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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘stranieri’

Immobili: Gli stranieri stanno tornando

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Gli stranieri stanno tornando. Cresce in maniera vertiginosa l’interesse per l’Italia, che si attesta a +102,66%. Americani, tedeschi e inglesi, sono i principali interessati a comprare casa in Italia. Ai primi posti delle preferenze sempre la Toscana, poi Lombardia, Liguria e Puglia. Questo è il risultato del report semestrale che la Gate-away.com – il portale immobiliare italiano esclusivamente dedicato agli stranieri che vogliono comprare case italiane – presenta ogni anno a luglio, dopo aver analizzato i dati dei primi 6 mesi del 2021 e averli messi a confronto con quelli dello stesso periodo del 2020.“I lunghi mesi di stallo dei viaggi, per il Covid – commenta il Ceo di Gate-away.com, Simone Rossi – non hanno frenato la voglia d’Italia. Gli stranieri hanno continuato a ricercare immobili sul portale. Poi limpennata, da gennaio in poi. Probabilmente dovuta alla diffusione di vaccinazione su scala mondiale, che ha permesso la riapertura di diverse rotte verso il Belpaese”.Si evidenzia crescita ovunque nel report semestrale 2021. Tutte le prime posizioni sono caratterizzate da un trend positivo, da un evidente segno più, rispetto allo stesso periodo, 1 gennaio-30 giugno, del 2020. Soprattutto dagli Stati Uniti, che si aggiudica un 23,39% sul totale e una variazione del 121,72% rispetto all’anno scorso, poi la Germania (14,51% con +171,41%), il Regno Unito (10,24% con +76,92%), Olanda (6,28% con +208,71%), Canada (5,21% con +130,01%).Tra le regioni troviamo l’immancabile Toscana 16,05% sul totale, poi la Lombardia (10,49%), Liguria (9,06), Puglia (8,18%), Piemonte (8,15%).Il 77,73% delle richieste è la casa, completamente restaurato/abitabile (67,64%), con giardino (61,11%), Piscina (21,4%), Terreno (33,94%). Valore medio degli immobili ricercati sale a 474 mila euro.

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Corsi di laurea triennale e magistrale dell’Università per Stranieri di Perugia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Da lunedì 2 agosto e sino al 18 ottobre prossimo sarà possibile immatricolarsi ai corsi di laurea triennale e magistrale dell’Università per Stranieri di Perugia. Nel Manifesto degli studi a.a.2021-2022 – consultabile nell’home page del sito http://www.unistrapg.it da PC, smartphone e tablet, e disponibile in formato pdf – sono riportate tutte le informazioni relative alle modalità d’iscrizione ai corsi.Presso la Segreteria corsi di laurea dell’Ateneo sarà attivo un Punto Immatricolazioni rivolto agli studenti che si iscrivano per la prima volta ai corsi o che vogliano rinnovare l’iscrizione agli anni successivi al primo, cui sarà possibile accedere con prenotazione obbligatoria attraverso l’app Affluences (https://www.unistrapg.it/node/500).Oltre a ricevere informazioni sul corso prescelto e sugli adempimenti da compiere per il perfezionamento della pratica immatricolativa, i ragazzi verranno supportati nelle fasi del percorso di iscrizione online e guidati all’uso della Piattaforma Esse3Web. Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale (SIS), Digital Humanities per l’Italiano (DHI), Comunicazione internazionale e pubblicitaria (ComIP), indirizzo in Comunicazione internazionale (ComIP-I) e in Comunicazione pubblicitaria (ComIP-P) in Made in Italy, cibo e ospitalità (MICO) mentre i corsi di laurea magistrale sono: Comunicazione Pubblicitaria, Storytelling e Cultura d’immagine (ComPSI), Relazioni Internazionali e Cooperazione allo sviluppo (RICS), Italiano per l’insegnamento a stranieri (ItaS).

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Regolarizzazione lavoratori stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Tre mesi fa, come promotori della campagna Ero straniero – L’Umanità che fa bene, abbiamo denunciato in un report il grave ritardo nell’esame della misura di emersione e regolarizzazione avviata nel 2020 con il decreto “rilancio”. A tutt’oggi il quadro appare ancora grave in tutta Italia: delle 220.000 persone che hanno fatto richiesta, solo 11.000 (il 5%) hanno ottenuto un permesso di soggiorno per lavoro, mentre circa 20.000 sono in via di rilascio. Molto critica, in particolare, la situazione nelle grandi città: a Roma, al 20 maggio, su un totale di 16.000 domande ricevute, solo 2 pratiche sono arrivate alla fase conclusiva e non è stato ancora rilasciato alcun permesso di soggiorno. A Milano, su oltre 26.000 istanze ricevute in totale, poco più di 400 sono i permessi di soggiorno rilasciati.Nel dossier, oltre all’analisi dei dati relativi allo stato delle pratiche sono state raccolte storie e testimonianze di lavoratori e datori di lavoro, sconcertati per i tempi lunghissimi. Il dossier prova a spiegare come mai, nonostante fosse stato previsto personale aggiuntivo destinato alle prefetture per l’esame delle pratiche di regolarizzazione questo sia entrato effettivamente in servizio – e neanche dappertutto – solo i primi di maggio di quest’anno, contribuendo significativamente al prolungarsi dei tempi.Le conseguenze di questi ritardi sulla vita delle persone sono pesantissime e riguardano anche la difficoltà di accesso al sistema sanitario nazionale e alle vaccinazioni, con un impatto inevitabile a livello di salute pubblica nel contesto di emergenza che stiamo vivendo. Alla luce di quanto emerso dal monitoraggio, la campagna Ero straniero ribadisce la richiesta al Ministero dell’Interno di intervenire immediatamente per superare gli ostacoli burocratici e velocizzare l’iter delle domande, in modo che le quasi 200.000 persone ancora in attesa di risposta possano al più presto perfezionare l’assunzione. Allo stesso tempo, sappiamo che non sarà sufficiente questa misura a risolvere il problema della creazione costante di nuova irregolarità, anche perché una gran parte di persone senza documenti ne è stata esclusa, vista la limitazione a pochi settori lavorativi. Per questo continuiamo a chiedere a Governo e Parlamento un intervento a lungo termine che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e di favorire legalità e integrazione, a partire da uno strumento di emersione sempre accessibile, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare Ero straniero, ferma in Commissione affari costituzionali della Camera, la cui approvazione non può più aspettare.

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Offerta formativa dell’Università per stranieri per studenti superiori

Posted by fidest press agency su domenica, 2 maggio 2021

Perugia Il 5 maggio prossimo, mercoledì, l’Università per Stranieri di Perugia presenterà la sua offerta formativa di primo livello a tutti gli studenti delle scuole superiori: una giornata aperta in modalità virtuale agli istituti secondari per consentire ai ragazzi di tutti i cinque anni conoscere piani di studio, profili professionali e sbocchi occupazionali delle lauree triennali dell’Ateneo ed inoltre di scoprire le strutture, i servizi, le attività artistico-culturali e sportive della Stranieri, insieme a suoi docenti e senior students. Sono aperte le iscrizioni online. L’evento avrà inizio alle ore 14:30 con la presentazione del programma delle attività da parte del delegato per l’Orientamento, Antonio Allegra, cui farà seguito il saluto del neo rettore dell’Ateneo, Valerio De Cesaris.“La scelta del percorso di studi universitario – sottolinea il prof. Allegra – è una delle più delicate e gli Open Day costituiscono il momento del contatto necessario tra scuola e università per orientare il percorso formativo dei ragazzi. Il nostro è un Ateneo internazionale, aperto a italiani e stranieri, dove la tradizione si coniuga alla contemporaneità: Comunicazione internazionale, Made in Italy, Digital Humanities, Sostenibilità, sono le parole chiave attraverso cui ci proponiamo, in una dimensione che ha come oggettivi punti di forza tassi di soddisfazione degli iscritti tra i più alti d’Italia e un’elevatissima internazionalizzazione”.L’evento entrerà nel vivo con la presentazione dei corsi di laurea triennale, che verranno illustrati nel dettaglio dai loro rispettivi presidenti: Rolando Marini parlerà di Comunicazione internazionale e pubblicitaria – ComIP; Gabriele Rigano di Digital Humanities per l’italiano – DHI, Giovanni Capecchi di Made in Italy, Cibo e Ospitalità – MICO, e Maura Marchegiani presenterà Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale – SIS.A seguire ogni per ogni corso di laurea si terrà una lezione laboratorio: per Made in Italy, Cibo e Ospitalità Elisa Ascione parlerà de “Il cibo come patrimonio culturale: elementi di storia e antropologia dell’alimentazione”; Chiara Biscarini per Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale approfondirà il tema della “Sostenibilità, resilienza e gestione delle emergenze”; mentre Borbala Samu spiegherà come “Usare il cinema per insegnare l’italiano a stranieri” nell’ambito del corso di laurea di Digital Humanities per l’italiano; infine Stefania Scaglione (Comunicazione internazionale e Pubblicitaria) parlerà degli “Abiti di parole: una scelta complessa, tra mode, norme e stili personali”.La presentazione dei servizi dell’Ateneo e il question time dedicato alle domande di studenti e insegnanti chiuderà l’evento.

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Richiesta immobili: La pandemia non ferma gli stranieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

L’Italia conferma, anche per il 2020, il suo trend di costante crescita. Rispetto al 2019 è aumentata del +14,93% la richiesta di case italiane dall’estero. La Toscana rimane la regione preferita, ma tra le zone più cercate emergono il Lago di Como e il Salento. La pandemia non ha fermato il desiderio degli stranieri di acquistare una casa in Italia. Dopo una pausa forzata, dovuta al Corona virus – soprattutto a marzo con un -35.13% di domande – sono tornati a interessarsi dell’Italia.“Gate-away.com ha registrato addirittura un giugno e luglio da record con richieste cresciute del 51,49% e del 57.11%, rispetto allo stesso periodo del 2019 – commenta il Ceo, Simone Rossi – Un risultato decisamente migliore di ogni altro giugno e luglio degli ultimi 13 anni, ovvero da quando è nato il portale. Se nel 2020 molti gli stranieri, non potendo viaggiare causa dell’emergenza sanitaria mondiale, hanno potuto comunque avviare e concludere delle trattative immobiliari grazie alla procura, ovvero autorizzando un altro soggetto di sua fiducia a compiere uno specifico atto giuridico nel loro interesse”.Le maggiori richieste registrate da Gate-away.com nel 2020 sono giunte dagli Stati Uniti 23,06% (percentuale sul totale delle richieste); dal Regno Unito 11,71%; Germania 10,84%; da stranieri presenti in Italia nel momento in cui hanno fatto la richiesta 6,07%, Francia 5,27%. Le regioni che hanno ricevuto più istanze sono la Toscana 15,03% (percentuale sul totale delle richieste); la Lombardia 11,05%; Puglia 8,94%; Abruzzo 7,77% e Liguria 7,45%. Seguono, nell’ordine Sicilia, Piemonte, Lazio, Umbria, Sardegna, Calabria, Marche, Molise, Campania, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Basilicata.
Tra zone, le prime 10 preferite sono: Lago di Como, Salento, Lunigiana, Valle d’Itria, Maremma, Chianti, Lago Maggiore, Costiera Amalfitana, Alpi e Lago Trasimeno.Gran parte delle ricerche (75,85%) sono indirizzate verso delle case singole, per il 66% restaurate/abitabili, il 51.26% sceglie una metratura di oltre 120 metri quadrati; il 57,81% con giardino; il 31,72% con terreno e il 20,65% con piscina. Il valore medio dell’immobile è di 499.956 euro (+37,28% rispetto al 2019).

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Il 3% dei contagiati totali in Italia sono migranti e cittadini di origine straniera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Amsi,UMEM e Uniti per Unire; Appello al nuovo Governo, Urge una nuova legge d’immigrazione italiana-Europea, presentano statistiche “Osservatorio interculturale anti-Covid 19* Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), l’Unione medica euro mediterranea (UMEM) e il Movimento Uniti per Unire presentano le statistiche e riflessioni osservatorio inter culturale anti Covid in Italia e nel mondo in base allo sportello congiunto online e della collaborazione delle numerose associazioni in Italia e all’estero che sono più di 1000 ed i nostri rappresentanti UMEM e Amsi negli 80 paesi euro mediterranei, in Africa, Paesi del Golfo, Europa, Russia, Iran, Paesi sudamericani ed asiatici.Iniziamo ad elencare alcuni punti importanti delle statistiche e delle riflessioni Anti Covid 19 in Italia tra i migranti e cittadini di origine straniera:
-il 3% dei contagiati totali in Italia sono migranti e cittadini di origine straniera, la percentuale si è dimezzata negli ultimi 6 mesi;
– È aumentata del 30% la richiesta di un consulto psicologico per combattere ansia, paura e depressione e questi disagi nascono anche da motivazioni economiche;
– Sono aumentate del 50% le patologie articolari e vertebrali tra i migranti per motivi di stress, sovrappeso, maggiori sforzi e lavoro da domicilio;
-Sono aumentate le richieste per tutte le visite specialistiche; in Gastroenterologia del 25%, Ginecologia del 30%, Cardiologia del 15%, Pediatria del 30%, Neurologia del 20%, Psichiatria del 10%, Pneumologia 60%e la diagnostica d’immagine del 35%;
-sono aumentate del 40% le richieste di circoncisioni da parte delle famiglie musulmane viste le difficoltà a recarsi alle strutture sanitarie e ritornare nei Paesi di origine;
– Il protocollo più utilizzato dai cittadini stranieri è quello domiciliare e nei primi 5 giorni con quarantena fiduciaria;
-le comunità straniere si informano maggiormente tramite i medici di famiglia, medici di fiducia e medici di madre lingua;
– È aumentato il numero dei medici e professionisti di origine straniera che desidera recarsi in Italia per lavoro ma ci sono difficoltà riguardo il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e il periodo lungo di riconoscimento del titolo ottenuto all’estero;
– È aumentata la collaborazione e solidarietà tra i cittadini italiani e di origine straniera testimoniata sia a livello personale che con iniziative congiunte a favore di chi sta in difficoltà sia italiani che migranti.
“La sanità italiana ha bisogno di fare un salto di qualità amministrativo, organizzativo e bisogna valorizzare le buone pratiche, valorizzando i professionisti della sanità sia italiani che di origine straniera oltre che con una maggiore internazionalizzazione e collaborazioni a livello mondiale, per arricchirsi ulteriormente di buone pratiche e di esperienze costruttive per combattere tutte le problematiche irrisolte”, spiega Foad Aodi.

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Riaperti i concorsi anche ai medici e infermieri stranieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Torino. La Regione Piemonte ha riaperto i concorsi anche ai medici e infermieri stranieri con il permesso di soggiorno per motivi di lavoro senza l’obbligo della cittadinanza come già ha fatto la Regione Umbria. Questo fa onore alla stessa regione piemontese e a tutti i suoi residenti che hanno dimostrato da anni una buona convivenza con i cittadini stranieri e non c’era nessuno motivo di alzare muri contro chi si impegna tutti i giorni curando cittadini italiani e stranieri collaborando con i loro colleghi italiani come hanno dimostrato i medici e professionisti di origine straniera in questi anni arricchendo la sanità italiana rendendola più internazionale e consolidare la sua posizione nel mondo vista anche la preparazione degli stessi medici e professionisti della sanità italiani. Inoltre ringraziamo il Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri per il suo sostegno pubblicamente a favore della possibilità di coinvolgere tutti i medici nella stessa maniera compreso i medici gli infermieri stranieri senza muri burocratici e calcoli politici senza dividerli di seria A e seria B .cosi Dichiara *Foad Aodi presidente associazione medici di origine straniera in Italia( Amsi) e L’Unione medica euro mediterranea (UMEM) e membro del registro esperti Fnomceo.

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Professionisti della sanità di origine straniera in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

In Italia ci sono al momento ben 22 mila Medici stranieri, 5 mila Odontoiatri , 38mila Infermieri, 5mila Fisioterapisti, 5 mila Farmacisti,1000 Psicologi,1500 tra podologi ,tecnici di radiologia, biologi ,chimici ,fisici .Circa 2500 sono in attesa di riconoscimento del titolo di studio eseguito all’estero . Tra arrivi e partenze, negli ultimi 5 anni c’è anche un esercito di Professionisti che abbandona il nostro Paese; laureati e specializzati, preferiscono andare a lavorare in Università, Ospedali e Cliniche del Medio Oriente, del Nordafrica, dell’Europa dell’Est ed anche della Gran Bretagna. In Europa ci sono circa 500 mila medici di origine straniera di cui 400 mila stabili e 100 mila mobili nei vari paesi europei Secondo il Bilancio dell’Amsi, realizzato in collaborazione con il movimento Uniti per unire e l’Unione Medica Euro Mediterranea (Umem), sino ad Agosto 2020: 1) In Italia i professionisti della Sanità risultano 77.500mila,In Italia ci sono al momento ben 22 mila Medici stranieri, 5 mila Odontoiatri , 38mila Infermieri, 5mila Fisioterapisti,5mila Farmacisti, 1000 Psicologi,1500 tra podologi ,tecnici di radiologia, biologi ,chimici ,fisici .Circa 2500 in attesa di riconoscimento del titolo di studio (oltre a 2500 Professionisti in attesa di riconoscimento dei titoli conseguiti all’Estero, nella Patria d’origine o in altre Nazioni e Stati); 2) Questi sono in misura maggiore Professionisti provenienti da Paesi Africani(maggiormente da Camerun ,Congo ,Nigeria) ,paesi Arabi(Siria ,Libano ,Palestina, Giordania, Egitto, Iraq, Tunisia ,Marocco ,Algeria ,Libia) , paesi dell’Est (Russia ,Albania ,Polonia ,Romania ,Ucraina ,Moldavia ,Croazia ), da paesi sudamericani (Argentina ,Brasile ,Peru ,Colombia ) , dai paesi europei ,America ,Cuba ,Israele ,Cina ,Giappone e Filippine che hanno caratterizzato le tre fasi dell’Immigrazione di massa nel nostro Paese tra il 1965-2020; 3)Si registra che negli ultimi 5 anni circa il 35% dei professionisti stranieri tornano nei loro Paesi di origine (in particolare paesi dell’Est e Paesi Arabi) e fanno parte di due categorie: i giovani precari e quelli in pensione oppure quelli che hanno subito discriminazione e sfruttamento lavorativo nonché violenza verbale; 4) il 65% dei Professionisti laureati della Sanità e della Salute non ha Cittadinanza Italiana (in particolare quelli della seconda e terza fase dell’Immigrazione, vale a dire a seguito della Caduta del Muro di Berlino -1989 -e della cosiddetta Primavera Araba -2011-); 5) l’80% di loro lavora nelle strutture private (Cliniche, Centri di Fisioterapia, Centri Analisi, Pronto soccorso, Guardia medica, Studi medici e poliambulatori privati), anche a causa delle difficoltà ad inserirsi nel sistema pubblico in virtù, in primis ,dei concorsi riservati ai cittadini italiani; 6) il 10% di questi Professionisti d’origine straniera esercita come Medici di Famiglia (Medici di Medicina Generale) e Pediatri convenzionati; 7) ma anche il 10% degli Stranieri esercita presso le strutture Pubbliche (in particolare Pronto Soccorso, Medicina interna, area chirurgica; 8) negli ultimi 5 anni si registra una diminuzione di arrivo dei Professionisti tranne dall’Egitto, dalla Tunisia, dalla Siria e dal Messico; 9) negli ultimi 5 anni si sta registrando una diminuzione di arrivo di studenti stranieri.

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Contratti a stranieri a ridosso vendemmia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

Col fisco 4.0 e lo smart working degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, servono 15 giorni per dotare di codice fiscale i lavoratori stranieri da contrattualizzare per la vendemmia. Negli anni passati bastava un’ora per sbrigare la pratica. E’ questo l’allarme lanciato da Cia-Agricoltori Italiani, a ridosso del periodo di raccolta delle uve. Le imprese agricole dopo aver presentato via e-mail la modulistica precompilata devono aspettare tempi troppo lunghi per il rilascio del codice, essenziale all’assunzione dei braccianti esteri per un regolare rapporto di lavoro. La lunga procedura non ha riscontri con il passato e suscita molti dubbi sull’efficienza delle piattaforme digitali della Pubblica Amministrazione, che in tempi di crisi come questo dovrebbero, invece, velocizzare le pratiche burocratiche per agevolare il rilancio dell’economia del Paese. Rispetto all’era pre-Covid, la digitalizzazione della richiesta dovrebbe essere persino più snella per gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, perché permette di bypassare ogni difficoltà di incomprensione linguistica con il lavoratore straniero, che prima era costretto a recarsi personalmente a eseguire la pratica.Un altro problema per le aziende riguarda l’indicazione degli sportelli digitali di non effettuare richieste di codici fiscali cumulativi: massimo dieci per singola e-mail. Cia ricorda come questi ostacoli si aggiungano alla difficoltà di reclutamento di manodopera straniera dopo l’esplosione della pandemia e si augura che la PA in smart working riesca a meglio utilizzare le risorse offerte dalla tecnologia, per dare un servizio davvero efficiente alle imprese agricole e vitivinicole italiane.

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L’economia italiana sorvegliata speciale: Dibattito alla stranieri con Carlo Cottarelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2020

Perugia. I grandi temi dell’economia italiana e internazionale sono stati discussi ieri all’Università per Stranieri di Perugia con un’ospite d’eccezione, Carlo Cottarelli, economista di profilo internazionale, noto al pubblico italiano per le sue spiccate doti di divulgazione e dinamismo intellettuale, che ne fanno un indiscusso protagonista del dibattito pubblico italiano in questo ed in altri cruciali ambiti. L’incontro si è tenuto in occasione della presentazione del nuovo corso di laurea Studi internazionali per la sostenibilità e la sicurezza sociale, che viene accompagnata in questo primo scorcio di luglio da tre dibattitti di con altrettanti protagonismi culturali del paese: Enrico Letta oggi, l’architetto Stefano Boeri il 6 luglio e quello appunto con Cottarelli, che ha dialogato nel pomeriggio di ieri con Filippo Sbrana, docente di Economia Politica presso l’Ateneo.
La prima parte dell’incontro ha messo a fuoco la crisi economica innescata dal Covid19: il Fondo Monetario Internazionale prevede una contrazione del PIL globale del 5 per cento e di quello dell’Eurozona del 10 per cento nel corso del 2020.
L’economista si è detto favorevole all’utilizzo del MES da parte dell’Italia, per le opportune condizioni e la mancanza di condizionalità. Sulla forte crescita del debito pubblico (si ipotizza un aumento fino al 160 per cento del PIL) Cottarelli ha poi rassicurato riguardo alla sua sostenibilità. Sia per l’alta quota di debito detenuta dalla BCE – che ne garantisce la stabilità e nei fatti non ha costi per lo Stato (perché gli interessi pagati vengono restituiti attraverso la Banca d’Italia l’anno successivo), sia per il basso livello di inflazione, che favorirà il mantenimento delle politiche espansive attuate dalla BCE.
Filippo Sbrana ha poi proposto all’economista riflessioni e domande su diversi temi connessi al nuovo corso di laurea, dalla difesa dell’ambiente alla lotta alla povertà, ricevendo da Cottarelli idee e spunti che saranno di grande utilità a docenti e studenti del nuovo corso, così come a tutti i cittadini. Il dibattito ha inoltre spaziato da Greta Thumberg al nuovo ruolo dello Stato in economia, dall’esigenza di redistribuire le ricchezze alle fake news in campo economico, dai giovani nella società italiana alla Laudato sì di Papa Francesco. In conclusione Cottarelli ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Università per il rilancio del Paese, auspicando maggiori investimenti da parte dello Stato, e non ha mancato di esprimere un sentito augurio ai giovani che sceglieranno il nuovo corso di laurea in Studi Internazionali per la Sostenibilità e la Sicurezza Sociale. L’incontro è ora disponibile in streaming sul sito dell’Università a questo link
https://www.unistrapg.it/it/l-economia-italiana-fra-la-crisi-del-covid-19-e-le-sfide-dello-sviluppo-sostenibile

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Il Covid-19 e i cittadini stranieri residente in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

L’Istituto Superiore di Sanità ha reso noto che il 5,1% dei casi di Covid-19 con indicazione della nazionalità e notificati fino al 22 aprile 2020 riguarda cittadini stranieri, per un totale di 6.395. L’8 maggio poi il Ministero dell’Interno e l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) hanno reso pubbliche le principali 10 collettività per numero di casi di Covid-19 in Italia presenti all’interno dei tre sottogruppi individuati dall’Human Development Index (Indice di sviluppo umano) che classifica i paesi in base al reddito (alto, medio e basso). Tali dati mostrano che tra i paesi con più di cento casi di Covid-19 accertati con Hdi “alto” c’è soltanto la Romania, che occupa la prima posizione assoluta con 1.046 casi; tra i paesi con Hdi “medio” i casi accertati afferiscono in maggioranza a cittadini – nell’ordine – di Perù, Albania, Ecuador, Marocco, Ucraina, Egitto, Moldova e Filippine; tra i paesi con Hid “basso” il maggior numero di contagi riguarda India, Bangladesh, Nigeria e Pakistan.
Passando ai tassi di contagio ISMU calcola che i collettivi con i valori più elevati sono quelli degli ecuadoriani e soprattutto dei peruviani, rispettivamente pari al 4,2 per mille e all’8,1 per mille delle proprie popolazioni, mentre tutti gli altri gruppi nazionali oscillano in un range molto più limitato e più basso compreso tra l’1,8 per mille dell’Egitto e lo 0,7 per mille del Marocco.
Si segnala, invece, l’assenza fra i principali gruppi nazionali affetti da Covid-19 dei cinesi, che hanno un’incidenza di presenza in Lombardia superiore a quella media fra tutte le nazionalità straniere (23,1% contro 22,5%). Essi, con 299.823 residenti, rappresentano il quarto gruppo nazionale per presenze residenti in Italia, dietro solamente a Romania, Marocco e Albania, ma non risultano fra le principali nazionalità affette da Covid-19 e dunque hanno, al 22 aprile, un tasso sicuramente inferiore allo 0,3 per mille, più basso della metà di quello di qualsiasi altro gruppo nazionale in Italia.
Ritornando alla classifica delle nazionalità con più casi di contagi, India, Bangladesh e Pakistan si collocano su livelli d’affezione da Covid-19 dell’1,1 per mille o dell’1,2 per mille, comunque non superiori alla media complessiva fra gli stranieri provenienti da ogni parte del mondo in Italia (pari all’1,2 per mille). Ma in generale le persone provenienti dal continente asiatico sono state fino al 22 aprile 2020 quelle meno colpite dal virus in Italia, quantomeno considerando i casi noti all’Iss. Alla luce dei dati, ci si può domandare se differenze così ampie, tra i gruppi asiatici e latinoamericani, si possano spiegare con diversi atteggiamenti culturali di forte vicinanza o lontananza fisica in epoca pre-Covid e/o se i collettivi asiatici (e in particolar modo i cinesi, ma non solamente loro) abbiano fin dall’inizio di questa crisi messo autonomamente in atto procedure di contenimento più efficaci rispetto ad altri gruppi, magari perché più preparati sulla scia di esperienze epidemiche che hanno riguardato soprattutto l’Asia nel recente passato.

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Portale informativo per stranieri sul Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, e il partner ARCI lanciano oggi il portale informativo multilingua sull’emergenza Covid 19 (coronavirus) rivolto a rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Italia.Il portale raccoglie non solo le informazioni relative alle precauzioni sanitarie da adottare per proteggersi dal virus, divulgate nei giorni scorsi dall’Organizzazione Mondiale per la Sanita’ e dall’Istituto Superiore di Sanita’, ma anche quelle sulle misure eccezionali introdotte dal governo per limitarne la diffusione, nonche’ sull’impatto che l’epidamia ha sul sitema d’asilo.“Nell’ambito di un emergenza sanitaria pubblica straordinaria UNHCR e ARCI uniscono le forze per tutelare il benessere delle persone in fuga e delle comunita’ che le accolgono attraverso un’adeguata informazione, accessibile a tutti”, ha dichiarato Carlotta Sami, Portavoce UNHCR per l’Italia. “Siamo felici che rilevanti istituzioni pubbliche abbiano gia’ preso il sito come punto di riferimento per l’informativa in lingua diretta alla popolazione straniera che vive in Italia, e contiamo sulla collaborazione di tutti gli attori coinvolti nella diffusione dell’informazione affinche’ nessuno sia lasciato ai margini”, conclude Carlotta Sami.I materiali sono disponibili in 14 lingue: Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo, Arabo, Amarico, Bengali, Cinese, Farsi, Russo, Somalo, Urdu, Albanese e Tigrino. Il sito e’ in continuo aggiornamento, tutti i materiali sono scaricabili e divulgabili.

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Didattica a distanza e studenti stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

In queste settimane di didattica a distanza nelle scuole e nelle università di tutto il paese gli studenti stranieri dei corsi d’italiano dell’Università per Stranieri di Perugia si sono resi promotori di una bella iniziativa di sostegno in favore dell’Ateneo in cui studiano, lanciando una campagna social attraverso l’hashtag: #iOSTOACASAmaconlaSTRANIERIpg, iniziativa che si è subito estesa anche agli studenti dei corsi di laurea. E quali migliori testimonial poteva avere l’Ateneo in questo particolare momento se non i propri studenti? Questa idea positivamente contagiosa non si è peraltro ‘fermata’ ai ragazzi e alle ragazze che studiano ora alla Stranieri di Perugia, ma si è estesa anche a coloro che dopo aver frequentato le aule di palazzo Gallenga sono tornati nei loro paesi d’origine e desiderano dimostrare all’Unistrapg il loro affetto da ogni parte del mondo. Ed è così che si è diffuso l’hashtag #UNISTRAPGsemprenelcuore, cui via via stanno aderendo non solo coloro che hanno frequentato un corso di lingua italiana a Perugia, ma anche chi alla Stranieri si è laureato, chi vi ha lavorato o insegnato, chi vi ha svolto uno stage formativo.
Anche i docenti e il personale amministrativo dell’Università si sono uniti in questo abbraccio telematico, inviando immagini e messaggi nell’universo social che documentano la loro attività lavorativa da remoto. Come l’Italia, la Stranieri, dunque, non si ferma, e anzi dà continuità alla sua missione istituzionale con rinnovato slancio, grazie all’affetto ed al senso di attaccamento che le stanno manifestando le ragazze e i ragazzi di tutto il mondo, insieme a coloro che vi operano. (sonia giugliarelli)

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Minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Dal 2009, circa 11.150 minori e neomaggiorenni migranti, arrivati in Italia soli e senza alcun adulto di riferimento al loro fianco, sono stati accolti nel Centro CivicoZero promosso da Save the Children a Roma, che celebra il suo decimo anno di attività. Dieci anni in cui gli operatori del centro hanno incrociato le storie di minori, in alcuni casi poco più che bambini, in altri adolescenti, giunti in Italia da soli dopo viaggi spesso lunghi e pericolosi e che a CivicoZero hanno trovato la protezione e l’accompagnamento di cui avevano bisogno, avviando così il proprio percorso di inclusione nel tessuto sociale.Dai servizi di prima necessità – come docce, abiti, alimenti – al sostegno legale e all’accompagnamento all’assistenza sanitaria, dai corsi di lingua italiana ai laboratori artistici ed espressivi, sino all’orientamento alla formazione e alla ricerca del lavoro e alle attività culturali: tantissime le attività mirate alla protezione e all’inclusione che, da dieci anni, i ragazzi che frequentano il centro di via Bruzi 14 nel quartiere San Lorenzo, gestito dalla Cooperativa CivicoZero e parte di un più ampio progetto a livello nazionale con strutture analoghe anche a Milano, Torino e Catania, hanno l’opportunità di frequentare, con il sostegno di operatori specializzati, educatori, psicologi, operatori legali e mediatori culturali.“In tutti questi anni abbiamo assistito a profondi mutamenti nei flussi migratori che coinvolgono i minori, ma ciò che non è mai cambiato è la stessa forte domanda di protezione che giunge dai ragazzi, esito di percorsi spesso traumatici e dolorosi, unita a un altrettanto forte desiderio di inclusione. A queste necessità CivicoZero ha dato una risposta, fornendo innanzitutto un luogo sicuro e informale, in cui i minorenni e i neomaggiorenni potessero ritrovare lo spazio e il tempo per comprendere ed esprimere le proprie esigenze, vivere la propria adolescenza al riparo da rischi di sfruttamento e abusi, per progettare o riprogettare i propri percorsi di crescita”, ha dichiarato Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Un passo molto importante verso l’istituzione di un sistema organico di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati in Italia è stato l’approvazione, nel 2017, della Legge 47/2017 (“Legge Zampa”), una normativa considerata un modello di riferimento a livello europeo, che è stata promossa e fortemente sostenuta da Save the Children e da tutte le più autorevoli organizzazioni di tutela dei diritti.“Una legge all’avanguardia che ha dato vita all’impegno degli oltre 3.000 tutori volontari in Italia, che costituiscono oggi sia un punto di riferimento prezioso per i minori in tutela, sia una testimonianza quotidiana di impegno per una società più coesa e più giusta. Tuttavia, la legge deve ancora essere realizzata in tutti i suoi aspetti e ancora mancano atti fondamentali per l’attuazione, cruciali ad esempio per l’avvio del percorso sociale attraverso il primo colloquio in accoglienza, per il rilascio dei permessi di soggiorno e per l’accertamento dell’età. Ề inoltre necessario affrontare con politiche dedicate la situazione dei ragazzi e delle ragazze che stanno per compiere i 18 anni e il cui percorso di inclusione sociale rischia di essere bruscamente interrotto”, ha affermato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. Una volta fuoriusciti dai circuiti dell’accoglienza, infatti, i neomaggiorenni patiscono la mancanza di politiche di integrazione che ne considerino le specifiche esigenze a 360 gradi e la stessa ospitalità non va oltre, generalmente, alcuni mesi dopo il compimento dei 18 anni, con il rischio concreto che il percorso di inclusione realizzato fino a quel momento vada disperso. Una situazione ancora più critica, a Roma come altrove, per i neomaggiorenni che attendono mesi se non anni il parere delle istituzioni per la conversione del loro permesso di soggiorno o che hanno presentato richiesta di protezione internazionale durante la minore età, vedendosela però esaminare dopo il compimento dei 18 anni e rifiutare a seguito dell’entrata in vigore del decreto sicurezza.

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Corso di formazione “Insegnare italiano a stranieri”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Il Laboratorio di Glottodidattica dell’Università di Parma, in collaborazione con CPIA-Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Parma, ha istituito per l’a.a. 2019/2020 un corso di formazione/aggiornamento, rivolto a docenti o futuri docenti, di scuole di vario ordine e grado, facilitatori linguistici e mediatori culturali. Il termine per le iscrizioni è il 1° febbraio 2020.Tra gli obiettivi del corso vi è la riflessione sulle coordinate glottodidattiche di base necessarie per gestire classi o singoli studenti di italiano come lingua straniera, l’elaborazione di strategie di valutazione degli apprendimenti e l’acquisizione delle competenze necessarie per il conseguimento, facoltativo, della certificazione Cedils-Certificazione in didattica dell’italiano a stranieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.Il corso prevede 7 incontri pomeridiani che si svolgeranno tra febbraio e aprile 2020, oltre ad attività autonoma a completamento del lavoro, per un totale di 75 ore. Il costo di iscrizione è di 250 euro (non compresi i costi della certificazione Cedils). È possibile l’iscrizione tramite il bonus docenti. L’iniziativa è presente sulla piattaforma SOFIA; i codici identificativi sono ID Iniziativa formativa 38364, ID Edizione formativa 56257.
L’esame per il conseguimento della certificazione Cedils si terrà a Parma nella prima settimana di maggio e verrà gestito, per gli aspetti amministrativi, dal CPIA di Parma.I requisiti per l’ammissione, le modalità di iscrizione, le date delle lezioni e informazioni più dettagliate sono consultabili sul sito http://www.glottodidattica.unipr.it.

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Minori stranieri e cittadinanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

“Una riforma della cittadinanza italiana, da lungo attesa e più volte rinviata, è necessaria per rispondere alle legittime richieste di riconoscimento e piena partecipazione alla vita civica proveniente dai tanti minori e ragazzi figli di migranti, nati e/o cresciuti in Italia e già parte integrante della società”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, in occasione dell’iniziativa di presentazione presso la Sala Conferenze della Camera dei Deputati del documentario Waiting, di Stefano Di Polito, prodotto con Domenico Calopresti. Al 1 gennaio 2018 – sottolinea Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in Italia i minori con background migratorio, con cittadinanza italiana per acquisizione o ancora stranieri, sono 1 milione e 316mila: di questi il 75% è nato in Italia, 991.000 in tutto[1]. Nelle scuole italiane, nell’anno scolastico 2017/2018, gli studenti e le studentesse con cittadinanza non italiana (CNI) sono 841.719, 1 studente su 10, e il 63,3% è nato in Italia (dati MIUR). La regione con il maggior numero di studenti CNI è la Lombardia (oltre 213 mila), mentre 1 su 8 risiede in Emilia Romagna, che è la regione con la percentuale più alta di studenti CNI sul totale regionale, il 16%. Anche Veneto, Lazio e Piemonte hanno percentuali e levate e accolgono circa 80 mila studenti CNI ciascuna. All’iniziativa, introdotta dall’On. Andrea Giorgis, Sottosegretario al Ministero della Giustizia, e dall’On. Giuseppe Brescia, Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, hanno preso parte rappresentanze di ragazzi e ragazze di origine straniera tra i quali CONGGI (Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane), Movimento Italiani senza Cittadinanza, QuestaèRoma e Rete G2 – Seconde Generazioni, e il Tavolo Saltamuri. Save the Children chiede che nell’ambito dell’iter delle proposte di legge attualmente in corso alla Camera dei Deputati sia data preminenza all’ascolto dei diretti interessati e che si possa arrivare presto alla definizione di nuove norme, più adeguate alla società in cui viviamo. “È infatti necessario superare una legge ormai obsoleta che mette migliaia di bambini e adolescenti nati e/o cresciuti in Italia in condizione di svantaggio, sbarrando loro la via alla cittadinanza prima del compimento della maggiore età – ha proseguito Raffaela Milano -. Come già sottolineato più volte in passato, l’approvazione della riforma costituirebbe un passo avanti verso il rispetto e la promozione dei principi di superiore interesse dei bambini e degli adolescenti, non discriminazione, pari opportunità, nonché di giustizia, umanità, inclusione e pace, sanciti dalla Costituzione della Repubblica italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

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Lavoro domestico dominato da “nero” e stranieri

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

I tratti principali che hanno contraddistinto il settore lavoro domestico negli ultimi anni sono la presenza massiva di lavoratori stranieri e il lavoro nero (58% circa). “A livello nazionale si registra una prevalenza di lavoratori domestici stranieri (71%), – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – anche se in alcune regioni la percentuale di lavoratori italiani è molto alta: Sardegna (80%). Tra i lavoratori domestici stranieri, la componente più significativa è quella dell’Est Europa che arriva a rappresentare il 42% del totale. I lavoratori dell’Est Europa si concentrano nelle regioni del Nord Est, dove grazie alla vicinanza geografica la percentuale arriva al 60%”. Dal Rapporto Annuale del Lavoro Domestico 2019 di DOMINA, realizzato dall’Osservatorio Nazionale DOMIMA sul Lavoro Domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, che verrà presentato giovedì 12 dicembre presso la Sala Zuccari – Senato della Repubblica, emerge che i lavoratori domestici asiatici, rappresentano il 15% dei lavoratori a livello nazionale, superano il 20% nelle regioni in cui è forte la presenza di colf come la Lombardia (21%). Sono 58 mila i lavoratori domestici che provengono dal Sud America e se a livello nazionale rappresentano il 7% del totale dei lavoratori, arrivano al 24% in Liguria. I quasi 49 mila lavoratori che provengono dall’Africa rappresentano invece il 6% a livello nazionale ma raggiungono il 12% in Sicilia.

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I Professionisti della sanità di origine straniera al loro congresso

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Roma 30.11 presso la Clinica Ars Medica e tratterà l’argomento della Traumatologia Stradale Trattamento Medico, Chirurgico e Riabilitativo ed è il Congresso conclusivo del 20° Corso internazionale e interdisciplinare organizzato dall’Amsi dal 2000. Ci sono in Italia 75.000 professionisti della sanità di origine straniera di cui 20 mila medici, 5 mila odontoiatri, 36 mila infermieri, 5 mila fisioterapisti, 5 mila farmacisti, mille psicologi che già esercitano in Italia grazie ad una laurea italiana o laurea estera; riconosciuta in Italia e circa 3000 professionisti della sanità in attesa di riconoscimento titoli; i Professionisti della sanità di origine straniera da 80.00 a 75.00 in 2 anni; sono maggiormente professionisti provenienti da paesi africani ,arabi e paesi dell’Est che hanno caratterizzato le tre fasi dell’immigrazione in Italia;
Ultimamente si registra che negli ultimi 2 anni circa il 30% dei professionisti stranieri tornano nei loro paesi di origine in
particolare (paesi dell’Est e Paesi Arabi ) e fanno parte di 2 categorie ( Giovani Precari ,In Pensione e quelli che hanno subito discriminazione e sfruttamento lavorativo e violenza verbale);
il 60% dei professionisti della sanità non ha cittadinanza italiana (In particolare quelli della seconda e terza fase dell’immigrazione esattamente quelle dopo la caduta del muro di Berlino e della primavera araba );
l’ 80% lavora nelle strutture private (Cliniche ,Centri di Fisioterapia,Centri Analisi ,Pronto soccorso ,Guardia medica ,Studi medici e poliambulatori privati );
il 10% esercitano come medici di famiglia e pediatri convenzionati ;
il 10% esercita presso le strutture pubbliche in particolare pronto soccorso ,medicina interna e area chirurgica ;
negli ultimi 2 anni si sta registrando una diminuzione di arrivo dei professioni tranne dall’Egitto ,Tunisia ,Siria e Messico ;
negli ultimi 2 anni si sta registrando una diminuzione di arrivo di studenti stranieri;
in 19 anni l’Amsi ha organizzato e partecipato con il suo patrocinio a 650 convegni e congressi e manifestazione.
L’obbligo della cittadinanza italiana per poter sostenere concorsi pubblici ,discriminazioni segnalate e sfruttamento lavorativo con 7
euro all’ora stanno contribuendo ad un fenomeno molto preoccupante il fuggi fuggi dei professionisti di origine straniera in italia
dichiara il Fondatore dell’Amsi Foad Aodi nonchè Consigliere dell’Omceo di Roma e membro del Gruppo Salute Globale della Fnomceo che fà il suo appello al Governo italiano di mettere in agenda soluzioni e politiche per l’integrazione dei professionisti della sanità straniera prima che sia tardi .lo diciamo proprio in un momento che ce’ carenza di medici ,infermieri e fisioterapisti in Italia visto le nostre statistiche già presentate e saranno aggiornate il 30.11 durante il congresso Amsi grazie alle richieste che ci arrivano tutti i giorni dalle varie regioni (in particolare Veneto ,Lombardia ,Emilia Romagna ,Piemonte ,Lazio,Basilicata ,Calabria ) e dai paesi stranieri (paesi arabi e europei ) conclude Aodi ringraziando già tutti i ministri ,vice ministri ,Sindaci ,presidenti di regione e numerose istituzioni per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti nei vari incontri congiunti e per i messaggi inviate per il congresso Amsi.

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Contrastare fake news e interferenza elettorale dei Paesi stranieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Le ingerenze elettorali straniere sono una minaccia per le democrazie europee e gli unici a beneficiarne sono i movimenti anti-UE e le forze estremiste e populiste.Nella risoluzione non legislativa adottata giovedì, con 469 voti favorevoli, 143 contrari e 47 astensioni, i deputati hanno sottolineato come i tentativi di influenzare i processi decisionali negli Stati membri mettano a rischio le società democratiche europee.
Il PE ha evidenziato che l’interferenza di Paesi stranieri nelle elezioni nazionali e europee è ormai sistematica e può assumere forme diverse: campagne di disinformazione sui social media, attacchi hacker contro infrastrutture elettorali critiche o sostegno finanziario diretto e indiretto ad attori politici. Nella maggior parte dei casi, queste ingerenze favoriscono candidati anti-UE, estremisti e populisti.Nonostante la maggioranza dei Paesi UE abbia vietato, in tutto o in parte, le donazioni estere ai partiti politici e ai candidati, alcuni attori stranieri riescono a eludere le leggi e a offrire sostegno ai propri alleati.Nel testo si rimanda anche ai casi denunciati da Der Spiegel e Süddeutsche Zeitung nei confronti del Partito della libertà austriaco, da Buzzfeed e L’Espresso (il 10 luglio 2019) nei confronti della Lega per Salvini Premier e alle denunce della stampa britannica a proposito della campagna Leave.EU.I deputati affermano di essere estremamente preoccupati dal “carattere altamente pericoloso della propaganda russa”, la principale fonte di disinformazione in Europa. I casi di fake news attributi a fonti russe sono infatti più che raddoppiati dal gennaio 2019 (998) rispetto allo stesso arco di tempo nel 2018 (434).Inoltre, nella risoluzione si condannano fortemente le “azioni sempre più aggressive” compiute da attori statali e non statali di paesi terzi che cercano di compromettere la sovranità di tutti i Paesi candidati all’adesione all’UE nei Balcani occidentali e nei Paesi del partenariato orientale.Per far fronte alla situazione, il PE chiede che la task force East StratCom sia potenziata, divenga una struttura permanente e riceva una maggiore dotazione finanziaria. Si invitano inoltre i social media a cooperare nella lotta contro disinformazione, senza compromettere la libertà di espressione, mentre l’UE dovrebbe elaborare un quadro giuridico che possa far fronte alle minacce ibride (attacchi informatici e disinformazione).
L’UE si occupa attivamente di disinformazione dal 2015, da quando è stata istituita la Task Force East StratCom nell’ambito del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), con l’obiettivo di comunicare correttamente le politiche e le decisioni dell’UE ai vicini Paesi orientali. Nell’ottobre 2018, prima delle elezioni europee, Facebook, Google, Twitter e Mozilla hanno aderito al Codice di condotta (dal 2019 anche Microsoft), accordandosi volontariamente su standard di autoregolamentazione per combattere la disinformazione. Nel dicembre 2018, la Commissione europea ha pubblicato un Piano d’Azione contro la Disinformazione. Entro il 2020, saranno più di 50 le elezioni che si svolgeranno negli Stati membri, tra elezioni presidenziali, nazionali, locali o regionali.

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2 giugno e la voce dello “straniero”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Le associazioni dei medici di origine straniera in Italia (Amsi), le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), la Confederazione Internazionale laica interreligiosa (Cili-italia) e il movimento internazionale Uniti per Unire e le associazioni e Comunità aderenti esprimono con tutto il cuore gli auguri all’Italia, agli italiani, a chi ama l’Italia, a chi contribuisce tutti i giorni alla crescita, la democrazia e la libertà in Italia sia italiani che nuovi italiani e cittadini di origine straniera residenti regolarmente in Italia.
Ancora una volta ci vede costretti malgrado il giorno di festa di ribadire basta strumentalizzazioni politiche sui migranti in ogni occasione, dichiara il Fondatore dell’Amsi Foad Aodi che ringrazia il Presidente della Camera Roberto Fico che ha auspicato che sia la festa di tutti italiani e chi vive in Italia.
Se non iniziamo a promuovere politiche e campagne a favore dell’appartenenza di essere italiano, amare l’Italia, rispettare le leggi e la cultura italiana e imparare la lingua italiana da parte dei cittadini di origine straniera in Italia non avremo mai una vera e completa integrazione anzi il contrario se in ogni occasione si cerca di far passare il concetto sbagliato che l’Italia è solo per gli italiani e escludiamo gli immigrati da politiche di interesse nazionale .conclude Aodi che ribadisce il nostro impegno a favore dell’Italia,degli italiani, dei cittadini di origine straniera e chi sbaglia paga indipendentemente dalle sue origini o la sua religione promuovendo il nostro appello a tutti anche al Ministro Matteo Salvini PrimagliEsseriUmani. (fonte: http://www.unitiperunire.org)

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