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Game over e le Stagioni di Marcello Carini

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Palermo 2 luglio alle 21 al teatro Savio in via Evangelista Di Blasi 102. Il coreografo Marcello Carini e la Ensembre Company portano in scena la nuova creazione “Game over” e – a grande richiesta – la replica di “Le stagioni”. Un doppio spettacolo, per raccontare la nostra vita e fare emergere da noi stessi il senso della verità, quasi un percorso per il publico d’introspezione. Il pubblico potrà vedere due spettacoli dove teatro e danza, lo condurranno in un’atmosfera surreale.Così “Game over” è il risultato del periodo di residenza artistica di Marcello Carini al Tyrone Guthrie Annaghmakerrig di Monaghan in Irlanda. Si parte dalla necessità di protezione dell’uomo, resa in scena con la metafora di un ombrello, che crea come uno scudo di protezione per non affrontare la verità.Non una storia lineare, ma i racconti dei personaggi e i fotogrammi coreografici creano suggetioni per spunti di riflessioni.«L’esperienza in Irlanda – dice Marcello Carini parlando di “Game over” – ha contribuito a fare emergere la mia verità artistica. Per “Game over” ci sono volute tre stesure, prima di creare il risultato definitivo perché durante la residenza le emozioni e le suggestioni che provato sono state particolari ed amplificate ed ho cercato il più possibile di descriverle in maniera onesta. Lavorare sulle proprie sensazioni è veramente qualcosa di particolare».
La serata continua con “Le stagioni”, un viaggio all’interno delle quattro stagioni e come queste possono essere vissute e percepite nelle diverse parti del mondo. Protagonisti sono quattro viaggiatori e quattro fate delle stagioni, che accompagnano i ricordi di inverno, primavera, estate e autunno.L’ingresso è a inviti che si possono ritirare alla Ensemble Company in via Bara all’Olivella 70 a Palermo.

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Non serve “Un Uomo per tutte le stagioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

palermo palazzo normanni regioneMi riferisco alla tormentata scelta del candidato del centro-sinistra per la candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia. Il governatorato della Sicilia è stato svilito anche nell’immagine con la presidenza di Rosario Crocetta; essere il successore di Crocetta è una “deminutio capitis” per qualunque candidato, sia proveniente dal mondo politico, che dalla società civile.Emerge con insistenza la candidatura di Pietro Grasso, presidente del Senato, seconda carica dello Stato, posizione che lo pone in pole position per un futuro passaggio al Quirinale, alla scadenza del mandato degnamente svolto da Mattarella.Proporre Grasso alla presidenza della Regione è come sparare ad un nido di vipere con una salva di cannonate.Grasso ha altri ruoli, altra dimensione politica, sociale e culturale da svolgere per limitarsi ad aspirare alla Presidenza della Regione Sicilia; dovrebbe abbandonare l’attuale ruolo di presidente del Senato, che ha assunto, grazie a Grasso, un ruolo-guida di salvaguardia dell Costituzione operando valutazioni sociali e politiche rivolte a tutto il popolo italiano e non limitatamente al popolo siciliano.Il rischio per Grasso sarebbe rappresentato dalle “serpi in seno” che non mancano in nessun partito politico, sia in Sicilia che nel resto della nazione. Si tratta di quei peones che “sopravvivono” di politica e che dicono: “meglio entrare con un partito di minoranza , che restare fuori con Grasso presidente”. Ci si aspetterebbe molto da un Piero Grasso nel ruolo di Governatore della Sicilia, molto più di quanto potrebbe dare in una legislatura regionale, perché il marcio non è solamente nei quadri politici, ma coinvolge l’intero apparato burocratico di ogni singolo assessorato, con dirigenti regolarmente iscritti nel lungo elenco dei corruttibili, se non già in quello dei corrotti o dei corruttori.Perdere un uomo delle istituzioni della caratura di Grasso, per relegarlo nel covo di vipere che domina e controlla ogni affare o evento che riguarda la Sicilia, non sarebbe vantaggioso per l’intera Nazione.Con ciò non significa cercare per la Sicilia “un Uomo per tutte le stagioni”, bensì un candidato credibile, adatto al ruolo, con un programma definito insieme a tutte le forze che, attualmente, si dilaniano alla ricerca, ognuno, di un piccolo sgabello nella ricca mensa della Regione Sicilia. Non si capisce perché movimenti qualificati, guidati da uomini esperienti, non riescano a trovare un “minimo comune multiplo” per favorire un’ aggregazione di governo in grado di liberarsi dai lacci e lacciuoli che hanno mortificato ogni forma di sviluppo della Sicilia. Questi gruppi già esistono: il gruppo di Pisapia e Tabacci, portatore di istanze sociali sostenute da una visione liberalistica dell’economia; il gruppo che fa capo a Orlando, che fa riferimento diretto ed esclusivo al mondo civile e a istanze sociali; il gruppo in costante aumento di “Idea Sicilia”, organizzato dal Prof. Lagalla, già Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, e, quindi, profondo conoscitore dei disagi che serpeggiano nella base popolare; infine la parte sana del PD, quella ben lontana dalla ricerca di alleanze contro natura.
Insieme e nell’interesse prioritario delle fasce più deboli, ripulendo l’Assemblea regionale dai parassiti servi dei poteri forti e, spesso, anche della mafia. Dall’unione di queste forze potrebbe venir fuori un candidato credibile e ben accetto, come è accaduto in Francia con Macron; bisognerà solamente valutare se il popolo siciliano è capace di pensare e agire come hanno fatto i francesi, o, piuttosto, preferisce rimanere legato alle corruttele, alle false promesse, alla ricattabilità. (Rosario Amico Roxas)

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Ritratti e stagioni della città di Cagliari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Cagliari  25 novembre alle ore 18.30 nella Sala delle Mura del Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto sarà presentata la pubblicazione dal titolo Ritratti e stagioni della città di Cagliari che raccoglie gran parte delle immagini esposte in occasione della mostra Tracce di tempo: ritratti e stagioni della città di Cagliari. Il libro, edito dall’Associazione Culturale InControLuce con i testi di Davide Campus e la collaborazione di Fiammetta Sau e Sebastiana Floris, sarà presentato da Gianni Filippini, direttore editoriale dell’Unione Sarda, che ne ha anche scritto la prefazione.  La mostra Tracce di tempo: ritratti e stagioni della città di Cagliari, organizzata dall’Associazione Culturale InControLuce è allestita nelle sale del Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto, ed è visitabile ancora sino a domenica  28 novembre 2010.  A quarant’anni dalla morte di Alfonso Efisio Thermes (Cagliari 1886 –1969), con questa retrospettiva fotografica si vuole rendere omaggio ad un artista che ha avuto il merito di fermare un’immagine di Cagliari che oggi non esiste più.  In mostra oltre 150 fotografie in bianco e nero, molte delle quali inedite, stampate da negativi originali in lastre di vetro e pellicola, che raccontano la città e l’isola nella prima metà del secolo scorso. L’esposizione si arricchisce grazie a 20 scatti a colori realizzati nel 2010 dal fotografo Francesco Bittichesu, che riproducono gli stessi luoghi – simbolo della città di Cagliari –  ritratti in passato da Thermes.  Un incontro tra periodi, mondi e stili diversi, sviluppato come un viaggio che, dalle atmosfere e dagli spazi ritratti da Thermes, conduce fino alla nostra epoca grazie all’intervento di Bittichesu, con il proposito di evidenziare, attraverso il raffronto tra le immagini del passato e quelle di oggi, enfatizzato dall’utilizzo di scenografiche stampe di grande formato, i cambiamenti subiti dai luoghi col tempo, non riferiti soltanto alle alterazioni prodotte dalla crescita urbana del dopoguerra, ma anche al diverso modo in cui gli stessi spazi vengono ora vissuti dai cittadini cagliaritani. Ingresso gratuito con Karalis Card. (Alfonso efisio)

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Adriano Nasuti Wood: Letargo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Valmozzola (PR) fino al 20/3/2010 Strada tra Granara di Sopra e Granara di Sotto MAGra – Museo d’Arte Contemporanea di Granara Letargo e’ un appuntamento biennale, che prevede la collocazione di un’opera di nella Cappella: appositamente pensata per il luogo, anche quest’anno rimarrà esposta fino alla primavera 2011. Il museo si prepara quindi ad affrontare i rigori dell’inverno, attraverso un lavoro che dialoga con la piccola architettura, con il contesto naturale, con lo scorrere del tempo, dei giorni e delle stagioni. Piu’ che un pubblico che guarda dentro, Letargo presenta un’opera che guarda fuori, che aspetta.. Adriano Nasuti Wood ha realizzato L’oggetto inamovibile a conclusione del suo soggiorno a Granara durante il Festival, dove ha condotto il laboratorio “Legare le cose tra loro e’ forse legare noi al mondo?”. È cosi’ entrato in contatto diretto con le persone che vi abitano e che vi transitano, con il particolare ambiente naturale, con le attività che caratterizzano il villaggio (collegate al teatro, alle energie rinnovabili, alla bio-edilizia, ecc..) e con i materiali che qui si trovano e si utilizzano.
Il lavoro si compone di vari elementi, trovati sul posto e trasformati dall’artista; nell’insieme danno vita ad un’opera enigmatica e suggestiva, che sembra entrata nella cappella e non volerne piu’ uscire. In un secondo momento la sfera di paglia e terra e’ stata tolta dal suo piedistallo e posizionata sulla soglia della cappella, metà dentro e metà fuori, a ribadire l’ambiguità del suo stato. (adriano nasuti wood)

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Promemoria di Marco Travaglio

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2010

Torino Teatro Colosseo Via Madama Cristina, 71 martedì 27 e mercoledì 28 aprile un gradito ritorno, di Marco Travaglio e del suo Promemoria un vero fenomeno delle ultime stagioni teatrali italiane. In Promemoria sfilano i fatti e i protagonisti degli ultimi quindici anni di cronache italiane proposti da un giornalista che, come ha detto Indro Montanelli, “non uccide nessuno con il coltello, ma usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio”. Lo spettacolo, grazie al contributo musicale di Valentino Corvino e Fabrizio Puglisi, dà vita sul palco ad una sorta di dj set alternando la musica a documenti audio, con le voci di grandi personaggi come Martin Luther King, Ghandi, Paolo Borsellino.

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Al buio non parliamo delle stagioni

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2010

Roma.13 febbraio 2010 presso la libreria Il Mattone sita in Via Giacomo Bresadola, Il libro di  Marialuisa Amodio sarà presentato in anteprima nazionale.  Marialuisa Amodio, nella sua raccolta “Al buio non parliamo delle stagioni”, vincitrice della seconda edizione del Premio “Narrando”, guida il lettore, attraverso gli echi sottili e insinuanti della memoria, nell’improbabile spazio dell’ordinario, nell’irreale latente nel quotidiano, in una dimensione di cui è impossibile e poco opportuno parlare, ma che è inconoscibilmente e irraggiungibilmente, terribilmente e assolutamente, dentro di noi in ogni stagione della nostra vita. (Francesca Toglia) Marialuisa tesse questa sua tela tra l’ammiccante e il commovente con un filo pulito di inchiostro noir che non conosce le sbavature ed è questo un aspetto che particolarmente mi rincuora. Una volta tanto nel leggere ho sentito emergere una personalità originale e, mi permetto, anche di grande interesse. Il fatto che, a differenza di tanti “nuovi”scrittori non abbia sentito la necessità di imitare chi l’ha preceduta è una qualità che merita una lode specifica. Scrivere “con” il lettore e non “per” il lettore è indice di talento vero. (Dalla prefazione di Tullio Dobner, traduttore ufficiale del maestro del noir Stephen King)
Marialuisa Amodio, è nata a Matera nel 1979. Ha studiato cinema e arti visive all’Accademia dell’Immagine a L’Aquila e si è laureata in antropologia culturale a Roma.
Finalista del Campiello Giovani nel 1997, ha recentemente pubblicato vari racconti in antologie: 2007-2027. Come siamo. Come saremo? (Universal); Amore 2.0 (Edizioni 9muse); Vamp 2009 (Area 31 Press);  Al buio non parliamo delle stagioni è il suo primo libro

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