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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘stabilità’

Il settore Finance presenta una sostanziale stabilità nei tassi di occupazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 settembre 2019

E il 2019 confermerà, con buone probabilità, i trend di crescita dell’anno scorso. Nel breve – medio periodo, le previsioni del settore sono positive e si prevede che le aziende continueranno a investire in risorse Finance, in particolare in profili con forti competenze digital” – è quanto afferma Luigi Di Napoli, Manager Hays, commentando i risultati dell’edizione 2019 della Salary Guide, l’indagine annuale sull’andamento del mercato del lavoro italiano condotta da Hays, coinvolgendo un campione di oltre 150 aziende e più di 600 professionisti.Secondo la ricerca, i comparti che registrano le migliori performance dal punto di vista delle opportunità occupazionali per i professionisti Finance sono il Largo Consumo, l’Information Technology e il Digital & New Media. Nella top 3 dei profili più ricercati figurano l’Industrial Controller nell’industria metalmeccanica, il Sales Controller nel comparto Fast Moving Consumer Goods (FMCG) e l’Accounting e Tax Manager nei servizi. Meno richiesti, invece, il Finance Manager senza la conoscenza fluente dell’inglese, imprescindibile per il ruolo, e il Legal Manager, poiché molte realtà tendono ormai a esternalizzare questa funzione.Ma quali sono le caratteristiche ideali per lavorare nel settore Finance? Secondo gli esperti Hays, il candidato ideale possiede la capacità di analizzare i dati finanziari a supporto del comparto Sales, ha una conoscenza fluente dell’inglese e vanta un approccio flessibile al lavoro. Dal punto di vista del percorso accademico, la laurea in Economia resta un requisito fondamentale per fare strada nel settore.
Per quanto riguarda le retribuzioni, i professionisti più pagati* del Finance si confermano i CFO con retribuzioni che variano da 90.000 a 120.000 euro annui a seconda dell’ambito di riferimento (ad esempio 120.000 euro in ambito GDO/Retail per profili con oltre dieci anni di esperienza). Al secondo posto troviamo i Controller/Finance Manager con 70.000 euro l’anno a pari merito con i Project Cost Controll Manager (oltre dieci anni di esperienza). Stipendi più contenuti per profili come l’Internal Auditor, il Sales Controller e il Payroll Specialist che guadagnano dai 30.000 ai 40.000 euro (2 – 5 anni di esperienza).

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Stabilità dei sistemi complessi: su “Scientific Reports”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Parma. Un’analisi della stabilità dei sistemi complessi reali, che dimostra come un’asimmetria dei legami possa aumentare la fragilità della rete. Questo in sintesi il cuore dell’articolo “The heterogeneity in link weights may decrease the robustness of real-world complex weighted networks”, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Scientific Reports”. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato da Davide Cassi, docente di Fisica della materia al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma, in collaborazione con Francesco Scotognella del Politecnico di Milano e Daniele Bevacqua del Centro INRA di Avignone.Per l’Università di Parma, oltre al Prof. Cassi lo studio ha coinvolto Michele Bellingeri, “post doc” al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche.
Molti sistemi complessi reali possono essere descritti da reti (network) composte da nodi e legami, come le reti sociali, neurali, ecologiche, stradali e anche internet. Una rete sociale, ad esempio, è un insieme di individui (nodi) uniti da legami di amicizia o collaborazione lavorativa. Il sistema neurale può essere descritto da neuroni (nodi) e dalle sinapsi (legami) che collegano i neuroni. Un reticolo stradale può essere descritto come un insieme di città (nodi) collegate da strade (legami). Analizzare la robustezza di queste reti, cioè capire come la scomparsa di nodi o legami influisca sul comportamento globale del sistema, è un problema di grande importanza scientifica, sia per comprendere i meccanismi evolutivi della rete, sia per proteggere le componenti più importanti per il funzionamento del sistema. Recenti studi hanno evidenziato che considerare la differente intensità dei legami della rete è indispensabile per capirne il comportamento. Lo studio pubblicato su “Scientific Reports” mostra come la robustezza di differenti reti reali sia negativamente influenzata dalla variabilità dei legami tra nodi. Le simulazioni condotte su diverse reti reali, sia biologiche sia fisiche, hanno infatti evidenziato che le reti con più alta differenza di intensità dei legami (massima variabilità) sono anche quelle con il più veloce collasso del funzionamento del sistema. In caso di malfunzionamento o attacco dei nodi, le reti molto eterogenee possono perciò essere le più vulnerabili. Per fare un esempio, il funzionamento di un reticolo stradale con grande differenza di traffico tra le strade può rivelarsi più fragile alla chiusura di incroci o snodi stradali. Lo studio sottolinea quindi come il trascurare l’intensità di legame tra i nodi della rete possa pesantemente sovrastimarne la robustezza. La ricerca apre nuove prospettive per comprendere l’evoluzione di sistemi complessi reali e propone nuovi metodi per identificare i nodi più importanti da proteggere.

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L’emendamento Scanu alla legge di stabilità

Posted by fidest press agency su martedì, 19 dicembre 2017

montecitorio

E’ “in discussione presso la Commissione Bilancio della Camera. Prevede il doppio binario – medicina legale militare e Inail – che, con ogni probabilità, sarà inserito in occasione dell’approvazione della legge di stabilità con mozione di fiducia al governo, mostra ancora una volta la debolezza della tutela dei militari privi di organizzazioni che agiscano in ragione dei loro interessi.
La nuova norma che interesserà la valutazione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali del comparto sicurezza e difesa e vigili del fuoco, non solo affossa i bilanci delle amministrazioni interessate e sottrae risorse al welfare, ma è priva di quel preventivo confronto tra le parti che mal si concilia con uno Stato democratico, soprattutto in una fase in cui si assiste sempre più soventemente al presidio controllato della democrazia se non alla militarizzazione di parti dello Stato. Economicamente, il provvedimento comporterà meno risorse (decine e decine di milioni di euro) a Scuola, sanità e sicurezza a vantaggio dell’Inail che, solo per fare da passacarte (alla Commissione medica ospedaliera e Comitato di verifica per le cause di servizio), in un settore altamente rischioso come quello della sicurezza e difesa, incasserà 1300 euro per ogni singola “pratica”.
E’ una vergona!” lo afferma in una nota il Segretario Generale dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà (FICIESSE), Francesco Zavattolo. “Il provvedimento, inoltre, qualora diventasse legge, non definendo la competenza giurisdizionale (tribunali amministrativi o giudice del lavoro) creerebbe un forte contenzioso lasciando il campo ad una giurisprudenza sconnessa, disomogenea e iniqua. Ma la cosa più grave”, continua Ficiesse, “è che una materia così delicata venga sottratta al confronto con le parti sociali per essere inserita nel calderone variegato della legge di stabilità”. “Auspico” conclude il Segretario Generale, “che il Governo e i partiti, tutti, diano un senso e un peso ai provvedimenti di prossima approvazione impedendo scorribande pericolose sulla pelle dei cittadini e della loro sicurezza. A Salvatore Garau, presidente dell’Associazione AFEVA Sardegna, i sentimenti di vicinanza e stima per la propria attività di dissenso civile avviato con lo sciopero dalla fame davanti a Montecitorio per protestare contro questa ennesima rougue proposal.

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Francia: Serracchiani, vittoria Macron serve a stabilità Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

macron“La netta affermazione del partito di Macron può essere un importante elemento di stabilità per l’Europa”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani commentanto gli exit poll che assegnano una vittoria schiacciante della Republique en Marche alle elezioni in Francia per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale.
Per Serracchiani “il rapporto sempre ottimo dell’Italia con la Francia e il suo ruolo nell’ambito dell’Unione europea non possono che venire rafforzati da questa vittoria. Auspichiamo una maggiore attenzione dell’UE alle evoluzioni delle politiche euromediterraneae”.‎ “L’indebolimento della presa dei partiti storici francesi, tra cui quello socialista, e’ un elemento da non trascurare, al pari – ha concluso Serracchiani – dell’astensione molto alta e del brusco stop ai lepenisti”.

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La stabilità non può tenere in ostaggio il Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

gentiloni“Dice bene Paolo Gentiloni, la stabilità non può tenere in ostaggio il Paese. Ma nemmeno Matteo Renzi può tenerlo con la sua smania di andare al voto subito”. Così su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, che in altri cinguettii aggiunge: “Caro Gentiloni se la gente ha bocciato in massa Matteo Renzi prenderne le distanze (da lui e dalle sue riforme) è un dovere civico”. “L’errore sarebbe non cancellare quanto fatto da Renzi. Gli italiani recandosi in massa alle urne e bocciandolo lo hanno già cancellato. La continuità con chi è stato sconfitto dal Paese e dalle urne, come Matteo Renzi – ha concluso – , non è mai un valore”.

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Legge di Stabilità: Anief indica le modifiche salva-scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

ministero pubblica istruzioneOccorre cancellare il tetto del 10% di idonei al concorso a cattedra, finanziare le assunzioni di maestri e Ata su potenziamento. Dalla Toscana è giunto il buon esempio per bypassare la soglia prevista dalla Buona Scuola, anche laddove il numero di vincitori è ridotto e vi sono diversi posti messi a bando che rischiano di andare persi. I candidati sono riusciti a conoscere la valutazione ottenuta nella prova orale, la valutazione dei titoli presentati in fase di iscrizione al concorso e la posizione che occuperebbero nel caso in cui la normativa cambiasse. Un’altra modifica da apportare, altrettanto urgente, è quella dell’ennesimo rinvio riguardante l’immissione in ruolo di diverse migliaia di docenti della scuola dell’infanzia sul “potenziamento” degli istituti. Stiamo parlando di uno dei buchi della riforma approvata in via definitiva dal Parlamento nel luglio 2015, che fa il paio con un’altra clamorosa “dimenticanza”: quella di almeno 20mila Ata.Marcello Pacifico (presidente Anief): “Sembra che chi opera nella scuola debba essere condannato ad un’attesa infinita: vale per gli anni di precariato, i pagamenti dei supplenti ‘brevi’, ma anche per la ricostruzione di carriera o per i casi clamorosi come i Quota 92, ancora oggi non sanati seppure vittime di un errore clamoroso di chi ha scritto la riforma pensionistica Monti-Fornero. Noi, però, non ci arrendiamo: Anief ha già previsto che nel corso della prossima settimana chiederà adeguate proposte emendative alla Legge di Bilancio: l’obiettivo è far correggere i tanti punti oscuri o negativi della 107/15, alla luce della prassi e delle difficoltà oggettive riscontrate ad un anno della sua applicazione”.

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Stabilità, fisco e gioco online

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

Online Banking Computer“A PIL fermo e con una legge di stabilità che si profila come una manovra di sangue e lacrime, qualcuno comincia a chiedersi da dove arriveranno le risorse necessarie a fronteggiare i consueti costi di cui si fa carico la fiscalità generale. Secondo i pessimisti la manovra dovrebbe aggirarsi sui 40 mld, mentre per gli ottimisti potrebbe fermarsi intorno ai 30 mld, tutti, come è ovvio, a carico dei cittadini. E allora si riaffaccia l’eterna tentazione di mettere mano al gioco d’azzardo, nonostante gli equivoci e le ambiguità che negli ultimi anni hanno caratterizzato questo settore, ormai strategico per il gettito fiscale che produce. Questa volta però ci piacerebbe che i riflettori si accendessero sul gioco on line, che attualmente vanta un +13% di incremento di fatturato. Ma se a questo dato si aggiunge anche il volume di affari raggiunto da dispositivi come smartphone e tablet, il valore cresce fino al 20% del totale. Una scoperta interessante per capire come il tanto deprecato ritardo tecnologico del nostro Paese, potrebbe essere facilmente superato con una semplice operazione di maquillage linguistico, per esempio sostituendo alla parola pc il termine più generico di “mobile”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua: “La spesa al gioco on line totalizzata nel 2015 è di circa 821 milioni di euro e corrisponde ad un tipo di giocatore facilmente identificabile, dal momento che sulla rete tutti lasciamo tracce bio-metriche indelebili. Si tratta in media di 730.000 giocatori attivi, in genere piuttosto giovani con uno specifico interesse verso le nuove tecnologie informatiche. Di questo campione almeno un 10%, circa 24.000 persone, spende molto di più della media e sembra candidato a contrarre una vera e propria dipendenza dal gioco d’azzardo on line. Ci piacerebbe che gli esperti del MEF questa volta si concentrassero proprio sul gioco on line, dal momento che la intrinseca tracciabilità della rete potrebbe permette di risalire facilmente non tanto al giocatore, la cui privacy va in qualche modo tutelata, ma al gestore di quei giochi, ai suoi concessionari, che da sempre si sottraggono alla pressione fiscale, diventando evasori fiscali di lusso. Non vorremmo che nella prossima legge di stabilità tra tagli e tasse fossero sempre gli stessi a pagare il conto; sarebbe bene che finisse il gioco inscenato dai signori dell’azzardo on line, per una semplice ragione di giustizia sociale”, conclude la Binetti.

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L’Europa ha bisogno di stabilità? Ma di quale stabilità parliamo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2016

“L’azione degli organi austriaci di garanzia costituzionale va rispettata, come si deve fare sempre nel caso di democrazie avanzate e solide. L’auspicio è che il prossimo ritorno alle urne non apra un altro fronte di incertezza”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando la sentenza della Corte costituzionale che in Austria ha deciso la ripetizione del ballottaggio per le presidenziali. “Dopo il violento scossone della Brexit – ha aggiunto Serracchiani – l’Europa ha grande bisogno di stabilità”. (n.r. la stabilità che pensiamo è qualcosa di diverso rispetto a quanto sta accadendo in Europa con una classe politica europea non eletta dal popolo ma dai banchieri e dai finanzieri e con un parlamento che in pratica non ha poteri. Abbiamo messo in ginocchio lo stato sociale, stiamo destabilizzando l’intero continente con un’immigrazione selvaggia e importando dagli Stati Uniti una globalizzazione dei commerci che metterà in ginocchio l’intera economia europea e distruggendo la nostra agricoltura.)

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“Con Stabilità ultima opportunità per questo Governo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Mag 2016

camera deputati“Nella migliore delle ipotesi questo governo e questa legislatura hanno davanti a sé venti mesi, appena sufficienti per mettere un punto fermo ad una serie di ddl che devono essere ancora sottoposti al vaglio dell’altra Camera e decisamente risicati se si vogliono mettere in pista nuovi disegni di legge. A meno che, ovviamente, il governo non voglia farne dei decreti da aggiungere a quelli che lui stesso ha già annunziato e programmato da qualche tempo. E’ una riflessione che mi faccio con sempre maggiore urgenza e concretezza per non farmi prendere dallo sgomento delle cose non concluse: qualcuno l’ha definita la tipica sindrome di fine legislatura. Al centro dei disegni di legge annunciati, fatti oggetto di dibattito mediatico, contestati, osannati, ma allo stato attuale dei fatti non ancora calendarizzati e quindi ad alto rischio ci sono quelli che riguardano la famiglia. Per la verità un disegno di legge abbastanza organico, il famoso family Act, era già stato presentato in conferenza stampa da Area popolare all’inizio dell’estate scorsa. Ma da allora ad oggi non se ne è fatto nulla”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Il che è abbastanza sorprendente se si tiene conto delle corsie preferenziali riservate al divorzio breve, al cambio di cognome, e infine alle Unioni civili. Tutti temi che toccano di striscio la famiglia, ma certamente non ne consolidano le fondamenta e non dischiudono per lei prospettive di sviluppo. Oggi, nel corso di una nuova conferenza stampa a cui hanno partecipato tutti e quattro i ministri che fanno riferimento ad Area popolare, un quarto dei ministri che compongono l’attuale governo – prosegue Binetti – si è lanciata una vera e propria sfida, all’Esecutivo, al Parlamento, al Paese: vogliamo una legge finanziaria all’insegna della famiglia. E bisogna riconoscere che davvero questo è l’ultima opportunità concreta per avere una legge formato famiglia, di cui si possano intravvedere almeno i primi frutti concreti nel corso del 2017. Non basta avere un ministro della Famiglia per avere politiche serie per la famiglia; non basta avere una ministro della salute che ha appena avuto due gemelli e parla senza stancarsi di bonus bebè, citando con concretezza tutti i costi dei bambini piccoli, a cominciare dai pannolini. Non basta avere un ministro dell’ambiente che racconta dei suoi 4 figli e delle esigenze delle famiglie numerose. Non basta neppure che Alfano metta in evidenza come tutti i ministeri per un motivo o per un altro hanno a che vedere con la famiglia. Servono interventi strutturali, di lunga durata, che invertano la drammatica riduzione delle nascite, e da quest’anno anche dell’aspettativa di vita. Per questo, occorre aiutare i giovani non solo a trovare casa e lavoro, ma anche ad accettare generosamente la loro prima maternità quando non hanno compiuto ancora trent’anni. Sembra che sia l’unico modo per riuscire ad avere anche un secondo figlio e magari un terzo, in accordo con il proprio orologio biologico. Sono tutti temi e problemi – conclude Binetti – che si intrecciano e che richiedono a questo governo qualcosa che non si limiti a spot elettorali quando parla di famiglia; che non rimandi alle calende greche i provvedimenti cui la famiglia ha bisogno mentre accoglie altre necessità e altri bisogni che nulla hanno a che vedere con la coesione familiare e con la sua capacità generativa. I figli vogliamo che nascano in famiglia con un padre e con una madre e per questo servono misure concrete, intelligenti e tempestive”.

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L’Authority europea dice la sua sui Closet Indexer

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2016

masse gestiteA cura di Roberto Rossignoli, Junior Portfolio Manager. L’ESMA (European Security and Markets Authority, l’ente dell’Unione Europea che si occupa del monitoraggio e della salvaguardia della stabilità del mercato finanziario dell’UE) questo febbraio ha reso pubblici i primi esiti del suo ultimo studio volto a verificare e quantificare la pratica del closet Indexing nel mondo del risparmio gestito Europeo.Per closet Indexing si intende la tendenza di un gestore a dichiarare uno stile di gestione attivo, quando in realtà si sta semplicemente replicando molto da vicino un benchmark e applicando comunque commissioni tipiche dei fondi realmente attivi. Questo tipo di strategia richiede molto meno sforzo da parte del gestore, ed è lecito aspettarsi che le commissioni siano più basse. In realtà, fondi di questo tipo vengono continuamente venduti a clienti non consapevoli, che avrebbero potuto comprarsi direttamente un prodotto passivo sullo stesso indice con un notevole risparmio di costi.
Le prime denunce in Europa.L’ESMA iniziò a investigare ufficialmente sul fenomeno dopo che diversi gruppi per i diritti degli azionisti e dei risparmiatori contestarono le alte commissioni pagate per stili di gestioni attive, mentre in realtà veniva solo replicato un indice. La prima a muoversi in questo senso fu Better Finance, un gruppo basato a Bruxelles a tutela degli investitori, che nel 2014 chiese ufficialmente all’ESMA di indagare ulteriormente sulla questione. Da allora, anche alcune Authority locali iniziarono a concentrare le proprie energie nel trovare e perseguire i falsi fondi attivi.L’autorità di mercato norvegese è stata la prima in Europa ad accusare pubblicamente, nel marzo 2015, la più grande banca del Paese (DNB) di vendere in modo fuorviante un fondo in realtà passivo. Durante un’indagine più ampia sui fondi azionari norvegesi venduti (e prezzati) come attivi sul mercato norvegese, il regolatore ha esaminato il fondo “incriminato” su un orizzonte di cinque anni per scoprire che le performance sono state molto vicine al benchmark, nonostante fosse venduto come attivo.In precedenza, nel dicembre 2014, un’associazione svedese a tutela dei risparmiatori accusò Swedbank Robur, la società di risparmio gestito della maggiore banca svedese, di prezzare propri fondi con alte commissioni quando in realtà stavano semplicemente replicando un indice. La denuncia fu presentata all’autorità per la risoluzione di dispute tra consumatori e imprese, e la banca rifiutò categoricamente ogni accusa. Più avanti, i sospetti dell’associazione furono estesi ad altre due delle maggiori banche svedesi, Nordea (ammonita anche dai regolatori norvegesi) e Handelsbanken. Nel luglio del 2015 il caso fu rigettato dall’autority, in quanto fuori dalla sua sfera di competenza (non mancarono i sospetti sulla una forte attività di lobbying da parte della banca).In ogni caso, la quesitone aiutò a portare alla luce la pratica del closet Indexing e portòi regolatori danesi e norvegesi alla ricerca di chiarimenti sul fenomeno. Recentemente, anche alcuni accademici hanno iniziato ad interessarsi alla questione. L’anno scorso, un gruppo di professori di università europee e statunitensi ha scritto un articolo “Indexing and Active Fund Management: International Evidence”, nel quale tentano di quantificare il fenomeno in questione. (foto. masse gestite)

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Stabilità: reperiti i fondi per il diritto allo studio delle persone con disabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

camera deputatiLa Camera ha approvato, nel corso dell’esame sulla legge di stabilità, un emendamento significativo per il diritto allo studio delle persone con disabilità dando ragione, quindi, alle istanze promosse negli ultimi mesi soprattutto da FISH (oltre che da Ledha, FederHand, AIPD, ANFFAS, UICI), in numerosi confronti con i Ministeri.Il tema è quello dei servizi di supporto scolastico rimasti “orfani” dopo che la legge 7 aprile 2014, n. 56 ha soppresso le competenze delle Province e ha assegnato alle Regioni il compito di redistribuirle alle Città metropolitane ed ad altri enti.Ricostruiamo la questione: il decreto legislativo 112/1998 (art. 139, comma 1 c) attribuiva alle Province il compito di garantire assistenti educativi e della comunicazione (AEC). Il loro supporto è essenziale soprattutto nel caso di alunni sordi, non vedenti o ipovedenti o con altre disabilità. Il loro ruolo è espressamente previsto dalla legge quadro 104/1992 (art. 13) e dalla legge 67/1993. Inoltre le stesse Province dovevano assicurare (gratuitamente) il trasporto scolastico alle persone con disabilità nelle scuole superiori.Queste competenze ora a chi spettano? Teoricamente alle Regioni o alla Città metropolitane, ma mancano anche i trasferimenti dei fondi necessari per garantire questi servizi. Una prima compensazione provvisoria è avvenuta nell’estate scorsa con una prima destinazione di 30 milioni di euro (decreto legge sugli enti territoriali).Ma quella destinazione è largamente insufficiente.La Camera ha dunque approvato un primo emendamento, presentato dal Governo, che ribadisce, una volta per tutte, l’attribuzione delle competenze: vanno alle Regioni, a meno che queste non abbiano già deliberato l’attribuzione a Province, Città metropolitane o Comuni singoli o associati. La stessa disposizione prevede uno stanziamento di 50 milioni.Ma è stato approvato anche un subemendamento (primo firmatario On. Elena Carnevali) con cui sono stati reperiti altri 20 milioni (70 totali) attingendo alla tassazione sulle cosiddette slot machines.“Esprimiamo soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo che riguarda un diritto fondamentale come quello allo studio – commenta Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Ora però le Regioni, che non hanno più scusanti, devono metterci la loro parte. E lo stesso diritto deve essere garantito in modo omogeneo in tutta la Penisola senza discriminazioni né rallentamenti. Su questo vigileremo come abbiamo fatto finora, ricorrendo a tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione.”

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Attentato ad Ankara

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

attentato ankara“L’attentato alla marcia pacifista di Ankara avvenuto sabato scorso e che ha causato una vera e propria strage con circa 95 morti e più di 200 feriti è uno dei più drammatici della storia recente turca, di una gravità inaudita che va condannato senza condizioni. Si tratta di un vero e proprio 11 settembre, che non deve e non può lasciarci indifferenti sia sul piano umano che politico”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli intervenendo, a nome del suo Gruppo parlamentare, nell’Aula di Montecitorio per commemorare le vittime della strage avvenuta in Turchia il 10 ottobre scorso.“Siamo chiamati ad una riflessione profonda sul futuro geopolitico dell’area mediorientale e sulla stabilità turca, attore fondamentale in tale scacchiere”, ha sottolineato la deputata affermando che si deve “fare il possibile affinché la Turchia, prossima al voto, non sia teatro di una escalation del terrore e spargimento di sangue, lavorando ad una pacificazione delle controversie interne anche sul piano internazionale per garantire stabilità alla regione”.
“Il terrore – ha detto l’on. Nissoli – mira proprio a creare confusione ed oggi vogliamo ripetere con il Presidente Mattarella la condanna “nella maniera più risoluta” del “gesto vile e riprovevole che, nella sua barbara efferatezza, richiama l’urgenza di combattere uniti la piaga del terrorismo””.“Gli attentatori – ha concluso l’on. Fucsia FitzGerald Nissoli – hanno seminato la morte tra le persone che manifestavano gioiosamente per la pace. Ecco! Quella pace che dobbiamo difendere sempre nel nostro agire politico! L’Italia, mentre esprimiamo il più profondo cordoglio ai parenti delle vittime e alla Turchia, deve, pertanto, attivarsi con tutti i canali diplomatici a disposizione per costruire la pace in quell’area del mondo”. (foto: intervento)

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Legge stabilità e possibili tagli ai servisi essenziali

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2015

palazzo chigiSi avvicina l’elaborazione della prossima Legge si Stabilità, e vista la direzione presa dall’esecutivo negli ultimi mesi – dichiara il Sindacato Labor – non può che crescere la preoccupazione per la possibilità di ulteriori tagli ai servizi essenziali verso i cittadini.
La strada intrapresa, in un clima in cui il dialogo è stato evidentemente ridimensionato, segna un chiaro indirizzo volto a far pesare sulle persone meno agiate i benefici concessi a coloro che sono più abbienti. Ed è per questo che c’è il timore che la nuova Legge di Stabilità possa rappresentare un ulteriore colpo alla tenuta sociale del Paese. I tagli alla sanità, sommati alla costante erosione dei diritti sul posto di lavoro e agli evidenti danni alla scuola pubblica, hanno infatti collocato l’Italia su un gradino ancora più basso della classifica delle principali democrazie mondiali. Il nostro auspicio – conclude il Sindacato Labor – è che il presidente del Consiglio mostri una maggiore maturità e si renda finalmente conto che non può colpire ulteriormente chi già sente a rischio la dignità della propria esistenza.

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Il welfare del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2015

poletti-giuliano-Legacoop_11Le recenti dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, sul modo in cui crede vada elaborato e strutturato il welfare del futuro – dichiara in una nota il Sindacato Labor – sono a dir poco preoccupanti. Infatti dietro una brulicante selva di buone intenzioni si nascondono pratiche sottili e deleterie atte a cancellare i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Un esempio concreto di questi tentativi – continua l’organizzazione – viene da quanto si sta cercando di fare (e accuratamente pianificando) con i patronati italiani. L’obiettivo è quello di imporre la chiusura di tutte quelle strutture non legate ai sindacati tradizionali in maniera da obbligare i cittadini ad un percorso unico e nel contempo favorire i soliti grandi gruppi di interesse. E’ inoltre opportuno sottolineare che tutto questo sta avvenendo attraverso la spregiudicata discrezionalità di cui il ministro sta facendo uso nell’emanare i decreti attuativi della Legge di Stabilità 2015. Operazioni di questo genere – prosegue il Sindacato Labor – porteranno alla perdita di migliaia di posti di lavoro. E allora ci sembra opportuno chiederci: è questo il welfare del ministro Poletti? E’ questa la filiera locale che immagina? Ormai è del tutto evidente che le politiche adottate da questo esecutivo, oltre che essere vuote di umanità e logica, siano assolutamente prive anche del valore dell’uguaglianza che dovrebbe essere alla base del partito maggioritario. Quel che però riteniamo opportuno chiedere al ministro Poletti – conclude il Sindacato Labor – è di non offendere l’intelligenza dei cittadini e dei lavoratori sentendo il bisogno di usare l’arte della retorica per nascondere le sue reali intenzioni. Anche perché, che lo voglia o no, sono ormai sotto gli occhi di tutti.

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“La solidarietà non dovrebbe rimpiazzare le indispensabili decisioni nazionali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 gennaio 2015

commissione europeaLa commissione affari economici e monetari del Parlamento ha ospitato il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e il suo omologo italiano Pier Carlo Padoan in un dibattito apposito sulla revisione del quadro di governance economica. Schäuble, interrogato martedì mattina dai membri della commissione affari economici e monetari riguardo la sua posizione sulla maggiore flessibilità e sulla condivisione del rischio all’interno del patto di stabilità e crescita, ha dichiarato che il suo paese vuole giocare secondo le regole, che non c’è la necessità di cambiare la legislazione europea e che la solidarietà dell’UE non dovrebbe sostituire le importanti decisioni nei paesi che stanno attraversando difficoltà economiche”Nell’incontro di ieri in ECOFIN, il commissario Dombrovskis ha affermato che la ‘condivisione del rischio’ e la ‘condivisione di sovranità’ sono due concetti legati tra loro. Condividere i rischi richiederebbe delle modifiche al trattato e al diritto comunitario primario (…) Vedo una crescente richiesta da parte degli Stati membri di aderire al quadro giuridico attualmente in vigore. Cambiare il regolamento richiederebbe un enorme sforzo per coinvolgere le persone in Germania, e anche negli altri Stati membri”, ha proseguito Schäuble, aggiungendo che non considera la flessibilità in quanto tale una cosa negativa, “ma solo se danneggia la fiducia e se implica che le norme concordate non vengano rispettate”.Schäuble ha aggiunto che la Germania è obbligata a rispettare il diritto primario “come è scritto nella nostra Costituzione”. Il ministro ha definito l’attuale quadro intergovernativo di governance economica “una soluzione di ripiego”. “So che le istituzioni europee non sono soddisfatte di ciò, ma dobbiamo convivere con questo”. Schäuble ha riconosciuto la necessità di maggiore solidarietà nella zona euro e ha messo in guardia dallo “scaricabarile” nei confronti dei cattivi attori in gioco, aggiungendo inoltre che nei paesi in difficoltà nei mercati finanziari “dobbiamo affrontare le cause di questi problemi. La solidarietà non può rimpiazzare le indispensabili decisioni degli Stati membri”, ha sottolineato.Il ministro delle finanze italiano nonché presidente uscente dell’ECOFIN Pier Carlo Padoan ha tratto alcune lezioni dal passato. “In primo luogo, per aumentare il proprio impatto, un’efficace governance economica richiede la giusta combinazione di politiche. Nonostante molto sia stato fatto grazie a una migliore coordinazione dei programmi di bilancio nazionali, c’è ancora molto da fare”, ha detto Padoan. Ha poi aggiunto che gli effetti di ricaduta di politica economica di uno stato membro su un altro – positivi e negativi – hanno bisogno di un esame più attento, che i tempi delle riforme hanno bisogno di più attenzione, che le politiche nazionali ed europee necessitano di un miglior coordinamento e che la responsabilità nazionale dei programmi di riforma deve essere rafforzata “in modo da iniettare fiducia all’economia”.Riguardo la flessibilità, Padoan ha affermato che “gli strumenti politici devono essere meglio integrati. Le riforme strutturali possono avere un impatto diverso, a seconda di come si evolve il contesto macroeconomico”. Si è poi opposto alle critiche mosse contro le misure intraprese dall’Italia per portare il proprio deficit ad una dimensione accettabile: “Ci siamo spostati dalla parte correttiva a quella preventiva. Il nostro deficit è adesso sotto il 3%. E il debito è stato affrontato con una sana politica fiscale e con riforme strutturali”.Schäuble non è d’accordo con le critiche della GUE secondo le quali la Banca centrale europea sta oltrepassando il proprio mandato insistendo sul programma di riforme in Grecia: “Le richieste fatte alla Grecia sono in linea con il mandato della BCE. Sono pienamente legittime. Il popolo greco sta soffrendo maggiormente rispetto ai popoli di altri paesi europei. E non a causa delle richieste di Bruxelles o della BCE, ma del fallimento dell’élite politica greca negli ultimi decenni”. A sostegno del programma di supporto europeo per la Grecia, ha illustrato i dati riguardanti la crescita superiore alla media e quelli sulla riduzione del debito.

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Legge di stabilità. Una telenovela… gia’ vista!

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2013

Senato

Senato (Photo credit: agenziami)

E’ una vera e propria telenovela quella della approvazione della legge di Stabilita’, ovvero quella che una volta veniva chiamata Finanziaria. Ora si arrivera’ a chiedere la fiducia, vale a dire che si accorgeranno i tempi per la sua approvazione. Non ci poteva pensare prima ed evitare lunghe riunioni, estenuanti e improduttive? Ovvio che in questo modo si taglia il dibattito ma i tempi stabiliti indicavano gia’ l’impossibilita’ di arrivare a conclusione in tempi ragionevoli. Su alcuni aspetti, come quello dei nomi delle tasse su servizi e casa, si e’ rasentato il ridicolo, cosi’ come sulla tassazione per le pensioni d’oro e d’argento gia’ bocciata dalla Corte Costituzionale. Invece di pensare alle tasse sulle pensioni (si raschia il fondo del barile) si potrebbero abolire enti inutili e costosi, come le Province, le Comunita’ Montane, i Consorzi di Bonifica, i Bacini Imbriferi, gli enti parchi regionali, limitare le agenzie regionali e comunali, ecc.Insomma di lavoro di forbici ce n’e’ da fare piuttosto che ricorrere alla demagogia. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Comuni e patto stabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Susy De Martini, europarlamentare PDL, facente parte del gruppo europeo dei Conservatori che si richiamano a Cameron (ECR), interviene il giorno dopo l’incontro tra il premier italiano, Letta, e quello inglese. «Questa Europa delle banche, dei bilanci padroni della vita di tutti, dell’euro, sta strangolando i popoli e allontanando le persone da quel comune sentire europeo dei Padri Fondatori.Per questo mi trovo in piena sintonia con Cameron e per questo ho scelto di aderire al gruppo Ecr, pur restando fedele al mandato dei miei elettori Pdl» – dice De Martini.
Sul piano pratico questa adesione a valori che sono lontani dall’Europa della Merkel e dei banchieri, significa battersi per il cambiamento: «Il mio impegno nel Parlamento Europeo è rivolto a riuscire a modificare la rotta. A cominciare naturalmente dalla mia Italia e dai problemi che partono dal mio territorio. Penso prima di tutto al Patto di Stabilità, deciso dal Governo italiano per soddisfare le richieste capestro di un’Europa da cambiare. I nostri Comuni sono strangolati, hanno il cappio al collo, anche quando sono virtuosi. Hanno i soldi ma non li possono spendere, così le nostre scuole pubbliche non possono essere ristrutturate. In Lombardia si sta cercando di uscire dalla crisi con il Patto di stabilità regionale verticale per riuscire a sbloccare 212 milioni. Se non cambieremo con rapidità, i Comuni non potranno più rispondere alle richieste dei cittadini, perdendo il senso stesso del motivo per cui si fa politica. Non possiamo permetterlo.
Si consideri che per il 2013 è previsto che le misure del Patto di stabilità influiranno sui comuni e le province della Lombardia determinando una contrazione di più del 20% degli investimenti con conseguente blocco di pagamenti alle imprese e l’impossibilità di garantire alcuni servizi essenziali. Come dice il Presidente di Anci Lombardia, il Patto di Stabilità come era stato concepito non ha nessuna logica: basti considerare quanto Anci Lombardia ha verificato, cioè che i comuni lombardi, per la maggior parte virtuosi, hanno una spesa media per gli investimenti del 26,84% e che nel 2007, l’87,36% dei Comuni superiori a 5000 abitanti ha rispettato il Patto. Eppure sempre più Comuni non riusciranno a rispettare i vincoli del Patto di Stabilità nazionale. Pertanto l’intervento di Regione Lombardia è necessario così come lo sarebbe un provvedimento legislativo ad hoc del Ministro Delrio, ex presidente di Anci. Pensiamo a come provvedimenti di tal genere si dimostrerebbero utili all’impiego di tutte le risorse che oggi i Comuni non possono spendere, a titolo di esempio segnalo la piccola Magenta con sei milioni in cassa che non possono essere riversati nel mondo dell’impresa.»

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L’Europa prevede una “Positiva Stabilità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2012

Venezia, Italia (PRNewswire) Una conferenza internazionale per stringere ulteriormente i legami tra Russia ed Europa in previsione del ritorno di Vladimir Putin come Presidente della Federazione Russa. Durante la conferenza internazionale svoltasi oggi a Venezia gli esponenti politici russi ed europei hanno asserito che la possibilità del ritorno di Vladimir Putin come Presidente della Federazione Russa, assicurerebbe una situazione di “positiva stabilità”.Nonostante le recenti proteste avvenute a Mosca e quelle previste nelle principali città russe a ridosso delle elezioni, il pannello di politici presenti alla conferenza ha confermato che Putin è ancora il politico più popolare in Russia.
L’Onorevole Franco Frattini, Ex Ministro degli Affari Esteri in Italia, ha affermato ” In Europa c’è ancora sfiducia nei confronti della Russia, noi dobbiamo essere i loro migliori amici…la Russia e l’Europa sono troppo piccole per lavorare individualmente. Dobbiamo lavorare insieme per avere un impatto globale…nonostante le critiche l’EU è pronta per riconoscere (Vladimir) Putin come leader. La stabilità in Russia è un valore aggiunto…sotto il comando di Putin la Russia ha fatto dei passi avanti. C’è bisogno di nuove riforme economiche e politiche, ma il progresso sostanziale è stato fatto, soprattutto se confrontiamo la situazione della Russia di oggi con quella di 15 anni fa.””Le incombenti elezioni segneranno un punto importante della nostra storia comune. Questa sarà un’opportunità importante per rafforzare la cooperazione tra gli stati europei e la Russia…sono confidente nel fatto che Putin, il futuro Presidente della Russia, permetterà un nuovo accordo di cooperazione. Dobbiamo considerare la Russia, non solo come un partner strategico, ma come un amico leale.” Josè Maria Aznar, l’Ex- Primo Ministro spagnolo, ha commentato :” La Russia è la chiave per la stabilità dell’Europa e uscirà rafforzata dalle prossime elezioni…credo che Putin abbia un progetto per la Russia.”Il pannello sostiene che di tutti i candidati alle presidenziali , Putin sarebbe il più adatto a portare uno “sviluppo bilaterale delle relazioni tra Europa e Russia”, aumentando la cooperazione nelle operazioni del settore economico e commerciale, della sicurezza energetica, delle relazioni politiche internazionali e nella sicurezza internazionale.Giancarlo Galan, Ex- Ministro per i Beni e le Attività Culturali e ed Ex-Presidente della regione Veneto, ha detto: ” La Russia è il Paese più stabile del mondo. Il prossimo Presidente sarà in carica per sei anni. Sono certo che tutti sappiamo chi sarà il vincitore. Si tratta di qualcuno che ha già cambiato il mondo. Se io fossi russo, voterei Putin. Fra sei anni cosa ne sarà di Sarkozy, della Merkel e di Obama? Loro sono politici decenti, ma saranno fuori dalla politica tra sei anni. Invece la Russia avrà ancora Putin. “Il pannello ha concluso che a causa della crisi dell’Eurozona e la relativa stabilità economica e politica in Russia, la Federazione Russa è diventata un vicino e un partner sempre più importante per l’Europa.
I relatori della conferenza sono stati: l’On. Franco Frattini, Ex- Ministro degli Affari Esteri; José Maria Aznar, Ex- Primo Ministro di Spagna; Marino Zorzato, Membro del Parlamento Italiano; Alexander Babakov, Membro dello Stato Russo Duma e deputato vice- presidentedel Gruppo Interparlamentare Duma; Prof. Giuliano Urbani, Ex- Ministro per i Beni Culturali del Governo Berlusconi, tra gli altri Commissionario del Governo per l’anno Italia- Russia.
L’ IIIS è un “think tank” russo basato a Mosca e creato nel 2008. Si tratta di un’organizzazione pubblica non governativa e non commerciale.

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Giornata mondiale dell’alimentazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Logo of the Food and Agriculture Organization

Image via Wikipedia

Nella settimana dal 14 al 17 novembre 2011, in diretta dalle ore 10.00 alle 10.30, UCampus (http://ucampus.unipv.it/), realizzerà una serie di dirette radiofoniche fruibili tramite la rete internet, con un semplice collegamento al sito dell’Università di Pavia.
“Prezzi degli alimenti: dalla crisi alla stabilità”. Anche nel 2011 l’Università di Pavia sostiene la FAO nella Giornata mondiale dell’alimentazione con una serie di speciali in onda su UCampus, webradiotelevisione dell’Ateneo pavese. Insieme a numerosi ospiti verranno analizzate le cause e le prospettive dell’attuale crisi dei prezzi, il suo impatto sugli aspetti nutrizionali, sui mercati e sulle popolazioni dei paesi in via di sviluppo.
“Prezzi degli alimenti – dalla crisi alla stabilità” è il tema della Giornata mondiale dell’alimentazione 2011 (che si è tenuta lo scorso 16 ottobre), un tema scelto per meglio comprendere dal punto di vista economico il significato delle oscillazioni dei rezzi degli alimenti che hanno devastanti conseguenze sulla diffusione della povertà.
Il costo degli alimenti, le fluttuazioni dei prezzi , in particolare quelle al rialzo, rappresentano la maggiore minaccia alla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo.
I più colpiti sono i poveri. Secondo la Banca mondiale, nel biennio 2010-2011 l’aumento dei costi degli alimenti ha spinto quasi 70 milioni di persone nella povertà estrema.
Il compito della settimana radiofonica proposta dall’Università di Pavia, in accordo con il tema della Giornata mondiale dell’alimentazione 2011, è quello di analizzare con il supporto di economisti che lavorano i paesi in via di sviluppo, di volontari e di esperti le cause e le conseguenze di queste oscillazioni dei prezzi.

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Che succede nei labirinti della moneta?

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2011

Moneta 100zł z Przemysławem II

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Ancona 3 novembre alle 17 nella Sala del Consiglio della Facoltà di Economia. Il funzionamento dei sistemi monetari moderni è assai complesso: si basa su decisioni in condizioni di incertezza e su delicati rapporti fiduciari, deve tener conto delle aspettative di molteplici attori, viene condizionato da un’ampia gamma di rischi da valutare e gestire, pone alle autorità monetarie il difficile problema di equilibrare efficienza e stabilità, liberalizzazione e regolamentazione di mercati interdipendenti e innovativi. Per fare il punto su così complesso meccanismo, il professore Pietro Alessandrini ha scritto un libro che è una mappa per orientarsi nei meandri dell’economia e della politica monetaria, di cui fornisce il quadro teorico di riferimento, i concetti chiave, gli strumenti interpretativi, i fattori di crisi, le politiche di intervento con un costante riferimento alla realtà senza tralasciare i problemi più discussi e attuali.Il libro, dal titolo “Economia e politica della moneta” (Il Mulino), sarà presentato nel corso di un incontro, presieduto da Alberto Zazzaro, che prevede gli interventi di Angelo Baglioni dell’Università Cattolica, di Riccardo De Bonis della Banca d’Italia, di Marcello De Cecco della Normale Superiore di Pisa, di Marcello Messori dell’Università Tor Vergata.
Tirerà le conclusioni Tirerà le conclusioni l’autore stesso, Pietro Alessandrini, docente di Politica Economica, di Economia Monetaria e di Politica monetaria europea all’Università Politecnica delle Marche, che chiarisce: “Avrei voluto intitolare il libro “Nel labirinto della moneta”, proprio per indicare la necessità di procedere con cautela, per non sperdersi nella rete intricata di rapporti entro la quale va collocato lo studio dell’economia monetaria: una rete che si estende a tutto il sistema finanziario, all’interno del quale è sempre più difficile isolare i confini dell’analisi monetaria. Non è soltanto un problema di aggregati monetari, che tendono ad ampliarsi. Riguarda soprattutto la rapida diffusione delle informazioni e la complessa trasmissione degli effetti su mercati più efficienti e più integrati”.

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