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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Spirale di violenza in Africa occidentale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Dopo la morte violenta di 28 persone in attacchi da parte di presunti estremisti islamici in Africa occidentale da venerdì della scorsa settimana, l’Associazione per i popoli minacciati (APM) ha messo in guardia sulle conseguenze di un’escalation di violenza per la popolazione civile. La popolazione civile soffre maggiormente per la crescente violenza degli islamisti e delle bande criminali in Africa occidentale. Gli omicidi di sei membri di un’organizzazione umanitaria francese dovrebbero essere un campanello d’allarme per l’Europa affinché faccia di più per arginare la violenza. I cittadini francesi sono stati assassinati domenica con il loro autista e la loro guida in un santuario degli animali in Niger. Venerdì scorso, 20 persone erano state uccise in modo simile da motociclisti armati in un mercato del bestiame nel villaggio di Namoungou in Burkina Faso. Della maggiorparte di questi attacchi i responsabili sono estremisti islamici, ma anche i confini con la criminalità comune, fatta di bande armate, sono ormai molto labili. Anche le forze armate regolari e le milizie di autodifesa equipaggiate dagli eserciti nei villaggi hanno alimentato la spirale della violenza.Il Burkina Faso, il Mali, il Niger, il Ciad e il nord della Nigeria sono ugualmente colpiti dalla crescente violenza. Solo la settimana scorsa la missione dell’ONU in Mali (MINUSMA) ha registrato un aumento significativo delle violenze contro la popolazione civile tra aprile e giugno 2020, soprattutto nel centro del Paese, rispetto al primo trimestre del 2020. La MINUSMA ha documentato 632 rapimenti, omicidi, esecuzioni sommarie, aggressioni e intimidazioni, in cui sono morte più di 320 persone tra il primo aprile e il 30 giugno 2020.Molte delle iniziative militari per arginare la violenza islamista sono mal coordinate. Lo scarso equipaggiamento e la mancanza di motivazione di molti soldati sta ostacolando l’efficacia della lotta contro gli autori di violenze islamiste in Africa occidentale. Dotare gli abitanti dei villaggi di armi per costruire milizie per l’autodifesa si rivela spesso problematico, dato che usano le armi anche nei conflitti di quartiere, alimentando così ulteriormente la violenza.Troppo poca attenzione viene prestata ai retroscena della violenza islamista. Per esempio, pochissimi combattenti di questi gruppi terroristici si sono uniti alle squadre del terrore per convinzione islamista, ma combattono come mercenari per le organizzazioni islamiste, soprattutto per motivi finanziari. Il retroterra sociale dei motociclisti armati, per lo più giovani, che diffondono il terrore, è ancora in gran parte ignorati. I mezzi militari da soli non vinceranno la lotta contro questi gruppi terroristici.

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Editoriale fidest. La spirale dell’odio

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Oggi sono molti a stracciarsi le vesti e ad invocare la pax politica e sociale dopo  aver seminato a piene mani zizzania. La verità è che ci hanno fatto odiare gli immigrati, i meridionali, i partiti, i tutori dell’ordine, i magistrati, gli opinionisti che non la pensano secondo un certo modo di vedere le cose e ora pretendono, come se nulla fosse, di mettere una pietra tombale sui sentimenti alterati e le profonde ferite lasciate. Si parla di tregua ma nessuno fa il primo passo per spezzare questa spirale perversa. E’ un odio, beninteso, che travalica i nostri confini nazionale e si diffonde per ogni dove. Basta abitare in un villaggio tra i più sperduti dal mondo per sentirsi minacciati dall’altro agglomerato per quanto fosse lontano molte miglia. Il seme che cresce e prospera un po’ ovunque intorno a noi è quello della discordia perché nella logica del sistema vigente, il vincente è chi ha e non chi è. L’arricchimento senza freni inibitori, l’ambizione frenetica, il potere stimolato dal possesso, rendono l’essere umano l’archetipo dell’homo homini lupus. In questo coacervo di passioni forti e prive di scrupoli il valore della vita si misura con la bilancia di chi è capace di beffare la giustizia, di umiliare il prossimo, di disprezzare i deboli e gli indifesi, di umiliare chi definiamo perdenti perché vivono del modesto lavoro, di sacrifici, con semplicità. In nome di quest’odio viscerale, tutto si giustifica e l’ipocrisia condanna. Ipocriti perché sappiamo bene che non si deve parlare di amore senza essere conseguenti, di solidarietà senza mostrarsi determinati a realizzarla, di giustizia senza praticarla in concreto, di buon governo senza offrirgli gli strumenti per operare fattivamente. Alla fine siamo diventati tanto diffidenti da temere non il cattivo che si definisce tale, ma il buono che ti sorride. Perché l’essere umano ha indurito i suoi sentimenti, li ha resi aridi, inespressivi, falsi e tendenziosi. Chi tra noi butta alle ortiche le sue nobili vesti e indossa i calzari e si copre di stracci per sentirsi solidale con i più deboli e i più poveri? Ben pochi, credo. E saranno sempre di meno perché agli altri non piacciono esempi del genere. Vanno cancellati dalla visione e dalla memoria. Se la parte sana che resta di noi non si risveglia e le coscienze non si rinsaviscono l’umanità è destinata a violenze sempre maggiori e a perdere del tutto la sua dignità e lo stesso valore fondante della vita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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G8: I giornali stranieri e Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

“Come ampiamente preannunciato dai nostri stessi giornali, come un orologio svizzero il primo giorno del G8 la stampa estera ha cominciato a scagliarsi contro il premier e contro l’immagine stessa del nostro Paese, gettando impunemente fango sugli sforzi e sulle capacità dell’Italia nel gestire un vertice G8 tra i più simbolici degli ultimi anni. Sembra di essere ogni giorno di più sommersi da prodotti di cialtroneria giornalistica”. Lo dichiara Di Biagio,del PdL, responsabile italiani nel mondo . “Ancora più fastidiosa – continua – è la spirale di disgustoso sciacallaggio pseudo-politico messo su da una certa opposizione giustizialista, che si aggancia alle recenti dichiarazioni del Guardian per additare con marcata irresponsabilità, il Governo e ovviamente l’intero Paese. Credo che debba concludersi il tempo dei teatrini politici in Italia, poiché l’attuale situazione economica e politica merita un’attenzione seria e marcata da parte di tutti i leader politici italiani. L’Italia ha bisogno di concretezza e di progettualità condivise ed efficaci non di sciacallaggii ed ingiurie che con grave irresponsabilità hanno soltanto il merito di amplificare un’immagine deleteria già ampiamente tratteggiata da una virtuosa stampa estera”. (n.r. non vorremmo essere proprio noi i difensori d’ufficio della stampa estera. Va, tuttavia, fatta una precisazione. Parlare di “stampa” in termini generici non si fa buon uso dei media. Qualche ragione possono anche averla poiché le stesse cose che il nostro Premier fa in Italia all’estero ci sarebbe stata una risposta, in termini politici, molto diversa e non certo del tutto benevola. Un detto ci ricorda che si raccoglie ciò che si semina. Proviamo ad usare un altro seme e poi vedremo)

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