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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘stangata’

Prezzi: Unc, stangata vacanze, la top ten dei rincari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

E’ un’estate salata quella che gli italiani, dopo essere stati chiusi in casa per un anno, si apprestano a vivere. Nonostante la gran parte delle ferie saranno trascorse nel mese di luglio e agosto, a giugno si sono già impennati i prezzi legati alle vacanze.L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat per stilare la classifica dei prodotti più rincarati nel mese di giugno. Rispetto a maggio, I voli nazionali, in un solo mese segnano un aumento del 19,7%, collocandosi al primo posto della top ten. Al secondo posto villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili con un rialzo del 16,9%. Sul gradino più basso del podio i voli internazionali saliti del 10% sul mese precedente.Non si salva nemmeno chi vuole noleggiare un’auto o vuole affittare un posto auto nel luogo di villeggiatura: dovrà pagare il 6,3% in più rispetto a un mese fa. In quinta posizione la voce che forse rappresenta più le vacanze, il pacchetto turistico: quelli nazionali saranno più cari del 4,5%. Seguono il trasporto marittimo (+2,9%), i pacchetti vacanza internazionali (+2,5%), i musei, parchi e giardini (+1,8%), il trasporto ferroviario passeggeri (+1,1%), mentre chiudono la graduatoria i servizi ricreativi e sportivi che includono anche la voce stabilimenti balneari (parchi di divertimento, piscine, palestre, stabilimenti balneari, impianti sportivi) con un +0,9% (9 volte l’inflazione mensile, pari allo 0,1%).Non entrano nella top ten, anche se per un soffio, i ristoranti (+0,6%).Nella top ten dei rincari annui, al primo e secondo posto i carburanti, che incideranno pesantemente sui viaggi per andare verso l’agognata meta delle ferie. Ricordiamo che secondo l’Istat l’84% degli italiani utilizzerà il mezzo personale per raggiungere la località di vacanza. La benzina è salita rispetto a giugno 2020 del 16,2%, mentre il gasolio del 15,6%.Al terzo posto i pacchetti vacanza nazionali che rispetto a un anno fa segnano un rialzo del 9,7%. Se ne approfittano anche musei, parchi e giardini con un balzo su base annua del 9,1%. In quinta posizione l’affitto garage e il noleggio dei mezzi di trasporto (+6%), poi il trasporto ferroviario passeggeri (+5,9%), i Villaggi vacanze, campeggi (+4,5%), all’ottavo posto fast food e servizi ristorazione take away (+2,6%). Chiudono la classifica il trasporto marittimo (+2,2%) e, in decima posizione, i ristoranti con un aumento dell’1,9%.

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Unc: stangata carburanti, da inizio anno +9,5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico appena pubblicati vanno sempre più su i prezzi dei carburanti, che si attestano a 1,579 euro al litro per la benzina e a 1,445 euro per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, dello 0,8% e dello 0,6% rispetto alla settima precedente.”Non si arresta la corsa dei carburanti che dura senza soluzione di continuità da metà novembre. In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. Dall’inizio dell’anno, ossia dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 86 cent per la benzina e di 6 euro e 30 cent per il gasolio, con un rincaro, per entrambi, del 9,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 165 euro all’anno per la benzina e 151 euro per il gasolio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dal 9 novembre, poi, ultima settimana senza rialzi, in poco più di 4 mesi c’è stato un balzo del 14,5% per la benzina e del 15,7% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di circa 10 euro: 10 euro e 2 cent per la benzina e 9 euro e 81 cent per il gasolio. Su base annua è pari a una bastonata ad autovettura pari a 241 euro all’anno per la benzina e 236 per il gasolio” conclude Dona.

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Stangata carrello spesa: +117 euro per coppia con 2 figli

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

Secondo i dati definitivi di dicembre resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione media del 2020 è pari a -0,2%, dal +0,6% del 2019.”Bene che l’Italia per la 3° volta dall’inizio delle serie storiche iniziate nel 1954 sia tornata anche nel 2020 in deflazione. Non poteva essere diversamente visto il crollo dei consumi e del Pil dovuto alla pandemia. La riduzione dei prezzi contiene la caduta del potere d’acquisto delle famiglie e consente di risparmiare sulla spesa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”L’aspetto negativo, è che spesso si tratta solo di un effetto ottico. Alcuni risparmi, infatti, sono solo teorici, falsati dal lockdown. Per i trasporti, ad esempio, il calo dei prezzi del 2,3%, che in tempi normali avrebbe prodotto una minor spesa, per una famiglia media, di 80 euro, 124 euro per una coppia con due figli, non determina in pratica alcun effetto reale sul portafoglio degli italiani, visto che sono stati costretti a starsene a casa per gran parte dell’anno” prosegue Dona.”A incidere di sicuro, invece, il rialzo del carrello della spesa dell’1,3% che determina una vera e propria stangata. Insomma, se per una coppia con due figli, l’inflazione media a -0,2% significa avere avuto nel 2020, sulla carta, una minor spesa di 77 euro, il rincaro dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona comporta una maggior spesa di 117 euro. Per una coppia con 1 figlio, la riduzione del costo della vita dello scorso anno è stata pari, ipoteticamente, a 76 euro, ma per gli acquisti di tutti i giorni il salasso reale è di 106 euro. Per una famiglia tipo, il risparmio in tempi normali sarebbe stato complessivamente di 69 euro, ma l’aggravio certo per la casalinga di Voghera che va al mercato a fare la spesa per la famiglia media italiana è pari a 88 euro” conclude Dona.

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Stangata scuola materne

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat dell’inflazione di settembre, stilando la classifica delle città o delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda le scuole materne ed elementari (la voce include la scuola dell’infanzia e l’istruzione primaria, pubblica e privata).In testa alle classifica delle città più rincarate (tabella n. 1) c’è Macerata che registra un rialzo record rispetto a settembre 2019 del 13,2%. Al secondo posto Cosenza con un incremento del 10%, al terzo Belluno, +8,1% l’aumento annuo. Seguono Venezia al quarto posto, +6,2%, Ascoli Piceno (+6,1%), al sesto Bolzano (+6%), poi Cagliari (+5,8%) e Trento (+4,8%).”Un dato presumiamo legato anche all’emergenza Covid e alla necessità di dover rispettare i vari protocolli in materia di distanziamento e sanificazione, ma che purtroppo finisce per gravare sulle famiglie già in difficoltà. Se a questo si aggiunge che in molti istituti è spuntata l’illegittima clausola Covid, ossia le famiglie, pena l’esclusione, hanno dovuto firmare un contratto nel quale si impegnano a pagare l’intero anno anche qualora la scuola dovesse chiudere per nuove emergenze sanitarie, il quadro è completo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Nella parte bassa della classifica, la città più virtuosa è Lecco, dove c’è un ribasso del 2%, segue Ancona, -1,4% e al terzo posto Bergamo, -1,3%. Solo 4 città sono in deflazione (Sassari, -0,2%). In media nazionale i prezzi della Scuola dell’infanzia ed istruzione primaria salgono dell’1,6%.A livello regionale, la regione peggiore, tanto per cambiare, è il Trentino, +5,9% il rincaro dal settembre 2019, segue la Calabria, +5,3% e sul gradino più basso del podio le Marche, +4,8%. Le regioni migliori, con una variazione nulla sono, Abruzzo e Basilicata.

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Famiglie: Stangata autunnale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Archiviate le vacanze, al rientro dalle vacanze le famiglie, come ogni anno, fanno i conti con le spese autunnali.Tra le spese per la Tari, il riscaldamento, le bollette e quelle per il rientro a scuola, nel periodo tra Settembre e Novembre si prospetta un autunno nero per le famiglie, che dovranno far fronte a una stangata di 2.493,35 Euro.Si tratta di cifre importanti, che metteranno a dura prova i bilanci familiari, già estremamente in crisi a causa delle conseguenze della pandemia.Per prepararsi all’anno scolastico, quest’anno, oltre alle classiche spese per zaini, libri e dizionari si aggiungono i costi di trasporto, viste le incertezze in tale ambito dovute all’emergenza sanitaria.Le voci di spesa con cui le famiglie dovranno fare i conti non riguardano solo il materiale scolastico, ma anche la TARI, le spese per il riscaldamento (in lieve calo rispetto allo scorso anno), per non parlare delle bollette (che registrano un aumento complessivo del +3,5% rispetto al 2019). È vero che queste ultime si pagano tutto l’anno, ma in questo frangente si sommano alle altre onerose spese con un risultato estremamente negativo per le tasche dei cittadini.Inoltre, alla “solita” stangata, si aggiungono le spese per le visite mediche, gli esami e i checkup che, salvo emergenze, sono stati rimandati dopo il lockdown e la pausa estiva.Occorre precisare che la stangata in questione non comprende le spese correnti per alimentazione, abbigliamento, ecc.

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Scuola: stangata libri scolastici e possibili risparmi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Una stangata per il caro libri. Purtroppo la legge n. 15 del 13 febbraio 2020 ha incredibilmente posto un tetto allo sconto praticabile sui libri scolastici, che ora non può superare il 15%. Da qui i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori per risparmiare sull’acquisto di libri e corredo:
· Grande distribuzione. Anche presso gli ipermercati è possibile acquistare libri scolastici, risparmiando rispetto alla cartolibreria il 15% del prezzo di copertina.
· E-commerce. Acquistare i libri on line può convenire rispetto alla libreria tradizionale, fino al 15%, talvolta solo in buoni acquisto.
· Usato. Acquistate libri usati. Preferibile farlo direttamente da altri studenti: si risparmia fino al 50% del prezzo di copertina. Altrimenti li trovate nelle bancarelle e in molte librerie.
· Nuove edizioni. I genitori verifichino, prima dell’acquisto, se l’edizione “nuova” è realmente tale.
· E-book. Si ai libri in formato digitale, scaricati su tablet o computer.
· Scambi tra studenti. Si agli scambi di libri con gli studenti delle classi superiori.
· Sharing economy. Resa più difficoltosa dal Covid. Oltre a scambiarsi libri, un tempo si poteva condividere lo stesso testo con altri.
· Scuole. Ci sono finanziamenti del ministero per alcuni istituti scolastici per gli acquisti di libri di testo scolastici digitali e/o cartacei, dizionari, dispositivi digitali, quaderni, astucci, diari.
· Biblioteche. Chiedete che nella biblioteca della scuola o del comune ci siano in abbondanza i libri di testo, in modo da poter ricorrere a prestiti a domicilio.
· Acquisti all’ingrosso. Alcune scuole acquistano i libri di testo per conto di tutti gli studenti, in modo da risparmiare sull’acquisto grazie al grande quantitativo e all’ordinativo all’ingrosso.
· Libri a cura dei professori. In alcune scuole i professori fanno dispense gratuite per gli studenti. Iniziativa lodevole che si spera si diffonda.
E per il corredo: Insegnate ai ragazzi a non inseguire necessariamente la moda del momento e a non farsi condizionare dalla pubblicità. Rivolgersi alla grande distribuzione e delle offerte che sono il frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante.. e di quelle promozionali e dei suggerimenti dei professori.

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Stangata 2020 per le famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 gennaio 2020

Come ogni anno l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stilato l’andamento dei prezzi per l’acquisto di beni e servizi e l’impatto che avranno sulle famiglie. Per il 2020 si prevede un deciso aumento per le famiglie, pari a +630,65 Euro annui. A determinare tali andamenti sono, da un lato, alcune scelte assunte nella manovra di bilancio e nel Decreto Milleproroghe, dall’altro alcuni trend, come quello relativo agli aumenti nel campo delle assicurazioni, già in atto negli ultimi giorni dell’anno. Si prospettano lievi discese dei costi per quanto riguarda i ticket sanitari (che saranno legati al reddito) e le tariffe dell’acqua. È opportuno specificare che, per quanto riguarda il settore idrico e quello dei rifiuti, vi potranno essere delle modifiche rispetto a tali stime, alla luce della regolazione secondo i nuovi piani tariffari che ARERA stabilità entro la metà del 2020. In tema di rifiuti è certo, comunque, che la questione della gestione delle discariche e di piani regolatori inciderà in maniera non indifferente sulle tasche dei cittadini. Non bisogna trascurare il fatto che tali aumenti avvengono in un contesto delicato, in cui il Paese stenta ancora a riprendersi e in cui manca un serio piano di crescita improntato allo sviluppo, alla ricerca, al rilancio dell’andamento dell’occupazionale. Per questo torniamo a chiedere con decisione che, nel 2020 una riforma degli ormai iniqui oneri di sistema, che pesano in maniera spropositata sulle bollette dell’energia, ci auguriamo che il Governo non si sottragga ad operare una seria rimodulazione delle aliquote IVA, in modo da non tassare come beni di lusso alcuni beni e prodotti che invece sono di largo consumo.

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Arriva una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia l’allarme per l’Italia: in arrivo una nuova stangata sulle bollette dell’energia elettrica delle aziende Italiane proprio nel momento di picco dei consumi.
(AJ-Com.Net) In un momento delicatissimo per le finanze italiane e per la trattativa che riguarda il nostro indebitamento e deficit, la crescita dei prezzi del petrolio potrà ulteriormente pesare sul nostro PIL a causa della nostra dipendenza dalla fonti fossili per produrre energia.Le tensioni geopolitche tra Iran e USA fanno nuovamente schizzare i prezzi del petrolio verso l’alto: Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), che dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, traccia un bilancio sulla situazione.Gli ultimi venti di guerra si vanno ad aggiungere ad una situazione estremamente stressata per il greggio dopo gli assalti ed affondamenti delle petroliere a largo dell’Oman tra Emirati Arabi e Iran.La multinazionale canadese Solar Power Network, impegnata nella costruzione di una rete globale di imprese green, lancia dunque l’allarme per l’Italia: «Tutto il mondo sta cercando di affidarsi sempre di più alle rinnovabili ed in momenti come questo emerge il valore strategico del solare per una crescita economica sostenibile del sistema industriale. Poter far affidamento ad una propria ed indipendente fonte di approvvigionamento è l’unica arma di stabilità per navigare attraverso sconvolgimenti o dinamiche non controllabili neanche a livello Nazionale. Il solare è fulcro di questa unicamente efficace difesa» sottolinea l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network.Gli analisti di Solar Power Network confermano come in queste situazioni il mercato finanziario globale tende ad agire, in realtà in modo oramai molto ovvio e prevedibile, in due modi: il primo è caratterizzato da un sensibile aumento dei prezzi del greggio, principale attore coinvolto, il secondo è rappresentato da un correlato aumento di tutti i beni considerati rifugio per gli investitori. La prima tangibile conseguenza è quella di un aumento dei prezzi dell’energia, soprattutto in un Paese come l’Italia, ove il mercato è strettamente legato al prezzo delle materie prime essendo il 60% della generazione elettrica basata su combustibili fossili, tra i quali, il principale, il gas naturale.
Ma l’effetto più devastante è rappresentato però dalla tipologia di relazione tra i prezzi del petrolio e gli indicatori macroeconomici di un Paese. Mentre la direzione di casualità é provata lungo la direzione aumento prezzo del greggio, aumento prezzo dell’energia, rallentamento della crescita del PIL in tutti i Paesi, purtroppo non si può affermare il contrario, ovvero una riduzione dei prezzi del petrolio non avrà effetti benefici di stesse proporzioni. Si può affermare che le dinamiche dei prezzi del petrolio non hanno effetti simmetrici sull’economia.«Una volta aumentati i prezzi del petrolio è quindi illusorio aspettarsi che gli effetti negativi di riflesso sull’economia reale, retrocedano con la stessa velocità o ampiezza al momento del ribasso» commenta Peter Goodman.E’ ciò ancor più vero in dimensioni economiche come l’Italia dove vi è un’elevata dipendenza dalle fonti fossili per la produzione dell’energia, soprattutto distribuita dalla rete.
«L’indipendenza ottenibile grazie al solare è la miglior arma di difesa e di linearizzazione delle dinamiche macroeconomiche, il metodo più rapido per mettere una barriera tra i propri obiettivi e tutto ciò che improvvisamente può allontanarli» conclude presidente e ceo di Solar Power Network. (by AJ-Com.Net)

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UNC: sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze!

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Secondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua.”Sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze! E’ bastato un aumento della domanda, legato a fattori stagionali, per far decollare i prezzi, dai carburanti al trasporto aereo. Una batosta per chi è andato in vacanza, dovuta a speculazioni belle e buone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Basti pensare al prezzo della benzina, che si impenna del 2,9% in un solo mese, o al trasporto aereo passeggeri, che registra addirittura un +24% rispetto a marzo, +35,1% i voli nazionali. Non va meglio per chi ha prenotato un albergo, +10,2% l’incremento congiunturale” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 368 euro, ben 175 euro per abitazione, acqua, elettricità e combustibili e 138 per i trasporti” prosegue Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 348 euro su base annua, 171 per abitazione e carburanti e 128 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 291 euro in più nei dodici mesi, 161 per abitazione e 91 per i trasporti. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 164 euro, 227 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Stangata luce e gas: 109 euro per famiglia tipo Arera

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Secondo i dati provvisori di ottobre resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,6% su base annua, da +1,4% di settembre.”Purtroppo i prezzi hanno ripreso a salire, dopo la lieve frenata di settembre. Un’inflazione prevalentemente importata, dovuta ai prezzi energetici regolamentati, non indicativa certo di una ripresa della domanda e dei consumi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ricordiamo, infatti, secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° ottobre per la famiglia-tipo (a) la bolletta dell’elettricità ha registrato un aumento del 7,6% mentre la bolletta del gas del 6,1%, pari, su base annua, a 42 euro per la luce e a 67 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari a 109 euro. In compenso, positivo il rallentamento del carrello della spesa” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 547 euro, 294 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, ma solo 92 euro per carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 175 euro per abitazione, acqua ed elettricità” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 513 euro su base annua, 272 per i beni acquistati più frequentemente, 82 per le compere di tutti i giorni e 171 per l’abitazione, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 419 euro in più nei dodici mesi, 220 per i beni ad alta frequenza, 69 euro per il carrello della spesa, 161 per l’abitazione” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di luglio ed il rialzo dei prezzi dal +1,3% di giugno a +1,5%. “Purtroppo è confermata l’impennata dei prezzi, che triplicano in appena 3 mesi, dal +0,5% di aprile al +1,5% di luglio. Preoccupa, in particolare, la risalita del carrello della spesa, che incide su chi è più in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro, 386 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 196 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 422 euro su base annua, 286 per i prodotti acquistati più frequentemente, 146 per le compere di tutti i giorni” conclude Dona.Rese note oggi, invece, l’inflazione delle regioni e quella dei capoluoghi di regione, province autonome e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,9% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 485 euro, terza l’Emilia Romagna, dove l’inflazione dell’1,6% genera una spesa annua supplementare di 435 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2), in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, che, pur non avendo l’inflazione più alta, 2,1% contro il picco di Ravenna di +2,3%, ha la maggior spesa supplementare, che per una famiglia tipo equivale a 698 euro su base annua. Al secondo posto Ravenna, dove il rialzo dei prezzi del 2,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, pari a 645 euro, terza Reggio Emilia, dove l’inflazione del 2,2% comporta un aggravio annuo di spesa di 617 euro.

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Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

luigi di maioDal MoVimento 5 Stelle. Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie. L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per la scuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari. Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni. Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.

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Stangata per gli italiani in vacanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

vacanzeSecondo i dati provvisori di luglio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento dell’1,1% su base annua, dall’1,2 di giugno. “Bene il rallentamento dell’inflazione. Ma per gli italiani in vacanza si è registrata una vera e propria stangata. Chi è andato in ferie, infatti, ha subito aumenti inaccettabili, una speculazione bella e buona. Non è tollerabile che in un solo mese, da giugno a luglio, ci siano stati rialzi del 12,5% per il Trasporto aereo passeggeri, del 13,2% per il Trasporto marittimo, del 21,6% per i Villaggi vacanza e campeggi e del 15,1% per i Pacchetti vacanza nazionali (+15,1%)” ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Solo il trasporto ferroviario è rimasto stabile, mentre gli Alberghi sono calati, anche se su base annua registrano un incremento ragguardevole, del 5,1 per cento” conclude Dona.

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Il 2018 sarà per l’Italia l’anno della grande stangata fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

fisco2005aQuesto, in sintesi, è quanto si legge nelle raccomandazioni della Commissione europea appena inviate al governo italiano. Bruxelles ha infatti avvertito l’Italia che nel 2018 lo sforzo fiscale dovrà essere ‘sostanziale’, per poter rimanere in linea con i parametri europei. La richiesta della Commissione non lascia alcun dubbio: aumentare la tassazione indiretta e quella sulla proprietà privata. Ovvero, un vero e proprio avallo europeo a far scattare la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva a partire dal 1° gennaio 2018 e una richiesta esplicita di reintrodurre la tassazione sulla prima casa.Non solo. Viene richiesto al governo di tagliare le spese fiscali e riformare il catasto, due misure che si traducono in un ulteriore aumento della pressione fiscale su famiglie e imprese, già ad un livello record.Insomma, nel 2018 gli italiani saranno investiti da un nuovo tsunami fiscale, che provocherà una nuova riduzione dei consumi, metterà ancora più in crisi il già esausto settore edilizio e metterà in pericolo gli obiettivi di crescita e occupazione. Ma non è tutto. La Commissione europea chiede anche al governo italiano di fare tutte le riforme scritte nel Def dello scorso aprile: riforma della giustizia civile, riforma della legislazione relativa ai dipendenti pubblici, riduzione della corruzione, aumento dell’efficienza delle società pubbliche, accelerare la riforma della concorrenza. Durissima anche la richiesta di smaltire nel più breve tempo possibile la montagna di crediti inesigibili del settore bancario, sul quale l’esecutivo è stato completamente fermo per mesi. E poi, ancora, rafforzamento della fatturazione elettronica, della contrattazione decentralizzata e introduzione di misure per il contrasto alla povertà, che in Italia riguarda ormai milioni di famiglie. Una lista chilometrica di cose da fare in breve tempo, se si vuole evitare la resa dei conti con Bruxelles il prossimo anno.Ci chiediamo come farà il governo Gentiloni e il suo fido ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, azzoppato dalle lotte interne al Partito democratico, a rispettare l’agenda delle riforme imposta da Bruxelles. Anche perché sono anni che le rinvia. L’Europa oggi ci ha detto che è stufa di aspettare”.

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Istat: stangata da 772 euro x coppia con 2 figli; la top ten delle città più care

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

istatL’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.
L’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.

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Inflazione: stangata da 684 euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

istatSecondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,8% su base annua, dall’1,4% di marzo. “Una stangata per le famiglie italiane, con un’accelerazione dei prezzi molto preoccupante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, l’inflazione all’1,8% significa avere una maggior spesa annua di 684 euro” prosegue Dona.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,8% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, 540 euro in più nei dodici mesi, per una coppia con 1 figlio la stangata è di 642 euro in più su base annua. Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 355 euro, 362 euro per un single con meno di 35 anni, 524 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni.

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È arrivata la stangata di primavera

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del CdmBy MoVimento 5 Stelle. E’ arrivata la stangata di primavera, che ne preannuncia una ancora peggiore in autunno. Con la manovra correttiva siamo agli illusionismi da bancarella, ai trucchetti contabili di quart’ordine, conditi da fake news, per mascherare quello che si prepara ad essere un altro bagno di sangue.Leggiamo che l’anno prossimo l’Iva dovrebbe “ridursi” dal 13 all’11,5%. In realtà, proprio nel ponte del 25 aprile, il governo ha messo nero su bianco, per la prima volta, un aumento di un punto e mezzo che, unito alla stangata dell’aliquota principale che sale dal 22 al 25%, fa per il momento una mazzata dal oltre 600 euro l’anno per una famiglia media, come calcolato da Adusbef e Federconsumatori. E’ come se l’esecutivo dicesse agli italiani: “Intanto mi prendo i soldi, anche se meno di quanto vi avevo detto. Poi, tranquilli, vi restituisco tutto in autunno”. Le alchimie contabili di Gentiloni e Padoan, dettate dall’ignobile austerity imposta dalla Commissione Ue, creano solo opacità. Ma gli italiani hanno compreso il tentativo disperato di arrampicarsi sullo specchio liscio di una politica economica ridotta a mero ragionierismo sugli zerovirgola che non affronta i problemi del Paese.
Quindi c’è il prestito forzoso che lo Stato chiede a imprese piccole e piccolissime, ma pure ai malcapitati professionisti sotto forma di split payment, combinato con la stretta sulle compensazioni. Parliamo di oltre 5 miliardi, di cui soltanto 1,5 di presunto recupero di evasione. Per il resto abbiamo quasi 4 miliardi a titolo, soltanto, di anticipo di cassa che poi lo Stato dovrà restituire, anche se con maggiori ostacoli a causa del giro di vite sulle compensazioni (tra crediti e debiti fiscali), appunto.
Per le imprese è una mazzata sul fronte della liquidità che le costringe spesso a contrarre prestiti bancari con centinaia di milioni di interessi passivi a carico. E pensare che il direttore dell’Agenzia entrate, Rossella Orlandi, aveva promesso rimborsi veloci per bilanciare split payment e reverse charge. Vedremo cosa avrà da dire la Ue sull’abuso di questa inversione contabile. C’è inoltre, nella manovra, la stretta sui pignoramenti dei beni immobiliari di un governo ipocrita che ha abolito Equitalia solo a chiacchiere e infine l’ennesimo condono sulle liti fiscali che tra l’altro è strutturato in modo del tutto insensato, perché implica il pagamento di tutte le imposte contestate anche a chi ha già vinto in primo o secondo grado di giudizio. Siamo all’improvvisazione disperata di chi non sa da che parte tirare una coperta sempre più corta per colpa di un approccio ragionieristico e succube dei diktat dell’Europa germano-centrica.

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1.000 euro di salasso alle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

tasseNel corso del 2017 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 986 euro a famiglia. Il Codacons ha elaborato uno studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.
Nel nuovo anno, secondo gli analisti, si dovrebbe finalmente assistere all’attesa ripresa dei prezzi al dettaglio, rimasti sostanzialmente fermi nel corso dell’intero 2016. La crescita dei listini determinerà, solo di costi diretti, una maggiore spesa pari a +302 euro a famiglia, mentre per gli alimentari occorrerà mettere in conto 193 euro in più; aumenti che si ripercuoteranno anche nel settore della ristorazione (+28 euro).
Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 64 euro, mentre viaggiare sulle autostrade comporterà un aggravio medio di 35 euro: i gestori autostradali hanno infatti già presentato al Ministero dei trasporti le richieste di aumento delle tariffe per il 2017. Per i servizi bancari complessivamente spenderemo 16 euro in più rispetto allo scorso anno, +7 euro per quelli postali. Torneranno a crescere anche le tariffe rc auto, e assicurare una automobile costerà mediamente 10 euro in più.
Previsti anche rincari nel settore energetico: il 2016 si chiude infatti con una raffica di rialzi del petrolio, che dovrebbero proseguire anche nel corso del 2017, determinando effetti sulle bollette (luce e gas +29 euro) e sui rifornimenti di carburante (+175 euro). Costerà meno il canone Rai, che scende da 100 euro a 90 euro, mentre per scuole, mense, libri ed istruzione in generale la spesa media di un nucleo familiare salirà di 45 euro. Leggeri incrementi anche per curarsi: +37 euro.
PREZZI AL DETTAGLIO +302 euro
ALIMENTARI +193 euro
ACQUA E RIFIUTI +55 euro
ISTRUZIONE +45 euro
TRASPORTI +64 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI +35 euro
RISTORAZIONE +28 euro
BANCHE +16 euro
RC AUTO +10 euro
LUCE E GAS +29 euro
TARIFFE POSTALI +7 euro
SANITA’ +37 euro
CARBURANTI +175 euro
CANONE RAI -10 euro
Totale +986 euro a famiglia

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Stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

fisco2005aDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio, scritto in fretta e furia dal premier Renzi nel tentativo di risollevare i disastrosi sondaggi sul referendum del 4 dicembre, è in arrivo un’altra stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti.Non contento di aver già impoverito a sufficienza un settore che un tempo rappresentava una fonte sicura di guadagno, il governo si appresta ora ad aumentare gli adempimenti burocratici su imprese e professionisti, rendendo obbligatorie le comunicazioni trimestrali e rendendo il calendario delle scadenze fiscali ancora più affollato di quello attuale. Ci uniamo pienamente alla denuncia avanzata da Confprofessioni contro questa nuova tassa occulta, decisa dal governo solo per fare cassa sulla pelle delle imprese.Invece di contrastare la vera evasione fiscale, il Tesoro si rivale ancora una volta contro chi le tasse ha sempre pagato. Appare alquanto ridicola l’amarezza espressa dal capogruppo PD in commissione finanze, Michele Pelillo, che anziché far finta di rammaricarsi dovrebbe convincere il suo partito a togliere questa assurda norma dal decreto nel prossimo passaggio in Senato. Da parte sua, Forza Italia darà battaglia affinché l’obbligo di comunicazione trimestrale venga stralciato dal testo”.

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Manovra: stangata sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2011

L’aula del Senato comincia oggi la discussione sulla manovra fiscale bis proposta dal governo che rischia di colpire in modo particolare la famiglia con figli, sia in maniera diretta, con il taglio delle detrazioni per figli a carico, sia in maniera indiretta con l’inevitabile aumento del costo dei servizi.
Le famiglie con figli quindi pagheranno più degli altri il costo della manovra finanziaria proposta dal governo. (tagli alle detrazioni, aumento dell’Iva…) In una situazione in cui (Istat, luglio 2011) avere figli significa essere a grave rischio di povertà, la manovra, così come articolata, aumenterebbe di almeno 2 punti la percentuale di famiglie sotto la soglia di povertà relativa o assoluta. Il Forum (in un documento allegato) propone due interventi di riequilibrio, da eseguire contestualmente alla manovra: riforma dell’Isee per consentire un costo dei servizi locali alla famiglia distribuito in maniera più equa rispetto ai carichi familiari; introduzione immediata del FattoreFamiglia nell’imposizione fiscale generale e nelle addizionali regionali e comunali. Entrambi gli interventi sono ben noti: la revisione dell’ISEE è stata più volte richiesta ed annunciata dal governo; il FattoreFamiglia è già inserito nel Piano per le politiche familiari presentato al governo dal sottosegretariato Giovanardi come principale intervento da attuare. Per finanziare la manovra almeno due interventi sono da subito possibili. Il primo è la riduzione drastica ed immediata dei costi della politica e la razionalizzazione della spesa della pubblica amministrazione. Il secondo è la responsabilizzazione di quel 10% di persone che detiene il 45% delle ricchezze del nostro Paese, chiedendo finalmente un contributo al bene comune.

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