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Microimprese: sono 4 milioni in Italia e hanno bisogno di strumenti di gestione delle finanze

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

La Camera di Commercio di Mestre rivela che le microimprese in Italia sono oltre 4 milioni (98.2% del totale) e occupano 8 milioni di persone, il 56.4% di tutti gli addetti del settore privato in Italia. Nessun altro paese europeo mostra una centralità così forte delle microimprese per l’occupazione dei cittadini.Le imprese italiane con meno di 20 addetti hanno generato (2015) 1.071 mld di fatturato e questo incide per il 35,9% sul totale nazionale. Questa tipologia di azienda rappresenta davvero l’asse portante dell’economia del paese.Anche per i negozi e le microimprese è fondamentale pensare ad una gestione finanziaria coerente. Anche un’azienda di piccole dimensioni si può dotare di tool semplici che supportino il processo decisionale dell’imprenditore.Molto spesso in attività di questo tipo, le scelte nella gestione finanziaria sono affidate all’esperienza e al “sesto senso” dell’imprenditore. Queste decisioni, spesso corrette, possono essere facilmente supportate, od in alcuni casi confutate, dalla visualizzazione dei dati già presenti in azienda. Si possono così evitare errori costosi e prendere in tempo le decisioni corrette.Il controllo finanziario deve avere una duplice valenza: verificare le entrate e le uscite in tempo reale ma anche fornire previsioni e stime per il futuro.
Un altro aspetto fondamentale è la semplicità. Nelle piccole aziende e nei negozi non serve spendere cifre importanti in formazione e tecnologia: serve immediatezza, chiarezza, performance. La gestione deve essere automatizzata: lo strumento deve ricevere, ad esempio, le fatture ed archiviarle in autonomia. Così da permettere un consistente risparmio di tempo e fatica nell’inserimento di tutti questi dati.Lo strumento scelto deve poi divenire passo passo un assistente virtuale in grado di orientare e migliorare le scelte del negozio o della microimpresa. Quotidianamente. Perché le sfide e i problemi sono cose di tutti i giorni. Lo strumento deve essere anche in grado di fare delle simulazioni e dare indicazioni e interpretazioni sui dati inseriti.La semplicità di uno strumento di questo tipo deve consentire al titolare stesso del negozio o della microimpresa di navigarlo, utilizzarlo e sfruttarlo al meglio. Soprattutto a seguito dell’introduzione della Fatturazione Elettronica tra privati si rende necessario un sistema simile che possa registrare e gestire i documenti stessi.Per rispondere a tutte queste esigenze c’è Zillions, ad esempio, il nuovo strumento lanciato dalla startup bolognese Simplavivo, che ha rilasciato sua versione Business, dedicata proprio alle microimprese.Zillions Business svolge alcune funzioni fondamentali e utilissime:
· Riceve le fatture e le archivia
· Interpreta e classifica le righe di fattura
· Fornisce un’analisi per categoria, prodotto e intervallo temporale e centro di costo in tempo reale.
E poi confronta le uscite con i periodi precedenti ed il budget impostato e consente di fare previsioni e stime per il futuro, essendo perfettamente compatibile con la gestione elettronica delle fatture.

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Sicurezza: Fp Cgil, ddl Polizia Locale depotenziato senza risorse e strumenti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Una riforma, da tanto tempo attesa, che parte già depotenziata perché non prevede risorse e strumenti efficaci a sostegno”. Così la Funzione Pubblica Cgil commenta il via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega sulla riforma della Polizia Locale.Per la Fp Cgil, aggiunge, “la funzione di sicurezza urbana e il ruolo della Polizia Locale sono parte importante delle politiche delle Autonomie Locali che attendono investimenti e valorizzazione da troppo tempo, per questo chiediamo che qualsiasi intervento normativo non rappresenti solo un impegno generico ma una svolta reale. Inoltre – prosegue -, viene utilizzato lo strumento della delega al Governo che indubbiamente allungherà i tempi di realizzazione della riforma, quando in tutti questi mesi non sono mancate le occasioni in Parlamento per poter dare immediata risposta alle esigenze e ai bisogni del personale della Polizia Locale”.Secondo la Funzione Pubblica Cgil, “nonostante emergano nella delega elementi che noi da tempo chiediamo, non possiamo non sottolineare il criterio di invarianza di spesa che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Ciò che rivendichiamo con forza è lo stanziamento di risorse necessarie per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale e di tutto il comparto delle Funzioni Locali, a partire dalla necessità di rinnovare il contratto nazionale e di garantire maggiori risorse per la contrattazione integrativa”. Per queste ragioni il sindacato sottolinea “l’esigenza di una modifica del testo che renda esplicito lo stanziamento di risorse che possano garantire l’estensione di tutele al settore, consapevoli dell’impossibilità di realizzare una riforma a costo zero. Per tali ragioni, anche alla luce di impegni presi dal Ministero dell’Interno, è fondamentale aprire un confronto per definire gli opportuni emendamenti e per riconoscere al più presto diritti e tutele agli oltre 60 mila dipendenti della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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La scuola si trasforma “alla pari” con strumenti e modelli condivisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Dopo il successo della prima edizione che ha coinvolto 470 insegnanti, la Fondazione Mondo Digitale lancia a 5 “super docenti” la sfida di formare oltre 500 colleghi di 5 regioni all’uso di Google Computer Science First (g.co/csfirst/it) per l’insegnamento del coding in classe. Con la collaborazione di docenti della scuola primaria, prende vita anche il primo tentativo di curriculum mapping e di sperimentazione dell’uso della piattaforma per l’insegnamento delle materie tradizionali.Anche per il 2019 la Fondazione Mondo Digitale è al fianco di Google per appassionare i docenti della scuola italiana al pensiero computazionale attraverso l’esperienza di Computer Science First, la piattaforma gratuita, semplice e innovativa per insegnare e apprendere nuovi linguaggi di programmazione e acquisire velocemente le competenze digitali per integrare la didattica con metodologie più efficaci e trasversali.
Dopo il successo della prima edizione, che ha coinvolto 470 insegnanti e 9.000 studenti, la Fondazione Mondo Digitale lancia una nuova sfida a 5 “super docenti” che dovranno formare nel 2019 oltre 500 colleghi di Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Piemonte. Il modello di insegnamento “alla pari”, supportato da attività guidate, giochi e video animazioni, aiuta il docente, anche senza esperienza, a introdurre i nuovi linguaggi digitali nell’insegnamento delle materie scolastiche e a creare curriculum verticali, dalle elementari alle superiori, che rispettano tempi e modalità di apprendimento di ciascuno studente, anche con bisogni speciali.La piattaforma, basata sul linguaggio intuitivo Scratch, ideato dal gruppo Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab, non è pensata solamente per acquisire in modo veloce le abilità base di programmazione ma anche per accompagnare i docenti lungo percorsi didattici capaci di intrecciare il coding con le discipline curricolari. Il lavoro fianco a fianco con alcuni insegnanti di scuola primaria, protagonisti della prima edizione del progetto, ha permesso infatti alla Fondazione Mondo Digitale di sperimentare un primo tentativo di mappatura del curriculum per creare connessioni tra le aree di attività di CS First (Story-telling, Fashion and Design, Arte, Friends, Social media, Game design, Animation, Mathematics, Computer Science) e le principali materie scolastiche. Il risultato della collaborazione è una selezione di attività trasversali che ogni insegnante può implementare e personalizzare secondo le proprie esigenze per trovare soluzioni pedagogiche nuove e accattivanti: da animazioni di scienze sul ciclo dell’acqua e sulla nascita della terra, a progetti di storytelling sulla storia, fino a giochi interattivi di geografia, matematica e inglese. Nel mese di ottobre, con la “CSF League”, vengono premiati i progetti migliori realizzati dai docenti insieme ai loro studenti.
“I risultati raggiunti con la prima edizione del progetto ci hanno confermato che ci sono moltissimi docenti e dirigenti innovatori pronti a sperimentare nuovi modi di fare didattica. Il nostro impegno, al fianco di Google, è quello di offrire formazione e strumenti per renderli protagonisti del cambiamento e attori consapevoli della trasformazione digitale della scuola”, dichiara Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.“A Google vogliamo ispirare i giovani di tutto il mondo non solo a utilizzare la tecnologia, ma anche a crearla. Desideriamo preparare gli studenti per il futuro, e incrementare l’accesso all’educazione informatica. Per questo siamo entusiasti di collaborare nuovamente con il nostro partner Fondazione Mondo Digitale per la formazione di 500 insegnanti sui moduli di Computer Science First”, dichiara Verónica Gebhardt, Google Education Program Manager.Per prenotarsi ai corsi di Google Computer Science First https://forms.gle/uR5Q4hbHPMWqGxmY8

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“La Centrale Rischi e gli strumenti strategici per il credito bancario”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Chiusi (SI) Mercoledì 31 ottobre, alle ore 17.30, presso la sede aziendale di Readytec Spa – Località Querce al Pino – Strada Provinciale 146 n.19, si terrà il seminario gratuito “La Centrale Rischi e gli strumenti strategici per il credito bancario”, organizzato dal Gruppo Imprenditori Valdichiana di Confindustria Toscana Sud. L’incontro si inserisce nelle attività del programma di lavoro della Sezione Territoriale Valdichiana, in particolare in quella di “Diffusione e aggiornamento delle Competenze di Impresa”, con contenuti formativi per gli imprenditori associati a Confindustria. Nel precedente seminario sempre dedicato a questo tema erano stati affrontati i concetti ed i criteri di valutazione basilari che caratterizzano le politiche del credito ed i conseguenti rapporti tra sistema bancario e impresa; l’incontro del 31 ottobre pv sarà invece incentrato sulla Centrale Rischi e sul Business Plan. Il primo rappresenta la piattaforma informatica a disposizione delle banche per raccogliere sinteticamente le informazioni sulle modalità con cui le aziende gestiscono le risorse messe a disposizione dal sistema creditizio; il secondo è invece uno strumento di calcolo a disposizione dell’imprenditore, a supporto delle richieste di credito, con il quale è possibile formalizzare le evoluzioni dei parametri e degli indici di bilancio in funzione delle strategie di sviluppo che si intende perseguire. “Anche con questo incontro vogliamo continuare a fornire opportunità di confronto e formazione per gli imprenditori ed i loro collaboratori” commenta Giovanni Tiezzi, Presidente del Gruppo Imprenditori Valdichiana, “la conoscenza e l’interpretazione dei molteplici aspetti del mondo del credito, che siano per esigenze correnti o straordinarie di sviluppo, non possono che migliorare la nostra valutazione presso le banche, e qualificare le nostre richieste”.

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L’assistenza agli anziani: metodi e strumenti razionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Rimini nelle giornate di venerdì 9 e sabato 10 marzo Palacongressi di Rimini, al fianco di studiosi quali Murna Downs, docente di Studi sulla Demenza presso il Centro di Studi Applicati sulla Demenza dell’Università di Bradford; l’antropologo e scrittore Marco Aime; Rabih Chattat, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson; il sociologo Pierpaolo Donati. E’ prevista anche la testimonianza personale di Kathy Ryan sull’Alzheimer precoce diagnosticatole a soli 52 anni. Nonostante la portata sempre crescente del problema, il dibattito tende tuttora a concentrarsi principalmente sugli aspetti medici, economici e manageriali della questione. Come rispettare l’umanità e i diritti profondi degli anziani coinvolgendo le famiglie nel prendersene cura? Come evitare che si sentano solamente l’oggetto di pratiche assistenziali? E allo stesso tempo, come favorire il benessere degli operatori? Sono solo alcune delle domande attorno alle quali si svilupperanno gli interventi della due giorni, nel tentativo di avanzare delle proposte per un’innovazione delle pratiche assistenziali che ponga in primo piano aspetti quali la relazione e il coinvolgimento attivo dell’assistito. Già da alcuni anni approcci innovativi per la cura di persone affette da problematiche neurocognitive sono andate consolidandosi in diversi Paesi, Italia inclusa, metodi che si prefiggono, in modo complementare alla terapia farmacologica, di curare la persona portando la sua storia personale a divenire la “pietra miliare” su cui costruire il progetto di cura, ma che possono essere parimenti utili anche a chi si prende cura di queste persone.
Saranno dunque i cosiddetti approcci non farmacologici a essere affrontati nel convegno, davanti a oltre 450 partecipanti, da esperti di fama internazionale, sviluppati attorno al tema del valore umano della persona, a sua volta declinato in quattro punti principali che vanno dall’accettazione della persona, al suo coinvolgimento nelle decisioni che la riguardano, passando per l’adattamento degli spazi nel rispetto di tempi ed esigenze specifiche e, ancora, per la valorizzazione di quella che è stata la storia personale dell’assistito.Cinque, in questo senso, le metodologie affrontate: l’approccio capacitante, che mira a sovvertire la tendenza in base alla quale, quando ci relazioniamo con una persona affetta da demenza, la nostra attenzione si focalizza principalmente sui suoi deficit e sulle sue difficoltà; il Metodo Gentlecare che riconosce la valenza curativa dell’ambiente stabilendo che il benessere della persona è raggiungibile mediante la costruzione attorno alla persona di “protesi” che consentano il mantenimento della maggior autonomia possibile del malato; il Metodo Montessori, che propone l’applicazione di una metodologia che favorisce l’autoeducazione e l’estensione naturale dell’autonomia; il concetto di bientratance, che punta a promuovere il benessere della persona-utente all’interno di queste istituzioni attraverso la ricerca continua della personalizzazione del percorso d’aiuto e della prestazione, e, infine, il metodo Validation tecnica di comunicazione che consiste nell’utilizzare tecniche verbali e non verbali che vanno a supportare le frequenti difficoltà relazionali che si verificano nella quotidianità di familiari e operatori, con l’obiettivo ultimo di permettere all’anziano di esprimere se stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo.

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Integrazione: un nuovo strumento per agevolare l’accesso al lavoro dei cittadini di paesi terzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

BruxellesBruxelles. In concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’ONU, la Commissione europea pubblica lo strumento europeo di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi. Si tratta di un web editor utilizzabile on line e off line che permetterà a quanti non sono cittadini dell’UE di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea. Lo strumento di determinazione delle competenze sarà uno dei primi ausili per i centri di accoglienza, i servizi di integrazione, i servizi pubblici per l’impiego e le altre organizzazioni che offrono servizi a cittadini di paesi terzi, al fine di far valere le loro competenze pregresse e gli studi fatti, oltre che instradarli verso un percorso di istruzione o formazione professionale o un’occupazione. Oltre a fornire una panoramica delle competenze dei cittadini di paesi terzi (aspetto che lo assimila a un CV), lo strumento aiuterà le organizzazioni che si occupano di migrazione a determinare ciò di cui ciascun individuo ha bisogno per potersi integrare nel mercato del lavoro. In ultima analisi esso semplificherà l’abbinamento tra chi cerca un lavoro e i posti di lavoro disponibili.
L’integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini di paesi terzi è una delle sfide più importanti che ci riguardano tutti, soprattutto alla luce dell’afflusso passato, presente e futuro di rifugiati e richiedenti asilo. Se infatti l’integrazione fallisse, avrebbe nel lungo periodo costi molto superiori a quelli di politiche di integrazione efficaci; considerati poi la digitalizzazione e l’invecchiamento della società, l’Europa ha tutto l’interesse a diventare una destinazione attraente per le persone di talento di cui le nostre economie hanno bisogno. Per valorizzare nel modo migliore il nostro capitale umano è indispensabile far buon uso di tutti i talenti disponibili nell’UE.
Lo strumento europeo di determinazione delle competenze rientra tra le dieci azioni principali annunciate nella nuova nuova agenda per le competenze per l’Europa. Ad un anno dall’avvio dell’agenda la Commissione ha già realizzato buona parte delle azioni volte a innalzare il livello delle competenze e a favorirne una migliore applicazione in Europa.
Lo strumento di determinazione delle competenze nasce per ridurre lo scarto tra competenze e occupazione di quanti non sono cittadini dell’UE; si applica sia a coloro che hanno un livello di istruzione elevato (che potrebbero tuttavia aver bisogno di aiuto per ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche) sia a coloro che hanno un livello di istruzione modesto e quindi necessitano di proseguire gli studi e la formazione per sviluppare le competenze richieste dal nostro mercato del lavoro. Per alcuni cittadini di paesi terzi, poi, l’integrazione nel mercato del lavoro può essere difficile per la scarsa conoscenza delle lingue degli Stati ospitanti; lo strumento di determinazione delle competenze permetterà di individuare tali lacune. Lo strumento va a integrare l’offerta di mezzi per aumentare la trasparenza delle competenze, quali Europass e il Quadro europeo delle qualifiche (entrambi già rivisti nell’ambito della nuova agenda per le competenze), che permettono ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle autorità competenti di comparare le qualifiche nazionali con quelle ottenute in altri Stati dell’UE e altrove.In occasione del lancio dello strumento di determinazione delle competenze la Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori Marianne Thyssen ha visitato a Bruxelles un centro di accoglienza Fedasil per richiedenti asilo e ha visto di persona come lo strumento possa essere utilizzato a vantaggio dei rifugiati e dei richiedenti asilo, oltre che dei servizi e degli assistenti sociali che li accompagnano nel processo di integrazione. Un servizio dedicato alla visita è disponibile su EbS. Allo stesso tempo si svolge a Bruxelles un evento inaugurale che funge altresì da conferenza di networking.

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Neuroscienze e i nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne le fragilità

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

cervelloMilano 19 maggio 2017 a partire dalle 8.00 presso il Centro Servizi Bezzi in via Massaua 6, conferenza internazionale “Storie biologiche e storie relazionali”. “I grandi progressi tecnologici degli ultimi 25 anni nel campo del neuroimaging e della neurobiologia hanno prodotto una veloce crescita delle neuroscienze, che oggi studiano sperimentalmente ogni aspetto della vita mentale. In connessione con queste conquiste, la psicoterapia psicoanalitica dell’età evolutiva ha sviluppato nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne fragilità e distorsioni” spiega Sara Micotti psicoterapeuta dell’età evolutiva, Direttore Scientifico del Settore Psicoterapia del Centro Benedetta D’Intino Onlus. “Storie biologiche e storie relazionali è un’importante occasione di scambio interprofessionale e interistituzionale per condividere competenze e confrontarsi su situazioni cliniche e tecniche di intervento per la presa in carico precoce di bambini piccoli e famiglie a rischio”.Interverranno alcuni dei massimi esperti a livello mondiale sui temi trattati e un panel di relatori e contributor che animeranno un ricco programma di seminari a tema.
Tra gli ospiti:
Mark Solms, Presidente della Società di Neuropsicoanalisi (NPSA) che terrà una relazione magistrale introduttiva.
Yoram Yovell della University of Haifa (Chair of Neuropsychology)
Katerina Fotopoulou dello University College London
Antonino Ferro e Anna Nicolò, Past President e Presidente della Società Psicoanalitica Italiana (SPI)

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Fare marketing in un mondo che cambia

Posted by fidest press agency su sabato, 4 marzo 2017

barricaPadova giovedì 23 marzo alle ore 18.00 al Best Western Biri Hotel (Via A. Grassi, 2) con Mauro Baricca in un seminario gratuito dal titolo “Il marketing sta cambiando, gli strumenti anche. Vuoi continuare a perdere opportunità o darti una mossa?”. Baricca è direttore marketing di Casa Imbastita Campus, una società che opera nel campo della formazione manageriale e della consulenza di direzione per piccole e medie imprese con sedi in Veneto e in Sicilia. Casa Imbastita Campus, che ha organizzato l’evento, lavora da anni con il mondo dell’impresa per contribuire al miglioramento della mentalità e della cultura imprenditoriale. Le caratteristiche professionali dello speaker – che è imprenditore, formatore e autore di libri di successo sul marketing, sulla leadership e sulla crescita personale – conferiscono ai suoi interventi un taglio pratico e concreto, ricco di spunti operativi da applicare subito in azienda. Il seminario è rivolto a imprenditori che abbiamo voglia di mettersi in gioco e imparare nuove tecniche di comunicazione e marketing e, più in generale, ai marketer e a tutti coloro che intendono formarsi per essere sempre più competitivi sul mercato.
Baricca fornirà una bussola per orientarsi in un mercato sempre più liquido e governare il timone del cambiamento, illustrando le straordinarie opportunità offerte dai social media. “Scopriremo insieme le 9 parole del marketing per il 2017 – anticipa Baricca – Parleremo di social media come opportunità di business a costi sostenibili, smaschereremo le bufale e la realtà del social media marketing. Ci confronteremo e approfondiremo insieme gli argomenti che hanno incuriosito di più il pubblico”.Strumenti e modalità di applicazione del marketing si evolvono in continuazione e a una velocità sempre maggiore. Ecco perché, oggi più che mai, la formazione permanente e l’aggiornamento continuo nel settore rappresentano una risorsa strategica imprescindibile per gli imprenditori. L’incontro è gratuito ma il numero dei posti a disposizione è limitato. (foto baricca)

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L’ascesa degli strumenti senzienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2017

robotGli enormi progressi tecnologici nell’ambito di intelligenza artificiale, Internet delle cose (IoT), città intelligenti, cloud intelligenti, robotica e mobilità intelligente hanno posto le basi per l’esplosione degli strumenti senzienti sul mercato globale. Questi strumenti sono coscienti e in grado di imparare dall’ambiente circostante e dagli utenti, e segnano il passo successivo nell’evoluzione dei sistemi computazionali.Come macchine sociali in grado di comunicare e interagire con il proprio ambiente, invece che limitarsi ad eseguire compiti meccanici, gli strumenti senzienti possono portare a un cambiamento epocale nei settori ad alta intensità di manodopera. I settori che saranno maggiormente influenzati da questa tecnologia rivoluzionaria comprendono: viaggi/mobilità, trasporti, difesa, produzione, medicina, edilizia, agricoltura, servizio clienti, finanza, informazione e comunicazione, città intelligenti.“È probabile che gli stakeholder che desiderano integrare le tecnologie di automazione nella propria catena di valore investiranno negli strumenti senzienti, poiché migliorano l’efficienza e la produttività, mantenendo allo stesso tempo semplici le operazioni”, afferma Yash Mukherjee, analista di Frost & Sullivan. “Per ottenere una perfetta integrazione, le aziende devono aggiornare le competenze della propria forza lavoro esistente.”
Poiché gli strumenti senzienti sono un settore in rapida evoluzione, le aziende non hanno ancora pienamente esplorato gli ecosistemi e le possibili partnership. Le economie che non sono ancora pronte per l’era degli strumenti senzienti rischiano un aumento dei tassi di disoccupazione a breve termine e un divario economico più ampio a lungo termine. Gli operai non specializzati e i dipendenti aziendali con mansioni di supporto che coinvolgono attività ripetitive e di routine sono maggiormente a rischio di essere sostituiti dall’automazione resa possibile dagli strumenti senzienti. “Tradizionalmente, le nuove ondate tecnologiche hanno creato nuove professioni tecnologiche, ma è probabile che l’era degli strumenti senzienti incoraggi anche lo sviluppo di competenze non collegate alla tecnologia”, osserva Mukjerjee. “Questi strumenti consentiranno un’elevata automazione delle professioni che richiedono un livello medio di competenze e genereranno numerose professioni che richiedono un alto livello di competenze, favorendo così un’economia basata sulla conoscenza per il futuro”.

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Mostra ‘Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura’

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

Roma Martedì 15 Novembre 2016, ore 18:00 / 8 Gennaio 2017 Padiglione 9B MACRO Testaccio Piazza Giustiniani. Luca Bergamo, Assessore alla Crescita culturale, Roma Capitale Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Elisabetta Pallottino, Direttore del Dipartimento di Architettura Roma Tre inaugurazione della mostra Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura.

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Controlli nei porti: “Ma la Guardia costiera non ha armi, né strumenti di Polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

“L’allarme terrorismo impone di aumentare il livello della sorveglianza ovunque, soprattutto in mare e nei porti in questo periodo estivo. E l’Italia risponde prontamente! Come? Ma è logico: sopprimendo le Squadre nautiche della Polizia di Stato, che sono addestrate e dotate almeno il minimo indispensabile per svolgere i compiti di Polizia giudiziaria. La solita schizofrenia! La sorveglianza è aumentata dal livello 1 al livello 2, ma nei porti viene affidata alla Guardia Costiera che svolge un lavoro encomiabile ed importantissimo, ma il cui Personale non è dotato di armamento individuale, e di norma non ha neppure accesso alle banche dati delle Forze dell’Ordine per il controllo di Polizia su persone e veicoli. Quindi, viste le solite fasulle rassicurazioni che si propinano ai cittadini su tv e giornali, vorremmo domandare: per innalzamento del livello di vigilanza cosa si intende, forse il solo controllo sulla congruità delle dotazioni di sicurezza dei natanti e la regolarità dei documenti di chi li conduce? E se qualcosa risulta fuori posto che accede esattamente?”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito delle notizie che da due giorni riempiono i titoli dei media in merito all’innalzamento del livello dei controlli di sicurezza nei porti per contrastare i rischi di terrorismo. Notizie che si incrociano con quelle della paventata chiusura delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato contro la quale si sta battendo con veemenza il Coisp che oggi sottolinea come “la Capitaneria di Porto è l’eccellenza per la sicurezza in mare, ma non poco centra con l’attività di anti-terrorismo non essendo Forza di Polizia” insiste Maccari. “Nel lontano aprile 2010 – ricorda il Segretario Generale del Coisp – un ufficiale della Guardia Costiera, Delegato Cocer della Marina Militare, denunciava esasperato: ‘L’unica arma in nostro possesso è la buona volontà’. Nel suo intervento evidenziava che gli uomini della Marina Militare appartenenti alla Guardia Costiera sono chiamati a svolgere attività come fossero Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria compiendo molteplici attività di polizia marittima: contrasto all’immigrazione clandestina ed al traffico di stupefacenti in mare, sicurezza ambientale, sicurezza della navigazione, antiterrorismo nei porti, controlli in mare ed a terra sulla regolarità e salubrità del pescato ecc… ma ‘nonostante tutto ciò – scriveva – gli Appartenenti alla Guardia Costiera non hanno lo status di pubblica sicurezza, non hanno l’arma individuale in dotazione, le manette, i giubbetti antiproiettile al fine di ben operare professionalmente e soprattutto per poter tutelare la propria sicurezza’. Non sfugge a nessuno che dopo sei anni la situazione non è certamente mutata, se non per il fatto che il livello di rischio terrorismo è aumentato vertiginosamente e che l’allerta impone una risposta ferma e decisa per garantire la sicurezza. Eppure si pensa di chiudere le Squadre Nautiche della Polizia di Stato, unica Forza di Polizia ad ordinamento civile operante in mare, confondendo le idee alla gente cui si dice che la Guardia Costiera ha innalzato il livello di allerta nei porti italiani, intensificando la vigilanza su persone e veicoli in transito per gli scali, senza ricordare che, per l’appunto, come sottolineato dallo stesso ufficiale, la Guardia Costiera non é una Forza di Polizia”.

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Nasce una nuova rivista bimestrale dedicata a strumenti di gestione e protezione per privati e imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

Giunge da questa settimana al pubblico “Patrimoni: strumenti di gestione e protezione per privati e imprese”, una nuova rivista che analizza con completezza e concretezza le continue evoluzioni che riguardano i temi legati alla protezione dei patrimoni. Edita da Euroconference e diretta da Sergio Pellegrino e Fabrizio Vedana, si pome l’obiettivo di condividere con il pubblico di professionisti ai quali è dedicata, le esperienze che si sono evidenziate in questi ambiti. La rivista è aperta ai contributi di tutti coloro che vorranno intervenire sull’analisi, il più vasta possibile, della gestione del patrimonio. In particolare verranno dedicati articoli e commenti sulle modalità con le quali la “ricchezza “prodotta può essere impiegata da parte di privati e imprese, e anche come, in caso di necessità, possono essere reperiti i mezzi finanziari occorrenti.Inoltre, la rivista, offrirà ai propri lettori la contestualizzazione internazionale del tema “ patrimonio” concentrando, in questo caso, gli interventi, per esempio, sulle possibilità e sulle problematiche che offrono i centri finanziari internazionali, sulla ricerca di nuovi mercati da parte delle nostre imprese, sulle opportunità di delocalizzazione.
Per accedere alla rivista i lettori potranno digitare WWW.ECNEWS.IT e leggere il primo numero della rivista.
Sergio Pellegrino, Dottore commercialista, pubblicista e revisore dei conti in Trieste. Direttore Responsabile di Euroconference NEWS. Svolge da molti anni l’attività di relatore e pubblicista in campo tributario. E’ Direttore Scientifico ed Operativo di Master Breve e componente del Consiglio di Amministrazione di Gruppo Euroconference S.p.a.Fabrizio Vedana, Avvocato e Vice Direttore Generale di Unione Fiduciaria esperto di gestione e protezione dei patrimoni collabora con giornali e riviste.
Da oltre cinquant’anni offriamo l’amministrazione fiduciaria di beni in Italia e all’estero con serietà e professionalità. Una struttura solida e indipendente, formata da professionisti della materia che in modo dinamico percepiscono e anticipano i cambiamenti.
Un partner fedele riconosciuto come riferimento per la propria categoria. Un collaboratore leale e affidabile per gli intermediari e gli operatori del settore. Un family office con un approccio internazionale per il mercato italiano.
Unione Fiduciaria S.p.A. è stata costituita nel 1958 da otto Banche Popolari. Nel corso degli anni successivi, a queste si sono aggiunte altre Banche Popolari che ne formano oggi la compagine sociale, rendendola una Società di Categoria.
Nel corso degli anni l’attività della Società ha conseguito un notevole incremento e un’ampia diversificazione, avendo visto svilupparsi, accanto ai servizi di amministrazione fiduciaria altri servizi a essi complementari, di matrice consulenziale, volti alla miglior realizzazione degli obiettivi dei mandati fiduciari, nonché un’ampia gamma di servizi organizzativi e informatici destinati agli Intermediari Finanziari.

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A sostegno dell’infanzia altri strumenti, non solo cognitivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

bambini-diritti-infanzia1“Il linguaggio simbolico permette una maggiore espansione anche della dimensione concettuale. Proporre strumenti che passino solo attraverso la dimensione cognitiva non è la strada per aiutare i bambini. Si sta aprendo tutto uno scenario di altri strumenti a sostegno dell’infanzia”. Lo dice Magda Di Renzo, direttrice della Scuola di Psicoterapia Psicodinamica dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che sabato a Roma presenterà il corso quadriennale dell’IdO in un Open Day dalle 9.30 e 12.30 in via Alessandria 128/b. “La nostra scuola si basa su due baluardi teorici- spiega la psicoterapeuta dell’età evolutiva- l’identità psiche-soma e la differenza tra il pensiero concettuale e il pensiero simbolico. La prima permette di dire che si può lavorare in ambito psicoterapico con la dimensione corporea; la seconda, la dimensione simbolica, permette invece di lavorare con i bambini proprio perché- ricorda Di Renzo- è più vicina al loro tipo di linguaggio e di rappresentazione mentale. Infatti- ripete Di Renzo- è attraverso un linguaggio simbolico che può maggiormente espandersi anche la dimensione concettuale”.Il modello psicodinamico teorico-clinico dell’IdO rappresenta “una risposta concreta all’eccesso di medicalizzazione connesso alle diagnosi di tipo descrittivo, che enfatizzano un approccio meramente tecnico alla patologia che punta principalmente all’eliminazione del sintomo ma non della causa. Contro questa impostazione- aggiunge l’analista junghiana- la scuola propone una formazione psicodinamica che pone al centro dell’attenzione il bambino come individuo, per comprenderne i suoi bisogni e ricercare le condizioni che hanno determinato il disagio da affrontare nella sua complessità”.L’intento della scuola di specializzazione dell’IdO è infatti “formare figure professionali capaci di affrontare i disagi e le varie patologie nelle diverse fasi dello sviluppo, e in riferimento ai differenti contesti in cui si esplicano (dal nido alle scuole superiori). Ciò significa offrire loro gli strumenti per comprendere e intervenire nelle situazioni traumatiche di abuso e abbandono, nelle difficoltà di relazione e comunicazione all’interno del nucleo familiare e nel contesto dei pari, nelle difficoltà scolastiche (dal rifiuto alle difficoltà di apprendimento), nei comportamenti a rischio e in tutte quelle patologie complesse, conseguenti o meno a danni organici- conclude Di Renzo- che necessitano di interventi mirati”.Le iscrizioni per l’anno accademico 2016 sono aperte e le lezioni per il primo anno prenderanno il via nel mese di gennaio per terminare a dicembre, con la frequenza di un fine settimana al mese (dal venerdì sera). Tirocinio ed esperienze cliniche si svolgeranno presso l’IdO o altre strutture convenzionate. Sono inoltre previste altre giornate supplementari (possibilmente il sabato o la domenica) per attività scientifico-culturali o esperienziali. In considerazione del numero limitato dei posti, per partecipare all’Open day è necessaria l’iscrizione.

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Coordinamento consolare Usa

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

Washington. L’On. Fucsia FitzGerald Nissoli ha partecipato, presso l’Ambasciata italiana a Washington, alla tradizionale riunione annuale di coordinamento consolare, indetta dall’Ambasciatore Bisogniero, con i Capi degli Uffici consolari, i Presidenti dei Comites, i Direttori degli Istituti di cultura e i neo eletti membri del CGIE.
In questa occasione preziosa per capire i problemi dei connazionali in Usa, l’on. Nissoli è intervenuta dando un contributo al dibattito partendo dalla propria attività parlamentare e richiamando il suo impegno per la scuola italiana all’estero. Infatti, ha ricordato che “recentemente, è stata approvata la riforma della scuola italiana, la cosiddetta “buona scuola” dove è stato approvato anche un mio emewashingtonndamento, molto semplice, ma che rivoluziona il sistema di promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana; dopo parecchio tempo, pertanto sarà istituita una cabina di regia da parte dei soggetti coinvolti nella promozione scolastica nel mondo, per cui i ministeri degli Esteri e dell’Istruzione dovranno coordinarsi e garantire insieme una efficace sinergia degli strumenti di promozione della nostra lingua nel mondo, nell’esercizio di quell’autonomia e della flessibilità che saranno prassi in Italia e che potranno trovare anche una migliore e più efficace applicazione all’estero. Poi, qui in Usa, il Programma Advanced Placement ha raggiunto ottimi risultati grazie all’impegno ed al lavoro dell’Ambasciatore e del CGIE”.Infatti, grazie a questi programmi i tanti figli di italiani che vivono in Usa hanno avuto la possibilità di conoscere meglio le proprie radici; concordemente a quegli studi pedagogici che hanno dimostrato che conoscere la lingua di origine serve ad uno sviluppo psicofisico più armosioso e contribuisce ad una migliore integrazione nei territori di accoglienza. Un aspetto importante, quindi, anche per i tanti figli di italiani che vivono in Usa.”Un altro punto – ha riferito l’on. FitzGerald Nissoli – di cui si è discusso riguarda le problematiche che si affrontano sul campo, soprattutto per la ricerca di risorse finanziarie locali e per la ricerca di soluzioni adeguate per venire incontro alle nuove esigenze di lingua e cultura italiane dei nostri connazionali di seconda, terza e quarta generazione, arrivando a proposte operative che tengano effettivamente conto della domanda di lingua e cultura italiana proveniente dalle diverse realtà geografiche, in tutte le sue diversificazioni e specificità. In questo, è fondamentale il contributo dei Comites e dei Consolati in un atteggiamento dialogico e costruttivo ed aperti al contributo dell’associazionismo e delle tante realtà della società civile operanti su questo territorio”.Infine, l’on Nissoli, ha evidenziato, con soddisfazione, il clima di dialogo costruttivo che si è venuto a creare durante la riunione auspicando che continui così anche in futuro”.

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Mercati e economia: Normalità e dintorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 dicembre 2014

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoSiamo a Dicembre e come da tradizione si dà uno sguardo all’anno trascorso sui mercati e si cerca di raccogliere le idee per i prossimi dodici mesi.Qualunque investitore sa che in questi anni le Borse di tutti i continenti sono salite, le obbligazioni pure e molti mercati prezzano rischi bassi: il 2014 è stato un anno simile al precedente.Ma notizie sui giornali e tabelle statistiche di vario tipo riguardo al mercato del lavoro e alla crescita economica in Europa, la disinflazione in gran parte del mondo sviluppato e anche alcuni aspetti non convincenti della ripresa americana dipingono uno scenario diverso, molto meno limpido e roseo.Dopo anni di rally sui mercati, ci si chiede quindi quanto possa durare questo clima positivo e poco volatile. Su mercati come quelli azionari, c’è potenzialmente sempre spazio per ulteriori rialzi, perché non c’è limite al prezzo di un indice azionario, fintanto che gli utili e le prospettive aziendali sono attesi in miglioramento. Su strumenti obbligazionari un limite naturale ai rialzi c’è: difficilmente il rendimento atteso implicito nel prezzo di un’obbligazione può diventare negativo. In alcuni casi (Bund a 2 anni) i rendimenti in realtà sono oggi negativi, ma si tratta di estremi che più di tanto non possono essere forzati, se non per motivi tecnici relativi al funzionamento dei mercati monetari o per una preferenza da credit crunch per i titoli sovrani di rating AAA a scapito di qualunque altra alternativa.Fatte queste premesse, ecco quelli che a nostro avviso saranno alcuni dei temi principali: Sulle obbligazioni governative dei paesi sviluppati, la situazione è sempre più delicata. I tassi bassi sono giustificati da considerazioni congiunturali storicamente estreme, ma non garantiscono alcun “cuscinetto” di fronte a fasi di volatilità. Allo stesso tempo, potrebbe essere prematuro posizionarsi su un repentino rialzo dei tassi, perché nessuna Banca Centrale vuole (o può) intraprendere questa strada senza preannunciarla con anni di anticipo e farlo con infinita cautela. I tassi quasi zero non sono “normali”, se non altro perché si traducono in una remunerazione nulla del denaro nel tempo, andando a negare uno dei principi su cui si fondano i mercati moderni. Ma questa situazione straordinaria potrebbe durare ancora, per lo meno in Eurozona e Giappone.La situazione in Eurozona resta critica. Il problema dei debiti sovrani ha superato la fase più acuta (2011-2012), ma in termini di fondamentali poco è cambiato: gli Stati faticano a servire debiti alti e la crescita non è tale da permettere un virtuoso assorbimento del debito pubblico. Politicamente, diversi partiti populisti stanno conquistando consensi su proposte anti-europeiste e dal punto di vista istituzionale la crisi ha prodotto solo alcune riforme utili. Gli spread sul debito dei paesi periferici sono bassi al momento solo per via di un supporto da parte della Banca Centrale. Difficile aspettarsi nel breve qualche sorpresa su questo fronte, sia in positivo sia in negativo: chi si prenderebbe la responsabilità di affossare i risultati ottenuti dalla Bce con grande fatica come prestatore d’ultima istanza?L’economia in Eurozona richiederà pertanto ancora un supporto monetario, in assenza di uno stimolo fiscale. Questo favorirà il trend di indebolimento dell’Euro già in corso da alcuni mesi. Quanto questo potrà andare avanti dipende dalla forza relativa dell’economia americana rispetto a quella europea.Gli spread sui mercati corporate, in Eurozona e negli Stati Uniti, non sono su valori estremi. Nel caso dell’investment grade, spread bassi sono ancora giustificati da bilanci in miglioramento e indebitamento sostenibile. Nel caso degli high yield gli spread sono su livelli medi di lungo periodo, in Europa per via di un mercato del credito ancora debole, negli Stati Uniti anche per via delle tensioni che stanno colpendo il settore energetico, che ha un peso non marginale negli indici.Gli indici azionari vengono da diversi anni di buone performances, giustificate da utili in miglioramento e da una condizione di abbondante liquidità a livello globale. Ma i fatturati delle aziende, se si escludono gli Stati Uniti negli ultimi due trimestri, crescono poco: dopo una lunga fase di taglio dei costi da parte delle aziende, gli investitori guardano ai fatturati come uno degli indicatori più importanti per una crescita sostenibile degli utili aziendali. Nei paesi sviluppati, gli interrogativi più diffusi riguardano la capacità delle imprese europee di tornare a far salire gli utili e la risposta del mercato giapponese a stimoli straordinari di dimensioni epiche.Le economie emergenti continuano ad attraversare una fase difficile: il boom degli anni ’00 è finito e si porta dietro casi di eccessi di investimento (Cina), pericolosa dipendenza da export di materie prime (Russia, Venezuela), bilancio estero non sempre in attivo (Sud Africa, Turchia), inflazione alta e crescita bassa (Brasile). I mercati però prezzano già parte di questa transizione: le valute dei paesi emergenti sono sui minimi da dieci anni rispetto al dollaro e i mercati azionari non indicano particolare ottimismo. Dal punto di vista delle valutazioni, le azioni dei paesi emergenti non risultano care e le obbligazioni in valuta locale offrono rendimenti su livelli medi di lungo periodo. Attenzione va prestata alle obbligazioni in dollari emesse da società dei paesi emergenti: si tratta di un mercato molto cresciuto negli ultimi anni, per volumi e numero di emissioni, ma il debito in dollari è una forma di debito “estero” per queste società, oggi più costoso da ripagare. Il calo generale dei prezzi delle materie prime visto nel 2014 racchiude interessanti spunti di riflessione, se non altro perché l’effetto dirompente delle politiche monetarie qui non si è sentito e molto hanno pesato fattori come la fine del boom dei paesi emergenti, i cambiamenti tecnologici e i bassi consumi nelle economie globali.
La velocità con cui il prezzo del petrolio sta scendendo porterà con sé un gran numero di beneficiati e di danneggiati: questi ultimi già cominciano a vedersi e la loro agonia rischia di creare effetto contagio sui mercati internazionali. Il 2015 va quindi affrontato sapendo che l’alta marea del quantitative easing e dei tassi bassi continuerà a tenere a galla mercati e investitori.Ma come dicono due noti economisti, le parole “This time is different” (questa volta è diverso) sono le quattro parole più pericolose sui mercati: le pronunciarono gli investitori nel settore tecnologico alla fine degli anni ‘90 per dire che valutazioni alte erano sostenibili.
Lo stesso discorso venne fatto dai proprietari immobiliari in merito ai prezzi alti raggiunti dalle case americane nel 2007. La stessa cosa la stanno dicendo molti investitori che di fronte a rendimenti di poco superiori allo zero per le obbligazioni sostengono che la deflazione, la crescita bassa, il quantitative easing e mille altre ragioni “strutturali” garantiranno tassi zero per molti anni, volatilità bassa e prezzo degli asset finanziari alto. Pensare che questo contesto sia “normale” ha sotto molti punti di vista lo stesso significato del dire “This time is different”. (A cura di Claudio Barberis, head of asset allocation MoneyFarm.com, foto: di_Giovanni_Dall’Orto- Wikipedia)

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Seminario “Strumenti informatici di ausilio all’organizzazione didattica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

Parma 23 marzo, alle ore 14.30, presso il Centro Sant’Elisabetta dell’Ateneo (Parco Area delle Scienze 95, Campus Universitario). Organizzato dalla Facoltà di Ingegneria e dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma in ricordo del prof. Eduardo Calabrese.L’obiettivo dell’incontro è quello di discutere l’uso degli strumenti informatici di ausilio all’organizzazione didattica per migliorare l’efficienza del lavoro dei docenti e una più efficace partecipazione alla vita universitaria da parte degli studenti. La flessibilità che questi strumenti richiedono contrasta spesso con la rigidità delle normative accademiche e con la difficoltà di interfacciare gli strumenti ufficiali di back-office.Il seminario è l’occasione per ricordare, a un anno dalla scomparsa, il prof. Eduardo Calabrese che ha speso, con successo, molto del suo lavoro su questi temi.
I lavori si apriranno alle 14.30 con il saluto del Rettore Gino Ferretti; dopo l’intervento dell’ing. Termanini e dell’ing. Agosti, che hanno collaborato con il prof. Calabrese nella realizzazione di applicativi attualmente utilizzati in Ateneo, sono in programma gli interventi del prof. Enrico Vicario dell’Università di Firenze (“Ricerca e sperimentazione in Ingegneria del SW applicata ai processi organizzativi universitari – l’esperienza di UniFi”) e del prof. Andrea Schaerf dell’Università di Udine (“Teoria e pratica della generazione automatica di orari in ambito accademico”).
Alle 16.30 si terrà la tavola rotonda “Università digitale?”, coordinata dal prof. Cesare Stefanelli (Università di Ferrara).

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Lo Stato italiano, il maggiore utilizzatore di strumenti derivati al mondo? Interrogazione al Senato

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2012

Le più autorevoli fonti internazionali d’informazione finanziaria (Financial Times, Reuters, Bloomberg Businessweek) riportano che ad inizio anno il Governo italiano avrebbe negoziato con Morgan Stanley (una delle più importanti banche d’affari americane) la chiusura di un contratto di strumenti finanziari derivati per una cifra enorme, pari a 2.567 milioni di euro.L’International Financing Review, il settimanale della agenzia stampa Reuters, in un articolo (1) dall’eloquente titolo “Show us your swaps, Mario” (“Mario, facci vedere i tuoi Swap”) scrive: “il Tesoro Italiano ha un colossale portafoglio di derivati. Un ammontare di 30 miliardi di euro secondo le principali stime, i banchieri concordano sul fatto che l’Italia sia il più grande utilizzatore sovrano di strumenti finanziari derivati… ma c’è un problema relativo al fatto che l’Italia rifiuta di fare chiarezza su quanti soldi esattamente detiene sotto forma di contratti derivati e se è in pericolo di dover effettuare dei pagamenti nel prossimo futuro in conseguenza di queste negoziazioni”.La trasparenza su un tema tanto delicato come l’utilizzo da parte della Tesoro della Repubblica Italia degli strumenti finanziaria che sono stati al centro della crisi finanziaria del 2008 (con gli strascichi attuali) è un aspetto centrale nessun Governo Italiano dovrebbe sottrarsi e tanto meno il Governo attuale che sta facendo della trasparenza una bandiera.A questo scopo abbiamo chiesto ai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca di presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia e delle Finanza, nonché al Presidente del Consiglio dei Ministri, sen. Prof. Mario Manti, per sapere:il dettaglio del portafoglio di strumenti finanziari derivati detenuto dal Tesoro della Repubblica Italiana con l’indicazione della tipologia e caratteristiche dei contratti, controparti, nozionali e valore attuale del mark-to-market dei singoli contratti e del complesso del portafoglio
quali siano le finalità di queste operazioni finanziarie in derivatise risponde a verità che ad inizio anno il presente Governo abbia chiuso delle posizioni in derivate con Morgan Stanley ed in caso di risposta positiva quali siano state le caratteristiche di detta operazione se il Ministro ritiene che in futuro il Tesoro della Repubblica Italiana intenda aprire altre posizioni in strumenti finanziari derivati quali iniziative il Ministro intenda attuare al fine di rendere completamente trasparenti ai cittadini ed ai mercati finanziari le operazioni in strumenti finanziari derivati effettuate in passato e quelle che eventualmente dovessero effettuarsi in futuro Qui il testo completo dell’interrogazione: http://parlamento.aduc.it/iniziativa/strumenti+ finanziari+derivati+stato+italiano_20029.php

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La vecchia politica

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2012

Prof. Mario_Monti

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Non è un caso che Silvio Berlusconi abbia sentito il bisogno di tornare sulla scena politica dopo un lungo silenzio con un giudizio lapidario sul governo Monti, “la cura non ha dato alcun frutto”, e con un warning, “ci aspettiamo di essere richiamati”, lanciato al Quirinale ma anche agli italiani. Sull’altro fronte, Bersani è più cauto ma non manca di sottolineare i limiti dell’azione del governo. Non sappiamo se tutto questo sia il preludio di una riapertura del dossier “elezioni anticipate”, o la partenza lunga della campagna elettorale del 2013. Di sicuro è un campanello d’allarme per Mario Monti, ed è bene che come tale suoni alle orecchie del governo. Perché non c’è dubbio che la sua azione vada ritarata, sia in sede nazionale che europea. Società Aperta si è dichiarata favorevole al governo Monti fin dall’inizio, ha respinto al mittente le infondate accuse di illegittimità o di scarsa legittimità democratica ad esso rivolte, ha difeso il Capo dello Stato che dell’operazione di chiusura dell’esperienza Berlusconi e di nascita di un governo cosiddetto tecnico è stato l’assoluto protagonista. Per questo le preoccupazioni che intendiamo esprimere oggi non possono essere scambiate per critiche distruttive e preconcette. Ma non possiamo non dire che altre sono le strade che occorrerebbe battere. Questo è un governo nato sull’onda di una drammatica emergenza finanziaria, allorquando per l’Italia, completamente isolata in Europa, si cominciava a temere la deriva greca verso il default. E come baluardo a quella eventualità deve continuare a comportarsi. Sia perché quel pericolo non è scongiurato – per motivi prevalentemente europei, ma ciò ne diminuisce, anzi, l’incombenza su di noi – sia perché è utile al cammino di un governo privo di una propria base parlamentare la reiterazione del monito “chiunque ci metta i bastoni tra le ruote si assume la responsabilità davanti agli italiani di esporli al pericolo”. Era dunque legittimo attendersi una forte manovra economica che avesse la capacità sia di ridurre il principale motivo di debolezza che ci espone alla pressione dei mercati, l’eccesso di debito, sia di mettere in condizioni il sistema economico di rilanciarsi. Fronteggiando e minimizzando la recessione. Così non è stato. La “fase uno” si è tradotta in un intervento sul deficit che, a parte il buon intervento sulle pensioni, non risolve i nostri problemi di finanza pubblica così non risolsero tutti i tagli precedenti (575 miliardi negli ultimi 12 anni). E ora la “fase due” si riduce ad un intervento, utile ma relativamente marginale, sulle liberalizzazioni. Ma perché il governo dell’emergenza finanziaria, nato per evitarci il default, dovrebbe occuparsi di taxi e farmacie? Sia chiaro, è perfettamente legittimo che questo governo si occupi di liberalizzazioni, e sano per l’economia (asfittica) del Paese che esse si facciano. Ma ci si chiede se le questioni oggetto dei provvedimenti contenuti nel decreto, al di là che essi siano giusti o sbagliati nel merito, stiano o meno ai primi posti nella lista delle cose da fare. E se si considera che non c’è ancora all’ordine del giorno nulla che riguardi il tema cruciale della riduzione del debito – da cui dipende la nostra salvezza, sia per evitare la disfatta dell’euro sia, ancor più, nel caso che crolli tutto e si debba tornare alle monete nazionali – è difficile considerare prioritarie le liberalizzazioni, quale che esse siano. Mettiamola così: tanto la manovra per l’azzeramento del deficit, quanto le liberalizzazioni sono misure necessarie ma insufficienti. Nel primo caso, perché è il nostro problema è il debito, non il deficit, e nel secondo perché gli effetti delle liberalizzazioni non possono che essere lenti e a medio termine, mentre noi abbiamo bisogno di uscire dalla recessione al più presto. Occorre dunque far cassa mettendo in gioco patrimonio pubblico e privato, e con essa sia ridurre il debito sotto il 100% del pil sia fare investimenti in conto capitale per il rilancio dell’economia. Insomma, la priorità è la politica industriale. Magari partendo dalla tutela di quello (poco e sempre meno) che ci è rimasto. E invece sui nodi cruciali degli assetti del capitalismo non si è visto ancora nulla.Ma a preoccupare è anche un’altra questione: l’atteggiamento sull’Europa. In un’intervista al giornale tedesco Die Welt, il nostro presidente del consiglio sostiene un po’ arditamente che “non c’è nessuna crisi dell’euro” e che la situazione difficile che stiamo vivendo “non è la conseguenza di un difetto del modello europeo”, per poi trarre la conclusione che “non avremo mai gli Stati Uniti d’Europa, anche perché non ne abbiamo bisogno” e che l’Unione Europea basta e avanza. Non c’è bisogno di vedere nelle parole di Monti un tradimento dell’aspirazione unitaria dei padri fondatori dell’idea stessa di Europa per essere contrari, basta stare sul più banale terreno del pragmatismo per capire che il ragionamento di Monti inciampa. E che rischia di indurre l’Italia a commettere un errore esiziale.Ma partiamo dalla valutazione iniziale: la crisi non è europea. Ciò è vero se ci si riferisce alla crisi finanziaria scoppiata nell’estate del 2007 (mutui subprime), poi diventata nel 2008 crisi del sistema bancario (caso Lehman) e quindi recessione (2009). Quel disastro è nato negli Stati Uniti, ha colpe quasi esclusivamente americane e sulle sue cause ben poco rimedio è stato posto sia dall’amministrazione Obama sia dai vari vertici G8 e G20 che si sono succeduti. Ma è altrettanto vero che i timori dei mercati circa la non finanziabilità del debito denominato in euro nascono dal congenito difetto dell’eurosistema, quello di avere una moneta unica ma 17 economie diverse regolate da altrettanti stati sovrani. Certo, questa era la condizione dell’euro fin dal suo concepimento nel 2002 dopo un decennio di incubazione. Ma fintanto che le cose andavano bene, del problema si occupava solo qualche economista rompiscatole. Poi con la crisi e l’esplosione del debito, a metterlo in risalto ci ha pensato la speculazione. Che ha cominciato dalla Grecia, poi ha messo nel mirino Irlanda e Portogallo, quindi Spagna ma soprattutto Italia, ma avendo sempre come obiettivo l’euro. Ora, se la speculazione finanziaria internazionale scommette sulla tenuta dell’eurosistema, è difficile negare l’esistenza di una crisi. La quale c’è non fosse altro per l’esistenza stessa della pressione speculativa. E quando questa dura due anni e si fa così arrembante da costringere la Bce a emettere warning quotidiani e i leader europei a riunirsi in continui vertici d’emergenza, dire che il problema è americano appare un tantino fuori luogo.Ma la cosa più importante è che se si parte da una diagnosi sbagliata, non si può che arrivare ad una terapia sbagliata. E dire che di un governo federale sul modello degli Usa non c’è bisogno perché vanno bene gli strumenti di governance che l’Unione Europea si è data significa non aver capito quale risposta i mercati pretendono per togliere la pistola della speculazione dalla tempia dell’eurosistema. Il che rende questa operazione di trasferimento di sovranità dagli stati nazionali ad un governo europeo centrale direttamente eletto dai cittadini non un’utopia spinelliana, ma una ben più materiale necessità.Forse le parole di Monti hanno fatto piacere alla Merkel, ma certo non aiutano la formazione di una consapevolezza, prima, e di una volontà, poi, di quale sia il drammatico problema dell’Europa oggi e di come si possa risolverlo prima che sia troppo tardi. In tutti i casi, sarebbe bene che l’Italia finisca di distrarsi – presa com’è tra il risentimento collettivo verso il comandante Schettino e quello corporativo di taxisti e altre categorie – e cominci a discutere di un tema fondamentale per il nostro presente e per il nostro futuro come quello della moneta che abbiamo in tasca. Altrimenti, come ci hanno ricordato Berlusconi e Bersani, il “vecchio” torna a bussare alla porta…. (fonte redazione Terza repubblica)

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Caso legge elettorale e Cosentino

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2012

Constitutional.court.of.italy.in.rome.2.arp

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Editoriale Fidest. Con il governo Berlusconi pensavamo di aver toccato il fondo, ma ci sbagliavamo. Oggi stiamo recitando il de profundis alla democrazia. La bocciatura dei due referendum elettorali da parte della Corte Costituzionale e il voto della Camera che ribalta il giudizio espresso dalla commissione competente che era favorevole all’arresto del deputato, segnano un arretramento inquietante sul fronte della volontà popolare umiliata anche dal decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua. E dulcis in fundo vi è la difesa d’ufficio dei parlamentari sulle loro indennità. “La politica quale corretta amministrazione della “polis” è un’arte che gran parte dei nostri parlamentari non conosce o ha dimenticato, è stata negli anni trasformata in una gestione interessata a puri fini elettorali ovvero ad interessi di pochi, della “cricca”. E’ quanto è stato scritto da chi ha inteso esprimere un proprio giudizio di merito. Non a caso abbiamo raccolto, a parte un solo partito L’Idv di Antonio di Pietro, una serie di commenti favorevoli sia alla decisione della Consulta, sia di solidarietà per il caso Cosentino sia in difesa delle indennità parlamentari che qualcuno vorrebbe addirittura aumentare. In questo modo prendiamo atto di una netta “spaccatura” tra la casta politica e partitica da una parte e il resto del paese. Così mentre gli italiani nel 2012 sono chiamati a drastici sacrifici previsti nelle inique misure contenute nell’ultima manovra: dalle pensioni all’Ici, all’aumento della benzina e dell’Iva e persino alle “tasse” occulte per chi, ad esempio, per richiedere in certificato all’anagrafe deve pagare 16 euro, gli altri italiani, quelli per intenderci che il popolo elegge, per colmo d’ironia si chiamano fuori dalle rinunce attribuendole solo a coloro che non fanno parte della cerchia degli “eletti”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Strumenti autodifesa in libera vendita

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Dal 9 gennaio 2012 sarà più facile acquistare e detenere liberamente bombolette antiaggressione al peperoncino. Purché l’acquirente abbia compiuto almeno 16 anni e si tratti di piccole confezioni regolarmente etichettate con una gittata non superiore a tre metri. Lo ha evidenziato la prefettura di Como con la nota pubblicata sul proprio portale il 12 dicembre che fa espresso riferimento al regolamento 12 maggio 2011, n. 103 del Ministero dell’interno concernente la definizione degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale che non abbiamo attitudine a recare offesa alla persona, pubblicato sulla GU n. 157 dell’08/07/2011., attualmente, in attesa dell’entrata in vigore del nuovo regolamento prevista per il prossimo mese di gennaio, sono ancora fuori legge, di fatto, quasi tutti questi strumenti eccetto quattro tipologie di spray che hanno ottenuto la specifica certificazione per la libera vendita, come evidenziato dal ministero dell’interno con il parere n. 16627 del 2 novembre 2010. Ma dal 9 gennaio prossimo aumenterà sensibilmente il novero dei prodotti antiaggressione in libera vendita, affrancati definitivamente dal rischio di poter essere considerati armi vietate. Per potere essere commercializzati liberamente, questi prodotti per l’autodifesa, dovranno contenere una miscela non superiore a 20 ml di prodotto, con specifiche quantità massime di prodotti irritanti naturali e non potranno avere una gittata superiore a tre metri. Inoltre dovranno essere etichettati e dotati di un sistema di sicurezza contro le attivazioni accidentali. Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” informa che tutti gli strumenti di autodifesa non conformi a queste prescrizioni rimarranno disciplinati dalla materia dedicata alle armi, specifica il decreto ministeriale. La vendita di questi strumenti è vietata ai minori con meno di 16 anni comunque ritenuti potenzialmente pericolosi per l’incolumità pubblica.

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