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Le stranezze della prevenzione e degli aiuti da coronavirus

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

L’elenco sarebbe lunghissimo, ma ci soffermiamo solo su due delle stranezze degli ultimi giorni, assurte entrambe alle glorie delle cronache.La prima riguarda il fatto che molti dei nuovi contagiati sono turisti italiani che tornano da Paesi come Spagna, Grecia, Croazia, Malta. All’inizio non si aveva idea che potesse accadere, ma visto che cominciano ad essere sempre di più, sarebbe il caso di passare ai provvedimenti ad hoc. Provvedimenti che non solo devono essere curativi (come già stanno facendo bene tutte le strutture sanitarie), ma preventivi. Ma continua inesorabile il flusso di andate e ritorni verso queste destinazioni, con al massimo qualche amministrazione che chiede a chi ritorna di mettersi in una sorta di quarantena volontaria,. Questo mentre in Paesi ai nostri antipodi (in questo caso in tutti i sensi) come la Nuova Zelanda, per la città di Auckland, dove sono stati individuate nove persone infette dopo 102 giorni di infezioni a quota zero, è stato imposto il confinamento stretto. Una città di oltre un milione e mezzo di abitanti completamente chiusa mentre in Italia città e regioni con molti, ma proprio molti più malati, e la cui origine del virus è nota, rimangono non solo aperte, ma continuano ad attrarre turisti (stranieri inclusi) registrando il tutto esaurito in questi giorni a cavallo del ferragosto.
La seconda riguarda la super gettonata notizia dei parlamentari (con l’aggiunta, in seguito, anche di consiglieri regionali) che, nonostante abbiano stipendi di oltre 13.000 euro mensili, hanno chiesto ed ottenuto il sussidio di 600 euro. Come spesso accade in questo nostro strano Paese, l’indignazione diffusa è più che altro concentrata sul fatto che questi signori abbiano chiesto il sussidio e non che lo abbiano ottenuto. La richiesta sarebbe un fatto di loro moralità individuale, l’ottenimento è frutto di una legge fatta coi piedi dagli stessi che oggi si lamentano che gli onorevoli hanno avuto il sussidio.
Per capire, e abbiamo un caso in Aduc, se sei amministratore dell’associazione, che tu prenda 50.000 euro al mese o che tu ne prenda 700, non fa differenza. Agli amministratori non è concesso ottenere questo sussidio, è l’autorevole interpretazione della legge da parte dell’INPS. Nel nostro caso specifico si tratta dell’amministratore di Aduc che normalmente ha un compenso di 1.400 euro, ma che, causa pandemia sanitaria ed economica si è visto ridurre il compenso a 700. Quindi se hai un compenso di 13.000 euro hai diritto al sussidio, diritto che non hai se il compenso è di 700. Evidentemente tutti non sono uguali di fronte alle leggi, anche quelle leggi che vengono fatte per dare sussidi a tutti ma….. che sono fatte coi piedi.
Una persona normale penserebbe che il governate e il legislatore si sono sbagliati e correggano subito il dovuto, erogando il sussidio in base a degli scaglioni di reddito. Macché!! Ai governanti e legislatori sembra che interessi di più scoprire chi sono questi presunti criminali che hanno ottenuto il sussidio rispettando la loro legge.
Deduzione: per chi ci governa e chi fa le leggi, sono più importanti i comportamenti e la moralità degli individui (anche se rispettano le leggi) che non le leggi che consentono a quelli che loro ritengono immorali di essere tali. Quindi il peccato è più importante dell’eventuale illecito (che poi non è tale). Questo, a nostro modesto giudizio, si chiama Stato confessionale e non laico. O, se si preferisce usare un linguaggio più da anno 2020: populismo e non razionalità. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Le stranezze della politica italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Incominciamo dall’ultima notizia, quella della conversazione tenuta tra Berlusconi e Di Pietro alla Camera dei deputati, e che è stata ripresa dalle telecamere e rilanciata dai media in tutte le reti dalla televisione al web. Cosa c’è di strano? Giuliano Amato in una dotta conferenza svoltasi a Roma in una sala del Vittoriano ci ricordava, qualche giorno fa, che ai tempi di De Gasperi, di Togliatti, Nenni e Almirante i politici di opposte fazioni erano adusi incontrarsi e discutere civilmente dei problemi del paese e forse anche di qualche autorevole nomina istituzionale. Ora è diventato una sorta di scandalo. Forse suscita qualche perplessità la visita ad Arcore del sindaco di Firenze Rienzi, proprio per dove è avvenuta, ma nel caso di Di Pietro l’evento si è svolto in una sede istituzionale e sotto gli occhi di tutti, anche se sono venute meno le “orecchie” per ascoltare, ovviamente.
Sappiamo molto bene che “l’anomalia Berlusconi”, nel quadro politico italiano, lo è non tanto e non solo per il personaggio che ne interpreta la parte, ma per la nostra incapacità di esprimere una classe politica valida e preparata. Alla fine ci accorgiamo che il problema del presidente del consiglio è essenzialmente, da alcuni anni a questa parte, la sua tendenza a fare da cartina di tornasole ai tanti che si sono accodati al suo carro non per convinzione ma per interesse, soprattutto personale. Ora lui, oltre ai problemi giudiziari, amorosi e altro deve mettere in conto la presenza di famelici esattori di prebende politiche e clientelari. In altre parole si sta avvitando su se stesso e avviluppando in una melassa di intrighi e di intese a dir poco indecenti.
A questo punto è forte la tentazione, e penso della maggioranza degli italiani, di sfiduciare in toto la classe politica anche se andrebbero fatti dei distinguo. Ma lo stanno facendo nel modo sbagliato: disertando le urne o votando a “dispetto”. La strada da imboccare, invece, dovrebbe essere diversa: la politica dovrebbe ingegnarsi a rinnovare la sua classe rappresentativa, e non è solo una questione anagrafica, e gli elettori riservare più attenzione e interesse per la politica poiché è il sale della nostra vita e tende a condizionarci persino negli affetti e nei rapporti familiari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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