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Posts Tagged ‘strumenti finanziari’

MPS – Obbligazioni subordinate. Arriva anche la beffa del bollo di fine anno

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

monte dei paschi di sienaIl 31 dicembre sarà calcolata l’imposta di bollo sugli strumenti finanziari come disciplinato dall’articolo 3 del Decreto Ministeriale 24 maggio 2012 e confermato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 48/E del 21 dicembre 2012 che stabilisce al punto 2.2 che “le aliquote di imposta si applicano sul valore di mercato dei prodotti finanziari o, in mancanza, sul valore nominale o di rimborso, come risultante dalla comunicazione inviata alla clientela”.I bond subordinati del Mps sono tutti non quotati, inclusa l’obbligazione “Antonveneta” codice IT0004352586 in possesso del pubblico al dettaglio.Questa, infatti, è negoziata dallo stesso Monte dei Paschi di Siena al DDT (evitiamo facili ironie…) che è tecnicamente un “internalizzatore sistematico”. Il titolo, quindi, viene considerato non quotato, esattamente come gli altri subordinati della banca.
Cosa significa tutto ciò? Che sarà calcolata l’imposta di bollo dello 0,2% sul valore nominale dei titoli e non sull’ultimo prezzo disponibile, che per il bond “Antonveneta” di cui sopra è 46.Conseguenza è che, ad esempio, un portatore di quel bond per diecimila euro nominali pagherà un’imposta di bollo di 20 euro e non di 9,20 euro come accadrebbe se fosse invece calcolata sul valore di 46. Un’ulteriore perdita che si aggiunge al resto, ed un ingiusto guadagno per il fisco… come se gia’ ingiustamente non ne avesse.…

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Accordo Per Assistere le Pmi nei Mercati Esteri

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Il Gruppo Montepaschi Siena e alcune strutture camerali per l’internazionalizzazione, guidate da Promofirenze, (ARIES Trieste, ASPIN Frosinone, Camera di Commercio di Latina, CESP Matera, Concentro Pordenone, Intertrade Salerno, Padova Promex, Promos Milano, Unioncamere Emilia Romagna e Vicenza Qualità) hanno firmato  un protocollo per agevolare e supportare con i migliori strumenti finanziari e le professionalità più adeguate i percorsi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane. Le fragilità  che pervadono il mercato finanziario e alcuni Paesi, le previsioni di evoluzione del PIL delle economie cosiddette avanzate – tra cui l’Italia – certo non particolarmente stimolanti rendono sempre più vitale per molte aziende la ricerca di nuovi sbocchi e opportunità di sviluppo internazionale, in particolare per le imprese di medie e piccole dimensioni. La stessa Commissione Europea sottolinea, in un suo recente rapporto, come le PMI che sono in grado di competere sui mercati esteri sviluppino performances altamente superiori a quelle che non lo fanno. Dall’accordo siglato questa mattina nasceranno significative sinergie operative che promuoveranno il Made in Italy nel mondo, mettendo a disposizione per le imprese specifici prodotti finanziari, servizi specializzati di consulenza per favorire investimenti internazionali.

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Private equity: crescono gli investimenti in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2009

In controtendenza rispetto a quanto avviene nel mondo, il 2008 è stato un anno di grande sviluppo per il private equity in Italia  I fondi (private equity e venture capital) hanno investito oltre 5,4 miliardi di euro, + 30 per cento rispetto al 2007 ed è aumentato anche il numero di operazioni (372) + 23 per cento rispetto all’anno precedente. L’attività di raccolta è invece diminuita di un quarto, penalizzata soprattutto dalla scarsa liquidità di cui dispongono attualmente gli investitori istituzionali. Alcune caratteristiche proprie del sistema economico italiano, gli hanno infatti permesso di contrastare la crisi: la maggior parte del mercato è da sempre composta dalle transazioni di aziende medio-piccole, ed è proprio il mercato delle PMI che sta sopportando meglio questo momento di così difficile  Il cosiddetto “credit crunch” ha costretto gli imprenditori ad aprirsi verso strumenti finanziari alternativi, anche quando questi comportano l’ingresso di nuovi soci nell’azienda.A trainare la crescita del private equity è il Centro Nord. All’interno della macroarea, spicca l’Emilia Romagna, seconda regione, dopo la Lombardia, per numero di operazioni effettuate (46) e terza per ammontare investito (ci precede anche il Lazio). Nello scorso anno i fondi di private equity hanno incanalato nelle imprese emiliano romagnole quasi 1,3 miliardi di euro. Nel quadro generale, il 2008 ha visto una sensibile riduzione del peso degli operatori internazionali nell’attività di raccolta, ma, per contro, sono aumentate le sottoscrizioni provenienti da gruppi industriali (23 per cento) e investitori individuali (22 per cento) che nel 2008 sono risultati i le due principali fonti di capitali  Il mercato ha registrato, mediamente, un incremento nell’ammontare del capitale investito per singola operazione, passando da 7 a 9 milioni di euro, al netto delle grandi operazioni * Ad investire sono stati principalmente fondi pan-europei e Sgr, seguiti a distanza da banche e altri operatori nazionali * Per quanto riguarda i settori, le operazioni di private equity, sia in termini di numero, sia in termini di valore, si sono rivolte maggiormente ai prodotti e servizi per l’industria, seguiti dalle attività di media & entertainment * Sono soprattutto le PMI, con un numero di dipendenti inferiore a 250 unità e con un fatturato inferiore a 50 milioni, sulle quali il private equity si concentra maggiormente, con il 71% di operazioni all’attivo. L’orientamento dei fondi verso le PMI si spinge verso un nuovo modello di private equity, nel quale le operazioni si baseranno sempre meno sulla leva finanziaria e molto di più sul lavoro dei gestori dei fondi all’interno delle imprese in cui di è investito, per favorirne la crescita dimensionale e il loro livello d’internazionalizzazione e per renderle più efficienti ed innovative * In molti casi i fondi entreranno nel capitale delle aziende insieme ed in partnership con imprenditori industriali, che porteranno competenze specifiche e nuove professionalità. Gli operatori del settore si dicono fiduciosi nelle opportunità che il 2009 presenterà in termini di operazioni di sviluppo e ristrutturazione delle imprese, anche perché, come dimostrano alcune analisi empiriche, a differenza di molti altri segmenti di mercato finanziario, le migliori performance di strumenti anticiclici come i Fondi di private equity, sono riconducibili alle iniziative nate nei periodi di recessione, come quello che stiamo attualmente vivendo. (Vittorio Anelli e Francesca Furlotti, Luseis da J Buon Giorno Impresa)

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