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Combattere la crisi con il marmo bianco

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

I dati di chiusura 2008 per il settore italiano della pietra naturale hanno fatto registrare un export di 4 milioni 228 mila tonnellate di marmi, graniti, travertini e altre pietre, grezzi e lavorati, per un valore complessivo di 1 miliardo e 792 mila euro, mentre le importazioni hanno toccato un totale di 2 milioni e 767 mila tonnellate, per 547 milioni di euro con una contrazione del -5,4% nelle quantità e -6,5% in valore rispetto al 2007, anno che si era concluso in calo perché si erano manifestati segnali di crisi già nel corso dell’ultimo semestre con frenata del mercato immobiliare americano.  Data l’importanza del settore per l’economia locale l’Internazionale Marmi e Macchine ha elaborato le statistiche Istat anche per il Comprensorio apuo versiliese rilevando che, per le sue caratteristiche, presenta un andamento diversificato per la presenza del comparto estrattivo del bianco e per la grande struttura di trasformazione diffusa su tutto il territorio. Nel complesso emerge, anche localmente, un quadro di difficoltà nonostante alcuni elementi mostrino una migliore capacità di resistenza all’impatto della crisi.  Secondo le elaborazioni curate da IMM nel 2008 il comprensorio tosco-ligure ha esportato lapidei per un totale di 1 milione e 57 mila tonnellate, per un valore di quasi 497 milioni di euro, senza includere nel calcolo anche i granulati e le polveri (vedi tavola allegata). Dal raffronto con il 2007, il saldo è di +2% in volumi e di -5% in valore, sempre sulle prime quattro voci maggiori, con un calo del valore medio unitario in controtendenza rispetto al dato nazionale. Le voci più importanti per il distretto di Carrara sono i lavorati, sia di marmo che di granito, seguite dai marmi in blocchi e lastre: questi ultimi hanno entrambi i saldi positivi sul 2007 sia per le quantità che per i  valori. I lavorati, in marmo e travertino e in granito, hanno avuto un miglioramento solo rispetto al valore medio dell’anno precedente evidenziando una situazione che, a chiusura 2008, si mostrava migliore che nel resto d’Italia. Tutto questo non significa molto perché ciascuna area interagisce con gli altri distretti, nazionali e internazionali tanto che le problematiche di ciascuna area diventano velocemente comuni anche alle altre. Un breve raffronto con il distretto veneto, per esempio, evidenzia che l’export di quella area ha subito un calo molto più pesante, su base annua e sulle stesse voci, pari a oltre il -15% in volumi e oltre il -14% in valori. Nel mix di prodotti che compone l’export locale la voce dei graniti, grezzi e lavorati pesano su Verona e Vicenza molto più dei marmi e questo si determina il differenziale che sottolinea il carattere distintivo di Carrara che può contare sulle proprie risorse naturali e sulle capacità di trasformazione costruite nel tempo e mantenute vive e operanti.

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