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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘stefania prestigiacomo’

Manovra: Prestigiacomo, FI vota no. Fatta solo per strategia elettorale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

prestigiacomo.medium_300“È sotto gli occhi di tutti la profonda strumentalizzazione che il Governo Renzi ha messo in campo nei confronti della manovra di finanza pubblica, plasmandone il contenuto sulla base di un’ampia strategia a “raggio elettorale”, finalizzata all’appuntamento referendario della prossima domenica. Una manovra impostata senza una visione complessiva di politica economica, ma dettata dalla contingenza e dal bisogno di consenso, non può che avere risultati miseri, inefficaci, che non sono in grado di portare il Paese nella direzione di una ripresa forte e duratura. Nulla è stato lasciato al caso: ogni misura è stata accuratamente pesata e misurata, in un monologo della maggioranza, che ha organizzato i lavori in Commissione in maniera confusa e inaccettabile. E’ stata accuratamente pesata, e scientificamente pensata anche la presa in giro nei confronti del Mezzogiorno. Il dibattito in merito alle misure per il rilancio degli investimenti nel Sud è stato assolutamente privo di concretezza e non ha prodotto alcun intervento efficace. D’altra parte, il pacchetto emendativo presentato alla manovra dal Gruppo Forza Italia, conteneva una serie di misure importanti per il Sud, in grado di offrire un impulso concreto allo sviluppo dell’impresa privata, misure a cui il governo ha detto no. Forza Italia vota convintamente contro questa manovra di pura propaganda, con la convinzione che lunedì prossimo il Premier si sveglierà con il peso del giudizio degli italiani, che non sarà certamente clemente.” E’ quanto afferma Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia, intervenendo in aula in dichiarazione di voto finale sul Ddl Bilancio.

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Il governo frena sul nucleare

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

A poche ore dalle contestazioni avanzate dall’Italia dei Diritti il Governo ha frenato sulla scelta del Nucleare in Italia. Sul rallentamento della linea politica dell’attuale Esecutivo così è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento: “Dopo la tragedia ancora indefinita che si sta inesorabilmente compiendo in Giappone, il Governo ha iniziato ad aprire una parentesi di riflessione sulla questione del Nucleare. Eppure Stefania Prestigiacomo aveva dichiarato con integralistico cinismo che la linea del governo non sarebbe cambiata. Ora, chiaramente, si cerca di correre ai ripari per non arrecare danni al serbatoio di consensi ottenuti dalla propaganda arcoriana, rifilando alla gente verità mistificate. Non siamo così ingenui”. Secondo il Presidente del movimento “il disegno dell’Esecutivo, che ci ha abituati da sempre alla sua vocazione menzoniera, è lapalissiano. L’onda emotiva provocata dalle notizie provenienti dal territorio nipponico può mettere in dubbio nelle coscienze degli italiani la sbandierata non-pericolosità del nucleare, ma in questo caso neanche la propaganda messa in atto da Berlusconi , anestetizzante in quanto promossa da una comunicazione artificiale per immagini volta all’annullamento della capacità di autodeterminazione, può contrastare le immagini vere e reali che giungono dal lontano Estremo Oriente”. Il passo indietro del Governo non sembra convincere De Pierro, che spiega così il suo timore “E’ chiaro che dietro questo comportamento rispetto la questione Nucleare, si nasconde la  grande paura di venire bocciati dal Referendum del prossimo 12 giugno. Si tenta di allentare la tensione cercando di far credere che il Governo si preoccupi della salute dei cittadini, quando in realtà gliene importa poco o niente, nella speranza che il quorum non venga raggiunto. C’è una torta da 30 miliardi di euro che le lobby dell’atomo vogliono spartirsi e chi governa non può certo ormai permettersi di contrastare la volontà di queste organizzazioni.” Un giro di interessi politici ed economici, dunque, che ancora una volta prevalgono sul benessere dei cittadini “Invitiamo tutti a votare ‘Si’ al prossimo referendum – raccomanda De Pierro – perché è l’unico modo per essere certi di non avere centrali nucleari nel Belpaese, nel quale sussistono tutti i presupposti ambientali per poter investire in energie alternative”.

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Nucleare e Alemanno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

“La candidatura alle Olimpiadi di Tokyo era ed è da valutare con molta attenzione. Non è mai avvenuto che si creassero questi cortocircuiti; quando un paese deve essere ricostruito è difficile infatti che si dia priorità agli impianti sportivi”. Questa è la dichiarazione del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a proposito della tragedia in corso in Giappone. In sintesi Tokio non puo’ ospitare le Olimpiadi alle quali e’ candidata Roma. Cosa ne direbbe la ministra dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha dato degli “avvoltoi” a tutti coloro che hanno chiesto un ripensamento sulle scelte nucleari del governo Berlusconi? E cosa dice il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che ha dato dell'”emozionati”  ai cittadini che si preoccupano per la propria sicurezza? Ci viene di pensare che il Buongusto appartenga alla categoria dei cognomi. (fonte Aduc)

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Gli “avvoltoi” sul nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

“Avvoltoi”. Questa la definizione data dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a coloro che hanno preso spunto dal disastro ambientale in Giappone, nel quale sono state coinvolte anche le centrali nucleari, per riproporre l’opposizione alla scelta nucleare  fatta dal governo Berlusconi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, invece, e’ piu’ sottile invita gli “emozionati”, cioe’ coloro che sono stati turbati dalle notizie del disastro, a non farsi emozionare ma a ragionare. Insomma, chi manovra lo spadone e chi il fioretto. Noi, invece, vorremmo che i due ministri ragionassero, visto che dovrebbero governare questo Paese, e che rispondessero con argomentazioni altrettanto ragionate su cio’ che il governo, del quale fanno parte, sta facendo per garantire la sicurezza dei cittadini dopo la scelta nucleare. Da subito vorremmo ricordare ai nostri smemorati ministri che nel 2008, in occasione della scelta nucleare, il governo si impegno’ ad indire una conferenza nazionale sulle scelte energetiche alla quale avrebbero dovuto partecipare tutti i soggetti interessati. Sono passati due anni e siamo ancora in attesa. Riproponiamo al ministro Romani le stesse domande che abbiamo fatto alla ministra Prestigiacomo:Dov’e’, in Italia, il sito di stoccaggio dei rifiuti radioattivi delle vecchie centrali che abbiamo dismesso e delle nuove programmate. Risposta: non c’e’.Dove vanno a finire i rifiuti radioattivi degli ospedali? Risposta: nelle cantine.Cos’e’ successo con il sito per il deposito delle scorie radioattive di Scansano Ionico (Basilicata) individuato, dopo numerosi studi e indagini, come luogo sicuro? Risposta: il governo Berlusconi ha revocato il provvedimento di individuazione del sito.Informiamo i due nostri ministri che i governi di Germania, Svizzera e Austria stanno ripensando le proprie scelte nucleari. Saranno anche loro “avvoltoi” ed “emozionati”? (fonte Aduc)

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Salvaguardia idrogeologica tra parole e fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

<Gravi sono le parole del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che, riferendosi alla sciagura di Atrani, ha affermato, come riportato dagli organi di informazione: “Andiamo verso la stagione delle piogge e temo che tanti altri saranno gli incidenti nel nostro Paese.”> Il Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, Massimo Gargano, ricorda al Ministro che, da oltre un decennio, l’ANBI chiede un Piano straordinario di manutenzione del territorio e che, nello scorso gennaio, ha presentato un “Piano pluriennale di interventi per la riduzione del rischio idrogeologico” da eseguire nei comprensori di bonifica per un importo complessivo di 4.183 milioni di euro. Occorre individuare soluzioni idonee per il reperimento di tali risorse, anche attraverso una proiezione quindicennale dell’impegno di spesa, che potrebbe realizzarsi mediante mutui, secondo una soluzione già adottata nel recente passato. Finora, però, non si è riusciti ad avere alcuna garanzia per il conseguimento delle necessarie risorse finanziarie. > Si ricorda che il fabbisogno per la realizzazione degli interventi per la sistemazione complessiva delle situazioni di dissesto sull’intero territorio nazionale è stato indicato dal Governo in complessivi 44 miliardi di euro, di cui 27 per il Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il settore del patrimonio costiero. L’Italia ha un territorio fragile: secondo lo stesso Ministero dell’Ambiente, il 68,6% dei comuni ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico, interessanti il 7,1% della superficie territoriale (2.150.410 ettari). La fragilità del territorio risulta certamente aggravata dalla intensa urbanizzazione: il consumo del suolo si stima in ha 3.665.261 nel periodo 1990-2005; nello stesso periodo ai fabbricati già esistenti si sarebbero aggiunti oltre 3 miliardi di metri cubi di capannoni industriali e lottizzazioni residenziali. Limitandosi al solo rischio idrogeologico, negli ultimi 80 anni, si sono verificati 5.400 alluvioni e 11.000 frane; secondo il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici e persino maremoti. Secondo una dettagliata tabella elaborata dal Cineas, il Consorzio universitario del Politecnico di Milano che si occupa della cultura del rischio, nel solo decennio 1994-2004, per tamponare i danni di alluvioni, terremoti e frane più gravi, lo Stato ha avuto un esborso complessivo pari a 20.946 milioni di euro: vale a dire oltre due miliardi l’anno, ai quali va aggiunto un altro miliardo e mezzo per gli interventi minori. <La tutela ed il risanamento idrogeologico del territorio, tramite la prevenzione dei fenomeni di dissesto e la messa in sicurezza delle situazioni a rischio – insiste Gargano – sono conseguibili solo se uniti ad una azione volta a far rispettare le regole per l’uso del suolo.> Recenti indagini indicano che, dal 1973 al 2001, si sono registrate ben 700 vittime a causa delle frane e delle piene, senza considerare che le ripercussioni su strade, territorio agricolo,  infrastrutture pubbliche e private sono state considerevoli. Risulta ormai non più rinviabile: ammodernare e adeguare la rete di canali esistente; sostituire una notevole parte degli impianti di sollevamento idraulico; intervenire sui piccoli corsi d’acqua naturali e sui territori con sistemazioni idraulico-forestali; ricostituire e rimpinguare le falde sia in funzione idrologica che ambientale; realizzare sistemi di monitoraggio per la tutela ed il risanamento dell’ambiente. Il piano proposto dall’ANBI riguarda le azioni rientranti nell’ambito delle competenze dei Consorzi ma che hanno bisogno, per un più efficiente risultato, degli interventi e delle azioni di competenza delle altre istituzioni locali (Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane), realizzando il tanto auspicato federalismo cooperativo, che si basa su interventi concertati e condivisi con una forte cooperazione istituzionale tra i diversi soggetti, ciascuno per le proprie competenze. <In questo – conclude il Presidente A.N.B.I. – non possiamo che condividere ed auspicare la concretizzazione di quanto affermato dal Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Paolo Russo: “Le zone a rischio di dissesto idrogeologico possono essere salvaguardate anche con il rilancio delle colture tradizionali. Per ogni euro speso in agricoltura se ne risparmiano cento dopo i disastri, le alluvioni e le frane. L’agricoltura non ha solo un valore produttivo ma anche una vocazione che va verso la tutela paesaggistica ed ambientale.”>.

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Festa Oasi Wwf

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2010

Roma 5 maggio Ore 11.00 Sala A  viale Mazzini, 14 Presentazione di Festa Oasi Wwf   Interverranno: On. Stefania Prestigiacomo, Ministro per l’Ambiente Fulco Pratesi, Presidente Onorario WWF Italia Stefano Leoni, Presidente WWF Italia Antonio Canu, Direttore scientifico Oasi WWF Carlo Romeo, Responsabile Segretariato Sociale Rai Marco Presta e Antonello Dose de “Il Ruggito del coniglio” Radio2

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Quinta conferenza ambiente e salute

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Parma 10-12 marzo 2010  I Ministri dell’Ambiente e della Salute di 53 paesi dell’Europa e dell’Asia Centrale ( i 27 della UE, Russia, Ucraina, Turchia, Kazakistan, i paesi Balcanici, i paesi Caucasici, i paesi dell’Asia centrale), la Commissione Europea e l’Agenzia Europea dell’Ambiente, i vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, della Commissione delle Nazioni Unite per l’Europa (UNECE), del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e Sociale (OCSE), si riuniranno in occasione della Quinta Conferenza PanEuropea Ambiente e Salute. Alla Conferenza parteciperanno anche, come osservatori, Canada, Giappone e USA.  La Conferenza sarà presieduta dai Ministri Stefania Prestigiacomo e Ferruccio Fazio.  La Conferenza è stata organizzata dal Comitato PanEuropeo Ambiente e Salute  presieduto dall’italiano Corrado Clini e dal norvegese Jon Hilmar Iversen, e dall’Ufficio Europeo della Organizzazione Mondiale della Sanità diretto dall’ungherese Zsuzsanna Jakab.  I temi della Conferenza erano già stati introdotti dal Ministro Stefania Prestigiacomo in occasione del meeting G8 Ambiente di Siracusa dello scorso aprile, che aveva dedicato una sessione alla protezione della salute dei bambini dai rischi ambientali.  In occasione della Conferenza i Ministeri italiani dell’Ambiente e della Salute, in collaborazione con l’Agenzia Europea dell’Ambiente,  hanno organizzato due workshop internazionali:“Food for health and sustainable growth” , che sarà introdotto da Umberto Veronesi, dedicato alla valutazione  degli effetti delle diverse diete sulla salute e sull’ambiente (impronta ecologica delle produzioni agroalimentari); “Safe water and healthy water services in a changing environment”, che sarà introdotto dal direttore dell’Agenzia Europea Jacqeline Mc Glade, dedicato alla valutazione dell’impatto di alluvioni e siccità sulla qualità e la quantità delle acque nei paesi europei.

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Copenhagen: bene Prestigiacomo. Male Obama

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

Dichiarazione Sen. Andrea Fluttero: “Il ministro Stefania Prestigiacomo a Copenaghen sta svolgendo egregiamente il ruolo di rappresentante del Governo italiano, pur nella difficile situazione della mancanza del Presidente Berlusconi trattenuto in Italia per la vile aggressione subita nei giorni scorsi, ad una trattativa a cui sono presenti tutti i capi di stato dei più importanti paesi del mondo.  Non è  comprensibile invece, l’entusiasmo per la posizione degli Usa illustrata da Obama dei senatori del PD Della Seta e Ferrante che si sperticano in elogi per un intervento peraltro criticato duramente, tra gli altri, da Phil Radford, Direttore Esecutivo di Greenpeace USA, che ha commentato ‘Il mondo si aspettava dal Presidente un discorso di speranza, nello spirito dello slogan pre-elettorale ‘Yes We Can’. Il senso di quello a cui abbiamo assistito e’ stato invece: conoscete l’impegno americano, sta a voi prendere o lasciare’, ha detto Radford. Obama ha confermato che gli Usa non firmeranno l’accordo di Kyoto, che è giuridicamente vincolante e che ridurranno le loro emissioni di Co2, senza obbligo internazionale, entro il 2020 del 17%, ma rispetto a quelle del 2005 e non rispetto a quelle del 1990 come previsto dal protocollo di Kyoto. Ha inoltre genericamente detto che gli Usa sono disponibili a partecipare alla costituzione dei fondi per i paesi sottosviluppati già decisi di 10 miliardi di $ per il 2010, 2011,2012 e di 100 miliardi di $ per gli anni dal 2020 in avanti, senza precisare la quota e senza obbligo internazionale, ma secondo la legge americana. Ha inoltre condizionato tali decisioni all’assunzione di precisi impegni da parte dei paesi in via di sviluppo. Forse i senatori del Pd Della Seta e Ferrante, probabilmente ancora affetti da “Obamite” non ricordano che l’Europa, e quindi l’Italia, a differenza degli Usa ha firmato il protocollo di Kyoto, vincolante a livello internazionale, definito le quote di partecipazione ai fondi di sostegno per i paesi in via di sviluppo a cui l’Italia parteciperà con 600 milioni di $ all’anno fino al 2013. Inoltre l’Italia stessa è impegnata a ridurre le emissioni al 2020 del 20%, ma rispetto a quelle del 1990. Il già  striminzito 17% degli Usa è rapportato alle emissioni del 2005. Applicandolo alle emissioni americane del 1990, come sarebbe corretto fare, rappresenta un non commentabile 4%. L’Italia non frena certo rispetto agli altri paesi europei, che però va ricordato possono contare sul nucleare a zero emissioni. Credo peraltro sia imprudente aumentare ulteriormente i già elevati obblighi europei oltre il 20% di fronte agli Usa che si impegnano solamente per il 4%. Più che cercare chi “frena Copenhagen”, quindi, i senatori Della Seta e Ferrante dovrebbero cercare chi secondo le parole di Greenpeace “rischia di uccide Copenhagen” ovvero il presidente Usa e provare a curare la grave “Obamite” che li affligge”.

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