Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘storia’

La storia mi ha sempre affascinato

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2023

Già nei miei precedenti libri non ho mancato l’occasione per scrivere in proposito. Ora se passo a una trattazione con un titolo che traccia i tratti specifici di vicende che hanno interessato un secolo e si sono posti alla nostra attenzione per la loro drammaticità e per i lutti e danni provocati, è perché vi ho colto un passaggio epocale che si sta proiettando in maniera inquietante nel XXI secolo. Non potrei di certo con lo stesso animo descrivere i tempi e le vicende umane di altri eventi traumatici come la Rivoluzione francese, perché quella non l’ho vissuta come questa, sia pure con l’età di un ragazzo. Il primo impatto con l’idea della guerra che bussava alle porte l’ho vissuto quando con i miei genitori abitavo a Pistoia e nel 1941, i bombardieri inglesi avevano incominciato a martellare alcune città italiane ed io sentivo gli effetti delle bombe che cadevano e le cannonate della contraerea nelle aree vicine. Mio padre, allora, era militare di carriera. Aveva combattuto nella Prima guerra mondiale ed era stato ferito. Aveva vissuto il dramma del reduce e le incomprensioni della piazza nei confronti di chi per anni, riuscendo a salvare la pelle, si era trovato intrappolato in una trincea alla mercé dei cecchini e a dover respingere le sortite del nemico e a partecipare a quelle del proprio reparto per la conquista di un lembo di terra. Poi vennero il fascismo e poi ancora un’altra guerra che a differenza della prima non era circoscritta in un’aerea ben definita, ma si dilagava ovunque e, dove gli eserciti non guerreggiavano, ci pensava l’aviazione a provocare vittime civili e immani distruzioni. I miei genitori pensarono bene che sarebbe stato meglio, soprattutto per me, trasferirci in una località che ritenevano meno esposta ai rischi della guerra. Fu così che con mia madre ritornammo al nostro paese natio, Campobasso, una località fuori dalle grandi linee di comunicazione e di certo poco interessante dal punto di vista strategico sia per i bombardieri che negli anni successivi solcavano i cieli ed erano motivi di curiosità ma non certo di preoccupazione, sia per gli eserciti in movimento. Mio padre, invece, fu assegnato, dopo la campagna d’Albania, a Spoleto e lì visse i momenti più tragici dell’armistizio e della rabbiosa reazione dei tedeschi che si sentirono traditi dall’alleato italiano. Ma anche Campobasso, alla fine, non fu immune di un interesse militare tanto che mia madre pensò bene di mandarmi dalle zie paterne che vivevano in un paesino a quaranta chilometri dal capoluogo: Morrone nel Sannio. Lo fece anche perché mancavano le scorte alimentari e s’incominciava a fare la fame. Lei, invece, non poteva muoversi dovendo accudire alla madre semi paralizzata a letto e intrasportabile. Ma la guerra sembrava inseguirmi. Gli alleati sbarcarono a Termoli a una quarantina di chilometri da dove mi trovavo e considerarono Morrone del Sannio un paese da sottrarre ai tedeschi per la sua caratteristica di trovarsi abbarbicato sulla cima di una montagna e da dove era possibile avere un osservatorio naturale d’indubbio valore strategico per la loro successiva avanzata che avrebbe chiuso in una sacca le truppe tedesche che non avendo altri sbocchi erano costrette ad arretrare verso Campobasso e da dove, invece, sull’altro versante avanzavano gli alleati provenienti da Napoli. Per mia fortuna e quella dei morronesi avemmo a che fare con le truppe regolari tedesche e non da reparti di SS o elementi della Gestapo. Erano gentili e socievoli. Non solo. Con l’avvicinarsi delle truppe americane pensarono bene di lasciare il paese di notte alla chetichella. Da una parte fu un bene ma, dall’altra, ingenerò una malcelata preoccupazione per i paesani pensando che gli alleati potevano non sapere di questa evacuazione spontanea e incominciare con un fuoco preventivo prima di entrare in paese.Si ritenne, quindi, importante fare in modo d’avvisarli. Ma come? Io con altri bambini ascoltavo questi discorsi che preoccupavano gli adulti e che per noi erano motivo d’eccitazione. Io con altri, sfuggendo alla sorveglianza dei nostri parenti, ci portammo verso le ultime case del paese da dove si poteva osservare il tratto che degradando verso il piano, con scarsi alberi e con bassi cespugli giungevano sino al cimitero a ridosso del quale vi era un bosco che, a sua volta, lambiva la strada comunale che si allacciava, dopo quattro o cinque chilometri, allo stradone che collegava Termoli a Campobasso e alla vicina stazione ferroviaria di Ripabottoni. Ricordo che parlavamo tra di noi e cercavamo di scrutare con attenzione lo spazio antistante per riuscire a individuare qualche segnale che ci permettesse di capire dove potevano trovarsi i soldati alleati. Si sa che i ragazzi sono spesso impulsivi e non hanno ancora la percezione esatta del pericolo. Alla fine tra tanto parlottare e scrutare e persino individuare movimenti strani che altri poi smentivano categoricamente indicandone altri io mi decisi di rompere gli indugi e di corsa mi diressi a valle tra i campi incolti e qualche avvallamento che riuscii miracolosamente ad evitare finché mi ritrovai placcato e a terra con un soldato americano mentre sulla nostra testa sibilavano i proiettili di una mitragliatrice. Ciò permise, se non altro, agli americani d’individuare il nido di mitragliatrici della retroguardia tedesca e d’apprendere che in paese non vi erano tedeschi. Il resto fu trionfale. Il lieto fine, come si sa, è una liberazione dalle ansie patite in precedenza e mi permise di trasformare i rimbrotti delle zie impaurite dall’apprendere la mia bravata in un moto di gioia collettiva. Così offrii il mio contributo alla causa della guerra ma non mi liberai del tutto dai suoi fantasmi. Ricordo che fui portato a Campobasso dagli americani alcuni giorni dopo che la conquistarono su una loro jeep per andare da mia madre e mia nonna e ne approfittai per recare loro alcuni generi alimentari della campagna e dei generosi regali a base di cioccolato, latte in polvere, zucchero, carne in scatola e caffè avuti dopo che gli statunitensi appresero che una delle mie zie era una cittadina americana. Fu proprio un pomeriggio, mentre passeggiavo con mia madre nei pressi della villa cittadina, che fui preso da un attacco di panico. La causa scatenante fu il rullio di un tamburo della fanfara militare scozzese e che scambiai, probabilmente, con colpi di cannone. Questa paura mi perseguitò per anni e si riaffacciava tutte le volte che sentivo un forte e improvviso rumore. Da questa mia esperienza, ero un ragazzo che aveva da poco compiuto dieci anni, posso oggi capire cosa significa trovarsi nel bel mezzo di una battaglia, essere circondati da morti e feriti e soffrire la fame. Forse per questo motivo quelli della mia generazione sono stati più condiscendenti con i propri figli e aver loro permesso di vivere un’esistenza meno rigorosa anche se alla fine questa nostra indulgenza non ha giovato alla loro formazione. Le guerre, quindi, portano dei cambiamenti comportamentali sia nell’immediato rendendoci più maturi, sia perché fanno sentire i loro effetti a lungo e tendono a riverberarsi nelle generazioni successive e nei modi più imprevedibili. Forse non è stato solo un caso se le tante esitazioni mostrate dai governanti degli altri stati europei, nei confronti della Germania hitleriana, siano stati determinati proprio dal timore che si potesse scatenare un altro conflitto bellico con conseguenze probabilmente peggiori di quelle lasciate dal primo. Un atteggiamento da saggi ma anche da persone che pur non avendo preso coscienza di quanto fosse drammatico lo scenario di una guerra futura, che prevedeva ragionevolmente l’uso di armi sempre più sofisticate e distruttive come lo fu la bomba atomica, e ne hanno saputo qualcosa gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki in Giappone, avvertivano il forte desiderio delle popolazioni, che sulla loro pelle avevano vissuto momenti tragici, e non volevano che i grandi della terra parlassero ancora di guerre. Del resto, l’occidente europeo non sembrava tanto preoccupato delle dittature di destra ma, semmai, lo era, di certo, per quelle sinistra, a partire dalla Russia. (Da Fidest: Io figlio della lupa)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I dati sono chiari: l’ultimo anno è stato uno dei più caldi della storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2023

Ciò è accaduto non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, e il livello di anidride carbonica nell’atmosfera il più alto in assoluto. Il numero di eventi meteorologici estremi è aumentato in tutti i continenti, determinando danni ingenti in termini di perdite umane e di distruzioni materiali. Continua il degrado delle condizioni degli ecosistemi in molte aree del mondo. Le tensioni sui mercati internazionali dovute alla guerra in Ucraina sono ancora forti, al di là della discesa del prezzo del gas, spingendo verso l’alto l’inflazione, con effetti devastanti sulle condizioni economiche delle persone già povere o a basso reddito. La pandemia continua a mietere vittime in tutto il mondo, non solo in Cina. La contenuta crescita del Prodotto interno lordo a livello globale e l’aumento dell’occupazione in molti Paesi, anche sviluppati, appaiono decisamente insufficienti per offrire prospettive di miglioramento significativo delle condizioni di vita di centinaia di milioni di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale. Peggiora la condizione dei regimi democratici e cresce il numero dei Paesi che si affida a soluzioni autocratiche, il che determina l’aumento delle azioni di repressione del dissenso. E si potrebbe continuare, ma la conclusione è chiara ed è sotto gli occhi di tutti. Come sottolineato dal segretario generale delle Nazioni unite solo pochi mesi fa, siamo ben lontani dall’inversione di rotta prevista dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, firmata a settembre del 2015 da 193 Paesi del mondo, per “salvare il mondo”.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rassegna Libri di storia – Incontri con gli autori

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2022

Parma 21 novembre Alle 16.30 nell’Aula K1 del Plesso D’Azeglio-Kennedy. Protagonista il volume “Tra Londra e Firenze. Letterati, diplomatici ed editori nel primo Settecento italiano” di Simone Forlesi. L’incontro sarà aperto dai saluti di Piergiovanni Genovesi. A seguire dialogheranno con l’autore Nicola Catelli (Università di Parma) e Niccolò Guasti (Università di Modena e Reggio), moderati dalla docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali Donatella Martinelli. Al centro di ogni incontro c’è un libro, una novità editoriale d’argomento storico, intorno al quale si organizza la discussione alla presenza dell’autore e di altri esperti: una riflessione a più voci aperta a tutti gli interessati che si propone sia di far conoscere più da vicino alla città la ricerca svolta all’interno dell’Ateneo sia, più in generale, di favorire la diffusione della conoscenza storica e delle sue tante potenzialità. La partecipazione agli incontri è valida come aggiornamento per gli insegnanti che si iscriveranno attraverso la piattaforma S.O.F.I.A.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prima edizione per Giorni di Storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2022

Sesto Fiorentino. Si terrà dal 29 novembre al 4 dicembre a Sesto Fiorentino (Firenze) la prima edizione di Giorni di Storia: tra il Palazzo Comunale, la Biblioteca Ernesto Ragionieri e il Teatro della Limonaia in programma talk, dibattiti e presentazioni, oltre a incontri e laboratori pensati per ragazze e ragazzi ed eventi tra musica e teatro. “Muri, rotture, confini”, questo il tema intorno a cui ruoteranno gli interventi: dalle prigioni dei regimi alle barricate della Resistenza, dal mare – primo ostacolo da superare per ogni popolo migrante – alle barriere culturali che per secoli hanno soggiogato le donne tacciandole di stregoneria, dalle guerre di oggi ai conflitti territoriali di ieri, dalle mura dei castelli agli scontri tra fazioni nel Medioevo, fino alle contraddizioni degli anni ‘70. Nata per volontà del sindaco Lorenzo Falchi e dell’assessore alla cultura Jacopo Madau, l’iniziativa – che sarà anticipata il 19 novembre da un’anteprima con lo storico e medievalista Franco Cardini – è organizzata grazie al sostegno di Publiacqua, con il contributo di Unicoop Firenze (tutti gli eventi a ingresso gratuito, http://www.giornidistoriafestival.it). Inaugurazione con un ricordo del grande intellettuale Ernesto Ragionieri – fortemente legato al PCI e originario proprio di Sesto Fiorentino, da cui prese le mosse buona parte della sua ricerca sul movimento operaio e sui comuni socialisti – a cura di Gianpasquale Santomassimo e alla presenza di Giovanna Ragionieri. Nei giorni successivi nelle diverse sedi del festival si avvicenderanno i principali nomi della storiografia italiana. Grande attenzione ai giovani, con un programma pensato dalla scrittrice Sara Marconi e dell’illustratore Simone Frasca, coautori de “La storia d’Italia per bambini” (Mondadori), ospitato sempre dalla Biblioteca Ragionieri. Con cosa dovevano confrontarsi gli esploratori del passato? Nell’antica Roma, come erano considerati i “non romani”? E cosa si poteva trovare tra le mura di un castello? Queste e altre domande troveranno risposta in tre laboratori dai 7 ai 10 anni prenotabili su bibliosestoragazzi.it. E ancora: due le iniziative musicali, realizzate con la collaborazione dell’Istituto Ernesto De Martino. Il cantautore Francesco Pelosi eseguirà una lettura cantata del suo “Guido Picelli. Un antifascista sulle barricate” (Round Robin Editrice), testimonianza unica dell’antifascismo della prima ora, e il musicista Alessio Lega presenterà “Qui radio libertà: la Resistenza in 100 canti” (Mimesis Edizioni), raccolta da lui stesso curata di canzoni antifasciste: un trattato di storia orale, pagine strappate dal diario della lotta.

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Storia di Venezia tascabile

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2022

Mestre Mercoledì 26 ottobre 2022 — Ore 18:45 Grand Central Literary Festival, Via Piave.Una serata in compagnia, con un evento fuori programma al Grand Central Literary Festival, insieme alla storia di Venezia e a Maurizio Vittoria, autore del libro Storia di Venezia tascabile. Dalle origini al MoSE (Venipedia). Sarà l’occasione per scoprire e riscoprire insieme le origini, il mito, la leggenda, la storia e le vicissitudini più importanti della lunga storia della Serenissima, fino ai giorni odierni, con le sfide che la città deve affrontare nella quotidianità.L’autore sarà a disposizione per firmare le copie del libro. In più, ad ogni libro acquistato sarà data in omaggio una cartolina da collezionare, raffigurante un’opera contenuta nel libro Storia di Venezia tascabile, a colori e stampata su carta riciclata al 100%. La cartolina sarà data anche a chi ha già acquistato il libro direttamente su Venipedia o in libreria, basta portare la propria copia con sé all’evento Ogni acquisto contribuisce ad un programma di riforestazione e allo sviluppo di tecnologie utili alla decarbonizzazione, attraverso Venipedia Virtuosa: il piacere della cultura e della bellezza, costruendo insieme un presente e un futuro migliore. L’ingresso è gratuito, è gradita la prenotazione al numero 041 978278 o tramite Eventbrite rif.387378749267.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prima che la guerra cancelli l’uomo dalla storia

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2022

Scrive Erasmo ne “La formazione del principe cristiano, XI°. Dell’intraprendere una guerra, 1-5”: “Platone chiamava sedizione, non guerra, quella che i Greci combattevano contro i Greci. Ma se proprio dovesse succedere, comandava che la si conducesse con la massima moderazione”. Papa Benedetto XVI° ha detto: “E’ sul rispetto di tutti che si fonda la pace”. Ed infine, Papa Francesco afferma: “Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l’umanità comprenda che è giunto il momento di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell’uomo, prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia”. Malgrado i moniti del Pontefice e gli appelli dei cittadini che ripudiano la guerra, le armi parlano ai confini dell’Europa nella stanchezza generale e senza intravvedere soluzioni di pace. Anzi, proprio coloro che si dicono cristiani non solo ignorano gli accorati allarmi della Chiesa, ma continuano imperterriti a fornire armi nel disappunto generale della gente che, tra l’altro, fatica ad arrivare a fine mese. E’ vero, i morti non protestano: non piangono più i fanciulli falciati dalle bombe e dalle mitraglie. Quello che stupisce è che mentre Papa Francesco ci va pesante sulla necessità di finire questo bagno di sangue, i politici europei ed anglo-americani non sanno fare di meglio che partecipare con finanziamenti, tecnologie, addestramenti e via dicendo. Anzi, sembra di assistere ad una gara tra chi è più ligio agli interessi strategici delle potenze mondiali. Oggi, la doverosa fedeltà verso il Patto Atlantico si misura nella massa di fondi e di armi dati al Paese invaso, ignorando che le cause del conflitto risalgono al mancato rispetto delle minoranze prese di mira da un nazionalismo spietato. Non so se l’esito delle urne, già annunciato come se non servisse attendere i risultati, porterà a cambiamenti di linea, ma dubito che la voglia di accreditarsi farà la differenza tra il bene ed il male. Del resto, quando mai la volontà del popolo italiano è stata rispettata? Ed ancora: come mai in Italia chi perde le elezioni finisce poi per comandare? Tutti i salmi finiscono in gloria, mentre le salme vanno sottoterra. By Gianfranco Fisanotti (abstract)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Archeologia e Storia con le particelle elementari”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2022

Parma. Dedicato al tema “Archeologia e Storia con le particelle elementari”, l’appuntamento in programma per giovedì 1° settembre alle 18 nell’Auditorium del centro culturale ed espositivo di Fondazione Monteparma (Strada Farini 32/a), si apre con una presentazione scientifica a cura di Massimiliano Clemenza dell’INFN di Milano Bicocca, che racconterà dettagli storici (sul giallo della morte di Napoleone, sui manufatti in bronzo realizzati dagli abitanti dei nuraghi sardi e su altri casi ancora) ottenibili con tecniche basate su fasci di particelle quali i muoni, senza danneggiare i rari reperti che vengono indagati. Per mezzo della spettroscopia X dei muoni negativi è possibile infatti studiare in modo non invasivo la composizione di oggetti spessi. Massimiliano Clemenza, che utilizza questa tecnica al Rutherford Laboratory, vicino a Oxford, illustrerà una serie di esempi. A seguire, il pubblico potrà assistere a uno spettacolo di “Magia Quantistica” che vedrà protagonista il Mago Silvani, giovane ricercatore dell’Università di Perugia ed esperto prestidigitatore, il quale intende spiegare con analogie “magiche” gli apparenti paradossi della fisica quantistica, a cominciare dal mitico gatto di Schrõdinger. Raffaele Silvani condurrà gli spettatori nel mondo quantico dove l’impossibile diventa possibile, in un continuo scambio fra scienza e “magia”, per spiegare in modo comprensibile a tutti alcuni dei fenomeni fisici più affascinanti della meccanica quantistica. L’iniziativa, che si rivolge sia al mondo scientifico che al pubblico generico, è realizzata in occasione della “XV International Conference on Muon Spin Rotation, Relaxation and Resonance”, in programma a Parma da domenica 28 agosto a venerdì 2 settembre, organizzata congiuntamente dall’Ateneo e dal Rutherford Appleton Laboratory dello Science Campus di Harwell (Co-chairs Adrian Hillier e Roberto De Renzi), anche con il sostegno di Fondazione Monteparma.L’appuntamento del 1° settembre e la conferenza internazionale hanno il patrocinio del Comune di Parma. L’appuntamento all’APE Parma Museo, rivolto a un pubblico che va dai 10 anni in su, è a ingresso gratuito con prenotazione al numero telefonico 0521 203413

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La storia di Franco Puppato, il sarto veneziano che ha inventato lo stile goldoniano

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 aprile 2022

Venezia. Una passione che nasce all’età di 14 anni e una tecnica, la trigonometria, di cui resta l’unico rappresentante al mondo. È Franco Puppato, sarto che traduce il suo genio nello stile goldoniano e che veste celebrità e regnanti di tutto il mondo. Animato dal desiderio di far risplendere la sartoria nella “sua” Venezia, è uno dei maggiori rappresentanti, a livello internazionale, del Made in Italy. I suoi abiti sono arrivati oltreoceano, fino ai confini della Cina, Giappone e Corea. A lui è andato, nel 2020, il più grande riconoscimento, il Trofeo Arbiter, considerato l’oscar della sartoria italiana.Il suo laboratorio si trova in Calle dei Fabbri, a due passi da campo San Luca: è lì il cuore della sartoria veneziana che veste da più di sessant’anni figure provenienti dal mondo dello spettacolo, della politica, e dell’imprenditoria, con l’eleganza e la classe che da sempre contraddistinguono i suoi abiti.Le sue creazioni raggiungono i Paesi dell’estremo oriente, arrivano in Cina, Corea e Giappone dove sono considerati dei veri e propri gioielli dell’alta sartoria su misura. Un legame, quello con l’Oriente, che si ritrova anche nei suoi lavori: dai ricami rosso fuoco, ai colletti orientaleggianti, fino ai motivi a forma di drago dipinti sul retro della giacca. Una carriera che ha collezionato negli anni diversi riconoscimenti, che si è aggiudicato per la sua e tenacia nell’esportare la bellezza del saper fare. Dietro ai suoi abiti c’è molto studio e una continua voglia di imparare. Dalla manica a forma di sciabola al fiocco che cinge il collo ornato da un gioiello, alle giacche dalle forme curve che ricordano i movimenti dell’acqua e i modelli realizzati in stile Goldoni: ecco i tratti caratteristici dell’estro di Franco Puppato.Impara il mestiere a Treviso, la sua città natale, all’età di 14 anni dallo zio sarto, per poi approdare a Venezia con la voglia di mettersi in gioco e approfondire quello che non sarà solo un lavoro ma una grande passione, che lo porterà lontano, fino all’estremo oriente. Il suo lavoro s’intreccia con l’abilità degli artisti locali, come Luigi Ballarin, con cui realizza pezzi unici che uniscono l’arte della sartoria ad immagini iconiche, rappresentative della cultura orientale e occidentale insieme, ma anche con i maestri del vetro di Murano, di cui i preziosi bottoni colorati risplendono sui capi di Franco.https://we.tl/t-8mdfsNHtUK

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Film “Una storia d’amore e di desiderio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2022

Roma Il film arriverà nelle sale italiane dal 25 marzo grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione. Secondo lungometraggio della cineasta tunisina Leyla Bouzid, già alla regia del pluripremiato “Appena apro gli occhi – Canto per la libertà”, è stato presentato come film di chiusura alla 60° Semaine de la Critique del 74° Festival di Cannes. Al centro della vicenda una storia che assume una risonanza forte e singolare nel presente, raccontando l’emancipazione sentimentale e sessuale che si raggiunge grazie all’educazione, agli studi che danno accesso alla cultura, all’amore per i libri e le parole. Protagonista è Ahmed, giovane francese di origini algerine, cresciuto in una banlieue parigina. Appassionato di letteratura, sceglie di studiare lettere alla Sorbona, anche se fin dall’inizio mette in dubbio la sua legittimità e la sua adeguatezza a seguire questo corso nel prestigioso Ateneo. Le domande legate alla sua identità aumentano con l’incontro con Farah, giovane tunisina vitale e appassionata: studiando insieme scopriranno un corpus di letteratura araba erotica di cui non immaginava l’esistenza. http://www.dimillamacchiavelli.com

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Putin l’uomo e la storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

La recente decisione di Putin di ordinare l’occupazione militare dell’Ucraina lo pone di fatto al giudizio dei suoi contemporanei in modo severo e probabilmente più di quanto non se lo aspettasse. Diciamo che la sua impopolarità è diventata popolare in ogni angolo della terra. Il perché lo deve per aver messo a nudo in maniera “tragica” i limiti di entrambe le governance mondiali che fondano i loro principi sulla guida e il governo dei popoli e i loro rapporti d’interdipendenza strutturali e settoriali. Da una parte vi è il sistema a democrazia compiuta dove le decisioni passano attraverso vari filtri che richiedono tempo e che alla fine del percorso possono variare, accettare o rifiutare in toto le iniziative proposte dalla parte avversa. Sull’altro versante vi è un solo uomo a decidere, e lo può fare in tempo reale, anche se concede ai suoi consiglieri d’esprimere una loro opinione ma che non la considera, in ultima analisi, vincolante. E Putin rientra proprio, nell’immaginario collettivo, in quest’ultima casella. Tant’è che i commentatori politici nell’evidenziare la differenza nel caso ucraino hanno rispolverato una vecchia locuzione latina tratta dalle Storie di Tito Livio: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” e che significa: “mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata.” In pratica vuol dire, riportandoci ai fatti odierni, che mentre Putin agisce gli Stati Uniti e i suoi alleati europei continuano a discutere e a non decidere il da farsi. Da qui si ha netta l’impressione che le democrazie occidentali hanno un serio problema al loro interno che li pone in una luce ambigua rispetto alle logiche dei nostri tempi dove le decisioni vanno prese rapidamente. Questo prevede, per evitare errori gravi e irreversibili, che la leadership sia assunta da un saggio e capace di trovare una sintesi che sappia guardare oltre il contingente. In caso contrario, come lo stesso Putin ha evidenziato, potremmo trovarci improvvisamente sull’orlo della terza guerra mondiale e in questo caso con l’uso dei belligeranti di armi d’ultima generazione: atomiche, chimiche e biologiche. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Spettacolo: Una storia a colori

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2022

Roma Venerdì 25 e sabato 26 febbraio ore 20 Domenica 27 febbraio ore 17 Altrove Teatro Studio – Via Giorgio Scalia 53 spettacolo scritto da Beatrice Gattai e diretto da Alessio Di Clemente. I disabili hanno diritto a una figura per l’assistenza sessuale? L’utero in affitto è una scelta eticamente corretta? La prostituzione va legalizzata? Petrolio non prende posizioni, racconta tre storie. Petrolio è una storia d’amore, ma non è una storia romantica: parla di evoluzione. È un intenso frammento di vita che suggerisce cosa può accadere ad un essere umano quando oltrepassa la “linea del fuoco”, ovvero quando si trova a dover attraversare quei passaggi stretti dell’esistenza che possono distruggerlo in un attimo o portarlo ad evolversi. Beatrice Gattai, Alessio Di Clemente e Andrea Lintozzi danno vita a tre personaggi: un uomo e una donna con storie difficili alle spalle, eppure così diversamente affrontate, e infine un ragazzo portatore di handicap e di bellezza. Bellezza, sì. Perché alla fine, dietro la collina dell’integrità umana, splende sempre il sole. Una partita tesa un duello a colpi di provocazioni, inserito in un contesto che altro non è che un falso fondale, un luogo a perdere nella vita dei tre esseri umani. Nessuno vince, a parte l’integrità della persona. Integrità̀ che protegge, ma che è senz’altro consolatoria. Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Storia della Sacra corona unita

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2022

È allarme nel Foggiano stremato e spaventato dagli attentati degli ultimi giorni. Ma cosa sta succedendo? Una sorta di revanscismo della Sacra Corona Unita? Come dovrebbe reagire lo Stato per fermare questa escalation di violenza prima che sia troppo tardi? Abbiamo chiesto un parere ad Andrea Apollonio, magistrato e autore pre Rubbettino del volume “Storia della Sacra Corona Unita” APOLLONIO: «Nel foggiano, e in particolare a San Severo, la criminalità mafiosa ormai dilaga e fa numeri da primi anni Novanta: nove bombe in nove giorni. Colpiti soprattutto gli esercizi commerciali, a dimostrazione di come il racket delle estorsioni sia ancora la principale fonte d’arricchimento della mafia foggiana. A dimostrazione anche di quanto la mafia foggiana, nata da una costola della Sacra corona unita alla metà degli anni Ottanta e poi sviluppatasi in autonomia, ma in eterna competizione con i cugini sacristi del Salento, sia diventata la mafia più violenta, pericolosa e brutale. Molto più della Scu (oggi quasi del tutto scomparsa grazie ad un contrasto giudiziario serrato ed efficace, grazie alle tante risorse spese nei palazzi di giustizia di quel territorio), e forse anche della ‘Ndrangheta, che da tempo ha scelto la via dell’inabissamento e dell’arricchimento silenzioso. I numeri della mafia foggiana stridono, piuttosto, con le dichiarazioni quotidiane e i programmi d’intenti di buona parte della politica italiana, dalla cui agenda è pressoché scomparsa – tra le priorità, ma anche tra i temi più “ordinari” – la lotta alla mafia, lasciando il posto, in materia di giustizia, a proclami su riforme legislative che rischiano di indebolire e delegittimare la magistratura, in particolare quella inquirente: dimenticando che proprio i pubblici ministeri, spesso di frontiera, giovani, molto esposti e molto coraggiosi, rappresentano con il loro lavoro il principale argine al dilagare dei fenomeni mafiosi. A trent’anni esatti dall’eccidio di Falcone e Borsellino, il “caso Foggia” dimostra che la politica italiana, a fronte ad una infiltrazione mafiosa del Paese fattasi più pressante a seguito della pandemia, ha scelto di accantonare i loro insegnamenti, secondo cui solo una magistratura forte, pienamente legittimata, con le risorse necessarie e gli strumenti normativi adeguati, può, assieme agli altri corpi sociali, arginare e debellare i fenomeni mafiosi, anche i più violenti e brutali».

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Sergio Mattarella: 40 anni di storia italiana”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Paesi Edizioni manda in libreria la prima e unica biografia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Angelo Gallippi – classe ‘64, già docente a Tor Vergata e Presidente del primo Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Lazio – ci accompagna in quasi mezzo secolo di storia italiana. Come ricorda Ugo Magri nella prefazione, nessuno prima di Gallippi ha tracciato l’intero operato di Mattarella. Infatti il Presidente della Repubblica “incarna una doppia eccezione. Ha maturato un’esperienza straordinaria come servitore delle istituzioni: parlamentare, ministro, vicepremier, giudice costituzionale e da ultimo presidente della Repubblica. Eppure – ecco l’altro paradosso – dell’uomo Mattarella poco si conosce. Tra i personaggi pubblici del nostro tempo è forse il più schivo, probabilmente il meno portato a raccontarsi, a farsi pubblicità. L’Anti-Narciso per eccellenza”. Gallippi per la prima volta racconta la vita di Mattarella con una biografia “obiettiva e accurata, non irriguardosa ma nemmeno agiografica, ricca di curiosità, che lungo la strada raccoglie frutti sorprendenti e di Mattarella rivela alcuni aspetti molto privati, in qualche caso sconosciuti persino ai collaboratori più stretti” come sottolinea Magri.Il percorso umano si intreccia così alla storia del nostro Paese: dall’assassinio di Piersanti Mattarella, a Mani Pulite, dal crollo del Muro di Berlino alla guerra in Kosovo, dall’epilogo della partitocrazia alla sfida dei populismi, passando attraverso le indagini sugli affiliati alla loggia massonica P2, la riforma del Cnel, l’abolizione del servizio militare obbligatorio, l’introduzione nella scuola elementare del «modulo» di tre insegnanti su due classi, la riforma dei Servizi segreti, l’elevazione dell’Arma dei Carabinieri al rango di forza armata, il «patto della crostata» tra Berlusconi e D’Alema e lo smantellamento del Porcellum. Eletto con 665 voti su 910, Mattarella puntualizzò immediatamente che il suo ruolo sarebbe stato quello di un arbitro cui «compete la puntuale applicazione delle regole», con assoluta imparzialità. Anche se, soprattutto nell’ultima fase, si è fatto carico di atti di coraggio politico come il veto opposto alla nomina di Paolo Savona come Ministro dell’Economia e la scelta di Mario Draghi alla guida di un governo rappresentativo per autonoma iniziativa presidenziale. Edito da Paesi Edizioni, “Sergio Mattarella: 40 anni di storia italiana” di Angelo Gallippi, è disponibile nelle librerie e negli store online a partire dal 7 gennaio 2022 anche in versione eBook. Editore: Paesi Edizioni Collana: Montesquieu pp. 672 prezzo: 18,00 euro

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“I trapianti in Piemonte. Storia e prospettive”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2022

Torino Venerdì 14 gennaio alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino Aula Magna (via Po 18) terrà una riunione scientifica, sia in presenza, sia in modalità webinar, dal titolo “I trapianti in Piemonte. Storia e prospettive”. L’incontro verrà introdotto da Piero Stratta, Professore di Nefrologia dell’Università del Piemonte Orientale e Giuseppe Segoloni, Professore di Nefrologia dell’Università di Torino, entrambi soci dell’Accademia. Il relatore sarà Antonio Amoroso, Professore di Genetica medica e coordinatore del Centro Regionale Trapianti per il Piemonte e la Valle d’Aosta.Sono passati quarant’anni dall’istituzione del Centro Regionale Trapianti (CRT, 1981), che inizialmente si occupava di individuare i soggetti idonei a ricevere un trapianto, eseguire i test immunologici necessari, produrre e scambiare i reagenti per l’indagine immunogenetica, conservare i campioni di cellule di donatori e riceventi di trapianto. Negli anni successivi si è ampliata l’attività di promozione dei trapianti e di presentazione dei risultati: in particolare, in seguito all’attivazione dei programmi di trapianto di cuore, fegato, polmone, pancreas e midollo osseo da donatore non consanguineo, si sono rese necessarie espletare funzioni di coordinamento del trapianto di midollo osseo e della tipizzazione tessutale in Regione. Nella legge 91/1999 si definisce la collocazione del CRT all’interno della rete di trapianto e si ampliano le funzioni legate alla gestione della donazione: garanzia dell’ idoneità del donatore, organizzazione dei trasporti di equipe, organi, materiali, tessuti, controllo del follow up dei riceventi, gestione dei dati di attività della regione.Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’ http://www.accademiadimedicina.unito.it.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

È uscito il libro sulla storia di Inaz

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Si tratta della più longeva impresa italiana dell’IT per le Risorse Umane. La ricetta: essere impresa “di persone per le persone” nell’economia sostenibile. Come può una media impresa italiana riuscire a prosperare per più di settant’anni, attraverso tutte le svolte della storia economica del nostro Paese e superando anche momenti difficili come la crisi portata dalla pandemia? È a questa domanda che vuole rispondere l’ultimo libro della storica dell’economia Vera Negri Zamagni, che nell’ultimo volume della collana “Storie di Imprese” da lei curata per Il Mulino si occupa del caso imprenditoriale della più longeva realtà italiana dell’Information Technology per il settore Risorse Umane. INAZ. INNOVAZIONE AZIENDALE – Un’azienda di persone per le persone traccia la storia della società, fondata nel 1948 a Milano da Valerio Gilli, che ha rivoluzionato gli uffici del personale delle aziende italiane introducendo innovazioni continue che danno forma al lavoro come lo conosciamo oggi: dai primi strumenti e tecnologie per organizzare il lavoro in modo razionale (come la busta paga, inventata proprio da Valerio Gilli), ai software per la gestione del personale, fino alle app che oggi supportano lo smartworking, la comunicazione, l’analisi dei dati e tanto altro.Il volume è stato presentato durante il convegno intitolato “Le imprese di persone per le persone nell’economia sostenibile”, con Marco Vitale, Vera Negri Zamagni e Stefano Zamagni, in cui, oltre all’esempio di Inaz, si sono discussi altri casi virtuosi di imprese che applicano il paradigma dell’Economia Civile, fondando i propri successi di business sull’attenzione alle persone, alla green economy e allo sviluppo territoriale sostenibile. A seguire, la tavola rotonda con i giovani imprenditori ha portato in primo piano il punto di vista della “next generation”, che non può più sottrarsi al tradurre in pratica gli orientamenti illustrati dagli accademici e, in particolare, è chiamata a trasformare l’apparente contrapposizione tra profitto e sostenibilità in un binomio inscindibile. La sostenibilità è infatti un fattore di competitività irrinunciabile in diversi ambiti. Uno di questi è l’attrarre e mantenere i talenti, come ha spiegato Ludovica Busnach (COO di Inaz e cofounder di Timeswapp) nel suo intervento sul di welfare aziendale. Sostenibilità vuol dire anche coinvolgere le comunità locali nelle iniziative di sviluppo dei territori, come nei progetti illustrati da Irene Falck (Falck Renewables S.p.A.) sulla realizzazione di parchi eolici in Scozia e agrivoltaici in Sicilia, basati sulla partecipazione delle imprese sociali locali. Infine, come ha sottolineato Massimiliano Marsiaj, (vicepresidente Sabelt S.p.A, eccellenza del Made in Italy nel settore automotive), la sostenibilità e un concetto dal quale devono partire oggi tutta la progettazione dei nuovi prodotti e l’ideazione di processi produttivi “green”. Un’azienda di persone per le persone Di Vera Zamagni Ed. Il Mulino, 2021 193 pagine, 22€ Acquistabile dal 25 novembre al link: https://www.mulino.it/isbn/9788815294678

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Rassegna Libri di storia – Incontri con gli autori

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Organizzata dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali dell’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma. Il secondo appuntamento, dedicato al volume di Antonella Campanini Il cibo. Nascita e storia di un patrimonio culturale (Carocci 2019), è in programma giovedì 18 novembre alle 11 nell’Aula K15 del Plesso Kennedy-D’Azeglio. I lavori saranno aperti da Piergiovanni Genovesi, Coordinatore scientifico della rassegna. Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali Diego Saglia e del Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Mario Menegatti, dialogheranno con l’autrice i docenti dell’Ateneo Carlo Alberto Gemignani e Stefano Magagnoli. Il seminario è patrocinato anche dal Food Project di Ateneo e dalla Scuola di Studi Superiori in Alimenti e Nutrizione. L’incontro si svolgerà sia in presenza (fino a esaurimento dei posti disponibili, è necessario presentare il Green Pass) che online su piattaforma Teams. La nozione di patrimonio applicata all’alimentazione è recente – giuridicamente risale al momento in cui l’UNESCO ha iniziato a categorizzare l’immaterialità – ma, spigolando nel passato (anche remoto) si trovano tracce della sua costruzione. Sin dall’Antichità vi sono autori che si occupano della provenienza dei prodotti alimentari e dei luoghi di eccellenza delle produzioni, attribuendo così quelle che sarebbero in seguito divenute denominazioni d’origine. Il libro propone un excursus storico e letterario nel quale le informazioni che gli autori forniscono sono spesso le stesse, ma le prospettive in cui si pongono risultano differenti, anche molto: alcuni guardano con ironia a quello che appare loro un fenomeno recente, crescente e in qualche caso bizzarro, altri redigono lunghe liste cercando di mettere ordine nella materia e migliorare la reperibilità dei prodotti. Da quest’ultimo filone derivano gli inventari moderni e contemporanei, volti alla salvaguardia e alla valorizzazione di ciò che è diventato – appunto – patrimonio. È il cibo “pensato” quello che qui interessa, oggetto immateriale, esito di azioni dell’uomo che l’hanno reso tale. E, se il cibo diventa un’idea, la storia del cibo e della sua patrimonializzazione può essere considerata una storia delle idee, che descrive non tanto e non solo il cibo in sé, ma piuttosto l’uomo e la sua storia. Antonella Campanini è ricercatrice in Storia medievale e insegna Storia dell’alimentazione e Storia dei prodotti tipici nell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Tra le sue pubblicazioni: Dalla tavola alla cucina (2013); Il cibo e la storia: il Medioevo europeo (2016). Al centro di ogni incontro c’è un libro, una novità editoriale d’argomento storico, intorno al quale si organizza la discussione alla presenza dell’autore e di altri esperti: una riflessione a più voci aperta a tutti gli interessati che si propone sia di far conoscere più da vicino alla città la ricerca svolta all’interno dell’Ateneo sia, più in generale, di favorire la diffusione della conoscenza storica e delle sue tante potenzialità.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Storia complessa e drammatica quella della Polonia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2021

Dopo essere stata invasa e spartita da Germania e Unione sovietica, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), si ricostituì come repubblica alla fine del conflitto, ma sotto controllo sovietico. Riacquistò l’autonomia nel 1989 e nel 2004 entrò nella Unione europea, accettandone il Trattato istitutivo, che all’art. 2 sancisce: L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”. La Corte di Giustizia europea, dopo i solleciti del luglio scorso, ha condannato la Polonia per violazione dello Stato di diritto, infliggendole una multa da 1 milione di euro al giorno. La Rete europea dei Consigli di giustizia (Encj) ha espulso il Consiglio nazionale della magistratura polacca, ritenendo che non salvaguardi più l’indipendenza della magistratura, non la difenda e non essendo più un garante mette in pericolo la stessa attività dei giudici. Non si comprende come il governo polacco si ostini a non applicare i principi sottoscritti ben 17 anni fa. E’ il nazionalismo che ha portato alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, della quale la Polonia è stata vittima. L’identità polacca non è in discussione, mentre lo è l’autonomismo illegittimo, inconcludente e pericoloso, rivendicato dall’attuale governo polacco, evidentemente per problemi interni. Insomma, è la vecchia logica degli Stati che hanno problemi interni e che individuano un pericolo esterno, peraltro inesistente. Il premier polacco ha addirittura paventato la Terza Guerra Mondiale! La Polonia è stata sempre un beneficiario netto dei fondi europei, il che le ha consentito un notevole progresso, soprattutto in campo agricolo. Ora, il governo polacco viola apertamente il Trattato europeo ma pretende di continuare ad essere il beneficiario dei fondi comunitari, cioè degli altri Stati. Come ricorda Donald Tusk, capo della opposizione polacca: “In politica la stupidità è causa delle più gravi disgrazie.” E’ bene per tutti che la Polonia attivi l’articolo 50 del Trattato: l’uscita dalla Ue. Primo Mastrantoni, Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Michel Faber: D – Una storia di due mondi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2021

Collana Oceani, pp. 400, 20 euro. In libreria dal 14 ottobre. Dall’acclamato autore di Il petalo cremisi e il bianco, arriva adesso un vertiginoso racconto dickensiano dei giorni nostri che celebra il coraggio di credere nella proprie fantasie e desideri. Sabato 16 ottobre l’autore sarà ospite del Salone del Libro di Torino. “Dhikilo osservò il tempo che faceva nel mondo oltre la porta. Quella era l’ultima possibilità che aveva di scappare, di tornare al sicuro, al mondo che conosceva. Ci pensò su. Ma solo un paio di secondi. C’era un’avventura che la aspettava.” Tutto inizia la mattina in cui la lettera D scompare dal linguaggio. Svanisce prima dalla conversazione dei genitori a colazione, poi dai cartelli stradali lungo la via per la scuola, e infine dalle chiacchiere con i compagni. Ben presto anche il dentista del paese e il dalmata del vicino non si trovano più, e persino il derby degli asini viene annullato. Senza conoscerne la ragione, Dhikilo viene convocata a casa del suo vecchio insegnante di storia, il professor Dodderfield, che è cieco e vive in compagnia del suo fedele cane guida Nelly Robinson. E da qui ha davvero inizio la storia. Ambientato tra l’Inghilterra e la terra invernale di Liminus, un mondo schiavo del mostruoso Gamp e popolato da creature spaventose e incantevoli, D – Una storia di due mondi è una storia affascinante di amicizia e coraggio in un mondo sospeso.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una storia di bufale: Vaccini magnetici che attirano teste metalliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

In principio era il microchip, iniettato con il vaccino anti-covid. Le vaccinazioni avrebbero uno scopo: iniettare un microchip che induca i vaccinati a scegliere i prodotti di Microsoft al posto di quelli della concorrente Apple. La notizia, apparsa su un sito canzonatorio, è del tutto inventata, eppure, è bastato questo annuncio, per scatenare le teorie più strampalate sulle vaccinazioni. Nessuno si è chiesto come un microprocessore possa transitare nell’ago della siringa ma, evidentemente, la fiducia nella tecnologia a sostegno delle proprie convinzioni non ha confini. Ora, la credulità si è spostata su un componente che non c’è nel vaccino: il grafene. Vediamo. La grafite (es. la mina delle matite) è formata da atomi di carbonio legati casualmente; se, invece, la struttura atomica è ordinata si ottiene l’oggetto più ambìto per celebrare un fidanzamento: il diamante. Il grafene è carbonio ordinato, ha lo spessore di un atomo è, cioè, un foglio sottilissimo. Ha la resistenza teorica del diamante, la flessibilità della plastica e un vasto campo di applicazioni: dall’elettronica (circuiti), all’industria automobilistica (batterie), a quella dello sport (caschi, racchette), alla medicina (retina bionica), all’ambiente (potabilizzazione dell’acqua di mare e purificazione dell’aria) e alle nanotecnologie. E’ stato scoperto da due ricercatori inglesi che per questo hanno ricevuto il premio Nobel per la fisica. L’Unione europea finanzia il progetto di ricerca e applicazione Graphene Flagship, che coordina il lavoro di 158 enti in 23 Paesi comunitari.Dunque, che cosa c’entra il grafene, o meglio un suo composto, l’ossido di grafene, con i vaccini? Nulla, perché l’ossido di grafene non è un componente dei vaccini attualmente somministrati. Il tutto nasce da uno “studio” effettuato dal ricercatore Pablo Campa dell’Università spagnola di Almeria, che avrebbe rilevato la presenza dell’ossido di grafene nel vaccino Pfizer, ma la stessa università di Almeria smentisce e minaccia querele. Si potrebbe rimuginare sul potere accademico che si scaglia contro il povero ricercatore, ma non è così perché la “ricerca”: a) è stata effettuata su un solo campione di vaccino di provenienza sconosciuta, per ammissione dello stesso Campa; b) non è stata effettuata la procedura di valutazione; c) non è stata pubblicata su nessuna rivista scientifica, neanche quelle a pagamento.Ovviamente, la supposta presenza di grafene ha fatto da detonatore alla bufala dei vaccini magnetici: il braccio inoculato attirerebbe metalli ferrosi e, a dimostrarlo, circolano video che mostrano monete attratte dall’arto magnetico. Ovviamente, la spiegazione del fenomeno è semplice: vicino al punto di inoculo rimangono residui di colla del cerotto nonchè sudore e grasso. Premendo in loco, le monete si appiccicano, il che avviene anche con oggetti di plastica che magnetici non sono. Insomma, basterebbe detergere il punto di vaccinazione e la moneta cadrebbe perdendo l’effetto “magnetico” o, meglio, “magico”. Con sbigottimento di tanti creduloni. Primo Mastrantoni, Aduc

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Strage Vergarolla: Serracchiani, entri nella storia ufficiale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

“Grazie a Mattarella per attenzione a esodo giuliano-dalmata”. “Mentre oggi ci sono popolazioni flagellate da tragedie umanitarie, è doveroso dedicare un pensiero alla terribile strage di 75 anni or sono, quando a Vergarolla furono uccisi oltre ottanta italiani, tra i quali molti bambini. La memoria nazionale non può distrarsi da uno degli episodi più sanguinosi della nostra storia, uno dei drammi simbolici del solco tragico che per decenni ha inciso le genti adriatiche, in cui a pagare sono stati soprattutto gli innocenti”. E’ la riflessione della presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, nel giorno in cui si celebra il 75/mo anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto del 1946 quando, sulla spiaggia alla periferia della città istriana di Pola gremita per la tradizionale manifestazione natatoria della “Pietas Julia”, l’innesco di un enorme quantitativo di esplosivo uccise non meno di ottanta italiani. “Ho sottolineato già in passato il prezioso lavoro di quanti continuano a cercare la verità – aggiunge Serracchiani – su questa e altre stragi che hanno colpito i nostri concittadini lungo la storia della Repubblica. Ringrazio il presidente Mattarella per l’attenzione dedicata, con gesti e parole, ai drammi dell’esodo giuliano-dalmata e per l’opera di pacificazione svolta nel rispetto delle memorie e fuori da strumentalizzazioni politiche. Vergarolla deve entrare nella storia ufficiale italiana”, conclude l’esponente dem.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »