Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘straordinari’

Mercato del lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Il 42% dei lavoratori dipendenti ritiene il proprio impiego poco o per niente sicuro, sia per gli scarsi segnali di ripresa che provengono dal mondo economico sia per il rischio di non vedersi rinnovare i contratti con cui sono attualmente impiegati. La preoccupazione aumenta per le donne e per i lavoratori “giovani”. Nell’ultimo anno la percezione di insicurezza lavorativa si è amplificata per oltre il 60% dei lavoratori ed in sei aziende su dieci si è verificata una riduzione di “lavoro” in termini di taglio degli straordinari, riduzione di permessi/ferie ed in certi casi anche di riduzione del personale. Rispetto al 2009, il prolungarsi della crisi economica rende più difficile la possibilità di trovare una nuova occupazione, aumentando la percezione di un mercato del lavoro chiuso. Sono questi gli elementi principali emersi da un’indagine di Panel Data ( http://www.paneldata.it ), l’istituto di sondaggi di Padova, su un campione di 800 lavoratori italiani.
Il perpetuarsi della crisi economica continua a riflettersi sul lavoro. Le opinioni dei lavoratori intervistati sono un’ulteriore campanello d’allarme: ben il 42% sente instabile il posto di lavoro che ricopre. Questa insicurezza sembra aver investito tutto il mondo lavorativo: se nel 2009 il 31,6% degli intervistati riteneva il proprio lavoro molto sicuro, oggi questa percentuale si è ridotta al 12,0%. A percepire una situazione di maggiore instabilità sono i giovani (18-34 anni) e le donne. Le motivazioni di chi sente poco o per niente sicuro il proprio posto di lavoro risiedono essenzialmente nella constatazione che l’azienda in cui sono impiegati opera in un mercato/settore che ancora stenta a ripartire (42,3%), a cui si aggiunge un 35% di occupati che temono che non possa venire confermato il contratto a termine con cui attualmente sono impiegatii.
Nell’ultimo anno le preoccupazioni lavorative sono aumentate per il 64% degli intervistati, risultato che non sorprende visto che in 6 aziende su 10 si è verificata una qualche riduzione del “lavoro”. Viene segnalata la riduzione o interruzione degli straordinari o il ricorso alla cassa integrazione in quasi il 60% dei casi, circa uno su quattro degli intervistati ha aderito alla richiesta da parte dei datori di lavoro di utilizzare permessi o ferie a causa di flessioni nei volumi di lavoro, ed in oltre il 20% dei casi vi è stata una riduzione del personale (licenziamenti 2,6%, scadenza contratto 17,9%).
Il mercato del lavoro risulta nel complesso bloccato: l’89,6% degli intervistati ritiene che oggi incontrerebbe molte o abbastanza difficoltà a trovare una nuova collocazione lavorativa, percentuale aumentata di oltre il 15% rispetto al 2009. Le difficoltà diventano più consistenti nel caso degli over 54 e dei lavoratori maschi. L’indagine fotografa dunque un sentimento di forte preoccupazione tra i lavoratori – evidenziano i ricercatori di Panel Data – che sentono poco sicuro il loro posto di lavoro a causa di una ripresa economica che stenta a ripartire e di una mancanza di misure che consentano di sbloccare un mercato del lavoro che allo stato attuale non offre molte prospettive per il futuro.

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“Altri interventi straordinari a Pompei? No, grazie!”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

La Confederazione Italiana Archeologi accoglie con stupore le dichiarazioni del Ministro Bondi che, oltre a lamentare la carenza di fondi per il suo dicastero, ha rivendicato “il grande lavoro fatto” affermando che si dimetterebbe se avesse “la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto”.  “Siamo giunti ad un punto di non ritorno – afferma il Presidente Giorgia Leoni – non è più tempo di speculazioni filosofiche e teoremi astratti: è necessario cambiare nettamente la rotta degli indirizzi politici nei beni culturali. Il settore è allo sbando e a pagarne le spese più care è il nostro stesso patrimonio, oltraggiato da continui tagli dei fondi strutturali per l’ordinario funzionamento del Minsitero, dal tracollo del concetto di bene culturale come “testimonianza avente valore di civiltà”, soppiantato da quello di “strumento avente valore di speculazione”, dallo svilimento delle professionalità che operano per la sua tutela e la diffusione della sua conoscenza. E cominciamo proprio dal pretendere dal Ministero delle Finanze una deroga ai tagli della spesa pubblica, recuperando fondi per i Beni Culturali”. ” L’on. Bondi – continua il Presidente Leoni – non è certo responsabile di tutti i mali che affliggono il nostro patrimonio, ma è pur sempre un Ministro della Repubblica, con precisi doveri e responsabilità istituzionali. Non solo onori, passerelle e inaugurazioni, caro ministro, è il caso che lei risponda una volta per tutte, con l’onestà intellettuale che la distingue, degli sfaceli generati dai commissariamenti di Pompei, Roma e Ostia. A meno che non si voglia pensare ad un tenace accanimento del destino.” “I provvedimenti annunciati – prosegue il Presidente Leoni – spaventano ancor di più: ” un piano di manutenzione straordinaria per le case di Pompei, molte delle quali sono a rischio”. Ancora interventi straordinari? Dopo oltre due anni di commissariamenti straordinari? Di protezione civile? Di city manager? Di gestioni prefettizie?” All’ennesimo annuncio di interventi straordinari la Confederazione Italiana Archeologi risponde No, grazie e propone al ministro Bondi di mettere in atto un intervento questo sì straordinario: azzerare le strutture commissariali; riportare in seno al ministero la gestione della tutela e della conservazione; recuperare il valore delle operazioni ordinarie e quotidiane di monitoraggio e salvaguardia del nostro patrimonio che lo Stato ha sempre messo in atto ; restituire ai professionisti che operano nei Beni Culturali una meritata, riconosciuta e reale dignità professionale.

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Il Parlamento approva il DDL sul lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Comunicato rilasciato dalla Segreteria del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia: “Con l’approvazione del DDL lavoro il governo continua ad illudere il lavoratori in divisa. L’articolo 19 della norma, approvata definitivamente dall’aula del senato, non ha alcun contenuto sostanziale se non quello di permettere ai vertici di proseguire nella loro opera di negazione dello status di “cittadini” a tutti coloro che servono lo Stato indossando una divisa. Le deleghe in bianco contenute nella norma, inoltre, fanno presagire una chiara volontà di repressione delle conquiste come l’orario di lavoro e le tutele della paternità e della maternità, per citarne solo alcune. Straordinari traguardi sociali che rischiano di essere affidati alla contrattazione o al mercimonio da parte organismi incompetenti e autocelebrativi, che sono l’espressione antidemocratica e diretta dei vertici dai quali ricevono ordini e gratificazioni. Sulla partecipazione dei Cocer alle procedure di contrattazione è chiaro che si è voluto assicurarne la sopravvivenza, dopo avergli prorogato il mandato e averli portati per mano dal premier, come si fa con i più fedeli “amici dell’uomo”. In questo caso, però, è stato come prolungare l’agonia di un malato terminale e ora si vuole assicurare al medesimo destino la parte sana di quelle Istituzioni che, nell’esclusivo interesse della collettività e della democrazia, sono ancora fedeli alla Costituzione e alle Leggi. I segnali delle pessime intenzioni del governo nei confronti dei cittadini in divisa sono chiaramente contenuti nelle recenti dichiarazioni dei capi di stato maggiore rese nel corso delle audizioni parlamentari, e trovano ampia conferma nel testo del “Codice dell’Ordinamento militare”, tutt’ora all’esame delle camere, sul quale noi nutriamo forti dubbi di costituzionalità. In merito al contratto scaduto vogliamo ricordare ai sindacati di polizia che da oggi si dovranno confrontare con un nuovo avversario votato alla causa degli interessi dei vertici politici e militari: il cocer carabinieri. Per questi motivi continueremo a vigilare e denunciare ogni questione che porrà in pericolo la sopravvivenza dello stato di diritto e della stessa Costituzione.”

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Padre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa? Chi è il prete? Un uomo comune, peccatore come gli altri, investito di poteri così straordinari da mutare il pane e il vino nel corpo e sangue di Cristo, chiamato da una vocazione così sublime da fare di lui un ponte tra il cielo e la terra. di Massimo Camisasca Edizioni San Paolo 222 pagine – € 16,00

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Scuola media: calendari allucinanti

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

A causa di questa nuova chiusura, la seconda nel giro di un mese per le elezioni, i ragazzi delle scuole medie sono costretti a turni massacranti per finire, secondo normativa, entro il 30 giugno.Per esempio, all’ istituto comprensivo Bitossi, alla Balduina, concentreranno le interrogazioni dei 130 studenti in 4 giorni e mezzo, con inizio alle 7 e 30 di mattina, fino a pomeriggio inoltrato. Da non sottovalutare il tour de fource  degli insegnanti che hanno in calendario l’ultimo scrutinio alle 20.30 del 30 giugno (ed è noto che gli insegnanti non hanno straordinari…). Abbiamo ascoltato un genitore a tal proposito: “Trovo ignobile da parte di tutta la classe politica, che discutano per mesi delle elezioni e dei referendum, senza mai porsi il problema di quanto queste tornate elettorali siano pesanti per il mondo della scuola. Questo crea una discriminazione tra studenti che frequentano scuole sede di seggio e gli altri. Ritengo impossibile che non si riesca a trovare una soluzione  alternativa all’utilizzo degli edifici scolastici come per esempio uffici postali o circoscrizioni. Ci si dimentica che anche la scuola è un servizio pubblico e come tale ha degli obblighi nei confronti degli utenti. Il punto è che, poiché gli utenti delle scuole sono minorenni, sono considerati cittadini di serie B”. L’ufficio di Dirigenza della Bitossi non ha nascosto il proprio disappunto per le enormi difficoltà che si trova ad affrontare, con ben 8 giorni di chiusura proprio nel mese cruciale dell’anno scolastico. Anche all’Istituto Ariosto parlano di disagio elevato per i loro 85 studenti di terza media, con una media di 18 ragazzi esaminati al giorno….(Serena Cerracchio)

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Gli straordinari arretrati alla polizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

La UIL Polizia di Stato fa sapere con una nota che il “Prefetto Antonio MANGANELLI, accogliendo l’equa segnalazione e mostrando particolare sensibilità alla tematica rappresentata che ha in questi mesi penalizzato gli  operatori di Polizia, si è adoperato  sollecitando i Ministeri competenti, ed è così che  in queste ore, dopo il necessario nulla osta del Ministero dell’Economia, ha autorizzato il pagamento del servizio Straordinario prestato nel primo trimestre 2009” (fonte GrNet)

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Coisp: Maccari scrive a Maroni

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

“Egregio Ministro dell’Economia e delle Finanze, il fatto che a metà del mese di aprile il personale della Polizia di Stato deve ancora ricevere il corrispettivo economico del lavoro straordinario effettuato nello scorso mese di gennaio, ci porta a supporre che il Suo Ministero non sappia che i poliziotti sono costretti ad effettuare costantemente tale lavoro aggiuntivo dalle innumerevoli esigenze di servizio e dalle carenze di organico, e che tale ulteriore impegno lavorativo comporta per il personale della Polizia di Stato la lontananza dalle proprie esigenze personali e dalle proprie mogli, mariti e figli. I poliziotti, Egregio Ministro, sono obbligati a stare lontano dai loro cari ben oltre il normale orario di lavoro giornaliero a causa di quell’obbligo che li vuole occuparsi, anche a costo della loro stessa vita, della sicurezza di tutti i cittadini. Ebbene, a quanto ci risulta, Egregio Ministro Tremonti, manca ancora la sua disponibilità ad apporre una firmetta su un decreto volto a consentire il pagamento ai poliziotti del lavoro straordinario espletato dal mese di gennaio 2009 ad oggi. Il lavoro straordinario che quattro mesi addietro (..non un giorno, quindi) è stato effettuato dal personale della Polizia di Stato per adempiere agli obblighi dettatigli dallo Stato, non può essere pagato senza la Sua “firma” su quel provvedimento!”

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