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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

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La salute e gli stili di vita

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2022

POZZILLI (IS) La riduzione del danno è una forma di prevenzione per chi non possa, non riesca o non voglia mettere in atto misure definitive di protezione della propria salute ma che voglia in qualche modo limitare i danni di comportamenti scorretti o fattori ambientali avversi. E’ una strategia di successo e consolidata nelle dipendenze, ma si sta facendo strada in molti altri settori tra cui quello ambientale e nel tabagismo. La recente pandemia non si è limitata a fare vittime tra i più fragili ma ha determinato sequele a medio e lungo termine (il cosiddetto Long Covid che interessa il 75% dei pazienti che sono stati ricoverati ). Tra i sintomi riscontrati: quelli neurologici, cognitivi, insieme ad ansia e depressione; che possono perdurare sino ad un anno, anche nei soggetti giovani. Un recente studio, che ha incluso 90mila adulti over 65 anni che hanno avuto il Covid, ha riscontrato sintomi a lungo termine debilitanti nel 32% dei casi, tanto da suggerire di considerarlo una ‘sindrome geriatrica’. Ad avvalorare questa teoria, uno studio del Fenstein Institutes for Medical Reseach ha rilevato un 13% di nuove diagnosi di demenza entro 1 anno dal ricovero per SARS-CoV-2 (doi: https://doi.org/10.1136/bmj-2021-068414)”Problemi di memoria e concentrazione affliggono il 70% dei pazienti con COVID lungo: i test cognitivi condotti nell’ambito del COVID and Cognition Study pubblicato su Frontiers Aging Neuroscience hanno rilevato una ‘notevole riduzione’ della capacità di memoria. Tra i 181 partecipanti, il 78% ha dichiarato di avere difficoltà di concentrazione, il 69% ha riferito di nebbia cerebrale (il brain fog), il 68% ha riferito di dimenticanze e il 60% ha affermato di avere problemi a trovare la parola giusta mentre parla (https://doi.org/10.3389/fnagi.2022.804937). Si tratta di fenomeni attribuiti ad uno stato infiammatorio: quella che abbiamo imparato a conoscere col termine di ‘tempesta di citochine’ che non risparmia le cellule cerebrali.A questo fenomeno inaspettato si aggiungono sia fattori ambientali capaci di intervenire anche sul patrimonio genetico che gli stili di vita e i comportamenti individuali. “Possiamo fare molto per difenderci, ad esempio puntare su istruzione e interessi per costruire una buona riserva cognitiva, un tesoretto di neuroni e connessioni che ha mostrato di proteggere in parte, anche dalla manifestazione di sintomi di Alzheimer e Parkinson. Non è mai troppo tardi per iniziare a coltivare un interesse o mettersi a studiare. Un cervello ‘istruito’ infatti è protetto più a lungo dal declino, così come spiegato da Journal of Neuroscience le regioni prefrontali stimolate dall’istruzione prolungata accendono alcuni geni coinvolti sia nella trasmissione dei segnali che nella difesa immunitaria. Si tratta di un magnifico esempio di come funziona l’epigenetica ossia il vestito che indossano i geni, che può quindi essere cambiato o modificato dall’ambiente” spiega il Professor Giuseppe Novelli, Ordinario di Genetica all’Università di Tor Vergata.“Nel caso del tabacco, le strategie di riduzione del danno sono un intervento di salute pubblica potenzialmente salvavita per 1,1 miliardi di fumatori nel mondo, supportate dai principi di diritto internazionale in tema di diritti umani. E’ ovvio che non esiste un fumo sano e che l’ideale sarebbe non iniziare a fumare o a bere alcolici specie in giovane età, ma per gli adulti nei quali la dipendenza è consolidata è necessario fornire una soluzione percorribile” sottolinea Fabio Beatrice Direttore del Board Scientifico di MOHRE “la nicotina è quindi sia il problema che la soluzione ma esiste un diritto alla salute che non deve essere ostacolato da pregiudizi o posizioni preconcette Due studi molto recenti hanno indicato che la sostituzione completa delle sigarette a combustione con le elettroniche porterebbe a milioni di vite risparmiate, in particolare il passaggio al fumo alternativo entro il 2040 potrebbe salvare 2,52 milioni di vite e 26 milioni di anni di vita persi, questo solo prendendo in considerazione l’impatto del fumo sulle principali 4 malattie fumo-correlate: cancro del polmone, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatia ischemica e ictus (Archives of Toxicology volume 96, pages 167–176 (2022).Un recente documento raccomanda che la riduzione del danno da tabacco sia promossa come una questione di diritti alla salute da parte delle organizzazioni di difesa che rappresentano i consumatori di nicotina. Secondo l’ultima pubblicazione lanciata da Knowledge · Action · Change (K · A · C che promuove la riduzione del danno come strategia chiave per la salute pubblica fondata sui diritti umani), la riduzione del danno da tabacco non è solo un intervento di salute pubblica potenzialmente salvavita per 1,1 miliardi di fumatori nel mondo, ma è anche supportata dal diritto internazionale sui diritti umani.

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Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2022

Padova. sabato 30 aprile alle 9,30 nell’Aula Magna di Palazzo del Bo un incontro rivolto alla cittadinanza: Salute dei Giovani e Stili di Vita: la Carta di Padova.Il 22% dei bambini è in sovrappeso, il 10% è obeso; 1 giovane su 4 non pratica alcuna attività sportiva; il 60% dei bambini ha il primo cellulare tra i 10 e gli 11 anni; Il 54% dei bambini inizia la “vita in rete” tra gli 11 e i 12 anni; negli adolescenti l’uso delle e-cig è aumentato del 1800%, il 50% di loro non aveva mai fumato sigarette. Il quadro non è dei migliori se si pensa che le malattie croniche non trasmissibili, chiamate anche “malattie dello stile di vita”, hanno spesso origine in età pediatrica e possono essere prevenute solo con l’adozione precoce di sani stili di vita. Purtroppo una recente survey internazionale ha rilevato che solo il 2% degli adolescenti riporta un sano stile di vita. L’appuntamento del 30 aprile si prefigge l’obiettivo di coinvolgere principalmente proprio i più giovani. Per questo motivo sono già state coinvolte alcune Scuole Superiori della città che parteciperanno all’evento con classi di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni e che offriranno molte occasioni di confronto e stimolo ai relatori.I principali fattori di rischio modificabili per lo sviluppo di queste malattie croniche sono l’inattività fisica, un’alimentazione inadeguata, il fumo, l’alcol, la sedentarietà, il sovrappeso e l’eccessivo screen-time.Il documento ispiratore della Carta di Padova, è l’articolo scientifico Pediatric Preventive Care in Middle-High Resource Countries – The Padova Chart for Health in Children redatto dai proponenti e pubblicato sulla rivista internazionale «Frontiers in Pediatrics». (abstract)

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Gli stili di vita per un intestino sano

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2022

Mercoledì 26 gennaio, ore 18.00 L’evento si svolgerà esclusivamente on line. Verrà trasmesso su questa pagina del sito, sul canale facebook di Auxologico, sul sito di Auxologico e su youtube di Auxologico. La partecipazione è gratuita e l’iscrizione è obbligatoria. Effettuata l’iscrizione, riceverete il link per seguire l’evento. Modera la Dott.ssa Cecilia Invitti, Endocrinologo, Direttore del Laboratorio di Ricerca in Medicina Preventiva e Responsabile del progetto di Lifestyle medicine, Istituto Auxologico Italiano e intervengono la Dott.ssa Raffaella Cancello, Nutrizionista, Centro Obesità e Laboratorio di Ricerca sulla Nutrizione e l’Obesità, Istituto Auxologico Italiano; la Dott.ssa Anna Guerrini Usubini, Psicologa, Servizio di Psicologia Clinica, Istituto Auxologico Italiano; la Dott.ssa Marzia Rossi, Gastroenterologa, Servizio Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Istituto Auxologico Italiano e Moira Fagotto, specialista in Scienze motorie, Istituto Auxologico Italiano. L’intestino è un ecosistema dove risiedono milioni di microrganismi (microbiota) che contribuiscono a mantenere la nostra salute influenzando l’integrità della parete intestinale, modulando infiammazione e sistema immunitario e inviando segnali diretti al cervello. Esiste quindi un rapporto bidirezionale tra benessere dell’intestino e benessere psichico. Uno dei disturbi più frequenti più frequenti dell’interazione cervello-intestino è il colon irritabile che è caratterizzato da alterazione della motilità intestinale legate ad alterazioni del microbiota intestinale, predisposizione genetica, stress e dieta scorretta. Uno stile di vita corretto, basato su un’alimentazione “sana” limitando i potenziali fattori scatenanti come alcol, caffeina, cibi piccanti e grassi, evitando pasti abbondanti, mangiando lentamente e masticando bene è fondamentale nella cura dei disturbi intestinali. In alcuni casi può essere utile per un periodo limitato di tempo ridurre il consumo cereali, frutta, verdura, legumi e latticini che contengono i FODMAP, carboidrati a catena corta che vengono fermentati dai batteri del colon con accumulo di acqua e gas e conseguente distensione del colon. Fumo, inattività fisica e la distruzione dei ritmi circadiani indotta da un sonno cattivo favoriscono l’insorgenza di colite. La buona salute del microbiota intestinale viene quindi mantenuta dal condurre una vita attiva possibilmente all’aria aperta, che oltre a ridurre la disbiosi intestinale e la stipsi, migliora lo stato di stress e ansia e promuove un buon sonno. Di questo e molto altro parleranno gli specialisti di Auxologico durante l’evento on line. Durante l’evento sarà possibile porre le domande agli specialisti che risponderanno in diretta.

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“A tutta vita”: Adolescenti e sani stili di vita

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Il progetto è partito qualche giorno fa ed è rivolto agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado, dai 13 ai 16 anni.“A tutta Vita” si basa sul ruolo fondamentale della scuola e della famiglia nello sviluppo di una nuova cultura della salute e una nuova educazione al benessere come diritto e anche dovere. Il progetto prevede inoltre un torneo interscolastico online, una vera e propria sfida a quiz virtuale tra i partecipanti. La classe vincitrice riceverà un premio costituito da materiale tecnologico per la scuola.Per sollecitare la curiosità dei ragazzi e renderli più consapevoli e responsabili, nella scelta dei propri stili di vita e nell’adozione di sani comportamenti alimentari, si è scelto di utilizzare un linguaggio semplice e immediato e uno strumento virtuale, vale a dire una piattaforma, dove sarà possibile scaricare un kit educativo multimediale dinamico e versatile. Uno strumento che potrà essere utilizzato sia a scuola con gli insegnanti sia a casa grazie all’e-book creato come supporto per le famiglie.Gli argomenti trattati nel kit multimediale sono: l’importanza di una sana alimentazione per vivere meglio e prevenire alcune patologie; le dipendenze da sostanze, dedicato ai rischi associati all’uso di sostanze psicotrope, con particolare riferimento a quelle spesso non ritenute tali e tanto diffuse tra i giovani di oggi, come l’alcol e il fumo; e le dipendenze 3.0, quelle tecnologiche, oggi molto diffuse con la conseguente pericolosa inversione delle dinamiche relazionali che la fase web 3.0 ha generato. Tutto ciò in linea anche con le nuove Linee Guida del Ministero dell’Istruzione per l’insegnamento dell’Educazione Civica e con gli obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.Il kit è uno strumento in grado di coniugare simbologie e stimoli visivi e sonori a registri stilistici tipici della comunicazione giovanile. Un supporto di chiaro valore educativo, per andare incontro alle esigenze psico-pedagogiche dei ragazzi, esortandoli alla riflessione e debellando prese di posizione basate su una scarsa conoscenza dell’argomento.La piattaforma e il kit multimediale sono stati sviluppati da Civicamente, da sempre molto impegnata in progetti educativi con il Ministero, e sono strumenti pedagogici innovativi in grado di generare consapevolezza, indurre i ragazzi all’adozione di comportamenti consapevoli e aumentare la conoscenza sulle tematiche della campagna.“Per il Ministero dell’Istruzione sensibilizzare i giovani sullo sviluppo sostenibile e orientarli verso corretti stili di vita è una priorità – spiega la dott.ssa Anna Brancaccio, Dirigente della Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e per la valutazione del sistema nazionale di istruzione -. In questo modo creiamo nuove competenze di cittadinanza attiva sul benessere e la salute. Il progetto è finalizzato a fornire ai docenti un percorso didattico gratuito sul tema dei corretti stili di vita per le nuove generazioni, coerentemente con gli obiettivi 3 e 4 dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, e al coinvolgimento degli studenti attraverso attività di gamification”.

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“Rotazione di stili d’investimento “growth” vs. “value”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

A cura di William Davies, CIO, EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Le rotazioni di stile, con cui gli investitori passano da uno stile d’investimento all’altro, non sono nulla di nuovo. Accade in quasi tutti i cicli d’investimento che stili diversi – ad esempio growth, qualità e value – sovraperformino in momenti diversi perché gli investitori si spostano dall’uno all’altro in base alle loro aspettative.Visto il grado di volatilità dei mercati, nonché la natura estrema della sovraperformance dei titoli di qualità/growth, durante una ripresa è lecito attendersi periodi di sovraperformance dei titoli value (in genere le società che potrebbero cessare l’attività in ragione dell’ampiezza della contrazione economica). Periodi simili si sono verificati temporaneamente nel secondo trimestre del 2003 e nel secondo trimestre del 2009 a fronte del recupero dei mercati.Tuttavia, riteniamo che, dati gli elevati livelli di indebitamento, gli anni ’20 di questo secolo potrebbero essere simili al decennio precedente, caratterizzato da bassa crescita, bassa inflazione e bassi tassi di interesse, per lo meno dopo l’euforia dell’immediata ripresa dai ridotti livelli di attività economica. In questo contesto di bassa crescita, sono convinto che sia assolutamente realistico ipotizzare che i titoli di qualità sovraperformeranno quelli value fintanto che le società di qualità continueranno a generare rendimenti elevati, ed è proprio su questo aspetto che dobbiamo concentrarci.
La nostra previsione centrale è che l’attività economica tornerà ai livelli di fine 2019 entro la fine del 2022. Sebbene i progressi osservati in Asia e nella maggior parte dell’Europa continentale in termini di ridotti livelli di nuovi contagi siano incoraggianti, è improbabile che da adesso in poi il percorso sarà privo di ostacoli. Siamo consapevoli della possibilità di una seconda ondata di casi di Covid prima che venga trovato l’agognato vaccino su vasta scala e sappiamo che tale eventualità potrebbe sconvolgere le economie e i mercati. Stiamo già assistendo a battute d’arresto sui mercati e a una crescente volatilità con la fine delle misure di confinamento in varie parti del mondo. La ripresa non sarà chiaramente lineare da qui al 2022.In questo scenario, è improbabile che lo stile value sovraperformi. Alla fine della crisi finanziaria globale del 2009, i mercati hanno attraversato un momento d’oro, in particolare per un paio di trimestri a partire dal mese di marzo di quell’anno, quando i titoli value hanno messo a segno un’ottima performance. Attualmente alcuni mercati stanno chiaramente imitando quell’andamento, ma, a causa dell’entità senza precedenti degli stimoli e degli interventi dei governi, il livello di indebitamento sarà persino superiore a quello registrato dopo il 2009, pertanto è improbabile che lo slancio della ripresa perduri. Di conseguenza, emergerà un mondo caratterizzato da bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi d’interesse, come mostrato nella Figura 1, con le società a più rapida crescita che si distinguono nel contesto di minor crescita successivo alla crisi finanziaria globale, denominato ”
Siamo tuttora convinti che le società che traggono vantaggio dalle proprie posizioni dominanti di mercato, come quelle nei settori delle tecnologie e delle comunicazioni, nonché le grandi aziende attive nei semiconduttori, siano ben posizionate e continueranno a risultare vincenti in futuro. Le aziende caratterizzate da leva operativa ma con bilanci solidi possono essere piuttosto allettanti. Tuttavia, si tratta spesso di società di qualità, sensibili alla congiuntura o al ciclo economico, dove già deteniamo delle posizioni.Nel segmento del reddito fisso, privilegiamo il credito investment grade rispetto all’high yield dal momento che puntiamo ad esposizioni a società con maggiori possibilità di affrontare con successo l’attuale contesto. Preferiamo le obbligazioni societarie rispetto ai titoli di Stato alla luce dell’elevato numero di titoli che attualmente offrono rendimenti negativi. Di conseguenza, sebbene il debito dei mercati emergenti e l’high yield in generale abbiano registrato una discreta ripresa nelle ultime settimane, prediligiamo le società investment grade che offrono un rapporto di rischio/rendimento migliore vista l’incertezza sulla traiettoria della ripresa e le prospettive dei prossimi due anni.
Sul fronte azionario, continuiamo a ritenere che le prospettive per le società globali più piccole restino eccellenti e manteniamo la fiducia nella nostra capacità di individuare opportunità in aziende di qualità che dispongono del potenziale di crescere diventando colossi nei rispettivi settori nel corso del tempo. Inoltre, nella nostra proposta di valore, prestiamo attenzione a selezionare i titoli di qualità migliore caratterizzati da bassi livelli di indebitamento.
Intendiamo investire in società con un solido posizionamento di mercato e validi modelli di business, che tendono a essere leader nei rispettivi settori e possiedono una sorta di vantaggio economico che li distingue dalla concorrenza in un settore in crescita, consentendo loro di generare rendimenti elevati o sostenibilmente in rialzo. Tali società di qualità presentano un gruppo dirigenziale consolidato con una struttura di governance trasparente. Ricerchiamo la solidità finanziaria sotto forma di bilanci robusti, utili di alta qualità e capacità di generare ampi flussi di cassa. Tutti questi fattori sono altresì accompagnati da una valutazione interessante, che rappresenta anch’essa un importante fattore nel nostro processo di investimento nella qualità. Queste sono le società che a nostro giudizio sovraperformeranno nel decennio attuale traendo vantaggio dal contesto di bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi di interesse.

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Stili di vita dei bambini in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2015

Sport a Miss Italia nel Mondo (1)Quasi un bambino su cinque (17%) in Italia non fa sport nel tempo libero e per il 27% di loro la motivazione deve essere ricercata nella mancanza di possibilità economiche delle famiglie di affrontare questa spesa. Circa un minore su dieci, invece, non pratica attività motorie neppure a scuola (11%), per mancanza di spazi attrezzati o per l’assenza di attività nel programma scolastico. Questi i dati principali che emergono dalla ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi”, realizzata da Ipsos per Save the Children e Gruppo Mondelēz in Italia e presentata oggi ad Expo 2015, in occasione dei quattro anni di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.Il progetto, realizzato in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) – con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria – ha coinvolto negli ultimi quattro anni 96.000 beneficiari tra bambini e genitori e sono 1400 i professionisti interessati nelle attività. Sulla scia dei risultati raggiunti, Save the Children e Mondelēz International Foundation hanno annunciato stamattina che il progetto verrà esteso fino al 2016 e le buone pratiche consolidate in questi anni verranno proposte anche a Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea, all’interno delle attività dei Punti Luce di Save the Children, strutture “ad alta densità educativa” dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative.La ricerca Ipsos descrive bambini e ragazzi abbastanza attenti all’alimentazione, che per una buona parte praticano attività sportiva, ma passano anche tanto tempo chiusi in casa davanti alla televisione, ai videogiochi o leggendo un libro. I ragazzi trascorrono in casa o a casa di amici (62%) molto del loro tempo libero, anche perché non ci sono spazi all’aperto dove incontrarsi o, anche quando ci sono, sono sporchi e poco sicuri (66%). Solo il 44% dei ragazzi dichiara di trascorrere con i genitori più di un’ora di tempo durante le giornate lavorative, situazione che migliora nel weekend dove però quasi un bambino su quattro (23%) passa comunque meno di un’ora al giorno in attività coi propri genitori. Il tempo trascorso coi ragazzi in famiglia è per lo più dedicato a fare delle passeggiate (58%) e solo poco più di uno su tre va a visitare qualcosa (34%), uno su quattro va al cinema (25%) e meno di uno su cinque fa attività sportiva coi genitori (18%). Quando i ragazzi sono a casa, in media trascorrono 55 minuti al giorno su internet, 47 minuti giocando con i videogame; dal lunedì al venerdì passano in media 71 minuti al giorno davanti alla TV, tempo che si allunga a 84 minuti nei fine settimana. Il 12% di loro sta davanti alla televisione più di tre ore al giorno durante i giorni feriali, percentuale che sale al 20% nel weekend. Circa uno su sei sta su internet e gioca ai videogame per lo stesso lasso di tempo.La considerazione che i ragazzi hanno dell’importanza della pratica sportiva e dell’attività motoria resta bassa: solo per meno della metà degli intervistati “uno che pratica sport viene considerato molto bene, perché piacciono i ragazzi sportivi” (46%). Per uno su tre questo elemento non è rilevante per la “popolarità” tra i coetanei (32%) e più di uno su cinque dichiara che tra amici bisogna invece saperne di videogiochi, campionato di calcio e cartoni animati (22%).Le occasioni di sport e movimento non si esauriscono però nella pratica sportiva e la sedentarietà dei ragazzi si conferma un tratto distintivo: un intervistato su quattro dichiara di camminare non più di 15 minuti al giorno, dato che aumenta a uno su tre nel Centro Italia; solo il 4% afferma di percorrere a piedi più di un’ora al giorno. Due su cinque vanno a scuola accompagnati in macchina da un familiare e gli altri si muovono utilizzando mezzi pubblici (17%), a piedi (28%) o con la bicicletta (15%). Tra i ragazzi che utilizzano la bicicletta, si segnala un incremento del 6% rispetto alla precedente rilevazione nell’utilizzo delle due ruote, percentuale che sale fino al 22% tra i ragazzi fra gli 11 e i 13 anni.Se da un lato i genitori non sono molto presenti in casa con i ragazzi, spesso a causa degli impegni lavorativi, quasi tutti considerano importante che i propri figli vadano bene a scuola (95%) e che pratichino attività sportive (90%). Quasi 4 genitori su 5 (77%) dichiarano di “essere attenti a fornire alimenti salutari durante i pasti”. L’87% afferma di conoscere le regole base dell’alimentazione che favoriscono la crescita equilibrata dei propri figli. È grazie alle tradizioni imparate dalla famiglia d’origine(40%) che i genitori sanno quali sono gli alimenti da mettere sulla tavola per i propri figli, ma nella messa in pratica quotidiana sono meno rigidi: infatti per ben il 32% si tratta di una applicazione solo occasionale.Il ruolo dei pediatri è invece molto importante per l’educazione alimentare dei propri figli, secondo quanto dichiarano i genitori intervistati: il 56% di loro vorrebbe che fosse proprio il pediatra a fornire loro le informazioni necessarie ad una corretta pratica alimentare e il 19% si aspetta che questi suggerimenti arrivino dagli insegnanti dei figli a scuola.Ma cosa mangiano questi ragazzi? Secondo quanto dichiarano i loro genitori, il 74% di loro mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno, ma il 22% dei bambini e ragazzi non ha l’abitudine di fare colazione tutte le mattine. Un bambino su due mangia a pranzo con almeno un genitore (52%) e il 27% lo fa a mensa con i compagni. A cena la famiglia italiana sembra riunirsi intorno al tavolo: l’87% dei ragazzi dichiara infatti di cenare sempre o quasi con i genitori. Quattro bambini su 10 affermano però di farlo ogni giorno con la TV accesa. La ricerca è scaricabile dal link: http://media.savethechildren.it/?r=5489&k=02ec75cdfa

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Stili di vita degli anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Maggio 2015

anzianiSì ad un Osservatorio sugli stili di vita e consumi dei senior con l’obiettivo di monitorare comportamenti e bisogni degli over 65 in Italia tramite la realizzazione di una serie di sondaggi tematici da somministrare ai propri aderenti sul territorio italiano. L’iniziativa è stata approvata dai delegati che hanno partecipato al Coordinamento delle Regioni del Nord Italia di FederAnziani Senior Italia svoltosi a Lomazzo (Como). Nell’occasione hanno portato il loro saluto istituzionale Mario Mantovani, Vice Presidente e Assessore alla Salute, Regione Lombardia; Alessandro Fermi, Sottosegretario all’Attuazione del programma, ai rapporti istituzionali nazionali e alle relazioni internazionali Regione Lombardia; Fabio Rizzi, Presidente III Commissione permanente, Sanità e politiche sociali Regione Lombardia, Oreste Rossi, Responsabile dei Rapporti Istituzionali Europei FederAnziani Senior Italia, già Europarlamentare; Giovanna Briccarello, già Direttore Generale ASL TO1, ex Senatore della Repubblica. L’Osservatorio consentirà di avere un quadro degli interessi, delle priorità e dei comportamenti dei senior nel nostro Paese che continuano ad essere i maggiori finanziatori dello Stato con 37 miliardi di euro. I senior, infatti, sostengono le famiglie dei propri figli con 5,4 miliardi di euro ogni anno, danno lavoro a 3 milioni di assistenti familiari, spendono 6 miliardi di euro nel turismo, sono tra i principali fruitori di consumi culturali con 24 milioni di visite ai musei e rappresentano il 66% degli assuntori di medicinali. I dati raccolti dall’Osservatorio saranno messi a disposizione delle Istituzioni affinchè tengano conto dei bisogni degli over 65 nell’elaborazione di politiche adeguate e su misura per la terza età.

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Appuntamento con la danza

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

Chiasso, 3 febbraio 2011, ore 20.30 Cinema Teatro In scena Aterballetto, la principale Compagnia in Italia di produzione e distribuzione di spettacoli di danza e la prima realtà stabile di balletto al di fuori delle Fondazioni liriche. Nata nel 1979 e formata fin dall’inizio da danzatori solisti in grado di affrontare tutti gli stili, gode di ampi riconoscimenti internazionali. Nel repertorio della Compagnia sono presenti coreografie di Mauro Bigonzetti e balletti di importanti artisti della coreografia internazionale quali W. Forsythe, J. Kyliàn e O. Naharin, ma anche creazioni di giovani coreografi, tra i quali attualmente Eugenio Scigliano. Nella Fondazione Nazionale della Danza confluiscono attualmente alcune fra le più significative esperienze maturate in ambito nazionale ed internazionale, che ne fanno un’esperienza unica, un’eccellenza ed una sicura fucina per nuovi talenti.   A Chiasso Aterballetto propone un trittico: Come un respiro, in cui quattordici danzatori si librano sul soffio della musica barocca di Haendel; Almost blue, dove una coppia è guidata dalla magia della tromba di Chet Baker; infine H+ in cui la compagnia intera si muove, con musica e testi dal vivo interpretati di Federico Bigonzetti e Mark Borgazzi, alla ricerca dell’essenza del gesto coreutico.  coreografie di Mauro Bigonzetti musiche di George F. Haendel , Elvis Costello, Federico Bigonzetti una produzione Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto

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Sergio Silvi: Erro2

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Terni fino al 28/2/2010 largo Filippo Micheli, 20 Galleria Canovaccio a cura di Lorenzo Barbaresi La Galleria Canovaccio in concomitanza con gli Eventi Valentiniani presenta ERRO2  mostra personale di Sergio Silvi a cura di Lorenzo Barbaresi. La mostra, patrocinata dal Comune di Terni, si avvale del contributo critico in catalogo di Francesco Santaniello.  Nel 2009 Sergio Silvi ha ottenuto significativi riconoscimenti: una sua opera e’ esposta in permanenza presso il Museo Diocesano di Terni, un grande autoritratto e’ visibile nella sezione contemporanea del C.A.O.S., Museo d’arte contemporanea della stessa città, in seguito ha partecipato alla XLII edizione del premio città di Vasto. Il 2010 per l’artista comincia con la prima mostra personale allestita dalla Galleria Canovaccio, un vero e proprio ritorno alle origini visto che da qui inizio’ la sua carriera professionale.  ERRO2 e’ una raccolta di lavori realizzati nel corso di un anno, quindi intesi come tappe del suo piu’ recente percorso creativo. In questa esposizione rileggeremo le tele della serie Seta, nelle quali campeggiano i volti di bambini asiatici, o quelle del ciclo On the road, dove segni apparentemente astratti si rivelano come tracce di pneumatici, chiara allusione al tema del viaggio, da sempre inteso come metafora della vita, del cammino esistenziale. Lungo questo viaggio Silvi rileggerà alcuni capolavori dell’arte del passato individuando sottili affinità tra la malinconica eleganza di una donna di Modigliani, l’eroica sensualità della Cleopatra di Cagnacci, l’altera fierezza della Jeune fille aux gants di Tamara de Lempicka, la soavità della Vergine michelangiolesca. Passato e presente sono sullo stesso piano: l’annullamento dei fondi, neutri e incolori, ormai diventato icona dell’ artista, garantisce l’atemporalità, cosi’ come l’astrazione cromatica. La mostra ad ingresso gratuito  sarà accompagnato dalle sonorizzazioni di Giampiero Travaglini e Maurizio  Ruggieri e con il contributo fotografico di David Fratini. (silvi)

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Gocce di segni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2009

Torino fino al 16/1/2010 Bagni Pubblici via Aglie’, 9  La convivenza nella citta’ plurale Il progetto “Intrecci di cultura” [iniziativa realizzata nell’ambito del bando “Immigrati Nuovi Cittadini” – Compagnia di San Paolo – Protocollo d’Intesa Compagnia di San Paolo e Città di Torino in materia di Immigrazione, Integrazione e Intercultura] ha ridato vita al luogo.  Mentre al pian terreno si continua ad accogliere la clientela dei bagni, con il servizio docce, la parte superiore ospita attività di vario tipo per incoraggiare l’integrazione in un quartiere da sempre sede di grandi cambiamenti. L’interculturalità che si sviluppa nel piu’ semplice dei principi, Intrecci di cultura e’ l’incontro tra visioni, stili, gusti, nelle collaborazioni artistiche, e tra le persone che posseggono uno spirito di condivisione Cosmopolita.  “Gocce di segni” e’ il sunto, e l’inizio di uno scambio, dove l’acqua e la terra si incontrano, uno Tzunami emotivo gettato in un luogo storicamente popolare, i Bagni Pubblici, un bacino nel quale confluiscono persone con storie, origini, e formazioni culturali diverse. I pregiudizi, gli stereotipi, le barriere si annullano per dare spazio agli incontri. Radici, fatte di momenti e non solo di formazione accademica, tra appartenenza geografica e cultura, tra artista e persona. Gocce di segni vuole essere un’esperienza legata alla costruzione a due mani, e con due punti di vista differenti, di uno scambio legato ad ogni singolo bagaglio culturale di cui l’artista puo’ essere portatore. La tematica sulla quale sono stai invitati gli artisti alla riflessione e alla raffigurazione e’: La convivenza nella citta’ plurale.  (Immagine di Ramona Vada)

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“La terra si scalda, è tempo di cambiare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

bolognaBologna 28 novembre, ore 9.00 presso il Cinema Galiera  convegno della rete interdiocesana dei nuovi stili di vita. La conferenza stampa di presentazione del Convegno si terrà mercoledì 25 novembre alle ore 12,00 presso il Centro San Domenico (Piazza San Domenico, 15). Ore 12,00. La rete, coordinata da p. Adriano sella, unisce ora 24 diocesi italiane e ha lo scopo di diffondere i nuovi stili di vita nelle parrocchie come strumento di cambiamento e conversione.  I nuovi stili di vita vogliono far emergere il potenziale della gente comune e la loro adozione diventa giorno dopo giorno lo strumento più efficace per cambiare la propria vita e influire sui cambiamenti strutturali che devono accadere mediante le scelte dei responsabili della realtà politica e socio-economica. «costruire stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono, e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune, siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti» (giovanni paolo ii, centesimus annus, n. 36). Gli obiettivi principali della rete sono quelli di recuperare un sano rapporto con gli aspetti che rendono piena la vita. Il rapporto con le persone ad esempio: le diocesi lavorano perché si recuperi la ricchezza delle relazioni umane, fondamentali per la felicità e il gusto della vita; lavorano per ristabilire il giusto valore delle cose materiali, per passare dalla dipendenza alla sobrietà e al consumo critico; lavorano nelle commissioni di salvaguardia del creato per ristabilire un nuovo rapporto con la natura e si impegnano nelle comunità parrocchiali per ridare slancio alla cultura della mondialità, passando dall’indifferenza alla solidarietà e dall’assistenzialismo alla giustizia sociale. La rete interdiocesana promuove i nuovi stili di vita sia attraverso attività culturali negli angoli culturali nei circoli  delle acli e durante il mese del creato che attraverso dei laboratori per adulti e ragazzi (nuovistilidivitapadova.wordpress.com/attivita/). Partecipano: Mons. Karl gosler (vescovo di bolzano e bressanone) P. Adriano sella   (coord. Rete) Don gianni fazzini      (membro  rete – brescia) Francesco panigadi (membro  rete – modena) Francesco grasselli       (membro  rete – bologna) Fulvio bucci  (membro  rete – reggio emilia) (bologna)

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Nuovi stili di vita sostenibili

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

Il Dip. ProCAm (Sezione Disegno Industriale) della Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino ed Elica, azienda leader nella produzione di cappe da cucina, hanno avviato una collaborazione per lo sviluppo di un importante progetto di ricerca ed innovazione, intitolato “Eco-design & Eco-innovazione. Progettare con l’aria per nuovi stili di vita sostenibili”. Il progetto è finalizzato a condividere, tra università e impresa, un percorso di approfondimento sulle tematiche del design per la sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di sperimentare e sviluppare soluzioni innovative e nuovi concept di prodotto secondo i criteri dell’eco-design. Tale ricerca progettuale intende esplorare il ruolo dell’aria e i suoi utilizzi sostenibili per migliorare il benessere e il comfort nell’ambiente cucina, oltre che sperimentare i principi e le linee guida dell’eco-design come strumenti efficaci per prevenire e ridurre gli impatti ambientali dei prodotti lungo tutte le fasi del loro ciclo di vita (dal reperimento delle materie prime fino alla dismissione), in risposta alla crescente domanda di prodotti eco-sostenibili da parte di un mercato sempre più esigente anche in termini di sostenibilità ambientale.  Il progetto, quindi, mira a coniugare innovazione tecnologica ed eco-sostenibilità  attraverso un concetto di design che non sia solo qualificazione estetico-formale dei prodotti, ma strumento di ridefinizione profonda dell’idea stessa di prodotto e della qualità delle sue prestazioni nella direzione di stili di vita più sostenibili. La ricerca, infine, vede coinvolti un gruppo di giovani designer diplomati al Master in Ecodesign & Eco-innovazione dell’Università di Camerino, guidati e coordinati da tre esperti senior, l’arch. Lucia Pietroni (responsabile scientifico del progetto), l’arch. Marco Capellini e l’ing. Paolo Mondini e un gruppo di responsabili delle principali funzioni aziendali di Elica (Dott. Gianguido Cerullo-Product Director, Dott. Christian Nordsiek-Industrial Innovation & Design, Dott. Stefano Fioriti-Innovation Manager, Dott. Alessandro Ciabatti-Marketing Director, Dott. Massimo Lo Campo-Chief Business Integration Officer), coordinati dalla Dott.ssa Deborah Carè e dall’arch. Riccardo Diotallevi.

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