Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘strategia’

Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Al termine del primo meeting di giugno, la BCE ha sorpreso al rialzo rispetto alle aspettative, annunciando 600 miliardi di acquisti aggiuntivi nell’ambito del PEPP. La FED, pur in un contesto di dati macroeconomici in netto miglioramento (occupazione e vendite al dettaglio ben superiori alle attese) e di forte recupero dei mercati azionari e del credito, ha espresso la volontà di mantenere la propria politica monetaria estremamente accomodante per un periodo prolungato. Nessun rialzo dei tassi almeno fino alla fine del 2022 e, se necessario, misure di stimolo ulteriori fin tanto che l’economia americana non sia tornata alla piena occupazione e l’inflazione (PCE) non si sia portata stabilmente sopra il 2%. Il tema dominante resta l’evoluzione della pandemia e le ricadute a livello regionale e globale sulla ripartenza delle attività economiche. I progressi sono evidenti in alcune aree geografiche (Europa, Australasia, Canada), difficoltosi in altre (US, Russia), alquanto preoccupanti, infine, in alcuni paesi emergenti (Brasile e India in testa). I progressi sul fronte dei vaccini e dei protocolli sanitari consentono ai mercati, per adesso, di ridimensionare i rischi economici legati alla possibilità di nuovi lockdown generalizzati. La gestione inefficace della crisi sanitaria negli Stati Uniti rafforza non solo la probabilità di vittoria alle presidenziali di novembre del candidato democratico Biden, ma anche quella di un contemporaneo controllo democratico del Congresso. In questo scenario, sarebbe lecito aspettarsi maggiori tasse sulle imprese e una riregolamentazione in particolare nei settori finanziario, energetico e sanitario, i più a rischio da una mancata rielezione del Presidente Trump. Nel contesto attuale, l’aspetto valutativo è di difficile lettura e di limitato supporto nelle decisioni di investimento, vista l’estrema volatilità e dispersione nelle previsioni degli utili. Più che a forti scommesse direzionali, ci affidiamo ora, in maniera più importante, a scelte di secondo livello e di valore relativo. In prospettiva, per la seconda metà dell’anno riteniamo giustificato mantenere un approccio strutturalmente cauto, in un contesto, a nostro avviso, di rischio asimmetrico tra potenziale di apprezzamento e di rischio correttivo per i listini azionari. Alle incertezze perduranti (e possibilmente crescenti durante la stagione autunnale) legate alla pandemia e alle elezioni americane si sommano i molteplici rischi geopolitici che si stanno accumulando all’orizzonte, fra i quali quello fra Stati Uniti e Cina che è, al momento, il più visibile ma non certo l’unico.

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Editing genetico: Una nuova strategia per migliorare efficienza e precisione

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2020

In uno studio pubblicato Nature Biotechnology*, un gruppo di ricercatori dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget), guidati da Luigi Naldini, ha mostrato come superare una delle più importanti barriere all’applicazione dell’editing genetico alle cellule staminali ematopoietiche, che al contempo rappresentano un bersaglio fondamentale per la cura di gravi malattie genetiche, come le immunodeficienze primitive.Forte della decennale esperienza nel campo, i ricercatori dell’SR-Tiget stanno lavorando per rendere l’editing genetico un approccio terapeutico sempre più sicuro e efficace. «Il nostro è un risultato importante nel percorso verso l’applicazione clinica in malattie in cui la terapia genica “tradizionale” non è indicata, perché quello da correggere è un gene “delicato”, coinvolto per esempio nella regolazione della crescita cellulare. In questi casi l’editing genetico offre la possibilità di correggere il gene nella sua sede naturale, mantenendone la regolazione fisiologica, cosa invece impossibile quando il gene terapeutico viene fornito dall’esterno e va a inserirsi casualmente nel genoma. Per alcune patologie questo non è un problema, come dimostrato proprio dai successi terapeutici della terapia genica messa a punto nel nostro istituto, ma in altre può invece risultare rischioso. E la medicina di precisione è proprio questo: disegnare strategie terapeutiche su misura, basandosi su una conoscenza approfondita dei meccanismi biologici e degli ostacoli da superare» commenta Luigi Naldini, direttore dell’SR-Tiget.Lo studio è stato finanziato dalla Fondazione Telethon, dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea, dal Ministero della Salute e dal Ministero della Ricerca Scientifica Italiani, oltre che dalla Fondazione Louis-Jeantet di Ginevra che nel 2019 ha conferito proprio al direttore dell’SR-Tiget il suo premio per la medicina traslazionale. L’applicazione della tecnologia oggetto dello studio al trattamento di alcune malattie genetiche sarà condotta nell’ambito di una alleanza strategica tra SR-Tiget e Genespire.L’editing genetico è considerato l’ultima frontiera della medicina di precisione poiché permette di correggere in modo puntuale errori nelle informazioni genetiche nel Dna responsabili di gravi malattie ancora incurabili. «Oggi siamo in grado di guidare questo sistema di riparazione, fornendo alla cellula la versione corretta che vogliamo sia sostituita a quella mutata. Per farlo si utilizza un vettore virale, ovvero un virus reso innocuo ma ancora capace di infettare le cellule e trasferirvi con il proprio carico genetico lo stampo per la correzione. Tuttavia, questo sistema mirato di correzione non lavora al meglio all’interno delle cellule staminali ematopoietiche, che per loro natura sono tendenzialmente quiescenti e una volta avvertito un danno al Dna tendono a non proliferare più o addirittura ad autoeliminarsi. Siamo quindi andati a studiare come stimolarle ed evitare gli effetti collaterali del nostro intervento chirurgico sul materiale genetico» spiegano Samuele Ferrari e Aurelien Jacob, primi autori del lavoro.

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“Una strategia azionaria “barbell” in un contesto di perdurante incertezza”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

A cura di Natasha Ebtehadj, Gestore di portafoglio e Felicity Long, Gestore di portafoglio clienti di Columbia Threadneedle Investments. Preferiamo non cedere alla tentazione di dire che “viviamo in un’epoca senza precedenti”. Dopo tutto, eventi straordinari avvengono di continuo ed è il modo in cui li affrontiamo che crea valore per i nostri clienti. Non c’è tuttavia dubbio che stiamo attraversando uno dei periodi più significativi della recente storia economica, che sarà forse ricordato come la “Grande Recessione da Covid”.Osservando gli eventi nella fase forse più critica della recessione, ci sembra che i mercati siano nel pieno di un braccio di ferro tra forze contrastanti: da un lato, gli enormi e apparentemente interminabili interventi delle autorità, dall’altro l’evolversi delle ripercussioni economiche della convivenza con il Covid-19. Non è chiaro quali forze prevarranno, e tale mancanza di chiarezza si riflette sia nei maggiori margini di incertezza delle nostre previsioni economiche, sia nel nostro approccio all’assunzione del rischio nei portafogli multi-asset.Come abbiamo scritto in precedenza, continuiamo già da fine marzo a mantenere un atteggiamento complessivo di propensione al rischio, ritenendo che le azioni e le obbligazioni societarie offrano interessanti opportunità di rendimenti corretti per il rischio. Ci attendiamo che gli investitori beneficeranno di una modesta sovracompensazione rispetto ai rischi economici che si prospettano, peraltro sostanziali. In questo articolo ci concentriamo tuttavia sul rischio azionario.Alla luce delle incertezze, e tenendo conto dell’impatto economico della chiusura delle economie e dell’enorme risposta politica volta a contrastare le perdite, le nostre preferenze azionarie regionali poggiano su una strategia barbell. Investendo sia negli Stati Uniti che in Asia puntiamo su un mix di caratteristiche difensive e cicliche in grado di soddisfare anche la nostra preferenza di fondo per la qualità. Esaminiamo singolarmente ognuna di queste regioni.
Il mercato statunitense è sede di alcune delle società di qualità che emergeranno vincenti da questa crisi, data l’accelerazione di tendenze strutturali in ambiti come pagamenti senza contanti, telelavoro e consumi online, solo per citarne alcuni; le nostre posizioni in società come Microsoft, Mastercard e Amazon dovrebbero pertanto rivelarsi premianti.Il mercato statunitense è inoltre prevalentemente orientato all’economia domestica e quindi meno esposto alla crescita globale e al commercio internazionale. Le esportazioni hanno rappresentato solo il 12% del PIL USA nel 2018, a fronte del 47% per l’UE, e sebbene circa il 26% del fatturato delle società dell’S&P 500 provenga dall’estero, tale quota è bassa rispetto alla maggior parte dei mercati internazionali. Uno dei lati del barbell punta quindi su queste caratteristiche difensive e di qualità.
Sull’altro lato del barbell figura l’Asia, che offre caratteristiche cicliche e di qualità. L’economia asiatica si è affermata come il motore della produzione mondiale e presenta quindi una maggiore esposizione relativa alla crescita globale in un’era di globalizzazione delle catene produttive. Sebbene una rapida ripresa a V dell’economia globale non rappresenti il nostro scenario di riferimento, le prospettive altamente incerte ci inducono a mantenere un’esposizione selettiva a titoli ciclici di qualità, presenti in Asia in settori come quello tecnologico.La Cina sta intensificando gli sforzi di internalizzazione regionale della propria catena produttiva nel settore tecnologico, il che avrà probabili ricadute positive per le aziende asiatiche. Inoltre, i pericoli di una “seconda ondata” di contagi sono stati finora gestiti efficacemente durante la fase di graduale abbandono delle misure di isolamento in vari paesi. L’economia cinese, la prima colpita dalla crisi, è stata anche la prima a riacquistare slancio, avviando il processo di normalizzazione della produzione industriale con il ritorno dei lavoratori nelle fabbriche e il recupero dei consumi, che tuttavia rimangono a livelli inferiori a quelli pre-crisi.Ci attendiamo una ripresa lenta su scala globale, e riteniamo che aziende ed economie emergeranno dalla crisi più indebitate di prima. La maggiore enfasi sul rischio di alta qualità si è pertanto affermata come tema di fondo nei portafogli multi-asset. In ambito azionario, le società con bilanci solidi, elevati free cash flow e una buona redditività del capitale si distingueranno probabilmente dalla massa dei concorrenti fortemente indebitati, grazie al loro potenziale di crescita degli utili. Per individuare queste società, molte delle quali, come si è detto prima, operano negli Stati Uniti e nei paesi asiatici emergenti, ci avvaliamo del know-how collettivo dei nostri colleghi del team di ricerca azionaria. Abbiamo aumentato sin da fine marzo l’esposizione al rischio dei portafogli nelle strategie multi-asset svincolate, incrementando anche la qualità di tale rischio, come si evince osservando l’evoluzione di alcuni parametri chiave della qualità.
I rischi tuttavia permangono: come dicevamo in apertura, le misure di isolamento antivirus potrebbero avere la meglio sulle misure di stimolo economico implementate dalle autorità. Inoltre, la nostra strategia barbell incentrata su Stati Uniti e Asia ci espone indubbiamente ai pericoli legati al riacuirsi delle tensioni sino-statunitensi, un rischio che monitoriamo attentamente.Dal commercio, il conflitto si è esteso ad altre aree, tra cui tecnologia (in particolare, le restrizioni su Huawei), finanza (ad esempio, la recente proposta di legge del Senato sul delisting di American Deposit Receipts (ADR)) e geopolitica (l’ultimo motivo di tensioni riguarda la legge sulla sicurezza di Hong Kong). Per alcuni versi, il riacuirsi delle tensioni non sorprende in un anno di elezioni statunitensi; l’atteggiamento ostile alla Cina è peraltro condiviso da entrambi gli schieramenti politici, per cui riteniamo che le relazioni sino-statunitensi continueranno a fornire argomento di discussione sino alla chiamata alle urne.Non c’è dubbio che gli ultimi due mesi siano stati straordinari, ma non è la prima volta che investiamo in periodi di crisi: ogni crisi presenta aspetti che la rendono “senza precedenti”. Il nostro processo d’investimento ci ha consentito di affrontare con successo 25 anni ricchi di eventi; riteniamo che rimanere fedeli a tale processo sia ora più importante che mai.
http://www.columbiathreadneedle.com

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Coronavirus: La Commissione presenta la strategia dell’UE sui vaccini

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Per contribuire a tutelare le persone in ogni luogo, la Commissione presenta oggi la strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini contro la Covid-19. Un vaccino efficace e sicuro contro il virus è la carta migliore per una soluzione permanente alla pandemia. Il fattore tempo è essenziale: ogni mese guadagnato nella conquista del vaccino significa salvare vite umane, e risparmiare mezzi di sussistenza e miliardi di euro. La strategia odierna propone un approccio comune dell’Unione che poggia sul mandato ricevuto dai ministri della Sanità dell’UE. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “È il momento della scienza e della solidarietà. Nulla è certo, ma ho fiducia nella nostra capacità di mobilitare le risorse necessarie per sviluppare un vaccino capace di vincere questo virus una volta per tutte, dobbiamo essere pronti a produrlo e distribuirlo in Europa e nel mondo. Il vaccino segnerà una svolta nella lotta contro il coronavirus, a testimonianza di ciò che riusciamo a ottenere quando mettiamo insieme conoscenze, ricerca e risorse. L’Unione europea farà il massimo possibile affinché tutti, nel mondo, abbiano accesso a un vaccino, senza distinzione di luogo.” La Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha dichiarato: “La collaborazione aumenterà le possibilità di accesso a un vaccino sicuro ed efficace nelle quantità necessarie e nel modo più rapido possibile; un accesso giusto ed equo per tutti, nell’UE e nel mondo, è la migliore opportunità di trovare una via di uscita definitiva dalla crisi della Covid-19. Qui l’Unione offre il meglio di sé: mettere in comune le risorse, unire gli sforzi e portare risultati concreti alla vita quotidiana delle persone”. Nessuno è al sicuro fino a quando non sono tutti al sicuro; non lesineremo gli sforzi per proteggere i cittadini dell’Unione e del mondo.”Lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo e complesso. Con la strategia presentata oggi la Commissione sosterrà gli sforzi volti ad accelerare lo sviluppo e la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci in un lasso di tempo compreso tra 12 e 18 mesi, se non prima. Per portare a buon fine questa complessa impresa bisogna effettuare prove cliniche e parallelamente investire in capacità di produzione tali da produrre milioni, se non miliardi, di dosi del vaccino efficace. La Commissione è mobilitata al massimo per sostenere gli sforzi di quanti sono impegnati nello sviluppo dei vaccini.Non è una sfida europea, ma globale. L’Unione europea sarà sicura solo se il mondo intero avrà accesso a un vaccino. L’UE e i suoi Stati membri hanno pertanto sia la responsabilità che l’interesse a rendere il vaccino universalmente disponibile.Un passo importante verso un’azione congiunta tra Stati membri è già stato compiuto con la formazione di un’alleanza inclusiva sui vaccini tra Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi. La strategia dell’Unione sul vaccino attuerà un approccio comune con prospettive future.

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Manca strategia per agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Purtroppo le dichiarazioni del ministro Bellanova, nel corso della presentazione del decreto Rilancio, confermano le nostre preoccupazioni. Questo governo non ha alcuna strategia per sostenere e rilanciare il settore al di fuori della regolarizzazione degli immigrati irregolari, che non servirà nè all’agricoltura nè a combattere il lavoro nero. Anzi il pericolo è che adesso si scateni un mercato illegale di compra/vendita dei permessi di soggiorno. Le risorse sono meno di quelle ipotizzate per un comparto che ha tenuto grazie alla professionalità degli operatori, consentendo la distribuzione del fresco in tutta Italia e in Europa. Ora però è necessario aiutarlo e sostenerlo in una fase altrettanto delicata. E non lo si fa certamente con le sanatorie e le lacrime, che ricordano quelle di Elsa Fornero. Il rischio adesso è che gli agricoltori avranno verso il ministro Bellanova la stessa gratitudine che oggi provano i pensionati italiani nei riguardi della Fornero”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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Ospedale Fiera: “La solita logica della pubblicità, serviva strategia ponderata per l’utilizzo delle risorse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Milano. L’unità di crisi di Regione Lombardia tramite il professor Antonio Pesenti dichiara che a breve si chiuderà l’ospedale in Fiera. Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Una struttura costata 21 milioni di euro che ha visto transitare solo 25 pazienti nei padiglioni della fiera, costruita contro ogni logica clinica lontana da altri reparti specialistici, senza personale e senza una progettualità a lungo termine. Abbiamo provato in tutti modi a consigliare al Presidente e all’assessore Gallera di procedere con il recupero di strutture abbandonate, che alla fine dell’emergenza sarebbero potute entrare a regime del Servizio Sanitario Regionale, ma ha prevalso la logica pubblicitaria, che puntualmente ha fallito. L’idea di Sanità modulabile per le emergenze, sul modello israeliano, non è basata su strutture distaccate dagli ospedali ma su Ospedali capaci di ‘sfruttare’ tutti gli spazi in caso di emergenze, sarebbe una follia pensare di lasciare una struttura vuota e non funzionale fino alla prossima, indesiderata, emergenza.In questo momento che le terapie intensive si stanno svuotando si potrebbe utilizzare l’ospedale in Fiera per ‘sanificare’ gli altri ospedali ed aiutarli a riprendere le attività ambulatoriali senza avere reparti Covid sparsi in tutte le strutture, dopo questa enorme spesa almeno troveremmo il modo di utilizzare in qualche modo questa struttura. Non avremmo certo voluto vedere l’ospedale pieno, ma avremmo voluto assistere a una strategia ponderata per l’utilizzo delle risorse”.

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“Si'” alla “strategia di mitigazione massima del rischio”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

E’ la misura adottata in Italia per la “fase due”, “no” a “riaperture sciagurate” altrove in Europa, che metterebbero a rischio non solo le popolazioni locali ma anche i Paesi partner: e’ la linea fissata in un’intervista con l’agenzia Dire da Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms).
Rispetto alle decisioni dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, con la ripresa oggi delle attivita’ per circa quattro milioni e mezzo di lavoratori, il giudizio e’ positivo. “Credo che il governo abbia scelto una strategia di mitigazione massima del rischio anche rispetto alla mobilita’, ai trasporti e alla vita sociale attorno alle strutture produttive” dice Guerra. “La parola chiave e’ progressivita’ in sicurezza; e’ stata percepita come valida la raccomandazione di garantire un periodo di incubazione di due settimane tra una riapertura e l’altra”.
Secondo il direttore dell’Oms, oggi “si riapre tutto cio’ che ci possiamo permettere di riaprire mantenendo la soglia di replicabilita’ del virus inferiore a uno, che e’ la soglia da osservare per non far riesplodere l’epidemia”. Guerra sottolinea che nelle prossime due settimane “sara’ possibile capire l’impatto delle riaperture” e definisce “storico” che il governo abbia fatto proprio “tutto cio’ che la scienza e’ stata in grado di raccomandare”.
Uno sguardo poi alle priorita’ della fase due. “Il sistema sanitario, pur nella sua regionalizzazione, deve saper identificare in tempi rapidissimi l’insorgenza anche di micro-focolai a livello familiare che potrebbero accompagnare le riaperture” evidenzia Guerra. “Deve essere in grado di diagnosticare entro le 24 ore con tamponi mirati i possibili nuovi positivi, disponendo quarantene con un rafforzamento non solo delle strutture ospedaliere ma anche dei dipartimenti di prevenzione sul territorio che rappresentano il presidio fondamentale per la capacita’ di risposta nella fase due”. Essenziale sarebbe poi “mettere in linea la medicina generale”, definita dal direttore dell’Oms “per ora la grande esclusa rispetto alla risposta di sistema”. La premessa, infatti, e’ che “il medico di medicina generale puo’ garantire una sorveglianza attiva verso i suoi assistiti con una tempestivita’ che nessuna altra struttura in Italia riesce ad assicurare”. Ci sarebbero stati, in questo senso,
segnali incoraggianti. “C’e’ un livello di assunzioni senza precedenti nella storia di ultimi 30 anni” sottolinea Guerra. “Il ministro Roberto Speranza ha garantito l’assunzione di 25.000 nuovi medici, infermieri e operatori del sistema, con quel rafforzamento significativo raccomandato dall’Oms”. L’analisi si fa europea. “C’e’ grande soddisfazione del fatto che il governo italiano abbia intrapreso questo tipo di percorso” dice Guerra. Che avverte: “Riaperture sciagurate in altri Stati metterebbero a rischio non solo le popolazioni locali ma anche i Paesi partner, perche’ esiste una mobilita’ transfrontaliera; dobbiamo ricordarci che il virus in Italia non e’ arrivato dalla Cina ma da altri Stati dell’Ue”. (fonte:newsletter.dire.it)

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Obbligazioni high yield europee: aggiornamento sulla strategia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

A cura di Roman Gaiser, Responsabile high yield, EMEA di Columbia Threadneedle Investments. Sebbene i rendimenti delle obbligazioni high yield europee (EHY) abbiano terminato il trimestre in territorio fortemente negativo e gli spread si siano notevolmente ampliati, le valutazioni del mercato hanno raggiunto livelli decisamente più interessanti rispetto a inizio anno. Abbiamo cominciato il 2020 con un posizionamento prudente nei nostri portafogli EHY, e nel riesaminare le valutazioni e la risposta politica al Covid-19 manteniamo la nostra posizione difensiva puntando a spostarci sulle obbligazioni di maggiore qualità e a potenziare l’esposizione a quelle precedentemente ritenute costose ma che ora appaiono interessanti. La probabilità di una recessione economica in molti mercati sviluppati dovuta alle chiusure e alle misure di isolamento decise per contrastare il Covid-19 si è sommata all’aumento dell’avversione al rischio e dell’illiquidità, spingendo fortemente al rialzo i rendimenti e gli spread creditizi, fino a raggiungere livelli che non si vedevano dal 2011/2012.A livello settoriale, le più colpite sono state le aree più cicliche del mercato come auto ed energia, trasporti e tempo libero e grande distribuzione non alimentare. I titoli meno esposti al ciclo come salute, servizi di pubblica utilità e telecomunicazioni hanno conseguito performance relativamente migliori.
Gli spread dei titoli high yield europei superano di circa 0,6 deviazioni standard la media di lungo termine (ventennale), dopo aver chiuso il 2019 su livelli invariati.Le autorità intendono scongiurare il rischio che lo shock economico si trasformi in una crisi finanziaria. Programmi quali gli acquisti diretti di obbligazioni societarie investment grade da parte della Federal Reserve hanno come obiettivo primario gli spread creditizi e dovrebbero aiutare a stabilizzare il mercato del credito nel suo complesso, come in parte già avvenuto.Le agenzie di rating sono intervenute tempestivamente e la probabilità di ulteriori revisioni al ribasso dei rating peserà sul mercato ancora per qualche mese. Ultimamente si è parlato molto delle emissioni che hanno perso il rating investment grade, i cosiddetti “angeli caduti”. Dall’inizio dell’anno, già EUR 30 miliardi e GBP 3,5 miliardi di obbligazioni sono rientrati nella categoria degli angeli caduti in Europa, più del 2018 e del 2019 insieme e circa il 10% delle emissioni EHY in circolazione. Le retrocessioni dei rating creditizi sono aumentate in quanto le ricadute dello shock sanitario continuano a farsi sentire e i governi di tutto il mondo sono intenti a implementare politiche monetarie e fiscali in grado di contenere i danni.
Sin dall’inizio dell’anno la nostra strategia EHY ha implementato, e continua a farlo, un posizionamento difensivo con un moderato sottopeso sul beta di mercato (al contempo mantenendo un certo livello di liquidità), preserva una sottoesposizione a settori ciclici come auto, trasporti e industrie di base ed è sovraesposta alla salute (ad esempio IQVIA), alla tecnologia (SFR e Netflix), ai media e ai servizi finanziari.La predilezione per le emissioni di elevata qualità rispetto a quelle di qualità inferiore è stata uno dei nostri temi d’investimento per il 2020, che oggi ci sentiamo di ribadire. Inoltre, a seguito dei recenti ribassi dei prezzi potremmo inserire alcuni angeli caduti e obbligazioni societarie con rating più elevati viste le vendite indiscriminate subite a marzo dal mercato. Riteniamo che i rendimenti potenziali offrano una compensazione adeguata a fronte del rischio d’investimento assunto. Con gli spread sui livelli correnti, i mercati remunerano gli investitori in misura nettamente superiore rispetto ai massimi tassi d’insolvenza storici.In generale, la nostra strategia EHY ha conseguito buone performance nel primo trimestre del 2020 in virtù delle dinamiche sopra esposte. (In sintesi)

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Al via la nuova strategia digitale di 24 ORE Eventi

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

24 ORE Eventi, la Società del Gruppo 24 ORE guidata da Federico Silvestri, attiva nella produzione e organizzazione di convegni, road-show, summit e progetti tailor-made, ha risposto prontamente alla situazione contingente e al cambiamento già in atto. Lo ha fatto, rinnovando ed integrando la propria offerta, attraverso i nuovi format per la realizzazione di eventi digitali: i primi prodotti che saranno posti all’attenzione del mercato sono i Live Streaming 24 e gli Interactive Event 24.
24 ORE Eventi mettendo a sistema, di volta in volta, storie d’impresa, iniziative Istituzionali, testimonianze degli Opinion Leader di riferimento di ciascun settore – oltre alle competenze editoriali – si pone al fianco di stakeholder e del Paese nella fondamentale fase della ripartenza e del rilancio. Tutte le redazioni del Gruppo 24 ORE, da sempre coinvolte nell’ideazione delle diverse iniziative di 24 ORE Eventi, continueranno il proprio impegno nello sviluppo di contenuti e format editoriali, rilanciando la capacità di progettazione anche nella fruizione digitale.Gli eventi Live Streaming 24, trasmessi in diretta prevalentemente dalle sedi del Gruppo 24 ORE, saranno fruibili e aperti al pubblico sulle diverse piattaforme digitali, a cominciare dal sito ilsole24ore.com e sino ai canali social delle testate, raggiungendo così la total-audience del Gruppo 24 ORE. Gli spazi della sede, trasformati ed adeguati con allestimenti scenografici e tecnologici, ospiteranno giornalisti e relatori, presenti in sede e/o collegati da remoto, in un vero e proprio auditorium virtuale. Gli Interactive Event 24, consentiranno la fruizione dell’evento previa registrazione attraverso una piattaforma digitale che consentirà la più ampia interazione degli utenti, con molte iniziative tra le quali: Q&A tramite chat moderate, sondaggi real-time e la condivisione di contenuti digitali per il download, che accompagneranno anche gli interventi dei relatori. L’agenda dei lavori sarà coordinata da una regia virtuale per la creazione del palinsesto attraverso il quale si declinerà l’Agenda dell’evento e integrando, secondo le necessità, contenuti live e pre-registrati, di tutti i relatori connessi da remoto in Italia e all’estero.Per entrambe le modalità è prevista, a partire dal giorno successivo al suo svolgimento, la fruizione della registrazione integrale dell’evento che sarà disponibile nella sezione Stream24 del sole24.ore.com, nella sezione dedicata a 24 ORE Eventi.
Con il lancio della nuova offerta digitale, cambierà dunque il palinsesto delle iniziative di 24 ORE Eventi: il calendario da maggio a luglio proporrà tutte iniziative concepite e programmate in versione digitale.A maggio gli eventi in calendario saranno molteplici: si parte con “GSE per lo sviluppo e la crescita del paese” (6 maggio), la prima tappa del roadshow GIOIN (15 maggio), organizzato in collaborazione con Digital Magics sui temi dell’Open Innovation, mentre il 25 e 26 maggio si terrà la due giorni del BUSINESS TECH FORUM con un intenso programma di incontri online.Fitto il calendario degli eventi previsti a giugno e luglio, tra cui le ulteriori tappe di GIOIN e la partenza di INNOVATION DAYS che, dopo il grande successo dello scorso anno, si pone come vero e proprio punto di riferimento per il confronto con le eccellenze imprenditoriali ed istituzionali del territorio e che quest’anno si focalizzerà sui temi relativi all’Italia che riparte. Nutrita l’offerta dei Summit verticali dedicati all’approfondimento ed all’analisi delle singole Industry come il DESIGN SUMMIT e il FOOD & MADE IN ITALY SUMMIT e i primi appuntamenti della fortunata serie “DONNE DI…”.Nella seconda parte dell’anno, da settembre in poi, il calendario prevedrà un mix tra eventi digitali e eventi fisici, questi ultimi pensati per essere comunque riconvertibili in formato digitale, senza necessità di riprogrammazione, nel caso in cui, per l’evoluzione della situazione sanitaria, non fosse possibile o consigliabile realizzarli fisicamente.

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Aggiornamento sulla strategia di investimento di febbraio 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

A cura di Andrea Delitala Head of Investment Advisory e Marco Piersimoni Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. L’inizio del 2020 ha subito testato l’appetito per il rischio degli investitori: l’eliminazione del generale Soleimani da parte dell’amministrazione americana ha fatto temere che la reazione iraniana potesse portare ad una violenta escalation. Ancor prima che la situazione si stabilizzasse, gli investitori si sono affrettati nel comprare la correzione dei mercati azionari. Viceversa la notizia, alla vigilia del Capodanno Cinese, sulla epidemia del coronavirus a Wuhan ha provocato, sul finire del mese. una correzione, anche severa localmente, dei mercati azionari. L’impatto sui rendimenti è stato altresì violento. I mercati obbligazionari e i beni rifugio (oro e Franco Svizzero) fanno registrare, di conseguenza, massimi di periodo. Sul fronte valutario, si registra un rafforzamento del Dollaro che, nei confronti della moneta unica, passa di mano a fine gennaio a 1,10 rispetto all’1,12 di inizio anno. Sul fronte macro l’America prosegue nel recupero sul settore manifatturiero (ISM nuovamente sopra quota 50) mentre in Europa la crescita economica resta marginalmente debole con però dati incoraggianti sulla disoccupazione (-0,1% a 7,3%) e sul sentiment economico.L’attenzione è rivolta all’evoluzione del coronavirus in Cina e al conseguente impatto sulla crescita interna e sull’economia mondiale. Le stime sul tasso di contagiosità e di mortalità del virus riflettono ancora grande incertezza mentre il consenso è più omogeneo per quanto riguarda le valutazioni economiche: gli analisti ritengono che l’epidemia frenerà la crescita del PIL reale cinese nel primo trimestre dell’anno di circa l’1,5%. Ci si attende, inoltre, che le autorità cinesi faranno ricorso alle leve fiscali e monetarie per mitigare gli impatti negativi sulla crescita.
Fondato a Ginevra nel 1805, il Gruppo Pictet è uno dei principali gestori patrimoniali e del risparmio indipendenti in Europa. Con un patrimonio gestito e amministrato che ammonta a circa 530 miliardi di euro al 31 dicembre 2019, il Gruppo è controllato e gestito da sette soci e mantiene gli stessi principi di titolarità e successione in essere fin dalla fondazione. Il Gruppo Pictet, con oltre 4.500 dipendenti, ha il suo quartier generale a Ginevra e altre sedi nei seguenti centri finanziari: Amsterdam, Barcellona, Basilea, Bruxelles, Dubai, Francoforte, Hong Kong, Londra, Losanna, Lussemburgo, Madrid, Milano, Monaco, Montreal, Nassau, Osaka, Parigi, Roma, Singapore, Stoccarda, Taipei, Tel Aviv, Tokyo, Torino, Verona, Zurigo. Pictet Asset Management (“Pictet AM”) comprende tutte le controllate e le divisioni del Gruppo Pictet che svolgono attività di asset management e gestione fondi istituzionali. Fra i principali clienti si annoverano alcuni dei maggiori fondi pensione, fondi sovrani e istituti finanziari a livello mondiale.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Il 2019 finisce all’insegna dell’ottimismo sui mercati in virtù degli sviluppi positivi tra Cina e Stati Uniti sul fronte della disputa commerciale, dell’esito ampiamente favorevole a Boris Johnson nelle elezioni parlamentari di inizio dicembre che scongiura il rischio immediato di una Brexit senza accordo e, sul fronte delle banche centrali, grazie a politiche monetarie ulteriormente espansive da parte della FED e dell’ECB. Il miglioramento del quadro congiunturale provoca una risalita dei rendimenti globali con un irripidimento significativo delle curve dei rendimenti giustificato dalle politiche accomodanti delle banche centrali destinate ad accompagnare, almeno nel 2020, anche un’eventuale risalita dell’inflazione. Gli indici azionari registrano nuovi massimi e i mercati obbligazionari correggono in maniera marcata. Le iniezioni di liquidità da parte della FED consentono ai mercati monetari di “scavallare” il fine anno senza le temute tensioni sui tassi Repo causando, al contempo, un significativo indebolimento del dollaro (1.1215 contro euro a fine anno). Per quanto riguarda gli indicatori macroeconomici possiamo osservare, a fine 2019, l’indice manifatturiero PMI globale in rialzo nonostante l’Eurozona, il Giappone e gli Stati Uniti d’America registrano una diminuzione. Segnali che risultano contrastanti considerando i buoni valori di crescita della spesa al consumo negli USA e con il recupero delle breakeven inflations vediamo anche prospettive più floride sull’inflazione.

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Abu Dhabi annuncia la strategia culturale dell’emirato

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Emirati Arabi Uniti. Il Dipartimento di Cultura e Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) presenta la strategia relativa al settore della cultura che l’emirato ha intenzione di attuare nei prossimi cinque anni, rafforzando le basi e le infrastrutture già esistenti. Gli obiettivi primari sono: preservare e sostenere il ricco patrimonio culturale; aumentare la consapevolezza e l’interesse verso l’arte e la cultura; stimolare la creatività rendendola motore dell’educazione e del cambiamento sociale; sviluppare e impiegare risorse nel settore; contribuire alla crescita economica e alla diversificazione.SE Mohammed Khalifa Al Mubarak, Presidente DCT Abu Dhabi, ha commentato: “Sono incredibilmente orgoglioso dei progressi compiuti da DCT Abu Dhabi nel trasformare il panorama culturale dell’emirato. Dopo aver analizzato e presentato i risultati e le statistiche riguardanti il settore culturale, è emerso il grande lavoro realizzato in breve tempo, ma abbiamo ancora molti progetti in cantiere. Il più significativo di questi è lo Zayed National Museum, il museo nazionale degli Emirati Arabi Uniti, che plasmerà ulteriormente le caratteristiche distintive del Distretto Culturale di Saadiyat, rinnovando il cuore pulsante della capitale. Insieme al Louvre Abu Dhabi, il nuovo punto di riferimento darà risalto al patrimonio e alla storia del nostro paese, sottolineando il forte legame con le nazioni di tutto il mondo e definendo il nostro contributo all’interno di una rete globale di scambio interculturale”.SE Saif Saeed Ghobash, Sottosegretario del DCT Abu Dhabi, ha dichiarato: “La strategia culturale di Abu Dhabi si integra perfettamente con il piano per la diversificazione economica dell’emirato. Mentre la nostra offerta culturale continua a compiere passi da gigante consolidando il nostro status di hub internazionale di livello per l’arte e il patrimonio culturale, i nuovi settori stanno prendendo piede rafforzando ulteriormente il settore turistico in forte espansione. I prossimi anni saranno entusiasmanti e significativi per Abu Dhabi, poiché potremo valutare ed apprezzare l’impatto sociale ed economico delle nostre politiche e iniziative culturali”.Molti dei traguardi ambiziosi prefissati sono stati raggiunti o verranno realizzati nel prossimo futuro.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Alla fine del mese di giugno il mercato azionario chiude in maniera positiva, assistito in primis dalla “virata” dovish delle principali banche centrali e secondariamente dalla convinzione che un eventuale accordo tra gli Stati Uniti e la Cina sul tema del commercio sia possibile prima di fine anno. La principale fonte di preoccupazione per gli investitori che aveva caratterizzato il mese di maggio (la rottura delle negoziazioni fra Stati Uniti e Cina, l’innalzamento delle tariffe del 15% su $200 miliardi di import e la minaccia di estensione di ulteriori tariffe su tutti i rimanenti beni importati dalla Cina) ha avuto una schiarita in occasione del G20 di fine mese ad Osaka dove i due presidenti hanno annunciato la volontà di riprendere il dialogo, congelando nuovi dazi e allentando (da parte americana) restrizioni su forniture US al colosso della telefonia cinese Huawei in cambio di importazioni cinesi di prodotti agricoli americani.Sul fronte delle banche centrali, appare oramai altamente probabile un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già in occasione della riunione di luglio con un totale di 75 punti base prezzati dai mercati entro fine 2019. Timori sulla crescita e un’inflazione bassa e in discesa offrono ampia copertura alla FED per allentare la propria politica monetaria. Per quanto concerne l’Europa, il Presidente della Banca Centrale ha dapprima annunciato la volontà di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE fino a tutta la prima metà del 2020 salvo poi aprire la porta ad ulteriori misure di stimolo monetario.

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Maggio 2019: Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Aprile si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che confermano decisamente i rialzi ottenuti da inizio anno. I mercati continuano a trarre beneficio da politiche accomodanti delle BC, dallo stimolo fiscale cinese e da un miglioramento macroeconomico che si traduce in una stagione delle trimestrali USA i cui risultati sono migliori delle attese: la crescita degli utili (+2% rispetto al Q1 2018) fa meglio delle attese degli analisti, buona pure la crescita delle vendite (+5%). L’indice S&P500 segna nel mese un ulteriore +2,5%, ma a sorprendere positivamente è l’Eurostoxx 50 (+4%), che beneficia del miglioramento ciclico che inizia a palesarsi in Cina. Deludente, a causa di un dollaro in rafforzamento e prese di profitto in Cina dopo un rally di 30 punti percentuali da inizio anno, la performance dei mercati emergenti, solo lievemente positivi nel mese di aprile. I mercati con un ritardo di 12 mesi si sono riportati su condizioni simili a quelle del primo trimestre del 2018: le valutazioni, aiutate da banche centrali accomodanti sono rientrate nelle medie storiche (non vi sono opportunità in questo senso), mentre i rendimenti obbligazionari traggono beneficio da un contesto in cui l’inflazione tarda a palesarsi. Il contesto di goldilock, crescita economica solida in un contesto inflattivo privo di pressioni significative, dovrà essere confermato da un miglioramento ciclico atteso nel prossimo trimestre e dal buon esito negoziale della trattativa tra USA e Cina: la minaccia di Trump di alzare i dazi dal 10 al 25% su 200 miliardi di import dalla Cina (via Twitter) ricorda agli investitori quanto il rischio geopolitico possa influenzare l’andamento dei listini. Il posizionamento degli investitori, in questi primi 4 mesi del 2019, ha visto deflussi sulla parte azionaria (95miliardi $ cumulativi) provenienti in larga parte da Europa e USA e un ritorno di interesse sul reddito fisso (credito IG, HY e debito Emergente). Il posizionamento contenuto sull’azionario è l’elemento che ci rende maggiormente costruttivi, mentre sul fronte valutativo i mercati avranno bisogno di una crescita degli utili più decisa nei prossimi trimestri per guadagnare ulteriore terreno. Condizione necessaria affinché questo avvenga è una soluzione positiva al negoziato in corso da USA e Cina: la minaccia tariffaria di Trump rappresenta quindi un fattore di rischio (ri)emerso recentemente. Ultimo fattore da sottolineare sono le prossime elezioni europee, e in particolare le dinamiche che si instaureranno nel nuovo parlamento che andrà a includere, lo ricordiamo, anche i rappresentanti del Regno Unito.

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«A Napoli è necessario passare ad una strategia di attacco contro la camorra”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

“Napoli ha bisogno di misure straordinarie. Se gli investimenti fossero adeguati, questi fatti non si verificherebbero». Vibra di preoccupazione e di allarme la voce del Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, mentre commenta a Radio 24 i fatti di Napoli, il susseguirsi di agguati, anche tra la folla. (Venerdì pomeriggio l’ultimo, in piazza Nazionale, quando anche una bimba di 4 anni è rimasta ferita e lotta tra la vita e la morte, ndr). «Sono cose che in uno Stato di diritto non possono succedere, lo Stato deve riappropriarsi del controllo del territorio», scandisce a Radio 24 l’alto magistrato, napoletano, per anni impegnato nella lotta soprattutto contro la ferocia del clan dei casalesi. Parole dirette a Roma, a Palazzo Chigi e al Ministro dell’interno, Matteo Salvini, che ieri era in visita proprio in Campania e ha fatto visita alla bambina ricoverata in ospedale in gravi condizioni. (fonte: Redazione Radio 24)

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“Per una strategia nazionale dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Roma 18 aprile 2019 (dalle 10 alle 13.30) presso la Sala degli Affreschi di Hdrà, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 4 sarà presentato il Rapporto “Per una strategia nazionale dei rifiuti” curato dall’Associazione che fornisce, dati alla mano, una fotografia dell’attuale scenario nazionale della gestione rifiuti in Italia (raccolta, trattamento, riciclo, smaltimento, import, export, movimentazione sul territorio, valorizzazione economica del settore) e avanza una proposta concreta per superare le emergenze nazionali e raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 (65% di riciclo e 10% discarica).Lo studio parte dalla consapevolezza che un Paese responsabile e moderno deve poter disporre di un sistema di gestione dei rifiuti adeguato ed evoluto sul piano industriale, e quindi della necessaria impiantistica per rispondere alle esigenze che emergono da una pianificazione del settore. Un sistema moderno è indispensabile per una adeguata gestione ambientale, per una corretta competitività del sistema Italia, per l’attrazione di investimenti e quindi anche per un corretto funzionamento del mercato del settore.I risultati dello studio saranno illustrati dal Presidente FISE Assoambiente . Chicco Testa.Seguirà l’intervento di Donato Berardi – Direttore Laboratorio REF che illustrerà il report “Economia circolare: senza gli impianti vince sempre la discarica”.Spazio poi al dibattito, nel corso del quale interverranno:
· Filippo Brandolini, Vice Presidente UTILITALIA
· Alessandro Bratti, Direttore Generale ISPRA
· Andrea Fluttero, Presidente FISE UNICIRCULAR
· Alessandro Marangoni, ALThESyS
· Stefano Saglia, ARERA
· Marco Steardo, Amministratore Delegato SERSyS AMBIENTE
· Monica Tommasi, Presidente AMICI DELLA TERRA
· Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente hERA SpA
· Giorgio Zampetti, Direttore Generale LEGAMBIENTE
Concluderanno i lavori gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni:
· Chiara Braga, 8ª Commissione Ambiente Camera
· Paola Nugnes, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Maria Alessandra Gallone, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Vannia Gava, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

A cura di:Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management.
Febbraio si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che continuano il loro movimento al rialzo seguendo lo stesso spartito seguito da inizio anno: sostegno sul fronte della liquidità da parte della FED (e da parte delle altre banche centrali), notizie incoraggianti sul fronte della guerra commerciale e miglioramento marginale dei dati macro sulla componente servizi, mentre il settore industriale/manifatturiero continua ad essere debole. Gli investitori in questa prima parte dell’anno hanno mantenuto un atteggiamento cauto come registrato dai deflussi su mercati azionari sviluppati (deflussi cumulativi da azioni europee pari a $-116 bn ad 1 anno); pertanto, il movimento potrebbe non essersi ancora esaurito data la scarsa partecipazione degli investitori al rally di inizio anno e la diffusa convinzione che la crescita macroeconomica sia destinata a mantenersi debole. Tuttavia, pensiamo che la fase di consolidamento iniziata a marzo possa protrarsi ulteriormente, in attesa di un nuovo “catalist” positivo di mercato. Riteniamo inoltre che il potenziale correttivo del mercato non sia ampio, considerato il posizionamento cauto degli investitori e l’ampio sostegno fornito dalle banche centrali in questa fase. Sul fronte FED crediamo che sia meritevole d’attenzione il dibattito che si sta sviluppando all’interno del comitato su possibili modifiche all’obiettivo di stabilità dei prezzi: un obbiettivo d’inflazione media all’interno dell’intero ciclo economico implicherebbe la volontà di recuperare la sotto-performance dell’inflazione durante la fase recessiva del ciclo con una politica monetaria volutamente più accomodante del necessario durante le fasi di ripresa economica. Si tratta di un argomento che verrà dibattuto durante una conferenza indetta a inizio giugno e potrebbe avere conseguenze importanti per premi di rischio e curve obbligazionarie (più ripide). La BCE in occasione della riunione di inizio marzo ha sorpreso i mercati, abbassando significativamente le stime sulla crescita e inflazione in Europa e annunciando al contempo il rinnovo del programma di erogazione di liquidità alle banche (TLTRO III): si tratta di una misura necessaria per il rifinanziamento del sistema bancario italiano, fornendo in particolare sostegno alla parte a breve della curva italiana.

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Investec AM lancia la strategia Investec Global Environment

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

E’ rivolta alla crescente attenzione degli investitori istituzionali per i rischi connessi al cambiamento climatico. Si tratta di uno sviluppo molto importante che incontra i temi della sostenibilità, decarbonizzazione e della transizione energetica.
Individuando le aziende destinate a beneficiare del processo di transizione energetica, la strategia mira a fornire agli investitori l’esposizione a un’opportunità di crescita del valore di ben 2,5 trilioni di dollari che si lega al processo di trasformazione e decarbonizzazione del mix mondiale di produzione dell’energia, insieme a una copertura naturale contro gli impatti dei cambiamenti climatici.La strategia sarà gestita dai portfolio manager Deirdre Cooper e Graeme Baker, con il supporto del più ampio team di investimento di Investec Asset Management. Al centro del processo di investimento della strategia c’è un’analisi dettagliata dell’intera catena del valore del carbonio insieme a un approccio unico nell’individuazione delle aziende i cui prodotti contribuiscono attivamente alla riduzione delle emissioni di carbonio.John Green, co-CEO, ha commentato: “A livello globale è sempre più presente il tema del cambiamento climatico e di come affrontare i rischi ad esso collegati, perciò riteniamo che gli approcci di investimento virtuosi debbano svolgere un ruolo sempre più importante nel facilitare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio”.La strategia punta a gestire il rischio climatico e la decarbonizzazione in tre modi: in primo luogo, fornendo accesso alle opportunità di investimento rappresentate dalle imprese che partecipano alla transizione sostenibile verso la decarbonizzazione; in secondo luogo, riequilibrando la sottoesposizione strutturale alle aziende che promuovono e a quelle che traggono beneficio dalla decarbonizzazione; infine, fornendo un strumento per misurare e coprirsi dal rischio sistemico del carbonio nei portafogli.

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“Nel 2019 la Fed passerà a una strategia più attendista e legata ai dati reali”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

Commento di John Bellows, Portfolio Manager e Research Analyst di Western Asset, affiliata Legg Mason. Nel 2018 le comunicazioni dei funzionari della Fed sono state piuttosto confuse. Questa confusione non riguardava tanto le loro intenzioni a breve termine: la Fed infatti ha aumentato i tassi di interesse ad ogni riunione trimestrale, e ogni volta la decisione è stata quasi interamente prezzata dai mercati con molto anticipo. Ad essere poco chiara era piuttosto la direzione della policy nel medio termine. I funzionari della Fed hanno cambiato spesso idea sulla distanza tra i tassi e il livello neutrale, sono stati ondivaghi sulla necessità di ulteriori misure restrittive, e non hanno chiarito a sufficienza il legame tra la loro strategia e i dati economici. I mercati dei tassi d’interesse forward hanno amplificato queste oscillazioni verbali: i tassi overnight forward a due anni sono passati dal 2,2% dello scorso gennaio a un massimo del 3,2% in ottobre, prima di tornare al 2,2% all’inizio di gennaio 2019.Una possibile spiegazione della confusione nel 2018 è che la Fed ha faticato a trovare una strategia praticabile per la prossima fase del ciclo dei tassi di interesse. Le strategie utilizzate dai predecessori di Jerome Powell sono state infatti rese obsolete dal mutare delle circostanze.
Facendo un breve excursus, la strategia del presidente Ben Bernanke era semplice: con una disoccupazione troppo elevata e un’inflazione troppo bassa, la politica monetaria doveva essere accomodante e mirata a sostenere la ripresa. Quella di Janet Yellen era un po’ più sfumata, ma abbastanza facile da riassumere: con la disoccupazione e l’inflazione più vicine all’obiettivo, le politiche accomodanti non erano più necessarie e dovevano essere (gradualmente) ridimensionate. Nessuna delle due strategie sarà di grande utilità per il presidente Powell da qui in avanti, poiché le variabili economiche sono vicine ai livelli obiettivo e l’accomodamento monetario è già stato rimosso. Powell dovrà formulare un proprio approccio, più adatto alle circostanze attuali.Nel suo ultimo discorso di Jackson Hole, Powell ha delineato un approccio che potrebbe diventare il cuore della strategia della Fed. In quel discorso Powell ha minimizzato l’importanza delle stime empiriche del tasso neutrale, e ha evidenziato piuttosto l’importanza della dipendenza dai dati reali. L’approccio potrebbe essere riassunto come una strategia attendista – “wait-and-see” – con la quale i funzionari si basano soprattutto sui dati effettivamente registrati, e in particolare sui dati reali relativi all’inflazione. Tale strategia ricorderebbe la politica monetaria del presidente Alan Greenspan a metà degli anni Novanta. Come ha osservato lo stesso Powell, la strategia di Greenspan ha permesso alla ripresa economica di continuare per un tempo record di 10 anni, ed è considerata uno dei punti più alti nella storia della politica monetaria statunitense.Se il discorso di Jackson Hole ha delineato una possibile via da seguire, il problema è che la transizione verso questa nuova strategia è stata finora molto titubante. In diversi casi Powell e altri membri della Fed hanno confuso le acque, ritornando apparentemente indietro, o semplicemente non essendo chiari sul loro impegno verso questo nuovo approccio.
Quale sarà dunque la strategia della Fed nel 2019? Ci aspettiamo che l’approccio di Jackson Hole prenda gradualmente piede, ponendo fine alle vecchie strategie, e che la Fed giunga pienamente ad una strategia attendista nel corso del 2019. I progressi verso questo nuovo approccio sono stati chiaramente disomogenei, il che ha aumentato sia l’incertezza che la volatilità dei mercati. Tuttavia, la direzione dell’evoluzione della politica è stata chiara, e ci aspettiamo che una strategia “wait-and-see” venga sempre di più preferita alle altre alternative, e crediamo che ciò possa avvenire a breve. Il nostro punto di vista al riguardo si basa su quattro considerazioni.In primo luogo, un rallentamento della crescita USA contribuirà a convincere la Fed sul fatto che la politica monetaria non è più accomodante. La crescita degli Stati Uniti ha sorpreso in positivo nel 2018, portando la Fed a sospettare che la politica fosse più accomodante di quanto si pensasse, e che quindi fosse necessario un restringimento più deciso. È probabile che questo processo si inverta con la frenata della crescita.In secondo luogo, l’inflazione continua a non raggiungere l’obiettivo del 2% voluto dalla Fed, mettendo in discussione la validità stessa dei suoi modelli. Infatti, dalla metà del 2009 la misura di inflazione preferita dalla Fed, il Core Personal Consumption Expenditures (PCE), ha superato il livello obiettivo solo per quattro singoli mesi, e uno soltanto di questi mesi è stato negli ultimi cinque anni. Un’attenzione più esplicita ai dati reali sull’inflazione sarebbe un primo passo verso una nuova direzione.L’inflazione al di sotto del target continua a sorprendere la Fed, così come molti investitori. Noi siamo sempre stati scettici su una possibile impennata dell’inflazione, e lo siamo ancor di più ora visti i molti venti che soffiano in senso contrario ad un aumento della stessa. Se, come sospettiamo, l’inflazione resterà al di sotto dell’obiettivo del 2%, allora una strategia attendista dovrebbe tradursi in nessun aumento dei tassi nel 2019.
La nostra preferenza sarebbe appunto per un approccio del genere, legato esclusivamente ai dati effettivamente registrati sull’inflazione. Se la Fed si impegnasse veramente in una strategia “wait-and-see” da subito, allora le prospettive sarebbero piuttosto chiare.
Ma, come visto nel 2018, l’evoluzione della Fed verso la nuova strategia attendista è stata costellata di esitazioni. Le dichiarazioni del presidente Powell di inizio gennaio hanno spostato l’orientamento della Fed nella direzione che ci aspettiamo. Ma questo approccio dovrà essere portato avanti durante tutto l’anno, ed è del tutto possibile che la Fed finisca per tornare ancora una volta alla sua vecchia strategia di rimozione dell’accomodamento monetario, prima di optare definitivamente per un approccio attendista. In ogni caso, pensiamo che prima o poi la strategia “wait-and-see” prevarrà, e che dunque l’approccio che il presidente Powell ha delineato a Jackson Hole caratterizzerà la prossima fase del ciclo dei tassi di interesse. (in abstract)

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Lotta al terrorismo: proposte dei deputati per una nuova strategia UE

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Strasburgo. Dopo la votazione, la correlatrice Monika Hohlmeier (PPE, DE) ha dichiarato: “L’attacco di al mercatino di Natale di Strasburgo ha rappresentato il peggior attacco possibile ai cittadini europei, ai valori comuni e ai principi dell’UE. Questo attentato ci ha dimostrato una volta di più che dobbiamo abbandonare gli slogan e le misure irreali e concentrare le nostre attività su quanto renda davvero sicura l’Europa. Nonostante tutti gli sforzi compiuti negli ultimi anni, sussistono ancora lacune e modi per rendere più efficace la lotta al terrorismo. Ciò significa una cooperazione e uno scambio di informazioni più ampi tra i servizi di intelligence e le autorità, più misure di prevenzione contro la radicalizzazione, strumenti giuridici più severi e una migliore protezione dei diritti delle vittime “.La correlatrice Helga Stevens (ECR, BE) ha dichiarato: “Gli attacchi terroristici nel centro di Strasburgo, ieri sera, evidenziano la minaccia imminente e l’assoluta urgenza di affrontare meglio questa triste realtà. Oggi la nostra relazione è stata votata nella stessa città, la sede del Parlamento europeo. Sono state proposte molte idee innovative, come la lista nera dell’UE per i predicatori di odio, la possibilità di fare controlli incrociati con le banche dati della polizia sulle persone che noleggiano auto e l’inclusione degli aerei privati nella direttiva PNR. Raccomandiamo le migliori pratiche, come le cellule locali anti-radicalizzazione introdotte in Belgio. Mettiamo le vittime al primo posto, chiedendo che le spese mediche siano prepagate in modo automatico dopo un attacco e procedure assicurative più semplici. Questi sono solo alcuni esempi tratti da una relazione esauriente e toccante”.
Negli ultimi anni l’UE ha dovuto affrontare un’ondata senza precedenti di attentati terroristici, che hanno catapultato la questione della sicurezza al centro delle preoccupazioni dei cittadini e hanno evidenziato i problemi di cooperazione e condivisione delle informazioni in questo settore. L’ultima relazione di Europol sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo nell’Unione europea (TESAT) afferma che gli attacchi commessi dai jihadisti sono stati i più letali.La commissione speciale sul terrorismo (TERR), che è stata istituita lo scorso anno, è stata incaricata di esaminare, analizzare e valutare la portata della minaccia terroristica sul territorio europeo sulla base dei fatti forniti dalle autorità di contrasto degli Stati membri, dalle agenzie dell’UE competenti in materia e da esperti riconosciuti. Ciò ha compreso una valutazione approfondita delle forze esistenti sul terreno per consentire all’Unione europea e ai suoi Stati membri di rafforzare la capacità di prevenire, indagare e perseguire i reati.

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