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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

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Le strategie azionarie tematiche in un contesto caratterizzato da driver di mercato ciclici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Mario Amabile, Investment Specialist di Pictet Asset Management. Prendiamo in considerazione due diversi approcci all’investimento.Il primo consiste nello sfruttare il gap di valutazione, vale a dire acquistare un’azione sottovalutata e venderla una volta che ha raggiunto il fair value. Per gli investitori che seguono tale approccio, le migliori opportunità risiedono nelle aziende estremamente cicliche che presentano uno sconto significativo tra valore dell’impresa e capitale investito. La creazione di valore economico è limitata e dipende dal ciclo economico poiché tali società riescono a generare ritorni superiori al costo del capitale solo quando gli utili toccano i massimi. Il costo del capitale, infatti, è di norma elevato, in linea con la rischiosità degli asset. La creazione di valore economico è quindi modesta, con uno spread volatile tra il CFROI (Cash Flow Return on Invested Capital) e il costo del capitale (Cost of Capital, CoC). In definitiva, gli investitori realizzano un guadagno acquistando le azioni a sconto rispetto al capitale investito in previsione di un’inversione della tendenza ciclica. Il secondo approccio è quello tematico. In qualità di investitori tematici, in Pictet cerchiamo società esposte ad attività economiche sostenute da trend di crescita strutturale (i Megatrend), investiamo in aziende con driver di valore prevedibili e una buona visibilità su crescita e margini. Tali società beneficiano di CFROI più alti e costi del capitale inferiori alla media poiché i loro asset sono meno rischiosi. Deteniamo queste aziende in un’ottica di lungo periodo approfittando del fatto che il corso azionario segue la generazione di valore economico, che a sua volta è trainata dai Megatrend. Malgrado la qualità elevata, il mercato tende a sottovalutare tali emittenti: gli operatori di mercato, infatti, solitamente hanno una view di breve periodo di ritorno al valore medio (mean reversion) e, di conseguenza, sottostimano il livello e la sostenibilità di CFROI e crescita.L’entità della sottoperformance dipende dalle valutazioni: se le azioni tematiche scambiano a un P/E elevato, la reazione del mercato sarà di più ampia portata. Tuttavia, occorre tener sempre presente che l’impatto ciclico è transitorio e non ostacola la generazione di utili nel lungo termine, per cui eventuali sottoperformance significative delle azioni tematiche rappresentano un’opportunità di acquisto. Da qui in avanti, con i mercati azionari che sembrano scontare una rapida ripresa, a fare la differenza saranno probabilmente lo stock picking e le valutazioni. Come sempre, seguendo il nostro approccio tematico, noi ci concentriamo sulle opportunità di crescita sostenute dai Megatrend ricercando aziende che presentano un potenziale di crescita e ROIC a lungo termine sottovalutati dal mercato.

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eCommerce Management e Strategie Digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

E’ stato organizzato da SAA – School of Management di Torino, Progesia e ZeroGrey – 10 giugno 2021-5 marzo 2022. Il master si svolgerà presso la Saa, School of Management di Torino in via Ventimiglia 115. Lo scenario economico attuale, come quello futuro, è caratterizzato dalla continua innovazione tecnologica e dalla crescente consapevolezza dei consumatori. Per questo l’eCommerce Manager è una figura strategica all’interno di qualsiasi azienda di prodotti o servizi che vuole mantenere e consolidare la propria competitività. Dopo il successo dell’edizione 2020 Saa – School of Management dell’Università di Torino, ZeroGrey società specializzata in eCommerce e in outsourcing e Progesia, società specializzata in strategia di business, neuromarketing e pricing comportamentale, organizzano il master Executive in eCommerce Management e Strategie Digitali che inizierà il 10 giugno e terminerà il 5 marzo 2022. Tanti gli argomenti trattati nei tre moduli: dai modelli di business nell’industria 4.0 alla comunicazione nella digital trasformation, dall’omnicanalità alla normativa fiscale doganale e internazionale, dalle analisi metriche e digitali agli strumenti finanziari innovativi nell’industria 4.0 fino alla scelta del prodotto e alla costruzione di una vetrina in un eCommerce.Il master Executive in eCommerce Management e Strategie Digitali si rivolge ai laureati (laurea di primo livello, laurea vecchio ordinamento, laurea magistrale, lauree straniere equipollenti) di ogni facoltà o dipartimento, a manager, direttori e direttrici generali, direttori e direttrici commerciali e dipendenti con consolidata esperienza di lavoro che vogliono approfondire le competenze in materia di eCommerce ed incrementare il proprio valore professionale e strategico. Alla teoria, svolta da docenti universitari e da affermati manager del settore, sono affiancate numerose esercitazioni pratiche progettate replicando le strategie dei più grandi brand internazionali.L’obiettivo del master è formare una figura professionale capace di seguire e coordinare tutte le fasi della creazione e della gestione di un progetto eCommerce o multicanale. Un manager che abbia competenze trasversali in ambito digitale, gestionale, operativo e finanziario, in grado di valutare costi e tempi di realizzazione di un sito e ideare soluzioni che diano i maggiori benefici remunerativi sul progetto finale. Una figura professionale specializzata in strategie di marketing che abbia le skill per definire il timing, la politica di pricing e la linea guida di posizionamento del brand sul mercato.Anche la terza edizione del master Executive in eCommerce Management e Strategie Digitali vede la presenza di prestigiosi partner nazionali e internazionali. Ai molti che hanno già partecipato alle edizioni precedenti se ne affiancano infatti di nuovi, altrettanto importanti. Essendo già ben focalizzati sui vari aspetti dell’eCommerce, i partner offrono ai partecipanti una visione a 360 gradi dell’industria sia a livello teorico che pratico.Le lezioni si svolgono in modalità mista online e in presenza, anche con visite on-site presso i partner, sono full time una volta al mese il giovedì, venerdì e il sabato dalle ore 9.00 alle 18.00 e sono strutturate in modo che possa accedervi anche chi già svolge un incarico professionale. La parte teorica e quella pratica sono equilibrate e le nozioni acquisite vengono applicate attraverso esercitazioni e laboratori. Al termine di ogni sessione mensile ai partecipanti verranno richiesti dei feedback; è inoltre prevista l’attivazione di tirocini facoltativi presso le aziende partner e al completamento con successo del corso verrà rilasciato un certificato validato Saa – School of Management e Dipartimento di Management.

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Le strategie di comunicazione delle Mid e Small Cap quotate su Borsa Italiana in ambito Esg

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

Intermonte SIM, investment bank italiana indipendente, presenta la quinta edizione dei “Quaderni di ricerca Intermonte”, studi su temi di interesse per il mercato che la Società sviluppa di anno in anno in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano. Quest’anno, la ricerca: “Le strategie di comunicazione delle mid e small cap quotate su Borsa Italiana in ambito ESG: un’analisi di benchmarking”, si è concentrata sull’analisi della rendicontazione dei dati non finanziari di un campione selezionato di società mid e small cap italiane quotate, per valutare la completezza e l’efficacia della comunicazione delle metriche ESG e i risultati ottenuti in tale ambito (sulla base dei principali KPI desunti dagli elenchi di vari framework nazionali e internazionali) nel corso del triennio 2017-2019. Questo ha consentito di individuare alcuni cluster fra le imprese a piccola e media capitalizzazione analizzate: le “esperte”, le “ambizione” e le “gregarie”. L’analisi si è focalizzata, in particolare, su di un campioneselezionato secondi criteri stringenti di 21 aziende non finanziarie (con un focus sui comparti industriale, energy e utilities) quotate sul segmento mid e small cap del Mercato telematico Azionario Italiano, scelte tra quelle coperte dalla ricerca di Intermonte Sim (rappresentanti circa il 95% della capitalizzazione dell’intero mercato azionario italiano) che nel 2019 hanno divulgato più del 70% delle informazioni mappate come rilevanti ai fini ESG. Tale scelta consente di focalizzare l’analisi di fatto sulle aziende più ‘virtuose’ in termini di disclosure non finanziaria, per avere una fotografia del posizionamento del campione in ottica ESG e valutarne i miglioramenti.
Le società analizzate hanno performato molto meglio del mercato nell’arco del triennio: il valore mediano della performance è +76,6%, più del triplo rispetto alle blue chip e alle altre small e mid cap. Considerando che le imprese selezionate sono quelle che hanno rilasciato più informazioni in ambito ESG, ciò può rappresentare un elemento distintivo rispetto all’attenzione che il mercato ha riservato in termini di premio di performance. Si può inoltre apprezzare la presenza significativa nel capitale delle aziende del campione di investitori istituzionali e fondi: in media il 18,1% del capitale totale è in mano a questi soggetti mentre il valore mediano è il 17%. Moltissimi studi accademici, d’altronde, dimostrano l’impatto positivo di una efficace rendicontazione non finanziaria per un’impresa, con l’effetto di generare rendimenti differenziali positivi per gli investitori (es. riduzione del costo del capitale, migliore attrattività per investitori e manager, riduzione del rischio alla reputazione, efficienza sui costi operativi, riduzione delle asimmetrie informative ecc.).Secondo Morningstar, a fine giugno 2020 il valore totale degli investimenti in 3.432 fondi ‘sostenibili’ ha superato la soglia di $ 1.000 miliardi a livello mondiale. L’Europa è il mercato di riferimento, con un flusso netto di nuovi impieghi nel primo semestre 2020 pari a $ 61 miliardi (l’86% del totale) e uno stock complessivo pari a $ 870 miliardi (l’82% del totale). L’incertezza legata alla pandemia Covid-19 non ha frenato la raccolta che, a livello globale, ha registrato un valore record nel secondo trimestre del 2020 (+72% sul primo trimestre). Continua a crescere anche il numero di prodotti (fondi attivi ed ETF) che si richiamano a criteri ESG nella loro policy di investimento. Nel secondo trimestre 2020 si contano ben 125 nuovi fondi offerti al mercato, di cui 107 solo in Europa.Il tema della comunicazione dei dati non finanziari è sempre più rilevante per le aziende per consentire ad analisti e società di rating di comprendere e apprezzare qualitativamente e quantitativamente gli sforzi profusi dal management nella tensione verso l’eccellenza in ambito ESG. Dal 2017 le imprese quotate sui listini regolamentati sono tenute a pubblicare una rendicontazione non finanziaria; cominciano, quindi, ad essere disponibili informazioni di valore per il mercato (anche se la maggior parte degli studi realizzati fino ad oggi, su possibili impatti positivi della efficace rendicontazione dei paramenti ESG, sono stati spesso confinati al mondo delle blue chips e quasi mai al mondo delle piccole e medie imprese). La ricerca integrale è disponibile sul sito Intermonte al link https://www.intermonte.it/it-it/Free-Reports (abstract)

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“Crescita e strategie aziendali innovative sono componenti fondamentali per le nostre imprese”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Per le imprese in questo momento diventa fondamentale avere una spiccata capacità di cambiare e innovare. Non solo spingere l’acceleratore per sostenere la crescita, ma anche indirizzare le strategie aziendali verso nuovi modelli operativi e nuovi business per sviluppare operazioni e dare così impulso al mercato”. Lo ha dichiarato Antonio Solinas, AD del Financial Advisory di Deloitte, intervenendo alla trasmissione Piazza Affari su Rai 3. A proposito del trend che vede sempre più società spinte a quotarsi, Solinas ha aggiunto: “la quotazione oltre a garantire una maggiore visibilità sui mercati, e allo stesso tempo uno strumento per avere liquidità, capitali sul mercato, per poter sviluppare nuove iniziative e progetti differenti rispetto al passato. Le aziende innovative si quoteranno con successo perché nell’innovazione è insito un grande valore e grazie a questo meccanismo, soprattutto le PMI del nostro Paese, possono entrare in “giochi” più grandi e valorizzarsi maggiormente”. “Le conseguenze della pandemia – ha proseguito Solinas – hanno reso sempre più evidente quanto conti per le aziende essere ricapitalizzate e pronte ad affrontare i prossimi mesi difficili, sia per sostenere la competitività sia per la capacità di investire e innovare in un contesto differente rispetto al passato. Non a caso i dati pubblicati dall’Istat nel report “Situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19” mostrano che, nei prossimi sei mesi, quasi un’impresa su dieci (9,4%) attuerà una strategia di ricapitalizzazione e tra queste la metà (51%) intende farlo tramite il sostegno pubblico, anche avvalendosi delle misure previste dal Decreto Rilancio. La maggior parte di queste realtà sono micro e piccole imprese (98,7%), ossia unità produttive che hanno registrato una riduzione di fatturato. Una riduzione contenuta nel 54% dei casi mentre nel 30,6% è stata piuttosto notevole, superando il 50%. Come ricordato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione dell’incontro annuale di Consob ‘il ruolo del mercato è centrale nel processo di ripresa del Paese’ e bisogna favorire ‘il rafforzamento patrimoniale delle imprese, la loro crescita dimensionale, per sostenere la competitività e la capacità di investire e innovare nel nuovo contesto’.” “È fondamentale – ha concluso l’AD del Financial Advisory – che si rafforzi la relazione tra il mondo delle imprese e gli investitori istituzionali, a partire dai fondi pensione, chiamati a puntare di più sul nostro sistema imprenditoriale incrementando la quota di investimenti sull’economia reale italiana. Per tutelare e far crescere il nostro tessuto economico dovremo cogliere queste sfide”.

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Strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha presentato oggi la strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano. Dopo il biossido di carbonio, il metano è il secondo più importante agente dei cambiamenti climatici. È anche un potente inquinante atmosferico locale che causa gravi problemi di salute. La lotta contro le emissioni di metano è pertanto essenziale per conseguire gli obiettivi climatici per il 2030, la neutralità climatica entro il 2050 e per contribuire all’ambizione della Commissione di azzerare l’inquinamento. La strategia definisce misure per ridurre le emissioni di metano in Europa e a livello internazionale: contiene interventi legislativi e non legislativi nei settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti, che insieme rappresentano circa il 95 % delle emissioni di metano associate all’attività umana nel mondo. La Commissione collaborerà con i partner internazionali dell’UE e con l’industria per conseguire riduzioni delle emissioni lungo la catena di approvvigionamento. Una delle priorità della strategia è migliorare la misurazione e la comunicazione delle emissioni di metano. Attualmente il livello di monitoraggio varia secondo i settori e gli Stati membri e nell’intera comunità internazionale. Oltre alle misure a livello dell’UE volte a rafforzare le norme in materia di misurazione, verifica e comunicazione, la Commissione sosterrà la creazione di un osservatorio internazionale delle emissioni di metano in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, la Coalizione per il clima e l’aria pulita e l’Agenzia internazionale per l’energia. Il programma satellitare Copernicus dell’UE migliorerà la sorveglianza e contribuirà a individuare i super emettitori mondiali e le principali perdite di metano.Per ridurre le emissioni di metano nel settore dell’energia si proporrà l’obbligo di migliorare il rilevamento e la riparazione delle perdite nelle infrastrutture del gas e si valuterà l’opportunità di legiferare per vietare le pratiche di routine di combustione in torcia e di rilascio in atmosfera. La Commissione avvierà un dialogo con i partner internazionali ed esaminerà l’eventualità di norme, obiettivi o incentivi per le importazioni di energia nell’UE, con i relativi strumenti di esecuzione.La Commissione migliorerà la comunicazione delle emissioni prodotte dall’agricoltura attraverso una migliore raccolta di dati e promuoverà opportunità di riduzione delle emissioni con il sostegno della politica agricola comune. L’accento sarà posto principalmente sulla condivisione delle migliori pratiche nelle tecnologie innovative di riduzione del metano, diete animali e gestione della riproduzione. Contribuiranno anche la ricerca mirata sulla tecnologia, soluzioni basate sulla natura e cambiamenti alimentari. I rifiuti umani e agricoli organici non riciclabili possono essere usati per produrre biogas, biomateriali e prodotti biochimici, in modo da generare flussi di reddito supplementari nelle zone rurali ed evitare nel contempo le emissioni di metano. La raccolta di questi rifiuti sarà pertanto ulteriormente incentivata.Nel settore dei rifiuti la Commissione valuterà l’opportunità di ulteriori azioni per migliorare la gestione dei gas di discarica, sfruttandone il potenziale di consumo energetico riducendo nel contempo le emissioni, e riesaminerà la legislazione pertinente sulle discariche nel 2024. Ridurre al minimo lo smaltimento dei rifiuti biodegradabili nelle discariche è fondamentale per evitare la formazione di metano. La Commissione valuterà la possibilità di proporre ulteriori ricerche sui rifiuti nelle tecnologie del biometano. Riesaminerà inoltre il regolamento sulla condivisione degli sforzi e valuterà la possibilità di estendere il campo di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali ai settori che emettono metano non ancora inclusi.

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“Nuove strategie riabilitative per i pazienti con Sclerosi Multipla”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

La combinazione di stimolazioni magnetiche cerebellari e la neuroriabilitazione vestibolare come armi per accelerare il recupero del cammino e dell’equilibrio in soggetti affetti da Sclerosi Multipla. È quanto e’ emerso dal recente studio pubblicato sulla rivista ‘The Cerebellum’ che riporta i risultati del trial clinico condotto presso l’ospedale della Fondazione Santa Lucia IRCCS. A parlare con l’agenzia di stampa Dire della ricerca e delle sue applicazioni e’ Marco Tramontano, Fisioterapista e ricercatore presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma nonche’ direttore del Corso di Laurea in Fisioterapia presso l’Universita’ Tor Vergata di Roma. -La rivista ‘The Cerebellum’ ha recentemente pubblicato il risultato di un trial clinico condotto presso l’UOC di Neuroriablitazione 5 della Fondazione Santa Lucia Irccs. Ci racconta di cosa si tratta e quali sono i vantaggi per i pazienti affetti da sclerosi multipla? “E’ uno studio preliminare, randomizzato, controllato e in doppio cieco cio’ significa che i pazienti sono stati sottoposti a un training di neuroriabilitazione convenzionale e in aggiunta a questo entrambi i gruppi di pazienti che hanno partecipato alla ricerca, in modo aggiuntivo sono stati sottoposti ad esercizi specifici per allenare il sistema vestibolare. In piu’ cio’ che gli conferisce il carattere di doppio cieco e’ il fatto che tali pazienti ricevuto una stimolazione magnetica transcranica diretta al cervelletto. In un gruppo, tale stimolazione era reale mentre nell’altro era ‘finta’, effetto placebo. Un escamotage metodologico che consente di dare maggiore forza metodologica allo studio. La ricerca e’ stata basata sulla somministrazione aggiuntiva di esercizi finalizzati a migliorare la stabilita’ visiva e posturale in soggetti con sclerosi multipla. La novita’ dello studio e’ legata al fatto che oltre ad effettuare un allenamento del sistema vestibolare i pazienti hanno ricevuto una stimolazione magnetica del cervelletto. Noi avevamo gia’ pubblicato uno studio molto promettente che dimostrava effetti positivi del training vestibolare in pazienti con sclerosi multipla, nello specifico il Professor Giacomo Koch aveva dimostrato in un lavoro che associando alla terapia neuroriabilitativa convenzionale la stimolazione del cervelletto si poteva migliorare il cammino e l’equilibrio di questi pazienti. Quindi abbiamo combinato queste esperienze precedenti e abbiamo condotto tale trial clinici associando la stimolazione del cervelletto al trainig vestibolare. I risultati sono
preliminari ma molto incoraggianti perche’ si evince che i pazienti che si sottopongono a tale terapia combinata tendono a
migliorare di piu’ rispetto a coloro che sono sottoposti esclusivamente alla terapia convenzionale associata alla vestibolare. L’intuizione di associare nuove tecnologie di fisiologia a nuovi trainig dinamici riabilitativi e’ una strategia vincente in neuroriabilitazione”. – Andando al cuore della ricerca e’ emerso che nel processo neuroriabilitativo il cervelletto svolga un ruolo fondamentale. “Il cervelletto, infatti, in neurofisiologia e’ un’area anatomica deputata anche all’apprendimento delle attivita’ motorie quindi per questo noi nella ricerca abbiamo sfruttato il potenziale dell’attivita’ cerebellare per facilitare il riapprendimento di funzioni neuromotorie ce erano andate perdute a causa della malattia”.
Questo concetto deve risultare molto chiaro. Quello che si puo’ fare e’ che una parte della terapia convenzionale al
massimo quando le evidenze scientifiche saranno piu’ solide puo’ essere integrata con queste strategie ma non sostituita”. (fonte agenzia Dire)

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LinkedIn per una nuova strategia editoriale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 febbraio 2020

LinkedIn, il più grande network professionale del mondo, continua il suo processo di evoluzione ed innovazione nel tempo, con l’obiettivo di diventare non più solo un luogo dove i professionisti si collegano alla ricerca delle migliori opportunità lavorative, ma anche una preziosa piattaforma di contenuti. In questo contesto evolutivo, LinkedIn oggi annuncia la nomina di due nuovi redattori italiani, che si uniranno al team editoriale internazionale di LinkedIn, composto da più di 65 giornalisti provenienti da tutto il mondo.
L’inserimento di Marco Valsecchi e Michele Pierri all’interno del neonato editorial team italiano rafforza il focus di LinkedIn sulla qualità dei contenuti, per tenere costantemente informati gli oltre 675 milioni di utenti della piattaforma, fornendo loro le notizie e gli approfondimenti più utili, ed aiutarli a prendere le migliori decisioni in ambito professionale.“Con l’enorme flusso di contenuti che vengono generati ogni giorno sulla piattaforma, il nostro obiettivo è quello di aiutare gli oltre 13 milioni di professionisti in Italia ad individuare le idee e le novità più rilevanti, creando al contempo contenuti originali, curando quelli già pubblicati sulla piattaforma e incoraggiando gli utenti ad avviare conversazioni interessanti”, spiega il duo editoriale italiano formato da Marco Valsecchi e Michele Pierri.Negli ultimi tempi, LinkedIn sta registrando livelli record in termini di coinvolgimento sulla piattaforma. Più di due milioni di post, video e articoli vengono condivisi ogni giorno, generando decine di migliaia di commenti e reazioni ogni ora. Per questo motivo LinkedIn si sta concentrando sulla rilevanza e sui contenuti originali. Ma il tempo a disposizione dei professionisti è limitato, per questo motivo i due redattori si impegneranno ad aiutare gli utenti nel comprendere in maniera ottimale quali sono gli argomenti trattati nelle notizie, per scoprire i diversi punti di vista espressi e unirsi in maniera utile alla conversazione.

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Tumori Testa Collo: nuove strategie terapeutiche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2020

Lo studio multidisciplinare ha svelato una correlazione tra una mutazione genica e l’attività di un farmaco di nuova generazione nei tumori testa-collo.In particolare i risultati hanno dimostrato che la presenza di mutazioni del gene p53, da cui dipende una minore sopravvivenza dei pazienti con tumori testa-collo, è associata alla risposta al trattamento con un farmaco di nuova generazione, l’alpelisib, un inibitore specifico della PI3K.I tumori della testa e del collo (laringe, faringe e cavità orale) rappresentano il sesto tipo di patologia neoplastica più frequente al mondo, con circa 500.000 nuovi casi per anno. Queste patologie sono note per avere sviluppi molto differenti da paziente a paziente. Da qui nasce la necessità di studiare nuovi marcatori molecolari, capaci di predire il decorso clinico del paziente e la risposta alle terapie.I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC e condotto dal gruppo di Giovanni Blandino dell’area di Medicina Molecolare IRE, in collaborazione con l’Otorinolaringoiatria IRE ed il Princess Margaret di Toronto, sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research.“Lo studio ha dimostrato che la presenza di mutazioni di p53 e di alti livelli di espressione della proteina p53 alterata possono essere un indicatore della sensibilità al trattamento con alpelisib” spiegano Federica Ganci ed il Claudio Pulito, coautori dell’articolo.
“In particolare, – proseguono i ricercatori – la presenza di alti livelli della proteina mutata p53 è in grado di potenziare l’attività di MYC, un fattore che agisce a valle di PI3K, ed il trattamento con alpelisib sembra inibire l’attività di p53 mutata e MYC”.“L’aspetto più interessante – sottolinea Giulia Fontemaggi, che insieme a Giovanni Blandino ha coordinato lo studio – è che il trattamento con alpelisib sensibilizza le cellule tumorali con mutazione di p53 ai trattamenti chemio- e radioterapici, aprendo nuovi scenari per il trattamento di questi tumori”.“I risultati del lavoro appena pubblicato, – afferma Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, – sono una ulteriore dimostrazione che lo studio approfondito delle caratteristiche molecolari dei tumori apre ampie possibilità al riposizionamento di farmaci e a innovative strategie terapeutiche per i nostri pazienti”.

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“Strategie contro mafie e corruzione in Europa e in Regione”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

Parma Giovedì 26 settembre, dalle ore 9.30 nell’Aula Magna dell’Ateneo di Parma (via Università 12), si terrà l’evento formativo “Strategie contro mafie e corruzione in Europa e in Regione”, organizzato dall’Università di Parma, dall’Associazione culturale antimafia Cortocircuito e dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.I saluti introduttivi saranno portati da Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, e da Monica Cocconi, delegata del Rettore per l’Anticorruzione e la trasparenza. Interverranno, dialogando con studenti e neolaureati, Giovanni Kessler, magistrato che lavora presso la Commissione Europea a Bruxelles e già direttore dell’Ufficio europeo antifrode, Elisabetta Pugliese, magistrato della Direzione Nazionale Antimafia, e Leonardo Draghetti, Direttore Generale dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Interverrà e condurrà l’incontro Elia Minari, autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, edito da Rizzoli con la prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia. Le inchieste di Elia Minari sono state citate nel maxi-processo “Aemilia” e in cinque indagini della magistratura sulla penetrazione della ‘ndrangheta nel Nord Italia.Nel corso dell’incontro la Delegata del Rettore Monica Cocconi presenterà l’Osservatorio Permanente Legalità sui fenomeni mafiosi e corruttivi, promosso dall’Università di Parma insieme all’Associazione culturale antimafia Cortocircuito, in collaborazione con altre istituzioni.
L’incontro è aperto a tutti gli studenti e ai neolaureati, di ogni corso di laurea. Per partecipare occorre inviare una e-mail con nome, cognome e corso di studio all’indirizzo mail formazione.antimafia@gmail.com. A tutti i presenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione è gratuita, i posti sono limitati.
Nella stessa giornata di giovedì 26 settembre, dalle ore 15.30 alle ore 17.30, sempre nell’Aula Magna dell’Università, si terrà un altro evento formativo: un laboratorio interattivo, intitolato “Strategie informatiche e telematiche per prevenire e contrastare criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio”. L’iniziativa pomeridiana sarà coordinata da Elia Minari e interverrà Maurizio Ricciardelli, responsabile del Servizio Affari legislativi e aiuti di Stato della Regione Emilia-Romagna. È possibile partecipare solo al seminario formativo della mattina o solo al laboratorio interattivo del pomeriggio oppure a entrambe le iniziative. Per altre informazioni: http://www.cortocircuito.re.it. L’evento è la seconda giornata formativa del corso di formazione “Prevenzione e contrasto della corruzione e della criminalità organizzata”, aperto anche a chi non è iscritto al corso.
Il progetto è realizzato dall’Università di Parma insieme all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e all’Associazione culturale antimafia Cortocircuito. Il progetto offre anche l’opportunità di partecipare a quattro giornate formative gratuite a Bruxelles e L’Aja sul contrasto a mafie e corruzione che si terranno dall’11 al 14 novembre 2019. Per informazioni e per partecipare gratuitamente, visitare il link http://www.cortocircuito.re.it/formazione-antimafia-europea.

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Diversity & Governance: strategie e policy aziendali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Milano Giovedì 19 settembre 2019 – Piazza Borromeo 12, 17:00 – 19:00 Seminario. Il seminario si propone di approfondire il tema della diversity data analysis: come raccogliere i dati organizzativi, aggregarli e interpretarli per individuare criticità e opportunità di miglioramento in tema gender, LGBT, disabilità, età e multiculturalità.Sarà esaminato il contesto normativo e le prassi di riferimento, con focus specifico su recruiting, gestione del rapporto di lavoro e casistica in materia di discriminazione.Verranno inoltre delineate le best practice per la costruzione della diversity policy governance aziendale e analizzati i rating finanziari di riferimento.Interverranno:
Mariella Bruno, Founder – Diversity Opportunity
Andrea Gangemi, Socio – Portolano Cavallo, Responsabile area Labor & Employment
Federico Neri, Harman Tech Lead – Harman International
Patrizia Tomasicchio, HR Director Southern Europe – Pandora

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La guerra nata in sordina e nuove strategie militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dal 1° settembre del 1939 al 10 giugno del 1940 trascorsero ben 284 giorni di “non belligeranza”, non solo per l’Italia, se escludiamo l’attacco tedesco alla Norvegia avvenuto solo il 9 aprile del 1940 e la guerra russo-finlandese scoppiata il 30 novembre del 1939.Fu proprio all’alba del 10 giugno del 1940 che si comprese appieno cosa avrebbe significato scatenare una guerra mondiale con tecniche militari innovative e con l’uso strategico d’armi e di mezzi ancora poco digeriti dagli stati maggiori militari francesi e britannici. Pensiamo alla mobilità delle truppe, all’uso massiccio di carri armati e degli aerei. Fu la data che scatenò un volume di fuoco senza precedenti e con ritmi impressionanti. L’offensiva, a occidente iniziò, infatti, con una guerra lampo che portò le truppe della Wehrmacht, in poco tempo, a sfilare con i suoi carriaggi per le vie di Parigi e a prendersi beffa della linea Maginot aggirandola. Cosa ci insegna tutto questo? Senza dubbio che i nostri padri disponevano di una visione statica della società dove la tradizione impediva la nascita di un pensiero nuovo che non riguardava di certo solo la logica delle strategie militari ma interessava il mondo della cultura e ancora di più la consapevolezza che i tempi stavano mutando. (Riccardo Alfonso)

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Ipertensione arteriosa Le nuove strategie per sconfiggere il ‘killer silenzioso’

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

L’ipertensione arteriosa è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolari; i farmaci a disposizione per trattarla sono molti e ben collaudati, ma ancora troppo pochi sono i pazienti che raggiungono l’obiettivo dei 130 mmHg di pressione sistolica. Le nuove linee guida europee e americane dell’ipertensione suggeriscono dunque nuove strategie di trattamento per colmare questo gap: associazione di due farmaci in un’unica pillola da subito, per raggiungere il target di trattamento entro tre mesi.In Italia, recenti studi epidemiologici hanno rivelato che solo il 37 per cento degli ipertesi è ‘a target’, cioè presentava dei livelli di pressione ottimale. Un problema non da poco considerato, che ad essere affetto da ipertensione è circa un quarto degli adulti e oltre il 70 per cento dei soggetti di età superiore ai 65 anni, stando ai dati epidemiologici raccolti dalla Medicina Generale.
I nuovi concetti che emergono dall’ultima edizione delle linee guida europee sull’ipertensione relativi alle nuove strategie da adottare sono: l’impiego preferenziale delle associazioni di due farmaci nella stessa pillola (associazioni precostituite) sin dall’inizio del trattamento e il cercare di raggiungere gli obiettivi terapeutici nel minor tempo possibile, idealmente entro i primi tre mesi. “La tradizionale terapia ‘a scalini’ dell’ipertensione arteriosa – riflette il professor Volpe – non consente di raggiungere il traguardo terapeutico dei 130 mmHg di sistolica entro 3 mesi. Per questo le nuove linee guida suggeriscono di iniziare subito il trattamento con un’associazione di due farmaci (tipicamente un ACE inibitore o un sartano insieme ad un calcio antagonista o a un diuretico), preferenzialmente in associazione precostituita, cioè in un’unica pillola, per favorire la compliance del paziente. La monoterapia andrà riservata ai pazienti con ipertensione di grado 1, agli anziani e ai pazienti più fragili, che non rappresentano più del 20-25 per cento degli ipertesi”. Gli studi clinici hanno dimostrato che prima si raggiunge l’obiettivo terapeutico, maggiore e più sostenuto sarà il vantaggio cardiovascolare .
“L’ipertensione arteriosa – afferma il professor Giuliano Tocci, responsabile del Centro ipertensione dell’Ospedale Sant’Andrea e professore associato di Cardiologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma – rappresenta ancora oggi il principale fattore di rischio responsabile di eventi fatali a livello mondiale. Le principali malattie cardiovascolari, tra cui infarto, ictus, insufficienza cardiaca, sono molto spesso riconducibili ad un aumento della pressione arteriosa, che si è protratto per anni, spesso in modo del tutto asintomatico, determinando un aumento del rischio di eventi cardiovascolari fatali”.
Altro punto di convergenza tra linee guida europee e americane è il fatto che, una volta che la malattia si è resa manifesta, il controllo dei valori pressori andrebbe raggiunto il più rapidamente possibile e mantenuto entro i valori considerati normali, al fine di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, cerebro-vascolari e renali. A tal fine l’uso delle terapie di combinazione precostituite si è dimostrato un elemento molto utile nella gestione clinica quotidiana dell’ipertensione arteriosa – conclude Tocci – soprattutto in virtù del fatto che tali terapie hanno dimostrato di garantire una migliore aderenza alla terapia, particolarmente nel paziente che assume diversi farmaci o strategie terapeutiche complesse (paziente politrattato)”.

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PRCO apre in Asia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

PRCO, il Gruppo internazionale di comunicazione integrata specializzato in brand di lusso, annuncia l’apertura di due nuovi uffici a Hong Kong e a Shanghai, dando l’avvio a PRCO Asia. Gary Yu, che in passato ha supervisionato l’espansione di GHC Asia in Cina, diventa il responsabile della nuova divisione, con l’obiettivo di fornire le migliori strategie per i Clienti del settore viaggi, real estate e lifestyle.PRCO Asia apre con il seguente portfolio Clienti: McArthurGlen, Chelsea Barracks e One Wall Street. “PRCO è attiva da tempo in Asia attraverso uffici associati” commenta Robert Lyle, Presidente di PRCO. “L’apertura di PRCO Asia ci permette di assumere il controllo diretto nell’area economica più dinamica del mondo e di fornire la nostra consulenza in modo fluido in 8 diversi mercati”. Dalla sua fondazione a Londra nel 1990, PRCO non ha mai arrestato la sua crescita, sviluppando il proprio organico aziendale fino a diventare una delle agenzie di comunicazione integrata leader al mondo nel segmento lusso. Oggi PRCO conta oltre 100 dipendenti negli uffici di proprietà a Londra, Milano, Parigi, Monaco di Baviera, Mosca, Dubai, Hong Kong e Shanghai.

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Nuove sfide e strategie professionali del farmacista delle aziende sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Camerino. Un evento che punta al nuovo e guarda al futuro, coagulando in sé esperienze e punti di vista differenti: dalle istituzioni all’industria farmaceutica, dalle società scientifiche al mondo accademico, senza trascurare le associazioni dei pazienti. È stato questo il tema del convegno “Nuove sfide e strategie professionali del farmacista delle aziende sanitarie. Scenari e modelli per una sanità in cambiamento”, che si è tenuto a Bergamo presso l’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII ed ideato dall’Università di Camerino. Presidente del Comitato scientifico è stato Carlo Cifani, professore di Farmacologia e direttore del master Manager di dipartimenti farmaceutici nel medesimo ateneo e presidente del Comitato organizzativo è stata la Dr.ssa Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura, ricercatrice di Farmacologia Unicam.L’importante appuntamento, rivolto ai farmacisti del Servizio sanitario nazionale che hanno risposto numerosi arrivando a 550 partecipanti, è stato organizzato dall’Università di Camerino in collaborazione con l’Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e la Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (SIFO). Il provider dell’evento è la società di progettazione in sanità Maya Idee, con il patrocinio di Società italiana di farmacologia (SIF), Federazione Ordini farmacisti italiani (FOFI), l’Area Vasta dell’Azienda sanitaria unica regionale Marche, Farmindustria, Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della Sanità (FARE), l’Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), l’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e la Società Italia di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT).Focus della giornata è stata la riflessione sui principali drivers di cambiamento che in un prossimo futuro caratterizzeranno l’offerta di salute, per quanto riguarda sia farmaci che dispositivi. Una “valanga di innovazione”, con un ruolo preponderante delle terapie immunologiche e biotecnologiche, ma che include anche un’evoluzione delle tecnologie, dei media e, naturalmente, dei ruoli organizzativi e di governance. Si tratta di ricostruire, pezzo per pezzo, il quadro evolutivo, prendendo coscienza degli elementi con cui fare i conti e delle sfide da affrontare, in modo da non subire il cambiamento, ma da governarlo. Come? Attraverso risposte tecniche, organizzative, culturali adeguate a questa crescente complessità. È, ad esempio, su questa scia che le università, in quanto principali responsabili dei processi formativi, devono saper offrire, opportunità di conoscenza e di crescita coerenti con il contesto, secondo una matrice specialistica e manageriale allo stesso tempo. Partendo da queste tematiche attuali e complesse, l’approccio del convegno è stato “dare voce a più voci”, costruendo uno scenario composito e articolato. Per questo sul palco si sono alternati relatori e moderatori provenienti dai vari comparti istituzionali, industriali, accademici, clinici.

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Veeam rafforza le alleanze e velocizza la strategia enterprise

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Veeam® Software, l’innovativo fornitore di soluzioni di Intelligent Data Management per la Hyper-Available Enterprise™, ha annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre 2018. Confermando il quarantesimo trimestre consecutivo di crescita a due cifre delle vendite, Veeam ha registrato una crescita annuale degli ordini pari al 20%, mantenendo una media di 4.000 nuovi clienti al mese, per un totale di 307.000 clienti a livello mondiale.
“Secondo IDC, Veeam è leader in termini di performance aziendale nel mercato del software per la protezione e il recupero dei dati [i], sorpassando e distanziando i vendor tradizionali che non sono in grado di soddisfare le richieste della clientela in termini di hyper-availability,” ha affermato Peter McKay, Co-CEO e President di Veeam. “Veeam ha raggiunto questa posizione di leadership grazie alle solide relazioni con i nostri partner di canale e alleanze strategiche, oltre alla competenza nel comprendere le esigenze e le richieste dei clienti, rispondendo a queste ultime con soluzioni innovative, potenti e di facile utilizzo.“Ci prepariamo alla seconda parte dell’anno con massimo entusiasmo”, ha aggiunto McKay. “Abbiamo investito in modo significativo in strategie go-to-market, abilitazione dei clienti, dipendenti e processi e stiamo continuando in questo senso, rafforzando il nostro impegno nei segmenti di mercato principali. Il nostro focus sull’hyper-availability è costante e i clienti stanno rispondendo positivamente. Continuiamo a conquistare quote di mercato sia su aziende tradizionali che su nuovi protagonisti del settore, che provano a raggiungerci e ad essere profittevoli, un benchmark che Veeam ha raggiunto e mantenuto per oltre un decennio”. https://www.veeam.com

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Strategie d’investimento finanziario: che cosa vuoi ottimizzare?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Più volte abbiamo ribadito l’importanza di avere una o più strategie per scegliere cosa comprare/vendere, quando ed in quale quantità.
Non esistono strategie migliori di altre, esistono solo strategie più adatte alla propria personalità.
In questo articolo desideriamo soffermarci su un aspetto spesso sottovalutato.
Quando andiamo a scegliere una strategia d’investimento, qual è l’aspetto che desideriamo maggiormente ottimizzare?La risposta può apparire scontata: “è ovvio che una strategia d’investimento deve massimizzare il rendimento dell’investimento”. Basandomi sulla mia esperienza diretta (circa vent’anni di studio dei mercati finanziari a diretto contatto con gli investitori di tutti i tipi), per quanto il rendimento sia importante, posso testimoniare che non è la prima cosa che un investitore medio guarda.
In genere gli investitori desiderano prima di tutto non perdere i soldi investiti. Solo in seconda battuta puntano al maggior rendimento possibile, ma solo all’interno delle opzioni che rispettano il vincolo precedente, ovvero non perdere soldi.Fin qui, niente di particolarmente strano. Anche la volontà di non perdere soldi è scontata almeno quanto la volontà di massimizzare il rendimento. La questione, però, si fa meno scontata nel momento in cui cerchiamo di andare più in profondità nel concetto di “non perdere soldi”: cosa significa esattamente? Se prendiamo l’espressione alla lettera dobbiamo escludere praticamente la quasi totalità degli investimenti finanziari. Ogni investimento finanziario implica qualche forma di rischio di perdere soldi. In finanza, purtroppo, dobbiamo sempre lavorare con lo scivoloso concetto di “probabilità”.
Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un lungo articolo sui rendimenti ed i rischi degli investimenti azionari (https://investire.aduc.it/articolo/investire+azioni+quanto+rende+quanto+si+rischia_28194.php). I dati sono molto chiari: investire in azioni, mediamente, rende molto di più che investire in obbligazioni (a breve ed a lunga scadenza), in materie prime (come l’oro) e – naturalmente – in liquidità. Tutta la questione sta in quella parolina fastidiosissima: “mediamente”.Nel “mediamente” ci sono gli anni in cui i rendimenti sono negativi (ovvero disinvestendo si otterrebbero delle perdine) e gli anni in cui ci sono guadagni.Gli anni in cui i rendimenti sono negativi non sono delle eccezioni trascurabili. In alcuni periodi storici (come gli ultimi 20 anni) mantenendo l’investimento azionario per 5 anni di fila, in un caso su due avremmo perso soldi!
Analizzando periodi più lunghi, non gestendo l’investimento attraverso una qualche forma di strategia, le probabilità di avere rendimenti negativi anche nel lungo termine (cioè in un periodo di 10 anni) sono comunque significative, nell’ordine di una probabilità su quattro!
Il compito principale di una strategia d’investimento, almeno per la grande maggioranza degli investitori, è quello di ridurre questo parametro, ovvero le probabilità di avere rendimenti negativi in archi temporali ragionevolmente ampi (5/10 anni).
Se si desidera puntare ai rendimenti attesi dei mercati azionari (sensibilmente superiori alle altre forme d’investimento finanziario) è necessario accettare il fatto che un anno si possa avere un rendimento negativo. Ciò è assolutamente ineliminabile. Non esiste alcuna strategia d’investimento che possa ridurre a zero la possibilità di avere rendimenti negativi nell’arco di un anno.In genere, gli investitori, non hanno alcun problema ad accettare questa possibilità. Ciò che invece trovano inaccettabile è investire per un congruo periodo di tempo ed avere un capitale inferiore dopo 5 o perfino 10 anni.Su queste scadenze, le strategie d’investimento possono fare la differenza. Nell’arco di 5 anni possono ridurre le probabilità di avere rendimenti negativi fino a dimezzarle. Sulle scadenze di 10 anni, le probabilità di avere rendimenti negativi, applicando strategie corrette, sulla base dei dati storici di svariati decenni, si riducono a zero (ovviamente non esiste nessuna garanzia che i prossimi anni non siano diversi da ciò che è già accaduto nella storia).Su cosa si basano queste strategie? In primo luogo, ogni strategia rivolta ad investitori non esperti dovrebbe ridurre al massimo tutti i rischi ed i costi eliminabili. Quindi non investire in singoli titoli, ma sempre in panieri di titoli che eliminino i così detti rischi specifici (ovvero il rischio che la singola azienda fallisca o attraversi particolari momenti di criticità).
Inoltre eliminare i costi inutili è fondamentale poiché in un periodo di 10 anni, i costi possono ridurre il capitale atteso a scadenza di circa un quinto! Si tratta di una differenza enorme che tende a raddoppiare la probabilità di avere rendimenti negativi sui 10 anni.
Dato per scontato, quindi, che gli strumenti azionari utilizzati siano efficienti, le strategie per ridurre il rischio così detto “sistematico” dell’azionario si basano, in genere, su uno di questi due concetti (qualche strategia li utilizza entrambi):
1. evitare di essere investiti quando i mercati azionari subiscono grandi oscillazioni negative, cioè superiori al 25%;
2. incrementare il capitale investito durante le fasi di oscillazioni negative.
Sono due strategie tendenzialmente opposte che possono però anche fondersi.
La prima strategia – in genere – si attua attraverso l’uso di indicatori di momentum, nella maggioranza dei casi medie mobili.Gli studi hanno dimostrato che per ridurre i molti falsi segnali di questi indicatori è utile utilizzare dati mensili. Alcune strategie più evolute, partendo dalla considerazione che le grandi oscillazioni negative dei mercati azionari coincidono sempre con periodi di recessione economica, uniscono indicatori di momentum sui prezzi ad indicatori di tipo macroeconomico per filtrare i dati che giungono dalle medie mobili con i dati che stimano la probabilità di entrare in recessione economica nei prossimi mesi.Evitare le grandi perdite nell’azionario è possibile, ma ovviamente ha un costo: quello di uscire e vedere il mercato riprendersi, dovendo rientrare a prezzi superiori. E’ normale che questo accada, ma il vantaggio di non stare sul mercato durante i crolli compensa abbondantemente questo costo.L’altro gruppo di strategie implica investire nell’azionario una parte più piccola di quella che valutiamo adeguata per il proprio profilo d’investitore ed aumentare l’investimento quando i mercati crollano. E’ evidente che anche questa strategia implica un “costo” anche se indiretto: investire poco in azioni per molto tempo se questo “crollo” non arriva nel periodo d’investimento considerato.Naturalmente non esiste la strategia “migliore” in assoluto, esiste quella più adatta alla propria personalità, cioè quella che è più probabile che venga poi applicata nei momenti in cui giungono i segnali di vendere oppure di acquistare.
Ciò che conta, quindi, è comprendere bene la strategia che s’intende applicare.
E’ importante che sia ragionevolmente semplice e molto ben testata sia su dati storici che simulati. Infine è auspicabile che sia basata su ricerche accademiche pubblicate su riviste scientifiche affidabili (cioè che applichino la così detta “peer review”, revisione paritaria).Appare tutto troppo complicato? L’alternativa all’utilizzo di strategie d’investimento è quello che fa la quasi totalità degli investitori: investire in modo inconsapevole sulla base di consigli interessati dei vari venditori della finanza. L’esperienza dimostra che sono molte più le delusioni che le soddisfazioni.
E’ importante che gli investitori entrino nell’ordine delle idee che oggi investire richiede necessariamente un po’ di competenza. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Strategie di contrasto alla criminalità organizzata

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Maggio 2018

Parma Mercoledì 2 maggio, alle ore 9, nell’Aula dei Cavalieri del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), si terrà il secondo incontro del ciclo di seminari “Strategie di contrasto alla criminalità organizzata: prevenzione, repressione, tutela dei diritti”, organizzato da Giacomo Degli Antoni, Presidente del Corso di studi in Scienze politiche del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali e da Laura Pineschi, presidente del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA).Programma:
Coordina Giacomo Degli Antoni Presidente dei Corsi di Studio in Scienze Politiche, Università di Parma
Ore 9.00 Armando Barani Professore a contratto di Diritto dell’Unione europea, Università di Parma La tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea rispetto all’azione fraudolenta del crimine organizzato: l’istituzione della Procura europea
Ore 9.30 Giorgio Conti Professore aggregato di Diritto amministrativo, Università di Parma
La Legge 190/2012 – la normativa anticorruzione, e per la repressione della corruzione e della illegalità nella Pubblica Amministrazione
Ore 10.00 Chiara Scivoletto Professore associato di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale, Università di Parma Figli della ‘ndrangheta, ragazzi di mafia. Risorse della giurisdizione e delle comunità locali
Ore 10.30 Vincenza Pellegrino Professore associato di Sociologia dei processi culturali, Università di Parma La criminalità organizzata e le appartenenze culturali: che cosa ci insegna il carcere
Ore 11.15 Stefano Putinati Professore aggregato di Diritto penale dell’economia, Università di Parma Le misure di prevenzione patrimoniali come strumento di lotta alle mafie
Ore 11.45 Bruno Pierri Professore a contratto di Storia politica estera italiana, Università di Parma Criminalità telematica e sicurezza cibernetica: sistemi politici a confronto
Ore 12.15 Fausto Pagnotta Professore a contratto di Storia dei diritti umani e web society, Università di Parma
La dimensione digitale del web e le nuove sfide della criminalità organizzata alla cultura della legalità: una prospettiva europea.

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Le strategie dell’alimentare italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Parma dal 7 al 10 maggio, organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare 19° edizione di Cibus. Il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi di euro mostrando una crescita del 3,8%; l’export però cresce di oltre il 6% e ormai vale complessivamente oltre 41 miliardi di cui oltre 32 di prodotti finiti (dati 2017, Federalimentare e Osservatorio CibusExport). Con i consumi alimentari ancora deboli in Italia, l’export quindi diventa sempre più strategico. Le esportazioni crescono in tutte le geografie, ma si registra finalmente un recupero di Russia, Spagna e Sud America mentre si mantiene estremamente sostenuta la crescita in Nord America e in Asia. Le merceologie che performano meglio anche nel 2017 sono formaggi, salumi, dolciario e spumanti ma mostrano tassi di sviluppo molto interessanti le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali. Nell’Anno del Cibo Italiano la filiera dell’agroalimentare celebrerà i risultati raggiunti e presenterà nuovi prodotti alla 19° edizione di Cibus. Saranno 3.100 gli espositori presenti (+100 espositori rispetto all’edizione 2016); più di 135.000 mq espositivi (con un incremento di +5.000 mq rispetto all’edizione 2016 grazie alla realizzazione di un nuovo padiglione temporaneo); sono attesi 80.000 visitatori professionali, di cui il 20% dall’estero, e, tra questi, 2.500 top buyers; arriveranno circa 1300 giornalisti, i maggiori quotidiani e tv nazionali oltre alle testate specializzate.Mille i nuovi prodotti che saranno esposti a Cibus, il cui elenco verrà pubblicato a fine aprile sul sito Cibus.it. Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks. Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. E l’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine saranno esposti dai Consorzi di tutela nell’area di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche. Le tendenze dell’alimentare emergeranno dal momento espositivo e da quello convegnistico: la continua crescita dei prodotti salutistici, ma anche dei ready meals; la richiesta dei consumatori focalizzata sia sui prodotti premium sia su quelli low cost.
Tra le tante tavole rotonde, convegni, seminari, workshop e talks, Cibus sarà l’occasione per fare il punto sulle tematiche più rilevanti: biotecnologie e ricerca scientifica nell’alimentare; innovazione e sostenibilità; prevenzione degli sprechi alimentari; le fake news nell’alimentare; la promozione all’estero dei prodotti italiani e la piaga dell’italian sounding; punto vendita fisico e vendite on line, come sarà il negozio del futuro; le frontiere del marketing nei punti vendita; i novel foods (insetti e carne coltivata); dove va il packaging; gli chef come influencer; ed altro ancora.
Il fuori salone in città, CIBUS OFF, si terrà dal 5 al 13 maggio in piazza Garibaldi a Parma e si integra nell’organizzazione delle attività di promozione di “Parma City of Gastronomy”.“Cibus è tradizione e innovazione, con la stessa formula vogliamo raccontare lo straordinario patrimonio agroalimentare italiano – ha dichiarato in conferenza stampa Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali – Il Governo aveva posto, già in occasione di Expo2015, il traguardo dei 50 miliardi di euro di export entro il 2020 e fa piacere constatare che la tabella di marcia verso questo ambizioso obiettivo sia rispettata. Certamente il 2018, con le iniziative dell’Anno del Cibo italiano, rappresenta un’occasione per porre al centro dell’attenzione la grande eredità culturale che ci contraddistingue e contribuire alla crescita economica di un settore strategico per l’economia del nostro Paese”. Antonio Ferraioli, Vicepresidente di Federalimentare (che terrà la propria assemblea generale a Cibus) ha presentato lo stato dell’arte del comparto agroalimentare: “Siamo nell’anno che celebra il cibo italiano e i dati di settore appoggiano pienamente l’importante investitura. Dopo un 2017 che si è lasciato finalmente alle spalle la crisi, infatti, anche per il 2018 l’agroalimentare sembra confermarsi il settore trainante dell’economia italiana crescendo di più e meglio di altri comparti ed è proprio per questo che la valorizzazione e la promozione del nostro Made in Italy deve essere centrale non solo nelle politiche italiane, ma anche a Bruxelles dove si giocano le battaglie su cui si decide la nostra competitività”. Un concetto che è stato sottolineato anche dal Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma: “Cibus sarà quindi l’espressione apicale dell’Anno del Cibo Italiano, in ambito business. Un parterre espositivo unico nel panorama internazionale che esprime al meglio l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana e che è, da sempre, la piattaforma privilegiata per l’export dei prodotti nazionali verso tutti i mercati obiettivo. L’impegno di Agenzia ICE per l’export alimentare è stato sottolineato da Ines Aronadio, Dirigente dell’Ufficio Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE-Agenzia: ” L’export ha registrato un aumento del +7% sull’anno precedente e in vista della celebrazione del 2018 come l’Anno del Cibo italiano, l’Agenzia ICE, grazie alla sua diffusa rete di uffici all’estero e all’esperienza maturata in oltre 90 anni di attività di promozione del Made in Italy, è ancor più attenta nel cogliere le opportunità presenti nei mercati esteri per le PMI italiane. In occasione del Cibus 2018, registriamo la presenza record di 370 buyer opportunamente selezionati ed invitati dalla rete estera, d’intesa con Fiere di Parma”.Sulle nuove tendenze di consumo dell’alimentare e sulle novità di Cibus2018 è intervenuto Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma: “La capacità di innovazione delle imprese alimentari italiane riesce sempre a sorprenderci e rappresenta la vera competenza distintiva del settore e quindi di Cibus. Ognuno dei nostri oltre 3.000 espositori presenterà innovazioni di prodotto sempre più mirate ai diversi mercati internazionali garantendo la tenuta o addirittura l’incremento dello straordinario ciclo di sviluppo del nostro export nonché la soddisfazione degli 80.000 visitatori che arriveranno da tutto il mondo a Parma dal 7 al 10 maggio”.

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Big data: per orientare le strategie di business

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

opportunita-lavoroConsiderati uno strumento indispensabile per orientare le strategie di business, i Big Data occupano ormai un posto di rilievo nell’agenda di molte aziende. Una grande opportunità dal punto di vista occupazionale che, secondo i consulenti di Hays, una delle società leader nel recruiting specializzato, nei prossimi mesi si concretizzerà in un incremento della richiesta di professionisti capaci di analizzare e gestire grandi quantità di dati. Tra i più ricercati spiccano il Data Scientist, il Data Architect e l’Insight Analyst, tutti con specifiche ultra specializzate. “Sono sempre di più le aziende in Italia che investono in tecnologie avanzate e personale qualificato per sfruttare al massimo il potenziale dei Big Data – spiegano gli esperti di Hays Italia-. Le professioni digitali saranno sempre più valorizzate e ricercate dalle imprese e, già nel 2017, la domanda di talenti digitali aumenterà notevolmente, crescendo esponenzialmente entro il 2020”.Per coloro che desiderano intraprendere la carriera in ambito digital, gli esperti di Hays hanno stilato una classifica delle 10 figure professionali sui cui si concentreranno le attenzioni dei recruiter nel 2017.
In America è già considerato il lavoro numero 1 e ci sono varie scuole di pensiero su quale sia la vera definizione di Data Scientist. Sicuramente è un professionista con un background accademico molto forte (Master o Dottorato di Ricerca) in discipline quali Statistica, Matematica, Fisica o Economia e profonde conoscenze di Data Mining e Machine Learning. Un bravo Data Scientist è in grado di indentificare e risolvere problemi altamente complessi legati al business, utilizzando tool di analisi avanzati tra cui programmi di statistica come Python, R o Spark. Quest’analisi gioca infatti un ruolo centrale nel processo decisionale fornendo alle aziende gli strumenti necessari per affrontare con successo sfide sempre più complesse.
Per tutte le società che mirano a ottenere il massimo rendimento dal potenziale dei Big Data, nominare un Chief Data Officer è fondamentale. Il numero di questi professionisti è passato da soli 400 nel 2014 a oltre 1000 nel 2015 e si stima che per il 2019 il 90% delle grandi aziende avrà un Chief Data Officer. Il ruolo del CDO è variegato e complesso e comprende un ventaglio di competenze tra cui data infrastructure, data governance, data security, business intelligence, analisi degli insight e analisi avanzata. Questa figura professionale non solo deve essere tecnicamente competente, ma deve anche essere in grado di capire e guidare gli obiettivi aziendali e i processi di cambiamento a livello manageriale per allinearsi al business plan della compagnia.
Lavorare all’interno dello scenario dei Big Data è una cosa, costruire una struttura dati complessa è un’altra! Dalla definizione dello storage alla progettazione di un’infrastruttura per la gestione di dati non strutturati, un bravo Data Architect è capace di dare vita a soluzioni di successo per affrontare al meglio lo scenario dei Big Data.

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A Napoli un Congresso Internazionale dedicato alle nuove strategie per ridurre il rischio cardiovascolare

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGSi svolge a Napoli dal 9 all’11 febbraio 2017 nella Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli, Via Patenope 36 il Congresso medico dal titolo “New strategies for reducing cardiovascular risk: from old factors to emerging and therapeutic opportunities” organizzato dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Il congresso, presieduto da Pasquale Perrone Filardi, Docente di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, si aprirà con i saluti di Luigi Califano, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli per proseguire con due letture scientifiche. La prima sull’ipertensione, da parte di Bruno Trimarco, Docente di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli, la seconda su insufficienza cardiaca e diabete da parte di Stefan Anker, Docente all’Università di Gottingen, Germania. Il congresso prosegue venerdì 10 e sabato 11 febbraio con letture sui principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, quali glicemia, colesterolo, ipertensione, alimentazione; sulla diagnosi, soprattutto per i pazienti asintomatici, e sulle più recenti terapie. Il meeting ha ottenuto 14 crediti CME per i medici italiani.

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