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Posts Tagged ‘stenosi’

Stenosi aortica

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

L’intervento di sostituzione della valvola aortica dovrebbe essere eseguito prima di quanto abitualmente si faccia nelle persone che presentano una stenosi di tale valvola, secondo una nuova ricerca pubblicata su Open Heart. «Stiamo parlando di una delle valvulopatie più comuni e gravi, causata da un restringimento dell’apertura della valvola aortica. Una volta che i pazienti sviluppano sintomi come affanno o dolore toracico, le linee guida raccomandano di sostituire la valvola ristretta. Ma molti pazienti con stenosi aortica non hanno sintomi anche quando hanno un grave restringimento della valvola e quindi non sono teoricamente ancora idonei alla sostituzione» spiega Vassilios Vassiliou, del Norfolk and Norwich University Hospital, e della Norwich Medical School, University of East Anglia (Regno Unito), autore senior dello studio. I ricercatori hanno cercato di comprendere se fosse meglio eseguire un intervento chirurgico per sostituire la valvola prima dello sviluppo dei sintomi, e per questo hanno effettuato una revisione sistematica e una metanalisi, confrontando l’intervento precoce con la gestione conservativa nei pazienti con stenosi aortica grave asintomatica. Hanno analizzato i dati di tutti gli studi disponibili, per un totale di 3.798 pazienti coinvolti. Ebbene, gli esperti hanno scoperto che un intervento precoce, effettuato quindi prima che i pazienti manifestino sintomi, è associato a un minor rischio di decesso e di ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca. Gli autori ritengono che quando i pazienti sviluppano i sintomi è probabile che ci sia stato ormai un danno irreversibile al muscolo cardiaco. Questo fatto a sua volta può causare una prognosi peggiore ed esiti avversi anche dopo un intervento effettuato con successo, e quindi il tempismo nell’intervento sulla valvola aortica è cruciale. «Ci auguriamo che i nostri risultati possano annunciare l’inizio di un cambiamento nella gestione dei pazienti con stenosi aortica, consentendo un maggior numero di interventi su persone ancora asintomatiche» concludono i ricercatori. (fonte doctor33)

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Intervento per la stenosi uretrale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

By Johann Rossi Mason. Un calcolatore di rischio dedicato per i pazienti con stenosi dell’uretra del pene che devono essere sottoposti a uretroplastica che potrebbe essere utilizzato per consigliare i pazienti in base al loro rischio di fallimento, è quello messo a punto da un gruppo di ricercatori italiani e ora utilizzato di routine. Afferma il Professor Salvatore Sansalone Specialista in Urologia e Andrologia, Università di Tor Vergata Consulente del Ministero della Salute: “Numerose ricerche hanno definito i fattori prognostici negativi che possono portare al fallimento dell’intervento, le recidive e la necessità di operare una seconda volta: l’essere fumatore raddoppia il rischio di fallimento dell’intervento a 10 anni, mentre l’uso di un innesto nella tecnica chirurgia lo aumenta di 1,8 volte e la stenosi causata dalla strumentazione la aumentava di 2 volte e mezza. Interessante però è che proprio il tabagismo è un comportamento modificabile dal paziente e che la cessazione qualche mese prima dell’intervento (e definitivamente) potrebbe avere effetti positivi non solo sulla risoluzione della stenosi ma su tutto il resto dell’organismo diminuendo anche il rischio oncologico.Secondo il calcolatore di rischio utilizzato la probabilità di fallimento del trattamento a 10 anni variava dal 5,8% per i pazienti con caratteristiche favorevoli (ad es. fumatori attuali, nessun uso di innesti ed eziologia idiopatica) al 41,1% per i pazienti con caratteristiche sfavorevoli (ad es. ex fumatori, uso di innesti ed eziologia della strumentazione).Alcune caratteristiche della stenosi: eziologia, lunghezza, stenosi obliterante vs non obliterante, storia di precedente riparazione chirurgica fallita, possono anche influenzare notevolmente l’indicazione per una riparazione in più fasi. Caratteristiche o preferenze del chirurgo, background sulle procedure di trasferimento dei tessuti, uso corrente dell’innesto di mucosa orale per l’uretroplastica, risultato funzionale vs estetico e altro ancora, possono svolgere un ruolo nel prendere una decisione. Per tutte queste ragioni la consulenza al paziente è fondamentale per quanto riguarda la strategia chirurgica e la previsione dell’esito. Sono stati sviluppati calcolatori di rischio per la previsione della malattia linfonodale positiva nei pazienti con cancro alla prostata e aiutano l’urologo nel processo decisionale. Le probabilità derivate dal modello hanno mostrato che il rischio a 10 anni di fallimento del trattamento variava dal 5,8 al 41,1% in base alle caratteristiche del paziente. La prognosi a lungo termine nei pazienti sottoposti a uretroplastica peniena è incerta. Ad oggi, il calcolatore di rischio rappresenta il primo strumento che potrebbe aiutare i medici a prevedere il rischio di fallimento del trattamento a 10 anni. Secondo il nostro modello, tale rischio è largamente influenzato dall’eziologia della stenosi, dall’uso di innesti e dalle abitudini al fumo del paziente. La ‘stenosi’ uretrale’ è una condizione relativamente poco nota ma abbastanza diffusa (specialmente nei maschi con più di 50 anni) che per essere diagnosticata correttamente ha bisogno di una accurata anamnesi prima (la raccolta dei dati della storia medica e familiare del soggetto) e di esami strumentali poi”.

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La stenosi valvolare aortica (AS)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

E’ una patologia di origine degenerativa causata dalla calcificazione dei tessuti in seguito all’invecchiamento, è una delle malattie più comuni delle valvole cardiache. In Italia ne soffrono il 12,4% degli over 75enni, di cui il 3,4% ha una stenosi classificabile come severa. Le conseguenze di questa malattia sono molto pericolose con il decesso della metà dei pazienti con stenosi valvolare aortica severa entro due anni dalla diagnosi se non ricevono un trattamento in grado di procurare un significativo miglioramento dei sintomi. I trattamenti attualmente disponibili sono la terapia medica, la valvuloplastica, la sostituzione chirurgica della valvola aortica (AVR) tradizionale o mini-invasiva, con valvola tradizionale o sutureless, e l’impianto di una valvola aortica per via transcatetere (TAVI). Tra questi, in realtà, solo la sostituzione della valvola ha dimostrato di essere una cura efficace e duratura: non ci sono infatti farmaci che abbiano dimostrato di prevenire o ritardare la progressione della malattia e di aumentare la sopravvivenza. Anche la valvuloplastica è usata sempre più raramente a causa della assenza di efficacia a lungo termine e l’assenza di benefici in termini di sopravvivenza.
I pazienti che sono sottoposti a sostituzione chirurgica della valvola hanno invece una maggiore aspettativa di vita rispetto ai pazienti in terapia medico e per questo motivo l’intervento chirurgico è considerato il gold standard nel trattamento della stenosi aortica severa. Purtroppo gran parte della popolazione con AS non può ricevere un intervento chirurgico a causa del rischio operatorio ritenuto troppo elevato e, di conseguenza, ha una minore aspettativa di vita. Una nuova soluzione meno invasiva, come l’impianto transcatetere della valvola (TAVI), offre ai pazienti ad alto rischio la possibilità di ottenere una maggiore aspettativa di vita e una migliore qualità di vita rispetto alla terapia medica. In Italia, considerando soltanto la popolazione di età superiore ai 75 anni, è possibile stimare che circa 30.000 pazienti siano trattabili con TAVI. Ad oggi le evidenze cliniche a supporto della TAVI sono ricche e robuste. Un recente studio, presentato alla conferenza Transcatheter Cardiovascular Therapeutics (TCT) 2014 di Washington, condotto su 350 pazienti per due anni, ha dimostrato che il trattamento di sostituzione della valvola cardiaca TAVI con CoreValve ha raggiunto un tasso di sopravvivenza eccezionale per quei pazienti che, senza trattamento, avrebbero una probabilità di morte del 50% in due anni ma nello stesso tempo considerati troppo malati e fragili per poter subire un intervento tradizionale open di sostituzione della valvola cardiaca. Inoltre, in questa analisi, i pazienti trattati con intervento TAVI hanno utilizzato meno risorse sanitarie in termini di tempi procedurali, utilizzo di terapie intensive, tempi di ospedalizzazione e servizi di riabilitazione. La materia, quindi, nel suo complesso presenta degli aspetti di criticità che hanno bisogno d’essere tenuti in debita considerazione anche perché gli interventi richiesti richiedono tempestività, competenza e strumenti e ambienti idonei. (Servizio Fidest)

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Uso RU486 per il 2-3% delle donne

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

Per i paletti imposti all’uso della pillola abortiva Ru486 si stima che, di fatto, solo il 2-3% delle donne che si sottoporranno a un’interruzione volontaria di gravidanza in Italia ricorreranno all’aborto farmacologico. La previsione è del direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Guido Rasi, sentito in audizione dalla Commissione Sanità del Senato. Tra le indicazioni per l’uso dell’aborto farmacologico, ha detto Rasi, c’é sicuramente la giovane età della donna che decide di interrompere la gravidanza e la presenza di indicazioni cliniche quali la stenosi e malformazioni dell’utero.

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