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Plastica nello stomaco del capodoglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 Mag 2019

capodoglioA pochi giorni dalla partenza di una spedizione di ricerca, monitoraggio, documentazione e sensibilizzazione sullo stato dei nostri mari, organizzata insieme a The Blue Dream Project, Greenpeace diffonde le immagini di quanto è stato ritrovato nello stomaco del capodoglio spiaggiato due giorni fa sulle coste della Sicilia.«Quello che è stato trovato due giorni fa sulla spiaggia di Cefalù era un giovane capodoglio di circa sette anni appena. Come si può vedere dalle immagini che diffondiamo, nel suo stomaco è stata trovata molta plastica. Le indagini sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto per questo, ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla», dichiara Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. «Sono ben cinque i capodogli spiaggiati negli ultimi cinque mesi sulle coste italiane. Nello stomaco della femmina gravida ritrovata a marzo in capodoglio stomacoSardegna sono stati trovati addirittura 22 kg di plastica. Il mare ci sta inviando un grido di allarme, un SOS disperato. Bisogna intervenire subito per salvare le meravigliose creature che lo abitano».Greenpeace e The Blue Dream Project monitoreranno per tre settimane i livelli di inquinamento da plastica in mare, in particolare nel Mar Tirreno Centrale. Una spedizione di ricerca che si concluderà in Toscana l’8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani.In occasione della conferenza stampa di presentazione del tour, che si terrà martedì 21 maggio alle ore 11 presso la Sala conferenze Lega Navale di Ostia, i ricercatori del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padova, centro di riferimento per le autopsie sui grandi cetacei spiaggiati lungo le coste italiane, presenteranno un report preliminare sullo spiaggiamento dei cetacei in Italia, con un focus proprio sui capodogli e la plastica. (foto copyright Greenpeace)

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Pirosi e acidità gastrica, soluzioni naturali per il bruciore di stomaco

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Pirosi e acidità gastrica, soluzioni naturali per il bruciore di stomaco Il bruciore di stomaco, uno dei fastidiosi disturbi più frequentemente riscontrati nella popolazione generale, è spesso causa di considerevoli implicazioni sulla qualità della vita dei soggetti colpiti. Quando il dolore è persistente, la sintomatologia può difatti influire sul riposo notturno, sul rendimento lavorativo, comportare ristrettezze alimentari e provocare cattivo umore.
Sebbene prediligere uno stile di vita salutare costituisca il primo passo fondamentale per prevenire e contrastare episodi di pirosi gastrica, in moltissimi casi per tenere adeguatamente a bada il disturbo è necessario ricorrere ai numerosi approcci terapeutici disponibili. In base alle specifiche esigenze dettate dai fattori scatenanti coinvolti nel disturbo e all’entità della condizione manifestata, al farmacista spetta il compito di suggerire l’opzione terapeutica migliore.I prodotti a base di alginato e tamarindo grazie ad un’azione sinergica proteggono efficacemente la mucosa (formando un rivestimento viscoelastico che si stratifica lungo le pareti dello stomaco), rappresentando un’efficace alternativa naturale ai farmaci di sintesi in caso di pirosi gastrica occasionale, grazie anche all’ottimo profilo di tollerabilità. (Carla Carnovale Pharmacovigilance Service, Unit Clinical Pharmacology, Department of Biomedical and Clinical Sciences, University Hospital “Luigi Sacco”, University of Milan – fonte: Farmacista33)

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Il microscopio che “accarezza” il DNA rivela una nuova strategia per infettare lo stomaco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

biblio università parmaParma. Colonizzare in modo persistente l’ambiente particolarmente acido dello stomaco dell’uomo senza essere neutralizzati dal sistema immunitario non è impresa facile. Ci riesce solo Helicobacter pylori, un batterio considerato tra i principali fattori di rischio per ulcera e cancro gastrico. Una nuova ricerca, condotta nel Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma, ha permesso di chiarire un nuovo meccanismo regolativo essenziale per l’infezione della mucosa gastrica da parte di Helicobacter pylori: in pratica, il batterio “percepisce” la concentrazione di alcuni ioni metallici e, attraverso la compattazione di una piccola regione del suo DNA, regola l’espressione genica di enzimi necessari per la sopravvivenza in ambiente acido. I risultati di questo lavoro, che annovera tra gli autori due giovani biologi molecolari dell’Università di Parma, Nicola Doniselli e Stefano Maggi, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Communications” (http://www.nature.com/articles/ncomms12593) Ciò che rende Helicobacter pylori così efficace nel colonizzare lo stomaco dell’uomo a lungo termine è la capacità di modulare finemente la propria espressione genica. I principali fattori di virulenza devono essere prodotti a sufficienza per garantire la proliferazione batterica senza però stimolare la risposta immunitaria dell’ospite. Inoltre, per infettare l’ambiente molto acido dello stomaco, il batterio ha imparato a utilizzare a proprio vantaggio ioni metallici quali ferro e nichel, in un processo noto come omeostasi dei metalli. Tutto questo avviene attraverso un circuito di regolazione genica che integra diversi stimoli provenienti dall’ambiente in una risposta fisiologica coerente. “Utilizzando un particolare tipo di microscopio, detto a “forza atomica” per la sua capacità di percepire piccole forze di repulsione tra gli atomi, ci siamo accorti che, quando prevalgono stimoli non favorevoli alla crescita, in alcune zone del DNA del batterio si formavano veri e propri “nodi” nucleoproteici che determinavano lo spegnimento della produzione di alcuni fattori di virulenza”, spiega Claudio Rivetti, docente del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma, che insieme ad Alberto Danielli dell’Università di Bologna ha coordinato la ricerca. “Al contrario stimoli favorevoli alla crescita – prosegue – determinano lo scioglimento dei nodi sul DNA, attivando di conseguenza la produzione dei fattori di virulenza e la crescita batterica”.In questo meccanismo un ruolo centrale è svolto da due proteine, Fur e NikR, che legano rispettivamente ioni ferro e ioni nichel. Quando la concentrazione di ferro aumenta, Fur si aggrega sul DNA e lo compatta in modo tale da spegnere l’espressione della proteina ArsR, necessaria per l’adattamento alle condizioni acide. Quando invece è presente anche il nichel, NikR impedisce il compattamento del DNA operato da Fur, favorendo quindi la produzione di ArsR. “In pratica, la proliferazione cellulare viene controllata da un meccanismo di condensazione reversibile del DNA, mediato dai due regolatori trascrizionali che captano segnali chimici, ferro e nichel, per accendere o spegnere il gene ArsR”, continua il prof. Rivetti.Helicobacter pylori è molto diffuso tra la popolazione mondiale e italiana, ed è il principale fattore di rischio per l’insorgenza di lesioni maligne allo stomaco. Questo patogeno può infettare l’ospite vita natural durante, causando infiammazioni e lesioni ulcerose dell’epitelio gastrico, che predispongono all’insorgenza di tumori allo stomaco. Nel mondo il tumore gastrico è quarto per incidenza di casi e secondo per numeri di decessi; pertanto la sua prevenzione, che passa anche attraverso l’eradicazione del batterio, è un obiettivo farmacologico importante. Poiché Fur, il principale effettore di questo meccanismo regolativo, è una proteina evolutivamente conservata, questa ricerca pone anche le basi per uno studio più ampio volto a decifrare i meccanismi di virulenza di altri batteri patogeni.
Nel corso degli anni il gruppo dell’Università di Parma che ha lavorato a questa ricerca si è specializzato nello studio dei batteri e dell’interazione tra DNA e proteine regolatrici mediante l’uso del microscopio a forza atomica. Questo microscopio utilizza una sottilissima punta posta all’estremità di una leva flessibile per “accarezzare” la superficie del campione in modo da rivelarne la topografia molecolare. In pochi minuti è possibile ottenere immagini ad alta risoluzione di complessi nucleoproteici che generalmente hanno dimensioni di pochi nanometri (miliardesimi di metro), quindi troppo piccoli per poter essere visualizzati con i normali microscopi ottici. La successiva elaborazione delle immagini, mediante particolari software sviluppati sempre all’Università di Parma, consente di valutare il cambiamento di diversi parametri strutturali delle molecole nucleoproteiche in funzione delle diverse condizioni saggiate.

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Con le sigarette… Meglio Smettere

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Mag 2016

sigaretteIl 34% degli studenti delle superiori è convinto che le sigarette non siano così dannose come medici e media sostengono. Il 47% pensa che il vizio provochi solo eventualmente febbre, tosse o mal di stomaco. L’80% inizia “perché lo fanno i miei amici e compagni di scuola”, mentre per otto ragazzi su dieci si può tranquillamente provare, “tanto smettere è molto facile”. E per il 58% la nicotina non dà alcuna dipendenza, “altrimenti sarebbe illegale”. Sono questi alcuni dati emersi dal sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) attraverso la APP Con le sigarette…Meglio Smettere fra gli studenti del biennio delle superiori. L’indagine fa parte della prima campagna nazionale contro il tabagismo lanciata nel gennaio scorso dalla Società Scientifica e resa possibile da un educational grant di MSD Italia. I risultati dell’iniziativa sono presentati oggi in un convegno all’Auditorium del Ministero della Salute. “Oltre il 70% dei fumatori prende il pericolosissimo vizio prima dei 20 anni – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’AIOM -. Attraverso questo progetto vogliamo fornire una corretta informazione su tutti i pericoli che si nascondo dietro ad ogni singola “bionda”. Le sigarette infatti rimangono uno dei più importanti fattori di rischio oncologico. Solo per il tumore del polmone aumentano di 14 volte le probabilità di insorgenza della neoplasia. E il fumo è un grave fattore di rischio per altri tipi di tumore, come quello del seno, della prostata, della vescica, del colon-retto, oltre che per le malattie cardio cardiovascolari e dell’apparato respiratorio. Sono oltre 180.000 i decessi che ogni anno potremmo evitare”. Il progetto può vantare una testimonial d’eccezione del mondo dello sport italiano: la tennista Flavia Pennetta. La campionessa brindisina è protagonista di un opuscolo e di uno spot che a breve andrà in onda sulle emittenti televisive italiane e ad ottobre in duecento sale cinematografiche, e che è già un caso fra i social media. Un video molto forte, ambientato in una camera mortuaria dove si vede la tennista che viene lentamente rinchiusa dentro una sacca da morto. Dopo pochi secondi però riesce a liberarsi strappando una cerniera composta da sigarette. “E’ per me un grande onore poter partecipare a una così importante iniziativa rivolta ai più giovani – spiega la Pennetta -. Da atleta sono sempre attenta alla cura del corpo e della mia salute. E quindi ovviamente non ho mai fumato! Il mondo dello sport deve scendere in campo in questa battaglia contro uno stile di vita tanto stupido quanto pericoloso. Per questo ho deciso di apparire in uno video con immagini decisamente crude ma estremamente efficaci, soprattutto per i più giovani. Spero di poter dare anch’io il mio piccolo contributo e di convincere qualche adolescente a buttar via, per sempre, quel maledetto pacchetto di sigarette”. “Contro il tabagismo – sottolinea Pinto – è molto più utile svolgere un opera di corretta cultura della prevenzione. In questi mesi, i nostri oncologi AIOM sono andati nelle scuole medie superiori di Roma, Torino e Napoli per tenere speciali lezioni della salute. Il 14% degli studenti fuma regolarmente e il loro numero è in aumento. Dobbiamo insegnare a loro i corretti stili di vita che devono condurre da giovani per evitare da grandi brutte sorprese”. Per la campagna AIOM è stato anche realizzato anche un concorso tra decine di classi che hanno partecipato al tour. Gli studenti si sono sfidati nella produzione di una sceneggiatura per uno spot contro il fumo che verrà realizzato dallo Istituto Europeo di Design (IED) di Roma e da settembre diffuso nelle sale cinematografiche italiane. Una speciale giura composta da docenti, oncologi e esperti dello IED ha valutato l’opera migliore fra le oltre 30 realizzate. I vincitori sono stati i ragazzi del Liceo Classico “Luciano Manara” della Capitale. “Ogni mattina vediamo troppi nostri studenti (in particolare le ragazze) accendere quelle terribili “bionde”, perché sembrano ignorare quali danni possano provocare – sottolinea il prof. Fabio Foddai, Dirigente Scolastico del Manara -. I nostri studenti hanno inventato lo script “Quanto dura la vita di un fumatore” proprio per sottolineare come la frase “il fumo uccide”, che si trova sui pacchetti di sigarette, sia vera. Ringraziamo l’AIOM per averci coinvolto un progetto educazionale così innovativo e che ha permesso ai ragazzi di discutere a fondo con i docenti e gli esperti di comunicazione, sviluppando una forte creatività che speriamo possa servire per contrastare questo vizio, attraverso un messaggio ideato dagli adolescenti per gli adolescenti”.

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La carne favorisce il cancro?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

sicurezza alimentareIl report dell’OMS, pubblicato sul numero di ottobre di Lancet Oncology, conferma quanto già dal 2007 era noto, e cioè che il consumo di carne favorisce il cancro: il report ha esaminato oltre 800 studi sull’argomento. Non pochi: chi tenta disperatamente di negare l’evidenza dovrebbe accettare questa realtà.
In particolare, una metanalisi presa in esame mostra che per ogni 100 g di carne rossa consumati al giorno il rischio aumenta del 17% mentre per ogni 50 g di carne trasformata il rischio aumenta del 18%. Sono state trovate inoltre associazioni con il cancro allo stomaco, pancreas e prostata, portando l’OMS a definire la carne rossa “probabilmente cancerogena” e quella trasformata “cancerogena” per la nostra specie: questo dato, da tempo già noto, è stato per anni tenuto nascosto alla popolazione, in barba alla tutela della salute pubblica.
Già nel 2007, infatti, il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) classificava come “convincente” l’aumento del rischio del cancro del colon-retto riconducibile al consumo di carni rosse e trasformate, e una delle 10 raccomandazioni per la prevenzione del cancro (per l’esattezza la quinta) così recitava:
“Limitare il consumo di carni rosse (ovine, suine e bovine, compreso il vitello) ed evitare il consumo di carni trasformate.”
Dichiara la dottoressa Luciana Baroni, medico, nutrizionista, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV: “Questa è però solo una parte della storia: nel 2011 un grosso studio condotto dalla Harvard School di Boston riportava come su un campione di oltre 200 mila soggetti, il consumo di 1 porzione al giorno di carne rossa aumentava il rischio di diabete di tipo 2 del 12%, mentre quello di carne trasformata del 32%. Su un campione più ampio, che ha incluso più studi per un totale di circa 450 mila soggetti, il consumo di 100 g di carne rossa al giorno aumentava il rischio di diabete mellito di tipo 2 del 19%, e quello di 50 g di carne trasformata del 51%.”
Studi prospettici che hanno messo a confronto soggetti che seguono diversi stili alimentari, concordemente trovano che chi consuma carne, qualsiasi tipo di carne, ha un rischio aumentato di diabete, di morte e ospedalizzazione per malattie cardiovascolari, di ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso-obesità, cataratta, diverticolosi del colon. E’ importante notare che questo vale per tutti i tipi di carne, di qualsiasi specie animale, non solo quella rossa o trasformata, quindi anche la carne bianca, il pollame, ecc.
Ma l’industria della carne si affretta a negare persino l’evidenza proveniente dall’OMS. Non può lasciare che queste informazioni spaventino la popolazione, perché l’unico rischio che le sta a cuore è quello che calino i consumi, non certo quello per la salute umana: i numeri del settore sono vertiginosi.
L’esortazione di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana a tutti i consumatori è di non accettare di assistere impotenti a questa nuova mistificazione, che vede ancora la salute sottomessa al profitto, esattamente come già accaduto per il fumo di sigaretta. Ci dicevano che bastava fumarla con il filtro, proprio come ci dicono che basta consumare carne italiana, e stare tranquilli… come se potesse fare differenza il DOVE la carne è prodotta.
E’ imperativo non fidarsi delle rassicurazioni dei produttori, visto il loro palese conflitto di interessi, e occuparsi invece della propria salute in prima persona, cambiando menù: aumentando i cibi vegetali e diminuendo quelli di origine animale, fino ad arrivare a un’alimentazione 100% vegetale, la più protettiva per la nostra salute. Indicazioni pratiche a disposizione di tutti si trovano sul sito del PiattoVeg, http://www.PiattoVeg.info

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