Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘strategie’

Diversity & Governance: strategie e policy aziendali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Milano Giovedì 19 settembre 2019 – Piazza Borromeo 12, 17:00 – 19:00 Seminario. Il seminario si propone di approfondire il tema della diversity data analysis: come raccogliere i dati organizzativi, aggregarli e interpretarli per individuare criticità e opportunità di miglioramento in tema gender, LGBT, disabilità, età e multiculturalità.Sarà esaminato il contesto normativo e le prassi di riferimento, con focus specifico su recruiting, gestione del rapporto di lavoro e casistica in materia di discriminazione.Verranno inoltre delineate le best practice per la costruzione della diversity policy governance aziendale e analizzati i rating finanziari di riferimento.Interverranno:
Mariella Bruno, Founder – Diversity Opportunity
Andrea Gangemi, Socio – Portolano Cavallo, Responsabile area Labor & Employment
Federico Neri, Harman Tech Lead – Harman International
Patrizia Tomasicchio, HR Director Southern Europe – Pandora

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology, Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La guerra nata in sordina e nuove strategie militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dal 1° settembre del 1939 al 10 giugno del 1940 trascorsero ben 284 giorni di “non belligeranza”, non solo per l’Italia, se escludiamo l’attacco tedesco alla Norvegia avvenuto solo il 9 aprile del 1940 e la guerra russo-finlandese scoppiata il 30 novembre del 1939.Fu proprio all’alba del 10 giugno del 1940 che si comprese appieno cosa avrebbe significato scatenare una guerra mondiale con tecniche militari innovative e con l’uso strategico d’armi e di mezzi ancora poco digeriti dagli stati maggiori militari francesi e britannici. Pensiamo alla mobilità delle truppe, all’uso massiccio di carri armati e degli aerei. Fu la data che scatenò un volume di fuoco senza precedenti e con ritmi impressionanti. L’offensiva, a occidente iniziò, infatti, con una guerra lampo che portò le truppe della Wehrmacht, in poco tempo, a sfilare con i suoi carriaggi per le vie di Parigi e a prendersi beffa della linea Maginot aggirandola. Cosa ci insegna tutto questo? Senza dubbio che i nostri padri disponevano di una visione statica della società dove la tradizione impediva la nascita di un pensiero nuovo che non riguardava di certo solo la logica delle strategie militari ma interessava il mondo della cultura e ancora di più la consapevolezza che i tempi stavano mutando. (Riccardo Alfonso)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ipertensione arteriosa Le nuove strategie per sconfiggere il ‘killer silenzioso’

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

L’ipertensione arteriosa è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolari; i farmaci a disposizione per trattarla sono molti e ben collaudati, ma ancora troppo pochi sono i pazienti che raggiungono l’obiettivo dei 130 mmHg di pressione sistolica. Le nuove linee guida europee e americane dell’ipertensione suggeriscono dunque nuove strategie di trattamento per colmare questo gap: associazione di due farmaci in un’unica pillola da subito, per raggiungere il target di trattamento entro tre mesi.In Italia, recenti studi epidemiologici hanno rivelato che solo il 37 per cento degli ipertesi è ‘a target’, cioè presentava dei livelli di pressione ottimale. Un problema non da poco considerato, che ad essere affetto da ipertensione è circa un quarto degli adulti e oltre il 70 per cento dei soggetti di età superiore ai 65 anni, stando ai dati epidemiologici raccolti dalla Medicina Generale.
I nuovi concetti che emergono dall’ultima edizione delle linee guida europee sull’ipertensione relativi alle nuove strategie da adottare sono: l’impiego preferenziale delle associazioni di due farmaci nella stessa pillola (associazioni precostituite) sin dall’inizio del trattamento e il cercare di raggiungere gli obiettivi terapeutici nel minor tempo possibile, idealmente entro i primi tre mesi. “La tradizionale terapia ‘a scalini’ dell’ipertensione arteriosa – riflette il professor Volpe – non consente di raggiungere il traguardo terapeutico dei 130 mmHg di sistolica entro 3 mesi. Per questo le nuove linee guida suggeriscono di iniziare subito il trattamento con un’associazione di due farmaci (tipicamente un ACE inibitore o un sartano insieme ad un calcio antagonista o a un diuretico), preferenzialmente in associazione precostituita, cioè in un’unica pillola, per favorire la compliance del paziente. La monoterapia andrà riservata ai pazienti con ipertensione di grado 1, agli anziani e ai pazienti più fragili, che non rappresentano più del 20-25 per cento degli ipertesi”. Gli studi clinici hanno dimostrato che prima si raggiunge l’obiettivo terapeutico, maggiore e più sostenuto sarà il vantaggio cardiovascolare .
“L’ipertensione arteriosa – afferma il professor Giuliano Tocci, responsabile del Centro ipertensione dell’Ospedale Sant’Andrea e professore associato di Cardiologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma – rappresenta ancora oggi il principale fattore di rischio responsabile di eventi fatali a livello mondiale. Le principali malattie cardiovascolari, tra cui infarto, ictus, insufficienza cardiaca, sono molto spesso riconducibili ad un aumento della pressione arteriosa, che si è protratto per anni, spesso in modo del tutto asintomatico, determinando un aumento del rischio di eventi cardiovascolari fatali”.
Altro punto di convergenza tra linee guida europee e americane è il fatto che, una volta che la malattia si è resa manifesta, il controllo dei valori pressori andrebbe raggiunto il più rapidamente possibile e mantenuto entro i valori considerati normali, al fine di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, cerebro-vascolari e renali. A tal fine l’uso delle terapie di combinazione precostituite si è dimostrato un elemento molto utile nella gestione clinica quotidiana dell’ipertensione arteriosa – conclude Tocci – soprattutto in virtù del fatto che tali terapie hanno dimostrato di garantire una migliore aderenza alla terapia, particolarmente nel paziente che assume diversi farmaci o strategie terapeutiche complesse (paziente politrattato)”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

PRCO apre in Asia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

PRCO, il Gruppo internazionale di comunicazione integrata specializzato in brand di lusso, annuncia l’apertura di due nuovi uffici a Hong Kong e a Shanghai, dando l’avvio a PRCO Asia. Gary Yu, che in passato ha supervisionato l’espansione di GHC Asia in Cina, diventa il responsabile della nuova divisione, con l’obiettivo di fornire le migliori strategie per i Clienti del settore viaggi, real estate e lifestyle.PRCO Asia apre con il seguente portfolio Clienti: McArthurGlen, Chelsea Barracks e One Wall Street. “PRCO è attiva da tempo in Asia attraverso uffici associati” commenta Robert Lyle, Presidente di PRCO. “L’apertura di PRCO Asia ci permette di assumere il controllo diretto nell’area economica più dinamica del mondo e di fornire la nostra consulenza in modo fluido in 8 diversi mercati”. Dalla sua fondazione a Londra nel 1990, PRCO non ha mai arrestato la sua crescita, sviluppando il proprio organico aziendale fino a diventare una delle agenzie di comunicazione integrata leader al mondo nel segmento lusso. Oggi PRCO conta oltre 100 dipendenti negli uffici di proprietà a Londra, Milano, Parigi, Monaco di Baviera, Mosca, Dubai, Hong Kong e Shanghai.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuove sfide e strategie professionali del farmacista delle aziende sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Camerino. Un evento che punta al nuovo e guarda al futuro, coagulando in sé esperienze e punti di vista differenti: dalle istituzioni all’industria farmaceutica, dalle società scientifiche al mondo accademico, senza trascurare le associazioni dei pazienti. È stato questo il tema del convegno “Nuove sfide e strategie professionali del farmacista delle aziende sanitarie. Scenari e modelli per una sanità in cambiamento”, che si è tenuto a Bergamo presso l’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII ed ideato dall’Università di Camerino. Presidente del Comitato scientifico è stato Carlo Cifani, professore di Farmacologia e direttore del master Manager di dipartimenti farmaceutici nel medesimo ateneo e presidente del Comitato organizzativo è stata la Dr.ssa Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura, ricercatrice di Farmacologia Unicam.L’importante appuntamento, rivolto ai farmacisti del Servizio sanitario nazionale che hanno risposto numerosi arrivando a 550 partecipanti, è stato organizzato dall’Università di Camerino in collaborazione con l’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (SIFO). Il provider dell’evento è la società di progettazione in sanità Maya Idee, con il patrocinio di Società italiana di farmacologia (SIF), Federazione Ordini farmacisti italiani (FOFI), l’Area Vasta dell’Azienda sanitaria unica regionale Marche, Farmindustria, Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della Sanità (FARE), l’Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), l’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e la Società Italia di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT).Focus della giornata è stata la riflessione sui principali drivers di cambiamento che in un prossimo futuro caratterizzeranno l’offerta di salute, per quanto riguarda sia farmaci che dispositivi. Una “valanga di innovazione”, con un ruolo preponderante delle terapie immunologiche e biotecnologiche, ma che include anche un’evoluzione delle tecnologie, dei media e, naturalmente, dei ruoli organizzativi e di governance. Si tratta di ricostruire, pezzo per pezzo, il quadro evolutivo, prendendo coscienza degli elementi con cui fare i conti e delle sfide da affrontare, in modo da non subire il cambiamento, ma da governarlo. Come? Attraverso risposte tecniche, organizzative, culturali adeguate a questa crescente complessità. È, ad esempio, su questa scia che le università, in quanto principali responsabili dei processi formativi, devono saper offrire, opportunità di conoscenza e di crescita coerenti con il contesto, secondo una matrice specialistica e manageriale allo stesso tempo. Partendo da queste tematiche attuali e complesse, l’approccio del convegno è stato “dare voce a più voci”, costruendo uno scenario composito e articolato. Per questo sul palco si sono alternati relatori e moderatori provenienti dai vari comparti istituzionali, industriali, accademici, clinici.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Veeam rafforza le alleanze e velocizza la strategia enterprise

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Veeam® Software, l’innovativo fornitore di soluzioni di Intelligent Data Management per la Hyper-Available Enterprise™, ha annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre 2018. Confermando il quarantesimo trimestre consecutivo di crescita a due cifre delle vendite, Veeam ha registrato una crescita annuale degli ordini pari al 20%, mantenendo una media di 4.000 nuovi clienti al mese, per un totale di 307.000 clienti a livello mondiale.
“Secondo IDC, Veeam è leader in termini di performance aziendale nel mercato del software per la protezione e il recupero dei dati [i], sorpassando e distanziando i vendor tradizionali che non sono in grado di soddisfare le richieste della clientela in termini di hyper-availability,” ha affermato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “Veeam ha raggiunto questa posizione di leadership grazie alle solide relazioni con i nostri partner di canale e alleanze strategiche, oltre alla competenza nel comprendere le esigenze e le richieste dei clienti, rispondendo a queste ultime con soluzioni innovative, potenti e di facile utilizzo.“Ci prepariamo alla seconda parte dell’anno con massimo entusiasmo”, ha aggiunto McKay. “Abbiamo investito in modo significativo in strategie go-to-market, abilitazione dei clienti, dipendenti e processi e stiamo continuando in questo senso, rafforzando il nostro impegno nei segmenti di mercato principali. Il nostro focus sull’hyper-availability è costante e i clienti stanno rispondendo positivamente. Continuiamo a conquistare quote di mercato sia su aziende tradizionali che su nuovi protagonisti del settore, che provano a raggiungerci e ad essere profittevoli, un benchmark che Veeam ha raggiunto e mantenuto per oltre un decennio”. https://www.veeam.com

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Strategie d’investimento finanziario: che cosa vuoi ottimizzare?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Più volte abbiamo ribadito l’importanza di avere una o più strategie per scegliere cosa comprare/vendere, quando ed in quale quantità.
Non esistono strategie migliori di altre, esistono solo strategie più adatte alla propria personalità.
In questo articolo desideriamo soffermarci su un aspetto spesso sottovalutato.
Quando andiamo a scegliere una strategia d’investimento, qual è l’aspetto che desideriamo maggiormente ottimizzare?La risposta può apparire scontata: “è ovvio che una strategia d’investimento deve massimizzare il rendimento dell’investimento”. Basandomi sulla mia esperienza diretta (circa vent’anni di studio dei mercati finanziari a diretto contatto con gli investitori di tutti i tipi), per quanto il rendimento sia importante, posso testimoniare che non è la prima cosa che un investitore medio guarda.
In genere gli investitori desiderano prima di tutto non perdere i soldi investiti. Solo in seconda battuta puntano al maggior rendimento possibile, ma solo all’interno delle opzioni che rispettano il vincolo precedente, ovvero non perdere soldi.Fin qui, niente di particolarmente strano. Anche la volontà di non perdere soldi è scontata almeno quanto la volontà di massimizzare il rendimento. La questione, però, si fa meno scontata nel momento in cui cerchiamo di andare più in profondità nel concetto di “non perdere soldi”: cosa significa esattamente? Se prendiamo l’espressione alla lettera dobbiamo escludere praticamente la quasi totalità degli investimenti finanziari. Ogni investimento finanziario implica qualche forma di rischio di perdere soldi. In finanza, purtroppo, dobbiamo sempre lavorare con lo scivoloso concetto di “probabilità”.
Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un lungo articolo sui rendimenti ed i rischi degli investimenti azionari (https://investire.aduc.it/articolo/investire+azioni+quanto+rende+quanto+si+rischia_28194.php). I dati sono molto chiari: investire in azioni, mediamente, rende molto di più che investire in obbligazioni (a breve ed a lunga scadenza), in materie prime (come l’oro) e – naturalmente – in liquidità. Tutta la questione sta in quella parolina fastidiosissima: “mediamente”.Nel “mediamente” ci sono gli anni in cui i rendimenti sono negativi (ovvero disinvestendo si otterrebbero delle perdine) e gli anni in cui ci sono guadagni.Gli anni in cui i rendimenti sono negativi non sono delle eccezioni trascurabili. In alcuni periodi storici (come gli ultimi 20 anni) mantenendo l’investimento azionario per 5 anni di fila, in un caso su due avremmo perso soldi!
Analizzando periodi più lunghi, non gestendo l’investimento attraverso una qualche forma di strategia, le probabilità di avere rendimenti negativi anche nel lungo termine (cioè in un periodo di 10 anni) sono comunque significative, nell’ordine di una probabilità su quattro!
Il compito principale di una strategia d’investimento, almeno per la grande maggioranza degli investitori, è quello di ridurre questo parametro, ovvero le probabilità di avere rendimenti negativi in archi temporali ragionevolmente ampi (5/10 anni).
Se si desidera puntare ai rendimenti attesi dei mercati azionari (sensibilmente superiori alle altre forme d’investimento finanziario) è necessario accettare il fatto che un anno si possa avere un rendimento negativo. Ciò è assolutamente ineliminabile. Non esiste alcuna strategia d’investimento che possa ridurre a zero la possibilità di avere rendimenti negativi nell’arco di un anno.In genere, gli investitori, non hanno alcun problema ad accettare questa possibilità. Ciò che invece trovano inaccettabile è investire per un congruo periodo di tempo ed avere un capitale inferiore dopo 5 o perfino 10 anni.Su queste scadenze, le strategie d’investimento possono fare la differenza. Nell’arco di 5 anni possono ridurre le probabilità di avere rendimenti negativi fino a dimezzarle. Sulle scadenze di 10 anni, le probabilità di avere rendimenti negativi, applicando strategie corrette, sulla base dei dati storici di svariati decenni, si riducono a zero (ovviamente non esiste nessuna garanzia che i prossimi anni non siano diversi da ciò che è già accaduto nella storia).Su cosa si basano queste strategie? In primo luogo, ogni strategia rivolta ad investitori non esperti dovrebbe ridurre al massimo tutti i rischi ed i costi eliminabili. Quindi non investire in singoli titoli, ma sempre in panieri di titoli che eliminino i così detti rischi specifici (ovvero il rischio che la singola azienda fallisca o attraversi particolari momenti di criticità).
Inoltre eliminare i costi inutili è fondamentale poiché in un periodo di 10 anni, i costi possono ridurre il capitale atteso a scadenza di circa un quinto! Si tratta di una differenza enorme che tende a raddoppiare la probabilità di avere rendimenti negativi sui 10 anni.
Dato per scontato, quindi, che gli strumenti azionari utilizzati siano efficienti, le strategie per ridurre il rischio così detto “sistematico” dell’azionario si basano, in genere, su uno di questi due concetti (qualche strategia li utilizza entrambi):
1. evitare di essere investiti quando i mercati azionari subiscono grandi oscillazioni negative, cioè superiori al 25%;
2. incrementare il capitale investito durante le fasi di oscillazioni negative.
Sono due strategie tendenzialmente opposte che possono però anche fondersi.
La prima strategia – in genere – si attua attraverso l’uso di indicatori di momentum, nella maggioranza dei casi medie mobili.Gli studi hanno dimostrato che per ridurre i molti falsi segnali di questi indicatori è utile utilizzare dati mensili. Alcune strategie più evolute, partendo dalla considerazione che le grandi oscillazioni negative dei mercati azionari coincidono sempre con periodi di recessione economica, uniscono indicatori di momentum sui prezzi ad indicatori di tipo macroeconomico per filtrare i dati che giungono dalle medie mobili con i dati che stimano la probabilità di entrare in recessione economica nei prossimi mesi.Evitare le grandi perdite nell’azionario è possibile, ma ovviamente ha un costo: quello di uscire e vedere il mercato riprendersi, dovendo rientrare a prezzi superiori. E’ normale che questo accada, ma il vantaggio di non stare sul mercato durante i crolli compensa abbondantemente questo costo.L’altro gruppo di strategie implica investire nell’azionario una parte più piccola di quella che valutiamo adeguata per il proprio profilo d’investitore ed aumentare l’investimento quando i mercati crollano. E’ evidente che anche questa strategia implica un “costo” anche se indiretto: investire poco in azioni per molto tempo se questo “crollo” non arriva nel periodo d’investimento considerato.Naturalmente non esiste la strategia “migliore” in assoluto, esiste quella più adatta alla propria personalità, cioè quella che è più probabile che venga poi applicata nei momenti in cui giungono i segnali di vendere oppure di acquistare.
Ciò che conta, quindi, è comprendere bene la strategia che s’intende applicare.
E’ importante che sia ragionevolmente semplice e molto ben testata sia su dati storici che simulati. Infine è auspicabile che sia basata su ricerche accademiche pubblicate su riviste scientifiche affidabili (cioè che applichino la così detta “peer review”, revisione paritaria).Appare tutto troppo complicato? L’alternativa all’utilizzo di strategie d’investimento è quello che fa la quasi totalità degli investitori: investire in modo inconsapevole sulla base di consigli interessati dei vari venditori della finanza. L’esperienza dimostra che sono molte più le delusioni che le soddisfazioni.
E’ importante che gli investitori entrino nell’ordine delle idee che oggi investire richiede necessariamente un po’ di competenza. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Strategie di contrasto alla criminalità organizzata

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Mag 2018

Parma Mercoledì 2 maggio, alle ore 9, nell’Aula dei Cavalieri del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), si terrà il secondo incontro del ciclo di seminari “Strategie di contrasto alla criminalità organizzata: prevenzione, repressione, tutela dei diritti”, organizzato da Giacomo Degli Antoni, Presidente del Corso di studi in Scienze politiche del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali e da Laura Pineschi, presidente del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA).Programma:
Coordina Giacomo Degli Antoni Presidente dei Corsi di Studio in Scienze Politiche, Università di Parma
Ore 9.00 Armando Barani Professore a contratto di Diritto dell’Unione europea, Università di Parma La tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea rispetto all’azione fraudolenta del crimine organizzato: l’istituzione della Procura europea
Ore 9.30 Giorgio Conti Professore aggregato di Diritto amministrativo, Università di Parma
La Legge 190/2012 – la normativa anticorruzione, e per la repressione della corruzione e della illegalità nella Pubblica Amministrazione
Ore 10.00 Chiara Scivoletto Professore associato di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale, Università di Parma Figli della ‘ndrangheta, ragazzi di mafia. Risorse della giurisdizione e delle comunità locali
Ore 10.30 Vincenza Pellegrino Professore associato di Sociologia dei processi culturali, Università di Parma La criminalità organizzata e le appartenenze culturali: che cosa ci insegna il carcere
Ore 11.15 Stefano Putinati Professore aggregato di Diritto penale dell’economia, Università di Parma Le misure di prevenzione patrimoniali come strumento di lotta alle mafie
Ore 11.45 Bruno Pierri Professore a contratto di Storia politica estera italiana, Università di Parma Criminalità telematica e sicurezza cibernetica: sistemi politici a confronto
Ore 12.15 Fausto Pagnotta Professore a contratto di Storia dei diritti umani e web society, Università di Parma
La dimensione digitale del web e le nuove sfide della criminalità organizzata alla cultura della legalità: una prospettiva europea.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le strategie dell’alimentare italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Parma dal 7 al 10 maggio, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare 19° edizione di Cibus. Il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi di euro mostrando una crescita del 3,8%; l’export però cresce di oltre il 6% e ormai vale complessivamente oltre 41 miliardi di cui oltre 32 di prodotti finiti (dati 2017, Federalimentare e Osservatorio CibusExport). Con i consumi alimentari ancora deboli in Italia, l’export quindi diventa sempre più strategico. Le esportazioni crescono in tutte le geografie, ma si registra finalmente un recupero di Russia, Spagna e Sud America mentre si mantiene estremamente sostenuta la crescita in Nord America e in Asia. Le merceologie che performano meglio anche nel 2017 sono formaggi, salumi, dolciario e spumanti ma mostrano tassi di sviluppo molto interessanti le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali. Nell’Anno del Cibo Italiano la filiera dell’agroalimentare celebrerà i risultati raggiunti e presenterà nuovi prodotti alla 19° edizione di Cibus. Saranno 3.100 gli espositori presenti (+100 espositori rispetto all’edizione 2016); più di 135.000 mq espositivi (con un incremento di +5.000 mq rispetto all’edizione 2016 grazie alla realizzazione di un nuovo padiglione temporaneo); sono attesi 80.000 visitatori professionali, di cui il 20% dall’estero, e, tra questi, 2.500 top buyers; arriveranno circa 1300 giornalisti, i maggiori quotidiani e tv nazionali oltre alle testate specializzate.Mille i nuovi prodotti che saranno esposti a Cibus, il cui elenco verrà pubblicato a fine aprile sul sito Cibus.it. Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks. Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. E l’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine saranno esposti dai Consorzi di tutela nell’area di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Le tendenze dell’alimentare emergeranno dal momento espositivo e da quello convegnistico: la continua crescita dei prodotti salutistici, ma anche dei ready meals; la richiesta dei consumatori focalizzata sia sui prodotti premium sia su quelli low cost.
Tra le tante tavole rotonde, convegni, seminari, workshop e talks, Cibus sarà l’occasione per fare il punto sulle tematiche più rilevanti: biotecnologie e ricerca scientifica nell’alimentare; innovazione e sostenibilità; prevenzione degli sprechi alimentari; le fake news nell’alimentare; la promozione all’estero dei prodotti italiani e la piaga dell’italian sounding; punto vendita fisico e vendite on line, come sarà il negozio del futuro; le frontiere del marketing nei punti vendita; i novel foods (insetti e carne coltivata); dove va il packaging; gli chef come influencer; ed altro ancora.
Il fuori salone in città, CIBUS OFF, si terrà dal 5 al 13 maggio in piazza Garibaldi a Parma e si integra nell’organizzazione delle attività di promozione di “Parma City of Gastronomy”.“Cibus è tradizione e innovazione, con la stessa formula vogliamo raccontare lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano – ha dichiarato in conferenza stampa Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – Il Governo aveva posto, già in occasione di Expo2015, il traguardo dei 50 miliardi di euro di export entro il 2020 e fa piacere constatare che la tabella di marcia verso questo ambizioso obiettivo sia rispettata. Certamente il 2018, con le iniziative dell’Anno del Cibo italiano, rappresenta un’occasione per porre al centro dell’attenzione la grande eredità culturale che ci contraddistingue e contribuire alla crescita economica di un settore strategico per l’economia del nostro Paese”. Antonio Ferraioli, Vicepresidente di Federalimentare (che terrà la propria assemblea generale a Cibus) ha presentato lo stato dell’arte del comparto agroalimentare: “Siamo nell’anno che celebra il cibo italiano e i dati di settore appoggiano pienamente l’importante investitura. Dopo un 2017 che si è lasciato finalmente alle spalle la crisi, infatti, anche per il 2018 l’agroalimentare sembra confermarsi il settore trainante dell’economia italiana crescendo di più e meglio di altri comparti ed è proprio per questo che la valorizzazione e la promozione del nostro Made in Italy deve essere centrale non solo nelle politiche italiane, ma anche a Bruxelles dove si giocano le battaglie su cui si decide la nostra competitività”. Un concetto che è stato sottolineato anche dal Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma: “Cibus sarà quindi l’espressione apicale dell’Anno del Cibo Italiano, in ambito business. Un parterre espositivo unico nel panorama internazionale che esprime al meglio l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana e che è, da sempre, la piattaforma privilegiata per l’export dei prodotti nazionali verso tutti i mercati obiettivo. L’impegno di Agenzia ICE per l’export alimentare è stato sottolineato da Ines Aronadio, Dirigente dell’Ufficio Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE-Agenzia: ” L’export ha registrato un aumento del +7% sull’anno precedente e in vista della celebrazione del 2018 come l’Anno del Cibo italiano, l’Agenzia ICE, grazie alla sua diffusa rete di uffici all’estero e all’esperienza maturata in oltre 90 anni di attività di promozione del Made in Italy, è ancor più attenta nel cogliere le opportunità presenti nei mercati esteri per le PMI italiane. In occasione del Cibus 2018, registriamo la presenza record di 370 buyer opportunamente selezionati ed invitati dalla rete estera, d’intesa con Fiere di Parma”.Sulle nuove tendenze di consumo dell’alimentare e sulle novità di Cibus2018 è intervenuto Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma: “La capacità di innovazione delle imprese alimentari italiane riesce sempre a sorprenderci e rappresenta la vera competenza distintiva del settore e quindi di Cibus. Ognuno dei nostri oltre 3.000 espositori presenterà innovazioni di prodotto sempre più mirate ai diversi mercati internazionali garantendo la tenuta o addirittura l’incremento dello straordinario ciclo di sviluppo del nostro export nonché la soddisfazione degli 80.000 visitatori che arriveranno da tutto il mondo a Parma dal 7 al 10 maggio”.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Big data: per orientare le strategie di business

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

opportunita-lavoroConsiderati uno strumento indispensabile per orientare le strategie di business, i Big Data occupano ormai un posto di rilievo nell’agenda di molte aziende. Una grande opportunità dal punto di vista occupazionale che, secondo i consulenti di Hays, una delle società leader nel recruiting specializzato, nei prossimi mesi si concretizzerà in un incremento della richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati. Tra i più ricercati spiccano il Data Scientist, il Data Architect e l’Insight Analyst, tutti con specifiche ultra specializzate. “Sono sempre di più le aziende in Italia che investono in tecnologie avanzate e personale qualificato per sfruttare al massimo il potenziale dei Big Data – spiegano gli esperti di Hays Italia-. Le professioni digitali saranno sempre più valorizzate e ricercate dalle imprese e, già nel 2017, la domanda di talenti digitali aumenterà notevolmente, crescendo esponenzialmente entro il 2020”.Per coloro che desiderano intraprendere la carriera in ambito digital, gli esperti di Hays hanno stilato una classifica delle 10 figure professionali sui cui si concentreranno le attenzioni dei recruiter nel 2017.
In America è già considerato il lavoro numero 1 e ci sono varie scuole di pensiero su quale sia la vera definizione di Data Scientist. Sicuramente è un professionista con un background accademico molto forte (Master o Dottorato di Ricerca) in discipline quali Statistica, Matematica, Fisica o Economia e profonde conoscenze di Data Mining e Machine Learning. Un bravo Data Scientist è in grado di indentificare e risolvere problemi altamente complessi legati al business, utilizzando tool di analisi avanzati tra cui programmi di statistica come Python, R o Spark. Quest’analisi gioca infatti un ruolo centrale nel processo decisionale fornendo alle aziende gli strumenti necessari per affrontare con successo sfide sempre più complesse.
Per tutte le società che mirano a ottenere il massimo rendimento dal potenziale dei Big Data, nominare un Chief Data Officer è fondamentale. Il numero di questi professionisti è passato da soli 400 nel 2014 a oltre 1000 nel 2015 e si stima che per il 2019 il 90% delle grandi aziende avrà un Chief Data Officer. Il ruolo del CDO è variegato e complesso e comprende un ventaglio di competenze tra cui data infrastructure, data governance, data security, business intelligence, analisi degli insight e analisi avanzata. Questa figura professionale non solo deve essere tecnicamente competente, ma deve anche essere in grado di capire e guidare gli obiettivi aziendali e i processi di cambiamento a livello manageriale per allinearsi al business plan della compagnia.
Lavorare all’interno dello scenario dei Big Data è una cosa, costruire una struttura dati complessa è un’altra! Dalla definizione dello storage alla progettazione di un’infrastruttura per la gestione di dati non strutturati, un bravo Data Architect è capace di dare vita a soluzioni di successo per affrontare al meglio lo scenario dei Big Data.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A Napoli un Congresso Internazionale dedicato alle nuove strategie per ridurre il rischio cardiovascolare

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGSi svolge a Napoli dal 9 all’11 febbraio 2017 nella Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, Via Patenope 36 il Congresso medico dal titolo “New strategies for reducing cardiovascular risk: from old factors to emerging and therapeutic opportunities” organizzato dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Il congresso, presieduto da Pasquale Perrone Filardi, Docente di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, si aprirà con i saluti di Luigi Califano, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli per proseguire con due letture scientifiche. La prima sull’ipertensione, da parte di Bruno Trimarco, Docente di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, la seconda su insufficienza cardiaca e diabete da parte di Stefan Anker, Docente all’Università di Gottingen, Germania. Il congresso prosegue venerdì 10 e sabato 11 febbraio con letture sui principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, quali glicemia, colesterolo, ipertensione, alimentazione; sulla diagnosi, soprattutto per i pazienti asintomatici, e sulle più recenti terapie. Il meeting ha ottenuto 14 crediti CME per i medici italiani.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’economia di genere altera le strategie di business

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

mercato globaleL’economia femminile si sta affermando come una forza potente e si prevede che il reddito femminile globale raggiungerà quota 24 trilioni di dollari entro il 2020 – cifra che supera le entrate generate dalle economie della Cina o degli Stati Uniti. L’ascesa delle donne a posizioni di leadership esecutiva porta i venditori a riesaminare i loro approcci di business“Entro il 2025 le donne cambieranno il paesaggio della forza lavoro, con un tasso medio di partecipazione che raggiungerà il 40% e potenzialmente altri 250 milioni di donne lavoratrici”, afferma Oliva Price-Walker, Principal Consultant del gruppo Visionary Innovation di Frost & Sullivan. “Ciò colmerà il divario di genere nel tasso di partecipazione al lavoro del 25%, il che, a sua volta, avrà un enorme impatto economico sia nei paesi in via di sviluppo sia nelle economie sviluppate.”
Lo studio intitolato “The Next Frontier of Growth—Women as Corporate Customers” fa parte del servizio Visionary Innovation (Mega Trends) <http://ww2.frost.com/research/visionary-innovation? Lo studio rivela che le aziende di proprietà di donne rappresenteranno oltre il 40% delle imprese registrate in tutto il mondo entro il 2020, il che si traduce in un vasto mercato di clienti aziendali donna. La regione Asia-Pacifico avrà la più grande forza lavoro femminile e i millennials rappresenteranno la più grande percentuale di lavoratori di sesso femminile nel 2025; l’Africa continuerà ad essere in testa per l’imprenditoria femminile.La Norvegia sta lavorando per raggiungere la parità di genere nella forza lavoro e ha la più alta percentuale di donne (il 42%) nei consigli di amministrazione nel 2014-2015. È stato osservato che le aziende con almeno una donna nel consiglio di amministrazione hanno un rendimento migliore del 10% rispetto alle aziende senza donne nel consiglio di amministrazione. Inoltre, le aziende con almeno il 30% di donne in posizioni dirigenziali hanno in media un aumento del 25% nei tassi di profitto.
“Le donne hanno dominato il mercato globale controllando quasi 31 trilioni di dollari di spesa dei consumatori nel 2014 e si prevede che questa cifra aumenterà fino a quota 43 trilioni entro il 2020”, osserva Price-Walker. “Ciò probabilmente causerà un enorme cambiamento nei comportamenti dei consumi e degli acquisti e aprirà nuove opportunità per le aziende che trattano beni di consumo e servizi. Le aziende che meglio si adattano a questo nuovo segmento di acquirenti sono destinate a crescere nel prossimo decennio.” Altri argomenti correlati trattati nel servizio Visionary Innovation GPS di Frost & Sullivan sono: she-conomy, Gen Y e middle bulge. Tutte le analisi comprese nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Resistenza batterica, le strategie migliori per contrastarla

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

Bacterial colonies on agar plate isolated on black

Bacterial colonies on agar plate isolated on black

La resistenza antimicrobica (Amr) pone sfide significative, ma esistono strategie per ridurre gli effetti dei germi multiresistenti, secondo uno studio pubblicato su Jama. Gli antibiotici hanno rivoluzionato la pratica della medicina, ma la resistenza antimicrobica rischia di ostacolare e addirittura invertire alcuni di questi progressi. «Negli Stati Uniti, gli organismi resistenti causano più di due milioni di infezioni e circa 23.000 morti l’anno. In Europa, la resistenza antimicrobica è responsabile di circa 25.000 decessi all’anno» dice Anthony Fauci del National Institutes of Health a Bethesda in Maryland, che assieme ai colleghi ha svolto uno studio di revisione per identificare i fattori associati alla resistenza antimicrobica e l’attuale epidemiologia degli organismi multiresistenti più importanti, nonché le possibili soluzioni.«Di 217 articoli selezionati, 103 sono stati inseriti nella revisione» scrivono gli autori, sottolineando che l’aumento di resistenza antimicrobica dipende da un insieme eterogeneo di fattori, tra cui l’uso inappropriato di antibiotici nella pratica clinica e al di fuori del settore sanitario, oltre a caratteristiche genetiche intrinseche ai batteri. «Il problema è stato aggravato da incentivi economici inadeguati allo sviluppo farmaceutico di nuovi agenti antimicrobici» riprende Fauci. Secondo gli autori, dal momento che la resistenza batterica agli antibiotici è inevitabile, la risposta alla minaccia viene da strategie innovative per identificare e sviluppare nuovi farmaci, vaccini e altri interventi immunitari profilattici, mettendo a punto metodi di trattamento che prevedono un minore ricorso agli antibiotici noti per indurre resistenza antimicrobica. Per fare qualche esempio, i ricercatori ricordano i metodi di sintesi chimica di nuovi antibiotici, ma anche le tecnologie di diagnosi rapida da utilizzare negli ospedali per individuare tempestivamente la causa delle infezioni riducendo la prescrizione non necessaria di antibiotici, uno dei principali catalizzatori della resistenza. «Sforzi internazionali in questa direzione, supervisionati dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono già in corso» afferma Fauci. E conclude: «Senza una risposta coordinata, l’era post-antibiotica presagita da tanti diventerebbe una possibilità concreta e alquanto minacciosa».
(fonte: doctor33) (foto: batteri)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gap di genere anche nelle malattie gastro reumatologiche. L’80% dei pazienti con malattie autoimmuni sono donne

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

acariRoma. Vivono più a lungo ma con un maggior numero di malattie croniche, è il prezzo – salato – che pagano le donne per la longevità. La strada della lunga vita è costellata da una maggiore suscettibilità e sensibilità del loro sistema immunitario che le rende vittime dell’80% dei casi di malattie autoimmuni. In questa famiglia rientrano anche parte delle malattie gastro-reumatologiche, di cui parlano gli esperti della Società Italiana di Gastro Reumatologia (SIGR) a congresso all’Auditorium di Via Rieti a Roma. Con un focus speciale proprio sulle differenze uomo – donna e sulle strategie per affrontarle e superarle.
Numerosi studi epidemiologici, clinici e sperimentali hanno evidenziato significative differenze tra donne e uomini nella risposta immunitaria. Infatti, in generale, le donne sono in grado di attivare risposte immunitarie sia umorali (mediate da anticorpi) che cellulari (mediate dai linfociti) più forti rispetto agli uomini e di conseguenza rispondono più efficacemente ai microrganismi patogeni. “Si tratta tuttavia di una vera e propria arma a doppio taglio perché la maggiore attivazione della risposta immunitaria rende le donne più suscettibili a malattie mediate dal sistema immunitario quali le malattie autoimmuni (l’80% dei pazienti con malattie autoimmuni sono donne)” sottolinea il Prof. Vincenzo Bruzzese, Presidente della SIGR. “Fattori correlati al sesso (per es. cromosoma X, estrogeni e androgeni) e al genere (per es. esposizione ad antigeni diversi per motivi occupazionali quali acari e muffe per le donne e pesticidi per gli uomini) contribuiscono alle differenze nella risposta immunitaria tra donne e uomini”.
“Le maggiori disparità di genere si osservano in alcune malattie come la sindrome di Sjogren, il lupus eritematoso sistemico (LES), le malattie autoimmuni della tiroide e la sclerodermia che presentano una frequenza 7-10 volte più elevata nelle donne rispetto agli uomini. Meno significativa, anche se sempre a svantaggio delle donne, è la prevalenza di malattie quali l’artrite reumatoide (AR), la sclerosi multipla e la miastenia grave, che sono 2-3 volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini” spiega la Dottoressa Marina Pierdominici, del Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità. “Per quanto riguarda le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), le differenze di genere dipendono dalle aree geografiche considerate. Ad esempio, nella popolazione asiatica c’è una frequenza maggiore nei maschi rispetto alle femmine. In Europa e nel Nord America il rapporto tra femmine e maschi varia da 1:1 a 2.5:1”. “Tuttavia” prosegue la Dottoressa Marina Pierdominici “le differenze tra uomini e donne per quanto riguarda le suddette malattie non sono solo rappresentate dalla diversa frequenza, ma significative differenze sono state descritte anche per quanto riguarda la gravità dei sintomi, il decorso della malattia, la risposta alla terapia e la sopravvivenza. Per esempio studi epidemiologici suggeriscono che nel Lupus (LES) alcune manifestazioni come quelle renali risultano essere più severe negli uomini che nelle donne, nell’Artrite Reumatoide gli uomini rispondono in maniera più efficace al trattamento farmacologico, e nelle malattie infiammatorie intestinali (IBD) gli uomini hanno un maggiore rischio di sviluppare il carcinoma del colon-retto e una conseguente più alta mortalità per questa malattia, mentre le donne presentano una più elevata mortalità per complicanze polmonari”.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Strategie delle imprese alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2016

strategie impreseDopo Expo2015, il Governo ha indicato come obiettivo per il settore alimentare un aumento dell’export che porti a 50 miliardi di euro entro il 2020. Grazie ad un aumento dell’8% nel 2015 si è arrivati alla quota di 36,9 miliardi. L’imminente fiera alimentare Cibus (a Parma in maggio), dove sono attesi migliaia di buyer da ogni continente, potrà essere una prima verifica della tendenza dell’export nel 2016 e nei prossimi anni in USA, Europa, ASIA nonché nei nuovi mercati come Iran e Argentina.
Ma cosa c’è dietro il successo di un comparto come l’alimentare, uno dei migliori tra i manifatturieri, con un fatturato di 133 miliardi e 58mila imprese? Innovazione dei processi produttivi, sviluppo di nuovi prodotti, valorizzazione della tradizione e attenzione ai mercati esteri, secondo un gruppo di ricerca della Università Cattolica che ha presentato oggi il libro “Strategie e performance dell’industria alimentare”, edito da McGraw-Hill.
Per la prima volta è stata indagata la performance economico-aziendale del settore, attraverso la rielaborazione dei dati di bilancio di 448 imprese ed un questionario rivolto a 120 di esse, caratterizzate da maggiore competitività.“All’inizio dell’indagine intuivamo che il settore alimentare aveva risposto bene alla crisi, ma l’obiettivo era proprio quello di scoprire le cause di questa tenuta – ha dichiarato il professor Lorenzo Ornaghi, Presidente dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica – Immaginavamo di dover analizzare sicuramente ragioni di ordine economico, ma la nostra attenzione si è focalizzata anche nel capire chi fossero gli imprenditori, i loro percorsi personali, la loro capacità di far tesoro delle esperienze dei fondatori e, non da ultimo, le modalità con le quali affrontano il tema della successione nella guida dell’impresa”. La prima fase della ricerca ha visto l’analisi dei principali dati di bilancio delle imprese nei sette anni dal 2007 al 2013. In particolare, l’analisi si è focalizzata su: Ricavi, EBITDA/Vendite (margine lordo), ROA (Return on Assets), Posizione finanziaria netta (PFN), Mezzi propri/Mezzi di terzi, liquidità primaria. La seconda fase della ricerca si è basata sulla somministrazione di un questionario alle 120 imprese caratterizzate da maggiore competitività e rappresentative dei diversi comparti.«L’internazionalizzazione – ha spiegato Fabio Antoldi, Direttore del Centro di ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale (CERSI) dell’Università Cattolica e autore del libro insieme a Daniele Cerrato e Antonio Campati – denota inequivocabilmente il Dna delle imprese di successo, un processo non recente e che si sta allargando: stanno comparendo nuove direttrici di export che sono prevalentemente Stati Uniti, Canada e mercati asiatici. A ciò si associa spesso una notevole capacità innovativa, incrementale non radicale, che si manifesta soprattutto nel packaging, nei nuovi formati e nel lancio di nuovi prodotti. Mediamente le imprese d’eccellenza presentano tre, quattro innovazioni all’anno, puntando sulla qualità, ma anche sulla tradizione perché si tratta per la maggior parte di aziende familiari dove le generazioni che si susseguono garantiscono una certa continuità”.Questa forza strutturale del comparto rende possibile l’obiettivo dei 50 miliardi di euro di export da raggiungere entro il 2020, come ha sottolineato Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare:“C’è un percorso di continuità che parte dalla ricerca fatta da Ornaghi sulle principali imprese italiane dell’industria alimentare, passa attraverso la grande vetrina di Expo 2015 che si è rivelata un palcoscenico unico per il nostro modello agroalimentare ed una piattaforma unica d’incontri di affari, grazie alla presenza d’imprese straniere, top buyer, investitori da tutto il mondo, distributori e fornitori, e arriva fino a Cibus 2016.
La prossima edizione di Cibus rappresenterà, quindi, l’occasione di consolidare e rilanciare l’eredità di Expo e sarà una nuova occasione di business, l’obiettivo è chiaro: 50 miliardi di export entro il 2020, un obiettivo possibile anche grazie all’apertura verso nuovi mercati dove esportiamo non solo il Made in Italy, ma quello che definiamo Made with Italy, il know how italiano ed il modo efficiente e sostenibile di produrre eccellenze”.“Mostreremo al mondo – ha concluso Scordamaglia – come nessuno al pari delle nostre aziende alimentari è in grado di coniugare innovazione e tradizione con prodotti d’eccellenza che da un lato affondano in un’ inimitabile tradizione secolare, dall’altro hanno un contenuto di innovazione e servizio che li rende adatti non solo alle esigenze del consumatore di oggi, ma anche a quello di domani”. (foto: strategie imprese)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischio clinico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

cataniaCatania. Un manuale per prevenire i possibili errori di terapia e per dare ai farmacisti ospedalieri le ‘regole d’oro’ per gestire nel modo corretto i farmaci ad alto rischio (FAR). Ma allo stesso tempo un testo che per la prima volta sia d’aiuto per districarsi tra simboli e sigle presenti nelle prescrizioni, perchè capita spesso che i farmacisti ospedalieri, oltre che con calligrafie illeggibili, si trovino a fare i conti con acronimi e abbreviazioni latine di dubbia interpretazione. L’idea è di SIFO, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali, che attraverso la propria Area rischio clinico ha realizzato questo manuale e ha deciso di presentarlo e distribuirlo in questi giorni a Catania, dove si sta svolgendo il XXXVI congresso nazionale SIFO. Ne verranno distribuite un migliaio di copie, poi il testo in futuro verrà pubblicato anche sul sito SIFO.Di errori ne esistono di ogni tipo, da quelli di dosaggio a quelli di miscelazione, da quelli di prescrizione non appropriata a quelli di interpretazione, fino all’errore di somministrazione. Il manuale li affronta tutti, proponendo comportamenti e strategie che aiutino a prevenirli. Il testo, un’ottantina di pagine, si compone di due parti: nella prima si affrontano i principali rischi legati ai farmaci ad alto rischio (in tutte le fasi, dalla preparazione alla distribuzione alla somministrazione), mentre nella seconda parte del volume si tratta la questione di acronimi e sigle, una ‘giungla’ che ancora troppo spesso costella le prescrizioni dei medici e può indurre in errore. Secondo alcuni studi, proprio dall’utilizzo di queste abbreviazioni dipende un’importante percentuale di errori, nonostante siano state vietate a livello internazionale da JCI, Joint Commission International, da oltre dieci anni.Il problema degli acronimi, già preso in considerazione negli anni dal ministero della Salute, finora non era stato però affrontato in modo così specifico e mirato. E il lavoro di SIFO non è passato inosservato: arriverà presto, infatti, una raccomandazione del ministero della Salute (la numero 18) proprio sul tema degli acronimi. Sarà elaborata dagli esperti del ministero in collaborazione con SIFO e con le Regioni prendendo spunto dal manuale messo a punto dai farmacisti ospedalieri. Sul tema degli errori esistono già raccomandazione numero 7, e poi a seguire la 12 e la 14 (che si sono focalizzate sui farmaci Lasa e antineoplastici), oltre alle linee di indirizzo diffuse dal ministero, che ha inserito la problematica anche tra le verifiche LEA. Ora arriverà anche la raccomandazione numero 18, sul tema della prevenzione degli errori in corso di terapia farmacologica dovuti all’uso di acronimi, per elaborare la quale il ministero si avvarrà della collaborazione di SIFO, già consulente del ministero anche per le precedenti.
Ma cosa sono questi acronimi? Si va da QD (quam die, cioè una volta al giorno) a BID (due volte al giorno), da TID (tre volte al giorno) a QID (quattro volte al giorno). Di sigle, poi, ne esistono molte altre, così come esistono molte altre diciture che possono risultare poco comprensibili o generare errori. Abusare della ‘U’ per indicare ‘unità’, ad esempio, può portare a fraintedimenti gravi, perchè ‘6U’ può facilmente ‘diventare’ 60. Ma anche i numeri romani, le sigle e le frazioni possono essere lette in modo equivoco. “L’uso di abbreviazioni e acronimi nel settore sanitario è diventato un problema preoccupante per la sicurezza dei pazienti”, afferma Piera Polidori, direttore scientifico SIFO e coordinatrice del Comitato scientifico SIFO. “I problemi più comuni sono causati da sigle ambigue, poco conosciute e simili tra loro, abbreviazioni e acronimi che conducono ad interpretazioni errate e ad errori medici. L’utilizzo di abbreviazioni, poi, simboli e acronimi- prosegue Polidori-, s eppur consolidati nella pratica clinica, aumentano il rischio di confusione tra farmaci con nomi o pronuncia simili o il rischio di confusione tra unità di misura e dosaggi”.Per quanto riguarda invece i farmaci ad alto rischio, nel manuale SIFO c’è l’elenco dei principali medicinali così catalogati, i rischi presenti in letteratura e un focus sulle principali categorie di pazienti (pediatrici, geriatrici, oncologici o diabetici) nei confronti dei quali più spesso si verificano gli “eventi avversi”. Tra i consigli di SIFO c’è quello di standardizzare e semplificare il processo di gestione del farmaco nelle aree a maggior rischio, produrre e condividere una lista dei farmaci FAR e monitorarne l’uso; monitorare la risposta dei pazienti a tali farmaci e prevedere sistemi di doppi controllo, oltre che lavorare alla formazione continua del personale.“Il problema degli errori in terapia è di eccezionale rilevanza da un punto di vista clinico ed economico. Molta strada è stata fatta nella prevenzione, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma molta strada rimane da fare in Italia, dove, a parte alcune situazioni sporadiche, i sistemi di prescrizione e distribuzione sono assolutamente inadeguati ed è necessario che tutte le parti in causa (direzioni aziendali, medici, farmacisti, infermieri e tecnici) si confrontino per costruire insieme un nuovo modello compatibile con le realtà locali e nazionali”, afferma Polidori. L’auspicio è che “tutte le realtà ospedaliere possano, in tempi ragionevolmente brevi, predisporre una propria procedura per la corretta gestione dei farmaci, con particolare attenzione per quelli considerati ad alto rischio, tenendo conto delle risorse economiche disponibili, delle prestazioni erogate e del livello di efficienza a cui mira la propria organizzazione”, conclude il direttore scientifico SIFO.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Attività de L’Officina dei Nuovi Lavori per diffondere le competenze digitali tra i giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2015

google-building-44Roma martedì 6 ottobre ore 11.50 – 12.30 via del Quadraro 102. Relatori sono:
Jacquelline Fuller, direttore di Google.org
Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale
Anna Ascani, Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Frost & Sullivan: Identificare le strategie di crescita per investire nei Paesi emergenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2015

turchia-ist3Torna a Milano per il secondo anno consecutivo il Growth and Innovation Breakfast Series di Frost & Sullivan, con un incontro rivolto al mondo dell’industria e degli affari che si terrà il 12 maggio allo Sheraton Diana Majestic Hotel. Oltre 50 leader dei vari settori industriali si confronteranno per condividere nuove idee e strategie di crescita e sviluppo. La conferenza di quest’anno si occuperà di espansione geografica ed investimenti nei Paesi emergenti, con particolare attenzione alle aree attualmente più calde per quanto riguarda le prospettive di crescita e sviluppo per il 2020 ed oltre: Nord Africa, Turchia, Asia Centrale e Medio Oriente. Verranno analizzate le strategie vincenti ed i settori chiave per le aziende italiane, offrendo strumenti di valutazione e spunti di riflessione verso decisioni di successo. Phil Howarth, Partner di Frost & Sullivan, commenta sulle nuove possibili opportunità di business in Africa: “In un continente che comprende 54 Paesi, 1.1 miliardi di persone, fino a 2000 lingue ed un PIL combinato di 2.47 trilioni di dollari (2014), le opportunità per le aziende di investire in questa regione sono vaste. Gli investimenti diretti esteri in Africa nel 2014 sono ammontati a 55 miliardi di dollari – quasi come il flusso verso la Cina, in rapporto al PIL” “Le maggiori opportunità di crescita risiedono in cinque settori chiave, – continua Howarth. – Con 200 miliardi di dollari di spesa sanitaria annuale nel continente africano, il settore della sanità e medicina rappresenta una miniera d’oro in tutti i suoi ambiti – dalla farmaceutica ai dispositivi medici, dalla sanità privata alle assicurazioni sanitarie. Ottime opportunità di investimento sono inoltre evidenti nel settore dell’energia, come ad esempio nelle funzioni di generazione di energia, trasmissione e distribuzione in diversi paesi africani.” “Affrontare il deficit di infrastrutture in Africa è inoltre stimato a 90 miliardi di dollari di nuovi investimenti all’anno fino a 2025, mentre il settore ICT vedrà particolare espansione non solo nelle infrastrutture, ma anche nei servizi finanziari, nella pubblica amministrazione e nel commercio. Ulteriori opportunità di crescita si trovano nelle industrie dei prodotti chimici, dei materiali, dell’alimentare e nel trattamento delle acque. In tutti questi ambiti, le imprese innovative hanno ottime possibilità di emergere con successo.” Per quanto riguarda gli investimenti italiani in Turchia, Philipp Reuter, Direttore Sud Europa e Turchia di Frost & Sullivan, spiega: “Per l’Italia, la Turchia è sempre stata un punto strategico di ingresso nella regione, grazie ad un’ottima crescita interna, una popolazione ampia, giovane ed orientata al consumo, una forza lavoro qualificata ed istruita, e buoni piani di incentivazione governativa. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a molte partnership di successo tra i due Paesi, nonchè investimenti diretti in diversi settori del mercato turco, ed il numero di imprese italiane operanti in Turchia supera oggi le 900 aziende – soprattutto PMI. Ci aspettiamo maggiori opportunità di cooperazione tra Italia e Turchia nei prossimi anni, come ad esempio l’utilizzo della base turca come hub regionale da parte di grandi realtà italiane per una ulteriore espansione verso i mercati dell’Asia Centrale, tra cui l’Iran.”
Reuter continua: “Un accordo commerciale preferenziale è stato di recente siglato tra Turchia ed Iran, per un volume stimato di scambi pari a 30 miliardi di dollari. Si prevede che l’accordo possa in futuro trasformarsi in un accordo di libero scambio, aprendo così un nuovo mercato per prodotti e servizi sia per le aziende turche ed iraniane che per quelle internazionali operanti in Turchia.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Strategie regionali per l’innovazione: pubblicato studio sulle regioni francesi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2012

Nel quadro di un programma europeo inteso a rafforzare l’efficacia degli investimenti in Europa la Délégation interministérielle à l’aménagement du territoire et à l’attractivité régionale (DATAR) francese ha pubblicato uno studio di sintesi sulle strategie regionali francesi per l’innovazione. Le strategie regionali di innovazione hanno contribuito ad approfondire la comprensione da parte delle regioni dell’innovazione e dei bisogni delle imprese in materia di innovazione (fonte: http://www.aiccre.it)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il futuro dei porti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Venezia Terminal Passeggeri 26 aprile 2012, conferenza mondiale sul cold ironing, sistema di alimentazione elettrica delle navi in banchina che consente di spegnere i motori ausiliari delle navi attraccate, eliminando le emissioni. Una alternativa energetica che permette dunque alle navi ferme di ricevere la corrente da terra senza dover tenere accesi i motori per alimentare i generatori di bordo e di sfruttare il calore generato dall’impianto a terra per riscaldare o raffreddare le strutture dei terminal del porto o addirittura la città nelle vicinanze al porto, con una notevole riduzione dell’inquinamento. All’incontro, organizzato dall’European Cruise Council, associazione che riunisce le maggiori compagnie di crociera in Europa e Venezia Terminal Passeggeri, società che promuove ed incrementa l’attività passeggeri nel Porto di Venezia, i massimi esperti internazionali illustreranno a rappresentanti istituzionali, fornitori di attrezzature ed operatori le novità del settore e le procedure per implementare questi sistemi energetici eco friendly.
Nella sessione di apertura verrà presentato dalla compagnia Princess Cruises e dal porto di Vancouver la loro esperienza sulla costa occidentale del Nord America, con un primo bilancio dopo l’installazione della nuova tecnologia. Bent Olof Jansson di Copenaghen Malmö Port parlerà della ricerca e delle valutazioni che lo scalo nordico ha fatto nel valutare il costo e l’efficacia di installazione di alimentazione da terra per le navi da crociera. Francesco Balbi di MSC Crociere discuterà sull’atteggiamento dei membri dell’ECC riguardo l’attivazione del cold ironing nei porti europei. Dopo una serie di presentazioni tecniche di aziende produttrici di tecnologie, spazio ad una delle questioni di più scottante attualità, ovvero la disponibilità di energia sicura e del relativo costo. Malina Kolenshanska della Commissione europea, esporrà gli aspetti fiscali del cold ironing per l’utilizzo da parte delle navi da crociera. Ci saranno anche presentazioni da parte dell’industria energetica per fornire una panoramica di come si guarda a questo prodotto non solo come ad una sfida, ma soprattutto ad un’opportunità. Nel corso dell’incontro inoltre il Porto di Venezia illustrerà ai congressisti stato dell’arte e prospettive future del cold ironing per lo scalo lagunare.
Nel Porto di Venezia oggi, tramite un accordo fra Autorità Portuale e ENEL sottoscritto nel febbraio 2010, si prevede la realizzazione di un sistema in grado di alimentare 4 navi contemporaneamente. Un’opera che si inserisce nella strategia adottata da tempo e volta a rendere il traffico marittimo sempre più compatibile con il delicato ambiente naturale e storico in cui opera. Info e modalità di registrazione al convegno : http://www.ashcroftandassociates.com (Sabino Cirulli) (dott. roberto perrocchio)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »