Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘stato-mafia’

Trattativa Stato-Mafia, Cirielli (FdI): “Gravi parole Di Matteo e Ingroia, subito commissione d’inchiesta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

“Le dichiarazioni del consigliere del Csm Nino Di Matteo, confermate dall’ex procuratore di Palermo Antonio Igroia, sono gravissime e non possono passare in sordina”. Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Va fatta assolutamente luce sul ruolo che, secondo i diretti interessati, avrebbe cercato di assumere, all’epoca, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito alle vicende legate al conflitto di attribuzioni riguardante l’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Se tutto ciò che hanno raccontato pubblicamente i due magistrati fosse acclarato dai fatti – prosegue Cirielli – bisognerebbe istituire subito una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare ruoli e responsabilità. E Napolitano dovrebbe dimettersi immediatamente da senatore a vita. Su questa inquietante vicenda, che coinvolge alcuni tra i massimi rappresentanti delle nostre istituzioni, occorre accendere ancora di più i riflettori, perché gli italiani meritano di conoscere la verità” conclude Cirielli.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Trattativa stato-mafia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

PALERMO. “Un giorno storico per la città di Palermo e l’Italia intera. La trattativa stato-mafia, secondo i giudici della Corte d’Assise di Palermo, non solo c’è stata, ma ha determinato la commissione di un gravissimo reato contro i fondamenti democratici del nostro Stato”. Sono queste le prime dichiarazioni di Aldo Penna, neoeletto portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, e Ugo Forello, capogruppo dei cinquestelle al Comune di Palermo e storico fondatore di Addiopizzo dopo la sentenza, dopo 5 anni di processo, che ha portato alla condanna di uomini delle istituzioni e mafiosi per la trattativa Stato-Mafia.
“Grazie all’impegno, al coraggio e alla determinazione della Procura della Repubblica di Palermo – affermano Penna e Forello – si è finalmente iniziato a far luce su uno dei periodi più bui del nostro paese, in cui uomini dell’arma e esponenti politici avrebbero tentato di scendere a patti con la Mafia, violenta e sanguinaria. Fa riflettere la condanna, in primo grado, dell’ex senatore dell’Utri, uomo di riferimento di Berlusconi a Palermo. Non possiamo, perciò, non ribadire la posizione del M5S circa l’impossibilità di avviare alcuna trattativa per la formazione di un governo con il leader di Forza Italia”.”Attendiamo il deposito delle motivazioni per meglio apprezzare la decisione dei giudici, consapevoli del fatto che si tratta di una sentenza di primo grado, ma non possiamo non ribadire, con ancora più forza – concludono Penna e Forello – che la Mafia va combattuta a testa alta, senza alcun compromesso e ambiguità. E che al politico corre l’obbligo etico, prima ancora che giuridico, non solo di essere, ma anche di apparire credibile. Il nostro pensiero, oggi, è rivolto a Falcone, Borsellino e a tutti i valorosi uomini d’Italia che hanno dedicato la loro vita al contrasto della criminalità mafiosa”.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’Italia delle due patrie

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2010

Editoriale Fidest. Mentre si stanno avviando i preparativi per festeggiare degnamente il 150° anniversario dell’Unità d’Italia da anni sta facendo capolino un’altra immagine di questo evento che non certo rema a favore dell’unità. In 150 anni non siamo riusciti a dare al nostro meridione e in parte anche al centro quella crescita economica che le spetta per porsi con dignità alla pari dello sviluppo industriale e produttivo del Nord. Ha incominciato il regno sabaudo, sbagliando passo, allorché inviò i suoi plenipotenziari in quello che già era il regno delle due Sicilie di borbonica rimembranza, ritenendo il problema di quelle regioni solo di natura burocratica e amministrativa. Lo stesso errore lo commise il fascismo lasciando che tali regioni restassero solo terreno di scontro stato-mafia. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu da parte del governo centrale una sorta di “vampata” innovatrice e si pensò che il riscatto potesse venire da quello che fu poi considerato un vero e proprio carrozzone come quello dei saltimbanchi girovaghi nelle piazze povere del contado: la Cassa del Mezzogiorno. In pratica non ridusse il gap tecnologico ed imprenditoriale tra Nord e Sud, ma fece di peggio: illuse e sperperò enormi risorse. Il risultato fu che centinaia di imprenditori del Nord scesero nel meridione incassarono i contributi e ritornarono da dove erano venuti lasciando sul posto solo le mura delle loro fabbriche. Il risultato di tutto ciò lo possiamo notare nei dettagli allorchè, ad esempio, da Milano a Roma con un treno a grande velocità facciamo i 600 Km che separano le due città in circa 4 ore e ci dobbiamo, poi, sobbarcare i mille che separano Roma da Palermo in 12 ore e su treni stile tradotta. Ma sono le tratte che mostrano quanto è profondo il sud. Da Roma a Napoli c’è un percorso preferenziale con un treno, diciamo ad alta velocità, ma dopo Salerno incominciano i problemi e per finire nel percorso siciliano dove si va a scartamento ridotto. E la rete dei trasporti è la prima causa di un isolamento che determina un effetto domino per le altre attività a partire dall’agricoltura e per finire all’industria alberghiera. E alla beffa si aggiunge lo scorno se si pensa che i risparmi dei meridionali sono trasferiti regolarmente al Nord per finanziare quella imprenditoria, che in qualche modo incoraggia il separatismo leghista. Persino il federalismo fiscale è visto in questa chiave. E’ come aver spremuto sino all’ultima goccia un limone e alla fine si butta la buccia. Scopriamo le “regioni virtuose” per cui diventa necessario lasciare che si tengano i proventi delle tasse pagate dai loro abitanti e scopriamo altrettanto bene le “regioni poco virtuose” che non hanno altro dovere che essere esposte ad enormi sacrifici per sanare quelle stesse finanze che sono state allegramente sperperate con il beneplacito dell’autorità centrale. E se questo Stato è così poco lungimirante nello spingere alla deriva il nostro sciroccato meridione oggi pensa di gloriarci della sua unità nei fasti della sua ricorrenza, credo sappia poco fare i conti con la realtà del paese. Ma la sorpresa è un’altra. Non è il meridione del paese a non sentire l’Italia come una nazione. Lo sono le regioni del Nord che non sanno più cosa farsene del limone spremuto e la Lega docet. Dobbiamo forse convenire con quanti affermano che la Sicilia e con essa le altre regioni del meridione fanno parte di una nazione, ma senza Stato? E il festeggiare ci giunge amaro in bocca. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »