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Posts Tagged ‘stili vita’

Salute degli occhi: anche l’inquinamento indoor gioca la sua parte

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Lavorando in stretta sinergia con il cervello, i nostri occhi ci consentono di percepire l’ambiente circostante con ricchezza di dettagli e minuziosità. È principalmente attraverso questi preziosi organi che riusciamo a percepire la maggior parte delle informazioni, ma nonostante ciò nella vita di tutti i giorni ci capita di trascurarli spesso senza renderci conto che la loro salute è determinata anche dal nostro stile di vita.
Nelle nostre case, infatti, sono presenti residui di fumo di sigaretta, della combustione di legna o dall’uso dei fornelli, polveri, vernici, prodotti per la casa ma pure inquinanti biologici come batteri, virus, pollini, acari, allergeni, muffe che sono causa del cosiddetto l’inquinamento indoor: un’insidia non visibile e poco considerata ma che può influire sulla salute del sistema oculare, soprattutto se non si è attenti a tenerli ben idratati. Per quanto riguarda gli ambienti chiusi tra le buone norme da seguire vi è il ricambio dell’aria ogni 4-6 ore e seguire più possibile le norme igieniche (lavare periodicamente tende e tappezzerie, eliminare costantemente la polvere, ecc…) ma per i nostri occhi cosa possiamo fare? Bere ogni giorno la giusta quantità di acqua è una delle buone abitudini per mantenere gli occhi in salute; al contrario bere poco, comporta una riduzione della produzione di lacrime, un elemento che invece è essenziale per la protezione e l’idratazione della superficie dell’occhio: ogni volta che si sbattono le ciglia grazie alle lacrime si forma una sorta di pellicola che svolge funzioni importantissime – come la difesa dalle infezioni batteriche – e apporta sostanze nutrienti all’occhio, quali ossigeno e lipidi e lubrificano la cornea.

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L’ipertensione arteriosa è strettamente legata agli stili di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2019

Abano Terme (PD) L’ipertensione arteriosa è una condizione di pressione sanguigna arteriosa uguale o superiore a 140-160/90-95 mmHg, che a livello globale interessa circa 1,13 miliardi di persone, di cui oltre 150 milioni solo nell’Europa centrale e orientale. Rappresenta il primo fattore di rischio cardiovascolare nel mondo e in Italia, dove è al primo posto tra le malattie croniche più frequenti (17,3 per cento) ; colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne, di età compresa tra i 35 e i 75 anni, ma può manifestarsi anche prima, in presenza di patologie come il diabete, l’eccesso di peso o obesità.
Secondo le linee guida sull’ipertensione pubblicate lo scorso anno dalle Società Europee di Cardiologia (ESC) e dell’Ipertensione Arteriosa (ESH), la prevalenza di persone con ipertensione continuerà a crescere proporzionalmente all’invecchiamento della popolazione: si stima che il loro numero aumenterà del 15-20% entro il 2025, raggiungendo l’1,5 miliardi.
L’ipertensione è una malattia complessa in quanto la sua comparsa è correlata al rischio di altre patologie quali malattia coronarica, insufficienza cardiaca, malattia cerebrovascolare, ictus cerebrale, infarto di cuore, fibrillazione atriale, insufficienza renale, decadimento cognitivo, disfunzione sessuale maschile. L’ipertensione in particolare si combina a tutte quelle patologie, come iperuricemia, diabete mellito di tipo 2, obesità e/o dislipidemia, che sono alla base del rischio cardiovascolare e sono collegate ad aspetti metabolici.
Per combattere l’ipertensione è necessario partire dall’adozione di un corretto stile di vita, tenendo sotto controllo il peso, moderando il consumo di alcol, evitando il fumo, limitando le condizioni di stress, riducendo l’apporto di sale nella dieta, come ricorda la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), di cui è si terrà il XXXVI Congresso Nazionale dal 26 al 28 settembre a Roma. Nella popolazione in cui il rischio cardiovascolare non è consistente, possono svolgere un ruolo importante anche i nutraceutici.“La complessità di gestione dell’ipertensione arteriosa deriva dalla sua stretta correlazione con altre problematiche co-determinanti del rischio cardiovascolare, come la dislipidemia, il diabete, l’obesità o l’iperuricemia, recentemente inserita tra i primi dieci fattori di rischio cardiovascolare nelle ultime linee guida ESC/ESH 2018 – dichiara il Prof. Arrigo Cicero, del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna – Nell’ambito della gestione globale del paziente iperteso, che non sia in una condizione di rischio elevato e che necessiti di trattamento farmacologico specifico, si può intervenire con l’utilizzo di nutraceutici per il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, come il riso rosso fermentato o la berberina per le dislipidemie, la melatonina a lento rilascio per l’ipertensione notturna”.

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Cuore e stili di vita sani

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

ferraraL’85% delle malattie cardiovascolari e il 40% di quelle oncologiche possono essere evitati adottando uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta). Ma gli investimenti in prevenzione sono ancora scarsi: in Europa questa voce rappresenta solo il 3% della spesa sanitaria e in Italia la percentuale è ancora più bassa. Per la prima volta al mondo un’intera città, Ferrara, viene cablata per raggiungere tutta la popolazione con un progetto educativo di sensibilizzazione a 360 gradi che prevede il calcolo del rischio cardiovascolare e oncologico, corsi e lezioni sui corretti stili di vita e ambientali con strumenti ad hoc e un motorhome che si sposterà nelle piazze. Contestualmente, verrà svolto un attento monitoraggio dell’ambiente, della purezza dell’aria e dell’acqua, una promozione per l’utilizzo di energie alternative. Per questo è necessario un team work tra il Comune, le Istituzioni cittadine, le Fondazioni, le varie Facoltà dell’Ateneo, le ASL e gruppi privati quali S2A (salute, sostenibilità, alimentazione, ambiente). Il progetto nazionale “Città della prevenzione”, che partirà a settembre da Ferrara e coinvolgerà numerosi comuni italiani, è presentato oggi al Congresso europeo di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology), in corso a Roma fino al 31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti. “Ferrara presenta un territorio ideale per passare dalle parole ai fatti e per dare il via a questa iniziativa ambiziosa, unica a livello internazionale. Si rivolge ai cittadini di tutte le età e di ogni strato sociale – afferma il prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC –. La città emiliana presenta infatti le giuste dimensioni, con circa 133mila abitanti, 29 scuole elementari, 11 medie e 11 superiori. Ha un’Università prestigiosa, inserita nel tessuto sociale e un Centro di Ateneo per la Prevenzione della Salute Sociale, Medica ed Ambientale. È la citta delle biciclette, il mezzo preferito per muoversi anche dalle persone anziane. È un’importante produttrice di frutta e verdura e pesce azzurro, altro caposaldo della prevenzione. Presenta una struttura architettonica, 9 Km di mura medievali e il verde urbano, molto diffuso, dove la popolazione può camminare o correre. Vi sono dunque sinergie che possono fare di Ferrara la città ideale per dimensioni, caratteristiche, economia e cultura, il primo esempio vivente di promozione e prevenzione della salute, un modello esportabile in altri capoluoghi. Il ruolo dell’Ateneo in questo progetto è coordinare le varie facoltà a lavorare in team per la prevenzione”. Sono previste numerose iniziative. Medici specializzandi di varie branche della Medicina, assegnisti e borsisti dei vari Dipartimenti dell’Ateneo ed esperti di comunicazione (preparati ad hoc nell’ambito del Master sulla Prevenzione) terranno corsi e lezioni per tutte le scuole elementari, medie, superiori che riguarderanno in particolare quattro temi: rischi del fumo, scorretta alimentazione e danni dell’alcol, sedentarietà, ruolo delle vaccinazioni. “In questo modo sarà possibile raggiungere l’intera popolazione scolastica di ogni ordine e grado e, attraverso gli studenti, la grande maggioranza delle famiglie – continua il prof. Ferrari -. Per ogni tipo di scuola si terranno specifiche lezioni con distribuzione di materiali e opuscoli realizzati in modo mirato”. Per coinvolgere gli over 65, si terranno lezioni anche nei centri anziani. “È ormai provato – spiega il prof. Francesco Romeo, presidente SIC (Società Italiana di Cardiologia), che promuove il progetto – che modificare abitudini sbagliate anche nella terza età determina risultati positivi sullo stato di benessere. Particolarmente importante sarà il calcolo anche individualmente mediante l’app della Carta del Rischio dei cittadini, cioè la probabilità di ammalarsi o di morire nei prossimi 10 anni di un evento coronarico (infarto del miocardio) o cerebrovascolare (ictus) o di tumore. Questo calcolo avviene attraverso la raccolta di alcune informazioni personali (età, fumo, diabete, peso, sedentarietà, girovita), la misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale e della glicemia. Al termine viene quantificato il rischio con un software computerizzato”. Chi non usa l’app potrà farsi calcolare il rischio semplicemente recandosi in centro, nel motorhome o nella “Casa della Prevenzione”, il Centro Universitario dotato di una cucina per insegnare un’alimentazione funzionale locato proprio davanti al Palazzo dei Diamanti. Il profilo di rischio sarà immediatamente disponibile all’utente. Chi usa l’app avrà in tempo reale la “presa in carico degli eventuali interventi necessari” con informazioni, giochi, consigli, ricette, le schede del movimento per età e la dieta ideale. “È utile fornire la possibilità del calcolo della Carta del Rischio a tutta la cittadinanza per migliorare il livello di consapevolezza – sottolinea il prof. Romeo -. Lo studio INTERHEART, condotto in 33 Paesi, ha dimostrato che, se riuscissimo a cambiare gli stili di vita e quindi modificare i classici fattori di rischio cardiovascolare della popolazione mondiale, potremmo prevenire fino al 90% delle malattie cardiovascolari. La SIC sponsorizza e guarda con molta attenzione il progetto per esportarlo in altre città italiane”. I cittadini, recandosi in centro (la Casa della Prevenzione è davanti al Palazzo dei Diamanti), troveranno personale preparato con cui confrontarsi sui propri stili di vita. Anche gli oncologi si sono schierati accanto ai cardiologi nella promozione delle “Città della prevenzione”. “Gli stili di vita sani consentono di ridurre il 40% dei tumori – conclude il prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione ‘Insieme contro il cancro’ -. Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più noto per l’insorgenza delle neoplasie e delle patologie cardiovascolari, ma anche la sedentarietà (il 40% degli italiani non pratica attività fisica), la scorretta alimentazione (solo il 20% dei cittadini segue la dieta mediterranea) e l’abuso di alcol (il 20% degli under 19 è consumatore abituale) svolgono un ruolo importante”.
Ma non solo, bisogna lavorare in team per prevenire, il lavoro di squadra infatti è importante per curare e lo è tanto più quando si tratta di assistere bambini affetti da cardiopatie congenite in quei Paesi, membri dell’ESC, in cui per loro non esistono speranze di cura. Durante il congresso ESC (lunedì 29 agosto presso Palazzo Taverna) è prevista una cena di raccolta fondi per finanziare la costruzione di una Unità Cardiologica Pediatrica a Casablanca, in Marocco, su iniziativa della Fondazione Umanitaria European Heart for Children (EHC). EHC organizza missioni per operare bambini con cardiopatie congenite in Paesi che non sono in grado di offrire loro assistenza. In 22 missioni sono stati visitati 2085 bambini e 258 sono stati operati e salvati. EHC ha anche contribuito alla realizzazione di Unità Cardiologiche Pediatriche in Nord Iraq, Egitto e Siria. Verrà proiettato un video esplicativo.

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Tumori e immigrati

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

St James's University Hospital, Leeds. Institu...

Image via Wikipedia

I cittadini stranieri colpiti da un cancro muoiono più degli italiani. Non perché la malattia sia più aggressiva ma perché viene scoperta in ritardo, fino a 12 mesi dopo. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) lancia l’allarme. “Vediamo un aumento dei tumori più direttamente correlati a stili di vita errati (polmone, testa-collo, colon-retto, stomaco) ed al mancato accesso allo screening (collo dell’utero, seno e ancora colon retto) – spiega il presidente, prof. Carmelo Iacono -. Questo si traduce in diagnosi tardive, che giungono quando la neoplasia è in fasi più avanzate ed è quindi più grave. In questa popolazione vi è poi un’incidenza maggiore di cancro al fegato, che origina in gran parte dei casi da cirrosi dovute a forme di epatite B cronica ed è quindi più frequente in popolazioni che non hanno ricevuto la vaccinazione contro il virus, hanno vissuto in ambienti in cui questo prolifera o presentano altri fattori predisponenti (rapporti non protetti, abuso di alcol, ecc.)”. Gli stranieri sono oggi 4.570.317, il 7,5% della popolazione. Di fronte a questi numeri, in costante crescita (sono 335mila in più rispetto al 2010, +7,9%) e con un peso sempre più rilevante nei reparti di oncologia medica, AIOM ha deciso di attivare il primo progetto nazionale multietnico al via oggi con una Giornata di studio a Bologna dal titolo “Problematiche oncologiche nei migranti: dall’emergenza alla gestione”. Verranno previsti successivi incontri e realizzati opuscoli informativi tradotti nelle principali lingue ed adeguati alle diverse culture, da diffondere in collaborazione con altre Società scientifiche. E sul web, nel sito http://www.aiom.it, verrà attivata un’area dedicata con un’attenzione particolare per i ragazzi: i minorenni stranieri nel nostro Paese sono 932.675, di cui 572.720 nati qui. “Dobbiamo insistere sulla prevenzione, in particolare attraverso il coinvolgimento delle “seconde generazioni” – continua il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM -. Si tratta di cittadini che parlano la nostra lingua, crescono in Italia, fanno da tramite per la traduzione, la comunicazione, l’informazione ai genitori e rappresentano una risorsa insostituibile come fautori del cambiamento culturale all’interno del nucleo familiare”. AIOM ha inoltre attivato un confronto aperto con le Istituzioni su questo tema. “Definito il sistema di protezione sanitaria dei migranti, è necessario verificare se l’offerta dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) dell’oncologia sia adeguata a questa specifica domanda – spiega il Coordinatore degli Assessori della Sanità della Conferenza Stato-Regioni, Luca Coletto, relatore al seminario -. Le principali difficoltà rilevate dagli stranieri sono relative a barriere linguistiche, scarsa conoscenza del funzionamento e delle modalità di accesso ed utilizzo del sistema sanitario e dalla distanza culturale con gli operatori. In questo senso plaudo all’iniziativa di AIOM che si pone come capofila in un percorso che deve coinvolgerci tutti”.Il peso degli stili di vita è determinante: oltre il 30% dei tumori è direttamente collegato a una dieta scorretta e un uomo che fuma ha 23 volte più probabilità di ammalarsi di cancro al polmone rispetto a chi non lo fa. “Ma l’adesione agli screening è altrettanto importante – spiega il prof. Iacono – si pensi che la mammografia può ridurre del 25% la mortalità. L’accesso a questo esame è ancora insufficiente nel nostro Paese, è in media del 55% (su 2 donne invitate solo una accetta), con un divario tra Centro-Nord e Sud dove i livelli di adesione sono al 40%. Nelle donne straniere il dato è ancora fortemente inferiore. Senza contare il dramma dell’immigrazione irregolare, che sfugge alla nostra percezione e che non accede ad alcun tipo di controllo preventivo. È una nostra priorità annullare queste differenze. Si tratta di una vera e propria sfida educativa – conclude –. Siamo al punto di partenza di un percorso che è ormai indispensabile intraprendere. Attingeremo alle tante “buone pratiche” ed esperienze virtuose già operative in molte oncologie italiane per rendere fruibile il prima possibile questo grande bagaglio di esperienza in tutto il Paese”.

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Stili di vita dei giovani in Lombardia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Presentati dal Prof. Franco Ascani, Membro della Commissione “Cultura ed Educazione Olimpica” del Comitato Olimpico Internazionale, presso l’Università degli Studi di Milano–Bicocca, nell’ambito del Master in “Sport Management, Marketing & Sociology” (iscrizioni sino al 6 Settembre 2011 http://www. unimib.it/bandosport2011-12.pdf), i risultati della Ricerca sul tema “Sport, alimentazione e stili di vita”, curata da Daniele Cazzaniga e Daniele Pezzini (testo completo pagg. 78 scaricabile http://www.exsport.it/ricerca_sport_alimentazione_ stilidivita.pdf). La Ricerca, condotta su un campione di 3.000 giovani tra i 14 ed i 19 anni selezionati in Istituti scolastici di tutte le Province lombarde, con lo scopo di identificare la propensione allo sport, le abitudini alimentari e gli stili di vita dei giovani in vista di EXPO 2015, ha evidenziato dati allarmanti: il 20% dei giovani dichiara di non praticare sport, un dato superiore alla media europea che si assesta intorno al 17%, mentre solamente 19,7% pratica sport in modo regolare. una identica percentuale per giovani della stessa età. La percentuale dei non praticanti è maggiore fra le femmine rispetto ai maschi con un differenziale di quasi 10 punti percentuali. Note dolenti arrivano anche dagli stili di vita: il 20% assume giornalmente alcolici (vino e/o birra), il 30,2% fa uso di superalcolici una volta alla settimana e il 40% di bevande energizzanti. Il 28% pranza frequentemente nei “Fast-Food” ed il 46% consuma i pasti di fronte alla televisione o al computer. Nella dieta dei teenager scarseggiano pesce, frutta e verdura. Addirittura il 21,6% non sa in cosa consista la “Dieta mediterranea”. Il 38% degli intervistati non è soddisfatto del proprio peso ed il 20% ritengono la televisione ed internet gli strumenti migliori per apprendere informazioni su una corretta alimentazione. Alla presentazione sono intervenuti: l’Assessore alla Sanità di Regione Lombardia Luciano Bresciani, il Responsabile Relazioni Istituzionali di EXPO 2015 Fabrizio Grillo, la Responsabile Comunicazione Scientifica di Granarolo Graziella Lasi, il Presidente del CONI Milano Filippo Grassia, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Marco Bussetti, il campione del mondo di canottaggio Daniele Gilardoni e la campionessa del mondo di pugilato Stefania Bianchini, il Preside della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università Statale Arsenio Veicsteinas, l’Assessore allo Sport e Salute del Comune di Cinisello Balsamo Giuseppe Calanni, il Docente di Scienze dell’Organizzazione dell’Università Bicocca Flavio Sangalli. La Ricerca sarà oggetto di approfondimenti il 31 Ottobre 2011 (ore 16 – Palazzo Giureconsulti in Piazza mercanti, 2 a Milano) in occasione di “Sport Movies & Tv 2011”. http://www.sociologia.unimib.

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Sport, alimentazione e stili di vita

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Milano, 15 Luglio 2011 – ore 10.00 Edificio U9 Aula 8 – Viale dell’Innovazione, 10 Università degli Studi di Milano-Bicocca Conferenza di presentazione della Ricerca “Sport, alimentazione e stili di vita: una ricerca sui giovani in Lombardia” realizzata dal Master in “Sport Management, Marketing & Sociology” (Facoltà di Sociologia) nell’ambito delle iniziative del Comitato EXSPORT Introduzione Franco B. Ascani Direttore Master in “Sport Management, Marketing & Sociology”
• Relatori Daniele Cazzaniga e Daniele Pezzini Master in “Sport Management, Marketing & Sociology”
• Interventi Monica Rizzi Assessore allo Sport e Giovani Regione Lombardia
• Luciano Bresciani Assessore alla Sanità Regione Lombardia
• Fabrizio Grillo Responsabile Relazioni Istituzionali EXPO 2015
• Graziella Lasi Responsabile Comunicazione Scientifica Granarolo spa
• Filippo Grassia Presidente CONI Provinciale Milano
• Marco Bussetti Dirigente Tecnico dell’Ufficio Scolastico Regionale
• Testimonianze Daniele Gilardoni 10 titoli mondiali di canottaggio
• Stefania Bianchini Campionessa mondiale pugilato
• Valeria Rosso Nazionale di volley e beach volley

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Stili di vita dei bambini e adolescenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Roma, 7 giugno 2011 p.v. presso lo spazio Bloomsbury Auctions in Via della Pilotta 19 alle ore 11.00, verranno presentati i dati dell’indagine conoscitiva realizzata da IPSOS per Save the Children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei bambini e dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni in Italia. La ricerca, condotta su un campione di genitori e dei loro figli, esplora a livello nazionale e locale i diversi aspetti cruciali della problematica, quali ad esempio la sedentarietà, l’alimentazione e l’attività motoria. Sarà questa l’occasione per il lancio di “Pronti, partenza, via!”, un progetto nazionale per sostenere con interventi mirati la pratica motoria e sportiva e l’educazione alimentare (oppure stili di vita salutari) alla salute dei bambini in aree periferiche delle nostre città. Il progetto, di durata triennale, è promosso da Save the Children insieme a Kraft Foods Foundation con il patrocinio del Ministro della Gioventù del Governo Italiano, e realizzato in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP). Interverranno a commento dei dati e nella presentazione del progetto: Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia, Valerio Di Natale, Presidente del Gruppo Kraft Foods per il Sud Europa, Massimiliano Rosolino, campione olimpico e mondiale di nuoto, Massimo Achini, Presidente Nazionale CSI, Filippo Fossati, Presidente Nazionale UISP.

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Stili di vita degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Maggio 2011

Roma 31 maggio alle 11.30 all’Auditorium del Ministero della Salute verranno presentati I risultati del sondaggio e il programma alla presenza del Ministro, prof. Ferruccio Fazio, del Sen. Antonio Tomassini, Presidente della Commissione “Igiene e Sanità” del Senato e Presidente dell’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, del dr. Claudio Cricelli, di Emanuela Folliero, del Dr. Giuseppe Feyles, Direttore di Rete 4, del Prof. Sergio Pecorelli, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e di Mauro Boldrini, Presidente di Intermedia, agenzia di comunicazione che co-produce il programma con Endemol. Gli italiani mantengono un atteggiamento “fatalista” nei confronti della propria salute: scarsa prevenzione, molta pigrizia, poca informazione. E per risolvere dubbi e quesiti 4 su 10 ricorrono alla tv, più consultata del medico di famiglia, interpellato solo dal 20,3% dei cittadini. Un sondaggio realizzato in questo mese di maggio dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) rivela che è necessario investire in maniera decisa sulla medicina dei sani. Per riuscirci diventa protagonista del primo programma tv dedicato alla salute con il bollino delle Società scientifiche e il coinvolgimento diretto delle Istituzioni, Ministero della Salute, Commissione Igiene e Sanità del Senato e Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
“Benessere – Il ritratto della salute” in onda dal 13 giugno su Rete 4 in prima serata, è un format innovativo, condotto da Emanuela Folliero, con il Dottor Claudio Cricelli, presidente SIMG, per promuovere la prevenzione e mostrare il “dietro le quinte” del nostro Servizio sanitario nazionale, un patrimonio che tutti i cittadini dovrebbero imparare a conoscere ed a difendere. Dal 30 maggio alle 11.25 avrà inoltre uno spazio quotidiano di 5 minuti per rispondere alle prime curiosità.

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Integratori alimentari e stili di vita

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Milano.14 aprile presso la Sala Volta del Palazzo delle Stelline. FederSalus chiama medici, farmacisti, nutrizionisti, industria e consumatori ad una riflessione comune organizzando il convegno, patrocinato dall’Ordine dei Medici di Milanoper la sessione ECM e dalla Regione Lombardia Sanità, “Integratori alimentari e sano stile di vita. Le ragioni scientifiche dell’integrazione nella società moderna” che si svolgerà giovedì  Il Convegno, moderato dalla giornalista televisiva Livia Azzariti, è articolato in due sessioni. Al mattino saranno presentate le evidenze scientifiche sull’utilità degli integratori alimentari nell’ambito di un corretto stile di vita ed in situazioni circoscritte, come ad esempio situazioni degenerative legate ai processi d’invecchiamento. Ad aprire i lavori sarà Romano Marabelli Capo Dipartimento del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare – Ministero della Salute, durante la prima sessione interverranno esponenti del mondo della ricerca e accademico tra cui Isabella Cecchini, Direttore del Dipartimento GfK Eurisko HealthCare, Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nutrition Foundation Italy, Giovanni Scapagnini, Professore Associato di Biochimica Clinica presso l’Università del Molise, Vincenzo De Leo, Docente presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Le Scotte, Siena, e Marco De Angelis, Professore di Medicina dello Sport dell’Università dell’Aquila. Nel pomeriggio dopo l’apertura di Silvio Borrello Direttore della Direzione Generale della Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione Ministero della Salute, il dibattito si arricchirà del contributo anche di Maria Laura Colombo, Professore Associato Dipartimento biologia farmaceutica Università di Torino e Membro CUDN Commissione consultiva Ministero Salute, Bruno Scarpa Dirigente Ministero della Salute Dipartimento S.P.V.N.S.A. presso Direzione Generale Sicurezza Alimenti e Nutrizione, Luca La Fauci Docente Principi di Alimentazione Dipartimento S.T.A.F.A. presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Pierluigi Gargiulo Professore a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata Specialista in Medicina dello Sport. Tutti intorno ad un tavolo, dunque, per riflettere sugli stili di vita ed il ruolo dell’integrazione alimentare approfondendone gli aspetti scientifici ed i contributi che una corretta alimentazione e un apporto supplementare di nutrienti può dare al mantenimento del benessere.

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Una malattia su tre è colpa dell’ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Tutelare l’ambiente per salvaguardare la salute. Una necessità non più rinviabile come dimostrano i ‘numeri’: il 75% delle malattie e delle cause di morte è legato proprio al degrado ambientale e a stili di vita scorretti. Ne sono convinti i medici italiani che nel corso di un convegno ni hanno evidenziato l’aspetto. Occorre, quindi, “individuare tutte le strategie efficaci e in grado di agire sulle condizioni socio-ambientali, cercando di ridurre il peso di tante malattie che gravano sulla collettività”. “Le esposizioni a sostanze nocive, ai rifiuti e all’inquinamento atmosferico – dicono i medici – sono tra le maggiori cause dei pericoli per la salute. Secondo la più recente letteratura, danni possono esserci anche a causa delle tante sostanze chimiche che usiamo quotidianamente: la maggior parte, infatti, non è ancora stata adeguatamente testata e valutata per la sua sicurezza”.

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“Recupero, riparo, riuso”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2009

San Lazzaro 22 aprile, alle ore 10, la Sala di Città (via Emilia, 92) ospita “Recupero, riparo, riuso. Il presidio dei volontari Auser presso la Stazione Ecologica esempio per nuovi stili di vita”.  Dopo il saluto del sindaco Marco Macciantelli, intervengono Edgarda Degli Esposti (Auser Bologna), Teresa Biondi (volontaria Auser), Andrea Caselli (Segretaria Camera del Lavoro), Andrea Cirelli (Autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani). Le conclusioni sono affidate a Giorgio Archetti, assessore alla Qualità Ambientale.  All’iniziativa partecipano Magda Babini (responsabile Cgil San Lazzaro), Agata Zambotti (Spi Cgil San Lazzaro), Fabrizio Pedretti (Coop Agriverde), Vilma Cuscini (presidente Villa Serena) e gli eletti nel Consiglio Comunale dei Ragazzi.  «Siamo molto orgogliosi – ha dichiarato l’assessore alla Qualità Ambientale Giorgio Archetti presentando l’iniziativa – di essere riusciti a superare le tante difficoltà che rischiavano di pregiudicare il mantenimento del presidio dei volontari Auser presso la nostra Stazione Ecologica. Il loro lavoro, i loro saperi sono frutto di una competenza che non può essere perduta o dispersa. La capacità di recuperare, riparare, riusare – come recita significativamente il titolo del convegno – è riconducibile ad un tempo, non così lontano, in cui non si buttava via niente, secondo una logica che non prevedeva lo spreco e il concetto di “usa e getta”. La grave crisi in atto mostra le contraddizioni e le criticità più forti del nostro modello di sviluppo, lo “stile Auser” è un buon esempio per nuovi stili di vita».

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Gli stili di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

L’Aesa ha disposto a livello comunitario un foro consultivo ed un Comitato scientifico con otto gruppi di esperti scientifici. Il foro consultivo è un gruppo tecnico e scientifico che funge da collegamento tra l’autorità con organismi analoghi negli Stati membri.  Il comitato scientifico è responsabile del coordinamento dei pareri dei gruppi di esperti scientifici in materia di sicurezza alimentare, produzione alimentare e tematiche correlate, compresa la nutrizione. La consulenza generale sulla dieta e gli stili di vita sani deve essere, infatti, corroborata da informazioni specifiche sui prodotti alimentari disponibili ai consumatori allorché essi fanno le loro scelte d’acquisto. La legislazione vigente in materia di etichettatura degli alimenti fa obbligo ai produttori di fornire informazioni che consentano ai consumatori di conoscere la natura, la composizione e l’uso dei prodotti che acquistano. Regole armonizzate sull’etichettatura degli ingredienti degli alimenti sono state concordate a livello comunitario negli ultimi due decenni. Le nuove regole comprendono l’introduzione di dichiarazioni quantificate degli ingredienti che forniscono ai consumatori informazioni addizionali sugli ingredienti indicati, e la legislazione sulla definizione di “carne”. Come annunciato nel libro bianco sulla sicurezza alimentare la Commissione ha presentato una direttiva sull’identificazione delle componenti degli ingredienti compositi. Tale disposizione prescrive la dichiarazione della presenza negli alimenti di ingredienti specifici correlati ad allergie o a reazioni d’intolleranza alimentare.

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