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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘stime’

PIL: l’Istat taglia le stime al +0,8%

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

L’Istat taglia ulteriormente le stime relative alla crescita, che si attestano al +0,8%, in calo di 0,1 punti rispetto al dato di Aprile.Peggiora il rapporto deficit-Pil relativo al 2018, che passa al 2,2% dal 2,1% delle precedenti stime.Unico segnale incoraggiante è quello relativo alla pressione fiscale, che si attesta al 41,8% dal precedente 42,1%.Dato che, però, rischia di essere annullato dalle ipotesi di aumento della tassazione in esame al Governo, per evitare l’aumento dell’IVA.Tale quadro richiama l’attenzione sulla situazione ancora altamente instabile della nostra economia, che richiede interventi urgenti in direzione della crescita.Il primo passo in questa direzione è lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la modernizzazione delle infrastrutture, nonché il taglio del cuneo fiscale, per dare uno slancio decisivo in direzione della ripresa.Inoltre è fondamentale, da un lato scongiurare l’aumento dell’IVA, che avrebbe conseguenze drammatiche per le famiglie, dall’altro una revisione sistematica e complessiva della tassazione, rimodulando le accise sui carburanti e tagliando alcune voci anacronistiche dagli oneri di sistema in bolletta, solo per citare alcune delle voci più urgenti.La Federconsumatori presenterà una proposta dettagliata in tal senso al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché al Ministero dello Sviluppo Economico, che ci auguriamo vorranno accogliere il punto di vista di chi, come noi, ogni giorno è impegnato nella tutela degli interessi dei cittadini, stanchi di pagare tasse obsolete o spropositate.

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Ue verso taglio stime Pil Italia, 0,2% nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Secondo l’Ansa, la Commissione Ue si appresterebbe a rivedere le stime di crescita dell’Italia per il 2019, tagliandole allo 0,2%.”Se fosse così, sarebbe una doccia fredda per il Governo. Dopo il +0,6% di Bankitalia e Fmi, ora si scende addirittura a +0,2%, ossia ad un passo da un 2019 in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ del tutto evidente che la stima del Governo di avere una crescita dell’1% per fine anno, è palesemente sballata. Ad attestarlo basterebbe il dato ufficiale Istat del IV trimestre, in base al quale la variazione acquisita per il 2019 è pari a -0,2%. Quindi il 1% stimato dal Governo, anche mantenendo il previsto impatto sul Pil dovuto alle misure contenute in manovra, pari a 0,4 punti percentuali, diventa, bene che vada, come minimo +0,8%” prosegue Dona.”Prima il Governo ne prende atto, rivedendo le stime e cercando nuove misure per incrementare la crescita, meglio è. Altrimenti, se finge che vada tutta bene, ci troveremo a fine anno con un rapporto deficit su Pil superiore al 2,04% concordato con l’Ue e a quale punto sarà inevitabile una manovra correttiva, con l’aumento dell’Iva” conclude Dona.

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Pil: Istat rialza stime, in 2017 +1,6%

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Secondo l’Istat, nel 2017 il Pil italiano è cresciuto dell’1,6%, in rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla precedente stima.”Una buona notizia il rialzo del Pil, decisamente attenuata, però, sia dal peggioramento del rapporto deficit/Pil, 2,4 contro il 2,3% precedente, che dal peggioramento del potere d’acquisto delle famiglie, che scende da +0,6% della stima di aprile a +0,5%. Se a questo si aggiunge che il potere d’acquisto è più che dimezzato rispetto allo scorso anno, quando era all’1,2%, ecco che non c’è da stare allegri rispetto al futuro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Positivo, invece, il rialzo della spesa delle famiglie per consumi finali, che passa dal 2,5% stimato in precedenza a +2,6%”

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Equitalia e i debiti degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

Crescono le cifre della riscossione da parte di Equitalia che segnano un + 15 % nel 2010, così come impressionante è l’importo recuperato nella lotta all’evasione fiscale che solo l’anno scorso è salita sino a ben 9 miliardi di euro recuperati dall’agente per la riscossione. E queste sarebbero le note positive per uno Stato in cui l’evasione fiscale arriva a livelli impressionanti ed è pari a 120 miliardi di euro secondo stime prudenziali. Una bazzecola, quindi, l’importo recuperato a fronte di un fenomeno che non accenna a diminuire e sembra aumentare proporzionalmente al pari dell’incremento della pressione fiscale perché è sempre più difficile per gli italiani fare fronte a qualsiasi tipo di debito. Al contempo aumentano i disagi per i cittadini – come da tempo denuncia Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale del “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” – a causa della rigidità degli strumenti affidati dal legislatore all’ente per il recupero coatto dei debiti nei confronti della pubblica amministrazione e delle crescenti difficoltà a “interloquire” con l‘ente. La soluzione per molti contribuenti esasperati che non intraprendono le lungaggini dei ricorsi e che decidono di pagare ormai è quasi obbligatoria: l’istanza di rateizzazione degli importi a debito. La prova di questa scelta arriva direttamente dall’esorbitante cifra delle rateizzazioni: sono ben oggi 1,145 milioni per 15 miliardi di euro i piani di rientro autorizzati da Equitalia. Sarà che l’agente per la riscossione continua a lamentare danni all’immagine per gli attacchi che si sono tramutati in veri e propri atti fisici per esempio, di recente, contro le sedi di Torino e Milano, o alle proteste davanti alla sede sarda delle partite iva, ma evidentemente è necessaria una vera e propria operazione trasparenza da parte di Equitalia affinché possano essere evitate conseguenze di tal tipo su scala più ampia e per garantire ai cittadini un miglioramento urgente dei servizi informativi e quindi degli sportelli aperti al pubblico.

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Auto Blu: aboliamole

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

“Sarebbe ora che il Ministro Brunetta smettesse di contare le auto blu e iniziasse a ridurle in maniera drastica, magari trasferendo gran parte di questo enorme parco mezzi alle Forze dell’Ordine, che ne hanno un disperato bisogno”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando i risultati del questionario del Ministro della Funzione Pubblica, secondo il quale in Italia ci sarebbero almeno 90 mila ‘auto blu’, che costano ai cittadini quasi 90 milioni di euro all’anno. “Le cifre – spiega Maccari – sono riferite ad appena il 26% delle amministrazioni locali che hanno risposto al questionario, quindi appaiono realistiche le stime delle associazioni dei consumatori che quantificano in almeno 500 mila le ‘auto blu’ in Italia, contro le 70 mila degli Stati Uniti, le 65 mila della Francia e le 50 mila della Germania”. “E’ vergognoso – continua Maccari – che lo Stato spenda decine di milioni di euro per scarrozzare politici, amministratori e burocrati, mentre le nostre vecchie Volanti spesso restano in autorimessa perché senza carburante o perché non ci sono i soldi per la manutenzione. E’ scandaloso – conclude il leader del COISP – che per affrontare la crisi finanziaria si taglino le risorse a chi deve garantire la sicurezza dei cittadini, mentre si continuano a garantire assurdi ‘status symbol’ – perché soprattutto di questo si tratta – a una casta che ha a cuore solo i propri privilegi anziché i diritti dei cittadini”. Ma è parimenti scandaloso per non dire altro, che il RESPONSABILE del dicastero di questa materia, abbia la faccia tosta di far passare un questionario quale azione di Suo merito! LUI è, funzionalmente, IL RESPONSABILE di questa materia e non dovrebbero servirgli questionari o panzane varie per fare il SUO lavoro! Se non se lo ricorda e se la memoria dei vari lacchè e plauditori a cottimo è labile, vale la pena ricordarlo!

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falsi medici

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

I falsi medici sono «una degenerazione del sistema sanitario italiano» su cui la Commissione d’inchiesta della Camera sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari «farà accertamenti». Lo assicura il presidente dell’organismo parlamentare, Leoluca Orlando. «Circa trentamila persone in Italia, secondo stime degli Ordini professionali, esercitano – si legge in una nota – la professione medica senza averne titolo, commettendo così un reato e mettendo a rischio la salute dei cittadini». Sono circa 15.000 i falsi medici e altrettanti i dentisti ‘fasulli’. Solo nel 2009 sono state 1.170 le persone denunciate dal Nas per esercizio abusivo della professione medica, cifra cui vanno aggiunti i dati dell’attività della Guardia di Finanza e della Polizia. Circa mille ogni anno i processi per questo tipo di reato, ricorda una nota. «Le condanne nei confronti di persone che lucrano sulla buona fede dei pazienti e ne mettono a rischio l’incolumità – conclude Orlando – sono spesso troppo lievi, o comunque non agiscono a sufficienza da deterrente». (fonte doctor news)

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Le stime del prodotto potenziale

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Esse si identificano con il prodotto che non genera pressioni inflazionistiche o deflazionistiche fra cui la conduzione della politica monetaria e di quella di bilancio nonché l’analisi delle politiche strutturali. La sua evoluzione dipende da una serie di fattori dal lato dell’offerta, fra cui gli input di produzione, come capitale e lavoro, e la produttività. Le variazioni nella crescita del prodotto potenziale dipendono innanzitutto da variazioni strutturali dei fattori dal lato dell’offerta, connesse ad esempio all’evoluzione demografica, a riforme istituzionali o a innovazioni tecnologiche. In aggiunta a ciò, alcune variazioni possono essere di natura ciclica, come quelle derivanti dalle oscillazioni degli investimenti. La Bce stima che la crescita potenziale tendenziale nell’area dell’euro sia dell’ordine del 07-0,9% annuo. In parte per effetto della ciclicità della crescita del prodotto potenziale, le stime del prodotto potenziale relative ad anni specifici dovrebbero oscillare nel tempo entro o attorno a tale intervallo. Va tuttavia sottolineato che le stime della crescita del prodotto potenziale tendono a variare a seconda delle tecniche utilizzate per il calcolo.  Ad esempio, i metodi fondati sul cosiddetto approccio basato sulla funzione di produzione, che deriva stime implicite delle componenti strutturali dei fattori di crescita,  tendono a produrre stime significativamente diverse da quelle basate su metodi fondati su semplici serie temporali (denominati anche filtri di estrazione del trend),  che producono una stima della componente tendenziale del prodotto reale. Le stime e le proiezioni attuali per il periodo 2009-2010 si basano sui aspettative di una ripresa moderata, che rispecchia un modesto incremento della crescita della produttività del lavoro e contributi della crescita del grado di utilizzo della forza lavoro e della crescita della popolazione complessiva sostanzialmente invariati o inferiori. Oggi tale crescita potenziale si colloca  mediamente attorno all’0,6%. Solo una ripresa sensibilmente più vigorosa delle aspettative determinerebbe una revisione al rialzo della crescita potenziale a tassi significativamente superiori all’1% nel breve periodo. Senza un’attuazione più determinata delle riforme strutturali sarà difficile evitare che gli andamenti demografici determinino un calo anche maggiore della crescita tendenziale del prodotto potenziale per l’area dell’euro.

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Tremaglia sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

Per l’on.le Tremaglia l’unico modo per l’emigrazione selvaggia dall’Africa verso i Paesi europei in Africa occorre creare i presupposti per favorire lo sviluppo locale. Ma non solo. Osserva Tremaglia: “Secondo le stime, dal 1987, anno nel quale si riunirono a Tunisi i Ministri del Lavoro dei Paesi africani ed europei, al 2015, abbiamo un dato spaventoso relativo alla natalità: in Europa in questo periodo abbiamo 30 milioni di nascite contro i 170 milioni dei Paesi africani. La disoccupazione in Africa è oltre l’80%. Nel 1995, il 14 ottobre, venne approvata in 127 Paesi, durante i lavori dell’Unione interparlamentare a Bucarest, un testo che prevedeva un intervento diretto dell’Europa a favore dei Paesi dell’Africa con investimenti economici a lungo termine. A tal proposito era stata indetta una Conferenza internazionale che non si è mai tenuta”. Per Tremaglia è giunto il pomento d’indire una “Conferenza internazionale dei Paesi rivieraschi del Mediterraneo e quelli dell’Unione europea per fissare finalmente l’impegno europeo degli investimenti a lungo termine, almeno 20 anni, per creare opportunità di lavoro per 20 milioni di Africani in Africa con un nuovo impulso produttivo di questi Paesi più poveri ed un nuovo ruolo per l’Africa nel contesto di una vasta produzione economica.Solo così  si potrà fermare la “invasione” migratoria verso l’Europa, altrimenti non contenibile”. “Bisogna, ribadisce Tremaglia, superare l’attuale impostazione puramente assistenzialistica, per esaltare una politica di investimenti che determinerà, tra l’altro, uno straordinario ritorno economico a favore dell’Europa e un’importante collaborazione politica Nord-Sud”. Per questo motivo Tremaglia impegna il Parlamento con una mozione di farsi parte diligente nel proporre una Conferenza internazionale nella quale si possa andare al cuore del problema superando l’attuale sistema assistenziale e “per riconoscere il diritto ad ogni uomo ad avere un avvenire per sé e per i propri figli, attuando in tal modo una grande operazione civile, in un destino comune tra Europa ed Africa”.

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I gioielli di Christie’s a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

27 maggio 2009 Palazzo Clerici, Milano. Le creazioni dei più celebri gioiellieri, i lavori più sofisticati, le pietre più preziose rintracciabili sul mercato italiano rendono il catalogo dell’asta primaverile di gioielli di Christie’s a Milano uno dei più attraenti per chi vuole la  migliore qualità e non disdegna le buone occasioni. L’anello firmato Bulgari con diamante ottagonale di cts  23.85 è uno dei lotti più interessanti.Proposto con  una stima di €170.000-220.000, questo gioiello è un tipico esempio del rigore con cui la famosa casa romana sceglie  solo le pietre migliori e del gusto con cui sa valorizzarle.  Creata intorno al 1960 negli atelier  di Cartier a Parigi, la magnifica  spilla in diamanti  è disegnata a foggia di fiore in pavé di brillanti con al centro un  diamante taglio vecchio di cts 4.76 e  diamanti taglio baguette sullo stelo (stima: € 20.000-30.000). Sempre firmato Cartier Paris, ma realizzato nel 1930 circa, è il bracciale Art Déco in brillanti. Offerto  con una stima compresa tra i 40.000 e i 60.000 Euro, è un gioiello  dal disegno sofisticato, la cui montatura a fascia si articola con  maglie in platino e brillanti taglio vecchio

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