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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Nel 2021 sono più che raddoppiate le identità SPID rilasciate alla popolazione

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Hanno raggiunto un totale di 26,1 milioni di utenze attive a fine ottobre (erano 12,2 milioni a ottobre 2020), con oltre 431 milioni di accessi nel corso dell’anno (il triplo rispetto a un anno fa). Un maggiorenne su due possiede un’identità SPID, il 43% degli italiani. Un boom trainato dai recenti interventi normativi che hanno favorito lo switch-off della PA, dagli sforzi di Identity Provider (IdP) e Service Provider (SP), da iniziative come il Cashback e dalla necessità di accedere al Green Pass, che sarà ulteriormente spinto dalla possibilità di scaricare gratuitamente 14 certificati dall’Anagrafe. Ma la corsa alle identità digitali non riguarda solo SPID: il 99% degli utenti Internet italiani ha almeno un profilo identificativo per l’accesso online e il 97% possiede almeno un’identità certificata (fra credenziali di home banking, SPID e carta d’identità elettronica 3.0 – la cosiddetta CIE). I sistemi di identità digitale più diffusi sono il social ID (posseduto dal 91%) e l’home banking (87%), 24,7 milioni di italiani sono in possesso della CIE. Nonostante la crescente diffusione, le identità digitali appaiono ancora sottoutilizzate: solo il 5% degli utenti usa la CIE più volte alla settimana e solo il 15% SPID, contro il 41% che usa l’home banking con la stessa frequenza. Una delle principali ragioni è un portafoglio di servizi accessibili ancora limitato, con le PA che hanno appena concluso lo switch off delle credenziali proprietarie imposto dal DL Semplificazioni e le imprese private ancora più indietro: a fronte di 9.081 enti pubblici che hanno integrato SPID e 1.790 che hanno adottato CIE, sono solo 59 le aziende nel circuito SPID e 3 in CIE. Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Digital Identity della School of Management del Politecnico di Milano*, presentata oggi durante il convegno “Digital Identity: don’t stop it now”. Nel 2021 è cresciuta la diffusione di molti sistemi di identità digitale in Europa. Alcuni di essi erano già diffusi prima della pandemia e nell’ultimo anno hanno raggiunto quasi tutta la popolazione, come in Olanda, dove DigiD è utilizzato dal 95% dei cittadini, in Svezia, dove BankID è stato attivato dall’83% degli svedesi, e in Norvegia, dove BankID copre il 79% dei norvegesi. Anche i sistemi di riconoscimento che a inizio 2020 apparivano ancora in fase di sviluppo hanno segnato una crescita notevole. Il sistema belga Itsme®, ad esempio, ha quasi raddoppiato la sua penetrazione, passando dal 22% al 46% della popolazione coperta, così come il sistema francese FranceConnect, che è passato dal 28% al 45% di francesi registrati. L’Italia si colloca al sesto posto fra i paesi analizzati, con il 43% di cittadini utenti SPID contro il 22% di un anno fa.

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Sistemi informativi SPID e CIE nella pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Il 28 febbraio rappresentava il termine ultimo previsto dal Decreto “Semplificazioni” entro il quale le pubbliche amministrazioni italiane avrebbero dovuto integrare nei propri sistemi informativi SPID e CIE come unici sistema di identificazione per l’accesso ai servizi digitali, cessando contestualmente il rilascio di credenziali differenti da questi due strumenti (fermo restando la possibilità di utilizzare le credenziali già rilasciate, anche se non oltre il 30 settembre 2021); integrare la piattaforma pagoPA nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate; avviare i progetti di trasformazione digitale necessari per rendere disponibili i propri servizi sull’App IO. Come è andata? La rilevazione condotta da FPA dimostra che buona parte delle amministrazioni non sono riuscite a rispettare la deadline che, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto rappresentare un vero e proprio punto di non ritorno verso quello switch off digitale da tempo auspicato. Ad oggi[1] le amministrazioni che consentono l’accesso ai servizi online anche attraverso SPID sono poco meno di 6.300, su una platea complessiva di oltre 20.000 enti pubblici. Un dato che, come noto, non tiene in considerazione il numero effettivo di servizi SPID erogati dai diversi enti, per cui tra le amministrazioni “attive” vengono ricomprese anche quelle che hanno attivato un solo servizio, con il solo obiettivo di rispondere all’adempimento minimo.Più alto il dato relativo alle amministrazioni attive su PagoPA, poco più di 18.000, corrispondenti a quasi circa l’80% degli enti in perimetro. Anche qui, però, occorre considerare che gli enti “attivi”, ovvero le PA che hanno riscosso pagamenti su pagoPA per almeno un servizio, sono poco meno di 8.800.Più complicato calcolare il numero di enti presenti sull’app IO. Tra gli enti centrali risultano sicuramente attivi i servizi di ACI (AvvisACI, Bollo Auto, Certificati di proprietà, Comunicazione istituzionale), Agenzia delle Entrate (Bonus Vacanze), Ministero dell’Interno (Richiesta di cittadinanza) e MEF (Cashback), mentre l’elenco degli enti locali che hanno integrato i propri servizi sull’app è attualmente in fase di aggiornamento.Ecco cosa ci dicono i numeri, in questo caso: a febbraio le identità digitali SPID hanno superato i 17,5 milioni (erano 15,5 milioni a fine 2020), mentre le CIE attivare risultano più di 19,3 milioni; le transazioni su PagoPA sfiorano già i 28 milioni, per un valore complessivo di oltre 4,7 miliardi di euro, con previsioni per la fine del 2021 di quasi 172 milioni di transazioni (sono state 101 milioni a fine 2020) per un valore che sfiora i 33 miliardi di euro; l’app IO ha raggiunto i 10,4 milioni di download, spinta soprattutto dal Cashback, a cui ad oggi hanno aderito quasi 7,8 milioni di cittadini, con oltre 280 milioni di transazioni elaborate e più di 14 milioni di strumenti di pagamento attivati.

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Accesso allo Spid per gli iscritti Aire

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

“Sono intervenuta nell’Aula di Montecitorio per illustrare l’Ordine del Giorno, a mia prima firma, sull’accesso allo Spid per gli iscritti Aire. Infatti, poiché molti italiani all’estero mi hanno rappresentato le difficoltà che incontrano per ottenere lo Spid con i provider accreditati presso Agid, ho chiesto al Governo di impegnarsi a “semplificare ed agevolare l’accesso degli italiani all’estero all’identità digitale”. In particolare, ho chiesto di istituire “un servizio ad hoc per gli iscritti Aire in collaborazione con i consolati e i patronati all’estero”.Si tratta di una questione che interessa ben 6 milioni di cittadini e le Istituzioni ne devono tenere debitamente conto!” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Nissoli (FI) interroga il Ministro degli Esteri sull’accesso allo Spid per gli iscritti Aire

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Ho depositato una interrogazione al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per sollecitare il Governo a garantire un adeguato accesso al Sistema Pubblico d’Identità Digitale (SPID) a tutti i cittadini italiani iscritti all’Aire.Ritengo che lo Stato debba dare uguale opportunità di accesso ai servizi digitali sia a chi risiede in Italia che a chi risiede all’estero, anzi chi si trova fuori dai confini nazionali, a causa delle distanze, ha maggior bisogno di utilizzare i servizi telematici. Questo è importante per fare dell’Italia veramente un Paese moderno in grado di fare rete con la sua grande Comunità all’estero.”Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Assocertificatori su polemiche SPID

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

É in questi giorni in discussione al Senato il disegno di legge di Bilancio in cui sono previste importanti modifiche alla governance del sistema SPID (il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale), modifiche riconducibili, secondo alcuni documenti circolati, alla “inefficienza degli operatori di mercato”.Assocertificatori, che è l’Associazione che raggruppa la maggior parte degli operatori digitali italiani, alcuni dei quali Digital Champions europei, che gestiscono la quasi totalità del mercato delle PEC, identità digitali, firme elettroniche, servizi di conservazione digitale e fatturazione elettronica e che con l’insieme degli iscritti rappresenta uno dei maggiori contributori della digitalizzazione del Paese, desidera ricordare che l’attuale piattaforma SPID:
· è attiva per circa 5 M.ni di cittadini ed ha visto una crescita di oltre 1,6 M.ni nei primi 10 mesi del 2019 (pari ad un + 47% in un solo anno);
· è stata realizzata grazie all’impegno e alle risorse stanziate dagli operatori privati;
· rispetta i massimi requisiti di affidabilità e sicurezza richiesti dagli standard internazionali, oltre ad essere già oggi interoperabile in molti paesi europei;
· è stata rilasciata finora gratuitamente ai cittadini e tutti gli Identity Provider si sono impegnati a mantenere tale gratuità a tempo indeterminato.
Per tali ragioni, non appare corretto individuare presunte “inefficienze degli operatori di mercato” ma, al contrario, sembrerebbe opportuno rimarcare il contributo di questi operatori al Paese, in un contesto di lenta adozione di SPID da parte dei service provider pubblici.
Inoltre, si evidenzia come il modello che si verrebbe a realizzare rappresenterebbe una grave vanificazione degli investimenti fin qui stanziati dagli operatori di mercato, associata ad una importante perdita di chance, proprio nel momento in cui il servizio SPID ha cominciato a catalizzare l’interesse dei Cittadini. Parimenti, non sembra corretto evocare l’esigenza della gratuità di Spid per i cittadini come una delle motivazioni della scelta, quando tale gratuità è già garantita e fino ad oggi non ha richiesto alcun finanziamento pubblico.
Assocertificatori non ha mai fatto mancare verso il Governo e la PA il proprio supporto in termini di risorse, know how ed investimenti e resta in prima linea per partecipare attivamente, nel rispetto delle prerogative del Governo e del Parlamento, al processo di Trasformazione Digitale dell’Italia, dei suoi cittadini, delle sue imprese e della sua Pubblica Amministrazione.

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