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Posts Tagged ‘stato diritto’

Stato di diritto: Il PE citerà in giudizio la Commissione per inadempienza

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Straburgo. Il PE incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane, ad “adempiere agli obblighi” del Regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto.In una risoluzione adottata giovedì con 506 voti favorevoli, 150 contrari e 28 astensioni, i deputati fanno notare che, nonostante il nuovo strumento di condizionalità per proteggere il bilancio UE (e che si applica anche al Recovery) sia in vigore dal 1° gennaio 2021, la Commissione non ha proposto alcuna misura nell’ambito delle nuove regole e non ha rispettato la scadenza del 1° giugno, data dal Parlamento nella risoluzione del 25 marzo, per mettere a punto le linee guida sull’applicazione del regolamento. Ciò “costituisce una base sufficiente per intraprendere un’azione legale contro la Commissione ai sensi dell’articolo 265 TFUE”.Nel testo, viene sottolineato il crescente rischio di un uso improprio del bilancio dell’Unione come mezzo per deteriorare lo Stato di diritto. Per questo, Il Parlamento incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane dalla data di adozione della risoluzione, ad adempiere agli obblighi previsti dal regolamento. Per essere pronto, il Parlamento, dovrà, nel frattempo, “avviare immediatamente i necessari preparativi per un potenziale procedimento giudiziario ai sensi dell’articolo 265 TFUE nei confronti della Commissione”.I deputati esortano la Commissione a reagire rapidamente alle gravi violazioni in corso dei principi dello Stato di diritto in alcuni Stati membri, che costituiscono un grave pericolo per la distribuzione equa, legale e imparziale dei fondi UE.Dovrebbe inoltre utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, compresa la procedura prevista dall’articolo 7 del trattato UE, il quadro sullo Stato di diritto e le procedure di infrazione, per affrontare le persistenti violazioni della democrazia e dei diritti fondamentali nell’Unione, compresi gli attacchi contro la libertà dei media e i giornalisti, i migranti, i diritti delle donne, i diritti delle persone LGBTIQ e la libertà di associazione e di riunione.

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Tagli ai finanziamenti accettabili solo nel caso di violazioni sistemiche dello Stato di diritto

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Un monitoraggio più capillare da parte dell’UE andrebbe a vantaggio dei cittadini, della democrazia locale e delle economie locali. I leader locali e regionali di tutta l’Unione europea hanno appoggiato le proposte della Commissione europea e del Parlamento europeo volte a rafforzare lo Stato di diritto, compresa la possibilità di sanzionare gli Stati per violazioni “gravi e sistemiche”. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha inoltre esortato le istituzioni dell’UE a promuovere la cultura del rispetto dello Stato di diritto coinvolgendo maggiormente le comunità locali, comprese le amministrazioni pubbliche e le “reti” di difensori civici che operano a livello locale e regionale.Le raccomandazioni , adottate il 12 febbraio nel corso della prima sessione plenaria del nuovo mandato quinquennale del CdR, hanno sottolineato la necessità di un processo di monitoraggio più ampio, più approfondito e sostenuto da risorse adeguate. Questo processo dovrebbe sfociare in una valutazione oggettiva e trasparente – fondata, ad esempio, sull’elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto ( Rule of law checklist ) elaborato dal principale organo europeo di monitoraggio dei diritti umani, il Consiglio d’Europa – che preveda una serie di incontri annuali da tenere a livello regionale e nazionale. Il processo culminerebbe in una manifestazione annuale che si svolgerebbe in una città particolarmente impegnata nel rispetto dei principi della buona governance. Il parere del CdR evidenzia in particolar modo l’importanza di consultare le reti giudiziarie e le associazioni di avvocati locali, e di fornire un maggiore sostegno finanziario alla società civile e ai media indipendenti, soprattutto a livello locale.Il parere è stato presentato da Christophe Rouillon , presidente del gruppo del Partito dei socialisti europei del CdR e sindaco di Coulaines (Francia), che ha affermato: “Lo Stato di diritto non è solo uno dei valori comuni fondamentali dell’Unione europea, ma è anche una condizione essenziale per il suo funzionamento. La società civile e gli enti locali e regionali svolgono un ruolo importante nel rafforzamento dello Stato di diritto. Crediamo che le sanzioni siano necessarie per coloro che violano lo Stato di diritto, vale a dire per i responsabili della violazione e non per le vittime. Il Comitato europeo delle regioni da tempo chiede con forza che le regioni e le città d’Europa non siano sanzionate per violazioni dello Stato di diritto da parte dei governi nazionali. Questo parere definisce delle modalità che permettono di contribuire alla difesa e alla promozione di una cultura del diritto grazie a una cooperazione più approfondita con le comunità locali, vale a dire la loro società civile, i loro patrocinatori e le loro amministrazioni pubbliche”.Il parere, che è stato avviato ed elaborato da Franco Iacop (PSE), membro di spicco del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è stato poi presentato da Christophe Rouillon, poiché il mandato di Iacop al CdR si è concluso a dicembre.Le raccomandazioni riflettono la convinzione che, alla luce della realtà della governance europea che coinvolge i responsabili politici a livello europeo, nazionale, regionale e locale nonché le amministrazioni pubbliche, il monitoraggio dello Stato di diritto non si debba limitare al livello nazionale. Seguendo la stessa logica, il CdR ha chiesto che l’UE stessa, in quanto persona giuridica, sia soggetta a monitoraggio, invitandola a riavviare il processo di adesione alla Corte europea dei diritti dell’uomo.Tra le idee che, a giudizio del CdR, potrebbero essere approfondite vi è la proposta di valutare i modi per sfruttare “il potenziale” dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione nell’ambito del sistema di monitoraggio. Il CdR ha inoltre osservato che un progetto pilota, con la partecipazione di un gruppo selezionato di enti locali e regionali, potrebbe contribuire a precisare ulteriormente i criteri per la valutazione dello Stato di diritto.

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Regioni e città decise a fare di più di difendere diritti fondamentali e Stato di diritto

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

A otto settimane dalle elezioni europee, i leader locali e regionali avvertono che il crescente populismo rappresenta una minaccia per lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nell’UE e invitano l’Unione a rafforzare la loro capacità di lottare contro razzismo, incitamento all’odio e discriminazione, promuovendo nel contempo la coesione sociale. Questo il messaggio principale emerso dal dibattito di oggi con Koen Lenaerts, Presidente della Corte di giustizia dell’Unione europea, Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, Domenica Ghidei Biidu, vicepresidente della commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, e Michael O’Flaherty, direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.
Lo Stato di diritto è privo di sostanza senza democrazia e diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali si trova al vertice nella gerarchia delle norme UE. Qualsiasi misura nazionale incompatibile con la Carta deve essere abbandonata”. Come ha spiegato il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans “I diritti fondamentali esisterebbero solo sulla carta se la loro tutela non fosse garantita da tribunali indipendenti. Lo Stato di diritto non è importante solo a livello nazionale. È essenziale a tutti i livelli di governo, anche a livello locale e regionale. Purtroppo abbiamo visto che negli ultimi anni le preoccupazioni in materia di Stato di diritto si sono moltiplicate in tutta l’Unione. Questi sviluppi non hanno fatto che rafforzare la convinzione della Commissione riguardo all’importanza di utilizzare tutti gli strumenti di cui disponiamo per difendere i valori dell’UE”.

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Il Primo ministro polacco sceglie di concentrarsi sull’economia, nonostante le domande sullo Stato di diritto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Il Primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha discusso mercoledì il futuro dell’Europa con i deputati e il Vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. “La Polonia è stato uno dei primi paesi a dare il diritto di voto alle donne e siamo profondamente radicati nello Stato di diritto. Se non fosse stato per la cortina di ferro avremmo potuto essere un membro fondatore dell’Unione europea. Ora, come membro a pieno titolo, vogliamo proporre un programma costruttivo, che rispetti le identità nazionali e in cui ogni paese ha il diritto di istituire il proprio sistema giuridico, in linea con le proprie tradizioni”, ha dichiarato Morawiecki.”Il progetto europeo deve essere più aperto, perché la situazione attuale è senza precedenti, a causa di tutte le crisi che si sono accumulate”, ha proseguito Morawiecki, elencando tra queste la crisi migratoria, la Brexit e la guerra ibrida russa.
Morawiecki ha proposto una Unione sicura, con un’ambiziosa politica di coesione per proteggere i cittadini dal potere delle multinazionali e combattere le disparità. Ha poi sottolineato che la Polonia sta colmando le lacune del suo sistema di riscossione delle imposte e sta affrontando il problema dell’evasione e dell’elusione fiscale, alludendo alle colpe di un sistema giudiziario passivo che non ha funzionato correttamente in passato.I leader dei principali gruppi politici hanno interrogato Morawiecki sui cambiamenti nel sistema giudiziario polacco che minacciano lo Stato di diritto. La maggior parte dei deputati ha condannato il governo polacco per aver consolidato il proprio potere. Concordando con la posizione di Morawiecki sulla strategia di sviluppo, la sicurezza energetica e la difesa, i deputati si sono uniti nella convinzione che l’Unione europea debba essere costruita sui valori condivisi dello Stato di diritto.
I deputati hanno inoltre ricordato che la Polonia ha inventato la separazione dei poteri nella sua costituzione, prima del suo genere in Europa, e hanno affermato che costringere i giudici a ritirarsi dal servizio e metterli sotto il controllo politico non è un problema di tradizione nazionale. Hanno infine ribadito il loro sostegno ai cittadini polacchi che protestano per le strade contro tali cambiamenti.

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Monitorare attentamente lo Stato di diritto a Malta

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

maltaLa Valletta. · La Commissione deve avviare con Malta un “dialogo sul funzionamento dello Stato di diritto”
· Azioni insufficienti contro il riciclaggio di denaro, la corruzione e la concessione della cittadinanza UE
· L’Europol dovrebbe essere pienamente coinvolta nelle indagini sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia
Secondo i deputati, la Commissione deve monitorare la situazione a Malta e dialogare col paese per garantire un’applicazione imparziale della legge Nel testo della risoluzione adottata a grande maggioranza, si chiede alla Commissione di “instaurare un dialogo con il governo maltese per quanto riguarda il funzionamento dello Stato di diritto a Malta”. La Commissione dovrà anche verificare se Malta sia in conformità con le norme UE antiriciclaggio e bancarie.I deputati sottolineano che l’indipendenza delle forze dell’ordine e della magistratura maltesi potrebbe essere compromessa dal fatto che il governo ha la facoltà di nominare il comandante della polizia, il capo dell’Unità di informazione e analisi finanziaria (FIAU) e il procuratore generale. I deputati chiedono anche di rendere noti i programmi di “Cittadinanza tramite investimento” rivolti ai cittadini di Paesi terzi. E di avviare un’indagine internazionale indipendente, con il pieno coinvolgimento di Europol, sull’omicidio di Daphne Caruana Galizia.Secondo numerose relazioni di Europol, Reporter senza frontiere e della commissione speciale del Parlamento europeo sui Panama Papers (commissione PANA), gli sviluppi degli ultimi anni a Malta suscitano gravi preoccupazioni circa lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti fondamentali, agevolati dalla debolezza dei sistemi esistenti. Uno dei principali problemi sottolineati nella risoluzione è la scarsa capacità di Malta di affrontare una serie di gravi accuse di corruzione e di violazione degli obblighi in materia di vigilanza bancaria e antiriciclaggio, visto che la polizia non ha iniziato le indagini.Nel testo si rileva poi che i soggetti citati nelle relazioni FIAU e nei Panama Papers continuano a far parte del governo e si invita il comandante della polizia di Malta ad avviare delle indagini. Si chiede inoltre alle autorità maltesi di vigilanza e giudiziarie di esaminare il processo di concessione delle licenze alla Pilatus Bank, banca che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare aspre critiche. Anche il lavoro di Nexia BT, società di consulenza coinvolta nel programma per la cittadinanza e nominata nei Panama Papers, dovrebbe essere esaminato.La risoluzione solleva infine dubbi sulla prassi di concedere la cittadinanza di un paese dell’Unione europea dietro pagamento, e chiede alla Commissione di monitorare questi programmi. Nel caso di Malta, le informazioni trapelate segnalano possibili casi di corruzione nell’amministrazione. Si chiede quindi al governo di precisare chi ha acquistato un passaporto maltese (e tutti i diritti che ne derivano) e quali garanzie sono applicate onde assicurare che tutti questi nuovi cittadini abbiano effettivamente trascorso un anno a Malta prima dell’acquisto.

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Stato di diritto e democrazia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2010

Roma 22 novembre e martedì 23, presso la Biblioteca della Camera dei Deputati in Via del Seminario 76, si terrà il convegno “Stato di diritto e democrazia. I lavori saranno aperti il 22 novembre alle ore 9.30 dalla Vicepresidente del Senato Emma BONINO e andranno avanti sino alle 19.30, con la partecipazione dei massimi esperti della materia che individueranno gli
ambiti tematici in cui i diritti e le libertà convenzionali sono maggiormente minacciati. Tra gli interventi previsti, ci saranno quelli dei professori Patrono, De Sena, Francioni, Condorelli, Zagreblesky e del Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini. Dalle ore 10.30 del 23 novembre, subito dopo la presentazione del documento finale dei lavori redatto dagli accademici, si terrà una tavola rotonda presieduta dal deputato radicale Matteo MECACCI e con la partecipazione di politici e rappresentanti istituzionali. Concluderà i lavori Marco PANNELLA.Il rispetto e l’applicazione della Convenzione dei diritti dell’uomo nell’ordinamento italiano”. Il convegno, promosso da Radicali Italiani, dal Partito Radicale Nonviolento e dai parlamentari radicali intende valutare le condizioni
dello stato di diritto e della democrazia in Italia prendendo come punto di riferimento il rispetto della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il programma completo del Convegno è consultabile al seguente link:http://www.radicali.it/convegnocedu

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