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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘stangata’

UNC: sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze!

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Secondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua.”Sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze! E’ bastato un aumento della domanda, legato a fattori stagionali, per far decollare i prezzi, dai carburanti al trasporto aereo. Una batosta per chi è andato in vacanza, dovuta a speculazioni belle e buone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Basti pensare al prezzo della benzina, che si impenna del 2,9% in un solo mese, o al trasporto aereo passeggeri, che registra addirittura un +24% rispetto a marzo, +35,1% i voli nazionali. Non va meglio per chi ha prenotato un albergo, +10,2% l’incremento congiunturale” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 368 euro, ben 175 euro per abitazione, acqua, elettricità e combustibili e 138 per i trasporti” prosegue Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 348 euro su base annua, 171 per abitazione e carburanti e 128 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 291 euro in più nei dodici mesi, 161 per abitazione e 91 per i trasporti. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 164 euro, 227 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Stangata luce e gas: 109 euro per famiglia tipo Arera

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Secondo i dati provvisori di ottobre resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,6% su base annua, da +1,4% di settembre.”Purtroppo i prezzi hanno ripreso a salire, dopo la lieve frenata di settembre. Un’inflazione prevalentemente importata, dovuta ai prezzi energetici regolamentati, non indicativa certo di una ripresa della domanda e dei consumi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ricordiamo, infatti, secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° ottobre per la famiglia-tipo (a) la bolletta dell’elettricità ha registrato un aumento del 7,6% mentre la bolletta del gas del 6,1%, pari, su base annua, a 42 euro per la luce e a 67 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari a 109 euro. In compenso, positivo il rallentamento del carrello della spesa” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,6% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 547 euro, 294 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, ma solo 92 euro per carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 175 euro per abitazione, acqua ed elettricità” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 513 euro su base annua, 272 per i beni acquistati più frequentemente, 82 per le compere di tutti i giorni e 171 per l’abitazione, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 419 euro in più nei dodici mesi, 220 per i beni ad alta frequenza, 69 euro per il carrello della spesa, 161 per l’abitazione” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di luglio ed il rialzo dei prezzi dal +1,3% di giugno a +1,5%. “Purtroppo è confermata l’impennata dei prezzi, che triplicano in appena 3 mesi, dal +0,5% di aprile al +1,5% di luglio. Preoccupa, in particolare, la risalita del carrello della spesa, che incide su chi è più in difficoltà” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro, 386 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 196 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani. Mentre per la famiglia media, la stangata è di 422 euro su base annua, 286 per i prodotti acquistati più frequentemente, 146 per le compere di tutti i giorni” conclude Dona.Rese note oggi, invece, l’inflazione delle regioni e quella dei capoluoghi di regione, province autonome e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio delle regioni (cfr tabella n. 1) e delle città (cfr. tabella n. 2) più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,9% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 538 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 485 euro, terza l’Emilia Romagna, dove l’inflazione dell’1,6% genera una spesa annua supplementare di 435 euro.In testa alla graduatoria dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care (cfr. tabella n. 2), in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, che, pur non avendo l’inflazione più alta, 2,1% contro il picco di Ravenna di +2,3%, ha la maggior spesa supplementare, che per una famiglia tipo equivale a 698 euro su base annua. Al secondo posto Ravenna, dove il rialzo dei prezzi del 2,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, pari a 645 euro, terza Reggio Emilia, dove l’inflazione del 2,2% comporta un aggravio annuo di spesa di 617 euro.

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Ecco la stangata del governo Gentiloni sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

luigi di maioDal MoVimento 5 Stelle. Il 2018 ha debuttato nel segno dell’educatissimo e moderatissimo Gentiloni al governo del Pd. Ma mentre la grande stampa strombazza i dati di una crescita che nessuno ha percepito, ecco che invece qualcuno si preoccupa di ricordare agli italiani quale mazzata, tutt’altro che moderata, arriverà sui bilanci delle famiglie. L’Adusbef, un’affidabile associazione dei consumatori, ha stimato una stangata da 952 euro a nucleo. Ecco, poi, perché avanzano povertà ed esclusione sociale.Saliranno Rc Auto, tanto per cambiare, e spese per trasporti. Ma anche Tari ed esborsi per la scuola o i servizi professionali e bancari. Nel dettaglio, si parla, in media, di +40 euro sui pedaggi autostradali, +97 per il trasporto, +49 per la Tari, +45 per l’acqua, +55 per i ticket sanitari, +25 per le assicurazioni auto, +18 per le tariffe postali, +156 per la tariffe professionali e più 38 euro per i costi dei conti correnti bancari. Questi dati ci spiegano bene perché poi 18 milioni di italiani siano a rischio povertà. Con una percentuale, secondo Istat, passata dal 28,7 al 30% solo dal 2015 al 2017, negli anni dei governi di Renzi e del moderato Gentiloni. Loro sono quelli bravi e capaci? Sì, bravissimi a farsi i fatti loro a scapito degli italiani.

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Stangata per gli italiani in vacanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

vacanzeSecondo i dati provvisori di luglio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento dell’1,1% su base annua, dall’1,2 di giugno. “Bene il rallentamento dell’inflazione. Ma per gli italiani in vacanza si è registrata una vera e propria stangata. Chi è andato in ferie, infatti, ha subito aumenti inaccettabili, una speculazione bella e buona. Non è tollerabile che in un solo mese, da giugno a luglio, ci siano stati rialzi del 12,5% per il Trasporto aereo passeggeri, del 13,2% per il Trasporto marittimo, del 21,6% per i Villaggi vacanza e campeggi e del 15,1% per i Pacchetti vacanza nazionali (+15,1%)” ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Solo il trasporto ferroviario è rimasto stabile, mentre gli Alberghi sono calati, anche se su base annua registrano un incremento ragguardevole, del 5,1 per cento” conclude Dona.

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Il 2018 sarà per l’Italia l’anno della grande stangata fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

fisco2005aQuesto, in sintesi, è quanto si legge nelle raccomandazioni della Commissione europea appena inviate al governo italiano. Bruxelles ha infatti avvertito l’Italia che nel 2018 lo sforzo fiscale dovrà essere ‘sostanziale’, per poter rimanere in linea con i parametri europei. La richiesta della Commissione non lascia alcun dubbio: aumentare la tassazione indiretta e quella sulla proprietà privata. Ovvero, un vero e proprio avallo europeo a far scattare la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva a partire dal 1° gennaio 2018 e una richiesta esplicita di reintrodurre la tassazione sulla prima casa.Non solo. Viene richiesto al governo di tagliare le spese fiscali e riformare il catasto, due misure che si traducono in un ulteriore aumento della pressione fiscale su famiglie e imprese, già ad un livello record.Insomma, nel 2018 gli italiani saranno investiti da un nuovo tsunami fiscale, che provocherà una nuova riduzione dei consumi, metterà ancora più in crisi il già esausto settore edilizio e metterà in pericolo gli obiettivi di crescita e occupazione. Ma non è tutto. La Commissione europea chiede anche al governo italiano di fare tutte le riforme scritte nel Def dello scorso aprile: riforma della giustizia civile, riforma della legislazione relativa ai dipendenti pubblici, riduzione della corruzione, aumento dell’efficienza delle società pubbliche, accelerare la riforma della concorrenza. Durissima anche la richiesta di smaltire nel più breve tempo possibile la montagna di crediti inesigibili del settore bancario, sul quale l’esecutivo è stato completamente fermo per mesi. E poi, ancora, rafforzamento della fatturazione elettronica, della contrattazione decentralizzata e introduzione di misure per il contrasto alla povertà, che in Italia riguarda ormai milioni di famiglie. Una lista chilometrica di cose da fare in breve tempo, se si vuole evitare la resa dei conti con Bruxelles il prossimo anno.Ci chiediamo come farà il governo Gentiloni e il suo fido ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, azzoppato dalle lotte interne al Partito democratico, a rispettare l’agenda delle riforme imposta da Bruxelles. Anche perché sono anni che le rinvia. L’Europa oggi ci ha detto che è stufa di aspettare”.

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Istat: stangata da 772 euro x coppia con 2 figli; la top ten delle città più care

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

istatL’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.
L’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.

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Inflazione: stangata da 684 euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

istatSecondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,8% su base annua, dall’1,4% di marzo. “Una stangata per le famiglie italiane, con un’accelerazione dei prezzi molto preoccupante” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, l’inflazione all’1,8% significa avere una maggior spesa annua di 684 euro” prosegue Dona.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,8% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, 540 euro in più nei dodici mesi, per una coppia con 1 figlio la stangata è di 642 euro in più su base annua. Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 355 euro, 362 euro per un single con meno di 35 anni, 524 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni.

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È arrivata la stangata di primavera

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 aprile 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del CdmBy MoVimento 5 Stelle. E’ arrivata la stangata di primavera, che ne preannuncia una ancora peggiore in autunno. Con la manovra correttiva siamo agli illusionismi da bancarella, ai trucchetti contabili di quart’ordine, conditi da fake news, per mascherare quello che si prepara ad essere un altro bagno di sangue.Leggiamo che l’anno prossimo l’Iva dovrebbe “ridursi” dal 13 all’11,5%. In realtà, proprio nel ponte del 25 aprile, il governo ha messo nero su bianco, per la prima volta, un aumento di un punto e mezzo che, unito alla stangata dell’aliquota principale che sale dal 22 al 25%, fa per il momento una mazzata dal oltre 600 euro l’anno per una famiglia media, come calcolato da Adusbef e Federconsumatori. E’ come se l’esecutivo dicesse agli italiani: “Intanto mi prendo i soldi, anche se meno di quanto vi avevo detto. Poi, tranquilli, vi restituisco tutto in autunno”. Le alchimie contabili di Gentiloni e Padoan, dettate dall’ignobile austerity imposta dalla Commissione Ue, creano solo opacità. Ma gli italiani hanno compreso il tentativo disperato di arrampicarsi sullo specchio liscio di una politica economica ridotta a mero ragionierismo sugli zerovirgola che non affronta i problemi del Paese.
Quindi c’è il prestito forzoso che lo Stato chiede a imprese piccole e piccolissime, ma pure ai malcapitati professionisti sotto forma di split payment, combinato con la stretta sulle compensazioni. Parliamo di oltre 5 miliardi, di cui soltanto 1,5 di presunto recupero di evasione. Per il resto abbiamo quasi 4 miliardi a titolo, soltanto, di anticipo di cassa che poi lo Stato dovrà restituire, anche se con maggiori ostacoli a causa del giro di vite sulle compensazioni (tra crediti e debiti fiscali), appunto.
Per le imprese è una mazzata sul fronte della liquidità che le costringe spesso a contrarre prestiti bancari con centinaia di milioni di interessi passivi a carico. E pensare che il direttore dell’Agenzia entrate, Rossella Orlandi, aveva promesso rimborsi veloci per bilanciare split payment e reverse charge. Vedremo cosa avrà da dire la Ue sull’abuso di questa inversione contabile. C’è inoltre, nella manovra, la stretta sui pignoramenti dei beni immobiliari di un governo ipocrita che ha abolito Equitalia solo a chiacchiere e infine l’ennesimo condono sulle liti fiscali che tra l’altro è strutturato in modo del tutto insensato, perché implica il pagamento di tutte le imposte contestate anche a chi ha già vinto in primo o secondo grado di giudizio. Siamo all’improvvisazione disperata di chi non sa da che parte tirare una coperta sempre più corta per colpa di un approccio ragionieristico e succube dei diktat dell’Europa germano-centrica.

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1.000 euro di salasso alle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

tasseNel corso del 2017 gli italiani dovranno mettere in conto una “stangata” pari a circa 986 euro a famiglia. Il Codacons ha elaborato uno studio sugli incrementi di spesa previsti per il nuovo anno sul fronte prezzi e tariffe.
Nel nuovo anno, secondo gli analisti, si dovrebbe finalmente assistere all’attesa ripresa dei prezzi al dettaglio, rimasti sostanzialmente fermi nel corso dell’intero 2016. La crescita dei listini determinerà, solo di costi diretti, una maggiore spesa pari a +302 euro a famiglia, mentre per gli alimentari occorrerà mettere in conto 193 euro in più; aumenti che si ripercuoteranno anche nel settore della ristorazione (+28 euro).
Per i trasporti (aerei, treni, taxi, mezzi pubblici, traghetti, ecc.) un nucleo familiare tipo dovrà affrontare una maggiore spesa pari a 64 euro, mentre viaggiare sulle autostrade comporterà un aggravio medio di 35 euro: i gestori autostradali hanno infatti già presentato al Ministero dei trasporti le richieste di aumento delle tariffe per il 2017. Per i servizi bancari complessivamente spenderemo 16 euro in più rispetto allo scorso anno, +7 euro per quelli postali. Torneranno a crescere anche le tariffe rc auto, e assicurare una automobile costerà mediamente 10 euro in più.
Previsti anche rincari nel settore energetico: il 2016 si chiude infatti con una raffica di rialzi del petrolio, che dovrebbero proseguire anche nel corso del 2017, determinando effetti sulle bollette (luce e gas +29 euro) e sui rifornimenti di carburante (+175 euro). Costerà meno il canone Rai, che scende da 100 euro a 90 euro, mentre per scuole, mense, libri ed istruzione in generale la spesa media di un nucleo familiare salirà di 45 euro. Leggeri incrementi anche per curarsi: +37 euro.
PREZZI AL DETTAGLIO +302 euro
ALIMENTARI +193 euro
ACQUA E RIFIUTI +55 euro
ISTRUZIONE +45 euro
TRASPORTI +64 euro
TARIFFE AUTOSTRADALI +35 euro
RISTORAZIONE +28 euro
BANCHE +16 euro
RC AUTO +10 euro
LUCE E GAS +29 euro
TARIFFE POSTALI +7 euro
SANITA’ +37 euro
CARBURANTI +175 euro
CANONE RAI -10 euro
Totale +986 euro a famiglia

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Stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

fisco2005aDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio, scritto in fretta e furia dal premier Renzi nel tentativo di risollevare i disastrosi sondaggi sul referendum del 4 dicembre, è in arrivo un’altra stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti.Non contento di aver già impoverito a sufficienza un settore che un tempo rappresentava una fonte sicura di guadagno, il governo si appresta ora ad aumentare gli adempimenti burocratici su imprese e professionisti, rendendo obbligatorie le comunicazioni trimestrali e rendendo il calendario delle scadenze fiscali ancora più affollato di quello attuale. Ci uniamo pienamente alla denuncia avanzata da Confprofessioni contro questa nuova tassa occulta, decisa dal governo solo per fare cassa sulla pelle delle imprese.Invece di contrastare la vera evasione fiscale, il Tesoro si rivale ancora una volta contro chi le tasse ha sempre pagato. Appare alquanto ridicola l’amarezza espressa dal capogruppo PD in commissione finanze, Michele Pelillo, che anziché far finta di rammaricarsi dovrebbe convincere il suo partito a togliere questa assurda norma dal decreto nel prossimo passaggio in Senato. Da parte sua, Forza Italia darà battaglia affinché l’obbligo di comunicazione trimestrale venga stralciato dal testo”.

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Manovra: stangata sulle famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2011

L’aula del Senato comincia oggi la discussione sulla manovra fiscale bis proposta dal governo che rischia di colpire in modo particolare la famiglia con figli, sia in maniera diretta, con il taglio delle detrazioni per figli a carico, sia in maniera indiretta con l’inevitabile aumento del costo dei servizi.
Le famiglie con figli quindi pagheranno più degli altri il costo della manovra finanziaria proposta dal governo. (tagli alle detrazioni, aumento dell’Iva…) In una situazione in cui (Istat, luglio 2011) avere figli significa essere a grave rischio di povertà, la manovra, così come articolata, aumenterebbe di almeno 2 punti la percentuale di famiglie sotto la soglia di povertà relativa o assoluta. Il Forum (in un documento allegato) propone due interventi di riequilibrio, da eseguire contestualmente alla manovra: riforma dell’Isee per consentire un costo dei servizi locali alla famiglia distribuito in maniera più equa rispetto ai carichi familiari; introduzione immediata del FattoreFamiglia nell’imposizione fiscale generale e nelle addizionali regionali e comunali. Entrambi gli interventi sono ben noti: la revisione dell’ISEE è stata più volte richiesta ed annunciata dal governo; il FattoreFamiglia è già inserito nel Piano per le politiche familiari presentato al governo dal sottosegretariato Giovanardi come principale intervento da attuare. Per finanziare la manovra almeno due interventi sono da subito possibili. Il primo è la riduzione drastica ed immediata dei costi della politica e la razionalizzazione della spesa della pubblica amministrazione. Il secondo è la responsabilizzazione di quel 10% di persone che detiene il 45% delle ricchezze del nostro Paese, chiedendo finalmente un contributo al bene comune.

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No alla stangata

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Obelisk of Montecitorio - July 1991

Image by D H Wright via Flickr

Oggi 15 luglio 2011 sit in alle 18 a piazza Montecitorio sarà ricordato per anni come il giorno dell’approvazione della più iniqua e scandalosa manovra finanziaria della storia del nostro paese. Si colpiscono lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, donne, bambini, anziani, disabili, carcerati, ammalati e si arricchiscono banchieri, finanzieri, speculatori e padroni. Con il placet delle opposizioni oggi si decide della nostra vita per molti anni a venire.

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Benzina: stangata estiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Le associazioni dei consumatori riunite nella sigla Casper (Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) annunciano oggi la preparazione di un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia relativamente ai listini dei carburanti. “I rincari di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni sono eccessivi e hanno portato i listini a livelli preoccupanti, raggiungendo al sud Italia quota 1,665 euro al litro – spiega Casper – Aumenti che, temiamo, rappresentano solo l’inizio della speculazione sulle vacanze estive degli italiani, e che non trovano alcuna giustificazione dal momento che le quotazioni del petrolio appaiono in calo”. “A causa di tali abnormi incrementi alla pompa, rispetto allo stesso periodo del 2010 ogni automobilista spende oggi 10,6 euro in più per un pieno di benzina, e addirittura 12,2 euro in più per un pieno di diesel. Una stangata che si abbatterà come un macigno sulle vacanze degli italiane” – proseguono Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Per le associazioni di Casper è indispensabile quindi un intervento della magistratura per accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio, anomalie che potrebbero configurare l’ipotesi di aggiotaggio.

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La manovra sale a 68 miliardi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Napolitano invoca l’unità tra governo e opposizione parlamentare sulla stangata Bersani, Di Pietro e Casini pronti a “collaborare”. Tregua armata tra Berlusconi e Tremonti per “calmare” i mercati. Ora che ne è stato reso noto il testo definitivo, dopo che Napolitano l’ha firmata il 6 luglio e contemporaneamente Tremonti l’ha illustrata alla stampa, la manovra governativa appare ancor più devastante di quanto già sembrava dalle anticipazioni dei giorni scorsi: a regime, cioè per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014, la stangata non sarà di 47 ma di ben 68 miliardi. Il capo dello Stato, infatti, nel firmare il decreto, l’ha accompagnato con una nota in cui osserva che per conseguire quell’obiettivo mancano alla manovra governativa ancora 15 miliardi, per trovare i quali “si dovrà procedere con gli ordinari strumenti di bilancio per il triennio 2012-2014 e i relativi disegni di legge collegati”. E in conferenza stampa Tremonti non solo ha concordato con le osservazioni del Quirinale, ma ha rincarato la dose fornendo le cifre definitive della manovra, che sono ancor più elevate di quanto era stato riportato in precedenza sui giornali: 2 miliardi per quest’anno; 6 nel 2012; 18 nel 2013, a cui si aggiungeranno però altri 2 miliardi “risparmiati” dall’assistenza (pensioni di invalidità e reversibilità, accompagnamento, ecc.); e altri 25 (e non 20, come era stato detto) nel 2014. Più, appunto, i 15 miliardi mancanti lamentati da Napolitano, il che porta il totale della manovra a ben 68 miliardi di euro. Dove pensa Tremonti di trovare i 15 miliardi non previsti nel decreto? Il ministro dell’economia ha spiegato solo che saranno rastrellati col “riordino” delle detrazioni e agevolazioni previsto nel disegno di legge delega fiscale e assistenziale che accompagna il decreto, il cui testo però è ancora sconosciuto. Cioè pescando tra le oltre 400 voci che consentono detrazioni fiscali, alcune anche assurde e anacronistiche, ma per la maggior parte legate a condizioni disagiate e oneri assistenziali: tra cui per esempio le detrazioni per carichi familiari e per lavoratori dipendenti, per spese sanitarie, interessi sui mutui casa, per assicurazioni sulla vita e antinfortunistiche, per spese assistenziali di portatori di handicap, e così via. Si parla di un bacino potenziale di oltre 100 miliardi di euro su cui il superministro intende affondare il bisturi. O meglio, farlo fare al governo che ci sarà a quel momento. Tremonti ha anche aggiunto che questa “riforma” dell’assistenza è “blindata”, nel senso che è stata prevista una clausola di salvaguardia che farà scattare tagli di pari importo e in maniera indiscriminata se il disegno di legge delega non andrà a buon fine. Ossia, come ha suggerito anche Napolitano, i 15 miliardi saranno in quel caso inseriti nella legge di stabilità ordinaria per l’anno in corso. Se non è macelleria sociale, questa, che cos’è mai?
Un’altra misura espunta dal documento definitivo, dopo il lungo tira e molla tra la Lega e il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, è quella sulla cancellazione degli incentivi alle energie rinnovabili. In compenso è rimasta la scandalosa cancellazione delle multe sulle quote latte difesa a spada tratta dalla Lega. Ma sono spuntate fuori altre brutte sorprese, come la supertassa dell’aumento dei bolli sui BOT, che oltretutto puzza anche di incostituzionalità perché in percentuale va a punire maggiormente i piccoli depositi di titoli in banca rispetto a quelli più grossi. E così crescono nella maggioranza i malumori per l’impatto negativo che la manovra ha anche sull’elettorato del “centro-destra”. La Lega teme conseguenze per il federalismo fiscale provenienti dai tagli a Regioni ed Enti locali, che sono sul piede di guerra perché tra la manovra dell’anno scorso e l’attuale, sono ben 22 i miliardi tagliati. Solo per i Comuni il taglio è di 7 miliardi, sottratti a sanità, asili nido, trasporti e altri servizi. Lo stesso Berlusconi è scontento per la mancata riforma fiscale subito, con la quale sperava di rialzare le sue sorti elettorali, e non nasconde tutta la sua ostilità a Tremonti, che a detta sua “è l’unico nel governo che non fa gioco di squadra”, ossia non apre i cordoni della borsa e non si sottomette ai suoi capricci, ma si comporta ormai come un superministro, l’unico di cui i mercati “si fidano” e capace di fare argine alla speculazione internazionale. (in sintesi da Il Bolscevico”)

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Manovra: “Un vero e proprio massacro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Così le associazioni di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) definiscono ciò che sta avvenendo sul fronte economico in Italia. “La manovra finanziaria che introduce una serie di balzelli e aggravi di spesa a carico dei cittadini, le doppie accise sulla benzina decise dal Governo, i rincari delle tariffe luce e gas e il balzo dell’inflazione, svuoteranno le tasche dei consumatori, dando vita ad una stangata che rischia di superare i 1000 euro a famiglia su base annua. In particolare, è già caro-vacanze – spiegano le 4 associazioni di Casper – I rincari nel settore dei trasporti, gli aumenti dei carburanti e gli incrementi a due cifre nel settore turismo certificati dall’Istat, determineranno un aumento medio del costo delle vacanze del 15% rispetto al 2010. Ciò significa che una famiglia composta da 4 elementi che decide di trascorrere 10 giorni all’estero, pagherà questa estate complessivamente 390 euro in più rispetto allo scorso anno”. “In generale, la situazione attuale dei consumatori è intollerabile, e le scelte del Governo sono sempre più assurde e anacronistiche – proseguono Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – Per tale motivo, stiamo studiando azioni di protesta e di disubbidienza civile, per richiamare l’attenzione della classe politica e chiedere all’esecutivo misure che non svuotino le tasche degli italiani portandosi via anche il tessuto, ma dirette al contrario a tutelare i redditi e far riprendere i consumi”.

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Stangata caro-benzina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

L’inflazione balza ai livelli massimi dal 2008, facendo segnare un +2,1% su base annua. Sull’accelerazione – spiega l’Istat – pesano i prezzi dei beni energetici non regolamentati: la benzina è aumentata dell’ 11,3% su base annua e del 3,5% su base mensile, mentre il gasolio del 15,7% (+14,5% a dicembre). Anche in questo caso, entrano in gioco manovre speculative sulle spalle dei consumatori – spiega Casper – Le evidenti tensioni che stanno determinando un rialzo delle quotazioni del petrolio non possono in alcun caso avere ripercussioni così immediate e ingenti sui listini dei carburanti alla pompa, poiché la benzina che viene venduta oggi sulla rete italiana è stata acquistata dalle compagnie petrolifere mesi fa a prezzi decisamente inferiori. Occorre poi aggiungere che quando benzina e gasolio rincarano in modo così pesante, le ridiscese dei prezzi sono lentissime, anche in presenza di un abbattimento delle quotazioni petrolifere. Tutto ciò  considerato, Adoc, Codacons, Movimento Difesa dei Cittadino e Unione Nazionale Consumatori chiedono alle autorità competenti, Antitrust in testa, di attivarsi per fermare le speculazioni, e rivolgono un appello al Governo affinché studi misure efficaci nel settore dei carburanti, volte a salvaguardare i bilanci delle famiglie, destinate a subire una nuova stangata.

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Roma: aumento tassa rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“Il sindaco Alemanno è perfettamente in linea con quel che, già da quindici anni, fa Berlusconi e, proprio come il presidente del Consiglio, promette meno tasse e migliore qualità della vita per i cittadini e poi, invece, mette le mani in tasca ai romani e fa favori solo alla sua stretta cerchia di amici e parenti di amici”. Lo afferma il senatore del Pd Raffaele Ranucci che poi continua: “Dopo l’aumento delle tasse sulle mense, quello del biglietto dell’autobus che arriverà a giugno, il rincaro delle tariffe dei taxi sanzionato dall’Antitrust e la nuova imposta di soggiorno, è in arrivo un’altra stangata per i romani: una delibera furbetta sui rifiuti che prevede che ogni aumento dei costi, compresi gli arretrati, debba essere interamente a carico dei cittadini. Questo significa che nel 2011 i romani dovranno pagare anche l’Iva sui rifiuti del 2010 ovvero 70 milioni di euro. È inaccettabile, il sindaco Alemanno – conclude Ranucci – non ha evidentemente a cuore la vita dei romani e manca di una visione d’insieme e strategica dell’interesse della città e dei suoi cittadini”.

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Prezzi: stangata per le famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2010

Una maxi-stangata da 902 euro annui a famiglia si abbatterà nel 2011 sulle tasche degli italiani. Lo affermano le associazioni Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, riunite nella sigla CASPER – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio.  Il motore che alimenta la maxi-stangata è la speculazione – affermano i consumatori del Casper – Di questi 902 euro che usciranno dalle tasche di ciascuna famiglia, ben 700 euro (77% del totale) sono attribuibili a manovre speculative e rincari arbitrari che non trovano alcuna giustificazione economica.  Le voci principali che nel corso del nuovo anno incideranno maggiormente sui bilanci familiari, saranno:
•    Alimentari, che con la ripresa della domanda, in assenza di politiche di liberalizzazione del mercato, aumenteranno di prezzo in modo consistente, dopo un anno di sostanziale stasi (+191 euro a famiglia);
•    Abitazione, una delle voci che maggiormente risente dei tagli decisi nella manovra di Governo, dato che comprende acqua e rifiuti, oltre ad elettricità e gas. Gli enti locali, infatti, finiranno per traslare sulle famiglie buona parte della riduzione dei trasferimenti, aumentando le tariffe dei servizi pubblici (+189 euro);
•    Trasporti, voce che va dalla riparazione dell’auto alle ferrovie, dalla benzina ai famosi pedaggi autostradali e che, dopo aver inciso dal luglio 2009 al luglio 2010 più di ogni altra voce, avrà anche per il 2011 il record di aumento (+195 euro).
Spiccano gli aumenti di banche, assicurazioni, tariffe di acqua e rifiuti. Le banche, in particolare, hanno evidentemente deciso di compensare il momento di crisi economica rivalendosi sui loro clienti, introducendo nuovi balzelli e aumentando il costo di alcune commissioni. Per quanto riguarda le assicurazioni il premio medio dell’Rc auto aumenterà dell’8%, per un importo pari a 33 euro.

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Stangata: allarme asili nido

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Le  notizie che arrivano sul fronte dei servizi offerti dalle amministrazioni locali sono allarmanti. Le rette per il nido e per le mense stanno avviandosi verso aumenti mostruosi (solo a Roma sono del 35% per i nidi e quasi del 100% per le mense scolastiche. Ma tutti i comuni si muovono nella stessa direzione della capitale con aumenti continui negli anni e che spesso sono a due cifre e vicine al 30%).   Tanti, troppi, comuni d’Italia, sull’onda dei tagli ai trasferimenti statali, stanno perpetrando un vero e proprio scippo ai danni delle famiglie, soprattutto le meno abbienti. E su questo il Forum delle associazioni familiari lancia l’allarme. In periodi di magra tutti devono fare sacrifici. Ma possibile che debbano essere sempre e solo le famiglie con figli a pagare per prime?
Alcune amministrazioni comunali mostrano di essere più sensibili alle esigenze delle famiglia, altre non guardano tanto per il sottile e preferiscono infierire sulle famiglie con figli, pensando (anche non tanto nascostamente) che “tanto li hanno voluti loro, che ci pensino loro a mantenerli (i figli)”. Il tutto senza rinunciare alle luminarie di Natale e a tante spese superflue. «Al governo chiediamo» afferma il presidente del Forum, Francesco Belletti «di non scaricare le proprie esigenze di bilancio su famiglie ed enti locali che a loro volta le scaricano sulle famiglie che, in questo modo, si trovano attaccate su tutti i fronti. Ai Comuni chiediamo di tagliare, in una scelta di priorità, settori diversi dai servizi alle famiglie. Troveranno così nelle famiglie e nelle loro associazioni dei partner pronti a condividere la cura dei propri cari».

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