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Alternanza scuola-lavoro, i privatisti non potranno fare la maturità e manca il regolamento che tutela gli stagisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cMentre il Miur si limita a far sapere che grazie alla Legge 107/15 è più che raddoppiato il numero di iscritti alle superiori impegnati nella formazione aziendale, a distanza di 20 mesi non si hanno notizie della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti. Quando, tra poco più di un anno, avremo la nuova maturità, viene da chiedersi come faranno i privatisti a essere ammessi e ad affrontare la prova orale, dal momento che non hanno svolto questo genere di attività formative divenute nel frattempo imprescindibili.
Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): servono regole chiare e tutele vere per evitare che gli studenti rimangano esposti ai fenomeni di sfruttamento, di cui oggi purtroppo abbiamo spesso riscontro, così come bisogna dare risposte a chi si presenta da privatista. Oltre che far decollare l’interesse degli imprenditori: senza incentivi veri, ‘accesi’ anche dal Ministero del Lavoro, il progetto è destinato a naufragare.

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Nuove selezioni di stagisti alla Commissione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 luglio 2014

stagisti europeiAnche quest’estate la Commissione europea, torna a convocare centinaia di giovani europei che vogliano cimentarsi con il lavoro della principale istituzione dell’Ue. I posti totali sono circa 1400, ma spalmati su due tornate, per un totale di circa 700 ognuna. Quella attuale, che si è aperta il 15 luglio, chiuderà il 29 agosto a mezzogiorno. Un mese e mezzo di tempo dunque per candidarsi a uno dei tirocini in partenza il 1° marzo 2015, con una durata di cinque mesi (si concluderanno infatti il 1° ottobre). Con un rimborso spese di tutto rispetto: circa 1070 euro lordi mensili. La tassazione dipende dalla normativa del Paese di origine, quindi è bene informarsi sul proprio status fiscale: ad esempio in Italia la percentuale dipende dal reddito familiare o dal fatto di risultare ancora a carico dei genitori. Un emolumento comuqnue niente male considerato che una stanza a Bruxelles porta via in media 4-500 euro di affitto al mese. Anche le spese di viaggio sono rimborsate: «I tirocinanti assunti possono ricevere un’indennità di viaggio in funzione della disponibilità di bilancio» è scritto sul regolamento dei tirocini. In genere è riconosciuto a chi abita a più di 50 chilometri da Bruxelles, ed è liquidato a fine tirocinio, o entro due mesi se si viene destinati a una sede diversa dalla capitale belga. Ci sono poi le assicurazioni malattia e infortuni, entrambe obbligatorie. Ma mentre la prima può essere liberamente sottoscritta dal tirocinante, la seconda rientra nel contratto di tirocinio stipulato (un decimo del premio lo paga infatti lo stagista).
La sede destinazione è normalmente quella principale di Bruxelles, ma non si escludono altre agenzie o distaccamenti dagli uffici centrali: si può per esempio essere assegnati alla «European External Action Service» o alla «Executive Agency for Competitiveness and Innovation» spiegano sul sito. Quanto ai requisiti per candidarsi, fermo restando che restano fuori tutti gli ex tirocinanti presso istituzioni europee (per un minimo di sei settimane, anche nel caso in cui non fosse prevista una indennità), non sono granché stringenti: possono fare domanda i laureati – almeno – triennali con una conoscenza fluida di due lingue europee, di cui una deve essere l’inglese, il tedesco o il francese. I requisti linguistici si intensificano per chi opta per un tirocinio nel dipartimento per le traduzioni (il Translation Directorate General). In questo caso le lingue salgono a tre, perché oltre alle due per le traduzioni è obbligatorio anche essere madrelingua di un idioma ufficiale Ue.
Per candidarsi sono previsti due step: la registrazione al sito (qui) con username e password e il caricamento della domanda, da formulare in inglese, attraverso cui si riassume il proprio curriculum vitae. A quel punto i selezionatori esaminano i profili, stralciando quelli che non rispettano le caratteristiche necessarie. Viene quindi stilata una graduatoria sulla base dei risultati accademici, delle conoscenze linguistiche e delle altre skill riportate nel file di domanda. Finiscono nella shorlist finale circa 2.800 candidati, il famoso Blue Book da cui poi le varie unità della Commissione attingono stagisti in base «ai propri criteri e bisogni del momento». A questi “finalisti” verrà richiesta anche la spedizione dei documenti ufficiali, per dimostrare quanto dichiarato, e potranno essere contattati per colloqui telefonici dai responsabili dei dipartimenti. Niente panico però: tutto il procedimento è pubblico, in ogni momento il candidato potrà consultare online lo status della propria selezione e aspettarsi di conseguenza una eventuale telefonata. Ai selezionati verrà infine spedita una lettera formale a ridosso dell’apertura dello stage (in questo caso entro febbraio del prossimo anno).
Si diceva che i tirocini sono sostanzialmente di due tipi: amministrativo o di traduzione, e che è possibile scegliere per una di queste alternative. In generale però, è chiarito sul sito, «il contenuto delle proprie mansioni dipende in larga misura dal dipartimento a cui si è assegnati», quindi «legislativo, ambientale, risorse umane» e così via. Ci si occuperà comunque principalmente di «organizzare meeting, conferenze, fare attività di ricerca, compilare report, seguire progetti» specificano. «Un importante arricchimento per la propria carriera» assicurato «dall’ambiente internazionale e multiculturale». Unico neo, assumendo un ruolo da funzionari pubblici, il lavoro futuro dentro la Commissione non dipende per gli stagisti dalla maturazione di questa esperienza – che potrebbe solo agevolare a livello di punteggio – ma da un regolare concorso.
Le statistiche del resto parlano chiaro: il percorso è molto ambito, le application sono raddoppiate rispetto al 2012 passando da 7mila per tornata alle 15mila dell’ultima chiamata. Un record di cui gli italiani sono in gran parte responsabili. Quasi 4mila quelli che si sono fatti avanti all’ultima tranche (più del doppio degli spagnoli, mentre i tedeschi erano 600). E il segno dei tempi che corrono (e della disoccupazione galoppante) è che l’anno prima erano meno della metà con 1400 domande – di cui 88 accolte – e che negli anni si sono sempre posizionati primi non solo a livello di richieste ma anche – per ovvi motivi di proporzione – per ammissioni. Se si tenta questa carta per smuovere la propria situazione lavorativa si è insomma in buona compagnia. (Ilaria Mariotti)

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Stage e stagisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2011

Sono passati oltre 8 anni dalla famigerata legge 30 o più precisamente il Decreto Legislativo numero 30 del 2003, meglio noto come “legge Biagi”, che negli intenti dichiarati doveva risolvere o comunque alleviare i problemi relativi all’occupazione ed in particolare dell’inserimento dei giovani e dei meno giovani nel mondo del lavoro, ma gli esiti da quando è entrata in vigore sono risultati disastrosi e sono sotto gli occhi di tutti: il precariato dilaga, il “nero” non accenna a diminuire ed i Nostri giovani hanno ripreso la via dell’emigrazione per cercare di salvare il proprio futuro. Al di là del doloroso commento di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che riguarda le scelte scellerate della politica del Lavoro e dello Sviluppo nazionali, ogni tanto qualche regione virtuosa sembra portare una ventata di positività tentando di regolamentare, nell’ambito delle modeste competenze delegate, le forme di lavoro precario o di avvio alle professioni, con ciò sopperendo alle gravi lacune e vuoti normativi presenti in materia e che consentono ai datori di lavoro di proseguire lecitamente nel mantenimento dello status quo. Per queste ragioni non possiamo non plaudere all’iniziativa voluta dalla regione Toscana in materia di stage e tirocini, spesso subdolamente utilizzati dalla categoria datoriale per mascherare lo sfruttamento ed il precariato tant’è che solo un esiguo numero di questi si traduce in lavoro stabile e duraturo. Proprio in questi giorni, infatti, è stato firmato dall’Assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini e i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confturismo e Lega Coop un protocollo finalizzato a regolamentare l’uso dei tirocini come occasione di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro, attraverso l’approvazione della “Carta dei tirocini e degli stage di qualità” che sarà operativa già a partire dal 1 giugno prossimo. Secondo le intenzioni della Carta che in primo luogo definisce il concetto di tirocinio o stage, ognuno di questi dovrà essere preceduto da un piano formativo individualizzato, che sarà attuato sotto la supervisione di un tutor. L’importante iniziativa s’inserisce in un più ampio progetto della suddetta regione denominato “Giovani Si” che prevede lo stanziamento di risorse pubbliche a sostegno dei tirocinanti d’età compresa fra i 18 ed i 30 anni attraverso l’attribuzione di borse di studio d’importo pari ad euro 400 mensili pro capite che saranno compartecipate per la misura di 200 euro a carico della regione, mentre saranno interamente versate dall’ente per gli appartenenti alle categorie protette Da sottolineare, inoltre, gli importanti incentivi previsti per le imprese che, alla fine del tirocinio, assumeranno il giovane a tempo indeterminato: il bonus previsto ammonta a 8 mila euro, ma ben 2 mila in più sono stabiliti in caso di tirocinanti appartenenti alle categorie previste nella legge sul lavoro dei disabili.

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L’Hospitalité di Lourdes a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2010

Roma dal 25 al 28 gennaio per celebrare i suoi 125 anni. In programma anche un’udienza in Vaticano con Papa Benedetto XVI. L’Hospitalité Notre Dame de Lourdes, l’associazione internazionale che si occupa di accogliere i numerosi malati in visita al santuario accompagnandoli nei luoghi delle apparizioni mariane, festeggia i suoi 125 anni con un pellegrinaggio a Roma. Un centinaio di hospitalier – per lo più dirigenti delle varie sezioni nazionali dell’associazione, che conta ormai oltre 20 mila volontari – soggiornerà nella Città eterna tra il 25 e il 28 gennaio, per vivere momenti di spiritualità nei luoghi d’origine della cristianità. Fitto il programma di visite ed incontri: martedì Messa nella tomba di San Pietro, tour dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina. Mercoledì udienza con Papa Benedetto XVI in sala Nervi, visita del centro storico di Roma e dell’Abbazia di San Paolo fuori le Mura. Giovedì Messa nella Basilica di Santa Maria Maggiore e visita di San Giovanni in Laterano. L’Hospitalité Notre Dame di Lourdes é nata nel 1885, per volontà dei cappellani dei Santuari di Lourdes e del vescovo di Tarbes, con una missione ben precisa: accogliere i pellegrini malati. Due date sono fondamentali nella storia dell’Hospitalité. La prima è il 20 marzo 1928: l’elevazione dell’Hospitalité Notre Dame di Lourdes alla dignità dell’²arciconfraternita² da Papa Pio XI. Ciò le ha permesso di aggregarsi a tutte le altre confraternite con lo stesso nome e lo stesso obiettivo. La seconda data è imprtante è il 2000, quando il cambiamento di statuto ha permesso la fusione delle hospitalités femminili con quella maschile. Oggi l’Associazione lavora sotto la supervisione del vescovo di Tarbes-Lourdes, monsignor Jacques Perrier, durante la stagione di maggiore afflusso di pellegrini, tra il 20 marzo e il 31 ottobre. Il presidente Antoine Tierny, il segretario Alan Bregon, il tesoriere Alain Marchio e il cappellano Padre Horatio Brito, coordinano circa 20.000 hospitaliers, provenienti dal mondo intero, che si danno il cambio nella stagione dei pellegrinaggi nel fornire assistenza e supporto. Per servire l’Hospitalité i volontari (i piu giovani hanno 18 anni) devono seguire una preparazione complessa e meticolosa, visti i compiti delicati a loro affidati. Infatti, prima di poter essere considerati membri dell’Hospitalité Notre Dame di Lourdes bisogna frequentare un corso di formazione per i primi quattro anni di volontariato. Dopo la preparazione, spirituale e pratica, ivolontari sono pronti ad essere suddivisi nei diversi Servizi. Una vocazione forte sentita in maggioranza dagli Italiani che, tra hospitaliers, stagisti e ausiliari, nel 2008 sono stati ben 3.036 davanti ai francesi (2.739). Dato rilevante, gli Americani, con un totale di 471, sono stati più numerosi che gli Inglesi (429), Irlandesi (311), Tedeschi (252) e Belgi (72). Cresce di anno in annoil numero dei volontari provenienti dai paesi orientali, nel 2008 sono stati ben 221 tra hospitaliers, stagisti e ausiliari.

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