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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘stop’

Stop a intramoenia se in attività ordinaria si aspetta troppo

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Il caso Puglia fa discutere.mSe per una prestazione con il Ssn si aspetta troppo e per l’intramoenia si aspetta troppo poco la seconda può essere sospesa. Dopo le parole del ministro Grillo ad Agorà (“non si possono prospettare ai cittadini mesi di attesa per ottenere una prestazione in regime pubblico quando se fatta in intramoenia arriva dopo due giorni”) è la Puglia ad approvare la riforma anti-attese della sanità punendo scarti troppo ampi tra le attese per esami in attività istituzionale e libero professionale. Il Consiglio regionale a maggioranza ha dato il via libera alla proposta di Fabiano Amati (Pd, presidente commissione bilancio), che, tra le altre cose, vieta la libera professione se c’è disallineamento tra i tempi d’attesa di una prestazione istituzionale e in intramoenia. A sbloccare l’iter della bozza, il recepimento del Piano nazionale di Governo delle Liste d’attesa del Ministro della Salute che prevede la sospensione dell’attività libero professionale nei reparti che non raggiungano l’erogazione dei servizi ai pazienti nei tempi previsti secondo urgenza. L’articolo 3 del testo pugliese ora prevede la sospensione dell’attività libero professionale in Asl e ospedali se per ottenere le prestazioni con il servizio sanitario si attende oltre 5 giorni in più rispetto all’attesa di una prestazione in libera professione intramoenia. Altre novità: ogni 2 mesi i direttori generali dovranno pubblicare sul sito internet aziendale i dati dell’attività istituzionale e dell’intramoenia per ogni unità operativa. Entro 2 mesi, Asl e ospedali rivedranno i volumi delle prestazioni per tipologia ed attività, attivando nuove ore con la stipula di convenzioni o prevedendo più ore per gli specialisti ambulatoriali Asl già in servizio o acquistando prestazioni da privati accreditati extra budget. Chi tra i dirigenti non raggiunge i volumi istituzionali definiti perderà in tutto o in parte la retribuzione di risultato; se l’intramoenia non cessa ove richiesto, si arriva al procedimento disciplinare, e non sarà riconosciuta la remunerazione per l’attività libero professionale. Tranne la medicina di laboratorio, le prestazioni si potranno prenotare solo con il Cup, prevedendo richiami per gli assistiti: chi non si presenta all’appuntamento, e non ha dato disdetta nelle 48 ore precedenti, pagherà l’intera prestazione anche se esente dal ticket. Tra i dirigenti, i manager nomineranno un Responsabile unico aziendale sulle liste d’attesa, il Rula.
I medici però non sono d’accordo con l’accostamento intramoenia-lunghe attese. Tra l’altro in Puglia la libera professione in ospedale ammonta a un 5% dell’attività: punirla sembra quasi più questione di “principio”. Sulla quale polemizza l’Ordine dei Medici di Lecce guidato da Donato De Giorgi, che evoca lo “sciopero dell’intramoenia” già evocato a novembre dal sindacato dei medici ospedalieri Cimo. Questi ultimi sostengono che in Puglia la libera professione è già azzoppata, si può fare solo se il medico raggiunge il volume di prestazioni istituzionali richiesto. Ed è così poco conveniente che le prestazioni intramoenia sono diminuite del 43% tra il 2010 e il 2016, molti medici non la praticano più. «Se la libera professione venisse sostituita da attività istituzionale si genererebbe un aumento della domanda in grado di mettere ancor più in difficoltà il sistema», ha spiegato a DoctorNews il segretario Cimo Puglia Arturo Oliva. La possibilità data al medico di visitare fuori dal suo orario di lavoro soddisfa richieste extra attività istituzionale, non evase per mancanza di medici sufficienti nei turni, in particolare specialisti, e per carenza di tecnologie sanitarie efficienti. «La storia vera è quella di una forte carenza di medici e assistenza di fronte alle richieste dei pazienti, che peggiorerà -scrive oggi Cimo nazionale – se si blocca la libera professione». (by Mauro Miserendino fonte: doctor33)

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Rapporto annuale “Stop ai pesticidi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Sono state lanciate ombre preoccupanti sugli alimenti che giornalmente mangiamo.I campioni di frutta e verdura che non rispettano i limiti imposti dalla legge sono in numero decisamente ridotto (1,3% del totale) ma il grosso problema è dato da quegli alimenti che, pur in regola con la legislazione europea, presentano tracce del cd. multiresiduo.Il multiresiduo è un fenomeno per il quale i singoli valori dei pesticidi presenti non supera il limite di legge, ma la loro presenza simultanea può avere potenziali ripercussioni sulla salute umana.”Il Piano d’azione Nazionale adottato dal nostro Paese non è sufficiente – afferma il Codacons – servono interventi decisi volti a tutelare la salute dei cittadini. I dati sono preoccupanti, infatti solo il 36% della frutta sarebbe privo di pesticidi, mentre il 60% nonostante sia considerato regolare, presenta al suo interno uno o più residui chimici. Scriveremo al Ministero della Salute al fine di porre all’attenzione questa potenziale fonte di rischio per la salute umana, che non può essere sottovalutata”.

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Nuovo “Stop” della Cassazione ai verbali elevati con autovelox

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

Altro duro colpo nei confronti degli enti accertatori e dei prefetti in materia di sanzioni al codice della strada per eccesso di velocità elevati con apparecchiature elettroniche come l’autovelox. In data odierna, la seconda sezione civile Cassazione con l’ordinanza 1661/19, pubblicata il 22 gennaio, ha riaffermato compiutamente alcuni principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si stanno consolidando in questa delicata materia che vede ancora contrapposti automobilisti e enti ma anche, da una parte la certezza del diritto e dall’altra l’esigenza di “far cassa” con la scusa della regolamentazione del traffico veicolare e della sicurezza. Nella fattispecie, in particolare, si è ribadito il concetto secondo cui, se è vero che il verbale che contesta l’eccesso di velocità non debba indicare la presenza del segnale che preavvisa il conducente del rilevamento elettronico, tuttavia, in caso di contestazione circa la sua esistenza tocca comunque all’ente accertatore dimostrare la presenza del cartello, che costituisce una condizione di legittimità della pretesa sanzionatoria. Nel caso approdato innanzi alla Suprema Corte, il cittadino aveva proposto ricorso dopo aver perso sia innanzi al Giudice di Pace di Parma che in appello davanti al Tribunale dello stesso comune emiliano. In primo luogo, nell’accogliere il ricorso, i giudici di legittimità ricordano che se il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se lo strumento che misura la velocità dei veicoli è stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura così come affermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 2015. Altro punto a favore dell’automobilista riguarda la contestazione dell’assenza dell’apposita segnaletica che preannuncia la presenza dell’autovelox. In tal senso, sottolinea la Suprema Corte, che sia l’articolo 142 Cds, al comma 6 bis introdotto dal decreto legge 117/07, sia il decreto ministeriale attuativo 15 agosto 2007 prevedono che i segnali devono essere installati con adeguato anticipo rispetto agli autovelox e l’amministrazione non ha alcuna discrezionalità nell’adempiere all’obbligo ricorrendo a sistemi informativi alternativi, mentre è lo stesso Codice della Strada a imporre di utilizzare le segnalazioni luminose, se necessario. Evidenziano gli ermellini che se la decisione impugnata è corretta nella parte in cui dichiara che non è previsto da alcuna norma primaria o secondaria che il verbale di contestazione debba fornire indicazioni circa la presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico, non è tale anche nella parte in cui, invece, ha sia pur implicitamente affermato, che è onere dell’opponente la prova della violazione da parte dell’amministrazione delle procedure di accertamento quanto alla presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico: il relativo onere probatorio, infatti, in mancanza di un’attestazione fidefaciente al riguardo contenuta nel verbale va dunque a carico dell’amministrazione. Va poi rigettato l’assunto secondo cui l’eventuale inadempienza dell’ente possa rimanere limitata nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla pubblica amministrazione: è tutt’altro che priva di precettività la norma ex articolo 4 della legge 168/02. La segnalazione preventiva degli apparecchi è un obbligo specifico posto a carico della polizia stradale per tutelare la sicurezza dei conducenti. Morale della favola: l’inadempienza dell’amministrazione non può non riflettersi sulla legittimità degli accertamenti.

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Bce: taglia bond a 15 mld/mese fino dicembre, poi stop

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

La Banca Centrale Europea ridurrà gli acquisti di titoli fatti attraverso il Qe a 15 miliardi al mese da ottobre a dicembre, per poi portarli a zero da gennaio in poi.”Una brutta notizia. L’Italia ora è nei guai. Nonostante lo slittamento da settembre a dicembre, la riduzione a 15 mld rischia di avere effetti immediati sullo spread” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Pagheremo il fatto di non aver saputo approfittare del QE e dei bassi tassi di interesse per abbattere il debito pubblico in valore assoluto. Ogni anno vanno in scadenza 400 miliardi di debito. Un punto in più di tasso di interesse, quindi, equivale ad una mini manovra da 4 miliardi” conclude Dona.

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“Su stop slot aspettiamo Renzi a prova fatti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2016

slot machines“Ogni tanto capita di leggere una buona notizia anche sul gioco d’azzardo: Matteo Renzi in una intervista ad un Magazine non Profit ha affermato che sul gioco d’azzardo sta per mettere a punto una misura che consentirà di togliere le slot dalle tabaccherie e dagli esercizi commerciali. Vedremo se è vero o se sono solo parole in libertà. Sono tre anni che la XII commissione della Camera ha votato all’unanimità un ddl che va in questa direzione e che non è mai giunto in Aula, per una ostinata opposizione della commissione Bilancio. Sono almeno due anni che PierPaolo Baretta, sottosegretario al Mef, sta provando a intervenire in materia di giochi e il flop della riforma fiscale in materia di giochi dà una esplicita conferma dell’insuccesso. E’ dell’anno scorso la legge finanziaria che aveva deliberato la riduzione di oltre il 30% delle macchinette entro il primo di gennaio 2016. Ma, come è noto, al 31 dicembre avevamo avuto un aumento significativo delle macchinette proprio nei bar, nelle tabaccherie e nella sale giochi. Dopo di che, di cavillo in cavillo, quella legge non è mai stata applicata. E il risultato finale è che la macchinette sono aumentate. Chissà che oggi la affermazione di Matteo Renzi non preluda davvero ad un cambio di ritmo e di valutazione sul gioco d’azzardo, recuperando buon senso e senso della legalità”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che di quella legge è stata relatrice in commissione.
“Sappiamo bene che l’attenzione si focalizza sulle Awp e non su altre tipologie di gioco, altrettanto diffuse in modo capillare, per un fatto fortemente simbolico. Le Awp, o Slot, sono macchine a bassa performance che consentono la giocata solo attraverso l’introduzione di una moneta da 1 euro e permettono vincite non superiori a 100 euro. Il target di riferimento in genere è lo studente o il frequentatore del bar o della tabaccheria che spende in gioco il resto della colazione o delle sigarette. Non è qui che si annida il giocatore patologico – prosegue Binetti – ma è questo il contesto tipico in cui il giocatore sociale acquisisce gli abiti che successivamente potranno, non dovranno fortunatamente, trasformarlo in giocatore abituale e in alcuni casi poi in giocatore patologico. E’ vero che la presenza di apparecchi nei bar e nelle tabaccherie contribuisce al bilancio dell’esercente e molti esercizi, senza la presenza di una o due slot sarebbero in difficoltà. Ma ciò che aiuta loro a mantenersi in equilibrio economico troppo spesso destabilizza i fragili bilanci personali o familiari dei giocatori. Vedremo se Renzi, senza cedere alla demagogia ma nemmeno all’ipocrisia, saprà fare questa piccola vera riforma che da tre anni sollecitiamo con il nostro disegno di legge in Parlamento, scontrandoci con un muro di gomma che ha creato in molti di noi un vero e proprio atteggiamento di sospetto. Speriamo che il premier questa volta non abbia parlato solo per tranquillizzare il suo interlocutore – conclude Binetti – ma abbia davvero capito il danno che si sta sistematicamente facendo con la dipendenza che si crea”.

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Campagna stop TTIP

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

ttipPer la Campagna Stop TTIP Italia ogni passo in avanti sul negoziato TTIP e sull’approvazione del CETA (l’accordo con il Canada gemello del TTIP) è un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea che agisce al solo servizio dei grandi poteri economici.Lo dimostrano le preoccupazioni espresse anche dai deputati italiani che sono entrati nella sala di lettura aperta a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 30 maggio scorso.
Come hanno ricordato ai nostri governanti le 40.000 persone che sono scese in piazza a Roma il 7 maggio scorso, il TTIP è un colpo di stato travestito da trattato commerciale, che spazzerebbe via le norme per la tutela della salute e dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e dei consumatori. Nonostante l’opposizione di milioni di persone in Europa (in cui sono già state raccolte 3,5 milioni di firme contro il trattato) e negli USA, il governo di Stati Uniti e la Commissione Europea continuano stolidamente a proseguire i negoziati per portare avanti il trattato.Con questa cartolina auguriamo ai negoziatori che si troveranno domani a Bruxelles di trovare il coraggio di segnare un punto a favore della democrazia: prendere atto del fallimento di un progetto che non fa gli interessi dei cittadini ma solo quelli dei grandi poteri finanziari e abbandonare per sempre il TTIP.

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Stop Equitalia! In caso fermo amministrativo illegittimo perché relativo a tributi prescritti deve pagare i danni per lite temeraria al cittadino che si trova l’auto bloccata dalle ganasce fiscali

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2014

Risarcita in via equitativa l’insegnante che a causa dell’erroneo provvedimento risulta avere difficoltà per raggiungere il posto di lavoro. Per la responsabilità aggravata è sufficiente provare la scarsa prudenza dell’esattore e non il dolo o la colpa grave È proprio il caso di dirlo: un brutto, ennesimo stop per Equitalia viene dalla sentenza n. 182 del 23 dicembre 2013 della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso che ha ritenuto giusto condannare per lite temeraria l’esattore, ordinando il risarcimento in via equitativa ad un contribuente cui era stato emesso un provvedimento di fermo amministrativo illegittimo perché relativo a crediti prescritti.
Nel caso di specie, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, i giudici tributari hanno accolto il ricorso di un’insegnante che era stata messa in difficoltà a raggiungere il posto di lavoro a seguito del blocco fiscale della sua automobile a causa del mancato pagamento di alcune cartelle per crediti Inps nonostante tale richiesta fosse ormai prescritta, essendo decorsi, addirittura, oltre dieci anni.
La corte molisana ha quindi disposto l’annullamento dell’atto impositivo e ha anche concesso il risarcimento dei danni subiti a causa delle difficoltà conseguenti al mancato uso della propria automobile rilevando che ai fini della sussistenza della responsabilità per lite temeraria, stabilita dall’articolo 96 del Codice di Procedura Civile, dell’agente della riscossione che esegua il fermo di un autoveicolo per un credito tributario già prescritto, non si richiede né il dolo né la colpa grave, ma trattandosi di misura cautelare è sufficiente il difetto della normale prudenza, agevolmente configurabile nell’ipotesi in cui la prescrizione sia rilevabile dallo stesso provvedimento notificato al contribuente.
Ma v’è di più, per i giudici, la liquidazione del danno da lite temeraria può essere effettuata secondo equità dal giudice (anche tributario) poiché è costituito non già dalla lesione della posizione materiale della parte vittoriosa, ma dagli oneri di ogni genere che essa abbia dovuto affrontare per essere stata costretta a contrastare l’ingiustificata pretesa della parte avversa e dai disagi sopportati per effetto di quella iniziativa, danni desumibili dalla comune esperienza. Nella fattispecie, l’agente per la riscossione è stato condannato, quindi, non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche a versare 500 euro extra.

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Stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2012

Roma 26 aprile alle ore 10, presso la sala dei Gruppi consiliari, in via delle Vergini 18 (terzo piano, zona Fontana di Trevi) è fissato un incontro nel quale partecipano: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente; Roberto Scacchi, responsabile acqua di Legambiente Lazio. Sono stati invitati tutti i consiglieri comunali e i presidennti dei Municipi, hanno già garantito la partecipazione, tra gli altri: Umberto Marroni (capogruppo PD), Paolo Masini (PD), Andrea Alzetta (La sinistra l’arcobaleno), Salvatore Vigna (Api), un rappresentante La Destra; Roberto Mastrantonio, presidente Municipio VII; Sandro Medici, presidente Municipio X. In attesa di conferma Alessandro Onorato (capogruppo UDC).L’incontro è promosso da Legambiente con in Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e i presidenti dei Municipi, mentre l’Assemblea capitolina sta discutendo il bilancio di Roma Capitale, nel quale è prevista, in pieno contrasto con la volontà popolare espressa nei referendum, la vendita di una importante quota comunale del 21% della società che gestisce l’acqua nella Capitale e la costituzione di una holding per tutti gli altri servizi pubblici locali quali trasporti, rifiuti, cultura, ecc, anche in questo caso con l’obiettivo esplicito di una futura cessione di quote ai privati.

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Roma: stop veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

Roma Il Dipartimento tutela ambientale e del verde ha disposto per oggi il divieto di circolazione all’interno della fascia verde cittadina. Dalle 7.30 alle 20.30 dovranno fermarsi: autoveicoli a benzina Euro 0 e 1; diesel Euro 0-1- 2; ciclomotori e motoveicoli a due, tre, quattro ruote a 2 e 4 tempi Euro 0 -1. In condizioni di ristagno atmosferico, il provvedimento è stato deciso in relazione ai livelli di polveri sottili rilevati dalle centraline Arpa di: Preneste (71/50 microgrammi per metrocubo), Cinecittà (73), Tiburtina (69). I limiti imposti per il biossido d’azoto sono stati superati nelle stazioni di: Cinecittà (217/200 microgrammi per metrocubo), Arenula (235), Magna Grecia (247), Fermi (316), Tiburtina (266).

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Libia: stop al conflitto

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Abbiamo subito condiviso lo spirito e i principi ispiratori della Risoluzione ONU 1973 sulla Libia, rivendichiamo ora il rispetto di tali principi e un immediato stop dello stato di conflittualità” lo dichiara l’On. Americo Porfidia di Noi Sud-Ir membro Commissione Difesa alla Camera “Invitiamo il Governo e in particolare il Ministro degli esteri a fare pressione affinché le armi si fermino immediatamente e la parola torni alla diplomazia. L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo centrale per la risoluzione pacifica di questa situazione: all’interno del quadro degli obblighi internazionali i nostri compiti – sostiene Porfidia – sono i seguenti: Garantire la sicurezza di tutta la popolazione libica; mantenere in vita i principi ispiratori del Trattato di Bengasi del 2008 che è il frutto di una decennale attività diplomatica italo-libica. Capire con precisione e accuratezza d’analisi chi sono e quali intenzioni hanno per il futuro politico della Libia i rivoltosi cirenaici, assicurandoci che non vi siano tra loro reali o potenziali corpi dell’estremismo islamico; Assicurare alle popolazioni nordafricane colpite direttamente o indirettamente dalla guerra il livello massimo di sicurezza sanitaria e alimentare. Riguardo ai profughi – conclude Porfidia – l’Italia deve dimostrare ancora una volta tutta la sua forza nazionale e farsi trovare unita e solidale nell’aiutare uomini, donne e bambini in grandi difficoltà. Allo stesso tempo agire nei confronti dei paesi membri della UE affinché condividano con l’Italia l’onore della gestione degli sbarchi di immigrati, crediamo questa sia l’unica autentica guerra umanitaria da dover combattere”

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Roma: Stop a veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Roma 8/2/2011. «I veicoli più inquinanti non potranno circolare domani all’interno della fascia verde cittadina. Il provvedimento è stato assunto per il secondo giorno consecutivo, al fine di contenere i livelli delle polveri sottili (pm10), le cui concentrazioni sono favorite dalle attuali condizioni di alta pressione meteorologica.  Dalle 7.30 alle 20.30, dunque, all’interno della fascia verde cittadina non potranno circolare: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina “euro 0”; autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 0”, “euro 1” e “euro 2”; motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”; minicar a benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 0” e “euro 1”. Secondo i dati rilevati dalle centraline di monitoraggio ARPA, il limite di 50 mg/m3 come media giornaliera delle concentrazioni di polveri sottili, è stato superato nelle stazioni di: Preneste, Francia,  Cinecittà, Ada, Cavaliere, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina e Arenula».  Lo comunica il Dipartimento tutela ambientale e del verde – Protezione civile di Roma Capitale.

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Roma: stop ai veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Roma 7 febbraio, i veicoli più inquinanti non potranno circolare  all’interno della fascia verde cittadina. Il provvedimento è stato assunto per contenere i livelli delle polveri sottili (pm10), le cui concentrazioni sono favorite dalle attuali condizioni di alta pressione meteorologica. Dalle 7.30 alle 20.30, dunque, all’interno della fascia verde cittadina non potranno circolare: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina “euro 0”; autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 0”, “euro 1” e “euro 2”; motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”; minicar a benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 0” e “euro 1. Secondo i dati rilevati dalle centraline di monitoraggio ARPA, il limite di 50 mg/m3 come media giornaliera delle concentrazioni di polveri sottili, è stato superato nelle stazioni di: Preneste, Cinecittà, Bufalotta e Tiburtina».  Lo comunica il Dipartimento tutela ambientale e del verde – Protezione civile di Roma Capitale.

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Stop ad Affari tuoi un segno di rispetto

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“Un segnale di rispetto nei confronti dei cittadini che pagano il canone”: così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), interpreta la mancata programmazione di Affari tuoi, il popolarissimo gioco televisivo su format Endemol dominatore per sette stagioni negli ascolti dell’access prime time di Raiuno, condotto in passato da Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Pupo, Flavio Insinna e ultimamente da Max Giusti. Lo stop imposto al programma più seguito di Raiuno (da ieri sera sostituito da “I soliti ignoti”, condotto da Fabrizio Frizzi, in onda alle 20,30, dopo il TG) rappresenta per Dona un segnale chiaro: “Raiuno deve aver compreso che era meglio attendere l’esito delle indagini in corso presso la Procura della Repubblica di Roma, dalla quale, anche se l’azienda di Viale Mazzini risulta parte lesa, potrebbero emergere irregolarità nello svolgimento del gioco”. “Di certo -conclude Dona- chiudere il programma ‘Affari Tuoi’ è un gesto di responsabilità verso i cittadini che, dopo la pubblicazione del mio libro ‘Affari loro’, dedicato ai trucchi nel mondo dei pacchi, hanno una chiara idea di ciò che non vogliono vedere in tv all’ora che fu di Carosello”. Il libro di Massimiliano Dona “Affari loro”, pubblicato da Minerva Edizioni di Bologna, è nelle librerie dallo scorso mese di luglio: l’autore ha deciso di devolvere tutti i proventi della vendita all’Unione Nazionale Consumatori.

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Gaza: Save the Children

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Immediato stop all’embargo sugli aiuti e sul movimento delle persone: per 780.000 bambini le condizioni sono drammatiche E’ l’appello dell’organizzazione internazionale, presente a Gaza anche con un progetto finanziato dalla Cooperazione italiana Save the Children è profondamente colpita e scioccata dalla morte di alcune delle persone a bordo della Free Gaza Movement Flotilla. Questa tragedia non fa altro che confermare l’assoluta e urgente necessità di porre fine all’embargo su Gaza che mette a rischio la sopravvivenza di 780.000 bambini palestinesi che non possono contare su sufficiente cibo, acqua e medicine. Le forti restrizioni da parte di Israele sull’entrata ed uscita di beni e persone a Gaza- ormai in essere dal 2007 –  fa sì che tre quarti della popolazione palestinese, ovvero oltre 1.100.000  tra adulti e bambini dipendono per la loro sopravvivenza dagli aiuti alimentari. E finché permarrà questo blocco alle frontiere di Gaza, la salute e l’equilibrio psicologico dei minori palestinesi saranno ulteriormente danneggiati con possibili devastanti conseguenze per loro stessi e il futuro della regione. Continua Jasmine Whitbread: “Israele e l’Egitto debbono consentire pieno accesso dentro e fuori Gaza per beni e persone ed è responsabilità della comunità internazionale assicurare la fine immediate dell’embargo. Le vite di centinaia di migliaia di bambini dipendono da questo”.
Save the Children lavora a Gaza dal 1973 fornendo cibo, acqua, assistenza medica, istruzione e supporto psicologico ai bambini. Solo nell’ultimo anno, dopo l’operazione israeliana Piombo fuso, l’organizzazione ha portato soccorso  a più di 358.300 persone, di cui oltre 200.600 bambini.
Save the Children Italia, in particolare, ha avviato quest’anno un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, per la protezione e il recupero di bambini e adolescenti di  Qarara e Khoza’a, tra le zone più colpite dalle attività militari. Oltre 1.000 i minori direttamente beneficiari del progetto

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