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Dublino: stati membri devono accogliere la propria quota di richiedenti asilo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

dublinoDublino. La commissione per le libertà civili ha approvato le sue proposte per un nuovo regolamento di Dublino, pietra angolare del sistema d’asilo dell’Unione europea, che mirano a rimediare alle attuali debolezze e a creare un sistema solido per il futuro.Il primo paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo. L’attribuzione della responsabilità sarebbe invece basata sui “reali legami” con uno Stato membro, quali la famiglia, l’avervi già vissuto in precedenza o gli studi.In assenza di questi legami, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati ad uno Stato membro dell’UE in base ad un metodo di ripartizione fisso, non appena registrati e dopo un controllo di sicurezza e una rapida valutazione dell’ammissibilità della loro domanda di protezione. Ciò per evitare che gli Stati membri “in prima linea” si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone bisognose e per accelerare le procedure di asilo.Gli Stati membri che non rispettano le norme rischiano di veder ridotto il loro accesso ai fondi UE.In questa nota informativa (in inglese) sono disponibili maggiori informazioni sulle proposte del Parlamento.Il progetto di relazione preparato da Cecilia Wikström (ALDE, SE) è stato approvato con 43 voti a favore e 16 contrari, senza alcuna astensione. Il testo costituisce il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con gli Stati membri in seno al Consiglio.
La decisione della commissione per le libertà civili di avviare i negoziati dovrà essere confermata formalmente dalla plenaria durante la sessione di novembre a Strasburgo. Il Consiglio deve ancora approvare il suo mandato.

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Innovazione UE: migliora, ma deve essere maggiore e più omogenea

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

europaBruxelles. Il rendimento innovativo dell’UE nello scorso anno ha continuato a crescere, ma i progressi osservati presentano alcune difformità a livello geografico. È questa una delle principali conclusioni del più recente quadro di valutazione dell’innovazione pubblicato oggi dalla Commissione europea. Nel complesso, il rendimento innovativo è migliorato in 15 Stati membri, sebbene esistano grandi differenze tra uno Stato e l’altro. La Svezia continua a essere leader dell’innovazione, mentre Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria e Regno Unito, sono i paesi in cui l’innovazione registra l’espansione più celere. Da un punto di vista globale l’UE sta recuperando terreno rispetto a Canada e Stati Uniti, ma Corea del Sud e Giappone si sono portati in testa. A livello internazionale la Cina mostra i progressi più rapidi. Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: L’industria dell’UE continua ad essere innovativa, ma siamo ancora in ritardo rispetto ai leader mondiali dell’innovazione. In tempi di globalizzazione e rapidi mutamenti tecnologici, l’innovazione è essenziale per la prosperità dell’economia europea e dei nostri cittadini. L’iniziativa start-up e scale-up e la nuova agenda per le competenze della Commissione contribuiranno a migliorare ulteriormente un ecosistema in cui l’innovazione prosperi”.
Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha affermato: “Dal quadro di valutazione si evince che molto si può ancora fare per ottimizzare il rendimento dell’innovazione e della ricerca. In quest’ottica ci stiamo preparando a sostenere gli innovatori di punta, grazie al nuovo consiglio europeo per l’innovazione nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione – Orizzonte 2020.” Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione del 2017, accompagnato dal quadro regionale di valutazione dell’innovazione, evidenzia i dati seguenti:
la Svezia resta il leader dell’innovazione nell’UE, seguita da Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Regno Unito (leader dell’innovazione per la prima volta) e Germania;
i leader dell’UE per settore specifico di innovazione sono: Danimarca: risorse umane e ambiente favorevole all’innovazione; Lussemburgo: sistemi di ricerca attrattivi e patrimonio intellettuale; Finlandia: finanziamenti e sostegno; Germania: investimenti delle imprese; Irlanda: innovazione nelle PMI e ripercussioni sull’occupazione; Belgio: reti e collaborazione nel campo dell’innovazione; Regno Unito: effetti sulle vendite;
il quadro regionale di valutazione dell’innovazione mostra che anche in paesi a innovazione moderata esistono poli innovativi regionali: Praga nella Repubblica ceca, Bratislava in Slovacchia e i Paesi baschi in Spagna;
gli ambiti in cui il rendimento innovativo è progredito maggiormente sono le co-pubblicazioni internazionali, la diffusione della banda larga, il numero di laureati e dottorati di ricerca e la formazione nel campo delle TIC;
gli investimenti in capitali di rischio e la quota di PMI che introducono innovazioni sono in forte diminuzione;nel corso dei prossimi due anni il rendimento innovativo, secondo le previsioni, dovrebbe aumentare del 2%.
L’edizione 2017 del quadro di valutazione si avvale di una metodologia perfezionata che coglie con maggior precisione gli investimenti nelle competenze, la preparazione digitale, l’imprenditorialità e i partenariati pubblico-privato in ambiti innovativi. Per ottenere un quadro cronologico del rendimento, tale nuova metodologia è stata applicata anche ai dati pregressi (si veda il confronto nel grafico precedente). Il quadro di valutazione comprende anche indicazioni per migliorare il confronto e l’analisi delle differenze strutturali tra paesi e regioni.Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione annuale fornisce una valutazione comparativa dei rendimenti nel campo della ricerca e dell’innovazione dei paesi dell’UE e di alcuni paesi terzi. Uno strumento interattivo online consente di confrontare in modo personalizzato tali rendimenti.Il quadro regionale di valutazione dell’innovazione, che valuta il rendimento innovativo delle regioni europee, riprende, per quanto possibile in base alla disponibilità dei dati, la metodologia del quadro europeo di valutazione dell’innovazione. (foto: grafico)

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La Commissione accoglie con favore la decisione di 20 Stati membri di istituire la Procura europea

Posted by fidest press agency su sabato, 10 giugno 2017

corte di giustizia europeaBruxelles al Consiglio “Giustizia” 20 Stati membri hanno raggiunto un accordo politico sull’istituzione della nuova Procura europea nel quadro della cooperazione rafforzata.L’accordo dovrà ora essere approvato dal Parlamento europeo. Una volta istituita, la Procura indipendente dell’UE sarà dotata dei poteri di indagare e perseguire i reati a danno del bilancio dell’UE, quali corruzione o frodi relative ai fondi dell’UE oppure frodi IVA a livello transfrontaliero. Sarà un organismo forte, indipendente ed efficiente specializzato nella lotta alla criminalità finanziaria nell’UE. Günther H. Oettinger, Commissario per il bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “Nei casi di frodi a danno del bilancio dell’UE applichiamo la politica della tolleranza zero. Ogni centesimo del bilancio va speso a beneficio dei cittadini dell’UE. Con una procura europea forte, indipendente ed efficiente intensifichiamo i nostri sforzi per proteggere il denaro dei contribuenti grazie a un approccio europeo alle indagini e alle azioni penali nei casi di reati a danno del bilancio dell’Unione. Con la Procura europea veniamo a integrare in modo sostanziale i mezzi di cui dispone attualmente l’Unione europea, in particolare l’operato dell’OLAF nel settore delle indagini amministrative.”Vĕra Jourová, Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Abbiamo lavorato duramente per coinvolgere il numero maggiore possibile di Stati membri e non posso che felicitarmi del fatto che oggi abbiamo 20 membri fondatori della Procura europea. Si tratta di un grande successo che garantisce fin dal primo giorno la piena efficienza della Procura europea. Ed è una bella giornata per il contribuente europeo. La Procura europea verrà a integrare l’operato prezioso di Eurojust, l’Agenzia dell’UE per la cooperazione giudiziaria penale, consentendo a quest’ultima di dedicare maggiori risorse alla lotta contro il terrorismo, il traffico di esseri umani o altri crimini.” Ogni anno i bilanci nazionali europei perdono come minimo 50 miliardi di euro di gettito IVA a causa di frodi transfrontaliere. La criminalità organizzata transnazionale guadagna miliardi di euro ogni anno eludendo le norme nazionali ed evitando le azioni penali. Oltre all’ambito dell’IVA, nel 2015 gli Stati membri hanno individuato e segnalato alla Commissione irregolarità fraudolente per un importo di circa 638 milioni di euro. Gli strumenti a disposizione dei procuratori nazionali nella lotta contro la criminalità finanziaria transfrontaliera su vasta scala sono limitati. La nuova procura dell’UE condurrà rapide indagini in tutta Europa, procedendo a uno scambio di informazioni in tempo reale. Si tratta di una grande svolta.
La procura europea agirà come organismo unico in tutti gli Stati membri partecipanti. Sarà un organismo altamente specializzato e indipendente, istituito al di fuori delle istituzioni e dei servizi dell’UE esistenti. La Procura europea agirà nell’interesse dell’UE, senza chiedere o ricevere istruzioni dalle istituzioni dell’UE o dalle autorità nazionali.
La Procura europea disporrà di una sede centrale a livello UE e di sedi decentrate ubicate negli Stati membri, dove opereranno procuratori delegati europei che in parallelo continueranno a svolgere le funzioni di procuratori nazionali (“doppio incarico”). La sede centrale opererà una supervisione delle indagini e delle azioni penali effettuate a livello nazionale al fine di garantire un effettivo coordinamento e un approccio uniforme in tutta l’UE. In questo modo, pur mantenendo la propria indipendenza, acquisirà grande esperienza e competenza in materia di ordinamenti giuridici nazionali. Quando la Procura europea avvierà un’indagine, le autorità nazionali non potranno più esercitare le proprie competenze in relazione alla stessa attività criminale.
Il potere di condurre attività investigative e azioni penali rapide
La Procura europea sarà in grado di indagare in modo efficiente reati commessi a danno del bilancio UE e frodi IVA, ad esempio frodi di importo superiore a 10 000 euro a danno dei fondi europei e frodi IVA a livello transfrontaliero di importo superiore a 10 milioni di euro. La Procura sarà in grado di intervenire rapidamente a livello transfrontaliero senza le lungaggini delle procedure di cooperazione giudiziaria e potrà intentare azioni legali contro i criminali direttamente dinanzi ai tribunali nazionali. Ciò dovrebbe garantire una maggiore efficacia dell’azione penale e un migliore recupero delle somme oggetto di frode.Mentre la Procura europea sarà responsabile delle indagini penali, l’OLAF continuerà a effettuare indagini amministrative sulle irregolarità e frodi a danno degli interessi finanziari dell’Unione in tutti gli Stati membri dell’UE. Questo approccio garantirà la più ampia protezione possibile del bilancio dell’UE, aumentando il numero di condanne e i tassi di recupero.
L’orientamento generale concordato oggi in sede di Consiglio da Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Spagna e Slovenia, dovrà ora ricevere l’approvazione del Parlamento europeo prima che il regolamento possa essere adottato. Dopo l’adozione del regolamento altri Stati membri potranno aggiungersi in qualsiasi momento ai 20 membri fondatori.Sulla base del trattato di Lisbona (articolo 86 TFUE), la Commissione europea ha proposto nel 2013 di istituire la Procura europea. La Danimarca, l’Irlanda e il Regno Unito si avvalgono della clausola di opt-out dalla Procura europea.

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Pacchetto di primavera 2017 del semestre europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 Mag 2017

europaBruxelles. La Commissione europea presenta le raccomandazioni specifiche per paese 2017, che delineano i suoi orientamenti in materia di politica economica per i singoli Stati membri per i prossimi 12-18 mesi. L’economia dell’UE e della zona euro sta dimostrando di essere resiliente, ma continuano a far sentire i loro effetti la lentezza della crescita della produttività, le conseguenze della crisi, compreso il persistere delle disuguaglianze, e l’incertezza dovuta per lo più a fattori esterni. La Commissione invita pertanto gli Stati membri a sfruttare questa opportunità per rafforzare i fondamentali delle loro economie attuando le priorità economiche e sociali comuni individuate a livello europeo: rilanciare gli investimenti, portare avanti le riforme strutturali e perseguire politiche di bilancio responsabili. Particolare attenzione è rivolta alle sfide e alle priorità individuate per la zona euro.
Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: “Le tendenze economiche sono nel complesso positive; dovremmo quindi approfittare di questa opportunità per rendere le economie europee più competitive, resilienti e innovative”.
Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Quest’anno la lotta contro la disuguaglianza è uno dei capisaldi della nostra valutazione. Abbiamo voltato pagina rispetto alla crisi: il prossimo capitolo è quello sociale.”
Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “L’UE sta crescendo, e questa tendenza proseguirà anche nel 2018, per il sesto anno consecutivo. Tuttavia la ripresa rimane fragile e disomogenea.”
L’economia europea si è dimostrata resiliente a fronte di grandi sfide. I tassi di crescita dell’UE e della zona euro sono stati prossimi al 2% nel 2016, le finanze pubbliche stanno migliorando e l’occupazione ha raggiunto il livello record di quasi 233 milioni di persone.”
Per rafforzare le tendenze positive e la convergenza all’interno sia dei singoli paesi che dell’UE, è essenziale conseguire una crescita più inclusiva, solida e sostenibile, puntando anche sull’incremento della competitività e sull’innovazione. È questo l’obiettivo delle raccomandazioni formulate nell’ambito del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. Questo approccio comprende anche una maggiore attenzione alle priorità e alle sfide per gli Stati membri in campo sociale. Poiché l’elaborazione e l’attuazione di riforme importanti richiede tempo, per avere un quadro più chiaro dei progressi compiuti è utile esaminare un orizzonte pluriennale invece di limitarsi a quanto avvenuto nel corso di un solo anno. Dall’adozione delle raccomandazioni specifiche per paese dell’anno scorso, i progressi più significativi compiuti dagli Stati membri hanno riguardato la politica di bilancio, la governance di bilancio e le politiche attive del mercato del lavoro. Sono state adottate misure per quanto concerne le politiche fiscali (ad esempio per la riduzione del carico fiscale sul lavoro), le politiche sociali e del mercato del lavoro (in particolare in materia di inclusione sociale e assistenza all’infanzia) e i servizi finanziari. Tra i settori che hanno registrato i minori progressi figurano la concorrenza nei servizi e il contesto imprenditoriale. Il quadro complessivo mostra che gli Stati membri continuano negli sforzi di attuazione delle riforme, ma che il grado di avanzamento oscilla tra “progressi limitati” e “alcuni progressi” nella maggior parte dei settori individuati nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2016.
Il pacchetto presentato fa seguito al pacchetto d’inverno del semestre europeo di febbraio e tiene conto delle conclusioni in esso contenute, anche per quanto concerne la procedura per gli squilibri macroeconomici. Riguardo a Cipro, all’Italia e al Portogallo, che presentavano squilibri macroeconomici eccessivi, la Commissione ha concluso che non vi sono dati analitici che giustifichino il passaggio alla fase successiva della procedura, a condizione che i tre paesi attuino pienamente le riforme indicate nelle rispettive raccomandazioni specifiche per paese. Complessivamente si prevede che il livello del disavanzo aggregato nella zona euro scenderà all’1,4% del PIL quest’anno, dal picco del 6,1% del PIL nel 2010.
In base alla valutazione dei programmi di stabilità e convergenza del 2017, la Commissione ha inoltre adottato una serie di misure nell’ambito del patto di stabilità e crescita. La Commissione raccomanda di chiudere la procedura per i disavanzi eccessivi per la Croazia e il Portogallo. Se il Consiglio seguirà la raccomandazione della Commissione, rimarranno soggetti al braccio correttivo del patto solo quattro Stati membri, rispetto a 24 paesi nel 2011.
La Commissione ha inoltre adottato relazioni a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) nei confronti del Belgio e della Finlandia, in cui esamina la conformità di questi paesi con il criterio del debito previsto dal trattato. In entrambi i casi si è giunti alla conclusione che attualmente il criterio del debito può considerarsi rispettato. Nel caso del Belgio questa conclusione è valida a condizione che siano prese ulteriori misure di bilancio nel 2017 per garantire la sostanziale conformità con il percorso di aggiustamento verso l’obiettivo a medio termine sia nel periodo 2016-2017. Nel caso della Finlandia, si osserva che l’adozione e l’attuazione rapide di riforme strutturali per aumentare la produttività e l’offerta di lavoro rappresentano la chiave per migliorare le prospettive di crescita a medio termine e la sostenibilità del bilancio.
Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione conferma che sono state adottate le ulteriori misure di bilancio richieste per il 2017, e che pertanto in questa fase non sono ritenuti necessari interventi supplementari per garantire la conformità con il criterio del debito.
Sulla base della valutazione del programma di stabilità 2017, la Commissione propone di concedere la flessibilità richiesta alla Lituania e alla Finlandia.
Le raccomandazioni rivolte agli Stati membri, pur essendo modificate ogni anno sulla base dei progressi compiuti e dell’evoluzione del contesto, sono saldamente ancorate alle priorità generali delineate dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione e nell’analisi annuale della crescita. Dal suo insediamento, la Commissione in carica ha introdotto una serie di modifiche al semestre europeo per renderlo più efficace e pertinente. Le modifiche sono state annunciate nel novembre 2014 nell’analisi annuale della crescita 2015, attuate all’inizio del 2015 e confermate nella comunicazione sui prossimi passi da compiere per completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa nell’ottobre 2015. Attualmente, ad esempio, la Commissione formula una raccomandazione per la zona euro nella fase iniziale del ciclo (a novembre), in modo che gli Stati membri possano includere la prospettiva della zona euro nei loro piani per gli anni successivi.
Inoltre negli ultimi mesi la Commissione ha avviato un dialogo con i governi, i parlamenti nazionali, le parti sociali e le altre parti interessate e ha tenuto incontri bilaterali con le autorità nazionali per discutere delle loro priorità.
A febbraio la Commissione ha presentato l’analisi dettagliata della situazione economica e sociale di ciascuno Stato membro, sotto forma di relazioni per paese, nell’ambito del cosiddetto pacchetto d’inverno 2017 del semestre europeo. La Commissione ha istituito inoltre il servizio di assistenza per le riforme strutturali e uno strumento specifico dell’UE, il Programma di sostegno alle riforme strutturali, per fornire un’assistenza mirata agli Stati membri, su loro richiesta, e agevolare l’elaborazione e l’attuazione delle riforme istituzionali, strutturali e amministrative, comprese quelle indicate nelle raccomandazioni specifiche per paese.
La Commissione chiede al Consiglio di approvare l’approccio proposto e di adottare le raccomandazioni specifiche per paese, e chiede agli Stati membri di attuarle appieno e tempestivamente. I ministri dell’UE dovranno discutere le raccomandazioni specifiche per paese prima che i capi di Stato e di governo dell’UE le approvino. Spetterà poi agli Stati membri attuarle tramite misure inserite nelle rispettive politiche economiche e di bilancio nazionali nel 2017-2018.

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Pieno supporto agli Stati membri nella gestione dei disastri naturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

parlamento europeoBruxelles. Parlamento europeo. Questi fondi addizionali integreranno il supporto già dato tramite il Fondo di solidarietà. I deputati hanno proposto un tetto massimo del 5% sui fondi che si possono prelevare dal FESR, per ciascuno Stato membro.“Sono lieta che la commissione per lo sviluppo regionale ha approvato oggi la relazione sulle misure specifiche per gli Stati membri colpiti da calamità naturali, attraverso la procedura semplificata, al fine di fornire i risultati in modo più efficiente. Ciò aiuterà tutti gli Stati membri interessati a recuperare in fretta i fondi spesi attraverso il sostegno supplementare del Fondo europeo di sviluppo regionale” ha dichiarato la relatrice e presidente della commissione Iskra Mihaylova (ALDE, BG).La risoluzione è stata approvata con 28 voti in favore e un’astensione.
Il nuovo regolamento modificherà la Politica di coesione 2014-2020 introducendo un asse prioritario per le operazioni di ricostruzione con un tasso di co-finanziamento che può arrivare fino al 100% e quindi un sostegno totale da parte del FESR. Questi aiuti saranno dati agli Stati membri e alle regioni colpite da disastri naturali grandi o locali, come l’Italia dopo i terremoti di agosto e ottobre, completando gli aiuti già disponibili attraverso il Fondo di solidarietà dell’UE.
I deputati della commissione per lo sviluppo regionale hanno proposto solo un emendamento alla proposta della Commissione per introdurre un tetto massimo del 5% di fondi prelevabili da quelli del FESR, per ogni Stato membro e durante il periodo 2014-2020.
Per garantire il finanziamento delle operazioni direttamente dopo il verificarsi di un disastro, è stata fatta una deroga alla norma sulla data d’inizio d’ammissibilità delle spese. La deroga assicura la possibilità che le spese sostenute possano essere dichiarate per il rimborso sin dal primo giorno del disastro.
La risoluzione legislativa verrà messa al voto in plenaria nel mese di Aprile (3-6 Aprile); solo allora il Parlamento avvierà i negoziati con il Consiglio al fine di raggiungere un rapido accordo.

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CIA: il PE chiede agli Stati membri di assicurare i responsabili alla giustizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

bilancia pagamentiNella risoluzione non vincolante approvata mercoledì, il Parlamento ha espresso serie preoccupazioni su “l’apatia mostrata dagli Stati membri e le istituzioni dell’UE” per quanto riguarda il riconoscimento di “molteplici violazioni dei diritti fondamentali e dei casi di tortura” che si sono verificate in territorio europeo tra il 2001 e il 2006. Nel testo, si chiede all’Italia di rinunciare al segreto di Stato per i membri del SISMI coinvolti nel caso del rapimento dell’imam egiziano Abu Omar.Nella risoluzione, approvata con 329 voti favorevoli, 299 contrari e 49 astensioni, i deputati invitano gli Stati membri dell’UE a “condurre indagini, assicurando la piena trasparenza, sulla presunta esistenza, sul loro territorio, di prigioni segrete che avrebbero ospitato detenuti nell’ambito del programma della CIA” I deputati sono preoccupati dal fatto che “l’indebita classificazione dei documenti” conduca “di fatto all’impunità degli autori delle violazioni dei diritti umani”.Per quanto riguarda l’Italia, il testo sottolinea che la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23 febbraio 2016 nella causa Nasr e Ghali stabilisce che le autorità italiane erano a conoscenza delle torture perpetrate ai danni dell’imam egiziano Abu Omar e chiede all’Italia di rinunciare al segreto di Stato per l’ex capo del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMI) e il suo vice, nonché per tre ex membri del SISMI coinvolti nel caso, “al fine di garantire che la giustizia proceda senza ostacoli”.Il Parlamento europeo chiede anche di organizzare una quantità maggiore di missioni d’informazione negli Stati membri che, nel rapporto del Senato USA sul programma di detenzione e interrogatori della CIA, figurano come complici di tale programma, come la Lituania, la Polonia, l’Italia e il Regno Unito.
Il Parlamento esprime rammarico per il fatto che più di un anno dopo la pubblicazione dello studio del Senato USA in relazione al programma della CIA, nessuno dei responsabili sia stato chiamato a rispondere delle proprie azioni e che il governo degli Stati Uniti non abbia collaborato con gli Stati membri dell’UE. I deputati sono rammaricati anche dalla mancata chiusura del centro di detenzione di Guantanamo e chiedono alle autorità statunitensi di garantire processi equi, proibire il ricorso alla tortura, i maltrattamenti e le detenzioni a tempo indeterminato in qualsiasi circostanza. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero concedere asilo ai detenuti che hanno ufficialmente ottenuto l’autorizzazione al rilascio. I deputati hanno invitato la Commissione e il Consiglio a riferire al Parlamento, prima della fine di giugno 2016, sui risultati delle indagini e delle azioni penali condotte negli Stati membri.

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Nuova edizione della RoSSEL 2009

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Mag 2009

Roma dal 21 al 25 Settembre 2009 si svolgerà alla SIOI. The Rome Summer School of European Law, La Rome Summer School of European Law (RoSSEL 2009) organizzata dalla SIOI e dall¹Università di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Diritto pubblico, in collaborazione con lo Studio Legale Grimaldi e Associati, è dedicata ai temi di maggiore attualità del diritto istituzionale e sostanziale dell¹Unione Europea. Le lezioni, interamente in lingua inglese, saranno impartite da prestigiosi docenti provenienti da diversi Stati membri e appartenenti al mondo accademico, istituzionale, giudiziario e della libera professione. Alla Summer School saranno ammessi i laureati in tutte le discipline (preferibilmente in Giurisprudenza o Scienze politiche), avvocati, giudici, dirigenti e funzionari della Pubblica Amministrazione che vogliano completare o aggiornare la propria preparazione in diritto comunitario.

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