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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘spese’

Acquisto casa: l’Italia è il paese con le minori spese di acquisto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’Italia è tra i paesi d’Europa dove si spende meno per le spese d’acquisto della prima casa. A registrarlo uno studio realizzato in questi giorni dall’agenzia immobiliare online Vorrei.it. Lo studio è stato realizzato tramite lo sviluppo di uno strumento di calcolo che consente ai futuri proprietari di calcolare preventivamente le spese di acquisto di una prima o seconda casa.Ne emerge che per acquistare una casa usata del valore di €300.000 in una città come Milano tra costi di mediazione immobiliare, imposte sulla prima casa e onorario notarile, si spende poco meno di €19.000 pari al 6% del valore immobiliare. Confrontato con la Germania, la Francia e anche paesi dell’Est, l’Italia risulta essere il paese più economico per le spese di acquisto.Per acquistare un appartamento da €300.000 a Parigi si dovrà sborsare fino al 13% tra costi di mediazione immobiliare, imposte sulla prima casa e onorario notarile, a Berlino l’11% mentre nella capitale ungherese Budapest fino ad un 7%, pari a €22.000.Le cose cambiano se si acquista una seconda casa, per la quale in Italia sarà necessario mettere a budget il 10% sul prezzo di acquisto per le spese correlate alla casa del mare o della montagna.Lo strumento di valutazione di Vorrei.it, utilizzato già da decine di utenti ogni giorno, consente di avere un’idea più precisa sulle spese in caso di acquisto dell’immobile in funzione della rendita catastale, del prezzo dell’immobile, del tipo di acquisto e dell’età del fabbricato. Il sistema restituisce così, in tempo reale, il calcolo delle imposte, dell’indicativo onorario notarile e i costi di intermediazione dell’agenzia.Il sistema di calcolo non esclude, in ogni caso, la richiesta di un conteggio più preciso al proprio notaio di fiducia, ma consente al compratore di valutare i costi spesso nascosti che si dovranno sostenere al momento dell’acquisto dell’immobile.Altro fattore che infine emerge dallo studio è il fatto che le commissioni dell’agenzia immobiliari in Italia per l’acquirente sono tra le più basse d’Europa, perché a differenza degli altri paesi vengono ripartite tra il compratore e il proprietario che intende vendere casa.Per provare lo strumento online di calcolo spese notarili visitare la pagina http://www.vorrei.it/spese-notarili-acquisto-prima-casa.html.

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Gli italiani alle prese con le spese “accessorie”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

All’esplicita domanda: “Quali sono le spese accessorie che incidono maggiormente sul tuo portafoglio e alle quali fai fatica a rinunciare?”, il 23% dei rispondenti, pari a 10.000.000 di nostri connazionali, ha risposto: i viaggi, di sicuro anche questa inclinazione ha inciso sulla decisione di tanti di varcare le frontiere non appena è stato possibile e, per altri, di prendere comunque in mano le valigie pur rimanendo in Italia. Al secondo posto si posizionano le novità tecnologiche: il 21,9% del campione, pari a 9.600.000 individui, ha ammesso di non poterne fare a meno. Sull’ultimo gradino del podio, invece, si posizionano le sigarette, tanto che il 20,9% dei rispondenti, pari a circa 9.200.000 italiani, ha ammesso di destinare parte consistente del proprio budget a questa “brutta abitudine”.L’elenco delle spese “irrinunciabili” è lungo; si va da una buona bottiglia di vino allo shopping, dai prodotti per la cura del corpo fino ai giochi a premi e lotterie.

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Decreto “Cura Italia: Emendamento per detrarre il 100% delle spese di alloggio del personale scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Al personale della scuola che si trovi lontano dalla propria sede di residenza, per tutto il periodo di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposta in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19, deve essere garantita la detrazione al 100% delle spese d’alloggio: lo chiede l’Anief, con un emendamento proposto al Decreto Legge “Cura Italia”, il n. 18 del 17 marzo 2020, “in considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori”, proprio a seguito degli effetti del contagio di massa del Coronavirus.

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Coronavirus. Sanificazione condomini. Attenzione alle spese inutili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Ci giunge notizia che in sempre più condomini sono state ordinate attività di sanificazione straordinaria degli spazi comuni. Una tantum o addirittura periodicamente nel corso della settimana. Le misure richieste alle imprese dagli amministratori, spesso su sollecitazione dei condòmini, alle volte di propria iniziativa, vorrebbero essere orientate a diminuire il rischio di contagio coronavirus. Ci giunge notizia di richieste alle amministrazioni comunali di imporre simili attività per le parti comuni degli edifici. Ogni attenzione alla maggiore pulizia degli ambienti è utile, ma attenzione a evitare aggravi di spesa per i condòmini.
Perché? Perché una pulizia non costante, ma una tantum o periodica con archi temporali bi settimanali o settimanali è sostanzialmente inutile. In tal senso, leggiamo sul sito del ministero della sanità che «le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina). Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS)». Ha senso pulire gli uffici, le case, ma per le parti comuni, a meno che non si faccia almeno una volta al giorno, dubitiamo della reale utilità. Qual è il senso di far sanificare la pulsantiera di un ascensore che viene usata decine di volte al giorno? Quale quella di sanificare corrimano e portoni? Meglio chiedere alle imprese, che svolgono le ordinarie pulizie, di eseguirle con disinfettanti, piuttosto che ordinare o addirittura imporre spese per centinaia di euro….completamente inutili. Agiamo con razionalità, senza farci prendere da inutili psicosi. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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Copie documenti bancari: quanto e quando occorre pagare le spese?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

L’art. 119, comma 4, del Testo Unico bancario attribuisce al cliente o colui che gli succede a qualunque titolo, come pure colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni, il diritto di ottenere a proprie spese entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.
Esiste una definizione di “costi di produzione” dell’Arbitro Bancario Finanziario (Decisione n. 7464/2015 ed altre), che considera tali i costi vivi affrontati dall’intermediario per lo svolgimento delle operazioni di recupero, riproduzione e spedizione del materiale. Nella Decisione si afferma pure che un costo fisso non appare rispettoso della normativa, perché non tiene conto del reale costo di produzione e consegna, che deve quindi essere valutato caso per caso.
Dal Provvedimento della Banca d’Italia 20/06/2012 “Disposizioni di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”, infatti, si evince che l’intermediario deve essere rimborsato dei soli costi vivi sostenuti per la ricerca e la produzione della documentazione. Costi evidentemente variabili in funzione del tipo e della struttura dei documenti, della loro data di formazione e, più in generale, delle attività necessarie per reperirli e riprodurli. Alla Sez. IV, par. 4 si specifica che “gli intermediari indicano al cliente, al momento della richiesta, il presumibile importo della relativa spesa”.Il costo deve essere indicato nei Fogli Informativi alla clientela. Le banche hanno l’abitudine di inserire nei fogli informativi, accanto ai corrispettivi stabiliti per la prestazione dei diversi servizi inerenti al rapporto di conto, la voce di costo riguardante “commissioni e spese” in misura fissa e predeterminata relative alle spese di copia nonché di ricerche in archivio.
Una simile collocazione, come anche la stessa intestazione della voce, sembra sottintendere che gli importi richiesti a tale titolo siano, almeno in parte, posti a remunerazione di un vero e proprio servizio reso nell’ambito del rapporto di conto intrattenuto con la clientela; ciò contrasta con la disciplina normativa che configura la pretesa alla documentazione come situazione giuridica finale e non strumentale, la quale, pur derivando dal contratto, è estranea alle obbligazioni tipiche costituenti lo specifico contenuto dello stesso.
Inoltre, non poche volte le banche preferiscono adottare un meccanismo forfettario di calcolo dei costi di produzione. La Decisione 2609/2017 dell’Abf, nel considerare ragionevole un costo di dieci euro, dispone però che detto costo debba essere riferito all’intero documento e non alle singole pagine che lo compongono. Tale disposto è fondamentale perché può essere utilizzato verso i tanti istituti che ancora oggi applicano un costo per ciascuna pagina prodotta.
I costi di spedizione si possono applicare, e nella misura esatta del costo, nel caso in cui i documenti siano effettivamente spediti. Nessun costo, invece, è dovuto per i documenti ritirati in agenzia.
Salvi casi manifesti di abuso nell’esercizio del diritto, infine, la banca non può condizionare il rilascio dei documenti al pagamento dei costi di produzione. Il cliente ha un diritto pieno all’informazione, e i documenti devono essere rilasciati previa la sola richiesta da parte dell’interessato. I documenti dovranno prima essere forniti al cliente, e successivamente la banca potrà addebitare il conto oppure chiedere al cliente il versamento della somma. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Recupero crediti troppo insistenti e con spese enormi: cosa fare?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Pagare con un po’ in ritardo e vedersi raggiungere da una richiesta di svariate decine di euro a titolo di “spese recupero crediti” magari senza nemmeno aver ricevuto un sollecito. O anche saltare una rata e vedersi braccati come un fuggitivo. E’ -purtroppo- la norma nel mondo del credito al consumo, ma ci si può difendere. Gli interessi di mora e le “spese recupero crediti” di banche e finanziarie sono veri e propri numeri al lotto per accalappiare quanto più danaro possibile nonostante siano fuori legge come sancito dall’Arbitro Bancario che impone la restituzione della parte (la gran parte, se non tutta) che eccede il tasso massimo di usura. Insomma, ci provano confidando sulla scarsa informazione della clientela. I pochi che lasciano perdere le assurde richieste di spese, invece, quasi sempre la scampano. Peggio ancora i comportamenti dei recupero crediti che sono soliti tempestare di telefonate non solo a casa e sul lavoro, ma anche parenti e perfino i vicini di casa cui chiedono informazioni! Il Garante Privacy, a partire dal Provvedimento del 30/11/2005 (https://sosonline.aduc.it/ scheda/recupero+crediti+sono+leciti+comportamenti+lesivi_9860.php), ha espresso il principio secondo cui occorre rivolgersi al solo debitore ed agli eventuali garanti escludendo chiunque altro come familiari, datori di lavoro e vicini di casa. Le richieste debbono essere improntate al massimo rispetto della persona, quindi non si può – come purtroppo accade – sommergerla di telefonate o sms o lasciare messaggi a chiunque non sia l’interessato, con lo scopo di far fare loro brutta figura. Per essere risarciti occorre rivolgersi ad un Giudice, mentre al Garante Privacy si può segnalare il mancato rispetto della legge da parte dei soggetti in questione, in modo da poterli vedere anche sanzionati sul versante amministrativo.
Nei casi peggiori si può presentare un denuncia-querela corredata di prove. E’ possibile considerare il reato di molestie e disturbo alla persona che prevede la pena della reclusione fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro. A supporto si ha la sentenza di Cassazione 25033 del 22/6/2012 che ha preso in esame il caso di un debitore subissato di telefonate. Possono esserci anche i presupposti per il reato di violenza privata. Inoltre, nel caso in cui i comportamenti portino ad uno stato di ansia e paura, la società ed il dipendente sono passibili di condanna ai sensi della Legge 38 del 23/4/2009 per atti persecutori (stalking) con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Anche in questo caso occorre provare gli atti persecutori e il conseguente stato di disagio grave che costringe a modificare in peggio le proprie abitudini di vita (ad esempio non rispondendo più al telefono, cambiando numero, evitare determinati orari, ecc.). Prima della denuncia-querela è possibile chiedere al questore un ammonimento ai sensi dell’art. 8 della medesima legge. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Accertamenti spese per malati di tumore

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

“È irragionevole e sprovveduto procedere a delle verifiche con le modalità portate avanti dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di malati di tumore come avvenuto nel caso della scrittrice Sara Recordati a cui è stato chiesto di giustificare la spesa della parrucca post chemioterapia, anche considerando che le cure erano state espletate in una struttura ospedaliera pubblica e quindi tracciabili. Ritengo doveroso rendere più semplici le procedure relative alla presentazione della documentazione giustificativa delle spese mediche in modo da non onerare oltremodo persone che, oltre ad affrontare gravi malattie, devono poi essere esasperate da procedure burocratiche eccessive. Ho, inoltre, chiesto una disciplina uniforme sul territorio nazionale rispetto ai contributi/rimborsi, riconosciuti per l’acquisto della parrucca post chemioterapia, quale vero e proprio presidio sanitario necessario al malato di cancro per migliorare la qualità di vita e la socialità. Ciò per escludere le attuali disparità, considerando che solo alcune Regioni prevedono specifici rimborsi”. Lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, annunciando una interrogazione parlamentare.

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Adiconsum al nuovo Governo: Rendere detraibili le spese per i libri di testo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Come ogni anno, in questo periodo, si sente parlare del caro scuola e di quanto impatterà sul bilancio delle famiglie, in particolare per quanto riguarda l’acquisto dei libri di testo.
L’istruzione è alla base della crescita e dello sviluppo di un Paese e non può essere lasciato interamente sulle spalle delle famiglie – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Oltre alle detrazioni già in vigore per le spese sostenute per la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite, le assicurazioni e i corsi deliberati dall’istituto, è arrivato il momento di prevedere una detrazione anche per l’acquisto dei libri di testo che rappresentano la spesa più costosa per le famiglie. Adiconsum sostiene la richiesta dei librai di Ali Confcommercio di introdurre la detrazione Irpef per le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto dei libri di testo dalla dichiarazione dei redditi e la sottopone al nuovo Governo e al nuovo Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti

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Spese per gli statali, pochi investimenti in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

ministero-finanzeIl Tesoro ha calcolato il costo degli statali, il Coisp: “I dati dimostrano con chiarezza quanto poco si investa in sicurezza. Il valore economico riconosciuto al sacrificio dei Servitori dello Stato è a dir poco offensivo”. “I dati diffusi dal ministero dell’Economia con il rapporto relativo alle spese sostenute dai cittadini per i dipendenti statali sono di una chiarezza incontrovertibile: l’investimento sulla sicurezza è letteralmente esiguo, il valore economico attribuito al lavoro unico e non paragonabile a qualunque altro degli operatori della Polizia di Stato è a dir poco offensivo. Sono dati che rendono ancor più evidente quale misera elemosina il Governo abbia voluto riservare a migliaia di Servitori dello Stato che garantiscono la stessa esistenza della democrazia con un rinnovo del contratto, dopo otto anni di illegittimo blocco, che è solo un’offesa alla dignità e alla professionalità di donne e uomini in divisa”.
Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito delle notizie di stampa che hanno riportato i dati calcolati dal Tesoro in merito al costo degli “statali”. La Ragioneria generale ha fatto i conti in base alla situazione nel 2016, puntando l’attenzione sul costo dei dipendenti pubblici, che complessivamente vale 2.197 euro a testa. Al primo posto c’è la scuola, che vale 654 euro per ogni cittadino, seguita dalla sanità con 515 euro, e dalle Regioni con 265 euro pro capite. A notevole distanza, secondo il rapporto diffuso dal ministero dell’Economia, la spesa per la Polizia di Stato, con i suoi 84,15 euro a testa, corrispondenti al 3,83% del totale.“Intanto – aggiunge Pianese – non si può prescindere dalla premessa fondamentale che le spese per la sicurezza non sono un costo ma un investimento a garanzia della libertà, della crescita, del buon funzionamento di tutti gli altri settori del Paese. Ma quel che preme di più rilevare è la differenza fra il poco riservato ai poliziotti italiani rispetto al tanto destinato a tutto il resto, nonostante il sistema sicurezza italiano sia uno dei pochi motivi di vanto per l’Italia nel panorama internazionale. Quello della Sicurezza, infatti, è anzitutto l’unico Comparto dotato di una ‘specificità’ che si traduce solo in moltissime e pesantissime pretese nei confronti dei suoi operatori che non godono, però, di pari riconoscimenti, garanzie, tutele; ma è un Comparto che, giorno dopo giorno, viene gravato da ulteriori, vitali e sempre maggiori responsabilità, dovendo fronteggiare emergenze che ci impongono di stare al passo con le vecchie e nuove minacce che aleggiano sulle vite dei cittadini e dello Stato. Tutto questo, purtroppo, senza alcun serio e concreto riconoscimento del nostro ruolo, del nostro operato, del nostro senso del dovere, del nostro sacrificio”.

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Regione Lazio: Spese che non convincono

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione lazio.jpg“Scarsa trasparenza, aggiramento delle procedure di spesa, favoritismi come quelli elargiti a Legambiente e lobby Lgbt, sino alla vergogna in cui il presidente della Regione partecipa ai funerali delle vittime di Amatrice pagando in affidamento diretto un service televisivo affinché faccia la riprese per il maxischermo. Nelle spese del 2016 per comunicazione e immagine, c’è la sintesi di come Nicola Zingaretti ha governato sino ad oggi il Lazio, puntando tutto sull’apparenza e sull’uso disinvolto selle risorse regionali per costruire il network delle amicizie”. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia rispetto alle spese per la comunicazione per l’anno 2016 pari a 1 milione 776mila euro risultanti dal Bilancio regionale. “Meravigliano poi le risorse, ben 150mila euro, che la Regione ha riservato alla controllata Lazio Innova per la realizzazione di una generica attività del Progetto di comunicazione istituzionale 2016. E ancora, ben 80mila euro per l’associazione Gay Help Line, così da tenersi nelle grazie la potente lobby Lgbt. Per non parlare dell’assurdo finanziamento di 6mila euro a Legambiente, nella sua XXVIII edizione del festival nazionale a Grosseto. Oltre alle prebende, vogliamo andare fino in fondo e vederci chiaro sull’affidamento a Lazio Innova, presentando immediatamente un accesso agli atti per conoscere obiettivi e beneficiari dei 150 mila, riservandoci di spedire tutte le carte all’Anticorruzione affinché vigili sulla correttezza delle procedure di spesa adottate. Soldi mal spesi, scelte familistiche e obiettivi non documentati, rendono l’immagine del presidente sempre più opaca. Il milione e oltre 700 mila euro spesi in questo modo gridano vendetta di fronte a una regione con il record di cassaintegrati e nuovi poveri” conclude Santori.

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Immigrati: “Obbligare coop a rendicontare spese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

immigratiLa legge parlamentare d’iniziativa regionale “taglia-business” sull’immigrazione si allarga a macchia d’olio: “Dopo averla presentata in Consiglio regionale della Toscana oggi il nostro consigliere regionale Paolo Truzzu, insieme ad altri consiglieri di centrodestra, l’ha depositata anche in Sardegna – spiega Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia, promotore dell’iniziativa che stamani era a Cagliari per lanciare la proposta – domani presenteremo la legge in Piemonte e la prossima settimana in almeno altre due regioni. Vogliamo che la nostra iniziativa per obbligare i soggetti che si occupano di accoglienza a rendicontare le spese venga accolta: chiedere trasparenza sui soldi pubblici che spendiamo per l’immigrazione è un dovere morale, prima che un’azione politica”. “In ogni regione troviamo un motivo in più per avvalorare la nostra tesi – sottolinea Donzelli – come ha ricordato oggi Paolo Truzzu, in Sardegna negli ultimi due anni sono sbarcati 15mila immigrati, una vera e propria invasione se si considera che in quella regione sono soltanto 16 su 377 i comuni che contano più di 15mila abitanti. In Italia il business dell’accoglienza costerà nel 2016 ben 4 miliardi di euro: non è accettabile che si antepongano le esigenze economiche delle cooperative che gestiscono una grande fetta dell’accoglienza a quella dei cittadini italiani – conclude Donzelli – siamo convinti che fermando il business riusciremo anche a limitare il fenomeno degli sbarchi incontrollati”.

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Su le spese, giù la maschera: banche grandi beccate ad aumentare i costi dei cc

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2016

luca-barniForse sbaglio io, banchiere di provincia che lavora in una piccola banca di credito cooperativo, una di quelle banche che, quando una BCC è in difficoltà, la sostiene concorrendo al fondo di risoluzione del proprio sistema senza avere un euro dalle altre banche (e, soprattutto, dai cittadini contribuenti), ma che –chissà perché– fa la sua parte nel pagare le crisi altrui. Forse sbaglio io a stupirmi dell’aumento nei costi dei conti correnti stabilito unilateralmente da alcuni grandi istituti di credito motivato con il rientro sui costi del “Fondo Nazionale di Risoluzione”. Forse sbaglio io, perché loro aumentano i costi; per un po’ i media ne parleranno e poi tutto riprenderà come prima.Forse sbaglio io, che ho scelto la filosofia di una banca veramente cooperativa, che con il territorio non ha mai perso il contatto e che della mia banca è il vero azionista. È quindi al territorio che risponde la mia banca e, se prendessimo una decisione di questo tipo, non leggeremmo semplicemente sulla stampa locale qualche articolo: avremmo agli sportelli delle nostre filiali i correntisti e –temo- riceverei anch’io diverse mail o telefonate. Se la responsabilità è –come giusto– di chi decide, la decisione dei grandi istituti piove da altezze irraggiungibili; nel nostro caso è a portata di mano, delle famiglie, come delle imprese. Non si scappa: la nostra faccia, i correntisti e i soci l’hanno ben presente. Fermo restando la libertà di una scelta come l’aumento dei costi dei cc, la banca che decide questa mossa sa che la clientela più interessante non farà le valigie. Ma forse sbaglio io a non comprendere quella logica che è regola in tante grandi banche: il profitto sempre e comunque. Perché da quello dipendono il posto e gli incentivi dell’alto management. E cosa volete che siano 25 euro in più all’anno per il cc? Sarà un caso che gli scandali di cui leggiamo nelle ultime settimane (per tacere dei mutui subprime, che appartengono ormai alla storia) e che portano alle maxi multe come quella richiesta dalla FED per Deutsche Bank vedano sempre i grandi sul banco degli imputati? Per me no, perché certi comportamenti non sono il frutto di schegge impazzite, ma di un modus operandi che non capisco e non voglio capire. Forse sbaglio? (Luca Barni Direttore generale BCC Busto Garolfo e Buguggiate) (foto: luca barni)

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Spese farmaceutiche e oncologia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2016

Ministero salute“Plaudiamo alla proposta di dividere il tetto della spesa farmaceutica per macroaree. Uno dei settori più critici è rappresentato proprio dall’oncologia. In dieci anni il prezzo dei farmaci anti-cancro è duplicato, passando da 4.500 dollari a più di 10mila al mese. L’Italia finora è riuscita a reggere l’impatto di questa crescita, grazie ai sistemi di rimborso concordati con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Infatti nel nostro Paese il prezzo medio dei trattamenti antitumorali è fra i più bassi d’Europa. La suddivisione per macroaree risponde al nostro appello di istituire un fondo nazionale dedicato ai farmaci oncologici innovativi, che potrebbe essere finanziato attraverso il gettito derivante dal tabacco, un centesimo in più a sigaretta, con il duplice obiettivo di sostenere il fondo e contrastare il tabagismo. In questo modo le nuove armi sarebbero garantite a tutti i pazienti”. Il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), sostiene con forza l’ipotesi di “spacchettare” il tetto della spesa farmaceutica in diverse parti attribuendo più risorse alle aree terapeutiche che ne hanno maggiore necessità. La proposta sarà esaminata giovedì prossimo nella riunione del tavolo per la Governance farmaceutica con la presenza dei Ministri della Salute e dell’Economia e dei rappresentanti delle Regioni e dell’AIFA. “Nel 1971 il Presidente USA, Richard M. Nixon, volle affrontare la sfida contro i tumori annunciando alla Nazione l’istituzione di un fondo ad hoc di 100 milioni di dollari per dare impulso ad una ‘campagna intensiva nella ricerca di una cura per il cancro’. Nacque così il National Cancer Act – sottolinea il prof. Pinto -. A quarantacinque anni di distanza il Presidente Obama ha rilanciato e sostenuto con importanti risorse il progetto della ‘Precision Medicine’ che vede al centro l’oncologia. In questo periodo sono stati compiuti importanti passi avanti sia sul fronte della prevenzione che del trattamento delle neoplasie. La portata delle innovazioni che stanno per essere introdotte richiedono tuttavia uno sforzo della stessa portata. Sia in Europa che negli Stati Uniti, infatti, sono in fase di approvazione numerose molecole innovative destinate a trasformare il panorama dei trattamenti oncologici”. Nel 2015 sono stati registrati nel nostro Paese 363.300 nuovi casi di tumore, ma le percentuali di sopravvivenza sono in costante aumento. Oggi infatti il 60% dei pazienti sconfigge la malattia. “Fra il 2010 e il 2014 sono stati introdotti, a livello globale, 45 nuovi farmaci anticancro per 53 indicazioni – continua il prof. Pinto -. E tra pochi mesi 15 nuove terapie saranno a disposizione dei clinici. Gli avanzamenti nelle misure di controllo e nelle tecnologie, i progressi nella chemioterapia più attiva e meglio tollerata, l’introduzione delle terapie a bersaglio molecolare e più di recente dell’immuno-oncologia, che sblocca le difese immunitarie contro il tumore, stanno sempre più producendo un allungamento della sopravvivenza con una buona qualità di vita”. “Il 2016 potrebbe rappresentare l’anno di svolta per un intervento nazionale sul cancro – conclude il prof. Pinto – con l’istituzione di un fondo ad hoc che contribuisca al rimborso alle Regioni dei farmaci oncologici a forte carattere innovativo. Un vero e proprio ‘Fondo Nazionale per l’Oncologia’ per la prima volta in Italia. Questo fondo costituirebbe la risposta politica alla sfida del secolo: curare i malati di cancro, garantendo loro le armi più efficaci”.

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Condomini: ascensori e spese

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2014

Ormai e’ diventato un tormentone in tutte le riunioni condominiali dove si esprime l’italica volonta’ al litigio. Chi deve pagare le spese ordinarie e straordinarie dell’ascensore? Come e’ ripartita la quota? I condomini del piano terra contribuiscono? Proviamo a far luce. Le spese di ordinaria manutenzione, comprensiva di riparazioni, e’ ripartita tra tutti i condomini, secondo il criterio di ripartizione delle spese definiti dagli articoli 1123 e 1124 del Codice Civile, e cioe’ il 50% in ragione dei millesimi di proprieta’ degli appartamenti e il 50% in proporzione all’altezza del piano, considerato che, chi abita ai piani piu’ alti, fara’ un uso maggiore dell’ascensore. Le spese straordinarie devono, invece, essere ripartite, proporzionalmente ai millesimi, tra tutti i condomini proprietari dell’immobile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Diabete: ventilate modifiche di rimborsabilità in senso restrittivo delle terapie incretiniche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2013

La Società Italiana di Diabetologia (SID), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e Diabete Italia, in rappresentanza delle Associazioni delle Persone con diabete, prendono atto con sollievo e soddisfazione dell’interesse mostrato dalle Istituzioni in merito alla questione da loro illustrata con la lettera aperta indirizzata al Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, e al Direttore Generale dell’AIFA, professor Luca Pani, circa le ventilate modifiche di rimborsabilità in senso restrittivo delle terapie incretiniche. Tale interesse istituzionale si è concretizzato con l’interrogazione parlamentare depositata il 21 maggio in Commissione Igiene e Sanità del Senato dalla Vicepresidente della Commissione XII del Senato, Sen. Maria Rizzotti.
SID, AMD e Diabete Italia confermano la loro piena, indipendente ed incondizionata disponibilità a collaborare con AIFA per la definizione delle più appropriate indicazioni sulla rimborsabilità delle terapie innovative per il diabete, sottolineando che le stesse debbano essere ispirate, seppure nella sostenibilità economica, dalle linee guida nazionali ed internazionali, nonché dal diritto dei cittadini italiani con diabete di poter usufruire dei trattamenti innovativi, così come avviene per gli altri cittadini europei.Ribadiscono dunque la richiesta di un confronto aperto e costruttivo con AIFA, da concretizzarsi con l’apertura di un tavolo di discussione, in merito al processo di revisione della rimborsabilità delle terapie basate sulle incretine, fondato su solide basi cliniche e scientifiche.Sottolineano infine come questa richiesta delle società scientifiche e delle rappresentanze delle persone con diabete sia esclusivamente motivata da considerazioni di carattere scientifico e preoccupazioni di tipo clinico, oltre che dalla volontà di tutelare la salute e la qualità della vita delle persone con diabete che vivono in Italia, non certamente da interessi commerciali. (Dr. Carlo Giorda Presidente Associazione Medici Diabetologi)

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O si tagliano le spese o Italia andrà svenduta a prezzi di saldo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Meno regole italiane, più regole americane . Queste sono le richieste dell’amministratore straordinario pro tempore, continuando ad essere succubi della finanza ? Di una finanza perversa che vuole conquistare un nuovo territorio al modello economico-sociale-politico più consono alla sua egemonia Vogliamo pensare a quale futuro vogliamo per noi, quali valori e quali aspettative. La classe politica altrove impegnata (?) non è riuscita ad arginare le difficoltà economiche in arrivo e tra il rischio di un default e un salvataggio ha preferito rinunciare a grandi parti di autonomia decisionale. Dobbiamo evitare che tutto il sistema sanitario, sociale e civile di tipo “europeo” venga smantellato per replicare modelli dove si può persino morire davanti a un ospedale se non si ha una carta di credito liquida disponibile. Se il popolo contrasterà la volontà dell’attuale governo , il salvagente finanziario “messo a disposizione” per tenere a galla i titoli di stato verrà rimosso e l’Italia affonderà. Se preferiamo gli aiuti saremo colonizzati e l’Italia svenduta con la sparizione di tutti i nostri valori sociali,solidali, spirituali ecc. Cosa fare in alternativa? Liquidare tutto il sistema politico, da sostituire con persone maggiormente qualificate e con curriculum di valori provati (meritocrazia ed etica). DIMEZZARE LE SPESE PER LO STATO ( auto blu- spese militari – contributi ai partiti- vitalizi ecc ). Fantasie ? Impossibile arrivare a ciò non è nella nostra indole? L’aumento delle tasse e della burocrazia diminuisce spaventosamente il potere di acquisto che ha come conseguenza minor consumi e una diminuzione della produzione. E l’Italia corre veloce verso l’ avvitamento . L’uscita dall’Euro è solo procrastinata (deleria per il nostro paese), ma prima dobbiamo regalare tutto quello che ci resta; imprese , beni demaniali , impedendoci di salvarci ? Il patto tra cittadini vessati e politici è rotto. (Orlando MASIERO)

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6 settembre: sciopero generale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Milano: Sciopero Generale Nazionale della CGIL

“La manovra del governo peggiora di giorno in giorno ed esprime un vero odio di classe contro i lavoratori, i pensionati, i disoccupatii giovani e i precari. Non deve essere approvata”, così Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo Confederale USB, annuncia lo sciopero generale di domani proclamato da USB, Slaicobas, ORSA, Cib-Unicobas, Snater, SICobas e USI. “L’Unione Europea non è la cura dei problemi ma la malattia – prosegue Leonardi – e domani scenderemo in piazza in tutta Italia contro la macelleria sociale imposta agli stati nazionali per rispondere agli appetiti delle banche e degli speculatori, appetiti di cui non si vede la fine. Ricordiamo – sottolinea il dirigente USB – che le manovre 2010-2011 ammontano complessivamente a oltre 130 miliardi di Euro, pari a oltre 250.000 miliardi di Lire, cioè tre volte la manovra per entrare in Europa di Amato nel ‘92”.
Conclude Leonardi: “Il sindacalismo conflittuale chiede invece la cancellazione del debito, il blocco delle spese militari, la difesa dei servizi sociali, della scuola e dei beni comuni, ed è contro l’accordo del 28 giugno scorso, che cancella il Contratto Nazionale e che è alla fonte dell’articolo 8 della manovra”. Lo sciopero generale sarà dell’intera giornata con manifestazioni territoriali. manifestazioni:
• Roma corteo con concentramento ore 9.30 in Largo Corrado Ricci (angolo via Cavour); percorso: via dei Fori Imperiali, pazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, l.go Argentina, corso Vittorio Emanuele II. Conclusione in piazza Navona con interventi dal palco.
• Lombardia – Milano Largo Cairoli, ore 9.30;
• Piemonte – Torino Piazza XVIII Dicembre (Stazione Porta Susa) ore 9.30;
• Liguria – Genova Largo Lanfranco (davanti Prefettura), ore 9.00;
• Veneto – Mestre Piazzale Stazione FS, ore 9.00;
• Emilia Romagna – Bologna Piazza XX Settembre (vicino Stazione FS), ore 9.00; Toscana – Firenze Piazza SS.Annunziata, ore 9.00; Marche – Ancona. Piazza del Plebiscito, ore 10.30; Abruzzo – Pescara. Corso Vittorio Emanuele II (davanti Banca d’Italia), ore 9.30;
• Campania – Napoli Piazza Cavour, ore 10.00; Puglia – Lecce Piazza Sant’ Oronzo, ore 10.00;
• Calabria – Lamezia Terme Piazza Italia, ore 09.30;
• Sicilia – Palermo. Piazza Giulio Cesare, ore 9.00;
• Sardegna – Cagliari. Piazza S. Cosimo, ore 9.00
• Nuoro, Piazza Vittorio Emanuele, ore 9.00.

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Manovra e spese militari

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2011

“E’ significativo per comprendere l’attuale situazione il fatto che dopo tutti i discorsi degli esponenti del governo sulla crisi economica in atto, e gli impegni assunti con i numerosi Ordini del Giorno accolti sul taglio delle spese militari, delle prebende e regalie di cui beneficiano i generali delle Forze armate e i “satrapi del Cocer”, la Commissione Bilancio del Senato abbia respinto tutti e 15 gli emendamenti presentati dal Pdm tramite i senatori radicali Perduca e Poretti, che adesso li ripresenteranno in Aula. Questa volta, in caso di bocciatura, Perduca e Poretti non ne chiederanno la conversione in Ordini del Giorno perché è chiaro che la parola del Governo, dei suoi Ministri e del suo Presidente non vale nulla. Occorre interrompere immediatamente questo circolo vizioso che vede gli Italiani affannarsi per arrivare a fine mese mentre il governo continua a sperperare miliardi di euro per acquistare armamenti inutili.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Tumore prostata, nuovi farmaci efficaci ma costosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Le approvazioni di tre nuovi farmaci, avvenute negli ultmi 15 mesi, per il trattamento del tumore alla prostata in stadio avanzato, che allungano la sopravvivenza dei pazienti di alcuni mesi, da parte della Food and drug administration, hanno sollevato riflessioni da parte delle assicurazioni sanitarie. Lo riporta il New York Times, secondo cui le nuove terapie potrebbero costare alla nazione «miliardi di dollari in spese mediche». Farmaci come sipuleucel-T (Provenge), abiraterone acetato (Zytiga) e cabazitaxel (Jevtana), secondo gli analisti, promettono proventi esorbitanti alle case farmaceutiche che li producono, che potrebbero arrivare a superare il miliardo di dollari di fatturato. Gli stessi costi, tuttavia, preoccupano gli assicuratori e, di conseguenza, i pazienti. Sipuleucel-T, per esempio, costa 93 mila dollari per una tranche di trattamento, mentre la spesa con abiraterone acetato arriva a circa 5 mila dollari al mese. Infine, tre settimane di trattamento con cabazitaxel costano circa 8 mila dollari. In definitiva, con questi farmaci si potrebbe arrivare a una spesa di 500 mila dollari e oltre per paziente, spiega Joel Sendek, analista finanziario di Lazard: «Una cifra che il sistema non può permettersi, soprattutto perchè l’80% dei pazienti sono in Medicare, cioè il sistema di assistenza sanitaria pubblica americana destinato agli anziani».

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Roma: rincari tariffe e tagli di spesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Nel bilancio di previsione per il 2011 del Comune di Roma è prevista una manovra che porterà una serie di rincari delle tariffe per i cittadini e numerosi tagli di spesa. Se giovedì 30 giugno il bilancio sarà votato, i romani pagheranno del 12% in più la tariffa sui rifiuti. Roberto Soldà, segretario romano dell’Italia Dei Valori, ha tenuto ha sottolineare l’inottemperanza delle scelte dell’amministrazione comunale circa le necessità dei cittadini capitolini: “Bombardano i romani con un aumento della tassa sui rifiuti quando molto spesso gran parte dei municipi si trova a fronteggiare situazioni degradanti”. Tra gli altri provvedimenti previsti, un aumento dei costi dei loculi cimiteriali e biglietti d’ingresso ai musei più cari per i non residenti. “Nemmeno i morti lasciano in pace – continua l’esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro -. La città di Roma è in mano ad un amministrazione che mira solamente a fare cassa, facendo da esattore, o meglio da Kapò verso i cittadini, giacché trascura le loro vere esigenze. Penso al grave problema degli asili nido o all’emergenza abitativa. Non si va incontro alle reali necessità delle famiglie – conclude Soldà -, dando precedenza alla quadratura contabile dei conti. Si deve certamente curare il bilancio comunale, ma attraverso scelte politiche adeguate”.

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