentera’ anche lei il conto? La cerimonia non essendo stata inserita tra i Grandi Eventi ora non puo’ piu gravare sulle casse dello Stato italiano. E nonostante il sindaco chieda aiuto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, solo un miracolo di cassa potrebbe risolvere la situazione.

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Meno matrimoni ma la spesa è sempre alta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Il giorno più bello della vostra vita, confetti, velo bianco, scambio degli anelli e lancio del bouquet. Queste sono le immagini ricorrenti nella fantasia delle coppie che si preparano al matrimonio, ma per sposarsi servono anche organizzazione e denaro. Prestiti.it, il portale che permette di paragonare in modo rapido e veloce le offerte proposte da finanziarie e Istituti di credito per chi necessita di prestiti personali, ha analizzato oltre 300.000 richieste di prestito personale arrivate al sito negli ultimi sei mesi scoprendo che il 2% di chi richiede questo tipo di finanziamento in Italia lo fa per sposarsi e la cifra di cui necessita è pari a 16.000 euro. Sposarsi è un impegno economico non indifferente: secondo le ultime statistiche, nel 17% dei matrimoni italiani il costo supera i 30.000 euro e le spese più importanti sono il ricevimento, che in media può costare, in funzione della location e del numero di invitati, dai 5.000 ai 10.000 euro, e l’abito della sposa, per il quale bisogna preventivare una spesa dai 1.500 ai 7.000 euro. In Italia ci si sposa sempre più tardi e la prova di questo è che l’età media di chi richiede un prestito è di  38 anni. Chi chiede un prestito personale per questo scopo si impegna per 5 anni e, a livello nazionale, sono soprattutto gli uomini a richiedere il prestito, (quasi il 73% dei casi). In alcune regioni si registrano differenze significative: in Puglia la percentuale degli uomini che richiedono un prestito per il matrimonio è più alta di ben dieci punti rispetto al valore nazionale (82%), mentre in Sardegna il dato è ribaltato e, nel 60% dei casi sono le donne a richiedere finanziamenti per i matrimoni. Quasi sempre sono gli sposi stessi a richiedere il finanziamento per il matrimonio, ma secondo Prestiti.it fanno eccezione alcune province dove sono invece i genitori a fare domanda del prestito, come accade a Parma, Barletta-Andria-Trani, Campobasso o Caltanissetta. Nelle regioni meridionali, dove le tradizioni e la simbologia del matrimonio classico sono ancora molto sentite, si richiedono cifre superiori alla media: 19.000 euro in Calabria, 18.000 in Molise e Basilicata e 17.000 mila sia in Sicilia che in Campania; scendendo in un’analisi dei dati provinciali, Prestiti.it evidenzia come le somme maggiori siano richieste a Benevento (29.500 euro), a Vibo Valentia (26.800 euro) e a Sassari (quasi 25.000 euro). Le regioni dove invece si richiedono finanziamenti minori sono tutte al Centro-Nord; sotto la media nazionale sono il Veneto (13.250 euro),la Lombardia (13.800 euro), il Lazio e l’Emilia-Romagna (entrambe attorno ai 13.600 euro); fermandoci ai dati provinciali, i minori prestiti richiesti sono quelli necessari a Prato (6.300 euro), Ravenna (7.300 euro), Alessandria (9.900 euro).

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Caso Ruby: Berlusconi rilancia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Mentre da una parte emerge un quadro desolante sulle abitudini sessuali del premier e pesa su di lui l’accusa di aver fatto sesso con una minorenne e di concussione per averla protetta durante il suo arresto avvalendosi della sua carica, dall’altra la linea di difesa suggerita dai suoi avvocati è stata quella di negare tutto e di non presentarsi in Procura. I magistrati della procura milanese, a detta di Berlusconi, hanno preso una cantonata e, dopotutto, non sono nemmeno competenti ad indagare. Ora con molta probabilità ci penserà il ministro Alfano ad inviare gli ispettori per fare i conti delle spese sostenute per mettere in piedi questo castello accusatorio indebitamente allestito. Non solo. Si prevede che saranno intentate molte cause ai giornali e alle emittenti televisive che hanno diffuso la notizia senza i debiti riscontri.
Lo scenario che si prospetta è una lunghissima controversia giudiziaria. Forse tra otto o dieci anni sapremo finalmente cosa è davvero successo dietro le mura della villa di Arcore. Intanto già ci ha pensato il Tg1 a far notare agli italiani che vi è stato un illustre precedente di errore giudiziario allorchè il presidente della repubblica Giovanni Leone è stato costretto alle dimissioni per un polverone di accuse che poi, a distanza di anni, si sono rivelate inconsistenti. Ma l’esempio citato di  Giovanni Leone può anche dirci che oggi dobbiamo levarci tanto di cappello al cospetto di un uomo che pur sapendosi innocente ha preferito dimettersi per rispetto alla carica che aveva e delle istituzioni. Questo è senso dello stato. Questo è un genere di cose che taluni uomini politici di oggi sono ben lungi dal capire. E’ la misura della loro cultura.
Sta di fatto è che ora ci dobbiamo abituare ai tempi lunghi della giustizia. Partirà senza dubbio il ricorso degli avvocati di Berlusconi sulla incompetenza degli inquirenti e ci dovrà pensare la cassazione e dipanare la matassa. Poi si andrà avanti con altri cavilli giudiziari e il legittimo impedimento del premier. E se tutto non bastasse c’è sempre la possibilità che si vada alle elezioni anticipate. Un altro rinvio e un’altra vittoria schiacciante perché gli italiani “se ne fregano” della vita privata di Berlusconi. Possono solo invidiarlo per le sue avventure. E tutto questo lo dobbiamo ancora una volta alle opposizioni che continuano a litigare sul sesso degli angeli ma non sanno proporre un uomo capace di raccogliere il consenso di tutti e diventare il naturale e credibile uomo di governo. E ancora una volta procediamo lungo il solco del “divide et impera” oggi di Berlusconiana memoria. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Famiglie: previsioni spese 2011

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Gli ultimi dati Istat evidenziano che le retribuzioni si sono mosse in linea con l’inflazione (+1,7%), mentre l’aumento delle pensioni è leggermente superiore all’1%. Aumenti insufficienti a bilanciare gli aumenti ben più consistenti che si preannunciano sia  per il carrello della spesa che per le principali tariffe.
•    Carrello della spesa Molti fornitori hanno richiesto alla distribuzione aumenti dei propri listini attorno al +4/+5%. Aumenti all’ingrosso che rischiano di essere trasferiti al carrello della spesa (nonostante il calo dei consumi!) con aggravi che possono oscillare dai 200 ai 300 euro.
•    Bollette luce e gas Si riduce per la luce e aumenta per il gas. Può sembrare una contraddizione, ma questa è la realtà. Le ragioni si chiamano concorrenza. Nel settore dell’elettricità da dicembre 2009 a dicembre 2010 il costo della bolletta elettrica si è ridotto del 6,5%, al contrario di quanto è avvenuto per il gas dove nello stesso periodo la bolletta è aumentata dell’11%.  Considerato che la famiglia spende mediamente dai 200 a 350 euro per l’elettricità e dagli 800 ai 1500 euro per il riscaldamento, è da prevedere un aggravio di spesa che può oscillare dagli 80 ai 150 euro.
•    Carburanti L’aumento nei 12 mesi per la benzina e per il gasolio è stato di 16 cent/litro. Poiché ogni veicolo consuma mediamente 1000 litri l’anno e in ogni famiglia ci sono 1-2 veicoli ciò implica una previsione di maggiore spesa di circa 150-250 euro/anno.
•    Assicurazioni Aumenti consistenti sull’Rc auto sono in corso già da alcuni mesi. La situazione è differenziata in relazione al territorio, al veicolo, all’età del conducente, ecc.. In media gli aumenti sono attorno a +10/+15% che rapportato ad un premio medio di circa 550 euro per 1-2 veicoli per famiglia implica una previsione di maggior spesa dai 50 ai 150 euro. Per i giovani il costo medio è invece di oltre il doppio.
•    Acqua e rifiuti Molte sono le segnalazioni di aumenti consistenti sia della tariffa dell’acqua che di quella dei rifiuti con aumenti anche del 20-30% giustificati dal fatto che la tariffa era ferma da alcuni anni o dai nuovi costi della differenziata. Poiché la spesa media per l’acqua è di 200 euro/anno con oscillazioni che vanno dai 100 ai 300 euro a seconda delle città e analoga situazione è quella dei rifiuti urbani, gli aumenti prevedibili possono oscillare da zero dove non ci sono variazioni ai 50 euro.
•    Autostrade e autovie Previsti aumenti anche per Autostrade. Anche in questo caso gli aumenti sono molto differenziati: dal 2 al 20%. Ricordiamo inoltre che l’Anas ha preannunciato aumenti per le c.d. autovie di raccordo fra le autostrade e le circonvallazioni. Ipotizzando una spesa media dai 100 ai 300 euro annui a famiglia, l’aumento può essere quindi dai 2 euro ai 10 euro.
•    Ferrovie Anche per il trasporto ferroviario in particolare per i pendolari sono stati preannunciati aumenti dell’ordine del 20-25%. Aumenti che dovranno essere concordati con le Regioni e quindi anche in questo caso la realtà sarà molto differenziata. Prevedendo anche in questo caso una spesa dai 50 ai 150 euro, la maggior spesa prevedibile per il 2011 potrà essere dai 10 ai 30 euro.
•    Multe Mentre gli indici a favore di chi lavora sono stati aboliti, non così è per lo Stato. Tutte le multe del Codice della Strada aumenteranno del 3,5%.
•    Canone Rai L’aumento sarà di 1,5 euro, passando così dagli attuali 109 a 110,5 euro.
Una maggiore spesa per le famiglie può oscillare dai 500 ai 1000 euro, aumenti che, per il segretario Generale di Adiconsum Paolo Landi, avranno un’incidenza molto differenziata sulle famiglie: più pesanti per i pensionati dove il recupero si limita ad aumenti delle pensioni poco più dell’1% e per i monoreddito. In mancanza di provvedimenti le differenze sociali tenderanno ad aumentare come pure il livello di povertà.

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Feste natalizie: le spese degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

I budget a disposizione dei nuclei familiari italiani diminuiranno leggermente questo Natale e si prevede che le famiglie spenderanno in media 563,5 Euro, in calo di solo lo 0,5% rispetto allo scorso anno
Questo Natale si prevede che le famiglie italiane spenderanno circa 297,6 Euro in regali, 163,2 Euro per cibo e bevande, 35 euro in decorazioni natalizie e 67,7 in viaggi  Tra i regali natalizi si prevede la spesa maggiore per abbigliamento (vestiti e calzature) (54,2%), seguito da gadget ed elettronica (19,5%), giocattoli (12,7%) e cosmetici (12,1%)  Relativamente, si prevede che il Regno Unito spenderà la cifra più alta complessiva per il Natale (756,44 Euro), seguito da Svezia (637,31 Euro) e Spagna (623,07 Euro). I Paesi Bassi (442,65 Euro) e la Francia (511,87 Euro) spenderanno complessivamente le cifre più basse insieme all’Italia (563,5 Euro)  Le famiglie inglesi spenderanno invece la cifra più alta in Europa in gadget (115 Euro) e giocattoli (83,68 Euro), quelle norvegesi in cosmetici (60 Euro), mentre gli italiani spenderanno più di ogni altra nazione europea in abbigliamento e calzature (161,42 Euro) Si prevede che le famiglie italiane spenderanno online 4% del budget natalizio.

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Finanziamenti per le spese belliche

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

Il ministro Tremonti ha recentemente annunciato che saranno stanziati ulteriori finanziamenti ai militari, in particolare per le missioni all’estero. Mentre la sanità, il welfare e la scuola vanno in pezzi, grazie ai nuovi soldi del ministro, manderemo altri soldati  in Afghanistan e probabilmente ulteriori  armi per la guerra. Sulla tendenza nota dell’attuale esecutivo a favorire la presenza dei nostri contingenti in zone di guerra è a venire meno ai principi dettati dall’articolo 11 della  Costituzione interviene Gennaro Saltalamaccchia, responsabile per la Difesa e gli Affari Militari dell’Italia dei Diritti: “A quanto pare il Governo attuale si impegna in maniera esagerata sul fronte bellico sprecando tantissime risorse e non sopperisce ai veri problemi di cui il nostro Paese ha bisogno. Lo ha dimostrato il recente disimpegno sui problemi della sanità, della scuola  e della cultura”.  Nella guerra in Afghanistan se ne andranno nel 2011 oltre trecento milioni di euro e al contempo saranno create nuove commesse per il grande scacchiere bellico, chiamata per comodo complesso “militare- industriale”. Sulle cifre sopra citate, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro aggiunge: “Anziché arricchire le multinazionali che fabbricano armi, – conclude amareggiato  Saltalamacchia – , bisognerebbe creare dei nuovi posti di lavoro efficienti e proficui per la nostra comunità, visto che i dati sull’occupazione sono allarmanti e rischiano di creare un vero e proprio collasso sociale  e quindi, auspico che tutto questo spreco venga ridimensionato per favorire nuove politiche socialmente più sensate”.

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Arrivano in aula le “spese pazze” del Senato

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Intervenendo a fine seduta, il Senatore Radicale Marco Perduca ha detto: “Desidero portare all’attenzione della Presidenza e dei colleghi quanto apparso oggi in un articolo su “la Repubblica” relativamente ad una delle sedi che dovranno ospitare alcuni nostri uffici, i palazzi di Santa Maria in Aquiro, che hanno una superficie totale di 3.000 metri quadri ed un progetto che prevede di ricavare 51 uffici. La ristrutturazione è costata 25 milioni di euro, di cui 20,5 finanziati dal Provveditorato alle opere pubbliche e 4,5 dal Senato. Ogni anno il Senato, da quando è stato firmato il contratto di locazione, spende 471.000 euro di affitto. Il contratto scade nel 2021. Questi conti sono stati effettuati sulla base di documenti pubblici, difficilmente recuperabili grazie ad alchimie tra il barocco e il bizantino del nostro sito Internet, dal segretario dei radicali italiani Mario Staderini, che sui costi ha ingaggiato più volte una battaglia.
La consegna del primo lotto era prevista nel 2006, poi slittata nel 2008, poi un'”aggiuntina” nel 2009 e adesso, nella relazione allegata all’ultimo documento del bilancio del Senato 2010, approvato un mese fa, si prevede finalmente «la consegna degli uffici entro l’anno». Ma con una postilla: occorre ancora una volta destinare significative risorse finanziarie all’acquisizione degli arredi, indispensabili alla funzionalità degli uffici e dei locali. Insomma, a spanne, manca ancora un milione per poter utilizzare questo edificio dove per sbaglio, un paio di settimane fa, è entrata la senatrice Poretti che ha così avuto modo di apprezzare le condizioni dello stabile. Ci è stato detto, in risposta ad alcuni rilievi posti durante il dibattito generale sul bilancio del nostro Senato, che probabilmente l’edificio sarà pronto a fine legislatura. Sappiamo però che in Italia le legislature non hanno una scadenza fissa. Quindi, in effetti, la concomitanza della fine dell’anno potrebbe sovrapporsi con la fine della legislatura. Occorre che il Presidente del Senato chiarisca qual’e’ la situazione per
il futuro segnalando quale siano, in effetti, i benefici e i risparmi di questa soluzione che, pare, dovrà essere abbinata all’immobile in Largo Toniolo, i cui cantieri sono stati appena aperti”, ha concluso il senatore Perduca.

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Lazio: spese consulenze Polverini

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

“Come si fa a bandire una gara da quattro milioni e 600 mila euro per una consulenza? Per fare una centrale acquisti che già esiste in Emilia, in Toscana, in Lombardia, in Veneto, in Piemonte …la Polverini non si può far prestare due funzionari da quelle Regioni o dal ministero dell’Economia? Sono soldi pubblici! Evitiamo che diventino un grazioso regalo a qualcuno. Chiedo al ministro Tremonti di farci sapere la sua opinione. In fretta”. Lo chiede il senatore Pd  Lionello Cosentino, della commissione Sanità di Palazzo Madama in una interrogazione urgente rivolta al ministro dell’Economia e delle Finanze dove spiega le altre urgenze che affliggono la Regione Lazio, come il grave indebitamento della sanità, la mancata nomina dei direttori generali delle Asl e l’assenza di un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera.

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