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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘spettro’

Storie ferragostane: Lo spavento della morte è nello spettro dell’estinzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Quando gli uomini non fabbricavano che tuguri di fango o capanne di paglia che le intemperie distruggevano, essi ergevano tumuli per i morti, e impiegarono la pietra prima per le sepolture che per le abitazioni. Non le case dei vivi, ma quelle dei morti hanno resistito con la loro solidità al logorio dei secoli. “La stessa coscienza – scrive Todisco – che distingue gli uomini dagli animali è quella che, comprendendo l’enormità della morte, se ne spaventa al punto da rifiutarla, talché non hanno torto quegli studiosi del comportamento umano da Philippe Ariés a Jean-Didier Urbain, da Ernest Becker a Edgar Morin a Luigi De Marchi, i quali interpretano la storia della civiltà come “formazione reattiva” nei confronti dello spettro dell’estinzione”.Il desiderio d’immortalità è, da sempre, un tratto caratteristico della famiglia Anthropos, come disse suggestivamente il Tasso nei versi:
Muoiono le città, muoiono i regni
Copre i fasti e le pompe arena e erba
E l’uomo d’esser mortal par che si sdegni.
Il diniego della morte, tuttavia, non è uguale in tutte le epoche e in tutte le latitudini. Sembra aver raggiunto un’espressione estrema in Occidente dall’Ottocento, con l’insorgere di due fenomeni tra i più indicativi della storia moderna: la rivoluzione industriale che dà all’uomo, nuovo Prometeo, l’impressione di poter prendere in mano il proprio destino; e la crisi dei valori, o dei fondamenti, valsi a dare un senso non effimero alla sua fragile esistenza.
“L’incertezza metafisica – osserva Todisco – per un verso, la grande speranza scientifica progressiva dall’altro, hanno portato gradualmente l’Occidente moderno e postmoderno ad assumere un atteggiamento apparentemente contraddittorio: da un lato il progetto di “sconfiggere” la morte e di raggiungere l’immortalità non nell’al di là ma nell’al di qua; dall’altro il nascondimento meticoloso del fenomeno della morte, la sua cancellazione, dalla scena pubblica e visibile, come testimonia, per esempio, la progressiva riduzione dei riti funebri, una volta solenni e partecipativi, ad atti sbrigativi e semiclandestini per sbarazzarsi al più presto dei “cari estinti”. “Non è un caso, a mio parere, che proprio il Paese all’avanguardia del rifiuto della morte è anche il più avanzato nella scienza e nella tecnica, quindi più impegnato nella guerra a morte”. L’American way of life, che per tutti i Paesi del mondo, compresi gli acerrimi nemici, costituisce il modello privilegiato di riferimento, è segnato dal rigetto radicale della morte, che si esprime in positivo nei ritrovati e nelle pratiche tese a prolungare la vita sempre più; e, in negativo, nella continua rimozione psichica del lutto. “En attendant” che la morte sia sconfitta in laboratorio, si fa finta che non ci sia. Fra gli infiniti esempi di rapida negazione della morte è indicativo il finale di “Nashville”, il bel film di Altman, in cui una cantante di un complesso girovago, mentre si esibisce sopra un palco elettorale all’aperto, davanti ad una gran folla, è stesa dal colpo di pistola di un giovane attentatore confuso nella calca. Qualche attimo di panico. Poi la “voce” della sventurata, che è trasportata esanime fuori della scena, occupa il suo posto e attacca imperterrita una trascinante canzone del repertorio sul leit-motiv “It don’t worry me” ed invita briosamente il pubblico a cantare con lei. Il pubblico risponde e la tragedia finisce in una specie di tripudio corale ritmico esorcistico in cui ritorna il verso liberatore: “It don’t worry me” – ciò non mi riguarda – che tutti scandiscono in crescendo.
E’ un modo per mettere a fuoco due aspetti evidenti dell’evento della morte contemporanea: la sua “privatizzazione”, da una parte, e la sua “medicalizzazione” dall’altra. Nella società della produzione, dell’efficientismo, la morte è spogliata d’ogni sacralità, dignità, significato simbolico, degradata a mero inceppo meccanico. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” settima parte)

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Lotta alla tubercolosi, uno spettro riemergente

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

Pavia 12 maggio 2011 – ore 17.00 – aula Volta La prof. Giovanna Riccardi, del Dipartimento di Genetica e Microbiologia presenterà l’esito della ricerca che ha portato a identificareil “bersaglio magico” di un nuovo farmaco antitubercolare. La lotta alla tubercolosi e il contributo che la ricerca pavese sta dando per la diagnosi della TBC sono al centro del nuovo incontro del ciclo “Ricerca a Pavia: successi recenti”. La tubercolosi (TBC), malattia infettiva provocata da Mycobacterium tuberculosis, uccide ogni anno 3 milioni di persone in tutto il mondo. Non solo. L’insorgenza di ceppi multi-resistenti ai farmaci antitubercolari di prima e seconda generazione, costituisce una severa minaccia per il controllo dell’infezione. Ora la lotta alla tubercolosi avrà un’arma in più. Si tratta dei benzotiazinoni la cui azione impedisce la formazione della parete cellulare del patogeno. Alla scoperta, portata avanti da un gruppo di ricerca internazionale, ha dato un fondamentale contributo il laboratorio di Microbiologia Molecolare dell’Università di Pavia, costituito da un team tutto al femminile. I risultati hanno portato allo sviluppo di un brevetto che è stato acquisito da Sentinel Diagnostic per la messa a punto di un nuovo kit per la diagnosi della TBC.

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Davide Romano: “Uno spettro s’avanza”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

…Globalizzazione, mafie, diritti e nuova cittadinanza”, Presentazione di Paolo Ferrero, Prefazione di Daniele Gallo, Edizioni Ex Libris, pp. 128, euro 8 Presentazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc – Federazione della sinistra. Il valore particolare di questo agile volume di Davide Romano sta proprio nella capacità di sintesi di cui l’autore fa mostra nell’affrontare presso a poco tutti i problemi fondamentali della nostra epoca: una capacità di sintesi che rende molto efficace la descrizione, la diagnosi e l’indicazione delle possibili soluzioni delle numerose difficoltà che la società e la politica si trovano oggi a fronteggiare. I processi di globalizzazione e di nuova territorializzazione, e la conseguente crisi degli Stati nazionali, sono posti lucidamente alla base della necessità di ripensare la democrazia sia nel rapporto paritetico tra grandi aggregati sovranazionali (Europa, Nordamerica, America latina…) che nella ridefinizione della cittàcome nuovo luogo della  partecipazione civile.. La doppia sfida delle nuove (e diffusissime) povertà e della sostenibilità ambientale del presente modello di sviluppo, viene efficacemente presentata come la matrice della drammatica urgenza dei nostri problemi. La diffusione globale e locale dell’«economia criminale», e quindi delle mafie, viene giustamente enfatizzata come cifra di uno sviluppo economico del tutto sregolato che, esaltato dalla guerra permanente, fa sì che la politica divenga diretta rappresentante del crimine (andando quindi ben oltre il classico rapporto di “scambio politico”) e giunge a creare, in particolare nelle zone di più acuto conflitto, dei veri e propri “stati-mafia”. Insomma: tutte o quasi le nostre questioni essenziali sono tratteggiate da Romano in modo da renderne immediatamente percepibili, e quasi tangibili, le dimensioni e la gravità.

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Disturbi dello spettro autistico

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2010

Napoli 3 luglio 2010 (9.30-16.00) Viale Colli Aminei, 3 Pontificia Facoltà Teologica  Il Convegno intende realizzare un aggiornamento sulle attuali conoscenze sui Disturbi dello Spettro Autistico. In particolare, lo scopo della giornata è quello di fornire una sistematizzazione puntuale, evidence based, sui temi centrali del disturbo: la diagnosi, la definizione del profilo funzionale e la formulazione del progetto terapeutico. L’analisi di tali tematiche, nel mettere in evidenza gli aspetti che rappresentano ancora oggi aree di confronto e dibattito a livello internazionale, porterà alla definizione dei successivi eventi formativi che rientrano nella programmazione del Centro Studi, Ricerca e Formazione Mathesis.Chairman Prof. Massimiliano Conson, Relatori:  Prof. Roberto Militerni Prof. Paolo Moderato, Prof. Filippo Muratori, Dott.ssa Raffaella Fagioli, Dott. Alessandro Frolli, Dott. Saverio De Vita, Dott. Gerardo Colucci, Dott.ssa Angela Tortoriello, Maria Rosaria Sorrentino, Dott. Giovanni Caputo,  Il convegno si rivolge a medici, psicologi e terapisti.  La partecipazione al convegno prevede una quota di iscrizione di 30 euro.  Saranno rilasciati gli attestati di partecipazione.

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Estradizione Battisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

il COISP esprime massima soddisfazione per il via libera all’estradizione “Era dovuto ai familiari delle vittime. La giustizia non deve mai essere uno spettro, ma concretizzarsi nella realtà”   “La giustizia non deve restare uno spettro che aleggia nei discorsi vuoti e retorici di molti, deve concretizzarsi nella realtà di chi ha subito offese di ogni genere ed anche nella realtà di chi ha commesso degli errori. Inutile dire quanto un tale principio valga in casi talmente gravi come quelli in cui si è brutalmente spezzata la vita di qualcuno. La decisione assunta nei confronti di Battisti di concedere l’estradizione in Italia, era dovuta prima di tutto ai familiari delle vittime cadute per mano di questo pluriomicida, poi a tutto lo Stato italiano”.  Così  Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, esprime la grande soddisfazione del Sindacato indipendente di Polizia per la decisione del Tribunale Federale Supremo del Brasile, che ha dato il “via libera” (per cinque voti a quattro) all’estradizione verso l’Italia di Cesare Battisti, condannato a quattro ergastoli e attualmente in sciopero della fame proprio per chiedere di non essere rimandato nel suo paese di origine. Il voto decisivo è stato quello del presidente dell’Alta corte, Gilmar Mendes, che ha ritenuto gli omicidi per cui Battisti è stato condannato “crimini comuni” e non “politici”. “Strappare per sempre un essere umano alla vita ed all’amore dei suoi cari è qualcosa che chiunque sa definire per ciò che è: una barbarie, punto e basta. Il tentativo di Battisti di mettere in piedi assurde impalcature dietro cui schermarsi è stato oltraggioso per il dolore immenso delle famiglie che ha distrutto, oltre che per l’intelligenza di tutti. Oggi sappiamo che finalmente questo assassino inizierà a scontare la sua colpa come il nostro Stato e la nostra legge richiedono”.

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Ritorna lo spettro delle scorie nucleari in Basilicata?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

In una nota congiunta la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista e il movimento No-Scorie Trisaia) paventano il rinnovato rischio che la Basilicata diventi sede di stoccaggio militare per rifiuti e scorie nucleari. Infatti, proprio ieri (13 Maggio 2009) il Senato ha dato “carta bianca” al Governo Berlusconi di decidere entro sei mesi i siti che dovranno ospitare le nuove centrali nucleari e quelli che saranno sede dei depositi provvisori-definitivi ove stoccare le vecchie e le nuove scorie radioattive ed il combustibile riprocessato all’estero che dovrà tornare in Italia entro il 2017. Il Senato della Repubblica -prosegue la nota- dando delega al Governo, in pratica segue la stessa metodologia dell’imposizione militare e della procedura accelerata di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) unica, superando le competenze degli Enti Regionali e locali proprio mentre esponenti della maggioranza di Governo, nel proclamare metodi democratici, in realtà attuano un iter dittatoriale e militare. Questa procedura -conclude la nota- evidenzia come il disegno del Governo sia quello di ritornare sui siti nucleari esistenti o nei territori delle Regioni che già li ospitano, anche contro il parere delle Regioni, in quanto equiparati ad installazioni militari. In questa maniera   l’informazione sul loro funzionamento potrà essere oscurata e resa, pertanto, inaccessibile ai cittadini.

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