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Scuola: Licei musicali, dal 10 maggio 400 posti in più per insegnare strumento

Posted by fidest press agency su sabato, 4 Mag 2019

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti deve cedere di fronte alle richieste di Anief alla sentenza esemplare del Tar Lazio: il Miur con la nota odierna del Capo dipartimento Carmela Palumbo avverte gli Uffici scolastici regionali che per ordine del Commissario ad acta, su ricorso predisposto dal sindacato Anief, già da quest’anno scolastico – entro la prima decade di maggio – e sino alla fine delle attività didattiche presso i licei musicali dovrà essere potenziato l’organico con l’insegnamento di un’ora suppletiva settimanale di strumento musicale nel primo biennio, che risulterà in organico di diritto dal prossimo anno come già predisposto dalla Legge di Stabilità. Poi, da settembre, gli Usr “provvederanno ad assegnare ai licei musicali le risorse di organico di diritto, secondo il vigente quadro ordinamentale”. Lo stesso potrebbe accadere per gli organici di sostegno siciliani sottodimensionati e anche ai posti nazionali per i corsi specializzanti di Tfa Sostegno sempre nel caos e pertanto soggetti ai ricorsi predisposti dal giovane sindacato.
I legali dell’Anief per conto delle famiglie e degli insegnanti avevano nel 2018 presentato ricorso per far riconoscere l’insegnamento di ulteriori 33 ore annuali di strumento nel primo biennio dei licei musicali, ottenendo, alcuni mesi fa, una sentenza passata in giudicato. Ciononostante il Miur aveva ignorato per l’anno scolastico in corso, il 2018/2019, la giurisprudenza costringendo i legali Fabio Ganci e Walter Miceli dell’Anief a chiedere al Tar Lazio l’ottemperanza e il successivo commissariamento nella persona del prefetto di Roma. Nel frattempo, per correre ai ripari, è stato definito nel comma 730, articolo 1 della legge 145 del 30 dicembre 2018, il nuovo organico di diritto per strumento musicale con una dotazione aggiuntiva di 400 posti, ma a far fede dal prossimo anno scolastico 2019/2020. Tuttavia, i legali dell’Anief hanno chiesto e ottenuto dal commissario ad acta e quindi dal Miur l’attivazione di tali posti già da quest’anno.

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Seconda ora di strumento nei licei musicali: nuovo commissariamento del MIUR

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

I ricorrenti, tutti genitori di alunni iscritti al biennio dei licei musicali che si sono rivolti agli avvocati Anief Walter Miceli e Denis Rosa per la tutela del diritto allo studio dei propri figli, hanno chiesto, per il tramite dell’azione legale di ottemperanza promossa dal sindacato Anief, l’esecuzione della sentenza n. 5792/2018 con la quale sono stati annullati i provvedimenti del MIUR che, in relazione all’insegnamento nei Licei Musicali della materia esecuzione e interpretazione, assegnavano soltanto un’ora per il primo strumento e un’ora per il secondo strumento, con conseguente decurtazione di un’ora per il primo strumento musicale. “Nonostante il favorevole provvedimento già ottenuto dai nostri legali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – il MIUR, per la formazione degli organici dei Licei Musicali, ha continuato a indicare solo un’ora di primo strumento anche per il corrente anno scolastico, contravvenendo platealmente al giudicato già emanato dal tribunale amministrativo”. Il TAR del Lazio, con la sentenza emanata in data odierna, dunque, dà piena ragione al sindacato Anief e “ordina al Ministero resistente di dare integrale esecuzione alla sentenza n. 5792/2018, depositata in data 24 maggio 2018 di questo Tribunale, nel termine di 30 giorni dalla comunicazione/notificazione della presente sentenza” e specifica come “in difetto di adempimento si nomina quale Commissario ad Acta il Prefetto di Roma, o un suo delegato, affinché provveda in luogo dell’amministrazione, nei successivi 30 giorni, a dare esecuzione al giudicato”, condannando il Ministero resistente anche al rimborso delle spese di lite, quantificate in 1.500 Euro oltre accessori di legge. “Le famiglie degli alunni interessati – conclude Pacifico – rivendicano non solo il diritto al ripristino della seconda ora di primo strumento che il Ministero dell’Istruzione ha continuato ad ignorare nonostante la sentenza favorevole, ma anche un recupero dell’ora che gli alunni hanno già perso per colpa dell’inerzia dell’Amministrazione e il Miur dovrebbe prevedere una modifica dell’orario tale da eseguire correttamente e completamente l’ordine del tribunale che imponeva, è bene ribadirlo, il ripristino della seconda ora di primo strumento per l’intera durata del biennio dei licei musicali”.

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Ripristinare lo strumento dei voucher

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

“Centinaia di migliaia le occasioni di lavoro andate perse a causa dell’abrogazione dei voucher: un danno enorme per i lavoratori e le piccole e medie imprese italiane di tutti i comparti, soprattutto, in agricoltura”. È quanto dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto e Riccardo Zucconi, firmatari di una proposta di legge presentata alla Camera, che ripristina lo strumento dei voucher con significative modificazioni alla precedente normativa. In una nota congiunta i deputati affermano: “L’obiettivo della proposta di legge è valorizzare l’utilità di questo strumento e contrastare gli abusi che si sono verificati in passato. L’attuale regolamentazione del lavoro occasionale oltre a determinare un aumento esponenziale del lavoro nero, ha creato confusione nelle procedure ed inaccettabili aggravi burocratici per le aziende”.

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I 10 motivi per cui la Posta Elettronica Certificata non è sostituibile o equiparabile ad alcun altro strumento

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

A cura di Stefano Sordi, Direttore Marketing di Aruba. Gli ultimi dati rilasciati da AgID sull’utilizzo della PEC in Italia nel primo bimestre 2018 segnano un nuovo record con 8.168.410 caselle attive e 221.023.300 messaggi scambiati. Ma a fronte di numeri tanto positivi, negli ultimi tempi si è creata una sorta di confusione riguardo a quelli che sono gli usi concreti della PEC e – ancora di più – riguardo alle reali differenze tra una e-mail ed una PEC e, ancora, tra una PEC ed altri strumenti che si equiparano ad essa pur non avendone le stesse caratteristiche. Per tale motivo, Aruba ha voluto coinvolgere una fonte esterna, l’Avvocato Massimiliano Nicotra, esperto in Diritto dell’Informatica, per stilare un vero e proprio decalogo che possa fugare ogni dubbio sui reali benefici della PEC.
1. La PEC è una raccomandata 2.0. La PEC ha lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento: fornisce la prova della data ed ora di invio e di quella di ricezione di un messaggio e, inoltre, dà prova anche del contenuto del messaggio perché lo rende immodificabile. E’ importante sottolineare che la comunicazione assume tale valore solo se i messaggi vengono scambianti tra due indirizzi PEC e non tra una e-mail e una PEC.
2. La PEC ha contenuto protetto. La legge vieta ai gestori della PEC di avere conoscenza del contenuto delle informazioni trasmesse. Su tutti i messaggi PEC, quindi, c’è un vincolo di segretezza, come quello riconosciuto dalla Costituzione per la corrispondenza normale.
3. La PEC è obbligatoria per le Pubbliche Amministrazioni. Tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane sono obbligate ad accettare le comunicazioni a mezzo PEC. Questo significa che con una PEC è possibile depositare istanze, denunce ed atti, utilizzandola in congiunzione con una firma digitale, e che la Pubblica Amministrazione è obbligata ad avviare il procedimento amministrativo.
Ad esempio è possibile utilizzarla per partecipare a concorsi pubblici, richiedere documenti previdenziali, anche se all’estero, avviare pratiche amministrative ed inoltrare domande per benefici e contributi alla PA. Inoltre, per le imprese, è previsto dal codice degli appalti che le comunicazioni nelle gare avvengano a mezzo PEC.
4. La PEC è il domicilio digitale di tutte le società. Tutte le società sono obbligate ad inserire, nel registro delle imprese, un indirizzo PEC che costituisce il proprio domicilio digitale.
Questo significa che è possibile effettuare tutte le comunicazioni (come il recesso da un contratto di abbonamento o la denuncia di un sinistro all’assicurazione) tramite PEC, dando così pieno valore alla data e all’ora della comunicazione.
5. La PEC è il domicilio digitale di tutti i professionisti. Anche i professionisti iscritti agli albi (commercialisti, avvocati, medici, architetti, notai e non solo) sono obbligati ad indicare un indirizzo PEC al proprio ordine di appartenenza. Per inviare comunicazioni importanti ad un professionista è, quindi, possibile utilizzare la PEC per ricevere piena prova delle stesse.
6. Con la PEC è possibile dare data certa a qualsiasi documento. Per far sì che un documento abbia una data certa è possibile inviarlo via PEC (con un auto-invio o spedendolo ad un conoscente). Utilizzando la PEC, infatti, si rende evidente che il documento esiste ad una certa data ed ora, dato opponibile a chiunque. Poiché la PEC certifica anche il contenuto di un messaggio, compresi gli allegati, questo consente di ottenere una prova circa l’esistenza del documento ad una certa data.
7. Con la PEC è possibile semplificare le comunicazioni obbligatorie. Ci sono tante comunicazioni che la legge richiede vengano effettuate e che necessitano di una prova circa il ricevimento. Assemblee di condominio, comunicazioni con la scuola e l’università, con il proprio datore di lavoro o con i dipendenti, disdette di servizi, messaggi alla banca, chiarimenti sulle bollette. La PEC consente di inoltrarle tutte dal proprio computer, risparmiando tempo e denaro ed avendo la certezza legale della trasmissione.
8. La PEC non si ammala. Per legge i gestori dei servizi di PEC devono verificare che i messaggi non contengano virus informatici e malware. Questo significa che la PEC è sicura, perché se un messaggio contiene un virus viene automaticamente scartato dai sistemi e non recapitato. Con la PEC, quindi, si ha una maggiore sicurezza e tranquillità nelle comunicazioni elettroniche.
9. La PEC è molto più di una e-mail tradizionale. L’e-mail tradizionale difficilmente può essere utilizzata in un processo. Basta, infatti, che l’altra parte ne disconosca il contenuto ed il giudice non può tenere conto dei messaggi di posta elettronica presentati in giudizio. La PEC, invece, fornisce garanzia del contenuto del messaggio, e, se spedita ad uno dei soggetti che sono tenuti a farne uso (PA, società, professionisti iscritti agli albi), questo non potrà eccepire di non aver ricevuto il messaggio o il suo contenuto (anche se non lo ha letto).
10. La PEC si affida ad una Certification Authority. I Certificatori Accreditati sono soggetti pubblici o privati che emettono firme elettroniche qualificate conformi al Regolamento eIDAS n. 910/2014. Inviare con una PEC un documento informatico sottoscritto con tali firme consente di dare certezza sia alla data ed ora di trasmissione sia alla paternità del documento, garantendo così la massima certezza giuridica e sicurezza del messaggio.
I messaggi scambiati nel corso del 2017 sono stati oltre 1 miliardo e 454 milioni, in netto aumento rispetto al periodo precedente; da questo, ne emerge un altro ancor più impressionante, ossia una media di quasi 4 milioni di messaggi PEC scambiati al giorno. Si tratta di dati estremamente incoraggianti e – continuando a sensibilizzare sulla bontà del mezzo – non potranno che continuare a crescere.

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Educazione finanziaria: parole vuote o strumento concreto?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 dicembre 2017

firenzeFirenze. Si è svolto giorni fa un convegno presso la sede della Banca d’Italia a Firenze sull’Educazione Finanziaria. Sono state presentate le iniziative che ha preso e prenderà la Banca d’Italia per favorire l’educazione finanziaria dei cittadini. In particolare è stato presentato il libro “Risparmio alla pari” frutto della collaborazione fra “il Corriere della Sera” e la Banca d’Italia ed i video fatti in collaborazione con il giornalista e storico Paolo Mieli per la serie “Economia e Finanza: non è mai troppo tardi” dedicati all’educazione finanziaria per gli adulti.
Il libro è fatto molto bene, partendo dalle decisioni dell’Arbitro Bancario e Finanziario fornisce in modo molto accessibile alcuni concetti fondamentali per fare scelte consapevoli in materia prevalentemente bancaria (c’è anche qualche accenno agli aspetti legati agli investimenti finanziari, ma sono marginali). Sarebbe molto utile che questi contenuti fossero messi a disposizione in un sito accessibile a tutti, visto che tra poco il libro sarà difficile da trovare.
I video, francamente, sono molto poco utili, noiosi, ingessati, con contenuti decisamente scontati, ma sopratutto poco attraenti. Molto più interessante, invece, il progetto di Orizzonti TV che è una Web TV interamente dedicata all’educazione finanziaria.
Come in tutti i convegni dedicati a questo tema, per l’ennesima volta, è stata presentata la slide che dimostra come più della metà degli italiani non sia in grado di rispondere ad una banalissima domanda sull’interesse semplice, e molti meno non sono in grado di rispondere alla domanda sull’interesse composto. A livello internazionale le competenze in tema finanziario sono indagate con un piccolissimo gruppo di domande estremamente banali. Le competenze necessarie per rispondere correttamente a queste domande (e quindi passare il test) sono largamente insufficienti a fare scelte d’investimento consapevoli. Eppure la maggioranza delle persone non supera neppure questi test.
Ancora una volta, per l’ennesima volta, ho toccato con mano che non è stato sottolineato con la necessaria forza un aspetto centrale dal quale è indispensabile partire se vogliamo seriamente parlare di educazione finanziaria: nel mondo, ed in particolare in Italia, esiste un analfabetismo funzionale che è impressionante. Circa la metà degli italiani non è in grado di leggere un testo di media complessità e comprenderlo! Questo è un dato di fatto che non si può ignorare.
E’ assolutamente velleitario pensare di fare educazione finanziaria a queste persone. Prima sarebbe necessario fare una educazione culturale di base e poi si potrebbe sperare di poter fare educazione finanziaria a questi soggetti. Queste persone sono irrecuperabili dal punto di vista della formazione finanziaria, dobbiamo pensare a strumenti di tutela anche per loro – compresi alcuni aspetti di formazione – che non abbiano lo scopo d’insegnargli l’interesse composto (che non saranno mai in grado di capire, se prima non hanno gli strumenti culturali di base ed anche quando mai lo comprendessero non gli servirebbe a nulla), ma di evitare concretamente che le banche usino la loro ignoranza per ingrassare i loro bilanci! E qui veniamo al cuore del discorso. Se non vogliamo nasconderci dietro un muro di belle parole su come sia importante che le persone abbiano alcune nozioni di base sull’economia e la finanza, dovremmo affrontare il vero nodo che sta alla base della mancata, sostanziale, tutela degli interessi dei risparmiatori. Il risparmio non è tutelato per uno specifico, facilmente identificabile, errore di fondo delle norme che dovrebbero farlo.
Queste norme, infatti, pongono il principale presidio operativo di tutela degli interessi dei risparmiatori nelle mani dei soggetti che hanno un preciso, legittimo, interesse economico a fare esattamente il contrario. Ad oggi – infatti – la tutela del risparmio è legislativamente affidata alle norme di diligenza, correttezza e trasparenza degli intermediari finanziari (banche, società di gestione del risparmio, ecc.). Le banche avrebbero l’obbligo di operare “nell’interesse del cliente”. Il punto è che nella maggioranza dei casi, l’interesse del cliente corrisponde alla diminuzione dei guadagni della banca. La banca non è un’opera pia. Lo scopo (legittimo) della banca è quello di fare utili per remunerare gli azionisti e tutta la struttura. Non c’è norma che possa fare in modo che qualcuno vada contro il suo principale obiettivo per il quale esiste. La norma può (e deve!) chiedere ad un soggetto economico di essere corretto, diligente e trasparente, ma non di indurre il proprio cliente a comprare il prodotto più conveniente per lui e meno conveniente per la banca. Questo è utopico, non accadrà mai.
Abbiamo già visto (con la normativa in essere) che semplicemente non funziona. La finanza è un tema enormemente complesso. E’ sicuramente auspicabile che sempre più persone acquisiscano più competenze in materia, ma non possiamo pensare che questo sia uno strumento concreto di tutela degli investitori. La tutela degli investitori deve essere affidata a figure professionali specifiche e indipendenti dagli intermediari finanziari, esattamente come accade nel mondo della medicina. A nessun cittadino è chiesto di fare formazione medica e neppure è chiesto alla case farmaceutiche di consigliare ai cittadini quando prendere i loro farmaci e quando, invece, è più opportuno semplicemente riposare, mangiare meglio, ecc. La salute dei cittadini è affidata a tutto un sistema (più o meno efficace, ci sarebbe tanto da discutere) che è indipendente dai produttori di farmaci. Senza alcun dubbio l’educazione alla salute sarebbe ancora più utile dell’educazione finanziaria, ma a nessuno viene in mente di mettere in piedi tutto quello che si sta mettendo in piedi sull’educazione finanziaria. Questo semplicemente perché – fortunatamente! – esistono i medici: liberi professionisti che mediano la complessità del mondo della medica e la traducono per i clienti che non ne sanno nulla. Il problema di fondo della finanza è che si chiede ai cittadini di comprendere cose che sono strutturalmente al di fuori delle loro possibilità. Anche qualora tutti i programmi di educazione finanziaria raggiungessero il massimo dei loro obiettivi ragionevolmente perseguibili, non si avrebbe nessun apprezzabile risultato di tutela contro le pratiche commerciali scorrette. Le competenze richieste per fare scelte realmente razionali nel mondo degli investimenti finanziari sono molto più elevate delle semplici nozioni sull’interesse composto e la diversificazione. Ben venga che i cittadini comprendano questi concetti, ma anche quando li abbiano compresi, non sarebbero comunque in grado di aggirare le trappole che le banche quotidianamente gli sottopongono con i prodotti di risparmio gestito. Ciò che dobbiamo, finalmente, comprendere è che il mondo finanziario è talmente complesso che il singolo cittadino non può più essere lasciato solo alla mercé degli intermediari finanziari. E’ come se oggi lasciassimo che la salute dei cittadini dipendesse dalla “correttezza, trasparenza e diligenza” delle grandi case farmaceutiche e si chiedesse che i cittadini vadano dagli agenti di commercio delle case farmaceutiche a farsi dire come far passare il dolore… Formalmente si può fare, sostanzialmente si ha la certezza che i cittadini ingollerebbero almeno una decina di piccole al giorno, di media… Questo è quello che accade oggi nel mondo della finanza. Ciò che serve – concretamente – è la netta separazione della funzione di consulenza rispetto a quella di vendita. Non si deve affidare alle banche il compito di fare gli interessi dei clienti. Le banche, ovviamente, devono essere corrette e trasparenti, ma non deve essere loro il compito di tutelare gli interessi dei clienti. Deve essere chiaro ai clienti che le banche non fanno VERA consulenza. La “consulenza” che fanno è un’attività di vendita (più o meno corretta, dipende dalle persone, ma non è mai VERA consulenza). Le norme dovrebbero prevedere e favorire la formazione di una figura professionale separata a tutti gli effetti dall’intermediario finanziario (figura che già oggi esiste, ma è accessibile solo ad una irrilevante quota d’investitori, in genere molto facoltosi) al quale ogni investitore dovrebbe rivolgersi per tutte le sue questioni di economia e finanza. Così come esiste il medico di famiglia, dovrebbe esistere una sorta di “economista di famiglia”
che ha il compito di mantenere in salute il bilancio familiare.
Il giorno in cui la consulenza in materia finanziaria non sarà affidata alle stesse banche che hanno interessi opposti a quelli di coloro che dovrebbero consigliare, allora si potrà parlare seriamente di educazione finanziaria.Ad oggi, la sensazione che siano solo belle parale, francamente, è troppo forte!
(Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Concerto è “Double Breath”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

gianlucaRoma mercoledì 11 novembre alle 18.00 all’Università di Roma “Tor Vergata” presso l’Auditorium “Ennio Morricone” (Macroarea di Lettere e Filosofia) in via Columbia 1, nell’ambito della stagione dell’Associazione Roma Sinfonietta e dell’Associazione Musica d’Oggi si terrà il concerto è “Double Breath”, perché, come dice Gianluca Littera, “l’harmonica è l’unico strumento musicale che emette suoni in entrambi i sensi della respirazione: si respira facendo musica e attraverso la musica si respira. “Double Breath” sintetizza questa doppio movimento e rappresenta la magia dell’incontro tra i suoni, l’affiatamento e l’empatia dei suoi musicisti”. E aggiunge: “Respirare è l’azione che ci consente di vivere e permette la nostra esistenza sotto tutti i suoi aspetti. Il respiro è un flusso continuo di comunicazione con ciò che ci circonda, un vincolo vitale che rappresenta più di ogni altra azione la nostra essenza. La musica al pari dell’aria che respiriamo è impalpabile, ci raggiunge attraverso quella stessa aria che comincia a vibrare al suono di uno strumento o di un canto”.
L’harmonica di Gianluca Littera e il contrabbasso di Furio di Castri si incontrano quasi divertiti della loro differenza: gianluca1l’harmonica dal suono acuto, estremamente piccola e trasportabile, il contrabbasso dal suono profondo, estremamente voluminoso. Interpretano due mondi apparentemente distanti, in perfetta sintonia con il pianoforte di Fabio Gorlier e la batteria di Mattia Barbieri.
Nel loro concerto uniscono generi musicali diversi, da composizioni di Fauré alla musica dal sapore armeno di Hovhaness e ai colori del tango e della musica latina. Con uno sguardo speciale – nostalgico ma pieno di energia – ai colori e sapori del Mediterraneo, un mare su cui si affacciano tante culture e che attraverso le sue acque ha saputo unire popoli e suoni altrimenti lontani.
Gianluca Littera è tra i pochissimi solisti al mondo a proporsi con l’armonica cromatica in ambito sia classico che jazz. Ha fondato un proprio quartetto jazz e suona con la Kremerata Baltica di Gidon Kremer, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, l’Orquestra Sinfônica do Estado de São Paulo e moltissime altre orchestra sinfoniche in tutto il mondo. Furio Di Castri ha collaborato a lungo con Michel Petrucciani, Chet Baker, Enrico Rava, Richard Galliano, e Paolo Fresu. Ha suonato in tutto il mondo, registrando più di duecento dischi, di cui 20 come leader. Dirige il Dipartimento di Jazz del Conservatorio di Torino. Fabio Gorlier ha suonato a fianco di musicisti importanti come Billy Cobhan, Andy Sheppard, Diane Schuur, Javier Girotto e Terrel Stafford, partecipando a numerose rassegne nazionali ed internazionali. Mattia Barbieri ha collaborato con Peppe Servillo, Furio Di Castri, Rita Marcotulli Fabrizio Bosso e Javier Girotto e dall’estate 2012 suona con il quintetto di Richard Galliano.Biglietti: E. 10,00 – Ridotti E. 8,00 – Studenti E. 4,00 (foto: gianluca)

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“La psicoterapia in evoluzione: Modelli storici e nuove sfide”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2013

A presentare alla comunità scientifica  Vincenzo D’Innella Capano è stato il Direttore e docente presso la scuola Romana di Psicoterapia Familiare, Antonio Acerra, psichiatra e psicoterapeuta. Questo metodo per la prima volta permette di affiancare in modo del tutto non invasivo e a supporto dei lavori con pazienti in terapia, un software capace di analizzare contenuti audio video relativi alle sedute di terapia. La tecnologia presentata, messa a punto dal team di sviluppatori dell’azienda Telpress International guidata da Vincenzo D’Innella Capano, permette di “taggare” ovvero annotare comportamenti e dialoghi che avvengono durante le sedute terapeutiche.
L’innovazione, sostiene Antonio Acerra nel corso della presentazione dei lavori, riguarda sia il metodo che lo strumento. Il metodo infatti introduce la possibilita’ di utilizzare per la clinica, ovvero per la cura dei pazienti portatori di disagio psichico, uno strumento di osservazione ed annotazione quali-quantitativa, al fine di programmare un intervento piu’ efficace nel campo delle cure psicoterapeutiche. Quanto allo strumento, continua il dottor Acerra,siamo davanti ad uno strumento software sviluppato per altri scopi ed adattato per gli interventi di psicoterapia.Lo sviluppo della tecnologia ha richiesto oltre due anni di impegno ed investimenti, inclusa la necessita’ di acquisire nuove conoscenze nel settore audio-video, sottolinea Vincenzo D’Innella Capano della Telpress, azienda che si occupa da oltre 30 anni di soluzioni orientate al mondo dell’editoria producendo sistemi editoriali e di distribuzione dei notiziari; anche se con risultati promettenti, continua, non e’ stato semplice deviare lo sviluppo di uno strumento nato per altri scopi adattandolo in un settore specifico e particolare come quello della psicoterapia. “Abbiamo lavorato a contatto con il dottor Acerra per oltre un anno, tra le difficolta’ anche la necessita’ di integrare un team di scuole di psicoterapia Italiane, con quello Olandese di sviluppo tecnologico (la Telpress International ha sede in Olanda)”.L’introduzione del concetto di tag o annotazione nell’ambito della terapia psicoterapeutica non e’ del tutto nuovo, ma la novita’ dell’approccio consiste nell’appoggio di una tecnologiasufficientemente performante da permettere anche lo streaming e dunque la visione ed il “Tag” anche in diretta di sequenze in sedute di psicoterapia da parte di studenti con supervisori.Questo non solo costituisce una segnale positivo per la ricerca, ma permette di migliorare anche la didattica offrendo un vantaggio evidente anche nella clinica.Non sappiamo quanto ancora la nostra mente abbia da rivelarci ma sappiamo di aver bisogno di migliorare la ricerca perfezionandone persino il metodo laddove necessario, come nel caso della ricerca in psicoterapia; è rassicurante e degno di nota sapere che in Italia ci siano operatori che si dedicano a tutto questo, “taggando” la nostra mente.

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Il progetto di paesaggio come strumento di ricomposizione dei conflitti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Italiano: Chiesa di Sant'Ivo alla sapienza int...

Italiano: Chiesa di Sant'Ivo alla sapienza interno Palazzo della Sapienza, Roma (Photo credit: Wikipedia)

Roma venerdì 20 aprile 2012 ore 9.00 – aula magna – Facoltà di Architettura via Gramsci 53, Venerdì prossimo si terrà la V edizione del Colloquio internazionale organizzato dal dottorato in Progettazione e gestione dell’ambiente e del paesaggio al quale, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e delle università, porteranno il loro contributo esperti di diverse discipline italiani e stranieri.
Il tema dell’incontro è Il progetto di paesaggio come strumento di ricomposizione dei conflitti.
Si parlerà della necessità della formazione di una coscienza nuova nella difesa del territorio e dei beni comuni dai conflitti crescenti: a fronte di una realtà che vede il territorio come “substrato indifferente” e quasi abiotico da riempire con le attività e gli impatti più disparati, va contrapposta una rete consapevole di azioni per un equilibrio efficace in termini di sicurezza ambientale e di equità sociale ed economica.
Il progetto di paesaggio, in virtù della sua trans-disciplinarietà, può essere uno strumento di chiarimento, mediazione e ricomposizione dei conflitti per affrontare la mutazione dei territori facendo lavorare in sinergia i diversi punti di vista e le capacità. Questa edizione è stata organizzata con l’Unità di Ricerca Paesaggi del Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza, i dipartimenti DIBAF e DAFNE della Tuscia, STAT del Molise, con la partecipazione delle Ente CRA e del CURSA. I relatori, oltre che dai citati dipartimenti ed enti, provengo da altri dipartimenti e dal dottorato di ricerca in Storia dell’Europa della Sapienza e dalle Università di Strasburgo, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria,Trieste e dal Ministero per i beni e le attività culturali.

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La poesia mette a fuoco la vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2012

Roma Sabato 17 marzo 2012 ore 10.00 aula Oriana – via Salaria 113, si terrà il primo incontro del ciclo di lezioni dal titolo La poesia mette a fuoco la vita, rassegna culturale di poesia e di scrittura poetica nella comunicazione con Davide Rondoni. La rassegna è promossa dal Laboratorio di scrittura e cultura della comunicazione ed è sostenuta dalla Fondazione Claudi. Il ciclo di 10 incontri è finalizzato a stimolare la riflessione sulla scrittura e sulla lettura in Italia, sulle funzioni della narrativa e sulla sua capacità di rappresentare una risorsa per il paese. Le tematiche saranno trattate in una dimensione di didattica collaborativa offrendo agli studenti la possibilità di confrontarsi con un parterre di professionisti e studiosi portatori di differenti punti di vista in un confronto produttivo con gli studenti. In tal modo, la rassegna culturale vuole rappresentare un mezzo per ricapitolare le caratteristiche della scrittura come risorsa professionale e strumento per leggere la realtà sociale e incidere su di essa. Al laboratorio possono partecipare studenti, docenti, personale tecnico/amministrativo e la comunità esterna. Gli altri appuntamenti si svolgeranno venerdì 30 e sabato 31 marzo, venerdì 20 e sabato 21 aprile, venerdì 27 e sabato 28 aprile, venerdì 4 e sabato 5 maggio.

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“Leggi Oggi”: il quotidiano di informazione giuridica

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Edito da Maggioli, promuove una campagna in difesa del diritto di accesso alla giustizia, schierandosi contro i costanti aumenti, a carico di cittadini ed imprese. Il contributo unificato, previsto dal D.P.R. n. 115/2002, è una tassa sulla giustizia civile ed amministrativa che ogni cittadino o impresa nel momento in cui intende far valere un proprio diritto o interesse deve pagare prima dell’inizio del procedimento. Il contributo unificato è stato progressivamente aumentato da Governi e Parlamenti di ogni colore politico che lo hanno visto come strumento per “fare cassa”, senza comprendere che l’aumento dello stesso avrebbe dovuto essere accompagnato da un miglioramento della qualità del servizio giustizia. Di conseguenza, cittadini e imprese sono stati costretti a pagare sempre di più un servizio scadente, mai ripensato con disegni riformatori seri ed organici. Inoltre, l’art. 37 del Decreto Legge n. 98/2011 (c. d. “Manovra economica correttiva”) contiene delle previsioni particolarmente gravi in materia di contributo unificato: l’introduzione del contributo nelle cause di lavoro, nei giudizi per separazione personale dei coniugi e nelle liti tributarie (fin qui esenti), oltre al sistematico aumento degli importi dovuti nelle controversie civili ed amministrative (fino a 4.000 euro per il ricorso al Giudice Amministrativo in materia di appalti). L’aumento del contributo unificato non determinerà alcun miglioramento del “sistema giustizia”, né garantirà il gettito atteso: si tratta di una misura che avrà l’unico effetto di rendere più oneroso il ricorso ai Tribunali da parte di chi ne ha bisogno ed è già è stato penalizzato dalla lunga crisi economica.
L’aumento del contributo unificato sicuramente diminuirà il contenzioso, discriminando i cittadini le imprese in base alle disponibilità economiche e colpendo in modo grave ed ingiustificato – nel silenzio generale – tutto il settore dell’avvocatura, già da molto tempo in crisi. Per questi motivi, LEGGI OGGI ha deciso di promuovere un’importante campagna contro gli aumenti ingiustificati, e in particolare contro l’ultimo Decreto Legge n. 98/2011. E’ possibile lasciare la propria firma a sostegno dell’iniziativa direttamente sul portale del quotidiano, http://www.leggioggi.it
Da oltre un secolo il Gruppo Maggioli è riconosciuto come la principale organizzazione aziendale impegnata in un ruolo guida per chi opera nelle Amministrazioni Pubbliche locali e nelle professioni ad esse collegate.
Maggioli Editore Realizza la più vasta e differenziata gamma di opere editoriali per i settori di riferimento. Con più di 1.500 titoli a catalogo, oltre 30 periodici specializzati, prodotti software, banche dati su CD Rom, servizi internet e newsletter telematiche, rivolti ad amministratori, dirigenti e funzionari degli Enti Locali, ed ai liberi professionisti, ne fanno oggi un indiscusso punto di riferimento nel mercato dell’editoria specializzata. http://www.meridiancommunications.it

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Medicina: Facilitare la gestione del paziente e ridurre i costi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Il software, sviluppato da Genomedics e Millennium, ha conquistato il consenso dei camici bianchi e si candida a strumento di eccellenza nei processi di Clinical governance nelle Cure primarie
Si chiama MilleGPG, il software di ultima generazione sviluppato da Genomedics e Millennium su indicazioni della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) per supportare i medici di famiglia nel Governo clinico delle Cure primarie. Lanciato ufficialmente da pochi mesi, è già stato scelto da un’ampia platea di generalisti che continua ad allargarsi giorno dopo giorno. E al SANIT 2011, ospitato al Palazzo dei Congressi di Roma-Eur dal 14 al 17 giugno, sono stati presentati i primi esempi applicativi dello strumento, il cui principale pregio è quello di offrire un vero e proprio “cruscotto informatico” orientato all’eccellenza professionale. “MilleGpg – sottolinea Claudio Cricelli, presidente della SIMG – servirà alla medicina generale di domani non soltanto per indirizzare la qualità delle cure ma anche per misurare questa qualità. Siamo alla vigilia di una rivoluzione che vedrà l’applicazione dei costi standard nel governo economico della Sanità, noi disponiamo già oggi di uno strumento che aiuta a identificare l’appropriatezza delle prestazioni in termini di risultati percepiti dai cittadini”. “Il software – spiega Gerardo Medea, responsabile per la SIMG del progetto MilleGPG – offre un’ampia gamma di opportunità: il medico può fare audit, può svolgere ricerca clinica in tempo reale – attraverso il collegamento in rete con gli altri medici che usano lo strumento – può migliorare l’appropriatezza terapeutica con effetti positivi sulla sicurezza del paziente e sull’efficienza del sistema, infine può dialogare con gli amministratori sanitari in una nuova modalità di analisi dei comportamenti clinico-prescrittivi che certamente è più gradita ai generalisti rispetto ai vecchi report economici”. In sostanza, MilleGPG è lo strumento con cui i medici di famiglia possono finalmente prendere in mano la governance delle Cure primarie e dell’assistenza sul territorio. “Le esperienze maturate finora – afferma Ovidio Brignoli, vicepresidente della SIMG – dimostrano che quando i singoli medici e i gruppi di medici effettuano una valutazione continua dei propri comportamenti rispetto agli indicatori forniti dalla letteratura internazionale si genera una spinta della professione al miglioramento: i pazienti vengono assistiti meglio, migliorano le scelte rispetto all’uso delle risorse diagnostico-terapeutiche, in sostanza migliora la qualità delle cure e il livello di impiego delle risorse”. In questo percorso verso l’eccellenza nella governance, medicina generale e MilleGPG possono avvalersi del sostegno di Teva Italia, produttore leader nel comparto dei farmaci generici. “La nostra azienda – sottolinea Marco Grespigna, Head of Business Unit retail di Teva – cerca da sempre di portare benefici ai sistemi sanitari attraverso la produzione di ‘off patent’, grazie ai quali si possono liberare risorse da destinare allo sviluppo di farmaci innovativi, che attualmente contribuiscono per il 30-40% al fatturato mondiale del gruppo”.

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“Apologia dell’ebraismo”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Quest’opera di Dante Lattes, pubblicata per la prima volta dall’editore Formiggini nel 1923, all’interno di una collana di Apologie, continua ad essere un valido strumento per un primo, esaustivo approccio alla religione e alla cultura ebraica, ancora oggi poco o approssimativamente conosciute in Italia, ma alle quali tutti siamo largamente debitori. Se a ragione l’uomo moderno “non può non dirsi cristiano”, non è meno vero che la storia dell’umanità avrebbe preso una strada diversa, e senza dubbio peggiore, senza l’apporto fecondo e determinante del popolo ebraico. Conoscere l’ebraismo è, dunque, necessario per riflettere sulle nostre radici e, nel contempo, valutare se il nostro percorso ha pienamente tenuto conto degli insegnamenti morali e sociali elaborati dalla Chiesa e dalla intellighenzia di Israele.
Dante Lattes (1876-1965), uno dei maggiori rappresentanti dell’ebraismo italiano, è stato scrittore, giornalista (“Il corriere israelitico”, “Israel”, “La Rassegna Mensile di Israel”, del quale è stato direttore fino alla morte), traduttore, educatore, rabbino. Oltre al presente volume, si ricordano: “Commento alla Bibbia”, “Il sionismo”, e “Nel solco della Bibbia”. Prefazione di Giuseppe Laras, Nota di Claudio Vercelli, Edizioni La Zisa, pp. 122, euro 9,90
Le Edizioni La Zisa aderiscono ad “Addiopizzo” e a “Libera” di don Ciotti e tutti i volumi pubblicati sono certificati “pizzo free”.

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Maroni e l’uscita dell’Italia dall’Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

“È sconcertante che un ministro dell’Interno minacci l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea, o peggio ancora metta in dubbio l’essenzialità e la centralità della stessa. L’UE nacque  come risposta all’enorme disastro del secondo conflitto mondiale e venne immaginata come strumento di collaborazione affinché tragedie simili non si ripetessero. Dubitare oggi, in un momento di altissima instabilità internazionale, della sua esistenza appare una follia; sebbene sarebbe opportuno fare un’analisi profonda e obiettiva sull’attuale efficacia e funzionalità delle sue Istituzioni. Maroni accusa l’Europa di averci lasciato soli nella gestione dell’emergenza immigrazione, ma non si rende conto che,  se l’Europa non ci dà ascolto, ciò dipende dall’inadeguatezza e dalla caduta di credibilità del governo di cui fa parte.   I leghisti sono stati capaci di creare polemiche persino sull’indissolubilità della nostra Patria, ora lo fanno pure su quella comune europea. L’Italia, che è da sempre una colonna portante nel processo di integrazione europea, che ha contribuito sin dall’inizio alla costruzione politica e culturale dell’Unione rimarcando le comuni radici storiche, culturali e religiose merita di essere rappresentata da un governo che ne garantisca dignità, autorevolezza e rispettabilità, ciò che  l’attuale non è certo in grado di garantire. Lo dichiara l’on. ROBERTO MENIA, coordinatore nazionale di FLI.

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I referendum in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2011

In passato ebbero un successo che superò ogni attesa o pensiero contrario come è stato quello famoso sul divorzio. Poi vi è stato un declino dovuto soprattutto alla sfiducia degli italiani che questo strumento potesse modificare qualcosa nella storia politica e sociale del paese. Ora ci risiamo. I temi trattati dai due quesiti referendari sono di enorme importanza. Ciò, evidentemente, giustifica il tentativo del governo di sfruttare la “stanchezza e la sfiducia nelle istituzioni” degli italiani per farli andare per conto proprio e in un periodo che molti già pensano ad altro. Se fossimo consapevoli sino in fondo della posta in gioco in specie riguardo al “legittimo impedimento” e non a convincerci del solito ritornello “tanto non cambia nulla” ma a trasformarlo in una sorta di “referendum” contro il sistema di potere di una leadership che si beffa del popolo così detto “sovrano” per governare a proprio piacimento, allora questo referendum dovrebbe trasformarsi in un vero e proprio plebiscito. Non sarà certamente così e lo sanno bene gli stessi organizzatori. Perché gli italiani sono stanchi e sfiduciati. Perché gli italiani si stanno chiudendo in se stessi e cercano solo di arrangiarsi. Perché la democrazia sta perdendo pezzi con la benedizione di chi dovrebbe sostenerla e ne ha gli strumenti. Perché abbiamo una opposizione incapace di essere unitaria e di saper governare. Perché non vogliamo un pensiero unico ma nemmeno un’armata brancaleone e siamo costretti alla fine a scegliere il meno peggio turandoci, come ci diceva il buon Montanelli, “il naso e votiamo”. Qualcuno più saputello degli altri direbbe: mala tempora currunt e ci metteremmo in pace con la coscienza. Pur sapendo che pace non è, sia per la piccola sia per la grande famiglia-stato, perché sappiamo bene che se i tempi sono cattivi anche noi ci abbiamo messo lo zampino volendo dimenticare che la politica non è l’estranea che pensiamo. Dobbiamo fare sempre e comunque i conti con essa. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Universita.it, il quotidiano on line

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Un grande traguardo quello raggiunto da Universita.it, il sito che racchiude in sé tutto il mondo universitario, diventato oggi il quotidiano on line più letto e più visitato dai giovani studenti. Un portale fatto su misura per lo studente, ed è forse questo il segreto del suo successo che con la sua nuova interfaccia grafica è arrivato a contare fino a 6000 visite al giorno con una permanenza da parte dei lettori di più di 2 minuti. Un risultato  che pone il sito come punto di riferimento fra gli studenti italiani, uno strumento capace di rispondere a tutte le domande, in cui ogni sezione è pensata per creare un nuovo servizio che agevoli e accompagni gli studenti in tutto il percorso universitario: dalla scelta della facoltà alle opportunità di studio all’estero, dai bandi per le borse di studio fino al riscatto della laurea. Di grande livello anche le collaborazioni a cui Universita.it partecipa ogni anno. Prossima infatti la sua presenza come partner alla manifestazioni Rome Mun (Model United Nations) 2011 ovvero la conferenza per studenti creata dall’Associazione Giovani nel Mondo per favorire la comprensione da parte dei giovani dei problemi di politica internazionale che si terrà a Roma dal 7 all’11 Marzo. Il sito ha sempre avuto come obiettivo primario quello di aiutare le nuove generazioni ad avere tutte le informazioni necessarie per vivere a pieno la propria esperienza universitaria, ed è per questo che ha deciso di aumentare le proprie sezioni, create e rinnovate proprio in collaborzione con gli utenti che in questi anni hanno espresso le proprie esigenze. Al suo interno, infatti oltre ad accurati primi piani di attualità e di cronaca è possibile trovare anche sezioni specifiche quali:News e Rubriche: notizie aggiornate quotidianamente sul mondo universitario con rubriche su argomenti di interesse generale come i “Prestiti d’onore”.  La sezione delle news invece comprende: “Ammissione università, Eventi, Ricerca universitaria, Cronaca, Tecnologia, Curiosità, Università estere, Diritto allo studio, Sondaggi, Video, Leggi e offerta formativa, Orientamento, Indagini e editoriale”.Bandi: tutti i bandi per borse di studio, premi di laurea e concorsi che riguardano studenti e laureati, dove un alert di scadenza per la presentazione delle domane avvertirà lo studente delle selezioni ancora attive.Atenei: dedicata alla descrizione delle città e facoltà universitarie, con una maschera di ricerca per luogo e area di studi.Ammissione: Normativa, Bandi d’ammissione e, a breve, simulazione dei Test d’ammissione.Università si presenta: sezione di contenuti sponsorizzati dove le università presenteranno la propria offerta formativa.Istruzioni per l’Uso: consigli pratici e metodologici su “Laurea” (tesi di laurea, riscatto alla laurea, diploma di laurea) “Periodi di studio all’estero” (erasmus, sedi, borse di studio internazionali) “Curriculum” (consigli e compilazioni, allegati curriculum, certificazioni lingue straniere) “Lavoro” (tipologie,agevolazioni, ricercare e ottenere lavoro), “Sistema universitario” (offerta formativa universitaria, offerta post-universitaria, università telematica), “Percorsi professionali” (esami di abilitazione,  praticantato, abilitazione all’estero).

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Risorse alle cooperative sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 febbraio 2011

“Velocizzare i provvedimenti per l’assegnazione delle risorse alle cooperative sociali che gestiscono i beni confiscati alla criminalità organizzata”.  E’ l’auspicio del consigliere regionale Idv, Giuseppe Giordano che prosegue: “L’impegno preso dalla Giunta di destinare l’intera somma di 600 mila euro a favore delle cooperative sociali ci trova pienamente soddisfatti e segna l’azione incisa della nostra interrogazione.  Il ‘question time’ si dimostra ancora una volta strumento per vigilare sull’operato della Giunta.  Il nostro lavoro – continua Giordano-  va nella direzione di aiutare le cooperative sociali che garantiscono con il loro operato quotidiano il corretto uso dei beni confiscati, simbolo di lotta alla criminalità organizzata. Sin da subito vigileremo costantemente sull’azione della Giunta e sull’ impegno delle somme previste, affinché si rendano rapidi i provvedimenti  adottati in favore delle cooperative che rappresentano un importante baluardo nella lotta alla criminalità organizzata ed un opportunità per i tanti giovani impegnati.”

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Possibili risparmi per le famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Per il 2011 si prevede una maggiore spesa per le famiglie sia per il carrello della spesa sia per le tariffe.Nonostante ciò, alcune concrete possibilità di risparmio ci sono. Vediamone alcune:
Assicurazioni: le differenze di costo fra una compagnia e l’altra possono essere rilevanti, anche di 50-100 euro. È consigliabile, pertanto, prima di rinnovare la propria assicurazione chiedere un preventivo anche alle altre compagnie. Per un confronto lo strumento del Preventivatore Unico Rc auto dell’Isvap (www.isvap.it)  può essere d’aiuto.
Carburanti: fare il pieno durante l’orario di chiusura del distributore può essere più conveniente. Infatti i c.d. iperself arrivano a sconti anche di 7-8 centesimi. Considerato che nell’arco dell’anno si utilizzano circa 1000 litri a veicolo, il risparmio per una famiglia con due veicoli può arrivare a 100 euro l’anno.
Saldi: la spesa per l’abbigliamento incide per circa l’8% sul bilancio della famiglia. Fare gli acquisti quindi nel corso dei saldi (facendo attenzione ai falsi sconti e ai falsi saldi) può portare a un risparmio significativo.
Tariffe: con la tariffa bioraria è possibile risparmiare sulla bolletta elettrica. Occorre spostare l’utilizzo di alcuni elettrodomestici (ad es. boiler, lavastoviglie, lavatrice, ferro da stiro, ecc.) nelle ore serali e nelle giornate del sabato e della domenica. Per risparmiare invece sul riscaldamento è indispensabile fare attenzione alla temperatura e agli orari di accensione/spegnimento. Per risparmiare sulla tariffa dell’acqua privilegiare la doccia rispetto al bagno e dotare i rubinetti dei c.d. flussometri.
Viaggi: la prenotazione anticipata del viaggio consente significativi sconti sia sui treni che sugli aerei. Occorre tuttavia essere certi delle date di partenza e di ritorno, poiché in caso contrario si perde il biglietto. Il costo dei c.d. voli low cost può abbattere in modo rilevante la spesa. Anche in questo caso non bisogna modificare le prenotazioni e non eccedere nel peso previsto per i bagagli.
Banche: un possibile risparmio può venire dalla rinegoziazione del proprio conto corrente e dall’apertura di un conto online.
Alimentazione: sfruttare al meglio le promozioni dei vari supermercati. Nel caso dell’ortofrutta il ricorso ai mercati rionali o ai mercati generali può consentire risparmi di spesa.

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Il linguaggio fotografico associato al progetto

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2010

Treviso  Inaugurazione sabato 11 dicembre dalle ore 18.00 (Dall’ 11 dicembre 2010 al 22 gennaio 2011) Via Roggia 52 L’Elefante – arte contemporanea. Negli anni Sessanta e Settanta per alcuni artisti la fotografia è uno strumento fondamentale della ricerca concettuale destinata a stravolgere i codici dell’arte.
Essendo per sua natura immediatamente testimone di un fatto, di un avvenimento, si presta ben più delle tecniche tradizionali ad una ricerca dove l’oggetto non ha più nulla di specificamente artistico ma conta il concetto da cui nasce, vale la dimensione mentale. Tra le varie ricerche condotte in quegli anni particolare interesse riveste la poetica riguardante la ricerca sul corpo dove questo “medium” non è da considerarsi funzionale alle azioni ma parte costitutiva del progetto dell’artista che si “mantiene” per mezzo di esso e al quale restituisce presenza concreta. Prima di essere documento essa interagisce in maniera simbiotica con l’Autore e, attraverso la sua capacità di evocare uno spazio ambiguo, mostra tutto il suo fascino. Le opere esposte alla galleria l’Elefante riguardano alcuni artisti impegnati nella fotografia di cui la galleria si occupa in maniera approfondita già da tempo: Brus, Ciam, Desiato, Lüthi, Muehl, Pane, Schwarzkogler, Tagliaferro, Zappalorto, Zaza.

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Teatro: L’arte della fuga

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Roma dal 7 al 19 dicembre 2010Via della Penintenza, 3 ( Trastevere) Teatro Stanze Segrete Di Roberto Garcìa  Regia: Paolo Pasquini Pianoforte e voce: Marta Scelli La musica nasce agli albori della civiltà come espressione spontanea delle associazioni tribali. Si sviluppa evolvendosi in una traduzione orale legata alla figura dell’autore o dell’interprete. Quanto la storia tramanda, evidenzia come la ricerca di formalizzare e strutturare la musica, risponda ad una esigenza di utilizzarla come strumento di comunicazione, definendo canoni universalmente riconoscibili. In funzione di ciò, prese forma il mestiere del “musicista” e del “compositore”. Dagli albori fino alla nascita dell’industria della musica, uno dei grandi quesiti che da sempre la accompagna è quello della musica come espressione o come forma? Ed è proprio da questa questione che prende vita L’Arte della Fuga di Roberto Garcìa, uno spettacolo finalmente dedicato alla musica colta, in cui in un perfetto connubio tra musica e parole, Massimiliano Giovanetti accompagna lo spettatore in un viaggio brillantemente creativo.

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Conciliazione lo strumento più diffuso

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Nel 2009, allo sportello della Camera di Commercio di Udine sono state depositate 109 domande di conciliazione. Di quelle attivate, 32 si sono concluse positivamente, il 70% con accordo tra le parti raggiunto con l’intervento del conciliatore chiamato, nel suo ruolo, ad aiutarle nella composizione delle divergenti posizioni. Nel 2010 (dati al 30 settembre), l’ufficio di Udine ha ricevuto 76 domande, di cui quasi il 60% tra imprese e consumatori, 6 delle quali svolte con la nuova normativa. Solo in questi giorni, durante quella che Unioncamere, da sette anni, indica come “Settimana Nazionale della Conciliazione”, sono arrivate in Cciaa una quindicina di domande, grazie anche all’agevolazione della gratuità proposta per stimolare il ricorso a questo importante strumento di composizione stragiudiziale delle controversie civili e commerciali. Sono alcune cifre, presentate dal segretario generale della Cciaa di Udine Fabiano Zuiani, che inquadrano un fenomeno su cui da anni le Cciaa italiane si stanno impegnando, istituto che l’Ente camerale udinese è stato tra i primi a sviluppare e su cui, questa mattina, ha organizzato un partecipatissimo convegno, in Sala Valduga, per fare il punto sul tema, proprio quest’anno disciplinato dal decreto legislativo 4 marzo n. 28. Una normativa che ha introdotto diverse novità, ma abbastanza controversa nei contenuti: proprio su questo, si sono confrontati studiosi, magistrati e conciliatori davanti a un pubblico numeroso e molto interessato, formato da rappresentanti delle categorie e da professionisti, avvocati, notai, commercialisti, giudici, ma anche periti, geometri e molti conciliatori. Il componente di giunta camerale Giuseppe Pavan, delegato dal presidente Giovanni Da Pozzo a introdurre l’appuntamento, ha sottolineato come «la Camera di commercio di Udine ponga estrema attenzione a questa attività, che si va affermando sempre più». A entrare nel dibattito, Mauro Bove (preside Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Perugia), Andrea Zuliani (magistrato presso il Tribunale di Udine), l’avvocato Mario Formaio e il geometra Michele Peloso, entrambi conciliatori della Camera di Commercio di Udine.

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