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Astaldi, N+V AG ci riprova: ancora un’offerta di acquisto sugli Strumenti Finanziari Partecipativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Il prezzo è il medesimo di 5 centesimi ciascuno, con la differenza che questa volta vi è un ammontare massimo di Sfp che l’offerente è disposto ad acquistare, ossia venti milioni di pezzi. N+V AG si riserva di acquistare anche quantitativi superiori, ma gli interessati faranno bene a non attendere perché fanno fede la data e l’ora di arrivo alla depositaria o all’offerente del modulo di adesione.Ricordiamo il regolamento degli Sfp. Nel concordato, Astaldi ha costituito un Patrimonio Destinato funzionale al soddisfacimento dei possessori degli strumenti finanziari partecipativi che sono stati assegnati ai creditori in ragione di uno strumento finanziario partecipativo per ogni euro di credito vantato. Le attività oggetto di liquidazione sono le principali concessioni: Terzo Ponte sul Bosforo (per cui è già avvenuta la cessione), Autostrada Gebze–Orhangazi–Izmir e Etlik Integrated Health Campus di Ankara, in Turchia, Aeroporto Internazionale Arturo Merino Benitez e Ospedale Metropolitano Occidente di Santiago, in Cile, i crediti e i lavori in corso in Venezuela vantati nei confronti dell’Ife (governo venezuelano) e l’attuale sede centrale della società a Roma. Tutto avverrà, secondo il piano, entro il 2023. L’offerta non è direttamente rivolta al pubblico indistinto in Italia ed è quindi sprovvista di prospetto informativo approvato dalla Consob ma gli intermediari possono, ed anzi devono, informare la clientela poiché l’obbligo di informazione è distinto dalle norme relativo alla sollecitazione. Dal punto di vista fiscale, la cessione in opa comporta il calcolo del capital gain e quindi emerge il credito di imposta rispetto al carico di 0,17 tranne nei casi in cui gli intermediari li hanno caricati a prezzo fiscale zero, dove invece si applica il 26% di aliquota sul controvalore complessivo compensabile con eventuali minus precedenti. La convenienza sta nel fatto che, essendo gli Sfp degli strumenti finanziari assimilati alle azioni, le distribuzioni future saranno considerate dividendi e quindi tassate con l’aliquota ordinaria (attualmente 26%) e senza possibilità di compensazione con minusvalenze da capital gain. Inoltre, una volta esaurite le distribuzioni, l’estinzione dal dossier titoli degli Sfp potrebbe non comportare l’emersione di una minusvalenza da capital gain, finendo quindi persa. Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc

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Astaldi: Strumenti Finanziari Partecipativi, arriva un’offerta ‘Dutch Auction’

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

La storia del concordato Astaldi offre un nuovo capitolo. In questi giorni, i portatori di Strumenti Finanziari Partecipativi (Sfp) emessi a favore dei creditori, obbligazionisti inclusi, stanno venendo informati dagli intermediari depositari che il gruppo di investimenti tedesco Daniels Invest GmbH ha inviato una proposta per rilevare tutti i 3.199.975.846 Sfp esistenti. La proposta è formulata sotto l’aspetto di una “dutch auction”, asta all’olandese, ossia un’asta in cui il banditore inizia con un prezzo di vendita elevato e lo abbassa fino a quando un partecipante accetta il prezzo o raggiunge un prezzo di riserva predeterminato. Nel caso degli Sfp Astaldi, Daniels Invest GmbH offre un massimo di 3 centesimi ed un minimo di 1 centesimo ciascuno.A parere di chi scrive, quest’offerta è da considerarsi al pubblico indistinto e come tale soggetta a preventiva approvazione da parte della Consob del prospetto informativo, comunque la proposta pare solo un modo per approfittare della necessità, magari per motivi fiscali, di qualche creditore istituzionale di sbarazzarsi degli Sfp Astaldi, i quali non sono e non saranno quotati su alcun mercato sebbene siano stati immessi nel sistema di gestione accentrata Monte Titoli.Gli Sfp hanno visto attribuito un valore di 0,17 nell’ambito del concordato, valore comunicato anche dalle depositarie estere agli intermediari quale prezzo di carico fiscale, ma sin da prima si sapeva perfettamente che si tratta di una stima molto generosa. Daniels Invest GmbH sa benissimo che gli Sfp non erogheranno mai 17 centesimi, né una somma a questa vicina. Semplicemente, conta di incassare entro tre anni assai più dei 3 centesimi massimi offerti. Incassando ad esempio 5 centesimi, si tratterebbe di un bel 66,67% di rendimento in tre anni. Un guadagno niente affatto da disprezzare.Ricordiamo il loro regolamento. Nel concordato, Astaldi ha costituito un Patrimonio Destinato funzionale al soddisfacimento dei possessori degli strumenti finanziari partecipativi che sono stati assegnati ai creditori in ragione di uno strumento finanziario partecipativo per ogni euro di credito vantato. Le attività oggetto di liquidazione sono le principali concessioni: Terzo Ponte sul Bosforo (per cui è già avvenuta la cessione), Autostrada Gebze–Orhangazi–Izmir e Etlik Integrated Health Campus di Ankara, in Turchia, Aeroporto Internazionale Arturo Merino Benitez e Ospedale Metropolitano Occidente di Santiago, in Cile, i crediti e i lavori in corso in Venezuela vantati nei confronti dell’Ife (governo venezuelano) e l’attuale sede centrale della società a Roma. Tutto avverrà, secondo il piano, entro il 2023.Sempre a proposito degli Sfp, lo scorso 16 marzo era convocata l’apposita assemblea per approvare alcune modifiche di natura procedurale al regolamento e nominare il rappresentante comune degli Sfp che può essere retribuito fino a 50.000 euro all’anno. Importi a carico non di Astaldi ma del Patrimonio Destinato e che quindi saranno sottratti alle somme da distribuire ai possessori di Sfp. Al momento in cui scriviamo, la società non ha ancora emanato alcuna informazione in merito nonostante siano oramai trascorsi ben sette giorni.Rammentiamo pure che è stato comunicato il rapporto di concambio tra le azioni Astaldi e quelle Webuild in vista della fusione che si completerà entro il mese di luglio. Ogni 1.000 azioni Astaldi si riceveranno 203 azioni ordinarie Webuild. https://www.aduc.it/info/consulenza.php

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Italiani e Smart working: 1 su 3 non ha strumenti adatti

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

Lo Smart working è la nuova norma, ma gli italiani fanno ancora fatica a gestire il sovraccarico di informazioni: è quanto emerge da una ricerca condotta da OpenText – leader nelle soluzioni e software di Enterprise Information Management, per indagare come i professionisti stiano affrontando una quotidianità lavorativa ridefinita dalla pandemia da COVID-19.I dati rivelano che quasi un terzo (31%) degli italiani che lavorano in ufficio ritiene di non disporre di strumenti tecnologici e digitali adatti per svolgere le proprie mansioni da remoto, riscontrando difficoltà a gestire adeguatamente il cosiddetto tecnostress (solo il 15% degli intervistati si sente a proprio agio con il flusso di informazioni cui è sottoposto). Tra le maggiori fonti di tensione, le troppe password da ricordare (39%), l’eccessiva quantità di informazioni e dati da gestire tramite i diversi dispositivi (23%) e i troppi tool da monitorare durante la giornata (22%).Da non sottovalutare, poi, quel 16% di intervistati che non riesce a “staccare” davvero, a causa del costante flusso di informazioni con cui si deve confrontare.Quasi 3 italiani su 4 (74%) concordano sul fatto che le fonti da controllare ogni giorno siano aumentate negli ultimi 5 anni: dalle email alle notizie, dai social media ai server aziendali, tanto che quasi il 22% del campione utilizza in media più di 10 account ogni giorno (email, app, piattaforme di condivisione, ecc). I dati suggeriscono come questo sovraccarico di informazioni abbia un impatto significativo sulla vita degli utenti: solo il 36% dei professionisti è in grado di limitare a 3 o meno il numero di risorse cui accedere per completare un progetto lavorativo. Nonostante questo, gli italiani hanno imparato ad essere veloci: 4 professionisti su 10 impiegano meno di 30 secondi per trovare file o informazioni specifici. Se lo smart working fosse adottato a lungo termine, le difficoltà per gli italiani sarebbero di natura sia organizzativa, sia relazionale. A destare le maggiori preoccupazioni per quasi 2 professionisti su 10 sono l’accesso a sistemi e file aziendali, ma anche i metodi di condivisione delle informazioni con i colleghi (16%): oltre la metà (54%), infatti, ammette di aver condiviso file aziendali almeno una volta tramite tool personali – molto più di quanto accade ai colleghi spagnoli (22%), britannici (20%) o francesi (17%).A risentire degli effetti del lavoro da remoto prolungato, inoltre, anche la capacità di mantenere la collaborazione con i colleghi (20%) e i giusti livelli di motivazione (19%).

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Ristori e strumenti di sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Roma – “Abbiamo costruito per questa crisi uno strumento nuovo, rapido e capace di dare sostegno. Con Mef e Mise, insieme ad Agenzia delle Entrate, si è dato ristoro a titolari di partite iva, bar, ristoranti, pasticcerie e tante altre attività.Sono stati eseguiti tutti i pagamenti, in pochi giorni arriveranno anche i 628 milioni previsti dal Decreto Natale, superando così gli oltre 10 MLD di ristori stanziati dall’inizio della pandemia.Siamo sempre intervenuti, grazie alle vostre segnalazioni, per migliorare lo strumento e verificare che tutto andasse a buon fine.Questo Paese può dare sempre il meglio di se. Come ha fatto in questa occasione, erogando i ristori direttamente sui conti correnti delle persone e delle aziende interessate. Continuiamo così nel processo di accelerazione e ammodernamento dell’Italia.Ovviamente i ristori non si sono conclusi. Continueremo a destinarli, fino a quando ci saranno chiusure obbligate. E vogliamo anche intervenire dando un ristoro a chi non è stato costretto a chiudere ma, comunque, in questo passato 2020 ha registrato forti perdite.Continuiamo a camminare insieme, per fare il massimo”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Ricercare reddito negli strumenti di credito

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

A cura di Columbia Threadneedle Investments byGene Tannuzzo Vice responsabile reddito fisso globale. La risposta aggressiva della Federal Reserve statunitense alla pandemia di coronavirus ha spinto i rendimenti dei titoli di debito rifugio vicino allo zero, rendendo i portafogli “a basso rischio” sempre più vulnerabili alla volatilità dei prezzi ascrivibile ai tassi d’interesse. A nostro avviso la Fed manterrà questo orientamento accomodante per diversi anni, il che potrebbe impedire un netto aumento dei rendimenti. Tuttavia, ciò non implica necessariamente un calo dei rendimenti, e il rischio appare asimmetrico dato che i bassi rendimenti non riescono a proteggere da un incremento anche solo modesto dei tassi.Di conseguenza, gli investitori dovrebbero considerare la possibilità di bilanciare il rischio di tasso d’interesse concentrandosi su aree del mercato obbligazionario maggiormente incentrate sul credito. Gli sforzi della Fed per spingere al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato di alta qualità stimolano notevolmente la domanda di strumenti creditizi, in quanto obbligano gli investitori ad assumere posizionamenti più rischiosi al fine di generare reddito. Questa domanda, unita alle prospettive di un’ulteriore crescita economica, depone complessivamente a favore degli strumenti creditizi.Rimanere flessibili e continuare a diversificare. Dopo un sostanzioso rally durante il quale i prezzi hanno recuperato il 20% o più, attualmente nella maggior parte dei segmenti del reddito fisso la compensazione del rischio è inferiore alla media di lungo periodo. Anche in termini di valore relativo il quadro appare equo, a suggerire che un approccio diversificato all’allocazione settoriale può produrre risultati corretti per il rischio migliori di quelli ottenuti con un’allocazione più concentrata.Ravvisiamo l’opportunità di diversificare il rischio di credito ripartendolo tra debito societario, debito pubblico e debito al consumo, aree che hanno tutte registrato un notevole miglioramento dopo la fase acuta della crisi. Altrettanto importante è che gli investitori rimangano flessibili e pronti a ribilanciare i portafogli in caso di variazioni sul fronte del valore relativo. L’agilità sarà probabilmente un fattore chiave per massimizzare i rendimenti nel 2021, in quanto consentirà agli investitori di preservare l’equilibrio tra il reddito e la protezione del capitale.La selezione dei titoli dovrebbe rivelarsi un significativo driver di sovraperformance. Secondo il nostro scenario di riferimento, l’economia continuerà a recuperare terreno per tutto il 2021, anche se con una maggiore differenziazione tra i vincitori e i vinti della pandemia. Il cambiamento delle dinamiche della domanda e la prospettiva di una ripresa disomogenea influiranno sui settori e sugli emittenti in modi radicalmente diversi. Riteniamo che anziché essere passivamente esposti al rischio di mercato, gli investitori debbano concentrarsi sulla selezione dei titoli per evitare potenziali scenari negativi che possano ridurre notevolmente le opportunità di reddito e di rendimento totale. Un’efficace ricerca sul credito in grado di individuare le tendenze potenzialmente più durature (soprattutto quelle che si traducono in un calo permanente della domanda) costituisce uno strumento indispensabile nell’odierno contesto di bassi rendimenti. Nel 2021 la selezione dei titoli potrebbe rivelarsi lo strumento di gestione del rischio più valido nel reddito fisso.

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Con avvio vendemmia urgente semplificare strumenti per stagionali

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Con l’imminente inizio delle campagne di raccolta, dalla vendemmia alla frutta autunnale alle olive, è necessario modificare al più presto l’attuale strumento del lavoro accessorio, così da consentire alle aziende agricole di reperire manodopera in tempi brevi. Lo chiede Cia-Agricoltori Italiani, spiegando che una semplificazione del lavoro occasionale si rende ancora più urgente ora, considerando il freno agli arrivi in Italia degli stagionali, soprattutto dai Paesi dell’Est Europa, a causa dell’emergenza Coronavirus. Cia ha più volte proposto uno snellimento dell’attuale impianto del lavoro accessorio, da ultimo anche con un emendamento al Dl Semplificazioni, con l’obiettivo di permettere alle aziende agricole di reperire manodopera facilmente e velocemente, come avveniva in passato attraverso il voucher, in particolare per fronteggiare situazioni emergenziali. Allo stesso tempo, viste le difficoltà di ingresso di nuovi lavoratori extracomunitari, Cia chiede di prorogare al 31 dicembre 2020 tutti i permessi di soggiorno stagionali, assicurando ai tanti lavoratori extracomunitari presenti sul territorio italiano di continuare a svolgere l’attività nelle aziende agricole nel rispetto della legalità.Inoltre, secondo Cia, occorre incentivare e promuovere il ricorso alla manodopera italiana nei campi. Oggi il sistema produttivo nazionale è in seria difficoltà (8 milioni di cassaintegrati e 1,5 milioni di disoccupati) e questa potrebbe essere una delle soluzioni per aiutare a rilanciare l’economia nazionale. Più in generale, in questa fase la politica deve guardare con più attenzione al settore agricolo, cruciale nei mesi di lockdown, ma inspiegabilmente escluso da tutte le misure del Dl Agosto legato al mondo del lavoro. Un’anomalia su cui Cia ha già interrogato il governo, per capire come mai un comparto con più di 1 milione di addetti non possa beneficiare degli esoneri contributivi in caso di assunzione o di mancata attivazione degli ammortizzatori sociali.

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Le prospettive e gli strumenti post Coronavirus per il risanamento delle imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2020

Lunedì 8 Giugno 10.00 – 11.00 in diretta su http://www.rinascitadigitale.it. La ripresa post Covid-19 sta mettendo in seria difficoltà, e non solo dal punto di vista economico, le imprese. Tante leggi, troppi decreti attuativi e molta confusione. Ma quali sono gli strumenti realmente a disposizione delle aziende per il restart? Credito, liquidità, restructuring, rapporti con le banche, profili di contenzioso bancario e finanza agevolata sono solo alcuni dei temi del Digital Talk di RINASCITA DIGITALE “Le prospettive e gli strumenti post Coronavirus per il risanamento delle imprese”.Al talk, moderato da Rita Palumbo, interverranno: Luciano Carnevale, senior associate Nunziante Magrone Studio legale Associato; Lorenzo Colombo, senior consultant Corporate & Finance; Alessandro Fermi, senior associate Nunziante Magrone Studio legale Associato; Alfredo Maccari, presidente System Consulting. Rinascita Digitale si propone di ripensare il futuro aziendale anche attraverso palinsesti di formazione gratuita erogata da professionisti, esperti, ricercatori e innovatori, che si alternano in diretta. Tanti i contenuti live e on demand sui temi legati allo sviluppo d’impresa e fintech, smart working, digital trasformation, comunicazione digitale e marketing. Molti gli eventi con particolare attenzione alle tematiche di sviluppo personale.

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Nel I trimestre 2020, acquisti delle PA sugli strumenti Consip per oltre 3,2 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2020

È di 3,2 miliardi di euro il valore degli acquisti effettuati nei primi tre mesi del 2020 tramite gli strumenti messi a disposizione da Consip (Convenzioni, Accordi quadro, Mepa, Sdapa), nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti che la società gestisce per conto del Mef. Il risultato segna un incremento del +3% rispetto allo stesso periodo del 2019.Un’offerta ampia e differenziata che fa segnare, al 31 marzo 2020, sempre più utilizzatori:Le amministrazioni, con quasi 95mila “centri di spesa” abilitati al sistema, hanno concluso 143mila ordini d’acquisto attraverso almeno una delle oltre 80 iniziative attive (di cui l’80% con requisiti “green”). I fornitori aggiudicatari di gare o abilitati agli strumenti Consip sono 133mila e di questi il 99% sono Micro, Piccole e Medie Imprese. Dal punto di vista operativo, nel corso dei primi tre mesi del 2020, il valore bandito è stato di oltre 900 milioni di euro e il valore aggiudicato di oltre 700 milioni di euro.In crescita anche le gare in modalità ASP (application service provider), per le quali Consip rende disponibile la piattaforma di negoziazione per acquisti autonomi delle amministrazioni. Nei primi tre mesi del 2020 sono state bandite 269 gare (236 del I trimestre 2019), per un valore di oltre 495 milioni di euro.Va infine segnalato che una considerevole parte dell’impegno operativo dell’azienda nel primo trimestre è stato sulle procedure d’urgenza per l’emergenza Covid-19 – a seguito della nomina di Consip come Soggetto attuatore della Protezione civile.In particolare – attraverso 6 procedure d’urgenza, con tempi di aggiudicazione medi di 3 giorni – sono stati stipulati contratti con più di 100 imprese, gestiti oltre 1.600 ordini verso più di 250 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale.

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Gli strumenti necessari per lo smart-working

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

La situazione attuale ha portato numerose persone a lavorare da casa. Gli smart worker stanno stressando ancora di più la rete domestica per trasferire file, fare riunioni online o videochiamate con colleghi o amici: tutte attività che stanno facendo aumentare in modo impressionante il traffico internet.
Se in ufficio si poteva contare sulla rete aziendale, più performante e sicura, adesso che la maggior parte delle persone lavora da casa, la rete domestica è quella più “stressata”. Al traffico internet generato dall’attività lavorativa di una o due persone si somma quella degli altri componenti della famiglia che, contemporaneamente, desiderano passare il tempo guardando film in streaming e giocando online. Tutto questo, se non si è in presenza di una connessione internet adeguata, può creare per gli smart worker un importante rallentamento delle attività come ad esempio, ritardi audio nelle call, impossibilità di attivare video o lavoro su file condivisi rallentato.Netgear, azienda leader nell’innovazione e nel connettere le persone a internet, ha identificato i tre “mai più senza” per uno smart working davvero produttivo:segnale stabile: probabilmente, mai come in questi giorni, ci si è accorti di quanto sia importante avere una linea internet stabile anche a casa. Video call, numerosi dispositivi connessi come PC o tablet per le lezioni online dei propri figli mettono a dura prova le performance della rete che, fino a qualche giorno fa, serviva quasi esclusivamente per il tempo libero; massima copertura: la maggior parte delle persone non ha nel proprio appartamento una postazione ufficio; ecco perché, ogni smart worker sta cercando di trovarla in qualche angolo della casa. Diventa quindi fondamentale avere la stessa copertura in tutta la casa. Se prima ci si arrangiava con qualche soluzione intermedia, adesso la qualità e copertura in tutta la casa non possono più essere un compromesso;
rete sicura: si tende a preoccuparsi sempre troppo poco della sicurezza della rete domestica e nella maggior parte dei casi si scelgono password di rete troppo deboli. Una rete aziendale è, ovviamente, costruita con alti livelli di protezione che devono essere mantenuti anche quando si lavora connettendosi alla rete domestica, considerando il fatto che si accede a server e documenti aziendali.
Netgear, da azienda esperta del WiFi, offre soluzioni che combinano tutte queste esigenze: affidabilità di rete, copertura e, soprattutto, sicurezza. Tra questo i sistemi WiFi Orbi di Netgear, che offrono una copertura del segnale WiFi in tutta la casa senza eguali. Inoltre, l’ultimo standard WiFi 6 disponibile su Orbi (RBK852) e i router Nighthawk AX permetteranno di creare una rete di livello superiore in grado di gestire oltre 40 dispositivi contemporaneamente senza compromettere velocità e stabilità del segnale. Anche la produttività migliorerà.Questi dispositivi sono dotati dell’esclusivo Netgear Armor by Bitdefender: un sistema avanzato di sicurezza che blocca spyware e malware e tiene al sicuro tutte le informazioni sensibili e tutti i dispositivi indipendentemente dal fatto che siano connessi o no alla rete domestica.La particolarità che contraddistingue questo sistema di sicurezza e che lo differenzia da altre soluzioni è che la protezione viene installata direttamente sulla rete domestica. Questo significa che tutti i dispositivi connessi alla rete saranno protetti e potrete navigare e lavorare in totale sicurezza.

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Scuola: al via il bando per strumenti informatici gratuiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Roma. È partito il bando 2020 per la donazione di apparati informatici agli istituti superiori. Due anni fa a vincere il bando fu l’I.T.T. Pacinotti di Fondi e lo scorso anno l’I.T.I. Cannizzaro di Colleferro.Il bando viene quindi rinnovato anche quest’anno, in modo da donare alcuni apparati informatici per scopi didattici ad un altro istituto superiore, dotato di un laboratorio di informatica, e che abbia tra le proprie materie lo studio delle reti.L’iniziativa è aperta anche ad associazioni, enti ed università che abbiano come scopo o oggetto sociale lo studio delle telecomunicazioni e dell’informatica. Il valore degli apparati, sebbene utilizzati ma perfettamente funzionanti, è pari a circa € 4000.Il bando è a cura della TLC Telecomunicazioni, compagnia telefonica nazionale con sede a Formia, nell’ambito delle proprie attività di sostegno del territorio, della formazione scolastica e dell’istruzione dei giovani.Gli istituti interessati a candidarsi devono inviare una mail all’indirizzo commerciale@tlctel.com e verranno contattatida un responsabile dalla TLC Telecomunicazioni per gli accordi del caso.Qualora si ricevano più richieste rispetto agli apparati disponibili, a suo insindacabile giudizio la TLC Telecomunicazioni (www.tlctel.com) selezionerà l’istituto a cui donarli sulla base dello scopo didattico per cui verrebbero utilizzati.

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Finanziamento di strumenti diagnostici per gli ambulatori dei medici di famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

“Giudichiamo positivamente la proposta del Ministro della Salute Roberto Speranza sul finanziamento di strumenti diagnostici per gli ambulatori dei medici di famiglia. Consideriamo questa decisione un passo avanti verso la costituzione di un vero team delle cure primarie che sia in grado di effettuare una presa in carico avanzata e onnicomprensiva dei bisogni della popolazione italiana. Si tratta di una delle priorità nella riorganizzazione del nostro sistema sanitario ed è necessaria soprattutto per il sempre crescente numero di pazienti colpiti da patologie croniche”. E’ quanto dichiara il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). “Abbiamo già configurato gli obiettivi della presa in carico che presenteremo in maniera estesa durante il prossimo congresso SIMG di fine novembre – aggiunge Cricelli -. A questo percorso si affianca la scuola di medicina pratica SIMG Lab che è avviata a livello nazionale. Con le sue 20 postazioni sarà attiva per l’intera durata del nostro congresso e abbiamo già avuto oltre 2.500 iscrizioni ai corsi diagnostici”. “La SIMG – prosegue il Presidente SIMG – ha configurato per la prima volta il pacchetto integrato diagnostico alla fine degli anni 80. Oggi offriamo, alla professione medica, l’opportunità di sviluppare un percorso integrato che risponda alle proposte del Ministro Speranza che sono in linea con le esigenze della popolazione di questo Paese”. “La nostra Società Scientifica si sta impegnando sempre più per migliorare la formazione e l’addestramento dei medici di famiglia sugli esami diagnostici che possono essere eseguiti direttamente nei nostri ambulatori – conclude Cricelli -. Da febbraio 2020 estenderemo programmi di formazione specifici a tutte le 124 sezioni periferiche della SIMG. Grazie anche alla collaborazione di altre associazioni della medicina generale offriremo un percorso completo, associato ad una offerta di servizi e di strumentazione diagnostica adeguata”.

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Strumenti tecnologici, digitali e normativi sull’antiriciclaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Si è tenuto oggi a Milano il secondo appuntamento con AML EXPO: specialisti e addetti ai lavori si sono riuniti per fare il punto sugli strumenti tecnologici, digitali e normativi sull’antiriciclaggio, tema al centro del dibattito a cui ha preso parte anche Ranieri Razzante, Presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, professore di Legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna e vicepresidente dell’organismo di vigilanza di SKS365:“Il sistema di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo italiano è tra i migliori al mondo e le autorità di settore sono tra le più attente e consultate, soprattutto dalle omologhe in sede europea. La storia dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gaming va tenuta fuori da quella retorica che vede necessariamente la complicità degli operatori di settore rispetto al fenomeno. Mi sento di garantire – aggiunge Razzante – che gli studi fatti e le risultanze delle investigazioni ci consegnano un dato evidente: il comparto del gioco attira la criminalità organizzata quanto quello degli appalti, delle costruzioni, dello smaltimento dei rifiuti e molti altri. I controlli antimafia previsti in Italia sono penetranti, ma fa male al sistema, in ogni caso, il pregiudizio circa la sua ‘moralità’ e tenuta strutturale.” Sui numeri, interviene anche Antonio Arrotino, Responsabile ‘Settore Giochi’ Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio: “Le SOS, ovvero le Segnalazioni di Operazioni Sospette, sono utilissime ad avviare approfondimenti finanziari e, se necessario, investigativi. Nel 2017 le SOS inoltrate all’UIF – ‘Unità Informazioni Finanziarie’ dai prestatori dei servizi di gioco sono state 2.600. Già nel 2018 erano 5.067 e nel solo primo semestre del 2019 siamo a oltre 3.000 (su un totale di 51.201 inoltrate da tutti i soggetti obbligati) – conclude Arrotino, che è anche AML Manager e MLRO di SKS365 – Non significa che aumenta la criminalità, significa che aumenta l’attenzione, ed è un segnale di non poco conto.”

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Censura e sequestro degli strumenti di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Alcuni giorni fa, dietro disposizione del Tribunale del Riesame che ha accolto la tesi dell’accusa a suo tempo respinta dal giudice per le indagini preliminari (gip), i carabinieri hanno posto sotto sequestro preventivo le attrezzature di Radio Studio 54, un’emittente dell’area metropolitana fiorentina accusata di diffamazione e odio razziale. E’ di oggi la notizia che, grazie ad un server in Usa, l’emittente ha ripreso le sue trasmissioni via web. Vedremo gli sviluppi.
Le accuse rivolte sono note da tempo e pesanti. Per il fatto in sé e per l’applicazione di provvedimenti che, a nostro avviso, ledono libertà di informazione e di espressione.
Il fatto in sé è bene che ognuno lo giudichi da solo. Se condividere o meno le opinioni del leader di questa radio, Guido Gheri, sulla presenza di immigrati e su alcuni approcci istituzionali ed umani all’accoglienza dei migranti. Indipendentemente dalle parole usate (“colorate” e fastidiose, per chiunque), rimane il fatto che si tratta di opinioni. Certo, se Gheri avesse organizzato squadre di picchiatori contro migranti e chi sostiene la loro accoglienza, sarebbe più che giusto bloccarlo ed impedirgli di procrastinare i reati violenti di cui si starebbe macchiando. Ma non è questo il caso. Gheri parla, esprime le sue opinioni. Non fa altro. Quindi, umanamente, lo si può ascoltare, condividere, disprezzare, sintonizzarsi per ascoltare altro.
Riguardo l’applicazione di provvedimenti… è qui che, come si dice in gergo, “casca l’asino”. Le leggi che vengono richiamate da chi ha deciso il sequestro ci sono: i reati d’opinione. E, nonostante sono decenni che partiti di governo (passati e recenti, e di diverso “colore”, e comunque con maggioranze parlamentari qualificate per approvare qualsiasi provvedimento) sostengono l’opportunità di abolirli, questi reati continuano ad esserci. E, in teoria e in pratica, i magistrati fanno il loro dovere… o meglio, come è consentito al loro ufficio, decidono discrezionalmente se applicare o meno alcuni provvedimenti, anche in forma preventiva. E nel nostro caso hanno deciso per quello che a Radio Studio 54 da una parte, noi di Aduc dall’altra, proprio non ci piace: il sequestro degli strumenti di informazione. In mezzo, siccome la radio di Gheri è considerata di “destra”, ci sono quelli di sinistra contrari ai reati d’opinione che stanno zitti, e quelli di
destra che denunciano la censura… denuncia che sempre quelli di destra non fanno quando vittime sono quelli di sinistra. Chiaro, no?
A nostro avviso ci sono alcuni capisaldi importanti del nostro patto istituzionale che, di per sé, non hanno colore perché servono a tutti: di governo, di opposizione o indifferenti che si sia. E questi patti andrebbero difesi sempre. Nel nostro caso, però, c’è un problema: che questi patti non sono chiari. In diversi patti si afferma la libertà di espressione e di comunicazione, mentre nel contempo (non a caso come strascico ed eredità dei codici scritti nel nostro Paese durante il regime fascista del secolo scorso e tutt’ora in vigore) esistono i reati d’opinione. In un contesto in cui si affida al singolo magistrato la discrezione e l’opportunità di applicarli… un potere discrezionale che, se di per sé è bene che ci sia sempre, sarebbe meglio non dovesse fare riferimento anche ai reati d’opinione. Che non dovrebbero esistere in un Paese civile e in un regime a democrazia cosiddetta occidentale/liberale.
Radio Studio 54 (ci auguriamo con cognizione di causa/effetto) ha scelto di entrare in questo tritacarne dei reati d’opinione ed affidarsi alla discrezione dei magistrati. Ottima la scelta del tritacarne, ché si confà ad una emittente libera. Da affrontare nel modo più ampio possibile il confronto/scontro sulla descrizione dei giudici, anche pagando pesantemente di persona. Ampiezza di cui noi siamo sostenitori.
A questo punto c’è da chiedere ampia mobilitazione. Il caso deve investire la politica nazionale. E’ bene ricordare che i due Mattei della politica politicante (Salvini e Renzi) in diverse occasioni si sono pronunciati per l’abolizione dei reati d’opinione, e con loro diversi dei deputati dei loro partiti. Speriamo solo che non venga fuori che, siccome Guido Gheri è di destra, tirando tirando il ministro Salvini esprima solidarietà nel silenzio del senatore Renzi. Qualcuno potrebbe sentirsi contento, ma sbaglierebbe: la libertà di opinione e di espressione riguarda tutti e va difesa sempre. E per coloro che hanno presenze e responsabilità istituzionali, sarebbe proprio il caso di passare dalle parole ai fatti. E quando questi ultimi sono notevoli (proprio perchè “fastidiosi”) sono ottima occasione per usarli come pretesto di iniziativa politico-istituzionale. La “fastidiosità” dà loro quel clamore e quella curiosità che si prestano ad un confronto pubblico
di sostegno all’iniziativa parlamentare. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Microimprese: sono 4 milioni in Italia e hanno bisogno di strumenti di gestione delle finanze

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

La Camera di Commercio di Mestre rivela che le microimprese in Italia sono oltre 4 milioni (98.2% del totale) e occupano 8 milioni di persone, il 56.4% di tutti gli addetti del settore privato in Italia. Nessun altro paese europeo mostra una centralità così forte delle microimprese per l’occupazione dei cittadini.Le imprese italiane con meno di 20 addetti hanno generato (2015) 1.071 mld di fatturato e questo incide per il 35,9% sul totale nazionale. Questa tipologia di azienda rappresenta davvero l’asse portante dell’economia del paese.Anche per i negozi e le microimprese è fondamentale pensare ad una gestione finanziaria coerente. Anche un’azienda di piccole dimensioni si può dotare di tool semplici che supportino il processo decisionale dell’imprenditore.Molto spesso in attività di questo tipo, le scelte nella gestione finanziaria sono affidate all’esperienza e al “sesto senso” dell’imprenditore. Queste decisioni, spesso corrette, possono essere facilmente supportate, od in alcuni casi confutate, dalla visualizzazione dei dati già presenti in azienda. Si possono così evitare errori costosi e prendere in tempo le decisioni corrette.Il controllo finanziario deve avere una duplice valenza: verificare le entrate e le uscite in tempo reale ma anche fornire previsioni e stime per il futuro.
Un altro aspetto fondamentale è la semplicità. Nelle piccole aziende e nei negozi non serve spendere cifre importanti in formazione e tecnologia: serve immediatezza, chiarezza, performance. La gestione deve essere automatizzata: lo strumento deve ricevere, ad esempio, le fatture ed archiviarle in autonomia. Così da permettere un consistente risparmio di tempo e fatica nell’inserimento di tutti questi dati.Lo strumento scelto deve poi divenire passo passo un assistente virtuale in grado di orientare e migliorare le scelte del negozio o della microimpresa. Quotidianamente. Perché le sfide e i problemi sono cose di tutti i giorni. Lo strumento deve essere anche in grado di fare delle simulazioni e dare indicazioni e interpretazioni sui dati inseriti.La semplicità di uno strumento di questo tipo deve consentire al titolare stesso del negozio o della microimpresa di navigarlo, utilizzarlo e sfruttarlo al meglio. Soprattutto a seguito dell’introduzione della Fatturazione Elettronica tra privati si rende necessario un sistema simile che possa registrare e gestire i documenti stessi.Per rispondere a tutte queste esigenze c’è Zillions, ad esempio, il nuovo strumento lanciato dalla startup bolognese Simplavivo, che ha rilasciato sua versione Business, dedicata proprio alle microimprese.Zillions Business svolge alcune funzioni fondamentali e utilissime:
· Riceve le fatture e le archivia
· Interpreta e classifica le righe di fattura
· Fornisce un’analisi per categoria, prodotto e intervallo temporale e centro di costo in tempo reale.
E poi confronta le uscite con i periodi precedenti ed il budget impostato e consente di fare previsioni e stime per il futuro, essendo perfettamente compatibile con la gestione elettronica delle fatture.

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Sicurezza: Fp Cgil, ddl Polizia Locale depotenziato senza risorse e strumenti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

“Una riforma, da tanto tempo attesa, che parte già depotenziata perché non prevede risorse e strumenti efficaci a sostegno”. Così la Funzione Pubblica Cgil commenta il via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega sulla riforma della Polizia Locale.Per la Fp Cgil, aggiunge, “la funzione di sicurezza urbana e il ruolo della Polizia Locale sono parte importante delle politiche delle Autonomie Locali che attendono investimenti e valorizzazione da troppo tempo, per questo chiediamo che qualsiasi intervento normativo non rappresenti solo un impegno generico ma una svolta reale. Inoltre – prosegue -, viene utilizzato lo strumento della delega al Governo che indubbiamente allungherà i tempi di realizzazione della riforma, quando in tutti questi mesi non sono mancate le occasioni in Parlamento per poter dare immediata risposta alle esigenze e ai bisogni del personale della Polizia Locale”.Secondo la Funzione Pubblica Cgil, “nonostante emergano nella delega elementi che noi da tempo chiediamo, non possiamo non sottolineare il criterio di invarianza di spesa che rischia di compromettere l’efficacia dell’intervento. Ciò che rivendichiamo con forza è lo stanziamento di risorse necessarie per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale e di tutto il comparto delle Funzioni Locali, a partire dalla necessità di rinnovare il contratto nazionale e di garantire maggiori risorse per la contrattazione integrativa”. Per queste ragioni il sindacato sottolinea “l’esigenza di una modifica del testo che renda esplicito lo stanziamento di risorse che possano garantire l’estensione di tutele al settore, consapevoli dell’impossibilità di realizzare una riforma a costo zero. Per tali ragioni, anche alla luce di impegni presi dal Ministero dell’Interno, è fondamentale aprire un confronto per definire gli opportuni emendamenti e per riconoscere al più presto diritti e tutele agli oltre 60 mila dipendenti della Polizia Locale”, conclude la Fp Cgil.

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La scuola si trasforma “alla pari” con strumenti e modelli condivisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Maggio 2019

Dopo il successo della prima edizione che ha coinvolto 470 insegnanti, la Fondazione Mondo Digitale lancia a 5 “super docenti” la sfida di formare oltre 500 colleghi di 5 regioni all’uso di Google Computer Science First (g.co/csfirst/it) per l’insegnamento del coding in classe. Con la collaborazione di docenti della scuola primaria, prende vita anche il primo tentativo di curriculum mapping e di sperimentazione dell’uso della piattaforma per l’insegnamento delle materie tradizionali.Anche per il 2019 la Fondazione Mondo Digitale è al fianco di Google per appassionare i docenti della scuola italiana al pensiero computazionale attraverso l’esperienza di Computer Science First, la piattaforma gratuita, semplice e innovativa per insegnare e apprendere nuovi linguaggi di programmazione e acquisire velocemente le competenze digitali per integrare la didattica con metodologie più efficaci e trasversali.
Dopo il successo della prima edizione, che ha coinvolto 470 insegnanti e 9.000 studenti, la Fondazione Mondo Digitale lancia una nuova sfida a 5 “super docenti” che dovranno formare nel 2019 oltre 500 colleghi di Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Piemonte. Il modello di insegnamento “alla pari”, supportato da attività guidate, giochi e video animazioni, aiuta il docente, anche senza esperienza, a introdurre i nuovi linguaggi digitali nell’insegnamento delle materie scolastiche e a creare curriculum verticali, dalle elementari alle superiori, che rispettano tempi e modalità di apprendimento di ciascuno studente, anche con bisogni speciali.La piattaforma, basata sul linguaggio intuitivo Scratch, ideato dal gruppo Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab, non è pensata solamente per acquisire in modo veloce le abilità base di programmazione ma anche per accompagnare i docenti lungo percorsi didattici capaci di intrecciare il coding con le discipline curricolari. Il lavoro fianco a fianco con alcuni insegnanti di scuola primaria, protagonisti della prima edizione del progetto, ha permesso infatti alla Fondazione Mondo Digitale di sperimentare un primo tentativo di mappatura del curriculum per creare connessioni tra le aree di attività di CS First (Story-telling, Fashion and Design, Arte, Friends, Social media, Game design, Animation, Mathematics, Computer Science) e le principali materie scolastiche. Il risultato della collaborazione è una selezione di attività trasversali che ogni insegnante può implementare e personalizzare secondo le proprie esigenze per trovare soluzioni pedagogiche nuove e accattivanti: da animazioni di scienze sul ciclo dell’acqua e sulla nascita della terra, a progetti di storytelling sulla storia, fino a giochi interattivi di geografia, matematica e inglese. Nel mese di ottobre, con la “CSF League”, vengono premiati i progetti migliori realizzati dai docenti insieme ai loro studenti.
“I risultati raggiunti con la prima edizione del progetto ci hanno confermato che ci sono moltissimi docenti e dirigenti innovatori pronti a sperimentare nuovi modi di fare didattica. Il nostro impegno, al fianco di Google, è quello di offrire formazione e strumenti per renderli protagonisti del cambiamento e attori consapevoli della trasformazione digitale della scuola”, dichiara Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.“A Google vogliamo ispirare i giovani di tutto il mondo non solo a utilizzare la tecnologia, ma anche a crearla. Desideriamo preparare gli studenti per il futuro, e incrementare l’accesso all’educazione informatica. Per questo siamo entusiasti di collaborare nuovamente con il nostro partner Fondazione Mondo Digitale per la formazione di 500 insegnanti sui moduli di Computer Science First”, dichiara Verónica Gebhardt, Google Education Program Manager.Per prenotarsi ai corsi di Google Computer Science First https://forms.gle/uR5Q4hbHPMWqGxmY8

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“La Centrale Rischi e gli strumenti strategici per il credito bancario”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Chiusi (SI) Mercoledì 31 ottobre, alle ore 17.30, presso la sede aziendale di Readytec Spa – Località Querce al Pino – Strada Provinciale 146 n.19, si terrà il seminario gratuito “La Centrale Rischi e gli strumenti strategici per il credito bancario”, organizzato dal Gruppo Imprenditori Valdichiana di Confindustria Toscana Sud. L’incontro si inserisce nelle attività del programma di lavoro della Sezione Territoriale Valdichiana, in particolare in quella di “Diffusione e aggiornamento delle Competenze di Impresa”, con contenuti formativi per gli imprenditori associati a Confindustria. Nel precedente seminario sempre dedicato a questo tema erano stati affrontati i concetti ed i criteri di valutazione basilari che caratterizzano le politiche del credito ed i conseguenti rapporti tra sistema bancario e impresa; l’incontro del 31 ottobre pv sarà invece incentrato sulla Centrale Rischi e sul Business Plan. Il primo rappresenta la piattaforma informatica a disposizione delle banche per raccogliere sinteticamente le informazioni sulle modalità con cui le aziende gestiscono le risorse messe a disposizione dal sistema creditizio; il secondo è invece uno strumento di calcolo a disposizione dell’imprenditore, a supporto delle richieste di credito, con il quale è possibile formalizzare le evoluzioni dei parametri e degli indici di bilancio in funzione delle strategie di sviluppo che si intende perseguire. “Anche con questo incontro vogliamo continuare a fornire opportunità di confronto e formazione per gli imprenditori ed i loro collaboratori” commenta Giovanni Tiezzi, Presidente del Gruppo Imprenditori Valdichiana, “la conoscenza e l’interpretazione dei molteplici aspetti del mondo del credito, che siano per esigenze correnti o straordinarie di sviluppo, non possono che migliorare la nostra valutazione presso le banche, e qualificare le nostre richieste”.

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L’assistenza agli anziani: metodi e strumenti razionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Rimini nelle giornate di venerdì 9 e sabato 10 marzo Palacongressi di Rimini, al fianco di studiosi quali Murna Downs, docente di Studi sulla Demenza presso il Centro di Studi Applicati sulla Demenza dell’Università di Bradford; l’antropologo e scrittore Marco Aime; Rabih Chattat, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna; Fabio Folgheraiter, professore di Metodologia del lavoro sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e co-fondatore del Centro Studi Erickson; il sociologo Pierpaolo Donati. E’ prevista anche la testimonianza personale di Kathy Ryan sull’Alzheimer precoce diagnosticatole a soli 52 anni. Nonostante la portata sempre crescente del problema, il dibattito tende tuttora a concentrarsi principalmente sugli aspetti medici, economici e manageriali della questione. Come rispettare l’umanità e i diritti profondi degli anziani coinvolgendo le famiglie nel prendersene cura? Come evitare che si sentano solamente l’oggetto di pratiche assistenziali? E allo stesso tempo, come favorire il benessere degli operatori? Sono solo alcune delle domande attorno alle quali si svilupperanno gli interventi della due giorni, nel tentativo di avanzare delle proposte per un’innovazione delle pratiche assistenziali che ponga in primo piano aspetti quali la relazione e il coinvolgimento attivo dell’assistito. Già da alcuni anni approcci innovativi per la cura di persone affette da problematiche neurocognitive sono andate consolidandosi in diversi Paesi, Italia inclusa, metodi che si prefiggono, in modo complementare alla terapia farmacologica, di curare la persona portando la sua storia personale a divenire la “pietra miliare” su cui costruire il progetto di cura, ma che possono essere parimenti utili anche a chi si prende cura di queste persone.
Saranno dunque i cosiddetti approcci non farmacologici a essere affrontati nel convegno, davanti a oltre 450 partecipanti, da esperti di fama internazionale, sviluppati attorno al tema del valore umano della persona, a sua volta declinato in quattro punti principali che vanno dall’accettazione della persona, al suo coinvolgimento nelle decisioni che la riguardano, passando per l’adattamento degli spazi nel rispetto di tempi ed esigenze specifiche e, ancora, per la valorizzazione di quella che è stata la storia personale dell’assistito.Cinque, in questo senso, le metodologie affrontate: l’approccio capacitante, che mira a sovvertire la tendenza in base alla quale, quando ci relazioniamo con una persona affetta da demenza, la nostra attenzione si focalizza principalmente sui suoi deficit e sulle sue difficoltà; il Metodo Gentlecare che riconosce la valenza curativa dell’ambiente stabilendo che il benessere della persona è raggiungibile mediante la costruzione attorno alla persona di “protesi” che consentano il mantenimento della maggior autonomia possibile del malato; il Metodo Montessori, che propone l’applicazione di una metodologia che favorisce l’autoeducazione e l’estensione naturale dell’autonomia; il concetto di bientratance, che punta a promuovere il benessere della persona-utente all’interno di queste istituzioni attraverso la ricerca continua della personalizzazione del percorso d’aiuto e della prestazione, e, infine, il metodo Validation tecnica di comunicazione che consiste nell’utilizzare tecniche verbali e non verbali che vanno a supportare le frequenti difficoltà relazionali che si verificano nella quotidianità di familiari e operatori, con l’obiettivo ultimo di permettere all’anziano di esprimere se stesso, indipendentemente dal contenuto cognitivo.

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Integrazione: un nuovo strumento per agevolare l’accesso al lavoro dei cittadini di paesi terzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

BruxellesBruxelles. In concomitanza con la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’ONU, la Commissione europea pubblica lo strumento europeo di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi. Si tratta di un web editor utilizzabile on line e off line che permetterà a quanti non sono cittadini dell’UE di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea. Lo strumento di determinazione delle competenze sarà uno dei primi ausili per i centri di accoglienza, i servizi di integrazione, i servizi pubblici per l’impiego e le altre organizzazioni che offrono servizi a cittadini di paesi terzi, al fine di far valere le loro competenze pregresse e gli studi fatti, oltre che instradarli verso un percorso di istruzione o formazione professionale o un’occupazione. Oltre a fornire una panoramica delle competenze dei cittadini di paesi terzi (aspetto che lo assimila a un CV), lo strumento aiuterà le organizzazioni che si occupano di migrazione a determinare ciò di cui ciascun individuo ha bisogno per potersi integrare nel mercato del lavoro. In ultima analisi esso semplificherà l’abbinamento tra chi cerca un lavoro e i posti di lavoro disponibili.
L’integrazione nel mercato del lavoro dei cittadini di paesi terzi è una delle sfide più importanti che ci riguardano tutti, soprattutto alla luce dell’afflusso passato, presente e futuro di rifugiati e richiedenti asilo. Se infatti l’integrazione fallisse, avrebbe nel lungo periodo costi molto superiori a quelli di politiche di integrazione efficaci; considerati poi la digitalizzazione e l’invecchiamento della società, l’Europa ha tutto l’interesse a diventare una destinazione attraente per le persone di talento di cui le nostre economie hanno bisogno. Per valorizzare nel modo migliore il nostro capitale umano è indispensabile far buon uso di tutti i talenti disponibili nell’UE.
Lo strumento europeo di determinazione delle competenze rientra tra le dieci azioni principali annunciate nella nuova nuova agenda per le competenze per l’Europa. Ad un anno dall’avvio dell’agenda la Commissione ha già realizzato buona parte delle azioni volte a innalzare il livello delle competenze e a favorirne una migliore applicazione in Europa.
Lo strumento di determinazione delle competenze nasce per ridurre lo scarto tra competenze e occupazione di quanti non sono cittadini dell’UE; si applica sia a coloro che hanno un livello di istruzione elevato (che potrebbero tuttavia aver bisogno di aiuto per ottenere il riconoscimento delle proprie qualifiche) sia a coloro che hanno un livello di istruzione modesto e quindi necessitano di proseguire gli studi e la formazione per sviluppare le competenze richieste dal nostro mercato del lavoro. Per alcuni cittadini di paesi terzi, poi, l’integrazione nel mercato del lavoro può essere difficile per la scarsa conoscenza delle lingue degli Stati ospitanti; lo strumento di determinazione delle competenze permetterà di individuare tali lacune. Lo strumento va a integrare l’offerta di mezzi per aumentare la trasparenza delle competenze, quali Europass e il Quadro europeo delle qualifiche (entrambi già rivisti nell’ambito della nuova agenda per le competenze), che permettono ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle autorità competenti di comparare le qualifiche nazionali con quelle ottenute in altri Stati dell’UE e altrove.In occasione del lancio dello strumento di determinazione delle competenze la Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori Marianne Thyssen ha visitato a Bruxelles un centro di accoglienza Fedasil per richiedenti asilo e ha visto di persona come lo strumento possa essere utilizzato a vantaggio dei rifugiati e dei richiedenti asilo, oltre che dei servizi e degli assistenti sociali che li accompagnano nel processo di integrazione. Un servizio dedicato alla visita è disponibile su EbS. Allo stesso tempo si svolge a Bruxelles un evento inaugurale che funge altresì da conferenza di networking.

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Neuroscienze e i nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne le fragilità

Posted by fidest press agency su domenica, 12 marzo 2017

cervelloMilano 19 maggio 2017 a partire dalle 8.00 presso il Centro Servizi Bezzi in via Massaua 6, conferenza internazionale “Storie biologiche e storie relazionali”. “I grandi progressi tecnologici degli ultimi 25 anni nel campo del neuroimaging e della neurobiologia hanno prodotto una veloce crescita delle neuroscienze, che oggi studiano sperimentalmente ogni aspetto della vita mentale. In connessione con queste conquiste, la psicoterapia psicoanalitica dell’età evolutiva ha sviluppato nuovi strumenti per comprendere i fenomeni della mente umana e curarne fragilità e distorsioni” spiega Sara Micotti psicoterapeuta dell’età evolutiva, Direttore Scientifico del Settore Psicoterapia del Centro Benedetta D’Intino Onlus. “Storie biologiche e storie relazionali è un’importante occasione di scambio interprofessionale e interistituzionale per condividere competenze e confrontarsi su situazioni cliniche e tecniche di intervento per la presa in carico precoce di bambini piccoli e famiglie a rischio”.Interverranno alcuni dei massimi esperti a livello mondiale sui temi trattati e un panel di relatori e contributor che animeranno un ricco programma di seminari a tema.
Tra gli ospiti:
Mark Solms, Presidente della Società di Neuropsicoanalisi (NPSA) che terrà una relazione magistrale introduttiva.
Yoram Yovell della University of Haifa (Chair of Neuropsychology)
Katerina Fotopoulou dello University College London
Antonino Ferro e Anna Nicolò, Past President e Presidente della Società Psicoanalitica Italiana (SPI)

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