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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Gli Stati Generali del Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

Ostia. Dall’8 all’11 luglio 2021, tornano gli Stati Generali del Mare, manifestazione internazionale più importante dedicata al mare come risorsa economica e ambientale. L’evento, organizzato dall’associazione ecologico-scientifica Mareamico, si terrà a pochi chilometri dal centro della Capitale, presso la Sala Convegni dell’elegante Ostia Antica Park Hotel. L’intento della kermesse, alla sua XXIX edizione, è quella di porre l’accento sui temi connessi con la Blue Growth e la Blue Economy. In particolare, l’evento avrà come focus principale le opportunità offerte dal mare ma anche le minacce derivanti da un errato sfruttamento della più grande risorsa del Pianeta. Temi che verranno spiegati e discussi alla presenza dei membri del Comitato Scientifico Mareamico e con i rappresentanti istituzionali Europei, Nazionali e Regionali, al fine di evidenziare le criticità e opportunità, individuando le politiche di gestione degli ambienti marini costieri.La Rassegna prevede quattro giorni di dibattiti e confronti, a iniziare dalla pianificazione dello spazio marittimo quale attivatore del Green Deal europeo. L’Unione Europea, infatti, dopo la crisi sanitaria causata da COVID-19, ha presentato un programma per la ripresa, con l’intento di rilanciare l’economia attraverso un approccio verde, sociale e digitale, per un futuro più sostenibile. Un progetto che mira a promuovere l’uso efficiente delle risorse, al fine di arrivare a un’economia pulita e circolare, ripristinando la biodiversità e riducendo l’inquinamento, con programmi di investimento su ricerca, innovazione e azioni esterne, al fine di supportare programmi chiave per le future crisi.Si parlerà, inoltre, di turismo sostenibile quale motore della nostra economia, dando voce proprio a uno dei settori più colpiti dalla recente crisi pandemica. Molte Regioni italiane, infatti, competono con le città d’arte puntando principalmente sugli scenari naturali. Facile intuire come la tutela del mare e dei territori costieri diventi il perno essenziale per la ripresa.Tra i temi delle Tavole Rotonde, anche quello che della pesca ricreativa e sostenibile. La prima annovera più di due milioni di praticanti ed è un’importante pilastro sociale ed economico. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio per gestire correttamente l’attività tenendo presente la componente socioeconomica e, allo stesso tempo, colmando con la ricerca scientifica le lacune ecologiche che riguardano la valutazione degli impatti delle varie attività di questo tipo di pesca sulle popolazioni naturali delle specie bersaglio. La seconda, invece, porrà al centro del dibattito il complesso scenario del settore della pesca, caratterizzato da ostacoli duri da superare e inaspriti dalle incertezze causate dall’impatto dovuto al coronavirus, iniziando dall’oggettiva difficoltà per molte imprese a mantenere un livello di redditività che consenta loro di restare sul mercato e investire. Verranno analizzati nodi sociali ed economici profondi, dalla forza lavoro che invecchia – con sempre più con scarso turn-over – fino alla diffidenza verso le Istituzioni, viste nell’insieme come un avversario capace solo di imporre limiti e vessazioni.Al termine della rassegna, i Coordinatori delle Tavole Rotonde elaboreranno un documento conclusivo e di proposte che sarà portato all’attenzione delle Autorità Politiche al fine di promuovere opportune decisioni legislative.È prevista anche la partecipazione di alcune scuole superiori che aderiranno ai corsi estivi organizzati dal MIUR. Da anni, infatti, Mareamico ha avviato specifici percorsi didattici atti a promuovere l’educazione ambientale negli istituti scolastici, secondo le Linee Guida di Educazione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile elaborate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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Stati d’animo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2021

Castello di Santa Severa Si terrà dal 14 al 16 maggio il secondo Boot Camp del progetto “Stati d’animo”, organizzato da Dominio Pubblico e dall’associazione Be pop, al Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con il Comune di Santa Marinella. Si tratta di un laboratorio di tre giorni dal titolo “Provare paura”: questa volta i partecipanti si cimenteranno col significato del termine “paura”, provando a dare voce a un’emozione primaria ancora così centrale e spesso usata per creare barriere e distanze. Il tutto al Castello di Santa Severa che, come tutti i castelli che si rispettino, ha una storia di fantasmi da raccontare, e per l’occasione, si trasformerà in inedito scenario della proiezione di Segnale d’allarme – La mia Battaglia VR: spettacolo in realtà virtuale, di e con Elio Germano, in visione esclusiva attraverso speciali visori 360.“Stati d’animo” è parte del programma di valorizzazione del Castello di Santa Severa come centro di Posta giovanile nell’ambito del progetto “Itinerario Giovani” finanziato dalla Regione Lazio- Politiche Giovanili e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù.Con questa iniziativa si vuole offrire ai partecipanti coinvolti un’esperienza formativa originale, completamente gratuita, oltre che un “armamentario” culturale e nuovi strumenti comunicativi per approcciarsi alle grandi questioni della società contemporanea. Dispute filosofiche, live painting, circo, ring verbali, esercizi corporali, realtà virtuale animeranno le giornate nei due intensi fine settimana. A guidarli in questo percorso, oltre all’attore e regista Tiziano Panici, promotore del progetto e direttore di Dominio pubblico, la sociologa Valentina Brinis, presidente di Be pop!, la giornalista di “Internazionale” Annalisa Camilli e il regista e videomaker Omar Rashid, fondatore insieme a Elio Germano della GOLD production, nata per creare esperienze cinematografiche in VR. Il laboratorio sarà inoltre affiancato da Dario Costa, sound designer e tecnico audiovisivo. Domenica 16 maggio, alle ore 16.00 il pubblico potrà assistere alla proiezione dello spettacolo Segnale d’allarme – La mia Battaglia VR: spettacolo in realtà virtuale di e con Elio Germano. L’evento sarà preceduto da un’Introduzione a cura del regista Omar Rashid. Un’esperienza audio-visiva che avverrà con il supporto di visori che consentiranno al pubblico di immergersi in una realtà visiva a 360°, vivendo un’esperienza in prima persona in un ambiente reale e allo stesso tempo virtuale. Si tratta di uno spettacolo molto particolare, prevede il coinvolgimento del pubblico.La mia Battaglia VR è il segnale d’allarme che Germano lancia contro l’informazione fatta solo di opinioni, la tecnologia che rischia di essere veicolo di pura distrazione di massa e una cultura mainstream che finisce per fagocitare sistematicamente la nicchia, sottraendole anche le opportunità concesse dalla tecnologia stessa. Lo spettacolo è un monologo che porta a riflettere e a porsi domande su vari temi: il consenso, il libero pensiero, l’affabulazione, la dittatura. È una feroce e allucinata narrazione in cui un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, fino a giungere, al termine del suo show, a una drammatica imprevedibile svolta. Portatore di un muto volere collettivo diffuso nell’aria, l’artista da figura autorevole si farà a poco a poco sempre più autoritario, evocando lo spettro di un estremismo di ritorno travestito da semplice buon senso.

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Asilo: più solidarietà tra gli Stati membri e fondi ai paesi in prima linea

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Bruxelles. Secondo il Parlamento europeo, l’attuale legislazione non garantisce un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri né un rapido accesso alle procedure di asilo. Il regolamento Dublino III del 2013 attribuisce “una responsabilità sproporzionata su una minoranza di Stati membri, soprattutto nei periodi di grande afflusso di migranti”.In una risoluzione per valutare il funzionamento della legge che determina lo Stato membro che deve occuparsi di una domanda d’asilo, il PE chiede l’introduzione di un meccanismo di solidarietà per garantire la continuità del diritto fondamentale di asilo nell’Unione e la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri.Il testo non legislativo è approvato con 448 voti favorevoli, 98 contrari e 149 astensioni.L’inadeguata applicazione della gerarchia dei criteri, in particolare l’uso eccessivo del criterio del paese di primo ingresso, e l’inefficace attuazione dei trasferimenti, hanno aumentato la pressione su alcuni paesi, ovvero Grecia, Italia, Malta, Cipro e Spagna.I deputati deplorano che il Consiglio, contrariamente al Parlamento, non abbia preso posizione sulla proposta di riforma del regolamento di Dublino del 2016, bloccando così il processo e lasciando che l’Unione disponesse dello “stesso insieme di norme che si sono dimostrate inefficaci nella gestione di un numero elevato di arrivi”.Inoltre, gli accordi ad hoc sulla ricollocazione non sostituiscono un sistema europeo comune di asilo armonizzato e sostenibile. I deputati chiedono maggiori risorse e capacità per gli Stati membri in prima linea, finché il sistema di Dublino non sarà riformato.Il Parlamento ha adottato, con 512 voto favorevoli, 134 contrari e 49 astensioni, una seconda risoluzione sull’attuazione dell’attuale direttiva sui rimpatri.I deputati sottolineano che “una politica di rimpatrio efficace è uno degli elementi fondamentali di una politica dell’UE in materia di asilo e di migrazione ben funzionante” e che dal 2015 il numero di decisioni di rimpatrio eseguite è in diminuzione, non necessariamente a causa della diminuzione degli ingressi irregolari.Tuttavia, l’efficacia della politica UE di rimpatrio non dovrebbe essere misurata solo in termini di tassi di rimpatrio, ma anche in base alla sostenibilità degli stessi e all’attuazione delle garanzie dei diritti fondamentali, al rispetto delle garanzie procedurali e all’efficacia dei rimpatri volontari.I Paesi UE sono quindi invitati ad assegnare capacità adeguate e una formazione sufficiente alle autorità responsabili. Ove possibile, i rimpatri volontari dovrebbero avere la priorità, ma i minori non accompagnati non dovrebbero essere rimpatriati a meno che non si possa dimostrare che sia nel loro interesse.La commissione parlamentare per le libertà civili (LIBE) sta attualmente esaminando la proposta della Commissione europea del 2018 che modifica l’attuale direttiva sul rimpatrio.

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Pandemia e maggiori poteri all’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha già proposto la istituzione dell’Unione sanitaria europea, attraverso la quale attivare maggiore coordinamento e misure per lo sviluppo, lo stoccaggio e gli appalti di prodotti medici necessari a affrontare le crisi sanitarie (1). Ma gli Stati comunitari sono riluttanti a cedere le proprie competenze. Risultato: risposta negativa alla richiesta della Commissione di sottoporre a verifica, nel periodo estivo, i sistemi sanitari nazionali, in vista della seconda ondata pandemica, che ora è in corso.E’ di oggi un sondaggio comunitario che ci dice che 4 italiani su 5 (il 78%) vorrebbero maggiori poteri dell’Ue per affrontare la crisi pandemica. Percentuale che scende al 66 nel complesso del territorio dell’Unione (2). Viste le percentuali (in Italia in modo particolare) dei voti/consensi degli italiani nei confronti di tutti coloro (maggioranza di governo inclusa) che non ne vogliono sentire di aiuti comunitari (Next Generation Eu in primis)… è evidente che la situazione è molto cambiata da quando la pandemia dilaga. In termini popolari si potrebbe dire che “la paura fa 90”. E, come spesso accade, quando le persone sono chiamate ad esprimere il proprio pensiero senza doversi schierare dietro una bandiera o un filtro ideologico, vengono fuori delle sorprese. Nel secolo scorso fu così per importanti conquiste di civiltà come divorzio e aborto, che hanno cambiato il nostro Paese. In questo secolo lo sperimentiamo oggi in un momento fondamentale per il futuro della nostra economia, della nostra società, della nostra salute, della nostra vita. Certo, è “solo” un sondaggio, ma non abbiamo altri strumenti per capirlo e, siccome sarebbero impensabili alcuni strumenti di consultazione popolare per saperlo in modo insindacabile, è a questo sondaggio che occorre riferirsi. Di conseguenza, spetta a chi ci governa e ci amministra di farne tesoro. Soprattutto per coloro che hanno fin ad oggi tentennato stando dietro agli equilibri dei vari schieramenti politici. Il messaggio che ci arriva è chiaro e, per tutti coloro che hanno sempre paura di diventare impopolari nel decidere, oggi non si corre il rischio di diventare impopolari: Più poteri all’Unione Europea, lo chiede il 78% degli italiani e il 66% degli europei (inclusi quelli di paesi come Polonia e Ungheria che boicottano dalla mattina alla sera ogni decisione che possa in qualche modo compromettere la loro sovranità).Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Lo scontro degli Stati-civiltà di Christopher

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2020

In libreria dal 15 ottobre Coker Collana Le terre Fazi Editore Cosa sono gli Stati-civiltà? Coker li definisce come quei paesi che non si caratterizzano solo per una certa omogeneità culturale o etnica, ma che si considerano delle vere e proprie civiltà a sé stanti, profondamente diverse dalla civiltà occidentale, vista come una minaccia se non come un nemico vero e proprio. E due sono i paesi che più di chiunque altro rivendicano questo titolo: la Cina di Xi Jinping e la Russia di Vladimir Putin. Un libro innovativo e coraggioso, destinato a far discutere.

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Lo scontro degli Stati-civiltà di Christopher Coker

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Collana Le terre In libreria dal 15 ottobre Cosa sono gli Stati-civiltà? Coker li definisce come quei paesi che non si caratterizzano solo per una certa omogeneità culturale o etnica, ma che si considerano delle vere e proprie civiltà a sé stanti, profondamente diverse dalla civiltà occidentale, vista come una minaccia se non come un nemico vero e proprio. E due sono i paesi che più di chiunque altro rivendicano questo titolo: la Cina di Xi Jinping e la Russia di Vladimir Putin. Un libro innovativo e coraggioso, destinato a far discutere. Fazi Editore

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Che Europa aspettarsi?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. Gli ultimi anni per il continente europeo sono stati caratterizzati dalla dominanza delle forze centripete su quelle aggreganti. La diffusione di movimenti politici di stampo populistico e anti-europeista, che spesso cavalcavano il malumore dei cittadini dei vari Stati membri nei confronti dell’UE per guadagnare consenso, ha portato più volte la già fragile unione tra i Paesi del Vecchio Continente molto vicina al punto di rottura definitivo.Frenata dalla congenita lentezza dei meccanismi comunitari, la reazione iniziale a sostegno delle economie duramente colpite dalla pandemia era stata quantomeno timida: l’intervento fiscale era stato di fatto interamente delegato ai singoli Paesi e alle loro possibilità di spesa, temporaneamente affrancati dai vincoli di bilancio imposti dal Patto di Stabilità. E se le misure di emergenza di SURE, BEI e MES, ratificate ad aprile, avevano già dimostrato l’intenzione di fare di più, è solo a fine maggio con l’accordo tra Merkel e Macron sul Recovery Fund che il vero passo in avanti è stato compiuto. Un passo reso ufficiale dall’accordo raggiunto nella notte di martedì 21 luglio tra i 27 leader europei, dopo serrate negoziazioni andate avanti per oltre 4 giorni.Quella del pacchetto fiscale Next Generation EU non è la sola notizia positiva per l’Europa. I dati macroeconomici, infatti, continuano a mostrare un trend di deciso recupero: per il momento, lo scenario a V sembra quindi proseguire seguendo il percorso previsto, anche con qualche sorpresa in positivo negli indicatori economici. In Germania, l’attività dei servizi, il settore più pesantemente colpito dalla pandemia, è tornata addirittura al di sopra dei livelli pre-Covid e una dinamica simile si riscontra anche nelle altre economie della regione.In tal senso, è risultata determinante la rigidità con cui i Paesi europei hanno adottato le misure di distanziamento sociale nel tentativo di contenere i contagi. Osservando quanto sta succedendo negli USA, dove la gestione del virus è stata sinora disomogenea e alquanto inefficace, appare evidente come un approccio più morbido presenti delle controindicazioni pericolose: se da un lato, infatti, evitando il blocco totale dell’attività si riduce la profondità della recessione economica, dall’altro in questo modo la si prolunga per un tempo indefinito, con danni strutturali all’economia potenzialmente maggiori.Ma tornando all’accordo raggiunto in settimana sul Recovery Fund, questo, per quanto in parte modificativo rispetto alla proposta originale, rappresenta una duplice rivoluzione epocale per la struttura politica ed economica dell’UE.In primo luogo, sdogana l’utilizzo della politica fiscale comunitaria per fini congiunturali, volta quindi a rispondere al calo della domanda aggregata, un’ipotesi sempre vanificata in passato dall’opposizione della Germania che attribuiva alle politiche centrali un carattere esclusivamente strutturale. La stessa Germania che, nell’intesa raggiunta con la Francia a maggio, è diventata uno dei principali sponsor del nuovo corso dell’Unione.In secondo luogo, il pacchetto Next Generation EU vede per la prima volta la creazione di debito europeo: tale politica fiscale congiunturale, infatti, viene finanziata a debito, una scelta che porterà velocemente l’UE ad essere uno dei principali emittenti obbligazionari al mondo, con un fabbisogno stimato per i prossimi anni di circa 1’000 miliardi di euro (tale importo comprende anche le somme potenzialmente destinate al SURE, il programma contro la disoccupazione, a cui finora i singoli Stati non hanno ancora fatto ricorso).Questi due elementi, mai messi in discussione nel corso delle prolungate negoziazioni, rappresentano dei veri e propri punti di svolta per l’assetto comunitario, in grado di eclissare le modifiche al pacchetto di stimoli volute dai Paesi frugali.Il nuovo accordo, in particolare, ha svuotato le politiche comunitarie atte a creare beni pubblici europei, andando ad impinguare per compenso i trasferimenti agli Stati membri: le risorse destinate alla Recovery and Resilience Facility sono infatti aumentate da €560 miliardi a €672,5 miliardi, con gran parte dell’importo aggiuntivo rappresentato da prestiti a basso costo (i €672,5 miliardi sono così ripartiti secondo il nuovo schema: €360 miliardi di prestiti e €312,5 miliardi di sovvenzioni; nel complesso, per effetto del depotenziamento delle politiche pubbliche comunitarie, sui €750 miliardi totali la quota di sovvenzioni è scesa da €500 miliardi a €390 miliardi).Nella sua forma attuale, quindi, il piano ha perso in parte il carattere di accordo comunitario, per rientrare nello schema più tradizionale di un accordo intergovernativo, basato sul trasferimento di risorse agli Stati membri, ma restano di assoluta predominanza le due rivoluzioni strutturali suesposte.Con questo pacchetto, pari al 5% del PIL della regione, l’Europa si pone in vetta al mondo in termini di stimoli fiscali adottati per sostenere l’economia: considerando anche quanto fatto dai singoli Paese, si arriva infatti ad un poderoso 14% del PIL, superiore anche a quanto fatto sinora sull’altra sponda dell’Atlantico dagli Stati Uniti (tra il 12% e il 13% del PIL).Tra i principali beneficiari di questo stimolo massiccio c’è il nostro Paese: l’Italia riceverà risorse per circa €82 miliardi, che dovrà ripagare contribuendo pro-quota al bilancio comunitario a partire dal 2028 e per i successivi 30 anni fino al 2057, quindi con una lunghissima dilazione. Tale contributo, stabilito sulla base della quota del PIL della regione ascrivibile all’Italia, sarà pari a circa €52 miliardi, comportando quindi trasferimenti netti per €30 miliardi nell’arco di 3 anni, tra il 2021 e il 2023, pari circa allo 0,6% annuo. Trasferimenti che potrebbero aumentare ulteriormente qualora parte del pacchetto fiscale venisse finanziato tramite entrate proprie dell’UE, sotto forma di tasse legate ai beni ambientali e rivolte ai colossi digitali statunitensi e cinesi (“digital tax”), anche questa un’eventualità che darebbe il via ad un nuovo corso nelle finanze comunitarie.Il percorso resta, quindi, ancora alquanto lungo, ma le basi che sono state poste lasciano presagire un futuro nuovo per l’Europa, votato ad una sempre maggiore integrazione, uno scenario inimmaginabile fino a pochi mesi fa.

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Stati virtuosi? Germania e Olanda arricchiti su nostre spalle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Oggi Germania e Olanda dicono che non vogliono condividere a livello europeo, attraverso gli eurobond, le misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Dicono che loro, Stati virtuosi, non devono farsi carico dei debiti degli Stati “cicala” come l’Italia. Peccato però che Germania e Olanda si siano arricchiti negli ultimi 20 anni sulle spalle degli altri Stati membri, soprattutto l’Italia, grazie alla moneta unica. E ad affermarlo non sono i pericolosi patrioti di Fratelli d’Italia, ma il Centre for European Politics, un think-tank tedesco che ha pubblicato uno studio sul tema”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI. “Da un lato ci sono Germania e Olanda, continua il senatore di FdI, che hanno tratto enormi benefici dall’euro, guadagnando complessivamente quasi 1.900 miliardi la prima, e 346 miliardi la seconda. Dall’altro, figurano quegli Stati che hanno perso ricchezza, in primo luogo l’Italia, la Nazione più danneggiata dall’euro, con una perdita di ricchezza di oltre 4.300 miliardi in 20 anni, più di 200 miliardi l’anno. ‘Grazie’ all’euro, ogni italiano ha perso in media circa 74mila euro, mentre ogni tedesco ne ha guadagnati 23mila e ogni olandese 21mila. Altro che Stati virtuosi e Stati cicala”.“È tempo di dire basta a questo drenaggio di ricchezza dall’Italia ai furbi Paesi del Nord. L’Italia faccia capire a questa gente che la pacchia è finita” conclude il senatore Fazzolari.

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Europa: Chiusura frontiere tra Stati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Dichiarazione del Presidente della commissione libertà civili, Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES) sulla reintroduzione dei controlli di frontiera interni a Schengen.”Negli ultimi giorni, diversi Stati membri dell’UE hanno reintrodotto i controlli alle loro frontiere interne, dentro l’area Schengen, o le hanno addirittura chiuse per alcune categorie di persone, mentre altri Stati membri stanno prendendo in considerazione tali misure. In qualità di Presidente della commissione per le libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo, pur condividendo pienamente la necessità di misure di politica pubblica che limitino l’interazione sociale per rallentare la diffusione del Coronavirus, esorto gli Stati membri ad adottare le loro misure nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità e, soprattutto, di solidarietà tra gli Stati membri dell’UE, oltre che di non discriminazione e delle norme Schengen applicabili. È fondamentale che, nell’adottare tali misure, non vi sia alcuna discriminazione tra i cittadini dell’UE.È solo attraverso un approccio coordinato, piuttosto che attraverso azioni intraprese dai singoli Stati membri, che riusciremo ad affrontare con successo la sfida che tutti abbiamo davanti.La commissione per le libertà civili sta monitorando attentamente la situazione e si aspetta che la Commissione europea, la Presidenza del Consiglio UE e gli Stati membri proteggano tutti i benefici dell’area Schengen”. Il regolamento (UE) 2016/399 relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) prevede esplicitamente il rischio per la salute pubblica come motivo di rifiuto d’ingresso alla frontiera esterna dello spazio Schengen (titolo II), ma non prevede la possibilità di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne per motivi di salute pubblica (titolo III).

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Gli accordi della Santa Sede con gli Stati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Roma dal 28 febbraio al 1° marzo 2019 presso la Pontificia Università Gregoriana (prima giornata) e l’Ecole française de Rome (seconda giornata). La prolusione è stata affidata al Segretario di Stato, Card. Pietro Parolin.Il congresso – con la direzione scientifica di Fabrice Jesné (École française de Rome), Marie Levant (LabEx EHNE / Sorbonne Université) e Roberto Regoli (Pontificia Università Gregoriana) – si focalizzerà sugli accordi di diritto internazionale firmati tra la Santa Sede e gli Stati che hanno assunto la forma di concordati e convenzioni analoghe, esaminati alla luce delle dinamiche diplomatiche e degli aspetti politico-religiosi dei secoli XIX-XXI. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai modelli di relazione tra la Chiesa, lo Stato e la società che questi accordi veicolano, così come ai cambiamenti storici che hanno portato ad una evoluzione caratterizzata dal passaggio dagli Stati confessionali, o comunque impegnati in una particolare relazione con la Chiesa cattolica, a un nuovo approccio bilaterale fondato sul concetto di libertà religiosa. L’ “esplosione concordataria” dopo il 1945 e in particolare dopo il Concilio Vaticano II è d’altronde caratterizzata da un’estensione geografica significativa.Aperto alle varie discipline delle scienze umane e sociali, il congresso vuole far incrociare gli approcci storici, giuridici, sociologici e politologici. Piuttosto che sui singoli accordi, ci si concentrerà sulle evoluzioni della pratica e delle conseguenze degli accordi della Santa Sede con gli Stati sul medio e lungo periodo. Le intese bilaterali garantiscono nella maggior parte dei casi una forma di laicità, con un’attenzione particolare, rivendicata da entrambe le parti contraenti, al diritto alla libertà religiosa. In tal modo, il congresso intende contribuire agli attuali dibattiti sulla secolarizzazione/de-secolarizzazione, sulle declinazioni geografiche di questi fenomeni, come anche sulle forme della coabitazione religiosa e del governo del pluralismo religioso.
Interverranno: Liliosa Azara, Anna Barańska, Friedrich Bechina, Jacques-Olivier Boudon, Fabrice Bouthillon, Settimio Carmignani Caridi, Andrea Ciampani, Edouard Coquet, Giuseppe Dalla Torre, Nicholas Doublet, Carlo Fantappiè, András Fejérdy, Consolación Fernández Mellén, Enrico Galavotti, Cécile Gonçalvez, François Jankowiak, Marie Levant, Anthony O’Mahony, Vicente Cárcel Ortí, Laura Pettinaroli, Roberto Regoli, Melanie Rosenbaum, Olivier Sibre, Rita Tolomeo, Paolo Valvo.Programma & iscrizioni – http://bit.ly/UniGre26
Accrediti stampa entro il 26 febbraio.

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International Erasmus Games a Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 maggio 2016

 

erasmusMILANO. Da giovedì 5 maggio 350 studenti provenienti da 40 diversi Paesi si ritroveranno nel capoluogo lombardo per gli International Erasmus Games, una tre giorni sportiva nella quale gli atleti, calcando i campi del Bicocca Stadium e del Palabicocca, si cimenteranno in partite di calcio a 5, pallavolo e basket, fino a decretare i vincitori europei delle varie discipline.
Gli studenti in gara si trovano in Erasmus in 18 Stati e rappresenteranno il Paese che li sta ospitando al termine di selezioni effettuate a livello locale e nazionale. Vestiranno le maglie di Slovacchia, Repubblica Ceca, Francia, Portogallo, Lettonia, Svizzera, Romania, Croazia, Germania, Serbia, Lituania, Danimarca, Turchia, Spagna, Bosnia ed Erzegovina, Polonia, Liechtenstein e, ovviamente, Italia.Questa è la grande vittoria di ESN, l’essere riuscita, partendo dalle sedi locali, a rendere lo sport una delle attività più in voga tra i propri membri, in linea con lo spirito con cui è nato il programma Erasmus+, che ha introdotto lo sport all’interno della “famiglia Erasmus”.L’evento organizzato da Erasmus Student Network Italia è supportato da Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca e Comune di Milano. L’iniziativa mira inoltre a promuovere CREA Summer Academies (H2020), il Network Europeo di summer academies con lo scopo di rafforzare l’entrepreneurship in settori innovativi utilizzando ICT e creatività.
Alla cerimonia di apertura, in programma per giovedì 5 maggio alle ore 16,30 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano (Via Festa del Perdono 7), interverranno: la prof.ssa Monica Di Luca, Prorettore all’Internazionalizzazione dell’Università degli Studi di Milano, la prof.ssa Cristina Messa, Rettore dell’Università di Milano – Bicocca, il prof. Francesco Lenoci, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Cristina Tajani, Assessore all’università del Comune di Milano, Fabrizio Bitetto, organizzatore ESN dell’evento, Laura Fulco, membro del Consiglio Direttivo di ESN Italia.
Seguirà la coloratissima parata che, partendo alle 18,15 da via Festa del Perdono 7, proseguirà verso piazza Duomo, via Orefici, via Dante, piazza Cairoli, per terminare poi di fronte al Castello Sforzesco, dove verranno scattate le foto ufficiali alle varie delegazioni, per quella che si preannuncia come una vera festa della mobilità studentesca internazionale all’insegna dei valori dell’integrazione e dello sport. (foto. erasmus)

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Stati Generali della Cultura

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2015

stefania gianniniRoma giovedì 29 ottobre presso l’Auditorium della Conciliazione in Via della Conciliazione 4, torna l’appuntamento con gli Stati Generali della Cultura del Sole 24 Ore. All’evento, organizzato in collaborazione con Fondazione Roma Arte-Musei, Interverranno il MINISTRO FRANCESCHINI e il MINISTRO GIANNINI, e vuole proseguire il dibattito lanciato col Manifesto della Cultura del 2012 fino alle riforme di oggi sul tema dell’investimento per una nuova cultura, in un confronto che coinvolge istituzioni, esperti del settore e investitori privati.
Segnaliamo, tra i vari relatori, Diego Della Valle che interverrà sul tema delle grandi aziende del Made in Italy a servizio dell’arte. Gli altri temi toccati nel corso dell’appuntamento, oltre a quello dell’arte, saranno la scuola e la moda.
Programma della giornata:
9.30 Saluto del Presidente Gruppo 24 ORE Benito Benedini
9.45 Introduzione ai lavori Roberto Napoletano Direttore Il Sole 24 ORE
Modera i lavori: Sebastiano Barisoni Vice Direttore Radio 24
10.00 Art bonus e riforma: la svolta della cultura in Italia
Dario Franceschini Ministro dei Beni Culturali e del Turismo
10.20 Modelli virtuosi di gestione museale
Gabriella Belli Direttore Musei Civici di Venezia
James Bradburne Direttore Pinacoteca di Brera
Flaminia Gennari Santori Gallerie Nazionali di Arte Antica Roma
Paolo Nicolini Consigliere delegato per i settori amministrativo-gestionali Musei Vaticani
11.20 Libro, eBook e coding. Una proposta per la buona scuola
Introduce Armando Massarenti Caporedattore Domenica Il Sole 24 ORE
Roberto CasatiDirettore Ricerca Centre National de la Recherche Scientifique Institut Nicod, Ecole Normale Supérieure Parigi
Paolo Ferri Professore Straordinario Università Milano Bicocca Un nuovo progetto per una scuola sostenibile
Franco Lorenzoni Maestro Elementare – Casa Laboratorio di Cenci
Conclude:
Stefania Giannini Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca
12.30 Le opere di restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale

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L’ Europa degli Stati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2015

europa-261011-cE’ noto che la Gran Bretagna non ha adottato l’euro ma e’ rimasta con la sua sterlina e non coglie occasione per rilevare le criticita’ della moneta europea. Nel 2011 il settimanale The Economist pubblicava un articolo dal titolo “Vicini alla fine?” e iniziava l’articolo stesso con “Mentre l’eurozona sembra avviata al tracollo…” Insomma, la fiducia dei britannici nell’euro e’ stata sempre messa in dubbio. Le difficolta’ della nostra moneta, o meglio dell’economia europea, tra inadeguatezze e interessi particolari dei governi nazionali ed europeo, sono note, e il cittadino non comprende come una economia di vasta scala, come quella europea, non riesca ad affrontare e risolvere i problemi che si presentano, sia strutturali che contingenti. L’esempio relativo alla immigrazione dal Nord Africa e’ in questo senso illuminante: ognuno pensa a se e se c’e’ un problema si cerca di scaricarlo sugli altri. Non e’ questa l’Europa che avevamo sognato e tentato di realizzare. Serve, ancora oggi, un progetto per una federazione europea. Purtroppo, non vediamo chi lo possa realizzare. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Verso gli “Stati Generali della Scuola”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Firenze alla Fortezza da Basso “I servizi per l’infanzia sono ossigeno per la famiglia”. Per la fascia 0-36 è vicino l’obiettivo di Lisbona di Mauro Banchini “Essere genitore oggi, anche per via dello stress, è  impresa difficile: sostenere i servizi educativi è un modo per investire sulla famiglia, fornendole con i fatti e non a parole quell’ossigeno di cui ha estremo bisogno”. Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana e assessore all’Istruzione, ha aperto così alla Fortezza da Basso il congresso internazionale promosso da AIFREF, associazione internazionale che si occupa di formazione e ricerca proprio nel campo dell’educazione familiare. A Firenze fino a venerdì 19, nel contesto di “Dire e Fare”, i delegati si confronteranno sulle buone pratiche a sostegno della genitorialità.
”La Toscana – ha sottolineato Targetti, da sempre si impegna con convinzione per la crescita dei servizi all’infanzia. È ormai prossimo il traguardo di Lisbona, cioè il 33% dei bambini sino a 36 mesi inseriti nei servizi la per prima infanzia.  Al 31 dicembre 2009 eravamo infatti al 31,6%, e non è un sogno raggiungere il 40% di copertura nella legislatura in corso, per di più associando la quantità con la qualità degli interventi”.
Sabato prossimo, sempre a “Dire e Fare”, la vicepresidente Stella Targetti presenterà il rapporto sui servizi educativi per la prima infanzia. Appuntamento ore 9:00 in Fortezza da Basso, a Firenze.

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Extreme Networks in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

Milano, Extreme Networks Inc. (Nasdaq: EXTR) ha annunciato i risultati finanziari del quarto trimestre e dell’intero esercizio che si è concluso il 28 giugno 2009. Nel trimestre conclusivo il fatturato netto è stato pari a 81,3 milioni di dollari, dunque sopra la fascia dei 79-81 milioni di dollari che la Società aveva comunicato il 17 luglio 2009: si tratta di un incremento sequenziale del 5% rispetto ai 77,2 milioni di dollari di fatturato del terzo trimestre e di una riduzione del 17% rispetto ai 98,3 milioni di dollari registrati nel quarto trimestre dell’esercizio precedente. L’utile netto non-GAAP relativo al quarto trimestre dell’esercizio 2009 è stato di 2,3 milioni di dollari, ovvero 0,03 dollari per azione diluita, rispetto ai risultati della stessa frazione dell’esercizio precedente quando l’utile netto non-GAAP ammontava a 3,0 milioni di dollari, ovvero 0,03 dollari per azione diluita. I risultati finanziari non-GAAP escludono l’impatto dei compensi di natura azionaria e i costi di ristrutturazione. Una riconciliazione tra i risultati GAAP e non-GAAP è proposta nelle tabelle finanziarie allegate. Nel quarto trimestre il fatturato netto è stato pari a 34,9 milioni di dollari nella regione del Nordamerica, 31,6 milioni di dollari nella regione EMEA e 14,8 milioni di dollari nella regione APAC. Per un confronto, i risultati registrati nel trimestre precedente, i dati erano pari a 26,9 milioni di dollari in Nordamerica, 38,5 milioni di dollari nella regione EMEA e 11,8 milioni di dollari nella regione APAC.  L’utile netto del quarto trimestre su base GAAP è stato pari a 0,9 milioni di dollari, ovvero 0,01 dollari per azione diluita, contro l’utile netto di 0,8 milioni di dollari, ovvero 0,01 dollari per azione diluita, registrato nel quarto trimestre dell’esercizio precedente.  Il fatturato netto dell’intero esercizio concluso il 28 giugno 2009 è stato pari a 335,6 milioni di dollari, contro i 361,8 milioni di dollari dell’esercizio precedente. L’utile netto non-GAAP è stato di 8,9 milioni di dollari, ovvero 0,09 dollari per azione diluita, contro i 14,3 milioni di dollari o 0,12 dollari per azione diluita dell’esercizio precedente.  L’utile netto GAAP dell’esercizio è stato pari a 2,8 milioni di dollari, ovvero 0,03 dollari per azione diluita, contro un utile netto GAAP di 8,4 milioni di dollari o 0,07 dollari per azione diluita dell’esercizio precedente.  La liquidità generata dall’attività ordinaria dell’esercizio è stata pari a 4,7 milioni di dollari: al 28 giugno 2009 la cassa e gli investimenti erano pari a 127,4 milioni di dollari, contro i 225,7 milioni di dollari al 29 giugno 2008. La riduzione della posizione di cassa e degli investimenti da un anno all’altro è principalmente imputabile ai riacquisti di azioni proprie effettuati dalla Società nel corso del primo trimestre 2009 per un ammontare di 100 milioni di dollari.

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