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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘strozzini’

Codici: Roma nella morsa degli strozzini e abbandonata dalle istituzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

E’ la storia drammatica di una famiglia vittima di usura. Una situazione grave, pericolosa e pesante. È quella che si registra a Roma sul fronte della legalità. La capitale è diventata terra di scorribande per criminali senza scrupoli. Tra questi si stanno ritagliando sempre più spazio gli strozzini. Stando agli ultimi dati diffusi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel distretto della Corte d’Appello di Roma i processi per reati legati all’usura sono infatti passati da 32 a 48.“Numeri inquietanti – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – la nostra associazione li tocca con mano, visto che siamo impegnati in tre procedimenti legati all’usura, un fenomeno che purtroppo sta dilagando nella capitale e che non sembra trovare ostacoli anche a causa di istituzioni poco presenti”.
Emblematica la storia di una commerciante, una madre coraggio che ha trovato la forza di denunciare l’usuraio a cui si era affidata illudendosi di poter risolvere i propri problemi. “È iniziato tutto nel 2015 – racconta la donna – quando ho preso in affitto un locale commerciale, dove volevo trasferire l’attività che porto avanti da 15 anni. A ridosso dell’apertura, ho scoperto che mancava l’agibilità. Da quel momento, per paura che denunciassi l’irregolarità, il proprietario ha iniziato a rimandare indietro i bonifici che inviavo per pagare l’affitto, avviando la procedura dello sfratto. In questo modo sperava di riprendersi il locale. Questo comportamento mi è costato tre cause e tanti soldi, perché l’attività era chiusa, ma intanto dovevo versare le rate dei macchinari. Come se non bastasse, sono sorti dei problemi anche con l’affitto di casa e da lì per me e la mia famiglia è iniziato l’incubo”.Disperata, la donna insieme al marito si è rivolta ad un uomo, indicato da un commerciante della zona come rappresentante di piccole società del settore ed in grado di fornire prestiti vantaggiosi. “Abbiamo chiesto un prestito di 3.000 euro – ricorda la signora – ma in poco tempo ci siamo resi conto che di fronte non avevamo un altro esercente, ma un usuraio. Gli interessi diventavano sempre più alti ed alla fine ci siamo ritrovati a dover restituire 15.000 euro. Non avevamo quei soldi e così sono iniziate le minacce”.Telefonate minatorie, anche visite intimidatorie a casa. “Abbiamo avuto paura – dichiara la donna – ed alla fine abbiamo deciso di chiudere l’attività. Nel frattempo erano arrivati lo sfratto da casa e la bocciatura a scuola di mio figlio a causa delle assenze prolungate, dovute sempre a questa situazione disperata. Ci è crollato il mondo addosso. Ci siamo sentiti soli e abbandonati. Anche perché avevo inviato decine di email al Comune di Roma per chiedere aiuto, avevo contattato Assessorati e perfino la Segreteria del Sindaco, presentando tutta la documentazione necessaria per spiegare il nostro caso, ma in cambio ho ricevuto soltanto silenzio e indifferenza”.Uno spiraglio in questa vicenda drammatica si è aperto nel dicembre 2018, quando gli agenti del Commissariato di Primavalle hanno arrestato l’usuraio che aveva messo in ginocchio decine di commercianti nel quartiere Torresina. Da lì si è passati al processo, in cui l’Associazione Codici assiste la commerciante. “Ho perso l’attività che portavo avanti da anni – afferma la signora – siamo schiacciati dai debiti e continuiamo a subire minacce ed intimidazioni dai parenti dell’usuraio arrestato, che sono arrivati al punto di terrorizzare mio figlio, minorenne. Ciò nonostante non ho nessuna intenzione di mollare. Mentre eravamo in mano a quello strozzino, mi fu diagnostico un tumore al seno. Dio mi ha ridato la vita permettendomi di guarire, lo Stato me l’ha tolta. Abbiamo perso tutto, ma non la voglia di combattere. Continueremo a lottare”.Una madre coraggio, una famiglia forte, al fianco della quale si è schierata l’Associazione Codici, da sempre in prima fila per la legalità. “Siamo con loro e con tutte le vittime di usura – dichiara il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli – ci batteremo in Tribunale affinché sia fatta giustizia. Ci auguriamo che insieme a noi in aula ci siano anche le istituzioni, che purtroppo spesso sono assenti. Non esserci è sbagliato, perché significa cedere terreno ai criminali e questo non è più possibile, soprattutto in una città in difficoltà come Roma”. (n.r. Diamo spazio a questa notizia perchè, purtroppo, non è la sola. Moltissime persone sono abbandonate a se stesse dove la giustizia si misura con le lungaggini di anni, dove la prepotenza la fa da padrona e lo stato brilla per la sua indifferenza e pedanteria burocratica. Poi ci meravigliamo che nel segreto dell’urna si scaricano tensioni e frustazione e finendo nelle mani dei pifferai di turno, o non si va a votare mostrando totale sfiducia nelle istituzioni.)

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Antiusura a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Lettera aperta al Direttore di “Repubblica”. Egregio Direttore Ezio Mauro, ho letto la Vostra inchiesta ‘Usura, negozi e tavoli verdi ecco come si ripulisce il denaro’ pubblicata il giorno 20/10/2010 a firma di Massimo Lugli su Repubblica – Roma. Le scrivo a nome dell’Ambulatorio Antiusura Onlus di Roma, associazione attiva dal 1996 nell’assistenza alle vittime d’usura, per manifestarLe il nostro dissenso su quanto riportato relativamente ai dati con i quali si vuole definire il fenomeno usura. Dichiarare che: “Almeno il 60 per cento dei clienti abituali degli strozzini è composto da giocatori incalliti” è una grave distorsione della realtà. Chi è in contatto con gli usurati conosce la realtà di drammi ben più complessi che, lungi dall’essere derivati dal vizio, raccontano di storie normali. Di vite che non si discostano dalla quotidianità di ciascuno di noi. Relegare il rischio usura alla patologia compulsiva sortisce due risultati, entrambi deprecabili Il primo riguarda la sfera umana. Qualora passasse l’idea che la grande maggioranza di chi fa ricorso all’usura si trova in quella particolare situazione a causa di scelte discutibili, nonché assolutamente evitabili, l’usurato verrebbe gravato di un ulteriore fardello: quello del pubblico biasimo, in una situazione psicologica già di per se stessa logorante. Fardello che andrebbe a influire sul pudore nel riconoscere la propria condizione e sulla ritrosia nella denuncia.
L’unica arma che abbiamo per arginare la criminalità, piccola od organizzata che sia, che prolifera nell’humus dell’usura, è proprio quella della denuncia da parte delle vittime. È lì che viene indirizzato ogni sforzo di un’associazione come la nostra che si batte al fianco dell’usurato. Ma l’ultima decisione spetta sempre alla vittima; e i dati delle questure non sono confortanti. Il secondo rischio riguarda la percezione del fenomeno usura. Tenersi lontani dalle sale da gioco, non rende immuni all’usura. La condizione di sovraindebitamento, spesso anticamera del ricorso al ‘cravattaro’, è una condizione sempre più frequente e, nella maggior parte dei casi, deriva da errori di valutazione di spesa, da pagamenti imprevisti e irrinunciabili, da drammi familiari, da licenziamenti. Situazioni che fanno parte della vita di tutti e della realtà che ci circonda. Situazioni che, alle volte, vengono a combinarsi facendo inesorabilmente saltare un bilancio familiare fino a ieri stabile. Capire ciò, significa capire l’entità e il rischio di un fenomeno in preoccupante espansione e tenere alta la guardia lì dove ce n’è bisogno. Quelle che gli utenti dell’Ambulatorio Antiusura ci hanno raccontato nei nostri quattordici anni di attività sono storie di famiglie, di donne e uomini di tutto rispetto. Più credibile, per le nostre osservazioni, potrebbe essere la frase: “Almeno il 60 per cento dei giocatori incalliti sono clienti abituali degli strozzini”.
Dare risalto mediatico diffuso al problema è un ausilio indispensabile nella campagna contro l’usura. Inquadrare il fenomeno nella giusta luce e dargli il giusto peso è necessario affinché cittadini e istituzioni abbiano ben definiti i contorni di ciò di fronte a cui si trovano. Certo della Sua attenzione colgo l’occasione per salutarLa cordialmente. (Avv. Luigi Ciatti Presidente dell’Ambulatorio Antiusura Onlus Roma)

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L’usura è un male sociale

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2009

In Italia non esiste a tutt’oggi un quadro aggiornato dell’entità del fenomeno dell’usura e, soprattutto, non è in termini di ufficialità. Indicare, quindi, dei numeri è sempre un azzardo perché si rischia o di essere eccessivi o di sottovalutare il fenomeno. Fatta questa doverosa premessa limitiamoci ai pochi dati che in proposito sono più degli altri sostenuti da riscontri obiettivi. Incominciamo con il dire che non tutta l’usura emerge date le molte convivenze ed anche timori tra le vittime di ritorsioni anche gravi nei loro confronti da parte di chi ha tutto l’interesse che la tragedia si maturi all’interno e non fuoriesca nulla. Diciamo, quindi, che tra commercianti ed imprenditori sono trecentomila i soggetti che restano vittime ogni anno dell’usura. L’usuraio detiene ciò che non gli appartiene: non soltanto il denaro che egli ha ingiustamente sottratto, ma la persona stessa del suo debitore, che diventa come  uno schiavo impotente nelle sue mani. Sono mani che non raramente grondano sangue considerato il preoccupante rapporto dell’usura con la malavita organizzata e l’emigrazione clandestina. La stessa malavita organizzata, in molti casi gestisce direttamente il “mercato dell’usura” e lo alimenta sia imponendo “pizzi” esorbitanti agli esercenti e quindi costringendoli ad indebitarsi, sia impedendo con il terrore delle sue vendette, la denunzia dei colpevoli. Il tutto diventa una spirale senza fine che è difficile spezzare senza in concorso impegnato di tutte le forze sociali presenti sul territorio.

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Alta percentuale di imprenditori a rischio usura

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

Il responsabile lombardo dell’Italia dei Diritti osserva in proposito: “Il Governo regionale dovrebbe fare pressioni sulle banche per allargare il cordone sui prestiti” Lo si deduce da una ricerca della Camera di commercio di Milano realizzata a fine 2008 su 300 piccole e medie imprese della provincia di Milano ha messo in luce la preoccupante situazione in cui versano le imprese della provincia lombarda. Secondo tale ricerca tre imprenditori su cento sono a rischio a causa della crisi finanziaria e di questi 28,3%, composto per lo più da donne e da uomini oltre i 45 anni, vede il ricorso agli strozzini come una possibile soluzione. Giuseppe Criseo, responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti denuncia : ” La latitanza del Governo regionale che dovrebbe fare pressioni sulle banche affinché allarghino i cordoni sui prestiti. In un periodo di crisi come questo infatti l’attività dei piccoli imprenditori andrebbe incoraggiata, e sarebbe auspicabile che le banche fornissero anche il servizio di esperti che possano seguire l’attività dell’imprenditore che in questo modo cadrebbe meno facilmente nelle grinfie degli usurai i quali non sono una soluzione ma un danno.Come alternativa alle banche fortunatamente non c’è solo l’usura- conclude il responsabile lombardo dell’Italia dei Diritti- ma anche il circuito di prestiti tra privati cittadini come quello di Zoppa.it che segnalo come valido ed onesto”.

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Modifiche sull’usura

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Il Senato ha approvato la modifica della L. 108/96 sull’usura semplificando molte delle procedure esistenti e soprattutto, come da anni chiesto da Adiconsum che gestisce il Fondo di prevenzione usura per conto del Ministero dell’Economia, introducendo la procedura del concordato per le famiglie sovraindebitate. Adiconsum chiede che il provvedimento che ora passerà all’esame della Camera venga approvato in tempi brevissimi per rispondere a tutte quelle famiglie che da anni ormai sono alle prese con una riduzione del reddito reale ed ora con le conseguenze della crisi finanziaria mondiale. È importante che anticipando anche l’emanazione della legge il Ministero dell’Economia rifinanzi il Fondo di prevenzione usura unico e reale mezzo finora per aiutare le famiglia in difficoltà come dimostrano le centinaia di interventi effettuati da Adiconsum attraverso il Fondo.

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