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Continuano ad arrivare successi per gli spin off dell’Università di Camerino, compresi quelli di recente istituzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

bonacucinaE’ questo il caso di Pharma & Food Consulting, giovane realtà imprenditoriale nata nel 2015 che propone servizi e prodotti innovativi nei settori farmaceutico ed alimentare.
La Pharma & Food Consulting è stata infatti selezionata per partecipare al viaggio in Silicon Valley dal 18 al 26 febbraio 2017 previsto dal progetto I.D.E.A. Marche, promosso dalla Regione Marche e dai quattro incubatori marchigiani (BP Cube, Hub21, JCube, The Hive) e rivolto ad un numero limitato di startup.Integrando competenze e strutture tecnico-scientifiche universitarie, con esperienze industriali concrete, PFC rappresenta un team di supporto per tutte quelle aziende che, interpretando i bisogni del mercato e dei consumatori, rilevano opportunità di miglioramento e manutenzione di prodotti e processi esistenti, nonché lo sviluppo di nuovi. I clienti possono avvalersi di PFC per analisi relative ad uno specifico prodotto o a parte di esso, fino ad arrivare ad un vero e proprio progetto di consulenza, che copra tutti gli aspetti formulativi, produttivi e legislativi, sia per creare linee di prodotti in outsourcing sia per rinnovare o implementare linee già esistenti, proponendo nuovi claim suffragati da dati sperimentali. L’obiettivo della missione nella Silicon Valley sarà quello di far emergere la nuova generazione di imprese innovative “Made in Marche”. “Siamo estremamente soddisfatti per questo importante risultato – ha dichiarato la prof.ssa Giulia Bonacucina, docente Unicam della Scuola di Scienze del farmaco e dei prodotti della salute di Unicam, nonché presidente dello spin off. Questa occasione rappresenta infatti una concreta possibilità per favorire incontri one to one con operatori finanziari ed industriali, agevolare partnership commerciali e attività di formazione mirata alla scalabilità internazionale”. (foto: bonacucina)

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ART, Spin Off innovativo del Centro Universitario Odontoiatrico

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2015

parma universitàART – Apta Regenerative Technologies è la nuova azienda che nasce come spin-off dell’Università di Parma per trasferire i prodotti della ricerca nel mercato delle Red Biotechnologies, le biotecnologie al servizio della salute, diretta dal prof. Guido Macaluso (docente ordinario presso il Centro Universitario di Odontoiatria – Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T., da tempo impegnato nel campo della rigenerazione dei tessuti orali) in collaborazione con i dott. Carlo Galli, Simone Lumetti, Edoardo Manfredi (ricercatori del Centro Universitario di Odontoiatria – Dipartimento S.Bi.Bi.T.), e Antonio Cacchioli ricercatore del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Ateneo.
ART nasce dall’attività di sperimentazione condotta nel laboratorio (diretto appunto dal prof. Macaluso), di Biomateriali e Ingegneria Tissutale – Bi.T.E. del Centro Universitario di Odontoiatria e vuole dare il suo contributo a migliorare la salute e la qualità di vita dei pazienti sviluppando una nuova classe di biomateriali caratterizzati dall’arricchimento con aptameri. Gli aptameri sono delle brevi sequenze di oligonucleotidi, essenzialmente cioè brevi frammenti di DNA sintetico, che possono essere ingegnerizzati per legare qualsiasi molecola bersaglio. Quando un biomateriale, sia esso una spugna, un gel, un sostituto d’osso o un impianto dentale, viene inserito in una ferita chirurgica, entra a contatto con il sangue e spontaneamente si riveste delle proteine che il sangue contiene. Sono le proteine, di cui esistono tantissimi tipi, che poi dicono alle cellule cosa fare, come attivarsi, come guarire, che tessuti depositare.L’idea alla base di ART è partita da una domanda molto semplice: cosa succederebbe se fosse possibile scegliere tra tutte le proteine del sangue quelle che più servono per indirizzare la guarigione verso la rigenerazione del tessuto che interessa ricostruire e le si riuscisse a trattenere sui biomateriali innestati? Il team di Bi.T.E. ha trovato un metodo studiando il mondo degli aptameri, e adesso ART può generare biomateriali che sono in grado di selezionare il tipo di segnale, di proteina, di cui rivestirsi. Il concetto di ART è estremamente semplice ed elegante: non dare all’organismo impulsi estranei, ma usare ciò che l’organismo ha già, concentrandolo solo là dove serve. Questa tecnologia inoltre è estremamente flessibile, poiché può essere personalizzata, a seconda della situazione clinica. Inoltre qualsiasi biomateriale può essere arricchito con aptameri, non solo quelli per sostituire l’osso, a cui il team di ART è particolarmente sensibile per il proprio background e da cui tutto ha avuto inizio.Il team del Bi.T.E. lab ha lavorato a lungo su questo principio e inizialmente la sperimentazione è avvenuta con un certo riserbo, sfociando in un brevetto italiano, a cui ha fatto seguito una domanda di estensione mondiale. Una volta che il gruppo di ricerca ha avuto la possibilità di presentare i propri risultati al mondo scientifico però la risposta è stata molto buona ed è stato premiato con il prestigioso riconoscimento internazionale “Premio HM Goldman per la ricerca in Parodontologia”, lo scorso marzo. Ora però che si è deciso di intraprendere la via della impresa, con caratteristiche di startup innovativa, a questo nuovo spin-off dell’Ateneo si apre un mondo estremamente dinamico ed emozionante.Lo scorso febbraio il progetto ART è giunto tra i 10 finalisti dell’iniziativa BioInItaly Investment Forum, un’iniziativa promossa col patrocinio di Banca Intesa San Paolo e Assobiotec, vincendo la possibilità di confrontarsi con un prestigioso pubblico di investitori internazionali. L’idea piace e ART è stata premiata con il secondo posto alla competizione Call for ideas “Competitività e Semplificazione”, promossa dai Cavalieri del Lavoro in collaborazione con ItaliaCamp, dopo aver superato una selezione di oltre 200 partecipanti. ART ha superato inoltre le prime due fasi di selezione di Startcup Emilia Romagna e ora, in seconda posizione nella classifica regionale, rimane in attesa del prossimo evento, la Tech Week di Settembre, dove verranno definiti i vincitori.
Se si parla di startup ovviamente si parla di crescita esponenziale, di tecnologie in grado di portare cambiamenti importanti, a fronte di considerevoli rischi, e ART sa che naturalmente bisogna guardare fuori dai confini nazionali. Per questo il team del nuovo spin-off dell’Università di Parma sta costruendo un network di conoscenze e collaborazioni con partner aziendali in diversi paesi e si sta affacciando agli acceleratori, anche stranieri. Un viaggio lungo che è solo agli inizi ma che appare carico di promesse.

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Diventa Spa lo spin off targato Sapienza

Posted by fidest press agency su sabato, 24 gennaio 2015

domoticaL’idea vincente di un gruppo di giovani ingegneri della prima Università romana nel campo della domotica che rivoluziona l’impianto elettrico di casa e ufficio. Si chiama Over lo spin-off nato nel 2012 alla Sapienza dall’idea di Adriano Cerocchi, ingegnere informatico ora ventinovenne, nel corso del suo dottorato presso il dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale. In soli due anni la start up è divenuta una società per azioni contando tra i propri azionisti anche l’Ateneo romano, uno dei primi a partecipare – anche se in percentuale ridotta – al capitale sociale di uno spin off divenuto Spa.Durante il percorso di studi, Cerocchi insieme al docente della Sapienza Roberto Baldoni, con una squadra di altri quattro ingegneri, tutti oggi azionisti di Over, ha messo a punto un progetto che mira a rivoluzionare il concetto di domotica, ribattezzato “impianto elettrico 2.0”.Il sistema permette all’utente finale di monitorare o azionare, direttamente tramite computer, ipad e smartphone, ogni singolo apparecchio o presa elettrica, intervenendo non solo, in presenza di anomalie o di stand-by ma anche per evitare inutili quanto costosi consumi. Non solo risparmio quindi ma anche maggiore sicurezza per la propria abitazione o per l’ufficio o l’azienda, anche quando ci si trova dall’altra parte del mondo. “La trasformazione in Spa e i conseguenti investimenti sono la miglior risposta per coloro che non credevano nel nostro progetto” afferma Adriano Cerocchi, amministratore delegato e fondatore di Over Spa.
La Sapienza sta attuando da qualche anno una politica per sostenere i ricercatori che puntano ad avviare un’impresa con progetti innovativi scaturiti da un’attività di ricerca. Nel caso di Over il supporto universitario ha consentito alla start up di uscire da una realtà esclusivamente accademica e valorizzare i risultati della ricerca anche a livello imprenditoriale.
“Il successo di Over spa – dichiara il Rettore Eugenio Gaudio – rappresenta un primo fortunato caso che può diventare un virtuoso modello di sviluppo imprenditoriale per giovani e brillanti studenti. La Sapienza intende essere sempre di più un terreno fertile per la crescita e lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali fondamentale per creare un ponte tra Università e mondo del lavoro.”

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