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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Stato dell’Unione: Ucraina, energia, economia, cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Bruxelles. Parlamento europeo. In apertura di dibattito, la Presidente del PE Roberta Metsola ha dichiarato: “In questa giornata importante, è un onore speciale avere con noi Olena Zelenska. Ci troviamo davanti a uno scenario allarmante: l’invasione illegale e ingiustificata dell’Ucraina, l’inflazione elevata, gli aumenti dei prezzi di energia ed elettricità, la catastrofe climatica, una maggiore insicurezza alimentare e l’aumento del costo della vita. Oggi, il nostro messaggio deve essere: ‘l’Europa risponderà’”. In merito alla guerra contro l’Ucraina, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che “Putin fallirà e l’Europa prevarrà”. Le sanzioni contro la Russia “sono qui per restare”. Ha poi annunciato l’inclusione dell’Ucraina nel roaming gratuito e nel mercato unico UE, oltre a 100 milioni di euro per ripristinare le scuole ucraine danneggiate.Per quanto riguarda l’impennata dei prezzi dell’energia, la Commissione proporrà ai Paesi UE delle misure per ridurre il consumo di elettricità e un tetto alle entrate delle aziende che producono elettricità a basso costo, per ottenere più di 140 miliardi di euro e alleviare il contraccolpo per i cittadini. Ha inoltre annunciato una riforma del mercato dell’elettricità. Von der Leyen ha poi chiarito che la colpa dell’attuale crisi energetica e dell’aumento dei prezzi ricade “esclusivamente su Putin”.Per quanto riguarda la Conferenza sul futuro dell’Europa, la Presidente von der Leyen ha dichiarato che i panel dei cittadini diventeranno un appuntamento fisso e che è arrivato il momento per una Convenzione europea.Tra gli altri temi toccati figurano la lotta alle interferenze straniere per proteggere le nostre democrazie, una più stretta cooperazione con alcuni paesi come Cile, Messico, Nuova Zelanda, Australia e India, e delle proposte su un Fondo europeo per la sovranità, una legge europea sulle materie prime critiche, una Banca europea dell’idrogeno e un pacchetto di aiuti alle PMI.

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Con le batterie allo stato solido auto elettriche ancora più pulite

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

L’impiego delle batterie allo stato solido consente di ridurre drasticamente l’impronta di carbonio (carbon footprint) degli accumuli utilizzati nei veicoli elettrici con un calo complessivo che potrebbe raggiungere il 39%. Lo rivela uno nuovo studio commissionato da Transport & Environment (T&E) a Minviro, azienda specializzata nell’analisi dei cicli di vita delle materie prime. I risultati della ricerca evidenziano le potenzialità associate a questa tecnologia che rappresenta l’evoluzione delle batterie tradizionali.A caratterizzare questo tipo di accumuli è la presenza al loro interno di elettroliti solidi in sostituzione dei gel liquidi o polimerici utilizzati nelle batterie più comuni attualmente in commercio. Questa particolarità consente di accumulare un ammontare di energia superiore utilizzando una quantità ridotta di materiali, rendendo le batterie più leggere, meno costose e più rapide da caricare. I produttori prevedono l’utilizzo di questi accumuli nei veicoli elettrici già a partire dalla seconda metà del decennio. Analizzando le prestazioni di una batteria agli ioni di litio allo stato solido modello NMC-811, una delle più promettenti chimiche in sviluppo, Minviro ha rilevato una diminuzione dell’impronta di carbonio pari al 24% rispetto ad un accumulatore tradizionale della stessa categoria, una NMC (sigla che identifica il materiale catodico usato e che si affianca ad altre categorie come le LFP) con elettroliti liquidi. Ancora più rilevante il risparmio che si ottiene migliorando la sostenibilità della catena di approvvigionamento delle batterie allo stato solido. Utilizzando materiali a minore impatto, notano ancora i ricercatori, è possibile arrivare a ridurre l’impronta di carbonio del 39%. Tra le strategie disponibili si segnalano i nuovi metodi di estrazione delle materie prime (come ad esempio il recupero del litio dalle acque geotermiche che lo trasportano direttamente dalle profondità della terra fino alla superficie) che hanno un impatto climatico più basso rispetto alle tecniche minerarie tradizionali. Le batterie allo stato solido potrebbero richiedere fino al 35% di litio in più rispetto all’attuale tecnologia, ma con un impiego molto inferiore di grafite e cobalto. Alla luce dei risultati dell’indagine, T&E ricorda come l’Europa, anche grazie alla bassa intensità carbonica del suo mix energetico, abbia la possibilità di affermarsi quale leader globale nella produzione di batterie a basso impatto, purché riesca a garantire la sostenibilità della filiera delle materie prime.

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I consumatori si fidano meno dello Stato… strano sarebbe il contrario. Fiducia nell’Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

A giugno 2022 si stima una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori da 102,7 a 98,3. Dati già annunciati nei giorni scorsi con la stima europea del’Ecfin: -23,6 (2,4 di calo) in zona euro e -24 (1,9 di calo) nell’Ue a Ventisette. Sarebbe strano il contrario visto l’andazzo che, nonostante la finta e mediatizzata euforia per le vacanze, è segnato da livelli di inflazione che non conoscevamo da tempo. E siamo solo all’inizio. Le conseguenze della guerra Ucraina non sono ancora in essere, l’autunno ci farà capire e vivere cosa significa aver affidato la nostra energia ad un paese autarchico e violento come la Russia. A parte l’aspetto politico che vede l’Ue ancora tentennare e “sbagliare i tempi” sull’adesione dell’Ucraina all’Unione (4), è preoccupante la mancanza di decisione sulla crisi dei prodotti energetici a cui si è aggiunta la restrizione delle forniture dalla Russia; a cui fa da aggravante il comportamento a-civico e corporativo delle aziende del settore che, pur con tutti gli sforzi fatti dal governo per contenere fiscalmente i prezzi dei carburanti, contribuiscono a mantenerli alti coi loro incrementi cosiddetti stagionali. Senza fiducia dei consumatori non si va nessuna parte. Si continua ad avere uno Stato che cerca di fare il possibile (pur con condizionamenti burocratici e corporativi) e i suoi amministrati che, pur traendone vantaggi, continuano a minare la stabilità economica con politiche di accaparramento e aggressive al limite delle tolleranze antitrust. La negativa fiducia italiana non si risolverà nei confini nazionali. L’Ue è fondamentale. Ma l’Unione, oggi messa male anch’essa, ha una forza che lo stato sovranista non ha, potendo trattare i mercati mondiali con una potenza di circa 450 milioni di consumatori. Vincenzo Donvito Maxia : http://www.aduc.it

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Robeco: Anche i titoli di stato possono dare soddisfazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

A cura di Bob Stoutjesdijk, Strategist e Portfolio Manager Global Macro Fixed Income di Robeco. Al 10 maggio, il benchmark Global Aggregate fixed income registrava un rendimento annuo del -12,1%, con molti mercati sottostanti del reddito fisso che hanno subito perdite ancora più significative. Nemmeno le asset class con copertura della duration si sono rivelate, come molti sostenevano, la panacea all’inasprimento della politica della Federal Reserve, con rendimenti dell’investment grade in euro (rispetto ai titoli di stato) da inizio anno pari a -3,25% e dell’high yield in euro a -5,78%. Evidentemente cicli di inasprimento della politica monetaria rapidi, inattesi dal consenso e che per di più comportano una riduzione dei bilanci delle banche centrali, sono generalmente meno favorevoli per i prodotti a spread rispetto ai periodi di bassa volatilità dei tassi d’interesse e di quantitative easing. I titoli di Stato, nonostante la loro performance storicamente negativa, sono quindi i migliori tra i settori meno performanti nel panorama del reddito fisso. Tuttavia, tutto ciò è relativo.Oggi sul mercato ci sono opinioni divergenti ben articolate sulla questione secolare, e l’esito del dibattito è tutt’altro che scontato: i fattori demografici e i flussi di capitale internazionalizzati prevalenti negli ultimi decenni, a partire dagli anni ’80, continueranno a offrire un vento di coda benevolo? Oppure potremmo entrare in un regime di inflazione più impegnativo, simile a quello del periodo 1965-1981? Con i rendimenti obbligazionari vicini alla parte superiore del loro canale quarantennale di tendenza al ribasso – e vicini ai picchi di rendimento del 2018 dell’ultimo ciclo – la domanda è pertinente, ma potrebbe essere utile essere aperti a ogni possibile esito. Per quanto riguarda la seconda domanda, relativa alle prospettive cicliche, riteniamo che la risposta stia iniziando a diventare più chiara.Un numero sostanziale di rialzi è ora prezzato nelle estremità anteriori di molte curve dei titoli di Stato globali. In alcuni mercati sono stati prezzati quasi 250 punti base, se includiamo i rialzi appena comunicati (Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Ungheria, ad esempio), altri oltre 150-200 punti base (Corea del Sud, Norvegia, Svezia e persino l’Eurozona).Con queste premesse, la domanda sorge spontanea: fino a che punto l’aumento dei costi di prestito crea la massima sofferenza per l’economia? Se Summers e Domash avessero ragione, bisogna considerare il verificarsi di una recessione entro la fine del 2024. Per analizzare al meglio questa possibilità ci concentriamo su quattro fattori: la performance dei rendimenti della parte anteriore della curva quando le curve dei rendimenti si invertono e i tassi di policy raggiungono il picco, la relazione tra i picchi di inflazione su base annua e i picchi dei rendimenti obbligazionari, la struttura del debito delle economie, in particolare alla luce della crescente “intensità dei tassi d’interesse”, l’andamento dei mercati obbligazionari dopo il penultimo rialzo di ogni ciclo.Per quanto riguarda il primo aspetto, con la curva spot nominale USA 2/10 che si è temporaneamente invertita all’inizio di aprile, la nostra analisi mostra che i rendimenti a 2 anni hanno molte più probabilità di finire al di sotto dei loro forward a 12 mesi tra un anno. In altre parole, un’inversione della curva è un segnale a medio-lungo termine per acquistare la parte anteriore.In secondo luogo, mentre l’inflazione ha continuato a sorprendere il consenso raggiungendo un picco più tardi del previsto e a livelli più elevati, gli effetti base suggeriscono una certa moderazione nella seconda metà di quest’anno, almeno negli Stati Uniti. Se gli effetti base superano le evidenti pressioni al rialzo dei salari e gli effetti secondari, questa metrica suggerisce un potenziale picco dei rendimenti nel corso dell’estateIn terzo luogo, la maggior parte delle economie sviluppate si è indebitata ancora di più negli ultimi anni. Nel 1970 il debito delle famiglie e delle imprese statunitensi ammontava a circa il 45% del PIL. Oggi sono circa l’80% del PIL. Anche il debito pubblico era di poco inferiore al 40% del PIL nel 1970, mentre ora è triplicato fino a raggiungere il 120%. Questo è importante per il calcolo del momento in cui i cicli di rialzo della Federal Reserve si concluderanno, perché l’ammontare del debito fruttifero che deve essere ripagato diventa sostanzialmente più alto.Infine, i rendimenti obbligazionari statunitensi tendono a raggiungere il picco in prossimità del penultimo rialzo dei tassi di ogni ciclo. L’incertezza ex ante offusca la visione attuale, ma l’interazione tra le prospettive di crescita e i progressi sul fronte dell’inflazione sarà probabilmente fondamentale. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Il precariato di Stato impedisce la gestione del PNRR

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

Tra le centinaia di condizionalità che la Commissione Europea ha imposto all’Italia per ottenere i fondi poi confluiti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ce n’è una particolarmente odiosa: le nuove assunzioni nel pubblico impiego devono essere prevalentemente a tempo determinato. Per l’ennesima volta Bruxelles è riuscita a rendere impossibile la vita dei cittadini europei e, nella fattispecie, di quelli italiani. Ma ancora una volta hanno sbagliato i calcoli.Ne è prova il fatto che tanti tra i 500 Funzionari esperti assegnati al MEF e ad altre Amministrazioni centrali per la gestione del Piano e rendicontazione degli investimenti europei non accettano il posto per la temporaneità dei contratti offerti. Contratti che ovviamente impediscono di pianificare la propria vita a medio e lungo termine. E come se non bastasse questa falla la durata del contratto è stata lasciata alla discrezionalità delle singole Amministrazioni. Cosicché alcune hanno scelto di siglare contratti a 5 anni, altre a un singolo anno, creando notevoli diseguaglianze tra lavoratori con identico inquadramento giuridico. Abituati alla vita lussuosa (pagata dal contribuente) i membri della Commissione Europea non sanno che per uno statale gli affitti a Roma sono inaccessibili. Pertanto molti rinunciatari hanno adottato diverse strategie di sopravvivenza: optato per contratti più brevi, ma nelle vicinanze della regione di residenza; vincere concorsi a tempo indeterminato in altre Amministrazioni Central; attendere le graduatorie in corso di pubblicazione per posti a tempo indeterminato.Persino il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, durante un’audizione al Senato del 23 febbraio scorso è dovuto intervenire sul problema dichiarando:” Per il futuro occorrerà trovare dei correttivi finalizzati a rendere più attrattive queste posizioni (esempio aumentando la quota delle unità che potranno essere stabilizzate o prevedendo maggiori riconoscimenti economici per unità di personale preposte alle strutture PNRR).” Accogliamo positivamente le dichiarazioni del Ministro, ma facciamo notare che: 1) il problema principale è l’assenza di meccanismi chiari per la stabilizzazione dei lavoratori; 2) soluzioni definitive devono essere trovate in tempi brevi, addirittura brevissimi, visto che numerosi colleghi hanno già lasciato le Unità di Missione, ed altri le lasceranno nel corso di quest’anno; 3 sperare nello scorrimento delle graduatorie non risolve il problema perché non è in grado di coprire i 500 posti originariamente previsti. Da questa vicenda – che peraltro investe anche altri ministeri – il governo e la politica tutta dovrebbe apprendere una lezione: il precariato è una iattura in generale e quello di Stato una iattura ancora peggiore perché rischia di non farci rispettare gli accordi con l’Europa, di minare la nostra credibilità internazionale e di gravare sulle finanze del Paese. A Bruxelles qualcuno dovrebbe tornare sui banchi di scuola. Sandro Colombi, Segretario generale Uil Pubblica Amministrazione.

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Titoli di Stato e obbligazionario

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2021

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments. Il 2021 passerà alla storia per l’impiego smodato dell’aggettivo “transitorio”. Parlando dei mercati, esso fa riferimento alla battaglia tra l’aumento delle aspettative di inflazione e l’idea che il livello attualmente smodato di incremento dei prezzi si riassesterà il prossimo anno, non appena ci saremo lasciati alle spalle una serie di fattori transitori, quali la riapertura dell’economia, le carenze dal lato dell’offerta (a livello di manodopera e di capitale) e i rincari dell’energia. Di conseguenza, è stato un anno difficile per i titoli di Stato dei paesi core. Per gran parte dell’anno si è osservato un aumento delle aspettative relative ai rendimenti e all’inflazione, a fronte di risultati di fatto negativi. Contestualmente, le banche centrali hanno mantenuto toni accomodanti, ma in diverse occasioni non sono riuscite a conquistare la fiducia o il supporto del mercato. Anche la nostra convinzione di un contesto caratterizzato da crescita, inflazione e rendimenti obbligazionari più bassi più a lungo è stata messa in discussione, facendo di quest’anno un periodo a tratti più difficile per i nostri fondi. Quali sono le prospettive? A nostro avviso questo tipo di pressioni inflazionistiche eccezionali non sarà ripetibile e non porterà ad aumenti sostenibili dei salari. Alla luce di ciò, siamo dell’idea che dopo il solido rimbalzo di quest’anno le economie saranno gravate da un’evoluzione negativa dei salari reali, da difficoltà sul fronte fiscale (specialmente nel Regno Unito) e da un certo inasprimento monetario. I mercati dei titoli di Stato dovrebbero trarre vantaggio da questo contesto, ragion per cui la nostra previsione centrale è quella di rendimenti superiori nel 2022 rispetto al 2021. Il nostro punto di vista è che i driver strutturali a lungo termine di bassa inflazione e bassi rendimenti obbligazionari rimarranno in atto e che i tassi d’interesse neutrali non si dimostreranno più alti rispetto ai periodi precedenti. Pertanto, riteniamo che il mancato irripidimento delle curve dei rendimenti da parte del mercato, anche quando l’inflazione aumenta, sia ragionevole. Inoltre, privilegiamo sempre più il segmento delle curve a 3-5 anni, dove il pricing dei tassi sembra pieno e il carry attraente. Anche se la BCE sta ridimensionando il suo continuo sostegno ai mercati obbligazionari dell’Eurozona, pensiamo che rimarrà sensibile al rischio di frammentazione tra gli emittenti sovrani e si opporrà a un indebito allargamento degli spread periferici. Questo ci rende tranquilli nel possedere obbligazioni italiane e spagnole.Fonte: http://www.columbiathreadneedle.it

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments. Il 2021 passerà alla storia per l’impiego smodato dell’aggettivo “transitorio”. Parlando dei mercati, esso fa riferimento alla battaglia tra l’aumento delle aspettative di inflazione e l’idea che il livello attualmente smodato di incremento dei prezzi si riassesterà il prossimo anno, non appena ci saremo lasciati alle spalle una serie di fattori transitori, quali la riapertura dell’economia, le carenze dal lato dell’offerta (a livello di manodopera e di capitale) e i rincari dell’energia. Di conseguenza, è stato un anno difficile per i titoli di Stato dei paesi core. Per gran parte dell’anno si è osservato un aumento delle aspettative relative ai rendimenti e all’inflazione, a fronte di risultati di fatto negativi. Contestualmente, le banche centrali hanno mantenuto toni accomodanti, ma in diverse occasioni non sono riuscite a conquistare la fiducia o il supporto del mercato. Anche la nostra convinzione di un contesto caratterizzato da crescita, inflazione e rendimenti obbligazionari più bassi più a lungo è stata messa in discussione, facendo di quest’anno un periodo a tratti più difficile per i nostri fondi. Quali sono le prospettive? A nostro avviso questo tipo di pressioni inflazionistiche eccezionali non sarà ripetibile e non porterà ad aumenti sostenibili dei salari. Alla luce di ciò, siamo dell’idea che dopo il solido rimbalzo di quest’anno le economie saranno gravate da un’evoluzione negativa dei salari reali, da difficoltà sul fronte fiscale (specialmente nel Regno Unito) e da un certo inasprimento monetario. I mercati dei titoli di Stato dovrebbero trarre vantaggio da questo contesto, ragion per cui la nostra previsione centrale è quella di rendimenti superiori nel 2022 rispetto al 2021. Il nostro punto di vista è che i driver strutturali a lungo termine di bassa inflazione e bassi rendimenti obbligazionari rimarranno in atto e che i tassi d’interesse neutrali non si dimostreranno più alti rispetto ai periodi precedenti. Pertanto, riteniamo che il mancato irripidimento delle curve dei rendimenti da parte del mercato, anche quando l’inflazione aumenta, sia ragionevole. Inoltre, privilegiamo sempre più il segmento delle curve a 3-5 anni, dove il pricing dei tassi sembra pieno e il carry attraente. Anche se la BCE sta ridimensionando il suo continuo sostegno ai mercati obbligazionari dell’Eurozona, pensiamo che rimarrà sensibile al rischio di frammentazione tra gli emittenti sovrani e si opporrà a un indebito allargamento degli spread periferici. Questo ci rende tranquilli nel possedere obbligazioni italiane e spagnole.Fonte: http://www.columbiathreadneedle.it

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Convegno: “Stato e sistema delle autonomie dopo la pandemia: problemi e prospettive”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2021

Roma 23 e 24 Novembre 2021 ore 9.30 Sala Perin del Vaga – Istituto Luigi Sturzo Via delle Coppelle 35. Saluti: Mariastella Gelmini e Bruno Tabacci. Introduzione: Nicola Antonetti e Alessandro Pajno. Interventi: Renato Balduzzi, Massimo Bordignon, Floriana Cerniglia, Maria De Benedetto, Gian Candido De Martin, Marcello Cecchetti, Ugo De Siervo, Franco Gallo, Patrizia Lattarulo, Bernardo Giorgio Mattarella, Simone Pajno, Stefania Parisi, Cesare Pinelli, Anna Poggi, Stefania Profeti, Giovanni Tarli Barbieri, Livia Salvini, Francesco Saraceno, Claudia Tubertini. L’accesso sarà consentito solo dietro presentazione del green pass e fino ad esaurimento posti.

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Convegno “Stato e sistema delle autonomie dopo la pandemia: problemi e prospettive”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Roma 23 e 24 Novembre 2021 ore 9.30 Sala Perin del Vaga – Istituto Luigi Sturzo Via delle Coppelle 35. Saluti: Bruno Tabacci. Introduzione: Nicola Antonetti. Interventi: Renato Balduzzi, Massimo Bordignon, Floriana Cerniglia, Maria De Benedetto, Gian Candido De Martin, Marcello Cecchetti, Ugo De Siervo, Franco Gallo, Patrizia Lattarulo, Bernardo Giorgio Mattarella, Alessandro Pajno, Simone Pajno, Stefania Parisi, Cesare Pinelli, Anna Poggi, Stefania Profeti, Giovanni Tarli Barbieri, Livia Salvini, Francesco Saraceno, Claudia Tubertini

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Tra Stato e imprese serve un patto, e ciascuno deve rispettare gli impegni

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Noi stiamo facendo un grande lavoro, consapevoli che la ripartenza, dopo una crisi profonda come quella generata dal Covid, rappresenti il momento più delicato. In questo anno e mezzo abbiamo messo le aziende nelle condizioni di resistere, ora va fatto un passo in più per dare loro l’opportunità di ripartire. Sono due le linee di intervento. La prima è quella sulle imprese già in crisi, su cui dobbiamo proseguire il lavoro avviato nei Tavoli sulle crisi d’impresa, con l’auspicio che tutti si risolvano positivamente, a partire da quello sulla Whirpool. La seconda è legata alle aziende che hanno visto l’aggravarsi della loro situazione a causa della pandemia. In questo caso, dobbiamo supportarle con norme e strumenti che le accompagnino nel momento della riprogrammazione e riorganizzazione delle attività, anche per rispondere a nuove esigenze di mercato. Evitiamo così chiusure a catena, e delocalizzazioni che, in un momento di grande difficoltà economica, e senza una reale prospettiva interna, potrebbero innescarsi. E forse in alcuni settori, purtroppo, già sta avvenendo, rischiando così di farci perdere asset strategici. Oggi è impensabile immaginare che, rispetto alla crisi d’impresa, possano entrare in vigore le procedure così come sono state pensate prima del Covid. In un momento di crisi economica globale questo sarebbe profondamente sbagliato, e non aiuterebbe in alcun modo i creditori, creando solo benefici a chi, soprattutto a livello internazionale, dispone di una liquidità tale da poter fare importanti investimenti. È per questo che oggi dobbiamo dare più tempo alle imprese per rimettersi in piedi, attraverso l’ampliamento dei tempi nell’utilizzo e nell’accesso ai piani di risanamento e alle procedure concorsuali, per favorire il loro risanamento e la reale tutela del creditore. Sono norme pronte da mesi, proprio per evitare questa situazione. In questa direzione, e con una logica di revisione organica, mi sento di rivolgere un appello alla Ministra Cartabia, perché nel rivedere le norme del diritto fallimentare si tenga conto di questa esigenza, ormai non più procrastinabile. Si deve avere il grande coraggio, e l’ambizione, di guardare al futuro del nostro Paese. È un momento storico in cui anche il mondo dell’impresa deve essere protagonista nel disegnare questo futuro. Perché dove c’è impresa, c’è lavoro. E dove c’è lavoro la qualità della vita delle persone migliora. Chi è in grado di superare la crisi, di ristrutturare il debito contratto, dovrebbe poterlo fare senza l’obbligo di passare attraverso procedure concorsuali troppo invasive. Chi, invece, si trova in una posizione eccessivamente compromessa dovrebbe, attraverso una procedura semplificata, poter uscire dal mercato, facendovi rientrare rapidamente risorse umane ed economiche. Come Sistema Paese possiamo fare un salto di qualità, andando ad occupare quei segmenti di mercato ed investendo in quelle opportunità di sviluppo, che si sono create anche a causa della Pandemia. Dobbiamo farlo aiutando chi sa fare impresa, incoraggiandoli a rinnovare il loro impegno verso la società”.

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Idea politica e idea dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

L’idea della politica e l’idea dello Stato modernamente inteso sono oggi in rotta di collisione. È una frattura semantica conseguente al riconoscimento dell’asse centrale della società civile, alle multi e interdipendenze, alla razionalità plurale. Il nesso non si trova più concentrato nello Stato, in una classe, struttura, o ceto, ma in ogni soggetto. Il principio di libertà (persona) diritto alla proprietà (natura) s’identifica in un agire dotato di senso solo se rispetta questi due canoni fondazionali, di là della tripartizione del potere che Weber ha proposto: razionale, tradizionale, carismatico. Lo Stato e l’impresa economica sono i due grandi elementi creati dal mondo moderno. Entrambi sono attraversati dalla politica ma in forma sempre più ridotta, semplice postulato normativo, a una forma di giustificazione del potere esistente. In questo modo, la politica non è più riconoscibile come centro di una società, ma solo come sistema autoreferente senza finalità extra-sociali. Un potere che sempre più s’identifica con il vecchio detto: auctoritas non veritas facit legem. (Riccardo Alfonso)

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Conferenza di alto livello sullo stato globale dei diritti umani

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Venerdì 16 luglio 10:00 – 19:30 conferenza in streaming. il Parlamento ospiterà per la prima volta la conferenza sullo stato globale dei diritti umani, per discutere la situazione dei diritti umani a livello internazionale.La conferenza riunirà deputati e Commissari europei, premi Nobel per la pace, premi Sacharov, rappresentanti delle organizzazioni internazionali, del mondo accademico e delle parti interessate, che discuteranno una varietà di argomenti relativi alla situazione globale dei diritti umani, attraverso tre pannelli principali. La conferenza, organizzata congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Global Campus of Human Rights, si terrà presso il monastero di San Nicolò a Venezia e nei locali del Parlamento a Bruxelles (e a distanza).I partecipanti ascolteranno gli interventi, tra gli altri, del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, della Presidente del Global Campus of Human Rights Veronica Gomez, dell’Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, della Segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard e di Denis Mukwege, premio Nobel per la pace nel 2018 e premio Sakharov nel 2014.Parteciperanno attivamente alla discussione anche alcuni deputati di spicco nel campo dei diritti umani, tra cui la Presidente e diversi membri della sottocommissione per i diritti umani del Parlamento e due vicepresidenti del Parlamento.Due diligence, responsabilità globale, risposta alle violazioni dei diritti umani Nel corso dei lavori della conferenza sarà discusso in che modo la legislazione UE sulla due diligence può rendere le società e le imprese maggiormente sensibili alle violazioni dei diritti umani, come la giustizia internazionale può aiutare a garantire la responsabilità globale e quali sfide deve incontrare una politica estera basata sui valori quando si affrontano i temi globali relativi a diritti umani e democrazia. La conferenza sarà conclusa dalla performance “White torture” del venezuelano Lorent Saleh, vincitore del Premio Sacharov, il cui spettacolo si basa sulla sua esperienza di prigioniero ne ‘La Tumba’, la prigione dei servizi segreti venezuelani.

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Sassoli a von der Leyen: la Commissione applichi il regolamento sullo stato di diritto

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli ha scritto oggi alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiedendo alla Commissione di adempiere agli obblighi previsti dai trattati dell’UE per garantire il rispetto dello stato di diritto in tutti gli Stati membri.In apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles, il Presidente Sassoli ha affermato:“Come indicato dalla nostra risoluzione del 10 giugno 2021, ho scritto alla Presidente della Commissione, a nome del Parlamento europeo e sulla base dell’articolo 265 del TFUE, per invitare la Commissione ad adempiere ai suoi obblighi di custode dei trattati e a garantire la piena e immediata applicazione del regolamento relativo alla condizionalità sul rispetto dello Stato di diritto”.“Siamo convinti che vi siano alcune flagranti violazioni dei principi dello stato di diritto da parte di alcuni Stati Membri che devono essere sanzionate”.“Naturalmente, in assenza di reazioni da parte della Commissione nei tempi assegnati dai Trattati, agiremo contro di essa alla Corte di Giustizia”.

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Scuola: Tavolo permanente Esami di Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

È stato appena approvato il protocollo degli Esami di Stato 2021. Dai confronti interlocutori con il dottor Agostino Miozzo e con il dottor Alberto Villani nelle scorse settimane è emerso che, dati alla mano, il protocollo già posto in uso per gli Esami di Stato 2020 è risultato bastante per il contenimento in tale sede del contagio da SARS COV 2 ed è intenzione dell’amministrazione riproporre gli stessi parametri.La delegazione Anief, composta da Gianmauro Nonnis e Nanni Saccone, ha messo in luce alcune criticità residue. Intanto il parere complessivamente favorevole al protocollo in discussione, espresso anche da parte della amministrazione, è da intendersi riferito solo alle procedure per gli Esami di Stato i cui parametri possono essere ritenuti bastanti proprio per la rarefazione delle distanze e per lo scaglionamento degli orari di arrivo; di contro le varianti in circolo e la mancanza di un piano vaccinale per le fasce d’età scolastiche pongono delle criticità sui protocolli scuola generali. Inoltre, si è del parere di utilizzare test salivari a tutti gli attori degli Esami di Stato estendendo anche ad accompagnatori e lavoratori della scuola presenti nei locali in quei giorni.L’Anief ha inoltre richiesto che i commissari che si sono visti calendarizzare la seconda dose di vaccino nello specchio temporale degli Esami di Stato debbano avere la possibilità di posticipare la somministrazione a valle del fine lavori; su questo punto già nella seduta del 14 maggio scorso il dottor Villani ha espresso parere decisamente favorevole e anzi lo ha ritenuto opportuno. Per il sindacato sarebbe opportuno inoltre aggiornare l’Allegato 1 al “Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’Esame di Stato nella scuola secondaria di secondo grado” di autocertificazione con le attuali modalità di negativizzazione in linea con le indicazioni previste per l’ottenimento del green-pass anche alla luce delle varianti in atto. Altro punto critico, sempre per Anief, riguarda il potere decisionale sulla modalità telematica: il testo prevede che spetti all’USR la valutazione sulla scelta di questa modalità, per il sindacato tale decisione, prevedendo un’immediatezza di intervento, debba essere di competenza dei dirigenti scolastici o dei presidenti di commissione. Viene inoltre segnalata la criticità di quanti risultano impossibilitati a fare il tipo di tampone previsto per il rientro in servizio e sono pertanto costretti a prendere giorni di permesso personale in quanto i dirigenti scolastici risultano obbligati ad attendere l’esito del solo tampone naso-faringeo; l’amministrazione si è resa disponibile ad intervenire in tal senso. Al termine del confronto l’Anief ha espresso parere favorevole al protocollo. Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, ha chiesto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, “di procedere con il Tavolo per la revisione dei parametri sul dimensionamento scolastico e sulla diminuzione del numero degli alunni per classi al fine di ripartire in sicurezza a settembre”.

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Sicurezza: 34 miliardi bloccati in casse Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

“E’ pazzesco che ci siano 34 miliardi, versati da imprese e lavoratori, di avanzi di gestione dell’Inail che finiscono bloccati nei meandri dei meccanismi contabili dei saldi finanziari dello Stato. Questo non è il momento di risparmiare sulla sicurezza né sul riconoscimento di diritti conquistati sul campo: è il momento di liberare risorse non di fare cassa. Dobbiamo interagire con il Mef affinché queste risorse siano restituite e utilizzate per ampliare le prestazioni dell’Inail”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), intervenendo oggi a Radio Anmil. “Sono molto imbarazzata quando devo esprimere cordoglio per i morti sul lavoro perché – ha spiegato Mura riferendosi alle recentissime morti bianche – l’emotività c’è. Ma siamo legislatori e dobbiamo dare risposte: un piano straordinario per la sicurezza in cui la prevenzione sia il punto forte. E’ un discorso anche economico: spendere di più in prevenzione, formazione, processi di riconversione dell’organizzazione produttiva, spenderemmo meno sui risarcimenti”. “Questa fase di ricostruzione – ha ribadito la parlamentare – deve ripartire dal lavoro, dignitoso, retribuito giustamente, sicuro. A fronte delle risorse di New Generation Eu che ci spingono a investire su innovazione nel lavoro, dobbiamo assistere alla morte di lavoratori come decenni fa. E’ un paradosso”, ha concluso.

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Scuola Sicurezza per Esami di Stato e nuovo anno

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

Rimane alta l’attenzione per riuscire a conciliare il diritto allo studio degli studenti con quello della salute degli stessi discenti e del personale scolastico: il ritorno in classe del 90% degli alunni ha acuito il problema, perché con le varianti da Covid19 il rischio contagi è aumentato rispetto al passato. E non si esclude una possibile quarta ondata. Diventa dunque impellente stabilire delle nuove regole per convivere negli istituti scolastici, anche in vista dei prossimi Esami di Stato, a cominciare dalla maturità 2021, ma soprattutto dell’anno scolastico venturo. Il sindacato ritiene che fondamentale adeguare i protocolli di sicurezza, considerando che l’unico sinora sottoscritto, ad inizio agosto 2020, va necessariamente aggiornato alle nuove necessità subentrate. Ciò detto, Anief ritiene però anche indispensabile chiarire un concetto: la sicurezza massima si ottiene non solo applicando i protocolli, giustamente da adeguare, ma cambiando pure in parallelo le norme che oggi regolano la scuola. Anche in chiave sicurezza, Anief ritiene interessanti le dichiarazioni rilasciate un paio di giorni fa dal ministro dell’Istruzione davanti alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero. Dopo avere detto che la scuola è “una potente leva strategica per invertire la rotta e segnare un reale cambio di passo nelle politiche dell’istruzione”, Bianchi ha anche parlato di cattedre: “Il Mef ci ha riconosciuto gli organici del passato e ha dato qualcosa in più. Nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400 mila ragazzi in meno, avremmo quindi dovuto avere tanti insegnanti in meno”, ha detto il ministro.

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Governo. Pnrr e pubblica amministrazione. Lo stato dell’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2021

“La scarsa familiarità con le tecnologie digitali caratterizza anche il settore pubblico. Prima dello scoppio della pandemia, il 99 per cento dei dipendenti dell’amministrazione pubblica in Italia non aveva mai utilizzato il lavoro agile. Anche durante la pandemia, a fronte di un potenziale di tale modalità di lavoro nei servizi pubblici pari a circa il 53 per cento, l’utilizzo effettivo è stato del 30 per cento, con livelli più bassi, di circa 10 punti percentuali, nel Mezzogiorno.” Così l’impietoso quadro della pubblica amministrazione delineato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.Nel periodo settembre 2019 – febbraio 2021, in auge il governo Conte2, c’era il ministero per “L’Innovazione tecnologica e la transizione digitale”, guidato dalla ministra Paola Pisano (M5S) e a quello della Pubblica amministrazione c’era Fabiana Dadone, sempre del M5S.Il periodo pandemico è stato, ed è ancora, l’occasione per sviluppare il lavoro agile, consentendo ai cittadini di poter usufruire pienamente dei servizi della pubblica amministrazione. Così non è stato. Gli investimenti per avviare i processi di modernizzazione della pubblica amministrazione sono previsti dal Next Generation EU, il fondo europeo per sostenere gli Stati membri colpiti da pandemia Covid-19. Si tratta di utilizzarli bene. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Stato di diritto a Malta: il Parlamento chiede giustizia e riforme

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

In una risoluzione adottata giovedì con 635 voti favorevoli, 46 contrari e 12 astensioni, il Parlamento europeo fa il punto sugli sviluppi del caso di Daphne Caruana Galizia e altre indagini correlate, dopo la testimonianza del criminale condannato Vincent Muscat. Esprimendo profonda preoccupazione per il possibile coinvolgimento nel caso di omicidio di ministri e politici in carica, i deputati esortano il governo ad assicurare alla giustizia tutti coloro che sono implicati in tutti i casi portati alla luce dalla giornalista.I deputati riconoscono i progressi compiuti nell’indagine sull’omicidio e su altri casi correlati di corruzione e riciclaggio di denaro, “anche se con grande ritardo”, e chiedono che la ricerca vada oltre il capo dello staff del precedente primo ministro. Tutte le accuse di corruzione e frode dovrebbero essere indagate e perseguite “con il rigore necessario e al livello appropriato”, sottolineano.Ci sono serie e persistenti minacce ai valori UE nel paese, tra cui la libertà dei media, l’indipendenza della giustizia e della polizia e la libertà di riunione, anche se i deputati notano che il governo di Malta ha fatto alcuni progressi in relazione allo stato di diritto e all’indipendenza della magistratura. I deputati accolgono favorevolmente l’avvio del progetto di riforma strutturale, dati i “profondi modelli di corruzione” identificati dalla Commissione nel suo rapporto 2020 sullo stato di diritto. I deputati riconoscono i passi compiuti dalle autorità maltesi per proteggere il giornalismo indipendente, e sottolineano che sono necessari ulteriori miglioramenti e invitano le autorità maltesi ad attuare la direttiva europea sui whistle-blower.Il Parlamento è profondamente preoccupato per l’impatto dannoso dei regimi di cittadinanza e di residenza sull’integrità della cittadinanza dell’UE, e ribadisce la sua richiesta al governo maltese di assicurare la trasparenza e di porre fine ai suoi regimi. Infine, i deputati chiedono alla Commissione di proporre una legislazione anti-SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation) per proteggere i media indipendenti europei da cause vessatorie volte a metterli a tacere o intimidirli – un passo in avanti che i deputati chiedono dal 2018.

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Serve uno “Stato stratega” con una vera politica industriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

“Nel Recovery plan manca la visione per costruire il futuro, lo si vuole paragonare al piano Marshall che però non fu solo un piano di ricostruzione economica ma dello Stato nazionale, con la sua politica industriale e con la sua politica estera” E’ quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso.”Il fatto che manchi la visione – osserva Urso – lo si vede proprio nel partito di maggioranza relativa, nella palese contraddizioni fra Grillo e Di Maio persino sullo spionaggio russo in Italia. Per essere veramente europeisti ed atlantisti occorre essere prima di tutto patrioti, perché per sua natura essere italiani significa essere europeisti e atlantisti, ma quello che oggi manca è una strategia che consenta una rinascita dello Stato nazionale”. “Quello che serve – sottolinea Urso – è uno “Stato stratega” che delinei una nuova politica industriale, al fine di riaffermare il ruolo dell’Italia nella nuova sfida globale, laddove noi potremmo affermare una nuova leadership proprio sulla economia digitale e sulla energia verde, se davvero puntiamo come dovremmo ad una rete a banda larga a controllo pubblico. Così come potremmo affermare “campioni europei” in alcuni settori significavi quali spazio, cantieristica, farmaceutica, certamente ancora mobilità, quindi auto, ma allora dovremmo indirizzare Cdp a svolgere un ruolo nella nuova multianzionale pari a quella dello Stato francese. Solo con questa consapevolezza si possono ridurre i divari che attanagliano il nostro Paese che sono quelli fra Nord e Sud, fra giovani e anziani, poveri e ricchi”. “Uno “Stato stratega” – conclude Urso – che punti a rafforzare la Comunità e quindi la identità nazionale, tanto più importante nella nuova sfida globale”.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano di 1 milione di €

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Lo fa a sostegno degli organizzatori di eventi sportivi internazionali nel contesto della pandemia di coronavirus. Il sostegno pubblico assumerà la forma di sovvenzioni dirette alle imprese che hanno sostenuto costi per garantire la presenza sicura del pubblico a eventi previsti in Italia entro dieci giorni dal 26 ottobre 2020, data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020. Il decreto vietava la presenza del pubblico a tali eventi e, pertanto, i costi sostenuti per garantire la sicurezza pubblica sono andati persi. Il regime mira a soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari e ad aiutarli a proseguire le loro attività durante e dopo la pandemia. La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno i) non supererà 1,8 milioni di € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 30 giugno 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

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Esami di Stato: Pubblicate le ordinanze per il primo e il secondo ciclo

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

Sono state pubblicate le tre ordinanze per gli esami di stato del primo e del secondo ciclo e per la composizione delle commissioni per la maturità. Come già anticipato in sede di informativa ai sindacati, viene confermato il modello dello scorso anno con alcune modifiche.L’ammissione all’esame dovrà essere deliberata dal consiglio di classe, quindi non è prevista alcuna ammissione automatica. Necessario aver frequentato almeno il 75% del monte ore annuale, salvo eventuali deroghe che potranno essere decise dai consigli di classe.L’esame si svolgerà in presenza nel periodo compreso tra la fine delle lezioni e il 30 giugno e sarà costituito da una prova orale, separata – rispetto allo scorso anno – dallo scrutinio finale. La prova si baserà sulla discussione di un elaborato su una tematica che sarà assegnata dal cdc ad ogni studente entro il 7 maggio e che dovrà da questi essere consegnato entro il 7 giugno.L’elaborato, che potrà assumere forma scritta, multimediale o anche una veste artistico-musicale, riguarderà una o più discipline e la sua realizzazione sarà supportata dai docenti, chiamati ad accompagnare l’alunno nella sua definizione. La prova orale dovrà anche valutare le competenze linguistiche, matematiche e di Educazione Civica raggiunte dagli studenti, che saranno valutati su base decimale. I più meritevoli potranno aspirare anche alla lode. Riunione plenaria fissata per il 14 giugno alle ore 8:30. Le commissioni per la Maturità (una ogni due classi) saranno composte, come lo scorso anno, dai docenti della classe e avranno un presidente esterno. Ogni sottocommissione vedrà la partecipazione di sei docenti-commissari, cui si aggiungerà il presidente. Quest’ultimo sarà individuato dall’ufficio scolastico regionale competente, mentre la nomina dei commissari sarà deliberata dai rispettivi consigli di classe. La nomina come commissario comporta per i docenti l’obbligo di partecipazione ai lavori della Commissione, salvo comprovato e giustificato motivo. La scelta dei commissari seguirà il principio dell’equilibrio tra discipline ma andrà comunque garantita la nomina dei commissari di Italiano e delle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi. Chi insegna in più classi terminali potrà essere nominato commissario in due al massimo.
Si comincia il 16 giugno, con sola prova orale in presenza per un massimo di cinque candidati al giorno, salvo diverse esigenze organizzative. L’ammissione dovrà essere deliberata dal consiglio di classe, partendo dal rispetto dell’obbligo di frequenza di almeno i tre quarti del monte ore annuale, salvo motivate deroghe da valutare caso per caso. Deroghe, invece, già previste dall’ordinanza sul monte orario dei PCTO e sulle prove invalsi, che è intenzione del Ministero far svolgere ma che non saranno requisito d’accesso all’esame.La durata prevista dell’orale per ciascun candidato è di 60 minuti, la valutazione sarà in centesimi e al voto finale concorreranno la prova d’esame (max 40 punti) e il credito scolastico dell’ultimo triennio (max 60 punti). Possibile l’assegnazione della lode agli studenti più meritevoli.Anche in questo caso, l’esame prenderà avvio dalla discussione su un elaborato che riguarderà un argomento afferente alle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi e che sarà assegnato a ogni studente dal consiglio di classe entro il prossimo 30 aprile. La consegna dovrà avvenire entro e non oltre il 31 maggio.Il consiglio di classe provvederà all’indicazione, tra i membri designati per far parte delle sottocommissioni, di docenti di riferimento, a ognuno dei quali sarà assegnato un gruppo di studenti, col compito di accompagnare ciascun candidato nella stesura dell’elaborato. Questo – prevede l’ordinanza – potrà essere “integrato, in una prospettiva multidisciplinare, dagli apporti di altre discipline o competenze individuali presenti nel Curriculum dello studente e dell’esperienza di PCTO svolta durante il percorso di studi”. La forma dell’elaborato sarà scelta dallo studente, in modo da garantire la valorizzazione del percorso svolto e delle caratteristiche peculiari dello studente.Dopo la presentazione e la discussione sull’elaborato, l’esame proseguirà con la discussione su un testo di Italiano, o della lingua in cui si svolge l’insegnamento, trattato durante il quinto anno di studi, quindi con l’analisi di uno dei materiali (testi, documenti, immagini, problema, etc) predisposti dalla commissione. L’esame dovrà anche prevedere l’esposizione delle esperienze svolte dallo studente durante i PCTO (se non trattate all’interno dell’elaborato) e la valutazione delle competenze di Educazione Civica.

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