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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘stimmate’

Natuzza agli onori degli altari

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Lettera al direttore. Mercoledì sera, 3 novembre, Bruno Vespa ha dedicato la trasmissione alla terza delle sue passioni: miracoli e stimmate. La prima, stando al numero di trasmissioni che vi dedica,  è costituita dai fattacci di cronaca nera. La seconda, alla politica. L’altra sera si parlava di Natuzza Evolo. L’immagine che è stata mostrata più di sovente è stata quella piuttosto raccapricciante delle stimmate sul corpo di Natuzza. Tra gli illustri invitati: Luisa Corna e Walter Nudo. C’era poi un vescovo, un giornalista, ed altri, ma, come sempre accade nelle trasmissioni vespine dedicate a temi religiosi, era assolutamente assente una voce cristiana che potesse  dimostrare  che le stimmate sono teologicamente un assurdo. E’ impossibile, infatti, attribuire a Dio un intervento che produca effetti negativi (piaghe dolorose e sanguinolenti) sul corpo delle sue creature. Sarebbe come bestemmiare. La piaghe le producono gli uomini. Ma chi era Natuzza? Era una persona analfabeta che del Vangelo aveva capito assai poco. Analfabeta, ma  capace di ricorrere a piccole furbizie: «Io ripeto solo quello che l’angelo mi dice. Ad esempio se una mamma mi chiede: “Di che è morto mio figlio?”, e dice questo per provarmi, l’angelo mi risponde: “Lei lo sa già”, ed io dico a quella persona: “Voi lo sapete” » (Natuzza Evolo e gli Angeli – don Marcello Stanzione). Oppure furbetto era l’angelo? Ma come descriveva Natuzza gli angeli con i quali aveva tanta familiarità? Diceva che erano “bambini bellissimi, luminosi, sollevati da terra”. L’esito del processo canonico è scontato. Natuzza salirà agli onori degli altari. Ma è cristianesimo questo? (Miriam Della Croce)

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I cento anni delle stimmate di Padre Pio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

“Ieri sera mi è successo una cosa che io non so né spiegare e né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva”. E’ l’8 settembre del 1911. A scrivere è Padre Pio da Pietrelcina in una lettera a padre Benedetto da San Marco in Lamis per raccontare l’apparizione delle sue prime stimmate avvenute a Piana Romana di Pioetrelcina, un anno prima, nel settembre del 1910, cento anni fa. Quelle stimmate, da tutti definite “invisibili”, ma non per questo non dolorose. Il 1910 è un anno particolare e significativo nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. E’ l’anno, infatti, della sua ordinazione sacerdotale e della celebrazione della sua Prima Messa solenne.
Tre eventi raccontati dal giornalista Raffaele Iaria in un volume dal titolo “Quei tre giorni di Padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa”, edito dalla “Tau” e nel quale l’autore  non vuole raccontare tutto il percorso di padre Pio prima di diventare sacerdote oppure raccontare la sua vita da presbitero a Pietrelcina e successivamente a San Giovanni Rotondo, ma un brevissimo periodo della sua vita: dal 10 agosto al settembre di 100 anni fa e cioè dal giorno della sua ordinazione sacerdotale a Benevento fino alle prime stimmate a Piana Romana di Pietrelcina, passando per il 14 agosto, giorno della celebrazione della sua prima messa in questo borgo del Sannio. Queste pagine – scrive nella prefazione Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “SIR” – portano il lettore in punta di piedi accanto a un frate umile e riservato che vive il momento pubblico del suo ‘sì per sempre’ a Dio con una vibrazione interiore che sorprende lui stesso prima che gli altri. È una fiammata che il tempo non consumerà, anzi al contrario, riaccenderà ogni istante come il roveto ardente sul monte Sinai”.

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Padre Pio: anniversario ordinazione sacerdotale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

Con una solenne celebrazione eucaristica l’arcivescovo  di Benevento, Mons. Andrea Mugione, ha voluto ricordare il primo centenario dell’ordinazione sacerdotale di Padre Pio da Pietrelcina, avvenuta a Benevento il 10 agosto 2010.
Una celebrazione particolare nell’anno in cui si celebrano altri due centenari del santo di Pietrelcina: la celebrazione della prima Messa il 14 agosto e dell’apparizione delle prime stimmate nel settembre di cento anni fa.  Quelle stimmate, da tutti definite “invisibili”, ma non per questo non dolorose. A Pietrelcina il frate cappuccino ha vissuto circa trent’anni della sua vita con lunghi periodi di permanenza quando alcune sofferenze fisiche lo allontanavano dai conventi cappuccini – durante il periodo di studio e anche dopo la sua ordinazione sacerdotale – che lo ospitavano per respirare l’aria salubre del paese natale. Prima di essere inviato a San Giovanni Rotondo dove ha vissuto fino alla morte. Per ricordare i tre eventi del 1910 l’editrice “Tau” ha mandato in libreria, un volume dal titolo “Quei tre giorni di Padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa” scritto dal giornalista Raffaele Iaria e nel quale l’autore  non vuole raccontare tutto il percorso di padre Pio prima di diventare sacerdote oppure raccontare la sua vita da presbitero a Pietrelcina e successivamente a San Giovanni Rotondo, ma un brevissimo periodo della sua vita: dal 10 agosto al settembre di 100 anni fa e cioè dal giorno della sua ordinazione sacerdotale a Benevento fino alle prime stimmate a Piana Romana di Pietrelcina, passando per il 14 agosto, giorno della celebrazione della sua prima messa in questo borgo del Sannio. Queste pagine – scrive nella prefazione Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “SIR” – portano il lettore in punta di piedi accanto a un frate umile e riservato che vive il momento pubblico del suo ‘sì per sempre’ a Dio con una vibrazione interiore che sorprende lui stesso prima che gli altri. È una fiammata che il tempo non consumerà, anzi al contrario, riaccenderà ogni istante come il roveto ardente sul monte Sinai”. Padre Pio, in quei tre giorni di cento anni fa raccontati in questo libro – aggiunge Bustaffa –  veniva fortemente scosso da una Voce che non lo abbandonerà mai più, una voce che sarà con lui con il linguaggio del silenzio, del nascondimento e della preghiera”. Il “sì per sempre a Dio” diventato pubblico e definitivo in quel lontano 10 agosto 1910, “portava ad alta quota la strada della santità di padre Pio, strada verso Dio, strada che attraversava un piccolo paese ma andava oltre: puntava verso le altezze di Dio”.

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