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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘stefano cucchi’

Stefano Cucchi ai dirigenti Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Caro Presidente, caro Direttore Generale, le scrive l’autore e interprete del recital “In morte segreta – Conoscenza di Stefano” Versi per Stefano Cucchi. In questi giorni vi è stata una raccolta di firme di alcune decine di migliaia di abbonati RAI, che chiedono vengano trasmessi il documentario sul caso di Federico Aldrovandi e appunto il mio recital su Stefano Cucchi che sarà presentato al teatro della Pergola di Firenze il 30 ottobre prossimo. Volevo con questa mia, avendo lavorato per l’azienda dagli anni ottanta in qualità di attore e autore alla radio e alla televisione, comunicarle quanto terrei alla registrazione televisiva di questo mio lavoro, in cui mi creda non vi è nulla che offenda alcuno. Si tratta di sessanta minuti di parola tra prosa e poesia per raccontare
una giovane vita, le sue insicurezze, le difficoltà, il rapporto con gli amici, con la ragazza, col nipotino Valerio, con i genitori e la sorella Ilaria. Quando con Nessuno tocchi Caino, A buon diritto, Ristretti Orizzonti e Umanità senza confini abbiamo pensato a una prima da tenersi presso la Casa di Reclusione di Padova solo poche settimane fa, sapendo che il pubblico sarebbe stato composto da detenuti e agenti di polizia penitenziaria, il DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) ha chiesto e visionato il testo, riconoscendo il valore letterario e quello civile e lasciando che fosse proposto così come era stato concepito. A Padova è stato bello rappresentare il recital e il pubblico presente e la critica ne hanno riconosciuto il profondo messaggio per una giustizia giusta. Non credo di essere retorico dicendo che ritengo che davvero alle istituzioni e al paese si consegnerebbe una grande opportunità di partecipazione democratica per raccogliersi idealmente  attorno a una morte sulle cui modalità la magistratura assolverà i propri compiti ma che non deve né può restare “segreta”. Cordiali saluti, Ugo De Vita

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Letture in ricordo di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Roma 5 ottobre alle ore 18.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione, 4), presentazione e lettura dei versi per ricordare Stefano Cucchi da “In morte segreta- Conoscenza di Stefano” di Ugo De Vita. Saranno presenti Luigi Manconi, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti, Nino Marazzita, Ilaria, Giovanni e Rita Cucchi. L’iniziativa si svolge nell’ambito del più ampio progetto “Parole oltre le sbarre” che dopo il recital, un video, e la raccolta poetica in ricordo di Stefano Cucchi propone l’avvio di un progetto didattico nelle carceri italiane. Promosso e patrocinato da Nessuno Tocchi Caino, A buon diritto, Ristretti Orizzonti e Alice in cerca di teatro oltre che dal Garante per i detenuti “Parole oltre le sbarre” vuole rinnovare l’attenzione sul problema dei diritti umani dei detenuti.

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Carceri: un recital in memoria di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

Roma martedì 14 settembre, alle ore 11.30, in una Conferenza stampa presso la sede di Nessuno tocchi Caino a Roma, in via di Torre Argentina 76, verrà presentato il Recital “In morte segreta – conoscenza di Stefano Cucchi” di Ugo de Vita. Alla conferenza stampa saranno presenti, oltre all’autore e attore dello spettacolo Ugo De Vita, la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, il Presidente di “A Buon Diritto” Luigi Manconi, il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia e le deputate Radicali Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti. Lo spettacolo, promosso dalle associazioni Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, A Buon Diritto e patrocinato dal Garante dei detenuti del Lazio e dalla Nazionale Italiana Cantanti, sarà portato nelle prossime settimane a Padova, Roma, Milano e Firenze. La prima rappresentazione si svolgerà il 18 settembre nell’Auditorium della Casa di Reclusione di Padova. Il Recital, della durata di sessantacinque minuti, si compone della proiezione di un video con la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, e la mamma Rita. E’ poi proposta una celebre aria del Mefistofele e una lettura da “Aspettando i barbari” del premio Nobel 2003 J. M. Coetzee, poi alcune
liriche e il monologo “Il Sogno”, una scrittura musicale fuori da ogni riferimento alla cronaca giudiziaria che ha portato a tredici rinvii a giudizio. Il progetto propone anche l’uscita di una raccolta di versi “In morte segreta” (Edizioni del Manto, Roma). La prosa privilegia invece i pensieri, i ricordi, i sogni, le contraddizioni, le emozioni del giovane Cucchi. La parte musicale è affidata alle improvvisazioni di un sax soprano e ad alcune registrazioni dal repertorio della canzone italiana.

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Carceri: recital in memoria di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Roma 14 settembre, alle ore 11.30, in una Conferenza stampa presso la sede di Nessuno tocchi Caino a Roma, in via di Torre Argentina 76, verrà presentato il Recital “In morte segreta – conoscenza di Stefano Cucchi” di Ugo de Vita. Alla conferenza stampa saranno presenti, oltre al regista e autore dello spettacolo Ugo De Vita, la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti e il Presidente di A Buon Diritto Luigi Manconi. Lo spettacolo, promosso dalle associazioni Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, A Buon Diritto e patrocinato dal Garante dei detenuti del Lazio e dalla Nazionale Italiana Cantanti, sarà portato nelle prossime settimane
a Padova, Roma e Milano. La prima rappresentazione si svolgerà il 18 settembre nell’Auditorium
della Casa di Reclusione di Padova. Il Recital, della durata di sessantacinque minuti, si compone della proiezione di un video con la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, e la mamma Rita. E’ poi proposta una celebre aria del Mefistofele e una lettura da “Aspettando i barbari” del premio Nobel 2003 J. M. Coetzee, poi alcune liriche e il monologo “Il Sogno”, una scrittura musicale fuori da ogni
riferimento alla cronaca giudiziaria che ha portato a tredici rinvii a giudizio. La prosa privilegia invece i pensieri, i ricordi, i sogni, le contraddizioni, le emozioni del giovane Cucchi. La parte musicale è affidata alle improvvisazioni di un sax soprano e ad alcune registrazioni dal repertorio della canzone italiana.

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Non chiamare più Pertini l’ospedale “Pertini”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Roma. Ilaria Cucchi e Luigi Manconi dichiarano:“Abbiamo molto apprezzato il fatto che un gruppo di autorevoli socialisti (Luigi Covatta e redattori e collaboratori di MondOperaio) abbia chiesto alle due candidate alla presidenza della regione Lazio di cambiare il nome cui è intitolato attualmente l’ospedale Sandro Pertini. La motivazione è limpida e da noi interamente condivisa: Sandro Pertini “non merita che il suo nome venga in qualsiasi modo avvicinato a quello di un ospedale in cui un altro detenuto, Stefano Cucchi, è stato lasciato morire di fame e di sete”. E ancor più abbiamo apprezzato che, della storia di Pertini, si sia voluto ricordare anche la lunga detenzione. Forse, è davvero giusto raccogliere l’indicazione che, in proposito, viene da un quotidiano di opposta posizione politica e culturale, il Secolo d’Italia: intitolare quell’ospedale a una persona che vi ha trovato la morte per responsabilità di coloro che, per competenza professionale e giuramento deontologico, dovevano salvargli la vita”

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La sfortuna di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Lettera al direttore. Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto il 22 ottobre 2009 all’ospedale Pertini di Roma dopo una settimana di agonia, ha subito lesioni, ma la causa diretta del decesso è stata la disidratazione, che ha portato a un’eccessiva perdita di peso: 10 chili in sei giorni. E’ questo quanto emerso dalla relazione approvata ad unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta presieduta da Ignazio Marino. Insomma: le “mele marce” pare non abbiano esagerato nel pestaggio del povero ragazzo. Hanno fatto le cose ammodo. Le lesioni al viso e alle vertebre non sono state la causa del decesso. Potrebbero però esserne state causa indiretta, qualora lo speciale trattamento avesse indotto il giovane a rifiutare cibo e acqua per protesta. La sua sfortuna è stata dì essere incappato in mele marce da prigioniero,  e in mele marce da malato. (Elisa Merlo)

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Cosentino (Pd) su caso Cucchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

“La Commissione d’Inchiesta del Senato ha approvato all’unanimità le conclusioni sul caso Cucchi. Stefano Cucchi non è morto per una ‘tragica fatalità’. Sono emerse colpe e responsabilità precise. Spero che la magistratura, nel concludere la sua indagine, possa fare in modo che questa morte ingiusta non rimanga impunita”. Lo afferma il senatore del PD Lionello Cosentino, membro della commissione Sanità e della commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario nazionale.

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Caso Cucchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd Il Senato e la commissione sul Ssn ha avuto la forza di approvare una relazione finale dell’inchiesta sull’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza delle cure prestate al Stefano Cucchi, morto per disidratazione. Un detenuto in sciopero della fame e della sete che nella ricerca disperata di vedersi riconosciuto un diritto, quello dell’assistenza del legale di fiducia forse anche per cercare di denunciare chi gli aveva provocato le lesioni traumatiche. Nel suo percorso sanitario Cucchi purtroppo non ha avuto la corretta assistenza sanitaria, questo dovevamo registrare nella commissione. Il Senato e il Governo sara’ bene prendano in considerazione le nostre valutazioni e le problematicita’ del caso singolo e più in generale dell’assistenza sanitaria in carcere. Tutto il materiale della commissione occorre ora che vengano non solo inviati alla Procura, ma anche desecretati e resi accessibili a tutti nell’ottica della trasparenza e dell’accesso agli atti delle istituzioni. Dopo mesi dal fatto speriamo che anche la Procura riesca a concludere le sue indagini e a individuare i responsabili di una morte che poteva essere evitata.

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False notizie

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, è vera la notizia che il Cavaliere, fondatore del partito dell’amore, quando sono accaduti i fatti gravi di Rosarno, aveva manifestato l’intenzione d’inviare casette di legno prefabbricate al posto dei tuguri dove vivevano gli extracomunitari? E che non ha fatto in tempo, giacché Maroni l’ha battuto sul tempo e li ha cacciati? Ed è vero che il Capo dello Stato ha inviato alla famiglia di Stefano Cucchi una lettera, dove si parla di durezza senza uguali sul povero giovane? (Francesca Ribeiro) (n.r. questa volta siamo stati chiamati direttamente in causa per dare una risposta. I giornalisti, si sa, vivono di impressioni. E l’impressione, in questo caso, potrebbe essere quella che più ci avvicina alla ricerca della notizia vera, e non della solita bufala. Prima di tutto il cavaliere non può essere il fondatore del Partito dell’amore poiché questo partito esiste da anni e i loro responsabili hanno già protestato per l’uso improprio che ne è stato fatto. Che Berlusconi abbia pensato alle casette di legno per gli immigrati potrebbe anche essere possibile. Dopo tutto è sempre meglio che dormire all’aperto e al freddo. Per ultimo non ci risulta che il Presidente abbia inviato ai familiari di Cucchi una lettera. Se lo ha fatto e come si sia espresso credo che si tratti di una corrispondenza privata e che pur trovandoci in un paese dove i “segreti” sono quelli di pulcinella, dovrebbe restare tale).

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A un mese dalla morte di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

Roma 26 novembre il  “Comitato per la verità su Stefano Cucchi” effettuerà una visita ispettiva al reparto detentivo dell’ospedale “Sandro Pertini” di Roma, dove il 23 ottobre scorso si è spento Stefano Cucchi. Al termine della visita, alle ore 14.00, il Comitato terrà una conferenza stampa presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati (ingresso da via della Missione, 4), alla quale prenderanno parte: la sig.ra Ilaria CUCCHI, sorella di Stefano; il prof. Luigi MANCONI, presidente di A Buon Diritto e coordinatore del Comitato e i parlamentari componenti del  “Comitato per la verità su Stefano Cucchi”  Rita BERNARDINI, Emma BONINO, Stefano CECCANTI, Anna Paola CONCIA, Marcello DE ANGELIS, Silvia DELLA MONICA, Renato FARINA, Paola FRASSINETTI, Guido GALPERTI, Guido MELIS, Flavia PERINA, Melania RIZZOLI, Walter TOCCI, Jean-Leonard TOUADI.

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Crisi della parola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, in previsione di una crisi anche della parola, soprattutto nel nostro Paese, non sarebbe saggio cominciare a risparmiarne un po’? Mai come in questo periodo se n’è fatto spreco. Parole, parole, parole, alle volte inutilmente cattive, offensive, altre volte inutili, ridicole, insensate. Si pensi alle chiacchiere crudeli al tempo del caso Englaro, da parte di uomini politici e di uomini della Chiesa; oppure recentemente a quelle sconsiderate di Carlo Giovanardi a proposito del povero Stefano Cucchi. E si pensi oggi alle parole pronunciate dal ministro Rotondi: “La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia”.  Al ministro Rotondo (l’errore è necessario per la rima) che vive fuori dal mondo, vorrei far sapere che mia figlia impiega due ore per recarsi al lavoro e due ore per tornare, che aggiunte alle 8 lavorative, fanno 12, e per celebrare il “rito” (ma si può?), il pranzo è costretta a portarselo appresso… (Francesca Ribeiro)

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Indagine interna sulla morte di Cucchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale-Pd, componente della Commissione Giustizia. “Plaudo al fatto che il Capo del Dap Franco Ionta abbia affidato al dott. Sebastiano Ardita l’indagine interna dell’amministrazione per far luce sulle responsabilità della morte di Stefano Cucchi. Il consigliere Ardita, oltre ad essere profondo conoscitore della situazione carceraria italiana, e’ esperto dei problemi derivanti dalle relazioni, non certo facili, tra lo stato di tossicodipendenza e il carcere. Inoltre  e’ persona dotata di una grande capacita’ di ascolto (e di comprensione): qualità, a mio avviso, indispensabili per un’inchiesta così delicata e importante”.

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Verità e giustizia per Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

Roma, 7 novembre ore 15.00, corteo da via dell’Acquedotto Alessandrino  al mercato coperto di Via Ciro da Urbino. La Federazione nazionale RdB aderisce alla manifestazione indetta a Roma per chiedere verità e giustizia per Stefano Cucchi, che domani, 7 novembre, partirà alle ore 15.00 da via dell’Acquedotto Alessandrino ed arriverà al mercato coperto di via Ciro da Urbino, nei pressi dell’abitazione della famiglia Cucchi. Per quanto attiene il percorso sanitario seguito da Stefano Cucchi, c’è il rischio che la gestione dello stato detentivo abbia prevalso sulle necessità di cura del paziente e che la ricerca affannosa delle responsabilità degli operatori sanitari metta in secondo piano le carenze oggettive di un sistema penitenziario inadeguato alle necessità di salute.

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Le lacune nel discorso di Alfano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Luigi Manconi presidente di A Buon Diritto ha dichiarato: “Quanto detto ieri dal ministro Angelino Alfano in Senato, “Stefano Cucchi non doveva morire e si doveva evitare che morisse”, va indubbiamente apprezzato. Con altrettanta franchezza va detto, tuttavia, che la ricostruzione dei fatti, esposta dal ministro della Giustizia, presenta molte lacune. Ne sottolineo tre, in particolare: se fosse vero che “durante l’intera udienza, durata circa mezz’ora non è stata riferita né rilevata nessuna anomalia”, perché mai alle 13.30 di quello stesso giorno, a distanza di appena un’ora dalla conclusione dell’udienza, Stefano Cucchi viene sottoposto a visita medica nell’ambulatorio del tribunale? Ed è proprio quella visita medica a evidenziare le “lesioni ecchimotiche riscontrate in regione palpebrale inferiore bilateralmente e lesioni alla regione sacrale dagli arti inferiori”. Secondo interrogativo: testimonianze non contestate e convergenti dicono che Stefano Cucchi, appena giunto in caserma nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, chiedeva di  avvertire il proprio avvocato di  fiducia, di cui forniva il nome, ma non gli venne dato ascolto. Dunque, all’origine di questa vicenda c’è una palese e gravissima violazione di un diritto fondamentale della persona. Perché su questo il ministro non ha detto parola? Terza questione: il ministro per ben tre volte fa riferimento alla dichiarazione di Stefano Cucchi di essere “caduto accidentalmente dalle scale”, precisando inoltre che la presunta caduta sarebbe avvenuta due settimane prima dell’arresto attribuendo a questa le lesione al volto e, contemporaneamente, la frattura delle vertebre. Questo è chiaramente in contrasto con le dichiarazioni dei genitori che, avendo avuto modo di vedere Stefano la sera dell’arresto e in tutti i giorni precedenti, parlano di una condizione di salute assolutamente normale. Va evidenziato poi come il forte dolore provocato dalla frattura di due vertebre sia assolutamente incompatibile con la possibilità di deambulare senza problemi per due settimane, come sarebbe stato se la “caduta” fosse collocata così anticipatamente nel tempo. Per carità di patria e per decenza istituzionale, per un minimo di rispetto dell’intelligenza e del senso comune, andrebbe evitato di accreditare quella che è – e da sempre – l’ipocrita spiegazione di comodo offerta da tutte le “istituzioni totali” e i sistemi autoritari per occultare le violenze inflitte a chi si trovi nella loro disponibilità.”

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I molti interrogativi sulla morte di Stefano Cucchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Sulla morte di Stefano Cucchi Claudio Ortale – Capogruppo S.A. del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Lo scorso 15 ottobre viene arrestato intorno alle ore 23  Stefano Cucchi di 31 anni. Al momento del fermo il giovane stava bene, come hanno testimoniato i genitori e la sorella che lo hanno visto insieme ai carabinieri passati quella stessa sera per la perquisizione a casa della famiglia Cucchi. Nel corso di tale perquisizione, uno dei carabinieri aveva rassicurato la madre di Stefano prospettando gli arresti domiciliari. Alla successiva udienza di convalida, per direttissima, gli stessi familiari avevano trovato il giovane provato e in cattivo stato, tanto da dover essere trasferito nel reparto carcerario dell’ospedale “Sandro Pertini”, dove gli stessi genitori per tre giorni non sono riusciti né a vederlo né a parlare con il medico curante. Giovedì 22 ottobre Stefano Cucchi è morto ed il suo corpo presentava tumefazioni diffuse e fratture multiple, il volto tumefatto ed un occhio rientrato nell’orbita. Il reato imputato a Stefano prevedeva la collocazione agli arresti domiciliari, ma nei quattro giorni di arresto e di ricovero a Stefano non sono stati dati né acqua né cibo, presentando come motivazioni il suo rifiuto all’alimentazione. La celerità delle procedure adottate nei confronti di Stefano Cucchi non possono essere commisurate alla gravità del reato commesso, così come non viene giustificato l’isolamento del giovane che è stato da subito privato illegittimamente del conforto dei suoi familiari. E le evidenti fratture presenti sul corpo non sono di certo attribuibili ad una caduta accidentale”. Sulla base di queste considerazioni Ortale preannuncia la presentazione di una mozione che impegni il Presidente del Municipio Roma 19: “A sollecitare con estrema urgenza il Sindaco di Roma affinché intervenga presso le autorità competenti e gli organismi di pubblica sicurezza preposti, per fare piena chiarezza sulla morte di Stefano Cucchi e sul perché nelle carceri avvengano, ormai sempre più spesso, episodi di violenza e sopraffazione nei confronti di detenuti che appartengono quasi sempre  ad una fascia sociale poco agiata e quindi debole”. Perché continuare a tacere vorrebbe dire essere complici”.

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