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Posts Tagged ‘sterlina’

Investimenti: nasce Sterlina-Oro.info

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Nel panorama del mercato dell’oro nasce un nuovo portale di informazione finanziaria, raggiungibile all’indirizzo http://www.sterlina-oro.info.
Si tratta di un portale interamente dedicato a chi si avvicina per la prima volta al mondo degli investimenti in oro o a chi già opera in questo campo e vuole avere un’informazione più approfondita sull’argomento.In Italia, per esempio, la sterlina in oro è uno dei modi più utilizzati per investire nel metallo giallo, in quanto moneta a corso legale e conosciuta in tutto il mondo.Sul sito si trovano tutta una serie di nozioni che spiegano dettagliatamente le caratteristiche delle monete e dei lingotti d’oro e varie informazioni su come difendersi dalle trappole e sui migliori trader del settore.Il portale è stato realizzato grazie ad un’idea di Lorenzo Bellatti, un esperto con grande esperienza negli investimenti in oro, avendo operato nel settore dal 2008 al 2019 come amministratore di tre aziende del settore.L’obiettivo del fondatore del sito è contrastare la pseudo informazione alimentata da alcuni operatori scorretti che, per accaparrarsi più clienti, pubblicano notizie e prezzi non inerenti alla realtà.I punti di forza del portale sono la correttezza delle informazioni. Non si tratta di un portale di compravendita quindi, e le informazioni sui prezzi sono vere e disinteressate.Inoltre è lo stesso Bellatti che risponde personalmente via email a tutte le richieste sull’argomento e offre consulenza su come difendersi dalle trappole commerciali degli operatori scorretti.Un altro aspetto positivo è rappresentato dalla pubblicazione del prezzo dell’oro in tempo reale, con grafico delle ultime 24 ore.Il sito propone anche informazioni legali e fiscali: gli operatori devono essere autorizzati dalla Banca d’Italia e sono tenuti ad una serie di adempimenti anche a garanzia dell’utente finale.Con la pandemia e la conseguente crisi economica il prezzo dell’oro ha raggiunto il suo record storico superando i 50 euro al grammo. Questo ha portato ad un aumento degli scambi presso le strutture autorizzate, che nonostante il lockdown del 2020, sono riuscite a recuperare la perdita e in alcuni casi anche a chiudere i bilanci con un discreto utile d’esercizio.Per questo l’oro, per alcuni analisti, è il bene più liquido che esista, spesso equiparato ad una moneta ma più sicuro.

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“Commento sulla sterlina”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

A cura di Alex Batten, currency expert and portfolio manager, fixed income. Il mercato ha prezzato particolarmente la maggioranza conservatrice. Le cicatrici dei sondaggi del passato significano che l’attuale vantaggio del 10% per i conservatori, che implicherebbe una solida maggioranza conservatrice, non è prezzata del tutto. Nel caso in cui venga restituita una maggioranza conservatrice, un passaggio in GBPUSD a 1,34-1,35 sembra ragionevole. È stato scritto molto sull’importanza per la sterlina di una maggioranza ampia di qualunque schieramento sia, cosa su cui siamo meno inclini a concordare. Qualsiasi maggioranza per i conservatori vedrà la firma di un accordo di recesso e il completamento della prima fase della Brexit.Una minoranza conservatrice sembra improbabile in quanto i conservatori hanno alienato i loro partner naturali (DUP) così come è avvenuto nel caso del hung parliament, cioè il DUP rappresenta l’ago della bilancia sia per i conservatori sia per il Labour/SNP/Lib-Dem ed è questo lo scenario in cui un no deal ha maggiori probabilità di verificarsi. Inizialmente ci aspetteremmo un calo del 3-4%. L’unica eccezione a questo sarebbe un governo a minoranza conservatrice sostenuto dai Liberal-democratici a condizione di un secondo referendum. Questo sembra molto improbabile data l’opposizione conservatrice al secondo referendum, ma sarebbe l’esito più favorevole al mercato e un passaggio a 1,40 in breve tempo sarebbe ragionevole.Un governo di minoranza laburista, presumibilmente sostenuto da Liberal-democratici & SNP, genererebbe molta incertezza nel breve termine ed è improbabile che sia di supporto alla sterlina. A più lungo termine, ci aspettiamo un rimbalzo in sterline poiché un secondo referendum è una delle poche aree di accordo all’interno di questa coalizione e le politiche più radicali (e ostili alla sterlina) del Labour sarebbero annacquate.Una maggioranza laburista sembra molto improbabile e la sterlina reagirebbe molto negativamente a questo risultato con un calo di circa il 4-5%.

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Brexit, si prevedono tempi bui per la sterlina

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 marzo 2017

sterlinaTheresa May presenterà all’Unione europea la richiesta formale di attivare l’articolo 50, la procedura che dovrebbe portare la Gran Bretagna fuori dall’Ue, il prossimo 29 marzo. Giusto in tempo, insomma: May si era impegnata a procedere per la fine di marzo. Da quel momento serviranno circa due anni perché la Brexit sia effettiva: i 24 mesi servono per le discussioni tra autorità europee e britanniche per stabilire sia le modalità di uscita del Regno Unito sia il futuro rapporto tra Londra e Bruxelles.
Dal 23 giugno (giorno del referendum) la sterlina ha avuto un crollo verticale comparata alle valute del G10 e dei mercati emergenti. Anche peggio del peso messicano. Soltanto la lira turca, sulla soglia della guerra civile ha performato peggio della sterlina.Da gennaio 1999 (nascita dell’Euro) la Gran Bretagna è passata da un debito/PIL sotto il 40% all’89% di oggi. La media del debito/PIL dei paesi con l’Euro invece è passata da poco meno del 70% al 90%.
Dalla crisi del 2009 in poi sono ancora più evidenti i vantaggi della moneta unica dal punto di vista dei conti pubblici. Da quella data infatti la Gran Bretagna non è mai riuscita ad avere un deficit/PIL inferiore al 3% toccando anche punte del 10% nel 2010.
Il settore finanziario è quello più minacciato dalla Brexit e il rischio è che nonostante la discesa della sterlina l’Europa costringa le banche a traslocare. L’Europa è il primo partner commerciale con la Gran Bretagna, che senza accordi rischia di pagare in termini di inflazione gli eventuali dazi, specie nel settore agricolo.La Gran Bretagna, per far dimenticare gli svantaggi della Brexit, sta aumentando pericolosamente il suo debito alle prossime generazioni che non hanno votato al referendum.Si prevedono tempi duri per la sterlina. Il consiglio è di investire short sulla valuta a meno di eventuali accordi miracolosi in zona Cesarini, ma tutto sembra essere oramai deciso. (Commento a cura di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities)

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In cima da soli. La supremazia del dollaro USA è in discussione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

moneteAffermare che la prova più evidente dello status di maggiore potenza globale degli Stati Uniti non risieda né nella forza militare né nella supremazia economica ma nel primato del dollaro statunitense nel sistema finanziario economico, sarebbe del tutto ragionevole.
Secondo un recente studio dell’Economist, alla fine del diciannovesimo secolo, nonostante il Regno Unito fosse stato superato dagli Stati Uniti come maggiore economia mondiale, la Gran Bretagna continuò ad essere percepita come la maggiore forza trainante mondiale fintanto che la sterlina rimase la moneta dominante sui mercati finanziari, con più del 60% delle transazioni commerciali e il 90% delle emissioni di debito pubblico denominate in sterlina.Il quadro cambiò radicalmente dopo la Seconda Guerra Mondiale, in seguito alla quale il dollaro USA sostituì la moneta britannica come maggiore valuta di riserva. Questo coincise, e in parte sancì, la fine della supremazia britannica.Da allora, il dollaro è stato la superpotenza del sistema finanziario e monetario per più di 70 anni. Nonostante alcune fasi di crisi, come il collasso del sistema di Bretton Woods, cicli economici avversi negli Stati Uniti e la nascita dell’euro, lo status del dollaro come mezzo di pagamento, riserva di valore e attività di riserva è rimasto intatto.I numeri lo dimostrano. La quota di transazioni in valuta estera condotta in dollari è pari all’87%, di gran lunga superiore a tutte le altre maggiori valute globali (la seconda è l’euro, la cui percentuale si attesta al 33%). Circa metà delle attività dollarofinanziarie sono denominate in dollari, e il 55% della ricchezza globale è detenuta da istituzioni finanziarie statunitensi. Oltre a questo, l’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), esporta solo in dollari, grazie a un accordo firmato nel 1971 (anche se dal 2005, alcuni paesi membri dell’associazione stanno spingendo per uno cambio verso l’euro), creando costante domanda di dollari sui mercati internazionali dei cambi. Ultimo ma non meno importante, molte economie emergenti hanno il tasso di cambio ancorato alla valuta statunitense, “sottomettendo” di conseguenza le loro politiche monetarie alle decisioni delle Federal Reserve. È evidente come nei mesi scorsi la prospettiva di un piccolo rialzo dei tassi a parte delle FED abbia causato movimenti molto forti nei debiti emessi in dollari da stati e imprese nei paesi emergenti.Il ruolo indiscusso di valuta dominante nelle riserve mondiali e la costante domanda di dollari ha permesso al governo e agli operatori Usa di indebitarsi a costi relativamente minori rispetto alle altre economie. Anche il sistema di pagamenti internazionali, incentrato sul dollaro, ha aiutato gli USA nelle negoziazioni internazionali e nel proteggere i propri interessi all’estero. Per esempio nel 2013 il governo americano ha sanzionato BNP Paribas per la violazione di sanzioni US che non erano legge né francese né degli altri paesi coinvolti nella transazione.
Così come il dollaro americano emerse dall’ombra della sterlina, circa un secolo fa, oggi un destino simile potrebbe capitare allo yuan e la Cina (rispetto al dollaro e agli Stati Uniti) che lentamente si stanno imponendo sulla scena internazionale. Basta solo guardare alla crescita esponenziale del peso della Cina sull’economia globale. Guardando agli attuali tassi di crescita del PIL, anche considerando il recente rallentamento, il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti come prima economia mondiale potrebbe essere questione di tempo. Già in termini di parità del potere di acquisto, nel 2014 la Cina è diventata l’economia più grande del globo.
Evento molto significativo è anche la decisione dell’IMF sull’inclusione dello yuan nel paniere di valute di riserva, lo Special Drawing Right (SDR) attesa alla per la fine del mese. Gli ultimi sforzi del governo cinese per favorire l’utilizzo della valuta nazionale nelle transazioni globali si sono mosse in questa direzione.
Dati tali progressi, è possibile concludere che lo yuan possa diventare una valida alternativa al dollaro Usa e un giorno spodestarlo dal trono?
Uno studio recente di Barry Eichengreem dell’Università della California, Berkley, può fornire alcuni criteri per dare una risposta credibile alla domanda. La ricerca suggerisce che siano tre aspetti del mercato finanziario domestico a decretare il successo di una valuta come riserva, ossia la dimensione, la stabilità e la liquidità. Analizzando questi aspetti del mercato finanziario cinese si può cercare di dedurre quale sarà il ruolo dello yuan nel contesto globale da qui in avanti.Riguardo la dimensione, sicuramente essere ammessi nello SDR è un gran passo avanti, ma da solo non è sufficiente per far affermare lo yuan. Secondo JP Morgan, nei prossimi 5 anni, le Banche Centrali globali e i Fondi Sovrani investiranno fino a 350 miliardi di dollari in obbligazioni cinesi. Nonostante il numero sia in sé rilevante, se paragonato ai 1.27 trilioni di dollari investiti dalla sola Cina in titoli di stato USA, appare ancora ben poca cosa. Attualmente il 97% delle riserve globali sono investite in 4 valute (dollaro, euro, yen e sterlina). Può volerci molto tempo prima che lo yuan diventi con l’euro e il dollaro una divisa veramente internazionale.Se parliamo invece di stabilità e liquidità dei mercati, ci sono molto dubbi giustificati sulla completezza ed equità del quadro legale cinese, soprattutto fino a quando il sistema giuridico nazionale sarà sotto il controllo del Partito Comunista. Inoltre, nonostante il governo e la banca centrale stiano attivamente promuovendo lo sviluppo del mercato finanziario, lo yuan non è completamente convertibile. La questione più evidente è la relativa mancanza di esperienza e l’immaturità delle autorità, in particolare nella gestione della stabilità del mercato. Durante gli scossoni azionari dell’estate 2015, l’impacciata ingerenza nel mercato da parte delle autorità ha probabilmente solo acuito la volatilità. L’inaspettata svalutazione dello yuan in agosto ha inoltre diminuito la credibilità delle istituzioni cinesi nel trattare situazioni economiche complesse.Considerato tutto, i sostenitori del dollaro possono ancora sostenere, a buona ragione, che il mercato dei capitali statunitense rimane tuttora quello più vasto, liquido e ben regolamentato: il sistema finanziario globale non abbandonerà molto presto il dollaro.Tuttavia, i mercati finanziari internazionali possono sicuramente beneficiare dall’inclusione dello yuan come riserva di valore, semplicemente per il fatto che la Cina è ormai un protagonista dello scenario globale e la domanda di valuta cinese come riserva è forte. La storia ha già mostrato come due valute molto importanti possano coesistere per un lungo periodo, come fecero il dollaro e la sterlina all’inizio del Ventesimo secolo. Dopotutto, non è necessario essere da soli in cima. (a cura del team di Asset Allocation di MoneyFarm.com)

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