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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘strategia’

Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Alla fine del mese di giugno il mercato azionario chiude in maniera positiva, assistito in primis dalla “virata” dovish delle principali banche centrali e secondariamente dalla convinzione che un eventuale accordo tra gli Stati Uniti e la Cina sul tema del commercio sia possibile prima di fine anno. La principale fonte di preoccupazione per gli investitori che aveva caratterizzato il mese di maggio (la rottura delle negoziazioni fra Stati Uniti e Cina, l’innalzamento delle tariffe del 15% su $200 miliardi di import e la minaccia di estensione di ulteriori tariffe su tutti i rimanenti beni importati dalla Cina) ha avuto una schiarita in occasione del G20 di fine mese ad Osaka dove i due presidenti hanno annunciato la volontà di riprendere il dialogo, congelando nuovi dazi e allentando (da parte americana) restrizioni su forniture US al colosso della telefonia cinese Huawei in cambio di importazioni cinesi di prodotti agricoli americani.Sul fronte delle banche centrali, appare oramai altamente probabile un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già in occasione della riunione di luglio con un totale di 75 punti base prezzati dai mercati entro fine 2019. Timori sulla crescita e un’inflazione bassa e in discesa offrono ampia copertura alla FED per allentare la propria politica monetaria. Per quanto concerne l’Europa, il Presidente della Banca Centrale ha dapprima annunciato la volontà di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE fino a tutta la prima metà del 2020 salvo poi aprire la porta ad ulteriori misure di stimolo monetario.

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Maggio 2019: Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 11 Mag 2019

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Aprile si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che confermano decisamente i rialzi ottenuti da inizio anno. I mercati continuano a trarre beneficio da politiche accomodanti delle BC, dallo stimolo fiscale cinese e da un miglioramento macroeconomico che si traduce in una stagione delle trimestrali USA i cui risultati sono migliori delle attese: la crescita degli utili (+2% rispetto al Q1 2018) fa meglio delle attese degli analisti, buona pure la crescita delle vendite (+5%). L’indice S&P500 segna nel mese un ulteriore +2,5%, ma a sorprendere positivamente è l’Eurostoxx 50 (+4%), che beneficia del miglioramento ciclico che inizia a palesarsi in Cina. Deludente, a causa di un dollaro in rafforzamento e prese di profitto in Cina dopo un rally di 30 punti percentuali da inizio anno, la performance dei mercati emergenti, solo lievemente positivi nel mese di aprile. I mercati con un ritardo di 12 mesi si sono riportati su condizioni simili a quelle del primo trimestre del 2018: le valutazioni, aiutate da banche centrali accomodanti sono rientrate nelle medie storiche (non vi sono opportunità in questo senso), mentre i rendimenti obbligazionari traggono beneficio da un contesto in cui l’inflazione tarda a palesarsi. Il contesto di goldilock, crescita economica solida in un contesto inflattivo privo di pressioni significative, dovrà essere confermato da un miglioramento ciclico atteso nel prossimo trimestre e dal buon esito negoziale della trattativa tra USA e Cina: la minaccia di Trump di alzare i dazi dal 10 al 25% su 200 miliardi di import dalla Cina (via Twitter) ricorda agli investitori quanto il rischio geopolitico possa influenzare l’andamento dei listini. Il posizionamento degli investitori, in questi primi 4 mesi del 2019, ha visto deflussi sulla parte azionaria (95miliardi $ cumulativi) provenienti in larga parte da Europa e USA e un ritorno di interesse sul reddito fisso (credito IG, HY e debito Emergente). Il posizionamento contenuto sull’azionario è l’elemento che ci rende maggiormente costruttivi, mentre sul fronte valutativo i mercati avranno bisogno di una crescita degli utili più decisa nei prossimi trimestri per guadagnare ulteriore terreno. Condizione necessaria affinché questo avvenga è una soluzione positiva al negoziato in corso da USA e Cina: la minaccia tariffaria di Trump rappresenta quindi un fattore di rischio (ri)emerso recentemente. Ultimo fattore da sottolineare sono le prossime elezioni europee, e in particolare le dinamiche che si instaureranno nel nuovo parlamento che andrà a includere, lo ricordiamo, anche i rappresentanti del Regno Unito.

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«A Napoli è necessario passare ad una strategia di attacco contro la camorra”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 Mag 2019

“Napoli ha bisogno di misure straordinarie. Se gli investimenti fossero adeguati, questi fatti non si verificherebbero». Vibra di preoccupazione e di allarme la voce del Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, mentre commenta a Radio 24 i fatti di Napoli, il susseguirsi di agguati, anche tra la folla. (Venerdì pomeriggio l’ultimo, in piazza Nazionale, quando anche una bimba di 4 anni è rimasta ferita e lotta tra la vita e la morte, ndr). «Sono cose che in uno Stato di diritto non possono succedere, lo Stato deve riappropriarsi del controllo del territorio», scandisce a Radio 24 l’alto magistrato, napoletano, per anni impegnato nella lotta soprattutto contro la ferocia del clan dei casalesi. Parole dirette a Roma, a Palazzo Chigi e al Ministro dell’interno, Matteo Salvini, che ieri era in visita proprio in Campania e ha fatto visita alla bambina ricoverata in ospedale in gravi condizioni. (fonte: Redazione Radio 24)

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“Per una strategia nazionale dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Roma 18 aprile 2019 (dalle 10 alle 13.30) presso la Sala degli Affreschi di Hdrà, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 4 sarà presentato il Rapporto “Per una strategia nazionale dei rifiuti” curato dall’Associazione che fornisce, dati alla mano, una fotografia dell’attuale scenario nazionale della gestione rifiuti in Italia (raccolta, trattamento, riciclo, smaltimento, import, export, movimentazione sul territorio, valorizzazione economica del settore) e avanza una proposta concreta per superare le emergenze nazionali e raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 (65% di riciclo e 10% discarica).Lo studio parte dalla consapevolezza che un Paese responsabile e moderno deve poter disporre di un sistema di gestione dei rifiuti adeguato ed evoluto sul piano industriale, e quindi della necessaria impiantistica per rispondere alle esigenze che emergono da una pianificazione del settore. Un sistema moderno è indispensabile per una adeguata gestione ambientale, per una corretta competitività del sistema Italia, per l’attrazione di investimenti e quindi anche per un corretto funzionamento del mercato del settore.I risultati dello studio saranno illustrati dal Presidente FISE Assoambiente . Chicco Testa.Seguirà l’intervento di Donato Berardi – Direttore Laboratorio REF che illustrerà il report “Economia circolare: senza gli impianti vince sempre la discarica”.Spazio poi al dibattito, nel corso del quale interverranno:
· Filippo Brandolini, Vice Presidente UTILITALIA
· Alessandro Bratti, Direttore Generale ISPRA
· Andrea Fluttero, Presidente FISE UNICIRCULAR
· Alessandro Marangoni, ALThESyS
· Stefano Saglia, ARERA
· Marco Steardo, Amministratore Delegato SERSyS AMBIENTE
· Monica Tommasi, Presidente AMICI DELLA TERRA
· Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente hERA SpA
· Giorgio Zampetti, Direttore Generale LEGAMBIENTE
Concluderanno i lavori gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni:
· Chiara Braga, 8ª Commissione Ambiente Camera
· Paola Nugnes, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Maria Alessandra Gallone, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Vannia Gava, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

A cura di:Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management.
Febbraio si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che continuano il loro movimento al rialzo seguendo lo stesso spartito seguito da inizio anno: sostegno sul fronte della liquidità da parte della FED (e da parte delle altre banche centrali), notizie incoraggianti sul fronte della guerra commerciale e miglioramento marginale dei dati macro sulla componente servizi, mentre il settore industriale/manifatturiero continua ad essere debole. Gli investitori in questa prima parte dell’anno hanno mantenuto un atteggiamento cauto come registrato dai deflussi su mercati azionari sviluppati (deflussi cumulativi da azioni europee pari a $-116 bn ad 1 anno); pertanto, il movimento potrebbe non essersi ancora esaurito data la scarsa partecipazione degli investitori al rally di inizio anno e la diffusa convinzione che la crescita macroeconomica sia destinata a mantenersi debole. Tuttavia, pensiamo che la fase di consolidamento iniziata a marzo possa protrarsi ulteriormente, in attesa di un nuovo “catalist” positivo di mercato. Riteniamo inoltre che il potenziale correttivo del mercato non sia ampio, considerato il posizionamento cauto degli investitori e l’ampio sostegno fornito dalle banche centrali in questa fase. Sul fronte FED crediamo che sia meritevole d’attenzione il dibattito che si sta sviluppando all’interno del comitato su possibili modifiche all’obiettivo di stabilità dei prezzi: un obbiettivo d’inflazione media all’interno dell’intero ciclo economico implicherebbe la volontà di recuperare la sotto-performance dell’inflazione durante la fase recessiva del ciclo con una politica monetaria volutamente più accomodante del necessario durante le fasi di ripresa economica. Si tratta di un argomento che verrà dibattuto durante una conferenza indetta a inizio giugno e potrebbe avere conseguenze importanti per premi di rischio e curve obbligazionarie (più ripide). La BCE in occasione della riunione di inizio marzo ha sorpreso i mercati, abbassando significativamente le stime sulla crescita e inflazione in Europa e annunciando al contempo il rinnovo del programma di erogazione di liquidità alle banche (TLTRO III): si tratta di una misura necessaria per il rifinanziamento del sistema bancario italiano, fornendo in particolare sostegno alla parte a breve della curva italiana.

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Investec AM lancia la strategia Investec Global Environment

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

E’ rivolta alla crescente attenzione degli investitori istituzionali per i rischi connessi al cambiamento climatico. Si tratta di uno sviluppo molto importante che incontra i temi della sostenibilità, decarbonizzazione e della transizione energetica.
Individuando le aziende destinate a beneficiare del processo di transizione energetica, la strategia mira a fornire agli investitori l’esposizione a un’opportunità di crescita del valore di ben 2,5 trilioni di dollari che si lega al processo di trasformazione e decarbonizzazione del mix mondiale di produzione dell’energia, insieme a una copertura naturale contro gli impatti dei cambiamenti climatici.La strategia sarà gestita dai portfolio manager Deirdre Cooper e Graeme Baker, con il supporto del più ampio team di investimento di Investec Asset Management. Al centro del processo di investimento della strategia c’è un’analisi dettagliata dell’intera catena del valore del carbonio insieme a un approccio unico nell’individuazione delle aziende i cui prodotti contribuiscono attivamente alla riduzione delle emissioni di carbonio.John Green, co-CEO, ha commentato: “A livello globale è sempre più presente il tema del cambiamento climatico e di come affrontare i rischi ad esso collegati, perciò riteniamo che gli approcci di investimento virtuosi debbano svolgere un ruolo sempre più importante nel facilitare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio”.La strategia punta a gestire il rischio climatico e la decarbonizzazione in tre modi: in primo luogo, fornendo accesso alle opportunità di investimento rappresentate dalle imprese che partecipano alla transizione sostenibile verso la decarbonizzazione; in secondo luogo, riequilibrando la sottoesposizione strutturale alle aziende che promuovono e a quelle che traggono beneficio dalla decarbonizzazione; infine, fornendo un strumento per misurare e coprirsi dal rischio sistemico del carbonio nei portafogli.

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“Nel 2019 la Fed passerà a una strategia più attendista e legata ai dati reali”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 febbraio 2019

Commento di John Bellows, Portfolio Manager e Research Analyst di Western Asset, affiliata Legg Mason. Nel 2018 le comunicazioni dei funzionari della Fed sono state piuttosto confuse. Questa confusione non riguardava tanto le loro intenzioni a breve termine: la Fed infatti ha aumentato i tassi di interesse ad ogni riunione trimestrale, e ogni volta la decisione è stata quasi interamente prezzata dai mercati con molto anticipo. Ad essere poco chiara era piuttosto la direzione della policy nel medio termine. I funzionari della Fed hanno cambiato spesso idea sulla distanza tra i tassi e il livello neutrale, sono stati ondivaghi sulla necessità di ulteriori misure restrittive, e non hanno chiarito a sufficienza il legame tra la loro strategia e i dati economici. I mercati dei tassi d’interesse forward hanno amplificato queste oscillazioni verbali: i tassi overnight forward a due anni sono passati dal 2,2% dello scorso gennaio a un massimo del 3,2% in ottobre, prima di tornare al 2,2% all’inizio di gennaio 2019.Una possibile spiegazione della confusione nel 2018 è che la Fed ha faticato a trovare una strategia praticabile per la prossima fase del ciclo dei tassi di interesse. Le strategie utilizzate dai predecessori di Jerome Powell sono state infatti rese obsolete dal mutare delle circostanze.
Facendo un breve excursus, la strategia del presidente Ben Bernanke era semplice: con una disoccupazione troppo elevata e un’inflazione troppo bassa, la politica monetaria doveva essere accomodante e mirata a sostenere la ripresa. Quella di Janet Yellen era un po’ più sfumata, ma abbastanza facile da riassumere: con la disoccupazione e l’inflazione più vicine all’obiettivo, le politiche accomodanti non erano più necessarie e dovevano essere (gradualmente) ridimensionate. Nessuna delle due strategie sarà di grande utilità per il presidente Powell da qui in avanti, poiché le variabili economiche sono vicine ai livelli obiettivo e l’accomodamento monetario è già stato rimosso. Powell dovrà formulare un proprio approccio, più adatto alle circostanze attuali.Nel suo ultimo discorso di Jackson Hole, Powell ha delineato un approccio che potrebbe diventare il cuore della strategia della Fed. In quel discorso Powell ha minimizzato l’importanza delle stime empiriche del tasso neutrale, e ha evidenziato piuttosto l’importanza della dipendenza dai dati reali. L’approccio potrebbe essere riassunto come una strategia attendista – “wait-and-see” – con la quale i funzionari si basano soprattutto sui dati effettivamente registrati, e in particolare sui dati reali relativi all’inflazione. Tale strategia ricorderebbe la politica monetaria del presidente Alan Greenspan a metà degli anni Novanta. Come ha osservato lo stesso Powell, la strategia di Greenspan ha permesso alla ripresa economica di continuare per un tempo record di 10 anni, ed è considerata uno dei punti più alti nella storia della politica monetaria statunitense.Se il discorso di Jackson Hole ha delineato una possibile via da seguire, il problema è che la transizione verso questa nuova strategia è stata finora molto titubante. In diversi casi Powell e altri membri della Fed hanno confuso le acque, ritornando apparentemente indietro, o semplicemente non essendo chiari sul loro impegno verso questo nuovo approccio.
Quale sarà dunque la strategia della Fed nel 2019? Ci aspettiamo che l’approccio di Jackson Hole prenda gradualmente piede, ponendo fine alle vecchie strategie, e che la Fed giunga pienamente ad una strategia attendista nel corso del 2019. I progressi verso questo nuovo approccio sono stati chiaramente disomogenei, il che ha aumentato sia l’incertezza che la volatilità dei mercati. Tuttavia, la direzione dell’evoluzione della politica è stata chiara, e ci aspettiamo che una strategia “wait-and-see” venga sempre di più preferita alle altre alternative, e crediamo che ciò possa avvenire a breve. Il nostro punto di vista al riguardo si basa su quattro considerazioni.In primo luogo, un rallentamento della crescita USA contribuirà a convincere la Fed sul fatto che la politica monetaria non è più accomodante. La crescita degli Stati Uniti ha sorpreso in positivo nel 2018, portando la Fed a sospettare che la politica fosse più accomodante di quanto si pensasse, e che quindi fosse necessario un restringimento più deciso. È probabile che questo processo si inverta con la frenata della crescita.In secondo luogo, l’inflazione continua a non raggiungere l’obiettivo del 2% voluto dalla Fed, mettendo in discussione la validità stessa dei suoi modelli. Infatti, dalla metà del 2009 la misura di inflazione preferita dalla Fed, il Core Personal Consumption Expenditures (PCE), ha superato il livello obiettivo solo per quattro singoli mesi, e uno soltanto di questi mesi è stato negli ultimi cinque anni. Un’attenzione più esplicita ai dati reali sull’inflazione sarebbe un primo passo verso una nuova direzione.L’inflazione al di sotto del target continua a sorprendere la Fed, così come molti investitori. Noi siamo sempre stati scettici su una possibile impennata dell’inflazione, e lo siamo ancor di più ora visti i molti venti che soffiano in senso contrario ad un aumento della stessa. Se, come sospettiamo, l’inflazione resterà al di sotto dell’obiettivo del 2%, allora una strategia attendista dovrebbe tradursi in nessun aumento dei tassi nel 2019.
La nostra preferenza sarebbe appunto per un approccio del genere, legato esclusivamente ai dati effettivamente registrati sull’inflazione. Se la Fed si impegnasse veramente in una strategia “wait-and-see” da subito, allora le prospettive sarebbero piuttosto chiare.
Ma, come visto nel 2018, l’evoluzione della Fed verso la nuova strategia attendista è stata costellata di esitazioni. Le dichiarazioni del presidente Powell di inizio gennaio hanno spostato l’orientamento della Fed nella direzione che ci aspettiamo. Ma questo approccio dovrà essere portato avanti durante tutto l’anno, ed è del tutto possibile che la Fed finisca per tornare ancora una volta alla sua vecchia strategia di rimozione dell’accomodamento monetario, prima di optare definitivamente per un approccio attendista. In ogni caso, pensiamo che prima o poi la strategia “wait-and-see” prevarrà, e che dunque l’approccio che il presidente Powell ha delineato a Jackson Hole caratterizzerà la prossima fase del ciclo dei tassi di interesse. (in abstract)

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Lotta al terrorismo: proposte dei deputati per una nuova strategia UE

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Strasburgo. Dopo la votazione, la correlatrice Monika Hohlmeier (PPE, DE) ha dichiarato: “L’attacco di al mercatino di Natale di Strasburgo ha rappresentato il peggior attacco possibile ai cittadini europei, ai valori comuni e ai principi dell’UE. Questo attentato ci ha dimostrato una volta di più che dobbiamo abbandonare gli slogan e le misure irreali e concentrare le nostre attività su quanto renda davvero sicura l’Europa. Nonostante tutti gli sforzi compiuti negli ultimi anni, sussistono ancora lacune e modi per rendere più efficace la lotta al terrorismo. Ciò significa una cooperazione e uno scambio di informazioni più ampi tra i servizi di intelligence e le autorità, più misure di prevenzione contro la radicalizzazione, strumenti giuridici più severi e una migliore protezione dei diritti delle vittime “.La correlatrice Helga Stevens (ECR, BE) ha dichiarato: “Gli attacchi terroristici nel centro di Strasburgo, ieri sera, evidenziano la minaccia imminente e l’assoluta urgenza di affrontare meglio questa triste realtà. Oggi la nostra relazione è stata votata nella stessa città, la sede del Parlamento europeo. Sono state proposte molte idee innovative, come la lista nera dell’UE per i predicatori di odio, la possibilità di fare controlli incrociati con le banche dati della polizia sulle persone che noleggiano auto e l’inclusione degli aerei privati nella direttiva PNR. Raccomandiamo le migliori pratiche, come le cellule locali anti-radicalizzazione introdotte in Belgio. Mettiamo le vittime al primo posto, chiedendo che le spese mediche siano prepagate in modo automatico dopo un attacco e procedure assicurative più semplici. Questi sono solo alcuni esempi tratti da una relazione esauriente e toccante”.
Negli ultimi anni l’UE ha dovuto affrontare un’ondata senza precedenti di attentati terroristici, che hanno catapultato la questione della sicurezza al centro delle preoccupazioni dei cittadini e hanno evidenziato i problemi di cooperazione e condivisione delle informazioni in questo settore. L’ultima relazione di Europol sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo nell’Unione europea (TESAT) afferma che gli attacchi commessi dai jihadisti sono stati i più letali.La commissione speciale sul terrorismo (TERR), che è stata istituita lo scorso anno, è stata incaricata di esaminare, analizzare e valutare la portata della minaccia terroristica sul territorio europeo sulla base dei fatti forniti dalle autorità di contrasto degli Stati membri, dalle agenzie dell’UE competenti in materia e da esperti riconosciuti. Ciò ha compreso una valutazione approfondita delle forze esistenti sul terreno per consentire all’Unione europea e ai suoi Stati membri di rafforzare la capacità di prevenire, indagare e perseguire i reati.

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Aggiornamento sulla strategia di investimento di Novembre 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

A cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Il mese di ottobre è stato caratterizzato da una forte correzione dei mercati azionari, favorita da diversi fattori tra i quali vanno menzionate indubbiamente le previsioni riguardanti gli utili delle società americane per il 2019, sebbene gli utili trimestrali attuali abbiano continuato a sorprendere al rialzo. I mercati temono una compressione dei margini futuri, in particolare a causa di un più elevato costo del denaro, di pressioni salariali che iniziano a farsi sentire e della guerra tariffaria che rischia di inasprirsi nei mesi a venire. Gli indici azionari di tutte le aree geografiche hanno subito correzioni importanti da inizio ottobre, mentre il recupero parziale del fronte obbligazionario si spiega principalmente considerando le operazioni di ricopertura e di ricerca di protezione. A livello valutario sono state premiate le valute rifugio.
Per quanto concerne l’evoluzione macroeconomica, gli indicatori leading rimangono solidi, con un miglioramento sensibile per quanto riguarda l’Eurozona. Ci attendiamo pertanto una ripresa degli attivi di rischio nel breve termine, tenendo però in debita considerazione gli effetti delle elezioni americane che, come ampiamente anticipato, hanno visto i democratici ottenere il controllo della camera bassa (al momento 223 seggi vanno ai democratici contro i 197 dei repubblicani), mentre i repubblicani hanno mantenuto la maggioranza dei seggi controllati in senato (al momento sono 51 rispetto ai 47 dei democratici). Di conseguenza, ci aspettiamo che il settore Healthcare possa soffrire a seguito delle pressioni politiche congiunte di democratici e repubblicani, che sul tema della diminuzione del costo dei medicinali potrebbero trovare un punto di compromesso. Pertanto, dopo una buona sovra-performance (+4% contro S&P500), prendiamo profitto sulla posizione.Ci aspettiamo inoltre un indebolimento del dollaro e una minor pressione al rialzo sui tassi di interesse, in quanto le politiche di Trump saranno ostacolate da una Camera Bassa a maggioranza democratica.(fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articles/home-page/box-strategia)

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“Il Cybersecurity ACT: strategia europea e priorità dell’Italia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

Roma 23 Ottobre, dalle 16 alle 20, al Museo di arte contemporanea MACRO (Via Nizza 136/A) a Roma, si terrà l’evento dal titolo “Il Cybersecurity ACT: strategia europea e priorità dell’Italia”, organizzato dalla rappresentanza in Italia della Commissione europea e da Cyber Affairs. I lavori saranno aperti da Beatrice Covassi, capo della rappresentanza, e da Angelo Tofalo, sottosegretario di Stato alla Difesa. Con un video messaggio, interverrà Roberto Viola, direttore generale della Dg Connect che si occupa di economia e società digitali. Poi, la prima tavola rotonda, moderata dal direttore di Cyber Affairs Michele Pierri, vedrà gli interventi del direttore del Servizio Polizia postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi, del direttore generale di Iscom Rita Forsi, e del direttore Pa e vigilanza dell’Agid Franceso Tortorelli. Il secondo panel sarà invece moderato da Manuela Conte, capo Stampa della Rappresentanza Ue, e vedrà la partecipazione del presidente dell’Associazione italiana professionisti security aziendale (Aipsa) Andrea Chittaro, del presidente dell’Associazione italiana esperti infrastrutture critiche (Aiic) Luisa Franchina, del presidente del Centro studi internazionali (Cesi) Andrea Margelletti, del chairman del board dell’European Organization for Security (Eos) Giorgio Mosca, del presidente del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) Paolo Prinetto, e del vice presidente di Eni Alfio Rapisarda.Infine, con l’introduzione di Vittorio Calaprice, alcuni esperti offriranno la loro “testimonianza”. Saranno Gabriele Faggioli (presidente del Clusit), Davide Maniscalco (direttore della rubrica Cyber OFCS report), Mauro Nicastri (presidente dell’Associazione Italia digital revolution), Antonio Venece (direttore di Geeks Academy – Formazione junior cyber expert) e Andrea Zanini (portavoce del presidente dell’Agenzia spaziale italiana).

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su sabato, 15 settembre 2018

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. L’indice S&P500 ritrova i massimi di inizio anno (+8% da fine 2017) grazie alle buone performance del comparto tecnologico (Nasdaq 100, +17% YTD) trascinato dal buon contesto macro, dai solidi utili aziendali e da fattori tecnici: i buyback azionari favoriti dalla riforma fiscale continuano ad essere un elemento decisivo. I mercati Emergenti, alle prese con crisi idiosincratiche in Argentina e Turchia rischiano il contagio soprattutto nei paesi con ampio disavanzo commerciale e necessità di finanziamento esterno (in valuta forte). Neppure l’accordo tra USA e Messico per rivedere il trattato commerciale Nafta è stato sufficiente a riportare una maggiore serenità per gli investitori. Il mercato del lavoro statunitense continua a essere solido (disoccupazione sotto il 4% e con un segnale di accelerazione salariale, al 2,9%). L’Europa ad agosto ha risentito delle turbolenze provenienti da Emergenti (30% degli utili dello Stoxx600 esposti sull’area geografica) e Italia (allargamento dello spread in prossimità di quota 300 a fine agosto) sottoperformando gli USA di oltre 8 punti percentuali (Eurostoxx50 vs S&P500). La curva dei rendimenti USA è sempre più piatta (differenza tra rendimenti 2-10 anni, 0.2%) per questo, la fase di rafforzamento del dollaro sembra avvicinarsi all’esaurimento, come testimonia anche il numero di rialzi della FED prezzati nei prossimi 2 anni (circa 3), tuttavia, nel breve (1-3 mesi) è difficile intravedere un cambio di rotta significativo. Siamo maggiormente costruttivi sull’azionario cinese, dove una parte significativa del rallentamento macro e delle tensioni commerciali USA-Cina sembra prezzata: la banca centrale sembra pronta a fornire maggiore liquidità e per questo manteniamo un atteggiamento costruttivo nonostante l’imminenza di un nuovo round di tariffe che, a breve, potrebbero entrare in vigore. Le discussioni sulla legge di bilancio italiana sembrano aver preso, a giudicare dalle indicazioni preliminari di inizio settembre un tono costruttivo: un deficit di bilancio sul 2019 su livelli di poco superiori al 2% (deficit di poco superiore ai €30 miliardi) potrebbe permettere un rally significativo per BTP e attivi di rischio correlati (banche, FTSEMIB, Eurostoxx).

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L’esercito russo alle prese con la Wermacht

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Sul fronte orientale, i sovietici adottarono una diversa strategia in conformità alla vastità del terreno. Essa si imperniava sulla mobilità delle truppe ma questa volta per arretrare e non per avanzare. Una opportunità che avrebbe favorito i tedeschi, adusi a rapidi avanzamenti, ma questa volta non tennero in debito conto la vastità del territorio. In proposito dobbiamo, comunque, rilevare che il confronto con i tedeschi fu reso impari, almeno al primo impatto tra i due eserciti, soprattutto per le gravi deficienze registrate nelle capacità, dei quadri e degli alti comandi dell’esercito russo, di coordinare lo sforzo bellico. Era un qualcosa che andava oltre alla paventata duttilità o meno delle forze in campo. Queste lacune furono evidenti già con la campagna russa di Carelia, contro la Finlandia, sferrata nel 1939. Vi era, poi, una logica di combattimento che i russi preferivano. Era quella che permetteva la penetrazione dell’avversario per poi colpirlo lontano dai suoi centri di rifornimento. Per i tedeschi, invece, il calcolo era diverso. L’intendimento era di raggiungere le fonti energetiche, di cui la Russia disponeva in abbondanza in alcune parti del suo territorio, e da lì costituire un caposaldo per la soluzione finale e senza dover dipendere, in questo modo, dalle forniture militari e logistiche della Germania, posta, con l’avanzata prorompente dell’esercito tedesco, sempre più lontana dalle zone di operazioni. (Riccardo Alfonso)

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

A cura di: Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. La crisi politica italiana ha avuto importanti conseguenze, diventando una slavina che travolge BTP e borsa italiana: lo spread, dopo aver superato quota 300bp, rientra in seguito alla formazione di un esecutivo politico a guida M5s-Lega. In assenza di un cambio di rotta da parte della politica italiana, l’Italia non può contare sulla solidarietà di altri paesi e istituzioni comunitarie come la BCE. Il quadro macroeconomico segnala un nuovo deterioramento macro in Europa, a fronte di dati USA che si confermano solidi nella creazione di posti di lavori e indicatori prospettici di crescita. I rendimenti sul decennale USA dovrebbero quindi stabilizzarsi intorno al 3%, in assenza di sorprese provenienti da prezzi delle materie prime. Il meeting della FED di inizio giugno, scontato il rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, potrebbe però offrire l’indicazione di un rialzo aggiuntivo oltre a quelli già indicati (4 totali nel 2018) motivato da un’economia che viaggia su ritmi di crescita superiori al 4% sul secondo trimestre. Draghi nel corso dell’ultima riunione della BCE è riuscito a tirar fuori l’ultima colomba da un cappello di sorprese di politica monetaria ormai vuoto. La decisione di concludere il programma a fine 2018 dopo 3 mesi di acquisti da €15miliardi/mese era prevista, tuttavia, il riferimento all’unanimità della decisione del consiglio direttivo e l’enfasi riposta nel sottolineare che il primo rialzo dei tassi avverrà dopo la fine dell’estate del 2019 ha rassicurato gli investitori a reddito fisso. Sul fronte azionario manteniamo un atteggiamento prudenziale su asset europei in quanto riteniamo che le turbolenze politiche italiane debbano ancora essere tradotte in premi di rischio più elevati. Pensiamo che la fase di rafforzamento tattico del dollaro sia prossima ad esaurimento, pertanto torniamo ad avere una visione positiva sui mercati emergenti (a partire dalla Cina). Per quanto riguarda la composizione settoriale privilegiamo finanziari, energia e healthcare, e preferiamo le small cap USA alle large cap.

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Individuata una potenziale strategia farmacologica per la sarcoglicanopatia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2018

E’ una patologia che appartiene al gruppo delle distrofie muscolari dei cingoli: si tratta di una rara malattia genetica caratterizzata da debolezza muscolare e che interessa i muscoli del cingolo pelvico e del cingolo scapolare. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca guidato dalla Professoressa Doriana Sandonà, dell’Università di Padova, finanziato da Fondazione Telethon, è stato descritto recentemente sulle pagine di Human Molecular Genetics, una importante rivista scientifica.
La sarcoglicanopatia è una rara malattia ereditaria del muscolo, che spesso coinvolge anche il cuore, dovuta a un difetto in uno dei quattro geni che codificano i sarcoglicani, proteine essenziali per garantire la stabilità della membrana muscolare. Le persone che vivono con questa patologia rara mostrano difficoltà ad alzare le braccia, sollevare pesi, fare le scale, alzarsi da terra e nelle forme più gravi sono confinate sulla sedia a rotelle fin dall’adolescenza. Nella maggior parte dei casi, a causa del difetto genetico, i sarcoglicani assumo una “forma sbagliata” che viene riconosciuta come imperfetta e rapidamente eliminata, anche se potenzialmente funzionante. La conseguenza di questa assenza è l’indebolimento della membrana ed il progressivo danneggiamento del muscolo. I ricercatori dell’Università di Padova, studiano da anni il meccanismo patologico della sarcoglicanopatia, con l’obiettivo di trovare possibili terapie mirate al ripristino dei sarcoglicani a livello della membrana.
I risultati ottenuti dallo studio, grazie all’intuizione della Professoressa Doriana Sandonà, sono stati molto positivi poiché i correttori del CFTR si sono dimostrati efficaci nel riportare i sarcoglicani nella membrana di cellule modello. Successivamente questi dati sono stati confermati grazie all’ausilio delle Biobanche di Fondazione Telethon, che hanno fornito al gruppo di ricerca le cellule (mioblasti) provenienti da un paziente affetto da sarcoglicanopatia. I mioblasti sono cellule muscolari non completamente differenziate che, stimolate opportunamente, possono essere indotte a formare miotubi, ovvero cellule più mature che rappresentano lo stadio immediatamente precedente quello della fibra muscolare adulta. I miotubi esprimono i sarcoglicani, quindi è possibile studiare direttamente in queste cellule patologiche il potenziale effetto “correttivo” delle molecole studiate.
I risultati fin qui raggiunti sono molto incoraggianti, e il dato più entusiasmante è certamente la riduzione della fragilità della membrana che si misura dopo trattamento con i correttori. Inoltre questi dati permettono di ipotizzare che basti correggere anche soltanto una quota delle proteine difettose per ottenere un miglioramento nella “salute” delle fibre muscolari, e quindi delle persone che vivono con questa rara patologia. Infine, le molecole utilizzate come correttori sono di piccole dimensioni, quindi facilmente somministrabili ed in grado di raggiungere agevolmente tutti i distretti muscolari, compreso il cuore.
Questo risultato è stato reso possibile anche grazie ai finanziamenti di Fondazione Telethon che proprio in questi giorni sta promuovendo “Io per lei”, la campagna di primavera insieme a UILDM per supportare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare e l’assistenza alle persone che vivono con una malattia neuromuscolare. Per contribuire a far proseguire la ricerca scientifica sulle rare patologie genetiche è possibile richiedere i Cuori di biscotto, simbolo della campagna e della lotta quotidiana delle “mamme rare”, attraverso il sito http://www.telethon.it nella sezione dello shop solidale: un regalo per celebrare la Festa della Mamma.

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Api: una strategia di sopravvivenza a lungo termine

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

· Vietare tutti i pesticidi nocivi
· Controlli più severi per fermare le importazioni di miele contraffatto
· Promuovere gli effetti salutari del miele
I deputati esortano l’UE e gli Stati membri a investire maggiormente nella protezione della salute delle api, nella lotta contro l’adulterazione del miele e nel sostegno agli apicoltori.
L’ UE ha bisogno di una strategia ad ampio raggio e a lungo termine per migliorare la salute delle api e ricostruire la popolazione apicola, afferma il Parlamento in una risoluzione non legislativa approvata giovedì con 560 voti in favore, 27 voti contrari e 28 astensioni.
A questo fine, gli eurodeputati chiedono:
· un piano d’azione europeo per combattere la mortalità delle api;
· programmi di allevamento per aumentare la resistenza a specie invasive come l’acaro distruttore di Varroa e il calabrone asiatico o a malattie come la peste americana;
· il rafforzamento della ricerca su farmaci innovativi per le api;
· il divieto di tutti i pesticidi che hanno effetti negativi scientificamente dimostrati sulla salute delle api, compresi i neonicotinoidi e la promozione di alternative sicure per gli agricoltori;
· la segnalazione preventiva dei periodi di irrorazione delle colture per evitare danni alle api.
Rafforzare il sostegno agli apicoltori e promuovere i prodotti apicoli. L’UE dovrebbe aumentare il bilancio dei programmi nazionali di apicoltura del 50% e istituire un regime di sostegno specifico per gli apicoltori nell’ambito della politica agricola comune per il periodo successivo al 2020. Inoltre, dovrebbe essere introdotto un indennizzo per la perdita di colonie di api.
Gli Stati membri dovrebbero fare di più per informare il pubblico, in particolare i bambini, dei benefici del consumo di miele e degli usi terapeutici dei prodotti delle api.Fermare le importazioni di finto miele
Per garantire che il miele importato rispetti gli elevati standard dell’UE, è necessario armonizzare le ispezioni alle frontiere e i controlli sul mercato unico, e rendere più rigorosi tutti i requisiti in materia di tracciabilità. Inoltre la Commissione dovrebbe sviluppare procedure di analisi di laboratorio più efficaci e gli Stati membri dovrebbero prevedere sanzioni più severe per i trasgressori.Il miele e i prodotti dell’apicoltura, infine, dovrebbero essere considerati “prodotti sensibili” nei negoziati commerciali con i Paesi terzi, o addirittura essere completamente esclusi dai trattati di libero commercio.

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Allargamento UE: nuova strategia per i Balcani occidentali

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Strasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. La nuova strategia dell’UE per i Balcani occidentali sarà svelata martedì dal Capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, e discussa dai deputati. I Balcani occidentali sono destinati a dominare l’agenda della politica estera dell’UE nel 2018, poiché la regione è una delle priorità della Presidenza bulgara del Consiglio dell’UE. Gli sforzi per integrare la regione nell’Unione europea sono tradizionalmente sostenuti anche dal Parlamento europeo, che tuttavia mette in luce le carenze dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali o della lotta contro la corruzione.Dopo aver rivelato la sua strategia per i Balcani occidentali il 6 febbraio, la Commissione dovrebbe presentare le relazioni periodiche sull’allargamento dell’UE nel mese di aprile. Tali relazioni faranno il punto sui progressi compiuti dai Paesi che desiderano aderire all’UE e saranno esaminate dal Parlamento europeo nel corso dell’anno. Serbia e Montenegro sono i Paesi più vicini all’UE poiché i negoziati di adesione sono in pieno svolgimento, mentre l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia e l’Albania sono ancora in attesa dell’avvio dei negoziati. Bosnia-Erzegovina e Kosovo sono in ritardo, ma restano potenzialmente due paesi candidati.

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Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

borsaA cura di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management.
Prosegue la tendenza macroeconomica positiva con dati robusti sull’occupazione e sulle vendite al dettaglio negli USA e ulteriore progresso dei PMI Europei. La FED e la BCE prendono atto di queste dinamiche rivedendo al rialzo le proprie stime di crescita per il 2018, mantenendo una cautela di fondo sul fronte dell’inflazione.Nessuna sorpresa sul fronte della politica monetaria: il rialzo dei FED Fund di 25 bps è stato ampiamente prezzato. Gli indici azionari si confermano solidi, sostenuti dal passaggio della riforma fiscale americana in tempi più rapidi del previsto. La stagione degli utili in America sarà interessante per osservare come gli effetti della riforma fiscale saranno incorporati nelle stime degli analisti. Nel complesso le attese sono per utili in crescita di oltre 10 punti percentuali. I mercati obbligazionari perdono smalto con correzioni di 15/20 bps nella seconda metà del mese: superata la soglia del 2.5% di rendimento sul decennale USA ci stiamo avvicinando a livelli importanti, intorno a quota 2.65%. L’euro resta forte contro dollaro, nelle vicinanze di 1.20.
Restiamo costruttivi sui mercati azionari globali, seppur con una nota di cautela. Molte buone notizie (da ultimo il passaggio della riforma fiscale) sono oramai nei prezzi e riteniamo che i mercati azionari possano subire il contraccolpo di un repricing dei mercati obbligazionari se, come crediamo, le dinamiche d’inflazione dovessero costringere le banche centrali ad accelerare, al margine, la normalizzazione dei tassi di politica monetaria. Condizione necessaria perché tale eventualità possa realizzarsi è una sorpresa inflattiva che dovrebbe giungere dagli USA a partire dalla componente salariale. Le tempistiche restano incerte con rischi in crescita nella seconda parte del 2018, anche se non è da escludere una sorpresa nel primo trimestre. Tale scenario ci induce a ridurre significativamente la durata finanziaria della componente obbligazionaria del portafoglio.
Sul comparto azionario manteniamo l’esposizione complessiva, facendo però attenzione al mix settoriale: preferiamo banche e titoli ciclici in generale (meno sensibili al rialzo dei rendimenti obbligazionari) piuttosto che azioni difensive, telecom e utilities. Sul comparto IT resta un punto interrogativo: sentiment positivo, posizionamento degli investitori e valutazioni sopra le medie storiche lasciano propendere per un giudizio negativo, allo stesso tempo capacità di creazione di utili aziendali (con flussi di cassa fortemente positivi) e tema secolare di crescita non possono essere facilmente ignorati. (foto: LAURENT-RAMSE)

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Stato dell’Unione 2017 Strategia di politica industriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

junckerBruxelles. Nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Voglio rendere la nostra industria più forte e più competitiva. La nuova strategia di politica industriale presentata oggi intende aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell’innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione.”La nuova strategia di politica industriale dell’UE riunisce tutte le iniziative orizzontali e settoriali, siano esse esistenti o nuove, in una strategia industriale globale. La strategia chiarisce i compiti che dovranno assolvere tutti i soggetti coinvolti e istituisce occasioni di incontro – una Giornata annuale dell’industria, la cui prima edizione si è tenuta nel febbraio 2017, e una Tavola rotonda industriale ad alto livello – che consentiranno in particolare all’industria e alla società civile di orientare in futuro le azioni di politica industriale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: Accettando i cambiamenti tecnologici, convertendo gli investimenti per la ricerca in idee imprenditoriali innovative e continuando ad agire da precursori nella creazione dell’economia circolare e a basse emissioni di carbonio creeremo le premesse per un’industria europea intelligente, innovativa e sostenibile.”Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha aggiunto: “Numerose industrie europee si trovano ad una svolta. Al giorno d’oggi parlare di politica industriale vuol dire rendere le nostre industrie in grado di concretizzare la crescita sostenibile e creare occupazione per le nostre regioni e i nostri cittadini.
I principali elementi salienti della strategia di politica industriale dell’UE comprendono:
un pacchetto globale teso a rafforzare la cibersicurezza della nostra industria,nel quale rientrano la creazione di un Centro europeo per la ricerca e le competenze in materia di cibersicurezza, al fine di sostenere lo sviluppo di capacità tecnologiche e industriali nel campo della cibersicurezza, nonché un sistema di certificazione europeo per i prodotti e i servizi, riconosciuto in tutti gli Stati membri (adottato il 13 settembre 2017);una proposta di regolamento sul libero flusso dei dati non personali, che permetterà la libera circolazione dei dati attraverso le frontiere, contribuendo a modernizzare l’industria e creare un vero e proprio spazio comune europeo dei dati (adottata il 13 settembre 2017);
una nuova serie di azioni riguardanti l’economia circolare, tra le quali una strategia sulla plastica, e misure volte a migliorare la produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in bioprodotti e bioenergia (autunno 2017);
un insieme di iniziative tese a modernizzare il quadro per la proprietà intellettuale, tra le quali una relazione sul funzionamento della direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e una comunicazione relativa a un quadro europeo equilibrato, chiaro e prevedibile di concessione di licenze per i brevetti essenziali (autunno 2017);
un’iniziativa per migliorare il funzionamento degli appalti pubblici nell’UE, comprendente un meccanismo volontario finalizzato a fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità che pianificano grandi progetti infrastrutturali (autunno 2017);
l’ampliamento dell’agenda per le competenze a nuovi settori industriali fondamentali, quali l’edilizia, la siderurgia, l’industria cartaria, le tecnologie verdi e l’energia rinnovabile, l’industria manufatturiera e il trasporto marittimo (autunno 2017);
una strategia sulla sostenibilità finanziaria al fine di orientare meglio i flussi di capitale privato verso investimenti più sostenibili (inizio 2018);
iniziative per una politica commerciale equilibrata e innovativa e un quadro europeo per il controllo degli investimenti esteri diretti che possono costituire una minaccia alla sicurezza o all’ordine pubblico (adottato il 13 settembre 2017);
un elenco riveduto delle materie prime critiche, mediante il quale la Commissione continuerà a dare il proprio sostegno affinché all’industria manifatturiera dell’UE sia garantita la fornitura sicura, sostenibile ed economicamente accessibile di tali materie prime (adottato il 13 settembre 2017);
nuove proposte in materia di mobilità pulita, competitiva e interconnessa, comprendenti standard più severi in materia di emissioni di CO2 di autovetture e furgoni, un piano d’azione sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, volto a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, e interventi per promuovere la guida autonoma (autunno 2017).
L’attuazione pratica di questa strategia olistica è una responsabilità condivisa. Il suo successo dipenderà dall’impegno e dalla cooperazione delle istituzioni dell’UE, degli Stati membri, delle regioni e, in misura ancora maggiore, dalla partecipazione attiva dell’industria stessa.

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Nuance ed Epson creano una partnership strategica

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

epsonCinisello Balsamo. Nuance Communications e Seiko Epson Corporation annunciano una partnership strategica internazionale per ottimizzare l’esperienza dei clienti Epson, fornendo soluzioni Nuance di imaging dei documenti attraverso i suoi distributori e rivenditori. La nuova partnership combina i bassi costi di esercizio, l’impatto ambientale ridotto, e gli interventi di manutenzione limitati e l’alta affidabilità delle stampanti Epson alla capacità di controllare e gestire in modo sicuro i lavori di stampa per ottimizzare la produttività e ridurre i costi operativi.
Con questa collaborazione, Epson venderà e distribuirà il software Nuance eCopy ShareScan e Equitrac Office/Express sulla sua innovativa linea di multifunzione inkjet (MFP), inclusa la serie ad alta velocità Workforce Enterprise WF-C20590, dotata della tecnologia per l’allineamento delle testine di stampa pensata per le PMI sia per le multinazionali. Epson integrerà inoltre Nuance OmniPage SDK nei suoi scanner per aumentare la precisione del sistema OCR nei flussi di lavoro automatizzati e includerà il software Nuance Power PDF in alcune linee di scanner documentali Epson.
“Le soluzioni e il supporto globale di Nuance permetteranno ai nostri clienti di gestire in modo ottimale e sicuro il ciclo di vita dei loro documenti”, ha affermato Koichi Kubota, CEO della divisione Printing Solutions Operations di Epson. “Insieme alle MFP e agli scanner Epson, Nuance aiuterà i clienti ad avere il controllo su processi aziendali sempre più complicati, ottimizzando i flussi di acquisizione e la gestione della stampa per aumentare la produttività, la collaborazione e l’efficienza aziendale.”

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“Qual è la strategia della maggioranza grillina per Atac?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

atac trasporti roma“Questo vorrebbero sapere i romani da chi oggi governa Roma. Apprendiamo invece delle ipotesi più disparate sul futuro del trasporto pubblico romano dai giornali, nel silenzio assordante del Campidoglio. Forse la Sindaca dovrebbe trovare del tempo nel suo riposo estivo e in un momento così delicato per comunicare ai romani quali strategie intende mettere in atto, per migliorare un servizio fondamentale di una metropoli come Roma e per dare segnali di speranza ai lavoratori dell’azienda. Invece, un giorno si attribuisce al M5S il concordato in Tribunale, un altro la proroga del contratto, in un’alternanza di visioni che spaventa. Ma cosa c’è di vero e quale sia la reale strategia per salvare Atac può e deve dirlo ai romani solo la sindaca Raggi. E noi torniamo a chiederlo con forza”. Così Svetlana Celli, capogruppo della Lista Civica RomaTornaRoma.

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