Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘storia’

Prima che la guerra cancelli l’uomo dalla storia

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Scrive Erasmo ne “La formazione del principe cristiano, XI°. Dell’intraprendere una guerra, 1-5”: “Platone chiamava sedizione, non guerra, quella che i Greci combattevano contro i Greci. Ma se proprio dovesse succedere, comandava che la si conducesse con la massima moderazione”. Papa Benedetto XVI° ha detto: “E’ sul rispetto di tutti che si fonda la pace”. Ed infine, Papa Francesco afferma: “Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l’umanità comprenda che è giunto il momento di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell’uomo, prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia”. Malgrado i moniti del Pontefice e gli appelli dei cittadini che ripudiano la guerra, le armi parlano ai confini dell’Europa nella stanchezza generale e senza intravvedere soluzioni di pace. Anzi, proprio coloro che si dicono cristiani non solo ignorano gli accorati allarmi della Chiesa, ma continuano imperterriti a fornire armi nel disappunto generale della gente che, tra l’altro, fatica ad arrivare a fine mese. E’ vero, i morti non protestano: non piangono più i fanciulli falciati dalle bombe e dalle mitraglie. Quello che stupisce è che mentre Papa Francesco ci va pesante sulla necessità di finire questo bagno di sangue, i politici europei ed anglo-americani non sanno fare di meglio che partecipare con finanziamenti, tecnologie, addestramenti e via dicendo. Anzi, sembra di assistere ad una gara tra chi è più ligio agli interessi strategici delle potenze mondiali. Oggi, la doverosa fedeltà verso il Patto Atlantico si misura nella massa di fondi e di armi dati al Paese invaso, ignorando che le cause del conflitto risalgono al mancato rispetto delle minoranze prese di mira da un nazionalismo spietato. Non so se l’esito delle urne, già annunciato come se non servisse attendere i risultati, porterà a cambiamenti di linea, ma dubito che la voglia di accreditarsi farà la differenza tra il bene ed il male. Del resto, quando mai la volontà del popolo italiano è stata rispettata? Ed ancora: come mai in Italia chi perde le elezioni finisce poi per comandare? Tutti i salmi finiscono in gloria, mentre le salme vanno sottoterra. By Gianfranco Fisanotti (abstract)

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“Archeologia e Storia con le particelle elementari”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2022

Parma. Dedicato al tema “Archeologia e Storia con le particelle elementari”, l’appuntamento in programma per giovedì 1° settembre alle 18 nell’Auditorium del centro culturale ed espositivo di Fondazione Monteparma (Strada Farini 32/a), si apre con una presentazione scientifica a cura di Massimiliano Clemenza dell’INFN di Milano Bicocca, che racconterà dettagli storici (sul giallo della morte di Napoleone, sui manufatti in bronzo realizzati dagli abitanti dei nuraghi sardi e su altri casi ancora) ottenibili con tecniche basate su fasci di particelle quali i muoni, senza danneggiare i rari reperti che vengono indagati. Per mezzo della spettroscopia X dei muoni negativi è possibile infatti studiare in modo non invasivo la composizione di oggetti spessi. Massimiliano Clemenza, che utilizza questa tecnica al Rutherford Laboratory, vicino a Oxford, illustrerà una serie di esempi. A seguire, il pubblico potrà assistere a uno spettacolo di “Magia Quantistica” che vedrà protagonista il Mago Silvani, giovane ricercatore dell’Università di Perugia ed esperto prestidigitatore, il quale intende spiegare con analogie “magiche” gli apparenti paradossi della fisica quantistica, a cominciare dal mitico gatto di Schrõdinger. Raffaele Silvani condurrà gli spettatori nel mondo quantico dove l’impossibile diventa possibile, in un continuo scambio fra scienza e “magia”, per spiegare in modo comprensibile a tutti alcuni dei fenomeni fisici più affascinanti della meccanica quantistica. L’iniziativa, che si rivolge sia al mondo scientifico che al pubblico generico, è realizzata in occasione della “XV International Conference on Muon Spin Rotation, Relaxation and Resonance”, in programma a Parma da domenica 28 agosto a venerdì 2 settembre, organizzata congiuntamente dall’Ateneo e dal Rutherford Appleton Laboratory dello Science Campus di Harwell (Co-chairs Adrian Hillier e Roberto De Renzi), anche con il sostegno di Fondazione Monteparma.L’appuntamento del 1° settembre e la conferenza internazionale hanno il patrocinio del Comune di Parma. L’appuntamento all’APE Parma Museo, rivolto a un pubblico che va dai 10 anni in su, è a ingresso gratuito con prenotazione al numero telefonico 0521 203413

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La storia di Franco Puppato, il sarto veneziano che ha inventato lo stile goldoniano

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2022

Venezia. Una passione che nasce all’età di 14 anni e una tecnica, la trigonometria, di cui resta l’unico rappresentante al mondo. È Franco Puppato, sarto che traduce il suo genio nello stile goldoniano e che veste celebrità e regnanti di tutto il mondo. Animato dal desiderio di far risplendere la sartoria nella “sua” Venezia, è uno dei maggiori rappresentanti, a livello internazionale, del Made in Italy. I suoi abiti sono arrivati oltreoceano, fino ai confini della Cina, Giappone e Corea. A lui è andato, nel 2020, il più grande riconoscimento, il Trofeo Arbiter, considerato l’oscar della sartoria italiana.Il suo laboratorio si trova in Calle dei Fabbri, a due passi da campo San Luca: è lì il cuore della sartoria veneziana che veste da più di sessant’anni figure provenienti dal mondo dello spettacolo, della politica, e dell’imprenditoria, con l’eleganza e la classe che da sempre contraddistinguono i suoi abiti.Le sue creazioni raggiungono i Paesi dell’estremo oriente, arrivano in Cina, Corea e Giappone dove sono considerati dei veri e propri gioielli dell’alta sartoria su misura. Un legame, quello con l’Oriente, che si ritrova anche nei suoi lavori: dai ricami rosso fuoco, ai colletti orientaleggianti, fino ai motivi a forma di drago dipinti sul retro della giacca. Una carriera che ha collezionato negli anni diversi riconoscimenti, che si è aggiudicato per la sua e tenacia nell’esportare la bellezza del saper fare. Dietro ai suoi abiti c’è molto studio e una continua voglia di imparare. Dalla manica a forma di sciabola al fiocco che cinge il collo ornato da un gioiello, alle giacche dalle forme curve che ricordano i movimenti dell’acqua e i modelli realizzati in stile Goldoni: ecco i tratti caratteristici dell’estro di Franco Puppato.Impara il mestiere a Treviso, la sua città natale, all’età di 14 anni dallo zio sarto, per poi approdare a Venezia con la voglia di mettersi in gioco e approfondire quello che non sarà solo un lavoro ma una grande passione, che lo porterà lontano, fino all’estremo oriente. Il suo lavoro s’intreccia con l’abilità degli artisti locali, come Luigi Ballarin, con cui realizza pezzi unici che uniscono l’arte della sartoria ad immagini iconiche, rappresentative della cultura orientale e occidentale insieme, ma anche con i maestri del vetro di Murano, di cui i preziosi bottoni colorati risplendono sui capi di Franco.https://we.tl/t-8mdfsNHtUK

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Film “Una storia d’amore e di desiderio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2022

Roma Il film arriverà nelle sale italiane dal 25 marzo grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione. Secondo lungometraggio della cineasta tunisina Leyla Bouzid, già alla regia del pluripremiato “Appena apro gli occhi – Canto per la libertà”, è stato presentato come film di chiusura alla 60° Semaine de la Critique del 74° Festival di Cannes. Al centro della vicenda una storia che assume una risonanza forte e singolare nel presente, raccontando l’emancipazione sentimentale e sessuale che si raggiunge grazie all’educazione, agli studi che danno accesso alla cultura, all’amore per i libri e le parole. Protagonista è Ahmed, giovane francese di origini algerine, cresciuto in una banlieue parigina. Appassionato di letteratura, sceglie di studiare lettere alla Sorbona, anche se fin dall’inizio mette in dubbio la sua legittimità e la sua adeguatezza a seguire questo corso nel prestigioso Ateneo. Le domande legate alla sua identità aumentano con l’incontro con Farah, giovane tunisina vitale e appassionata: studiando insieme scopriranno un corpus di letteratura araba erotica di cui non immaginava l’esistenza. http://www.dimillamacchiavelli.com

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Putin l’uomo e la storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

La recente decisione di Putin di ordinare l’occupazione militare dell’Ucraina lo pone di fatto al giudizio dei suoi contemporanei in modo severo e probabilmente più di quanto non se lo aspettasse. Diciamo che la sua impopolarità è diventata popolare in ogni angolo della terra. Il perché lo deve per aver messo a nudo in maniera “tragica” i limiti di entrambe le governance mondiali che fondano i loro principi sulla guida e il governo dei popoli e i loro rapporti d’interdipendenza strutturali e settoriali. Da una parte vi è il sistema a democrazia compiuta dove le decisioni passano attraverso vari filtri che richiedono tempo e che alla fine del percorso possono variare, accettare o rifiutare in toto le iniziative proposte dalla parte avversa. Sull’altro versante vi è un solo uomo a decidere, e lo può fare in tempo reale, anche se concede ai suoi consiglieri d’esprimere una loro opinione ma che non la considera, in ultima analisi, vincolante. E Putin rientra proprio, nell’immaginario collettivo, in quest’ultima casella. Tant’è che i commentatori politici nell’evidenziare la differenza nel caso ucraino hanno rispolverato una vecchia locuzione latina tratta dalle Storie di Tito Livio: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” e che significa: “mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata.” In pratica vuol dire, riportandoci ai fatti odierni, che mentre Putin agisce gli Stati Uniti e i suoi alleati europei continuano a discutere e a non decidere il da farsi. Da qui si ha netta l’impressione che le democrazie occidentali hanno un serio problema al loro interno che li pone in una luce ambigua rispetto alle logiche dei nostri tempi dove le decisioni vanno prese rapidamente. Questo prevede, per evitare errori gravi e irreversibili, che la leadership sia assunta da un saggio e capace di trovare una sintesi che sappia guardare oltre il contingente. In caso contrario, come lo stesso Putin ha evidenziato, potremmo trovarci improvvisamente sull’orlo della terza guerra mondiale e in questo caso con l’uso dei belligeranti di armi d’ultima generazione: atomiche, chimiche e biologiche. (Riccardo Alfonso)

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Spettacolo: Una storia a colori

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2022

Roma Venerdì 25 e sabato 26 febbraio ore 20 Domenica 27 febbraio ore 17 Altrove Teatro Studio – Via Giorgio Scalia 53 spettacolo scritto da Beatrice Gattai e diretto da Alessio Di Clemente. I disabili hanno diritto a una figura per l’assistenza sessuale? L’utero in affitto è una scelta eticamente corretta? La prostituzione va legalizzata? Petrolio non prende posizioni, racconta tre storie. Petrolio è una storia d’amore, ma non è una storia romantica: parla di evoluzione. È un intenso frammento di vita che suggerisce cosa può accadere ad un essere umano quando oltrepassa la “linea del fuoco”, ovvero quando si trova a dover attraversare quei passaggi stretti dell’esistenza che possono distruggerlo in un attimo o portarlo ad evolversi. Beatrice Gattai, Alessio Di Clemente e Andrea Lintozzi danno vita a tre personaggi: un uomo e una donna con storie difficili alle spalle, eppure così diversamente affrontate, e infine un ragazzo portatore di handicap e di bellezza. Bellezza, sì. Perché alla fine, dietro la collina dell’integrità umana, splende sempre il sole. Una partita tesa un duello a colpi di provocazioni, inserito in un contesto che altro non è che un falso fondale, un luogo a perdere nella vita dei tre esseri umani. Nessuno vince, a parte l’integrità della persona. Integrità̀ che protegge, ma che è senz’altro consolatoria. Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€

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Storia della Sacra corona unita

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2022

È allarme nel Foggiano stremato e spaventato dagli attentati degli ultimi giorni. Ma cosa sta succedendo? Una sorta di revanscismo della Sacra Corona Unita? Come dovrebbe reagire lo Stato per fermare questa escalation di violenza prima che sia troppo tardi? Abbiamo chiesto un parere ad Andrea Apollonio, magistrato e autore pre Rubbettino del volume “Storia della Sacra Corona Unita” APOLLONIO: «Nel foggiano, e in particolare a San Severo, la criminalità mafiosa ormai dilaga e fa numeri da primi anni Novanta: nove bombe in nove giorni. Colpiti soprattutto gli esercizi commerciali, a dimostrazione di come il racket delle estorsioni sia ancora la principale fonte d’arricchimento della mafia foggiana. A dimostrazione anche di quanto la mafia foggiana, nata da una costola della Sacra corona unita alla metà degli anni Ottanta e poi sviluppatasi in autonomia, ma in eterna competizione con i cugini sacristi del Salento, sia diventata la mafia più violenta, pericolosa e brutale. Molto più della Scu (oggi quasi del tutto scomparsa grazie ad un contrasto giudiziario serrato ed efficace, grazie alle tante risorse spese nei palazzi di giustizia di quel territorio), e forse anche della ‘Ndrangheta, che da tempo ha scelto la via dell’inabissamento e dell’arricchimento silenzioso. I numeri della mafia foggiana stridono, piuttosto, con le dichiarazioni quotidiane e i programmi d’intenti di buona parte della politica italiana, dalla cui agenda è pressoché scomparsa – tra le priorità, ma anche tra i temi più “ordinari” – la lotta alla mafia, lasciando il posto, in materia di giustizia, a proclami su riforme legislative che rischiano di indebolire e delegittimare la magistratura, in particolare quella inquirente: dimenticando che proprio i pubblici ministeri, spesso di frontiera, giovani, molto esposti e molto coraggiosi, rappresentano con il loro lavoro il principale argine al dilagare dei fenomeni mafiosi. A trent’anni esatti dall’eccidio di Falcone e Borsellino, il “caso Foggia” dimostra che la politica italiana, a fronte ad una infiltrazione mafiosa del Paese fattasi più pressante a seguito della pandemia, ha scelto di accantonare i loro insegnamenti, secondo cui solo una magistratura forte, pienamente legittimata, con le risorse necessarie e gli strumenti normativi adeguati, può, assieme agli altri corpi sociali, arginare e debellare i fenomeni mafiosi, anche i più violenti e brutali».

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“Sergio Mattarella: 40 anni di storia italiana”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Paesi Edizioni manda in libreria la prima e unica biografia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Angelo Gallippi – classe ‘64, già docente a Tor Vergata e Presidente del primo Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Lazio – ci accompagna in quasi mezzo secolo di storia italiana. Come ricorda Ugo Magri nella prefazione, nessuno prima di Gallippi ha tracciato l’intero operato di Mattarella. Infatti il Presidente della Repubblica “incarna una doppia eccezione. Ha maturato un’esperienza straordinaria come servitore delle istituzioni: parlamentare, ministro, vicepremier, giudice costituzionale e da ultimo presidente della Repubblica. Eppure – ecco l’altro paradosso – dell’uomo Mattarella poco si conosce. Tra i personaggi pubblici del nostro tempo è forse il più schivo, probabilmente il meno portato a raccontarsi, a farsi pubblicità. L’Anti-Narciso per eccellenza”. Gallippi per la prima volta racconta la vita di Mattarella con una biografia “obiettiva e accurata, non irriguardosa ma nemmeno agiografica, ricca di curiosità, che lungo la strada raccoglie frutti sorprendenti e di Mattarella rivela alcuni aspetti molto privati, in qualche caso sconosciuti persino ai collaboratori più stretti” come sottolinea Magri.Il percorso umano si intreccia così alla storia del nostro Paese: dall’assassinio di Piersanti Mattarella, a Mani Pulite, dal crollo del Muro di Berlino alla guerra in Kosovo, dall’epilogo della partitocrazia alla sfida dei populismi, passando attraverso le indagini sugli affiliati alla loggia massonica P2, la riforma del Cnel, l’abolizione del servizio militare obbligatorio, l’introduzione nella scuola elementare del «modulo» di tre insegnanti su due classi, la riforma dei Servizi segreti, l’elevazione dell’Arma dei Carabinieri al rango di forza armata, il «patto della crostata» tra Berlusconi e D’Alema e lo smantellamento del Porcellum. Eletto con 665 voti su 910, Mattarella puntualizzò immediatamente che il suo ruolo sarebbe stato quello di un arbitro cui «compete la puntuale applicazione delle regole», con assoluta imparzialità. Anche se, soprattutto nell’ultima fase, si è fatto carico di atti di coraggio politico come il veto opposto alla nomina di Paolo Savona come Ministro dell’Economia e la scelta di Mario Draghi alla guida di un governo rappresentativo per autonoma iniziativa presidenziale. Edito da Paesi Edizioni, “Sergio Mattarella: 40 anni di storia italiana” di Angelo Gallippi, è disponibile nelle librerie e negli store online a partire dal 7 gennaio 2022 anche in versione eBook. Editore: Paesi Edizioni Collana: Montesquieu pp. 672 prezzo: 18,00 euro

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“I trapianti in Piemonte. Storia e prospettive”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2022

Torino Venerdì 14 gennaio alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino Aula Magna (via Po 18) terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “I trapianti in Piemonte. Storia e prospettive”. L’incontro verrà introdotto da Piero Stratta, Professore di Nefrologia dell’Università del Piemonte Orientale e Giuseppe Segoloni, Professore di Nefrologia dell’Università di Torino, entrambi soci dell’Accademia. Il relatore sarà Antonio Amoroso, Professore di Genetica medica e coordinatore del Centro Regionale Trapianti per il Piemonte e la Valle d’Aosta.Sono passati quarant’anni dall’istituzione del Centro Regionale Trapianti (CRT, 1981), che inizialmente si occupava di individuare i soggetti idonei a ricevere un trapianto, eseguire i test immunologici necessari, produrre e scambiare i reagenti per l’indagine immunogenetica, conservare i campioni di cellule di donatori e riceventi di trapianto. Negli anni successivi si è ampliata l’attività di promozione dei trapianti e di presentazione dei risultati: in particolare, in seguito all’attivazione dei programmi di trapianto di cuore, fegato, polmone, pancreas e midollo osseo da donatore non consanguineo, si sono rese necessarie espletare funzioni di coordinamento del trapianto di midollo osseo e della tipizzazione tessutale in Regione. Nella legge 91/1999 si definisce la collocazione del CRT all’interno della rete di trapianto e si ampliano le funzioni legate alla gestione della donazione: garanzia dell’ idoneità del donatore, organizzazione dei trasporti di equipe, organi, materiali, tessuti, controllo del follow up dei riceventi, gestione dei dati di attività della regione.Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’ http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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È uscito il libro sulla storia di Inaz

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Si tratta della più longeva impresa italiana dell’IT per le Risorse Umane. La ricetta: essere impresa “di persone per le persone” nell’economia sostenibile. Come può una media impresa italiana riuscire a prosperare per più di settant’anni, attraverso tutte le svolte della storia economica del nostro Paese e superando anche momenti difficili come la crisi portata dalla pandemia? È a questa domanda che vuole rispondere l’ultimo libro della storica dell’economia Vera Negri Zamagni, che nell’ultimo volume della collana “Storie di Imprese” da lei curata per Il Mulino si occupa del caso imprenditoriale della più longeva realtà italiana dell’Information Technology per il settore Risorse Umane. INAZ. INNOVAZIONE AZIENDALE – Un’azienda di persone per le persone traccia la storia della società, fondata nel 1948 a Milano da Valerio Gilli, che ha rivoluzionato gli uffici del personale delle aziende italiane introducendo innovazioni continue che danno forma al lavoro come lo conosciamo oggi: dai primi strumenti e tecnologie per organizzare il lavoro in modo razionale (come la busta paga, inventata proprio da Valerio Gilli), ai software per la gestione del personale, fino alle app che oggi supportano lo smartworking, la comunicazione, l’analisi dei dati e tanto altro.Il volume è stato presentato durante il convegno intitolato “Le imprese di persone per le persone nell’economia sostenibile”, con Marco Vitale, Vera Negri Zamagni e Stefano Zamagni, in cui, oltre all’esempio di Inaz, si sono discussi altri casi virtuosi di imprese che applicano il paradigma dell’Economia Civile, fondando i propri successi di business sull’attenzione alle persone, alla green economy e allo sviluppo territoriale sostenibile. A seguire, la tavola rotonda con i giovani imprenditori ha portato in primo piano il punto di vista della “next generation”, che non può più sottrarsi al tradurre in pratica gli orientamenti illustrati dagli accademici e, in particolare, è chiamata a trasformare l’apparente contrapposizione tra profitto e sostenibilità in un binomio inscindibile. La sostenibilità è infatti un fattore di competitività irrinunciabile in diversi ambiti. Uno di questi è l’attrarre e mantenere i talenti, come ha spiegato Ludovica Busnach (COO di Inaz e cofounder di Timeswapp) nel suo intervento sul di welfare aziendale. Sostenibilità vuol dire anche coinvolgere le comunità locali nelle iniziative di sviluppo dei territori, come nei progetti illustrati da Irene Falck (Falck Renewables S.p.A.) sulla realizzazione di parchi eolici in Scozia e agrivoltaici in Sicilia, basati sulla partecipazione delle imprese sociali locali. Infine, come ha sottolineato Massimiliano Marsiaj, (vicepresidente Sabelt S.p.A, eccellenza del Made in Italy nel settore automotive), la sostenibilità e un concetto dal quale devono partire oggi tutta la progettazione dei nuovi prodotti e l’ideazione di processi produttivi “green”. Un’azienda di persone per le persone Di Vera Zamagni Ed. Il Mulino, 2021 193 pagine, 22€ Acquistabile dal 25 novembre al link: https://www.mulino.it/isbn/9788815294678

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Rassegna Libri di storia – Incontri con gli autori

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Organizzata dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali dell’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma. Il secondo appuntamento, dedicato al volume di Antonella Campanini Il cibo. Nascita e storia di un patrimonio culturale (Carocci 2019), è in programma giovedì 18 novembre alle 11 nell’Aula K15 del Plesso Kennedy-D’Azeglio. I lavori saranno aperti da Piergiovanni Genovesi, Coordinatore scientifico della rassegna. Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali Diego Saglia e del Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Mario Menegatti, dialogheranno con l’autrice i docenti dell’Ateneo Carlo Alberto Gemignani e Stefano Magagnoli. Il seminario è patrocinato anche dal Food Project di Ateneo e dalla Scuola di Studi Superiori in Alimenti e Nutrizione. L’incontro si svolgerà sia in presenza (fino a esaurimento dei posti disponibili, è necessario presentare il Green Pass) che online su piattaforma Teams. La nozione di patrimonio applicata all’alimentazione è recente – giuridicamente risale al momento in cui l’UNESCO ha iniziato a categorizzare l’immaterialità – ma, spigolando nel passato (anche remoto) si trovano tracce della sua costruzione. Sin dall’Antichità vi sono autori che si occupano della provenienza dei prodotti alimentari e dei luoghi di eccellenza delle produzioni, attribuendo così quelle che sarebbero in seguito divenute denominazioni d’origine. Il libro propone un excursus storico e letterario nel quale le informazioni che gli autori forniscono sono spesso le stesse, ma le prospettive in cui si pongono risultano differenti, anche molto: alcuni guardano con ironia a quello che appare loro un fenomeno recente, crescente e in qualche caso bizzarro, altri redigono lunghe liste cercando di mettere ordine nella materia e migliorare la reperibilità dei prodotti. Da quest’ultimo filone derivano gli inventari moderni e contemporanei, volti alla salvaguardia e alla valorizzazione di ciò che è diventato – appunto – patrimonio. È il cibo “pensato” quello che qui interessa, oggetto immateriale, esito di azioni dell’uomo che l’hanno reso tale. E, se il cibo diventa un’idea, la storia del cibo e della sua patrimonializzazione può essere considerata una storia delle idee, che descrive non tanto e non solo il cibo in sé, ma piuttosto l’uomo e la sua storia. Antonella Campanini è ricercatrice in Storia medievale e insegna Storia dell’alimentazione e Storia dei prodotti tipici nell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Tra le sue pubblicazioni: Dalla tavola alla cucina (2013); Il cibo e la storia: il Medioevo europeo (2016). Al centro di ogni incontro c’è un libro, una novità editoriale d’argomento storico, intorno al quale si organizza la discussione alla presenza dell’autore e di altri esperti: una riflessione a più voci aperta a tutti gli interessati che si propone sia di far conoscere più da vicino alla città la ricerca svolta all’interno dell’Ateneo sia, più in generale, di favorire la diffusione della conoscenza storica e delle sue tante potenzialità.

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Storia complessa e drammatica quella della Polonia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2021

Dopo essere stata invasa e spartita da Germania e Unione sovietica, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), si ricostituì come repubblica alla fine del conflitto, ma sotto controllo sovietico. Riacquistò l’autonomia nel 1989 e nel 2004 entrò nella Unione europea, accettandone il Trattato istitutivo, che all’art. 2 sancisce: L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”. La Corte di Giustizia europea, dopo i solleciti del luglio scorso, ha condannato la Polonia per violazione dello Stato di diritto, infliggendole una multa da 1 milione di euro al giorno. La Rete europea dei Consigli di giustizia (Encj) ha espulso il Consiglio nazionale della magistratura polacca, ritenendo che non salvaguardi più l’indipendenza della magistratura, non la difenda e non essendo più un garante mette in pericolo la stessa attività dei giudici. Non si comprende come il governo polacco si ostini a non applicare i principi sottoscritti ben 17 anni fa. E’ il nazionalismo che ha portato alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, della quale la Polonia è stata vittima. L’identità polacca non è in discussione, mentre lo è l’autonomismo illegittimo, inconcludente e pericoloso, rivendicato dall’attuale governo polacco, evidentemente per problemi interni. Insomma, è la vecchia logica degli Stati che hanno problemi interni e che individuano un pericolo esterno, peraltro inesistente. Il premier polacco ha addirittura paventato la Terza Guerra Mondiale! La Polonia è stata sempre un beneficiario netto dei fondi europei, il che le ha consentito un notevole progresso, soprattutto in campo agricolo. Ora, il governo polacco viola apertamente il Trattato europeo ma pretende di continuare ad essere il beneficiario dei fondi comunitari, cioè degli altri Stati. Come ricorda Donald Tusk, capo della opposizione polacca: “In politica la stupidità è causa delle più gravi disgrazie.” E’ bene per tutti che la Polonia attivi l’articolo 50 del Trattato: l’uscita dalla Ue. Primo Mastrantoni, Aduc

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Michel Faber: D – Una storia di due mondi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Collana Oceani, pp. 400, 20 euro. In libreria dal 14 ottobre. Dall’acclamato autore di Il petalo cremisi e il bianco, arriva adesso un vertiginoso racconto dickensiano dei giorni nostri che celebra il coraggio di credere nella proprie fantasie e desideri. Sabato 16 ottobre l’autore sarà ospite del Salone del Libro di Torino. “Dhikilo osservò il tempo che faceva nel mondo oltre la porta. Quella era l’ultima possibilità che aveva di scappare, di tornare al sicuro, al mondo che conosceva. Ci pensò su. Ma solo un paio di secondi. C’era un’avventura che la aspettava.” Tutto inizia la mattina in cui la lettera D scompare dal linguaggio. Svanisce prima dalla conversazione dei genitori a colazione, poi dai cartelli stradali lungo la via per la scuola, e infine dalle chiacchiere con i compagni. Ben presto anche il dentista del paese e il dalmata del vicino non si trovano più, e persino il derby degli asini viene annullato. Senza conoscerne la ragione, Dhikilo viene convocata a casa del suo vecchio insegnante di storia, il professor Dodderfield, che è cieco e vive in compagnia del suo fedele cane guida Nelly Robinson. E da qui ha davvero inizio la storia. Ambientato tra l’Inghilterra e la terra invernale di Liminus, un mondo schiavo del mostruoso Gamp e popolato da creature spaventose e incantevoli, D – Una storia di due mondi è una storia affascinante di amicizia e coraggio in un mondo sospeso.

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Una storia di bufale: Vaccini magnetici che attirano teste metalliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

In principio era il microchip, iniettato con il vaccino anti-covid. Le vaccinazioni avrebbero uno scopo: iniettare un microchip che induca i vaccinati a scegliere i prodotti di Microsoft al posto di quelli della concorrente Apple. La notizia, apparsa su un sito canzonatorio, è del tutto inventata, eppure, è bastato questo annuncio, per scatenare le teorie più strampalate sulle vaccinazioni. Nessuno si è chiesto come un microprocessore possa transitare nell’ago della siringa ma, evidentemente, la fiducia nella tecnologia a sostegno delle proprie convinzioni non ha confini. Ora, la credulità si è spostata su un componente che non c’è nel vaccino: il grafene. Vediamo. La grafite (es. la mina delle matite) è formata da atomi di carbonio legati casualmente; se, invece, la struttura atomica è ordinata si ottiene l’oggetto più ambìto per celebrare un fidanzamento: il diamante. Il grafene è carbonio ordinato, ha lo spessore di un atomo è, cioè, un foglio sottilissimo. Ha la resistenza teorica del diamante, la flessibilità della plastica e un vasto campo di applicazioni: dall’elettronica (circuiti), all’industria automobilistica (batterie), a quella dello sport (caschi, racchette), alla medicina (retina bionica), all’ambiente (potabilizzazione dell’acqua di mare e purificazione dell’aria) e alle nanotecnologie. E’ stato scoperto da due ricercatori inglesi che per questo hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica. L’Unione europea finanzia il progetto di ricerca e applicazione Graphene Flagship, che coordina il lavoro di 158 enti in 23 Paesi comunitari.Dunque, che cosa c’entra il grafene, o meglio un suo composto, l’ossido di grafene, con i vaccini? Nulla, perché l’ossido di grafene non è un componente dei vaccini attualmente somministrati. Il tutto nasce da uno “studio” effettuato dal ricercatore Pablo Campa dell’Università spagnola di Almeria, che avrebbe rilevato la presenza dell’ossido di grafene nel vaccino Pfizer, ma la stessa università di Almeria smentisce e minaccia querele. Si potrebbe rimuginare sul potere accademico che si scaglia contro il povero ricercatore, ma non è così perché la “ricerca”: a) è stata effettuata su un solo campione di vaccino di provenienza sconosciuta, per ammissione dello stesso Campa; b) non è stata effettuata la procedura di valutazione; c) non è stata pubblicata su nessuna rivista scientifica, neanche quelle a pagamento.Ovviamente, la supposta presenza di grafene ha fatto da detonatore alla bufala dei vaccini magnetici: il braccio inoculato attirerebbe metalli ferrosi e, a dimostrarlo, circolano video che mostrano monete attratte dall’arto magnetico. Ovviamente, la spiegazione del fenomeno è semplice: vicino al punto di inoculo rimangono residui di colla del cerotto nonchè sudore e grasso. Premendo in loco, le monete si appiccicano, il che avviene anche con oggetti di plastica che magnetici non sono. Insomma, basterebbe detergere il punto di vaccinazione e la moneta cadrebbe perdendo l’effetto “magnetico” o, meglio, “magico”. Con sbigottimento di tanti creduloni. Primo Mastrantoni, Aduc

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Strage Vergarolla: Serracchiani, entri nella storia ufficiale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

“Grazie a Mattarella per attenzione a esodo giuliano-dalmata”. “Mentre oggi ci sono popolazioni flagellate da tragedie umanitarie, è doveroso dedicare un pensiero alla terribile strage di 75 anni or sono, quando a Vergarolla furono uccisi oltre ottanta italiani, tra i quali molti bambini. La memoria nazionale non può distrarsi da uno degli episodi più sanguinosi della nostra storia, uno dei drammi simbolici del solco tragico che per decenni ha inciso le genti adriatiche, in cui a pagare sono stati soprattutto gli innocenti”. E’ la riflessione della presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, nel giorno in cui si celebra il 75/mo anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto del 1946 quando, sulla spiaggia alla periferia della città istriana di Pola gremita per la tradizionale manifestazione natatoria della “Pietas Julia”, l’innesco di un enorme quantitativo di esplosivo uccise non meno di ottanta italiani. “Ho sottolineato già in passato il prezioso lavoro di quanti continuano a cercare la verità – aggiunge Serracchiani – su questa e altre stragi che hanno colpito i nostri concittadini lungo la storia della Repubblica. Ringrazio il presidente Mattarella per l’attenzione dedicata, con gesti e parole, ai drammi dell’esodo giuliano-dalmata e per l’opera di pacificazione svolta nel rispetto delle memorie e fuori da strumentalizzazioni politiche. Vergarolla deve entrare nella storia ufficiale italiana”, conclude l’esponente dem.

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Semiramide, una veggente nella storia del Novecento

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

La nuova biografia di Massimo Tedeschi edita da Scholé. A Brescia, dove riceveva ospiti famosi e potenti approdati nel suo studio ad affidarle ansie e speranze, così come in Italia e all’estero, la sua fama singolare e dai tratti misteriosi non si è mai spenta. Una figura al limite, la sua. Una sensitiva fra le più note già verso la fine degli anni Venti, quando era giovanissima e mostrava familiarità con pratiche arcane apprese dai genitori. Una donna in equilibrio fra esperienze spirituali e razionali. Attratta, più che dallo spiritismo o dall’occultismo, dalla grafologia imparata alla scuola del noto padre Moretti e dalla fisiognomica. Una figura sovraccarica di titoli legati alle cosiddette arti divinatorie, ma pure a studi psichici, metapsichici ed esoterici senza dimenticare quelli letterari, araldici, patriottici. Sì, stiamo parlando di Semiramide (1907-1962), una veggente che ha saputo “aggiornare il mondo arcaico della lettura dei destini individuali trasferendola nel sistema moderno dei media, della posta dei lettori, degli oroscopi annuali”, e che reclamava “un’indagine storiografica, spoglia di credulità ma disposta allo studio e alla comprensione umana“. Così afferma Massimo Tedeschi, giornalista e scrittore che quest’indagine – di lettura avvincente, ma anche lucidamente interpretativa – ha realizzato nel suo nuovo libro edito da Scholé (Semiramide. Una veggente nel Novecento da Mussolini a Nilla Pizzi, pagg. 256, euro 18). Grazie al rinvenimento di una rassegna stampa in ben dieci volumi, in cui gli occhi esperti dell’autore hanno saputo distinguere il materiale informativo più significativo, Tedeschi ha ricostruito con il suo stile coinvolgente l’enigmatico profilo di questa donna che ha attraversato un tratto cruciale del nostro Novecento. Con lei il lettore si imbatterà in personaggi come Italo Balbo, Claretta Petacci, lo stesso Mussolini, la vedova di D’Annunzio, scrittori, politici, intellettuali, sportivi, attori, cantanti. Cara al regime fascista, Semiramide si trovò perfettamente a suo agio nell’Italia del dopoguerra, quando tenne seguitissime rubriche su riviste popolari, collezionò apparizioni in televisione e venne intervistata da radio italiane e straniere. Dotata di personalità e sensibilità non comuni – e con una grande attenzione per la dimensione pubblica della sua attività (come documenta anche il ricco apparato iconografico del volume) – riuscì a costruire su queste basi un personaggio perturbante, idolatrato da un Paese fiducioso nella magia e negli oroscopi, incantato da sibille e veggenti. La biografia di Semiramide diventa così anche un pezzo di storia italiana tutta da riscoprire.

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Quando l’acqua racconta la storia di un territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Due fiumi, quattro laghi, altrettanti canali e un’infinità di torrenti. La Via Francisca del Lucomagno è interamente accompagnata dall’acqua nei suoi 135 km che da Lavena Ponte Tresa al confine con la Svizzera portano a Pavia, sulla tomba di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Ed è dedicata all’acqua l’esperienza che un gruppo di pellegrini provenienti dal Veneto e dalla Lombardia sta facendo. Partiti domenica 4 luglio dalle rive del lago Ceresio, arriveranno al Ticino, al ponte coperto di Pavia, domenica 11 luglio. Nel mezzo le otto tappe del cammino, dove l’acqua è sempre protagonista e testimone della storia e dello sviluppo di un territorio. Acqua che ha alimentato l’insediamento di popoli antichissimi e nel tempo ha dato impulso allo sviluppo industriale, ma che è stata spesso maltrattata e adesso sta tornando a essere pulita grazie agli sforzi di Alfa, la società che gestisce il Servizio idrico integrato in provincia di Varese.La Via Francisca si apre sullo specchio d’acqua che si insinua tra Italia e Svizzera e che assume il nome di Ceresio o Lugano a seconda del lato da cui lo si guarda. Prosegue a Cadegliano Viconago nel parco dell’Argentera, dove il torrente Dovrana ha dato vita a un sistema di mulini che secoli fa permetteva di produrre la farina di castagne. Oggi questi mulini sono affrescati all’esterno e rappresentano un elemento di grande suggestione. Passa dai piccoli laghi di Ghirla (balneabile) e di Ganna con la sua torbiera. Quindi costeggia le sorgenti del fiume Olona per approdare a Varese dove l’omonimo lago ospita il più antico sito palafitticolo dell’arco alpino. Si immerge nella Valle Olona, dove la presenza di molte industrie per anni ha inquinato il fiume, passando dall’approdo dei Calimali, un luogo incantato gestito dall’omonima associazione che sorge tra l’Olona e gli stagni didattici.Ancora acqua, passando sopra il canale Villoresi, opera idraulica che collega il Ticino all’Adda e che fu costruito più di 130 anni fa per portare acqua ai campi della provincia milanese. L’ultimo tratto della Via Francisca del Lucomagno si snoda dapprima lungo il Naviglio Grande, opera che porta acqua alla Darsena di Milano e rappresenta il canale più importante del sistema navigli reso navigabile da Leonardo da Vinci; quindi passa lungo il Canale Ticinetto, costruito nel XII secolo con scopi difensivi, e il Naviglio di Bereguardo. Sono opere che consentirono non solo di alimentare una fitta rete di irrigazione, ma anche di collegare commercialmente Milano con il Po. L’ultimo passaggio è il Ticino, il secondo fiume italiano per portata d’acqua, che viene costeggiato nell’ottava tappa fino al ponte coperto di Pavia.

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Baghdad, Giugno 1941: una storia che in pochi conoscono

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

By Emanuel Baroz. Il Pogrom Farhud (farhud in arabo = devastazione), perpetrato a Baghdad il giorno di Shavuoth 1941 e protrattosi per due giorni (1 e 2 Giugno 1941) non e’ molto conosciuto. Secondo alcune fonti furono massacrati almeno 600 ebrei in quei giorni. Qui di seguito troverete una testimonianza di quell’atroce episodio […] Il 30 maggio, Rashid Ali Kailani e il Gran Muftì di Gerusalemme, que­st’ultimo con le sue centinaia di seguaci, fuggirono a Teheran, approfittando della copertura diplomatica dei convogli organizzati dagli ambasciatori tede­sco e italiano. Hajj Amin al Husseini si salvò grazie a un passaporto diplomatico prosaicamente intestato al signor Rossi Giuseppe. Prima di abbandonare Baghdad, però, i militari golpisti, tra cui anche Adnan Khayrallah, zio e padre spirituale di Saddam Hussein, ordinarono un pogrom nel quartiere ebraico.A fine maggio del 1941, Rashid Ali Kailani e gli ufficiali scapparono in Iran, l’esercito iracheno si arrese senza condizioni agli inglesi e al Palmach – la brigata ebraica che ha combattuto al fianco degli inglesi – e si ritirò distrutto.Gli inglesi ebbero la meglio e marciarono verso Baghdad; corse voce che il piccolo re e il reggente fossero tornati e che si sarebbe formato un governo filoinglese. Noi ebrei tirammo un sospiro di sollievo.Di colpo, una sera di giugno, il primo giorno di Shavuot, sentimmo degli spari, le radio e le telecomunicazioni erano state distrutte dalla Roval Force.Gli arabi attaccarono i quartieri ebraici di Baghdad, centi­naia di ebrei furono uccisi, tirati giù dagli autobus, accoltellati da gio­vani armati e lasciati morire dissanguati per la strada, migliaia di case e negozi saccheggiati.II pogrom durò quarantotto ore, gli omicidi avvennero quasi tutti nella notte, i saccheggi il giorno dopo. Sentii con le mie orecchie i musulma­ni gridare: «Farhood, farhood-intissar al Islam ala el Yeehod!» («Sac­cheggiate, saccheggiate, è la vittoria dei musulmani sugli ebrei!»). L’uni­ca via di fuga era salire sul tetto.Tremo ancora al ricordo delle terribili scene della popolazione terroriz­zata che salta da una terrazza all’altra scappando. Hitler, possano il suo nome e il suo ricordo essere spazzati via, era al culmine del suo trionfo.Trecento (ma secondo alcune fonti addirittura seicento) furono gli ebrei vittime del pogrom, durante il quale furono distrutti 586 loro negozi e 911 case.(da Carlo Panella, Il libro nero dei regimi islamici, Rizzoli, pp.95-96) Aggiungo che oltre alle centinaia di morti vi furono anche migliaia di feriti.Aggiungo che voglio ricordare questo massacro perché a troppi, occupati a tempo pieno a chiamare massacro e sterminio e genocidio la morte delle unità e delle decine di una parte, non resta più tempo per occuparsi delle centinaia e delle migliaia dell’altra parte.Aggiungo che durante i due giorni e due notti di massacro l’esercito inglese, accampato alla periferia di Baghdad, non ha mosso un dito per impedirlo o fermarlo (ricorda qualcosa?), ma nessuno si è mai sognato di accusare l’esercito inglese, o il suo comandante, o la Gran Bretagna, o il suo ministro della difesa, di crimini contro l’umanità.Aggiungo, per chi dovesse avere qualche problema di memoria, che questo massacro, così come tanti altri che lo avevano preceduto e tanti altri ancora che lo hanno seguito, non era una “legittima e comprensibile reazione” alle “infamie” commesse dallo stato di Israele, perché lo stato di Israele non c’era. Aggiungo – e concludo – che nel 1941 gli ebrei iracheni, presenti nell’area da circa due millenni e mezzo, ossia almeno un millennio prima degli arabi, erano circa 150.000; nel 1948 erano circa 135.000; nel 2001 ne erano rimasti circa 200. Oggi ce ne sono sette a Baghdad, meno di 100 in tutto l’Iraq. Perché Hitler è vivo e lotta insieme a loro, con il fattivo aiuto e l’entusiastico tifo di milioni di euroarabi.

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I batteri orali, una sorpresa per la nostra storia evolutiva

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

Persino la semplice placca che ricopre i nostri denti, e che spazzoliamo via attentamente ogni giorno contiene, in realtà, piccoli ma straordinari indizi riguardo all’evoluzione della nostra specie e alla nostra salute giornaliera.In un articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, un gruppo internazionale di genetisti e paleoarcheologi ha messo a confronto la placca dentale trovata in fossili di Sapiens e Neandertal con quella presente sui denti di scimpanzé, gorilla e scimmie urlatrici. L’approccio ha coinvolto un nutrito gruppo di collaboratori operanti in diversi campi scientifici e ha permesso di ricostruire una completa immagine del nostro passato.Tra gli autori del lavoro, il professor Marco Peresani dell’Università di Ferrara, che dirige gli scavi nei siti archeologici di Grotta de Nadale (Vicenza) e Grotta di Fumane (Verona) da cui provengono i denti decidui di Neandertal analizzati, risalenti rispettivamente a 70mila e 54-47 mila anni fa “L’analisi della placca dentale fossile ha identificato dieci gruppi di batteri che hanno fatto parte del nostro bioma per oltre 40 milioni di anni, e che sono inoltre condivisi con altre specie di primati da oltre 40 milioni di anni. Questi batteri ricoprono funzioni essenziali per la nostra salute orale ma sono raramente studiati, e in alcuni casi nemmeno conosciuti”, spiega Peresani.Dal confronto tra le specie batteriche ritrovate nei denti dei nostri diretti antenati Sapiens, nei Neandertal e in quello dei primati emerge anche un dato sorprendente: “Nonostante le molte similitudini con altri primati, lo studio ha rivelato che il nostro microbioma è in realtà più simile a quello dell’Uomo di Neandertal, fino a risultare da quest’ultimo quasi indistinguibile”, continua James A. Fellows Yatesa, giovane ricercatore del Max Planck Institut di Monaco (Germania), primo autore dell’articolo.Lo studio mette in luce anche alcune differenze, grazie alle quali è stato possibile rivelare che i Sapiens che popolavano l’Europa durante l’ultima Era Glaciale possedevano alcuni ceppi batterici in comune con i Neandertal, sebbene questi ceppi non siano più presenti nella nostra specie al giorno d’oggi. Altra scoperta interessante riguarda un differente gruppo di batteri specificamente adattato a consumare l’amido, identificato sia nei Sapiens che nei Neandertal:“Sorprendentemente, questo risultato suggerisce che cibi contenenti amido potrebbero essere entrati a far parte della dieta umana molto prima dell’introduzione dell’agricoltura: addirittura anche prima della comparsa degli uomini anatomicamente moderni”, argomenta Marco Peresani.Cibi di questo tipo, come radici, tuberi e semi, sono ricche fonti di energia. Per questo, la transizione dei nostri antenati verso una dieta ricca in amido potrebbe essere messa in relazione con i cambiamenti nell’architettura del cervello che caratterizzano la nostra specie Homo sapiens, ma che hanno anche favorito l’aumento encefalico dei Neandertal. Ricostruire il menu dei nostri antenati, grazie anche allo studio dei batteri orali, potrebbe quindi aiutare a comprendere i primi cambiamenti nella dieta che hanno contribuito a renderci distintamente umani.“Il nostro microbioma orale si è evoluto di pari passo con la nostra specie per oltre un milione di anni, e c’è ancora molto da scoprire. Persino la semplice placca che ricopre i nostri denti, e che spazzoliamo via attentamente ogni giorno contiene, in realtà, piccoli ma straordinari indizi riguardo all’evoluzione della nostra specie e alla nostra salute giornaliera”, conclude il professore Marco Peresani Articolo originale: The evolution and changing ecology of the African hominid oral microbiome (fonte Università Ferrara)

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Seminari di Europa 2021: Come si scrive la storia del mondo antico?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

L’incontro, inserito nel ciclo Prime lezioni di storia antica, è in programma per martedì 11 maggio alle 17 sul canale Youtube dell’Università di Parma. Relatore sarà Luca Iori, docente di Storia della storiografia antica e Metodologie dell’indagine storiografica all’Università di Parma. La lezione illustrerà alcuni tratti caratteristici della storiografia antica in lingua greca e latina, nel lungo arco di tempo che va dalla nascita del pensiero storico nella Ionia di VI secolo a.C. alla fine del mondo antico (V secolo d.C.). L’obiettivo è duplice: da un lato, favorire un corretto approccio metodologico allo studio della storiografia greco-romana; dall’altro, riflettere sulle linee di continuità e frattura che uniscono e separano il nostro modo di fare storia da quello degli antichi.I Seminari di Europa, curati da Alessandro Pagliara, docente di Storia romana all’Università di Parma, sono promossi dall’Ateneo con il Comune di Parma, e sono realizzati con il patrocinio e il sostegno finanziario dell’Istituto Italiano per la Storia antica, della Giunta Centrale per gli Studi Storici e della Fondazione Cariparma.La partecipazione all’edizione 2020-21 dei Seminari di Europa – organizzati da soggetto qualificato MIUR – è valida per i docenti come aggiornamento professionale per sei ore complessive. Gli insegnanti potranno iscriversi gratuitamente attraverso la piattaforma S.O.F.I.A., selezionando l’iniziativa formativa 56976.

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