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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘stabilizzazione’

Scuola: ora il Miur vuole stabilizzare i docenti precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Il Ministro dell’Istruzione cambia gli obiettivi e annuncia che la sua opera adesso sarà caratterizzata dal reperimento dei fondi necessari all’assunzione dei docenti: “andremo a richiedere le risorse necessarie – ha detto a SkyTg24 – perché dobbiamo stabilizzare i docenti, ridare ordine al sistema scuola e valorizzare la figura di tutti i nostri operatori scolastici per offrire un servizio di sempre maggiore qualità per studenti e famiglie”. Anief concorda con il titolare del Miur, perché la situazione sta sfuggendo di mano e a settembre le supplenze annuali potrebbero diventare 200 mila. Per questo, bisogna andare a rivedere le norme che regolano formazione e immissioni in ruolo. A partire dalla valorizzazione dei tanti docenti precari abilitati che continuano ad essere tenuti in una situazione di limbo eterno, perché relegati nelle graduatorie d’istituto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’occasione è propizia per approvare le modifiche suggerite in Senato nei giorni scorsi da Anief, attraverso le quali si riaprirebbero le GaE a tutti i docenti abilitati esclusi dalla Buona Scuola, ma anche aggiornandole ogni anno, piuttosto che prorogarle, come sta cercando di fare il governo in questi giorni: in caso contrario, non si risolverà nulla e diventerà sempre più probabile lo sviluppo della procedura di infrazione, per via della denuncia 4231/2014 pendente presso la Commissione Ue.

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Scuola: Docenti con 36 mesi di servizio: l’unica strada è la stabilizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Inutile un nuovo concorso per titoli con colloquio. Anief chiede agli altri sindacati di sensibilizzare il Parlamento perché, dopo l’approvazione della legge di stabilità che ha abolito il concorso riservato, con un’azione comune possano essere, da deputati e senatori, approvati gli emendamenti da noi suggeriti e pensati persino dal Presidente della VII Commissione del Senato sulla trasformazione dei contratti a termine. L’occasione è multipla, tra decreto legge semplificazione, disegno di legge europea e concretezza, e disegno di legge su abolizione degli ambiti e della chiamata diretta.
Finalmente anche gli altri sindacati si accorgono del problema dei precari con 36 mesi, ma sbagliano ancora una volta nella ricerca di una soluzione già bocciata, la proposizione al Governo di normare una soluzione analoga al concorso abilitati del 2018 per il Consiglio di Stato incostituzionale, senza parlare di quella stabilizzazione che Anief sostiene da tempo insieme al reclutamento dalle graduatorie di istituto con l’estensione del doppio canale. E come il giovane sindacato ha ribadito di recente attraverso la richiesta alla VII Commissione del Senato di 25 emendamenti alla proposta Granato di “Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n.107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti”. Ma anche con le richieste di adozione della Legge Europea sulla stabilizzazione del personale, formulate in audizione, alla XIV Commissione del Senato in merito all’esame del provvedimento As 82. Oltre che con richieste di modifica al disegno di legge Concretezza approvato dal Senato e in corso di esame (AC 1433) presso la Camera. Perché il futuro professionale di decine di migliaia di insegnanti precari con almeno tre anni di servizio non può passare per il concorso ordinario, aperto a tutti i laureati, o riservato. Le richieste sulla stabilizzazione sono più che lecite, tanto che ora il governo giallo-verde fa sapere che potrebbe ancora ripensarci e verificare se sia possibile aprire ad una fase di stabilizzazione. La possibile apertura si evince dalle parole del senatore Mario Pittoni che in questi giorni, scrive Orizzonte Scuola, ha cercato di rassicurare proprio i docenti con oltre 36 mesi di supplenze alle spalle, “ribadendo che sui precari non c’è nessuna decisione definitiva, alludendo probabilmente all’eventuale concorso riservato o, comunque, ad una fase transitoria che porti all’assunzione di tali docenti senza dover affrontare il concorso ordinario, considerata l’esperienza maturata dagli stessi. Il Miur – ha concluso Pittoni – sta approfondendo la questione”. La maggioranza ha la possibilità di risolvere subito la questione approvando uno degli emendamenti presentati ai decreti o disegni di legge all’esame delle commissioni parlamenti come suggerito fa Anief.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Bisogna evitare che la denuncia 4231/2014, pendente presso la Commissione europea, si trasformi in procedura d’infrazione sulla violazione dell’Italia della normativa comunitaria dei contratti a termine.

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Lavoro: Fp Cgil a Di Maio, bene su Centri Impiego, accelerare su stabilizzazione precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

“È positivo il fatto che il ministro Di Maio abbia mostrato interesse rispetto allo stato in cui versano i Centri per l’impiego e che abbia affermato la volontà di affrontare il tema. Ma va innanzitutto conclusa la fase di stabilizzazione del personale precario attualmente in servizio: gli strumenti ci sono ma siamo ancora molto in ritardo su quel versante”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, commenta quanto emerso dall’incontro tra il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e gli assessori regionali all’impiego.In ogni caso, precisa il dirigente sindacale, “è ingeneroso da parte del ministro sostenere che in questi anni i Centri per l’impiego non abbiano funzionato perché, nonostante le drammatiche condizioni in cui si sono ritrovati, gli oltre seimila dipendenti hanno fatto il possibile, e spesso ben oltre il possibile, per garantire un servizio adeguato ai cittadini. Per questo cogliamo con favore le affermazioni circa una volontà di potenziare i Centri per l’impiego ma, oltre i processi di stabilizzazione del personale precario, va avviato allo stesso tempo un confronto con i sindacati per rispondere al meglio alle esigenze dei singoli territori”, conclude Bozzanca.

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Tajani ai Leader UE: per gestire crisi migratoria dobbiamo fermare partenze, rafforzare frontiere esterne, riformare Dublino e stabilizzare Libia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

“La priorità assoluta nell’immediato è chiudere le rotte mediterranee, rafforzare le frontiere esterne e riformare il sistema europeo dell’asilo. In parallelo dobbiamo sostenere la stabilizzazione in Libia, finanziare centri di protezione dei rifugiati nei paesi di transito e investire in Africa per dare opportunità ai giovani africani nei loro paesi´´: così il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha sintetizzato i punti principali del suo intervento al Consiglio europeo sulle urgenze dettate dalla crisi migratoria.
“Questa riunione del Consiglio Europeo sarà ricordata per lungo tempo, ma non sappiamo ancora se in bene o in male. Questo dipenderà da noi, e dalle risposte che sapremo dare alle preoccupazioni più urgenti dei nostri cittadini sulla crisi migratoria´´: ha esordito Tajani.
“I cittadini europei sono divisi tra lo slancio umanitario e la paura di flussi migratori incontrollati – ha continuato – in questa situazione, la prima cosa da fare è fermare le partenze dai paesi di transito e dalle coste africane, facendo arrivare in modo sicuro in Europa solo chi ha davvero diritto all’asilo. La priorità assoluta, quindi, è quella di chiudere le rotte mediterranee. Sull’esempio dell’intesa con la Turchia, che ha permesso di chiudere la rotta balcanica, dobbiamo investire almeno 6 miliardi per raggiungere questo risultato.”
“Dobbiamo anche rafforzare le nostre frontiere esterne – ha affermato Tajani – aumentando gli effettivi della Guardia di Frontiera e Costiera europea, che deve contare su almeno 10.000 uomini. E’ urgente anche trasformare l’Ufficio europeo di sostegno all’asilo (EASO) in una vera e propria agenzia Ue dotata di maggiori risorse umane a finanziarie. “La riforma del diritto d’asilo resta il punto focale del problema. Occorre prendere atto pragmaticamente del fatto che il sistema di Dublino è stato concepito per situazioni di normalità e non è in grado di reggere ad una pressione migratoria di queste proporzioni. Siamo tutti d’accordo, anche se per ragioni diverse, che vada cambiato rapidamente. Il Parlamento ha già votato a novembre del 2017, a larga maggioranza, una riforma del sistema di asilo europeo che rappresenta un’ottima base di discussione e concilia fermezza e solidarietà.’’
Per il presidente del Parlamento europeo: ´´È necessario istituire centri di protezione e accoglienza gestiti dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea nel maggior numero possibile di paesi di transito africani, sull’esempio di quanto si sta facendo in Niger. Dobbiamo lavorare con la Libia, naturalmente, ma anche con altri paesi quali Niger, Mauritania, Mali, Ciad, Tunisia, Marocco e Algeria. Per questo servono maggiori risorse per il Trust Fund per l’Africa, le cui risorse sono ormai esaurite. A metà luglio ho intenzione di recarmi in Niger, paese chiave e snodo dei flussi migratori guidando anche una missione di diplomazia economica con imprenditori europei’’. Nel medio periodo è indispensabile una azione europea di stabilizzazione della Libia e di assistenza alla ricostruzione di uno Stato col quale trattare. Mi recherò in Libia per discutere il ruolo che il Parlamento europeo può avere in questo processo e nella futura organizzazione di elezioni democratiche. Siamo pronti a mettere a disposizione risorse e competenze, anche nel quadro di una conferenza che riunisca al Parlamento tutte le parti interessate, se necessario,” ha affermato Tajani. Il Presidente Tajani ha concluso con una frase in latino, allertando i leader Ue sull’urgenza di fatti concreti: ‘’Per concludere permettetemi, da romano, una citazione di Tito Livio: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur: mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Se continueremo a discutere senza trovare soluzioni, saranno l’Unione europea e i suoi valori ad essere espugnati. Non certo dai migranti, ma da coloro che vogliono distruggere tutto ciò che abbiamo faticosamente costruito in 60 anni.”

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Stabilizzazione del personale precario della Pubblica Amministrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzione“Accogliamo positivamente le anticipazioni sul parere delle Commissioni Parlamentari relative alla norma di stabilizzazione del personale precario della Pubblica Amministrazione” dichiara Cristiano Fiorentini dell’ Esecutivo Nazionale Usb Pubblico Impiego. “Tali anticipazioni vanno infatti nella direzione di una maggiore inclusione di questo personale nel percorso di stabilizzazione, così come da noi richiesto sia in sede di audizione alla Commissione Lavoro della Camera, sia in sede di incontro avuto con il ministero della Funzione Pubblica lo scorso 30 marzo ” continua Fiorentini. “Spetta adesso alla Ministra Madia estendere il più possibile la platea dei destinatari della norma, partendo dal presupposto che abbiamo di fronte precari ormai storici, che da anni svolgono funzioni indispensabili per l’erogazione dei servizi alla cittadinanza”.
“Maggiore flessibilità per il raggiungimento dei requisiti, inclusione degli LSU nel percorso di stabilizzazione e questione delle risorse necessarie sono i punti fondamentali che devono essere affrontati e risolti per raggiungere l’obiettivo dichiarato dalla Madia di voler superare il precariato nella Pubblica Amministrazione. La mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che ha visto una numerosissima partecipazione allo sciopero ed alla manifestazione indetti da USB il 30 marzo, riprenderà sia a livello centrale che a livello territoriale se le risposte del Governo saranno ritenute insufficienti” conclude Fiorentini. “In particolar modo sulla questione delle risorse, nodo cruciale da sciogliere affinché la norma sia realmente efficace per la stabilizzazione dei lavoratori precari e rappresenti la svolta necessaria al rilancio del settore pubblico, insieme ad un rinnovo contrattuale che ripiani il debito che lo Stato ha nei confronti dei propri dipendenti dopo otto anni di blocco contrattuale”.

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Ricerca: nessuna stabilizzazione per i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2016

Ministero salute“Siamo giunti a fine anno e se, come sembra, neanche nell’ultimo Consiglio dei Ministri che si tiene oggi verrà inserito il provvedimento per la stabilizzazione dei lavoratori precari dell’Istituto Superiore di Sanità, saremo davanti all’evidenza che gli impegni assunti dal Ministro Lorenzin in occasione del presidio del 15 dicembre al Ministero della Salute non sono stati rispettati.” Dichiara Cristiano Fiorentini dell’Esecutivo Nazionale di USB PI. “Al Ministro Lorenzin chiediamo di dire ai lavoratori precari il perché di questa battuta d’arresto e, soprattutto, come intende procedere per chiudere questa vertenza”. “Visto che è confermata la copertura economica, dobbiamo dedurre che il Governo, al contrario di quanto avviene quando si tratta di salvare le banche, non è capace di trovare una univoca volontà politica per investire pochi milioni di euro nella Ricerca, in particolare in quella sanitaria” continua Fiorentini “Non si capisce cosa serva oltre alle risorse e alla volontà del Ministro vigilante dell’ISS. La bruttissima sensazione dei ricercatori dell’ISS è quella di non essere considerati degni dal Governo di un piccolo investimento che peraltro, come abbiamo più volte ribadito, sarebbe di grande peso specifico per la salute dei cittadini”. “Di fronte a questo nuovo scenario, oggi i lavoratori riuniti in assemblea nell’aula occupata hanno deciso di rilanciare la mobilitazione attraverso la conferma dell’occupazione e il mandato dato all’USB di avviare le procedure per l’indizione di una giornata di sciopero che coinvolga tutti i lavoratori dell’ISS anche quelli che, pur solidarizzando, non hanno finora partecipato attivamente all’occupazione. Nei prossimi giorni l’assemblea deciderà ulteriori iniziative.” Conclude il dirigente USB. Il segnale per il Governo è chiaro, la lotta continua.

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Scuola: Riapertura graduatorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

“Siamo soddisfatti per l’approvazione in commissione del nostro emendamento al decreto sviluppo, che prevede la riapertura delle graduatorie per i neo-abilitati e gli abilitandi – dichiara l’On. Zazzera (IDV) capogruppo di Italia dei Valori in Commissione Cultura alla Camera – ma questo non basta ad arginare la furia distruttiva di questo Governo contro il mondo della scuola, al quale ora sta addirittura negando l’applicazione della direttiva comunitaria 1999/10/Ce che impone ai datori di lavoro la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio, anche non consecutivi”. “Da quando si è insediato, questo Governo sta tentando di smantellare l’intero settore, togliendogli risorse, organico e dignità. Il decreto sviluppo contiene ancora norme inutili, come il piano assunzioni che non risolverà affatto il problema del precariato. La scuola ha bisogno di riforme serie – conclude Zazzera – e di investimenti, ma questo Governo purtroppo ha già dimostrato di non voler puntare sulla cultura del paese”.

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Nuovo stato del Sud Sudan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

“Esprimo grande soddisfazione per la proclamazione avvenuta a Khartoum dei risultati del Referendum del 9 gennaio che ha sancito la separazione del Sud del paese e la nascita di un nuovo Stato indipendente”. Ha dichiarato l’on Gianni Vernetti, già Sottosegretario agli Affari Esteri e deputato di Alleanza per l’Italia, di ritorno da una missione a Juba,  la capitale del Sud Sudan dove ha incontrato le autorità del futuro stato. “L’altissima affluenza al voto e le operazioni di voto svolte in modo pacifico rappresentano un risultato importante e per la stabilizzazione di tutto il Sudan e dell’area.” “Il Referendum – ha proseguito l’on.Vernetti-  ha rappresentato l’atto finale del lungo percorso individuato dal Comprehensive Peace Agreement (CPA), l’accordo che ha posto fine a venti anni di combattimenti fra le forze armate della Repubblica del Sudan e le milizie del South People Liberation Army, e di cui l’Italia e’ stata un importante testimone”. “Il conflitto – ha proseguito l’on.Vernetti- che ha causato in vent’anni oltre due milioni di morti e  centinaia di migliaia di rifugiati, ha contrapposto il nord e il sud del paese, storicamente divisi e contrapposti sia da un punto di vista etnico che religioso.” “Anche in coerenza con l’ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 25 gennaio, il Governo italiano – ha dichiarato l’on.Vernetti- dovrà riconoscere il nuovo Stato indipendente del Sud Sudan ed aprire una linea diretta di cooperazione economica e commerciale” “Alla luce, poi, dei rischi ancora aperti di una ripresa del conflitto in Darfur e per fornire un contributo per la stabilita dell’area, chiedo al Governo – ha concluso l’on.Vernetti- prevedere l’invio di un contingente militare all’interno delle due missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite UNAMID in Darfur e UNMIS in Sud Sudan.”

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Sudan, la camera approva odg Vernetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

«Con l’odg approvato oggi dall’aula di Montecitorio – ha dichiarato l’onorevole Gianni Vernetti – il Governo si impegna nel prevedere, nel prossimo provvedimento di rifinanziamento degli interventi di cooperazione allo sviluppo e di sostegno dei processi di pace e stabilizzazione, un’adeguata partecipazione italiana alla Missione di peacekeeping UNMIS (United Nations Mission in Sudan) istituita con la Risoluzione 1590 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». «La Missione – come ricorda Vernetti – è iniziata nel 2005 con il mandato di sostenere l’implementamento del Comprehensive Peace Agreement (CPA) che ha posto fine al conflitto ventennale fra il nord e il sud del Paese. In questi anni la missione di peacekeeping di UNMIS ha positivamente monitorato i movimenti dei gruppi armati, ne ha promosso il loro disarmo e smobilitazione – conclude Vernetti – con particolare attenzione al contrasto del fenomeno dei bambini soldato». «L’iniziativa della missione UNMIS – ha concluso Vernetti – riveste una particolare importanza per sostenere il futuro Stato indipendente del Sud Sudan (la parte del Sudan a maggioranza cristiana) dopo che il referendum del 9 gennaio ha sancito l’indipendenza dello Stato».

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Pedaggi e G.r.a. di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Roma. Sulla questione del Grande raccordo anulare di Roma (GRA) e dell’autostrada Roma- Fiumicino, si sta alzando un grande polverone. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si scaglia contro la decisione di imporre il pedaggio per le due arterie che, ricordiamo, sono classificate autostrade. Vogliamo ricordare che la legge che prevede tale possibilità è stata votata appena due mesi fa, con la nota legge di “stabilizzazione” finanziaria, da una maggioranza cui appartiene anche il sindaco di Roma. Noi avevamo proposto che il Gra diventasse strada comunale e l’autostrada Roma-Fiumicino provinciale. Ovvio che questa scelta comporti costi di manutenzione: il GRA e’ percorso annualmente da circa 60 milioni di veicoli. Troppi per il comune di Roma che si oppone al pedaggio e propone il trasferimento alla regione Lazio degli oneri autostradali. Troppo comodo! Un po’ di coerenza e responsabilita’ sarebbe opportuno da parte dei nostri governanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Incontro sindacati polizia ministro Maroni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Si è tenuto il previsto incontro tra i Sindacati di Polizia ed il Ministro dell’Interno Maroni, relativamente ai contenuti assolutamente penalizzanti nei confronti dei poliziotti del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, in discussione al Senato per la sua conversione in legge. Erano presenti anche il Sottosegretario Mantovano ed il nostro Capo della Polizia, Prefetto Manganelli con le rispettive e qualificate delegazioni. Il Sindacato ha fortemente criticato le norme della predetta manovra finanziaria che sono finalizzate ad umiliare il personale della Polizia di Stato e che non potranno che avere riflessi negativi anche sulla Sicurezza di tutti i cittadini, evidenziando la necessità che in sede di conversione del citato decreto legge si provveda ad opportune modifiche che escludano i poliziotti dal congelamento dei contratti, dal blocco degli automatismi stipendiali, dal taglio delle risorse per le missioni estere, dal definanziamento delle risorse già stanziate per il riordino delle carriere, etc.. Il Ministro relativamente ai tagli lineari del 10% alle dotazioni finanziarie del ministero ha rappresentato che gli stessi sono inevitabili e riguardano tutti i ministeri. Ha quindi precisato di avere avuto assicurazioni circa l’esclusione dei tagli alle missioni estere (la questione che ad onor del vero ci interessava meno in quanto se il Governo non ci da i soldi, gli accompagnamenti degli stranieri espulsi può farseli da solo perché noi avremo forti mal di pancia e ce ne staremo a casa …), mentre relativamente alle norme che penalizzano direttamente e fortemente i poliziotti sotto l’aspetto economico, ha rappresentato e mostrato che sono stati predisposti degli emendamenti, sui quali comunque non ha potuto esprimere certezze di un loro accoglimento. E siccome non c’è alcun segnale che possa indurci ad attendere fiduciosi (Maroni, con l’onestà intellettuale che gli abbiamo sempre riconosciuto, ha messo subito le mani avanti circa una possibile approvazione delle pretese dei Sindacati di Polizia) non è nostra intenzione attendere la conversione in legge di questa pazzesca manovra economica, ma la contrasteremo sin da subito. Questo Governo, di fatto, vuole che ogni poliziotto paghi un costo altissimo per rimediare ai suoi sperperi, un costo anche di 7-10.000 euro in tre anni. Nessuno potrà rimanere a guardare!

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Quota eolico in Piano Italia per UE

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2010

La dott.ssa Romano Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico al PalaEnergia ANEV ha anticipato nel convegno “Le prospettive dell’Italia nel settore eolico alla luce degli obiettivi assunti in sede Comunitaria” i dati del Piano del governo da inviare entro il mese di Giugno a Bruxelles. Nel documento che indica il dettaglio di come l’Italia vuole raggiungere l’obiettivo Comunitario al 2020 che vede un obbligo del 29 % di produzione elettrica da Fonti Rinnovabili sul Consumo, il Governo assume per l’eolico 16.000 MW al 2020, accogliendo di fatto la previsione dello studio ANEV pubblicato nel 2007.  L’analisi del documento che vede anche proposte di stabilizzazione del sistema di incentivazione e di integrazione dello sviluppo infrastrutturale, anticipata dalla Dott.ssa Romano e approfondita nel dibattito svolto sugli indirizzi della nostra politica energetica, e’ stata ampiamente apprezzata per la sua concretezza e efficacia dal Vice Presidente dell’ANEV Ing. Paolo Tabarelli.  Il Segretario Generale Simone Togni apprezzando molto quanto contenuto nel documento anticipato, auspica una rapida applicazione di quanto esposto in modo da dare finalmente organicita’ e stabilita’ al sistema al 2020.

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Sciopero precari C.R.I.

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2010

Mercoledì 9 giugno RdB-USB ha proclamato 24 ore di sciopero nazionale dei lavoratori precari e stabili di Croce Rossa Italiana, che si svolgerà da inizio a fine turno di ciascun turno e riguarderà anche i lavoratori  del servizio 118 ex–Ares, con presidio a Roma davanti alla sede nazionale CRI in via Toscana 12. Lo sciopero, che si inquadra nell’ambito della “staffetta precaria”, la settimana di mobilitazione dei precari della P.A., è indetto per protestare contro il mancato avvio delle procedure di stabilizzazione del personale precario della C.R.I., compreso quello ex-Ares; contro le mancate applicazioni contrattuali ai dipendenti a tempo determinato, la mancanza di un piano di riordino dell’ Ente e contro il tentativo di privatizzazione in atto, che elimina tutele e diritti al personale di ruolo ed ai precari; per il rispetto delle norme sulla sicurezza con la completa applicazione del Testo Unico per la sicurezza 81/08 in tutte le sedi di lavoro, e per il rispetto di tutte le regole e norme sindacali.  RdB-USB CRI invita inoltre tutti i lavoratori a partecipare alla manifestazione nazionale del 5 giugno a Roma ed a quella regionale a Milano contro la manovra-massacro, indette da USB insieme alla Confederazione Cobas.

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Fiat Pomigliano: stabilizzazione precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2009

“Dopo il vertice di Roma in cui Marchionne ha illustrato il piano di rilancio dello stabilimento di Pomigliano d’Arco  che, allo stato sembra fare intravvedere nel medio periodo prospettive positive per lo stabilimento ed in cui il Presidente Bassolino ha annunciato il sostegno della Regione al percorso di stabilizzazione dei 93 precari, è necessario e urgente un incontro con Fiat, rappresentanti di Governo, Regione, sindacati, per dare una risposta positiva alla vertenza di questi lavoratori”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale del PD, Michele Caiazzo. “Proprio il grande piano di rilancio illustrato da Marchionne richiede un clima di collaborazione – ha concluso Caiazzo – tra azienda  governo  Regione, e organizzazioni sindacali. Un atteggiamento positivo del gruppo dirigente Fiat servirebbe ad evitare indesiderate tensioni sociali oltre che a dimostrare lungimiranza e saggezza”.

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Stabilizzazione dei consumi

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Adiconsum non è convinta – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale – che si è fuori dal tunnel della depressione dei consumi. La disoccupazione di tutta la fascia del lavoro precario, la disoccupazione che ha colpito le piccole e medie aziende di tutto l’indotto produttivo del Paese, sono realtà che, secondo Adiconsum, pesano e peseranno fortemente sui redditi e quindi sui consumi personali e familiari degli italiani anche nei prossimi mesi. È vero – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – che i segnali di mini-ripresa esistono, ma purtroppo neanche gli incrementi del PIL vicini all’1% previsti per il prossimo anno risolvono le enormi risorse economiche e finanziarie perse negli ultimi anni. La stabilizzazione dei consumi registrata da Confcommercio, seppur vera, fotografa nei fatti una realtà con redditi familiari pesantemente colpiti da disoccupazione, che hanno retto grazie agli ammortizzatori sociali e che comunque risultano decurtati nel potere d’acquisto. Adiconsum non propone certo tagli dei prezzi per vendere di più: tali “ricette” portano solo a maggiore disoccupazione e a chiusura delle aziende più deboli. Devono ripartire semmai, secondo Adiconsum, gli investimenti infrastrutturali promossi dallo Stato in servizi centrali per lo sviluppo del Paese. Infrastrutture nei trasporti e nel turismo sarebbero un volano ad alto tasso di sviluppo occupazionale e moltiplicatore di attività dell’indotto. Adiconsum insiste anche per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e per la detassazione, seppur parziale (salari di produttività), delle buste paga dei lavoratori dipendenti. Solo così sarà possibile rilanciare progressivamente i consumi e quindi la produzione industriale ed agricola.

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Rappresentanza militare

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

L’on.le Turco (Radicali-Pdm) a proposito della proroga di due anni per la rappresentanza militare in scadenza il prossimo anno ha rilasciato una dichiarazione informando gli organi di stampa di aver posto al Presidente della Repubblica due domande partendo dalla premessa che: “Il Decreto legge 4 novembre 2009, n. 152 controfirmato dal Presidente Napolitano contenente “disposizioni urgenti per la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia.” ha indubbi connotati di necessità ed urgenza. Ma, come avevo segnalato a sua Eccellenza il Presidente della Repubblica, all’articolo 3 è inserito un comma 7 che: non ha nulla a che vedere con quanto preannunciato nel titolo e nelle premesse del decreto legge, e comunque, non ha alcun connotato di necessità ed urgenza. Infatti: 1. Qual è l’urgenza di prorogare di due anni il mandato dei componenti della rappresentanza militare che scade l’anno prossimo? 2. Qual’e’ la necessità di intervenire in questo modo su una legge ordinaria? 3. ma soprattutto: Per quali motivi dovrebbe essere prorogato il mandato?”

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Segnali di stabilizzazione della crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

È arrivato dal presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, nella presentazione dell’indagine congiunturale sul terzo trimestre 2009 e delle prospettive per il prossimo un segnale di stabilizzazione della crisi. L’indagine, condotta dall’Osservatorio Nomisma di Bologna, ha elaborato le risposte fornite da un campione di 606 imprenditori. Dai numeri, ha introdotto Da Pozzo, emerge una maggiore (se pur lieve) fiducia da parte delle imprese rispetto al trimestre precedente, ma le difficoltà rimangono, così come permangono i punti di domanda. «Di fronte a una crisi così – ha commentato il presidente –, l’immagine che affiora, e che si percepisce parlando con le imprese, è quella di una ripresa che sarà lenta e selettiva, diversificata per settori, per dimensioni dell’azienda e per territorio». L’indagine ha interessato i settori legno-arredo, meccanica, vitivinicolo, commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti, con una predominanza generalizzata dei segni meno. Nel consuntivo del 3° trimestre, il settore legno-arredo presenta una maggioranza di segni meno rispetto agli ordini, al fatturato, alla produzione e ai prezzi di vendita. Stando agli ordini, rispetto a un 4,5% degli intervistati che dichiara di aver avuto aumenti, il 60% dichiara diminuzioni o forti diminuzioni, con un saldo del 56,4% di intervistati che segnala un andamento negativo. Secondo la serie storica, comunque, il saldo è meno negativo rispetto al trimestre precedente, dove la percentuale d’intervistati che dichiarava esiti negativi raggiungeva il 74%; analoghe le previsioni per il prossimo trimestre. Forti diminuzioni sono state evidenziate anche dagli imprenditori della meccanica (con un saldo di -74,5% degli intervistati che ha dichiarato dati negativi rispetto agli ordini e -73,3% rispetto al fatturato); pessimistico, qui, anche il rapporto con il trimestre precedente, mentre un lieve ottimismo si registra rispetto alle previsioni per il prossimo. Un po’ più positive, rispetto al trimestre precedente, sono state le dichiarazioni degli imprenditori del comparto alberghi e ristoranti, in cui comunque i dati sono influenzati dall’intrinseca stagionalità del settore, come ha evidenziato Luigi Scarola, responsabile Area politica industriale e sviluppo territoriale di Nomisma. «Tutti i dati – ha commentato Scarola – vanno interpretati alla luce della performance negativa del Pil mondiale, che per la prima volta dopo trent’anni è negativo (-1,1%)». Il 35% degli operatori del commercio, infine, segnala una diminuzione della clientela, nonché una contrazione del fatturato: «Va meglio solo per la grande distribuzione», ha aggiunto Scarola. Interessanti anche i dati relativi all’internazionalizzazione delle imprese, che comunque permane in modo sostanzialmente stabile in tutti i settori, così come la propensione all’investimento, che però è aumentata solo per il legno arredo nel terzo trimestre rispetto al secondo. Il vitivinicolo è il settore in cui la propensione a investire anche per il quarto trimestre è più elevata rispetto agli altri (faranno investimenti il 21,6% degli intervistati, rispetto al 10,8% dei colleghi del legno-arredo). Tra i principali obiettivi che le aziende si sono poste con gli investimenti, per il legno-arredo prevalgono il miglioramento del prodotto o servizio (per il 38,7% degli intervistati), la ricerca di nuovi mercati (29,7%) e la riduzione dei prezzi di vendita (24,5%); la meccanica punta maggiormente al miglioramento della produzione (71,2% delle imprese) e della quantità della stessa (31,8%). Stesse scelte anche per il vitivinicolo e per il commercio al dettaglio, che insisterà però anche sulla fidelizzazione della clientela (12,4%). L’82% degli operatori del comparto alberghiero-ristorativo, infine, si prefigge di raggiungere il miglioramento dei servizi e dei prodotti offerti.

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“Fatta stabilizzazione precari Lazio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

“Alla luce dei risultati dei concorsi in Regione, possiamo dire che, di fatto, per alcuni precari della regione Lazio c’è stata la stabilizzazione – Lo ha detto il Capogruppo della Lista Storace alla Regione, Vladimiro Rinaldi, riferendosi al concorso per l’assunzione del personale da impiegare presso il Consiglio regionale. “Molti di coloro che hanno superato le undici prove preselettive risultano già interni alla struttura regionale. Ad esempio per quanto riguarda il concorso relativo all’assunzione di 25 dirigenti, su 1200 candidati, 84 di essi risultano idonei ma, guarda caso, proprio 25 lavorano alle dipendenze della Regione.  L’unica opportunità – sostiene Rinaldi –  da cogliere, per fugare ogni sospetto circa la trasparenza della procedura concorsuale, sarebbe quella di invalidare le prove tenutesi, procedendo in modo rapido e chiaro al varo delle misure, già annunciate da tempo, per la stabilizzazione dei precari dell’amministrazione regionale.”

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Precari pubblico impiego

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

La pausa dei lavori del Parlamento legata alla tornata elettorale ha sancito la non entrata in vigore del termine del 30 giugno previsto dall’art. 7, contenuto nel disegno di legge 1167 ammazzastabilizzazioni come scadenza delle procedure speciali di stabilizzazione. “Lo scampato pericolo legato alla scadenza del 30 giugno fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i precari del pubblico impiego anche se probabilmente è solo un rinvio della scadenza. Per noi” dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale di RdB/CUB PI “va, invece, contestata la logica, comune a centro destra e centro sinistra, secondo la quale i processi di stabilizzazione debbano necessariamente terminare, anche se la legge non lo prevede, e che quindi i precari della P.A. debbano avere una scadenza ed essere prima o poi licenziati”. Continua Fiorentini “La realtà è che i precari ci sono, sono tanti e garantiscono che servizi essenziali vengano erogati con continuità e riteniamo che si debba arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari del Pubblico Impiego, intesa come un investimento utile a rilanciare la P.A. e a migliorare i servizi che essa fornisce ai cittadini. I processi di stabilizzazione vanno confermati ed estesi e lavoraremo per la ripresa della mobilitazione così da spingere tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione a dare risposte di stabilità lavorativa.”  Conclude Fiorentini “Dal 3 luglio vogliamo voltare pagina, non vogliamo più parlare di rischio licenziamenti, ma di continuazione ed estensione delle stabilizzazioni e in occasione dello sciopero indetto dal sindacalismo di base saremo in piazza a Roma e Milano per lanciare un ponte ideale con il prossimo autunno, quando il movimento dei precari scenderà in piazza per rivendicare con assoluta determinazione il diritto ad un futuro senza scadenza. Per questo il 3 Luglio i precari sfileranno, con i simboli della loro condizione di precarietà e per invocare la stabilizzazione, “in onore” della “Beata Assunta” che proprio il giorno 3 luglio “apparirà”: dalle ore 09.30 a Roma nelle zone limitrofe al Ministero della Funzione Pubblica e verrà accompagnata in processione da precari e stabilizzati al presidio indetto dalle RdB/CUB sotto palazzo Vidoni” e dalle 16.00  a Milano in piazza San Babila, con San Precario nei santuari milanesi della precarietà, siano essi pubblici o privati a ritenuta d’acconto o a progetto, a tempo determinato o a lavoro nero, quei luoghi tanto cari ai nostri governanti e ai nostri padroni”.

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Precari P.I. in piazza a inizio luglio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

La pausa dei lavori del Parlamento sancisce di fatto la non approvazione dell’art. 7 ammazzastabilizzazioni, contenuto nel disegno di legge 1167 in discussione al Senato, che prevedeva entro il 30 giugno il termine delle procedure di stabilizzazione.“La mancata approvazione dell’articolo ammazzastabilizzazioni voluto da Brunetta è la conferma che la questione precari nel P.I. non può avere come soluzione il licenziamento e la cancellazione anticipata delle norme speciali per le stabilizzazioni”, dichiara Cristiano Fiorentini della Direzione Nazionale di RdB/CUB Pubblico Impiego. “I precari ci sono, sono tanti e garantiscono che servizi essenziali vengano erogati con continuità. Di fronte a questo dato di fatto ineludibile, le schermaglie sui numeri del monitoraggio non inchiodano il Governo alle sue responsabilità e sono utili solo per chi non vuole affrontare seriamente la questione precarietà o per chi difende le scelte del precedente Governo, esse stesse insufficienti e limitate negli effetti”.  “A questo punto – prosegue Fiorentini – non si tratta più di difendere la situazione esistente e con essa la precarietà; al contrario si deve arrivare alla stabilizzazione di tutti i precari del Pubblico Impiego, un investimento utile a rilanciare la P.A. e migliorare i servizi che essa fornisce ai cittadini. I processi di stabilizzazione vanno inoltre confermati ed estesi a tutte quelle forme contrattuali che non sono state considerate nelle prime stesure.” Conclude il dirigente RdB-CUB: “Per questi motivi, dopo le iniziative di lotta nei posti di lavoro, le manifestazioni e i presìdi sotto al Senato per bloccare l’ ammazzastabilizzazioni, i primi di luglio saremo in piazza per festeggiare questa parziale ma importante vittoria e per lanciare un ponte ideale con il prossimo autunno, quando il movimento dei precari scenderà in piazza per rivendicare con assoluta determinazione il diritto ad un futuro senza scadenza”.

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