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Italian Videogames and Digital Contents Conference (IVDC)

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2013

E’ giunta alla sua settima edizione e celebra questo storico traguardo rinnovando la collaborazione con l’evento che aveva ospitato la sua prima edizione: LUDICA, il Festival Italiano del Gioco e del Videogioco organizzato da Italia Crea, azienda leader in Italia nel settore delle manifestazioni “business-to-consumer”.IVDC 2013, organizzata da VIGAMUS, il Museo del Videogioco, si svolgerà sabato 30 novembre 2013 presso il Nuovo Centro Congressi di Fiera Roma, nell’ambito di LUDICA ROMA 2013 (29 novembre – 1 dicembre), e vedrà come sempre la partecipazione di grandi star nazionali e internazionali del mondo dei videogiochi, che racconteranno la loro esperienza e si confronteranno con appassionati, fan e cultori dei videogames.«IVDC è nata all’interno di LUDICA, manifestazione senza la quale nulla sarebbe stato possibile», ha dichiarato Marco Accordi Rickards, Direttore di VIGAMUS. «Riportare il nostro marchio storico all’interno di questo meraviglioso evento è per noi il modo più bello di festeggiare la settima edizione della conferenza».«Siamo onorati di tornare a ospitare nell’ambito di Ludica questa prestigiosa convention», ha dichiarato Marco Pinetti, Presidente di Italia Crea. «Un evento dedicato esclusivamente all’universo dei videogames, che permette finalmente anche alla capitale di affermarsi come punto di riferimento di un settore in continua crescita, divenuto ormai un fenomeno sociale di massa». Nelle prossime settimane verranno comunicati i nomi dei primi ospiti e maggiori dettagli sull’evento.

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Finanza globale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

CANNES

Image by TOMOYOSHI via Flickr

In vista del G20 di Cannes di novembre, il Parlamento ha approvato il suo contributo alla riforma della governance economica globale. La risoluzione chiede una riorganizzazione del FMI per trasformarlo in un’organizzazione più politica e fermare la manipolazione dei tassi di cambio a fini politici, e regole globali per separare le attività speculative delle banche da quelle al dettaglio per i risparmiatori. Il G20 è invitato ad accordarsi su un´imposta globale sulle transazioni finanziarie.La risoluzione, presentata da Gunnar Hokmark (PPE, SV), chiede una regolazione della finanza globale più incisiva e controlli stringenti su possibili sotterfugi e sottolinea la necessità di correggere gli squilibri esistenti nell’economia mondiale allo scopo di evitare ulteriori turbolenze, una cosa che finora il G20 ha avuto serie difficoltà a fare.
La risoluzione chiede un FMI più democratico, trasparente e responsabile, proponendo che il direttore operativo sia eletto attraverso elezioni “aperte e basate sul merito” e una più equa redistribuzione del diritto di voto in favore delle nazioni in via di sviluppo e in transizione. Il testo chiede anche l’estensione del mandato d’intervento del FMI per consentirgli di concentrarsi innanzitutto su quelle economie di importanza sistemica e non solo sulla sorveglianza multilaterale.
Più in generale la risoluzione invita a sviluppare una maggiore partecipazione democratica alle decisioni del FMI, della Banca Mondiale e delle organizzazioni “G”, specialmente il G20, chiedendogli di associare i parlamenti ai loro processi decisionali. A tutte queste istituzioni finanziarie, inoltre, chiede di coordinare meglio il proprio lavoro.
Tra i diversi elementi proposti per rendere la finanza globale più sicura e meglio controllata, la risoluzione sostiene due punti cruciali.In primis, la richiesta al G20 di trovare un accordo “senza ulteriore indugio” sugli elementi minimi di un’imposta globale sulle transazioni finanziarie. La risoluzione invita poi il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria a proporre misure per tutelare le attività bancarie al dettaglio, quelle rivolte ai piccoli risparmiatori, degli istituti sistemicamente importanti e a imporre loro l’obbligo di una capitalizzazione autonoma per tali attività, cosi da evitare possibili contagi fra le due attività. Questa proposta rispecchia quella fatta lo scorso settembre dalla relazione Vickers sulla riforma del settore bancario britannico.

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