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Il dramma delle spose-bambine in Pakistan

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS Italia) oggi ha pubblicato sul Corriere della Sera una pagina a pagamento per denunciare pubblicamente la piaga delle spose bambine e delle conversioni forzate in Pakistan. La pagina [scaricabile cliccando qui] contiene una Lettera aperta indirizzata a Bianca Berlinguer, Lilli Gruber, Maria Latella, Myrta Merlino, Barbara Palombelli, Paolo Del Debbio, Massimo Giletti, Nicola Porro e Bruno Vespa, in rappresentanza di tutti i giornalisti italiani. La Lettera è idealmente firmata da Huma Younus, quindicenne cattolica rapita nell’ottobre 2019, violentata, data in moglie al sequestratore e oggetto di pressioni affinché abbandoni la fede e si converta alla religione della stragrande maggioranza della popolazione. Lo “scritto” di Huma vuole essere un appello alle donne e agli uomini dei media italiani, affinché si mobilitino per far conoscere la tragedia che ogni anno sconvolge la vita di oltre 1.000 minorenni appartenenti alle minoranze religiose del grande Paese asiatico. La denuncia si affianca a uno specifico progetto per il quale ACS oggi lancia una raccolta fondi. Tale progetto verrà realizzato in collaborazione con la Commissione Cattolica per la Giustizia e la Pace del Pakistan. La Commissione documenta e monitora i rapimenti, i matrimoni forzati e le conversioni coatte che si verificano ai danni di adolescenti minorenni e donne adulte appartenenti alle comunità cristiane, organizza la loro difesa legale e sostiene finanziariamente le famiglie prive di mezzi di sussistenza. La pressione esercitata dai gruppi estremisti sui tribunali, l’atteggiamento fazioso della polizia, il timore che opprime le vittime a causa dei danni psicofisici inflitti loro dai rapitori e lo stigma sociale che si imprime come un marchio infamante, inducono spesso le ragazze rapite a fare dichiarazioni a favore dei sequestratori. Per questo motivo ACS e la Commissione Giustizia e Pace ritengono che al fine di realizzare un effettivo cambiamento sociale sia necessario impegnarsi a livello nazionale e internazionale per far risuonare pubblicamente il grido di dolore di queste ragazze e donne violate, chiedendo alle Istituzioni competenti di assumere decisioni appropriate e di approvare leggi giuste a tutela delle vittime. Il progetto per il quale ACS ha indetto la raccolta fondi prevede in dettaglio:assistenza legale alle vittime di sequestri, matrimoni forzati e conversioni coatte consultazioni a livello provinciale, regionale e nazionale con le autorità di governo e i rappresentanti politici conferenze e seminari per accrescere la consapevolezza di tale dramma produzione e diffusione di materiale informativo sul fenomeno descritto campagne media.

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Dramma delle spose-bambine in Pakistan

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Arzoo Raja, tredicenne cattolica di Karachi (Pakistan), è stata rapita il 13 ottobre scorso, costretta ad abbandonare la propria fede e a sposare il proprio rapitore quarantaquattrenne musulmano Ali Azhar, anch’egli residente a Karachi. Sabato scorso, 24 ottobre, un folto gruppo di cristiani e attivisti della società civile, guidato da due parlamentari, si è radunato di fronte al Karachi Press Club per denunciare la piaga dei rapimenti, delle conversioni forzate e dei matrimoni coatti ai danni di minorenni appartenenti alle minoranze religiose, anzitutto quella cristiana. Tali reati dovrebbero essere perseguiti in base al Child Marriage Restraint Act del 2014, la cui applicazione tuttavia è spesso ostacolata dalle forze di polizia e da membri dell’autorità giudiziaria. La legale dell’adolescente rapita, avv. Tabassum Yousaf, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS Italia), ha comunicato di aver presentato in data odierna, 26 ottobre 2020, un’istanza all’Alta Corte del Sindh di Karachi. La prima udienza per esaminare il caso è prevista per mercoledì prossimo, 28 ottobre. Secondo fonti locali diversi familiari del rapitore sarebbero attualmente in stato di fermo. «Aiuto alla Chiesa che Soffre, che sostiene spesso le spese legali per la difesa delle minorenni cristiane vittime di tali odiosi reati, fra le quali cito Huma Younus, da oggi finanzierà anche l’assistenza legale di Arzoo Raja e sosterrà la sua famiglia attualmente priva di entrate», afferma Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia. «Fronteggiamo un quotidiano stillicidio di gravi violazioni del corpo e dello spirito di queste adolescenti appartenenti alle minoranze religiose. È ora che le autorità preposte alla difesa delle vittime, cioè le forze di polizia e l’autorità giudiziaria, si affranchino dalla pressione sociale degli estremisti», conclude Monteduro.

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Convegno a Roma dedicato a “Bambine, non spose”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

Genet Tesfaye

Genet Tesfaye (left) and Misra Redwan (right) place their water jericans on a donkey after filling it from a newly built water point by UNICEF with the support of DFATD. Lode Lemofo kebele is located in the Great Rift Valley of Ethiopia, in Sire Woreda of Arsi Zone. It is a low-land area where high temperatures are common. As in many other rural parts of this zone, access to water is one of the key problems for the community living in Lode Lemofo kebele and its surroundings. During the annual dry seasons, communities are forced to walk for many hours to collect and carry water through the long stretches of bare fields under the usually very hot sun. 28 January 2016 ©UNICEF Ethiopia/2016/Sewunet

“Oggi nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e che hanno dovuto rinunciare ad avere una crescita normale, fisica e mentale. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne; una volta su tre si tratta di una bambina con meno di 15 anni. Hanno dovuto spesso affrontare gravidanze precoci e violenze domestiche”, ha sottolineato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera in occasione della Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze (11 ottobre). “L’UNICEF da molti anni si batte per prevenire il fenomeno delle spose bambine e promuove l’istruzione delle bambine come l’investimento più potente che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere” ha detto Guerrera, che introdurrà oggi a Roma (h.18, presso il Centro per l’arte contemporanea La Nuova Pesa) l’evento promosso a Roma “Bambine, non spose. Ne parliamo con…”Alcuni dati sui diritti negati delle bambine e delle ragazze:
– Almeno 70.000 ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Le bambine sotto i 15 anni hanno 5 volte più probabilità di morire durante la gravidanza e il parto rispetto alle donne tra i 20 e i 29 anni.
– Le bambine tra i 5 e i 14 anni sono occupate il 40% in più del tempo, circa 160 milioni in più di ore al giorno, in lavori domestici non pagati e nel raccogliere acqua e legna rispetto ai bambini della stessa fascia di età. Le ragazze tra i 10 e i 14 anni in Asia Meridionale, Medio Oriente e Nord Africa sono occupate circa il doppio del tempo in faccende domestiche rispetto ai ragazzi. I paesi in cui le ragazze tra i 10 e i 14 anni subiscono in maniera sproporzionata il peso delle faccende domestiche rispetto ai ragazzi sono: Burkina Faso, Yemen e Somalia.
– Un bambino che nasce da una madre minorenne ha il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale, rispetto a un bambino che nasce da una donna di età superiore a 19 anni. E anche quando sopravvive, sono molto più alte le possibilità che possa soffrire di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici.
donne3– Le donne rappresentano la metà della popolazione, ma costituiscono il 70% dei poveri. Si stima che un aumento del 10% di ragazze che frequentano la scuola, farebbe aumentare il PIL del 3%.
– Solo 1 ragazza ogni 3 maschi frequenta la scuola secondaria. Ogni anno di scuola secondaria aggiuntivo aumenta la retribuzione futura della ragazza del 15-25%.
In occasione della Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze (11 ottobre), l’UNICEF Italia organizza a Roma, presso “La Nuova Pesa – centro per l’arte contemporanea” l’incontro “Bambine, non spose. Ne parliamo con…” in cui Interverranno: Sen. Emma Bonino (già Ministro degli Esteri e Commissario Europeo), Paolo Crepet (psichiatra, scrittore e sociologo), Sen. Valeria Fedeli (Vice Presidente del Senato), Giacomo Guerrera (Presidente UNICEF), Simona Marchini (Ambasciatrice UNICEF), Susan Namondo Ngongi (Rappresentante UNICEF in Ghana). Modererà e interverrà Silvana Calaprice (Vice Presidente UNICEF, docente Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Bari).
In quest’occasione l’UNICEF presenterà il Programma “Bambine Non Spose” dedicato in particolare a proteggere, istruire e valorizzare le bambine e ragazze della Giordania, dell’Eritrea, del Niger, del Ghana e del Bangladesh. Nello specifico:
GIORDANIA – Progetto Protezione delle bambine in emergenza. Costo: 139mila euro l’anno; beneficiari: 550 bambine/ragazze all’anno. Oggi la Giordania ospita oltre 600.000 rifugiati siriani. Sono in costante aumento anche i matrimoni precoci, il lavoro minorile e il reclutamento nei gruppi armati di bambini e giovani. Secondo un rapporto UNICEF del 2014, tra i profughi siriani i matrimoni precoci sono aumentati dal 13% nel 2011 al 25% nel 2013. In tutto il Paese, sia nei campi profughi sia nelle comunità di accoglienza, l’UNICEF allestisce centri multi-attività dove i bambini vulnerabili e le loro famiglie possono trovare accesso a servizi educativi, di assistenza psicosociale e di protezione.
ERITREA – Progetto Stop alle mutilazioni genitali femminili; costo: 130mila euro per 30 villaggi; beneficiari: 22.500 persone di 30 villaggi. L’Eritrea è uno dei paesi dell’Africa subsahariana dove le mutilazioni genitali femminili sono più ampiamente praticate. Per contribuire ad abbandonare questa ed altre pratiche nocive (tra le quali si annoverano anche i matrimoni precoci), l’UNICEF ha in programma di raggiungere 800 comunità. Le azioni previste includono: prese di posizione pubbliche, dichiarazioni e altre forme di pronunciamento pubblico. Campagne di sensibilizzazione e comunicazione nelle comunità. Rafforzamento delle competenze degli operatori incaricati di svelare e reprimere la pratica (forze di polizia, giudici).
NIGER – Progetto Una scuola amica delle bambine; costo: 84mila euro per una scuola amica; beneficiari: 180 bambine all’anno. Il Niger è attualmente considerato il Paese più povero al mondo. Tra le cause e gli effetti principali di questo primato negativo vi sono l’86% di analfabetismo diffuso tra le donne (rispetto al 58% tra gli uomini) e i matrimoni precoci cui seguono immediatamente gravidanze precoci. Circa un quarto delle ragazze tra i 15 e i 19 anni si è sposata prima di aver compiuto 15 anni. Per promuovere la parità di genere e ridurre il numero dei matrimoni infantili in Niger, l’UNICEF in collaborazione con le autorità competenti locali ha deciso di partire dall’istruzione, attraverso: la costruzione di “Scuole amiche delle bambine” che garantiscano standard minimi di qualità e parità tra maschi e femmine; la formazione degli insegnanti con enfasi sul miglioramento della qualità dell’insegnamento e la parità di merito; la fornitura di mobilie kit scolastici.
BANGLADESH – Progetto Giovani imprenditrici; costo: 100mila euro l’anno; beneficiari: 500 ragazze all’anno. Il 43% della popolazione sopravvive con meno di un dollaro al giorno. Dei suoi 160 milioni di abitanti, 56 milioni sono bambini e ragazzi. I matrimoni precoci sono un fenomeno molto comune: una bambina su tre si sposa prima dei 15 anni – di queste il 2% prima degli 11 anni – e il 60% diventa madre ancora minorenne. Da anni l’UNICEF promuove il programma conditional cash transfer erogando finanziamenti per le ragazze adolescenti tra i 15 e i 18 anni di 15.000 taka (circa 185 euro) per avviare o consolidare piccole attività imprenditoriali. Le ragazze, inoltre, entrano a far parte di club di adolescenti dove nel confronto con le loro pari si rendono protagoniste nelle decisioni che riguardano la loro vita, diventando altresì modelli per le loro comunità e per gli altri adolescenti.
GHANA – Progetto Ridurre la mortalità materno-infantile: Costo: 200mila euro l’anno; beneficiari: 58.364 donne, 7.295 bambini. Nonostante alcuni progressi, il Paese non è stato in grado di ridurre significativamente la mortalità materna (380 su 100.000) e dei bambini sotto i 5 anni che rimane alta attestandosi a 60 su 1.000. Nel caso di partorienti in età al di sotto dei 18 anni, il tasso di mortalità materna è tre volte superiore rispetto alle gravidanze delle donne maggiorenni. Attualmente in Ghana il 27% delle donne si sono sposate prima del raggiungimento della maggiore età. L’UNICEF sta promuovendo una maggiore accessibilità e fruizione dei servizi materno infantili nelle quattro regioni più povere del Paese (Northern, Upper East, Upper West e Central Region). Si punta a rafforzare i servizi di cura e prevenzione pre e post natale a favore di 1,1 milioni di donne in età fertile e 1,8 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni. (foto: donne)

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Il matrimonio è ancora di moda?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

sposaideaVaprio d’Adda (MI) 8 – 11 Ottobre 2009 Villa Castelbarco Albani  Il matrimonio è ancora di moda? Le oltre 400 ragazze che ogni anno si iscrivono al concorso Un giorno da Modella, organizzato da Sposidea in collaborazione con la rivista White Sposa, dicono al mondo che loro, al matrimonio, ci credono. E allora perché non fare una prova, in pompa magna, con annessi e connessi? Perché non tentare la fortuna cercando di strappare il titolo di Miss Sposidea alle bellissime rivali che sullo stesso palco anticipano lo stesso sogno?  La proposta è allettante se così tante ragazze ogni anno si iscrivono. E chi pensa che le aspiranti al titolo siano perlopiù “giovani-veline-spose” i dati confermano il contrario. Al concorso Un giorno da Modella si iscrivono ragazze provenienti da ogni angolo dello Stivale, giovani e non più tali, romantiche e sognatrici o, ancora, pratiche e rampanti professioniste.  Per iscriversi, sino al 2 ottobre, basta andare sui siti http://www.villacastelbarco.com, http://www.whitemagazine.it (sposaidea)

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